Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4235 del 25 febbraio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4235/IX Realizzazione del raccordo autostradale del Gran San Bernardo con riferimento allo svincolo in località Faverge. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso che nel corso della riunione della III° Commissione consiliare permanente, svoltasi il 2 febbraio 1993, è stato illustrato il progetto di variante del raccordo autostradale del Gran San Bernardo con il nuovo svincolo autostradale in località Faverge;

Rilevato che i rappresentanti del Consiglio di Signayes, presenti alla riunione della Commissione, hanno espresso giudizio negativo su tale variante chiedendo uno spostamento leggermente più a nord dell'uscita della galleria;

Appreso che la Sav sta facendo forti pressioni per iniziare i lavori sulla base di un progetto di variante che è ancora in discussione e non è stato approvato finora da nessun organo competente;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

Interpella

l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici per sapere:

1) a quali organi comunali, regionali e ministeriali è stato inviato il progetto di variante per le necessarie approvazioni;

2) se si intendono recepire le richieste degli abitanti di Signayes per uno spostamento leggermente più a nord dell'uscita della galleria;

3) che cosa si intende fare nei confronti delle iniziative della SAV per iniziare i lavori sulla base di un progetto che è ancora in discussione.

F.to Elio Riccarand

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA)Questa è l'ennesima interpellanza, frutto di una iniziativa che viene assunta dal nostro Gruppo rispetto al raccordo autostradale del Gran San Bernardo. È un problema che credo stia preoccupando seriamente non solo questo Consiglio regionale, il Consiglio comunale di Aosta, la comunità di Signayes e quella del Gran Combin, ma si sta allargando ed è oggetto di attenzione da parte dell'Associazione dei Sindaci: infatti un comunicato del Presidente di quest'ultima esprime preoccupazione rispetto a questa vicenda e chiede un approfondimento.

La questione, come abbiamo letto sui giornali di oggi, ha delle diramazioni in inchieste che ormai sono arrivate a determinare degli arresti di imprenditori e a creare una situazione molto pesante.

Noi abbiamo detto fin dall'inizio che, per come è stata impostata quest'opera, questo progetto del raccordo del Gran San Bernardo rispondeva più ad esigenze particolari della SAV e di altre imprese che all'esigenza di dare una risposta ad un problema di viabilità e alle richieste del comune di Aosta e della frazione di Signayes.

Le soluzioni che via via sono state prospettate da parte della SAV guardavano soprattutto all'interesse particolare di questa società che voleva ad ogni costo realizzare quest'opera e ha brigato in tutti i modi per riuscire ad inserire un'opera valdostana all'interno del progetto delle Colombiadi; credo che, chiunque possa ragionare con un minimo di buon senso si chieda che cosa c'entra la nostra regione con la manifestazione di Genova.

È un'opera che, si è detto, doveva essere conclusa entro il 28 febbraio 1992 ma i progetti non sono stati approvati se non alla metà del 1991, quindi con tempi che era assolutamente impossibile rispettare, anche se poi c'è stata una proroga dal 28 febbraio al 30 agosto del 1992.

È un'opera i cui lavori, sempre in nome di questa urgenza, di questa fretta, del fatto che c'era una scadenza che doveva essere assolutamente rispettata, sono stati affidati a trattativa privata, senza gara di appalto, violando le norme sulle procedure di affidamento di opere pubbliche e di interesse pubblico.

Queste sono cose che abbiamo detto più volte, sottolineando anche che, con la scusa dell'urgenza, della fretta e di tutto quello che ne deriva, non si sono mai voluti prendere in seria considerazione i problemi di tracciato e di progetto, non si sono mai volute approfondire le reali alternative, ma al contrario, la SAV più volte e in tutte le sedi, ha fatto delle affermazioni false pur di riuscire a giustificare questo suo progetto.

Sappiamo che ha sostenuto la tesi che la galleria a Signayes non poteva uscire più a Nord della Faverge perché c'era una frana sul pendio e quindi non era possibile realizzarla tecnicamente; è poi stata commissionata dalla Giunta regionale una perizia geologica per accertare l'esistenza o meno di una frana e tale perizia ha dimostrato che la frana non c'era.

La SAV aveva inoltre garantito e assicurato, e l'intera terza Commissione consiliare era stata sul posto nel novembre 1991 a fare un sopralluogo, che comunque l'abitazione della Faverge non sarebbe stata abbattuta, che ci sarebbe stata una variante leggermente più a monte in modo da evitare l'abbattimento, e di questa variante erano stati esibiti anche i progetti. Dopo 15 giorni la SAV, avendo ottenuto un decreto di approvazione della variante del progetto da parte del Ministro dei Lavori Pubblici, ha annullato questa sua disponibilità ed è ritornata a muso duro sul suo progetto iniziale.

Queste sono cose che l'Assessore ed il Consiglio conoscono bene, ma credo che sia bene ripartire da questi presupposti per arrivare alla situazione in cui ci troviamo oggi.

Oggi ci troviamo ad avere a che fare con una società che, avendo operato irregolarmente nella gestione di tutta la vicenda, è oggetto di una indagine giudiziaria, con delle imprese, a cui sono stati affidati dei lotti, che hanno i titolari che finiscono in carcere e dunque con una situazione di illegalità che è evidente, diffusa, e sotto gli occhi di tutti.

Nelle stesso tempo, nonostante questa situazione, non si vuole mettere mano ad una variante della progettazione che sia in grado di dare una risposta alle esigenze degli abitanti di Signayes; questa risposta non la si vuole dare, o quanto meno non la si è voluta dare fino a ieri, perché, si dice che ci sono problemi di fretta, di urgenza, di costi e quindi si vuole andare a modificare niente.

La proposta di variante che è stata presentata alla Terza Commissione Consiliare il 2 febbraio 1993, secondo gli stessi tecnici che l'hanno redatta, si muove all'interno del tracciato su cui già sono stati fatti gli espropri e non è stata presa in considerazione nessuna soluzione alternativa perché l'unica disponibilità della SAV era di studiare una variante che comunque non andasse a modificare il tracciato.

È quindi chiaro che c'è un tipo di variante che la Commissione ha esaminato e su cui ha espresso consensi o dissensi a seconda dei punti di vista dei Commissari, ma è comunque una soluzione che non è approvata dagli interlocutori cioè dagli abitanti della casa Faverge che verrebbe comunque abbattuta, dagli abitanti della zona di Ossan, dagli abitanti di una parte molto importante della frazione di Signayes che non accettano questo tipo di variante.

Abbiamo notato un atteggiamento da parte della Giunta regionale che, a nostro avviso, non è stato sufficientemente chiaro e deciso, riteniamo infatti che essa sia stata troppo a rimorchio delle tesi e delle esigenze della SAV e abbia al contrario difeso troppo blandamente le esigenze degli abitanti di Signayes.

Crediamo inoltre che si debba dire molto chiaramente che anche la variante di quest'ultimo progetto non è adeguata, non è adatta, e che occorre andare nel senso proposto dal nostro Gruppo sin dall'inizio e che il Comitato di Signayes ha indicato anche con dei disegni e delle progettazioni di massima fattibilità dal punto di vista tecnico, per trovare una soluzione che sia evidentemente confacente con quelle che sono le esigenze di tutti quanti.

Questa inchiesta che è stata avviata dalla Magistratura ha già portato a degli arresti, come abbiamo letto sui giornali; su La Repubblica ancora del 16 febbraio è stato scritto che è stato trovato a Genova il libro mastro delle tangenti da cui risulta che sono stati pagati centinaia di milioni per tangenti versate in connessione con la realizzazione di questo raccordo autostradale. Io non so chi ha pagato, chi ha ricevuto, possiamo solo immaginare la situazione che si è creata, sappiamo comunque però che questa operazione è stata gestita in un mare d'illegalità e sicuramente non nel segno della trasparenza e della correttezza.

A maggior ragione, rispetto a questa situazione che si è creata, credo che sia doveroso da parte della Giunta regionale prendere una posizione chiara, dire: "Qui avete cercato in ogni modo di non modificare il progetto, avete tirato in ballo la conferenza dei servizi, i tempi, le scadenze e adesso scopriamo che tutta quanta la cosa si pone in un'ottica diversa".

Quindi noi chiediamo che ci sia un impegno forte da parte della Giunta regionale per modificare sostanzialmente il progetto e per andare incontro alle richieste presentate dagli abitanti di Signayes.

L'interpellanza ha proprio lo scopo di capire in questa situazione, anche alla luce dei fatti nuovi che si stanno verificando in questi giorni, che cosa la Giunta regionale ed in particolare l'Assessore regionale ai lavori pubblici vogliono e intendono fare.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Vallet.

Vallet (UV) Le collègue Riccarand parfois exprime des certitudes que j'aimerais bien pouvoir condiviser et avoir moi-même, mais hélas ces certitudes je ne les ai pas et donc je dis que sur cet argument il y a beaucoup de choses qui laissent des doutes et qui doivent être approfondies.

Le Conseiller a fait une longue analyse de la situation et je ne veux pas réexaminer le compte tenu du fait que j'ai eu l'occasion, en troisième Commission, d'illustrer le projet. Je me limiterai donc à répondre aux questions posées dans l'interpellation. Le projet que j'ai illustré en troisième Commission a été fourni par la Société des Autoroutes Valdôtaines à l'Administration régionale, à l'Assessorat aux travaux publics et à la Commune d'Aoste.

J'ai déjà eu l'occasion de dire en Commission que la solution proposée par ce projet tient forcément compte des contraintes, et je souligne contraintes qui n'ont été pas fixées par la SAV mais par l'Anas lors de la réunion que nous avons eu avec sa direction au mois de juillet 92.

Ce projet démarre justement du fait que, si la solution était recherchée dans les terrains pour lesquels il y avait le décret d'expropriation, aucune autorisation supplémentaire n'aurait dû être demandée pour éviter justement le fait de reprendre dès le début l'iter administratif; voilà pourquoi la commission technique, qui entre temps avait été mise en fonction, a pris cette direction.

J'aurais des remarques techniques à faire sur toute une série de choses qui concernent les dossiers du géologue et des techniciens chargés, mais je ne veux pas entrer dans le mérite.

J'aimerais bien, comme le Conseiller Riccarand souhaite, donner une réponse positive aux requêtes des habitants de l'hameau de Signayes mais, je le dis pour l'énième fois, nous nous trouvons à ?uvrer avec un espace de man?uvre qui pratiquement est bien limité ou qui n'existe pas.

C'est en ce sens que, face à cette solution proposée qui évidemment ne résout pas tous les problèmes qu'on aurait voulu résoudre ou que les habitants souhaiteraient voir résoudre, nous avons demandé, le Président de la Junte et moi même, une rencontre urgente avec le Ministre Merloni pour voir s'il y a encore un espace de man?uvre.

Gremmo(...fuori microfono...) Quando lo fate quell'incontro?

Vallet (UV) Quando ce lo concede.

Gremmo(...fuori microfono...) Ma intanto la situazione è inaccettabile. Ma che risposta è questa! C'è una situazione di disagio totale e risposte come questa fanno rabbrividire! Sono cose inaccettabili perché la gente non ne può più! Non si risponde così perché prendete in giro tutti quanti e la gente è veramente stufa!

Presidente Consigliere Gremmo l'interpellanza è stata fatta dal Consigliere Riccarand. Grazie.

Gremmo(...fuori microfono...) Grazie, niente!

Presidente La parola per la replica al Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Io vorrei partire dall'affermazione che l'Assessore ai lavori pubblici ha fatto per giustificare questo progetto di variante che credo sia il punto dal quale muoversi. Il progetto di variante attualmente all'esame dell'Assessorato ai lavori pubblici e del Comune di Aosta tiene conto dei limiti imposti dall'Anas.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Anas aveva sostanzialmente detto: "Muovetevi all'interno del tracciato che già è stato definito e dei terreni già espropriati così non saranno necessarie ulteriori autorizzazioni e tutto potrà essere fatto molto più semplicemente".

Io credo che questa impostazione proposta dall'Anas non possa essere accettata, in primo luogo perché è falsa.

Non è assolutamente vero che, mantenendosi all'interno del tracciato dei terreni espropriati, non ci sia bisogno di ulteriori autorizzazioni e nessuno potrà mai convincermi del contrario perché noi andiamo ad eliminare uno svincolo a Plan Signayes e a farne uno in località Faverge e nessuno mi potrà mai dire che questo cambiamento non richieda una autorizzazione esplicita da parte degli organi competenti.

Esistono delle precise leggi urbanistiche che dicono che questa è una variante e che richiede una autorizzazione. Io dico anche: facciamo attenzione a chi sono i personaggi dell'Anas e della SAV che hanno gestito questa impostazione visto che il direttore generale dell'Anas è agli arresti per le vicende che sappiamo, il direttore generale precedente che ha gestito tutta l'operazione è latitante, gran parte dei consiglieri di amministrazione dell'Anas sono coinvolti in inchieste.

Quindi noi ci riferiamo ad impostazioni date da organismi che sono completamente delegittimati. Il Consiglio di Amministrazione dell'Anas ha fatto quello che la SAV chiedeva di fare e siccome la SAV deve pagare quest'opera perché è in autofinanziamento, evidentemente con la contropartita della concessione prorogata per 10 anni, non vuole fare un metro in più, anzi tende a far figurare il costo di questo raccordo notevolmente superiore probabilmente anche a quello reale, ma questi sono ragionamenti che evidentemente la SAV fa per giustificare il suo rinnovo della concessione e per opporsi a qualsiasi aumento dei costi.

Che la SAV abbia questa posizione, che trovi un accordo con l'Anas per sostenere questa tesi così come è riuscita a far inserire questo raccordo all'interno delle Colombiadi pur non avendo niente a che fare con l'esposizione di Genova sono operazioni di cui la stessa SAV risponderà, quello che è inaccettabile è che l'Amministrazione regionale accetti questa impostazione.

Noi questo non lo possiamo accettare perché gli interlocutori non sono legittimati a tenere questa posizione e perché questa soluzione non è l'unica possibile, è certo la sola se si accetta un certo tipo di impostazione che è nell'interesse della SAV.

Allora evidentemente io non posso considerarmi soddisfatto della risposta dell'Assessore, credo che ci voglia una iniziativa più forte, più decisa da parte dell'Amministrazione regionale su questo terreno.

Ci sono gli strumenti giuridici in mano all'Amministrazione regionale per costringere la SAV a cambiare rotta e direzione e quindi la Regione deve esercitare questa sua potestà di intervento.

Ci sono tutta una serie di cose che si possono mettere in atto, la SAV è inadempiente perché si era assunta l'impegno di consegnare le opere entro il 30 agosto 1992, ed esse non sono neanche à metà della loro realizzazione, la Regione deve secondo me intervenire non per bloccare tutto naturalmente, perché ormai non ha senso farlo, ma per modificare il progetto perché la cosa che verrà fatta sia compatibile con le esigenze poste dagli abitanti di Signayes.

Gremmo (...fuori microfono...) E non pensate che finisca qui perché ne riparleremo ancora di questa cosa; ridi, ridi, ridi tranquillo. Ricordati che questa cosa mi ha fatto veramente diventare matto!)

PresidenteConsigliere Gremmo per piacere.