Oggetto del Consiglio n. 4189 del 15 febbraio 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4189/IX Inconvenienti venutisi a creare a seguito della distribuzione di bollini di esenzione dal pagamento dei ticket sanitari. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza della situazione venutasi a creare per la distribuzione dei bollini a quanti sono esenti dal pagamento del ticket sui prodotti farmaceutici;
a conoscenza, altresì, del rinvio al 15 febbraio p.v. della data di scadenza della distribuzione dei bollini;
preso atto che l'istituzione del sistema dei bollini è limitata a 16 ricette a disposizione dell'esente;
i sottoscritti consiglieri regionali
interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
- quali sono le iniziative che intende assumere al fine di evitare certe disfunzioni nella distribuzione dei bollini agli aventi diritto, da parte dell'USL;
- il programma degli interventi che la Giunta regionale ha predisposto per venire incontro a quei pensionati, anziani e cittadini più poveri ai quali non sono sufficienti i 16 bollini annui per curarsi.
F.to: Beneforti - Limonet - Bondaz.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.
Beneforti (DC) Quando abbiamo presentato questa interpellanza, eravamo nel caos dei bollini. Io credo che il caos debba essere evitato, così come doveva e poteva essere evitato il caos all'atto delle prenotazioni di coloro che intendevano sottoporsi a visita medica, come avviene tutti gli anni, per recarsi nella clinica di Albenga per le cure.
Spero che questo spettacolo, per i rilievi che ha avuto sugli organi di informazione e per le conseguenze sui cittadini, non si abbia più a ripetere.
Con una diversa organizzazione si potevano evitare tanto il caos dei bollini quanto quello ancora più grave per le prenotazioni per Albenga.
Il Ministero ed il Governo hanno prorogato al 15 febbraio la consegna dei bollini, quindi si può pensare che la fase di caos, che per la verità nella nostra Regione non ha raggiunto i livelli toccati altrove, sia ormai superata.
Ci auguriamo comunque che siano assunti tutti i provvedimenti necessari per evitare che nella nostra Regione si abbiano a ripetere quegli inconvenienti che possono ricadere sugli utenti ed in modo particolare sui più deboli e sui poveri, i quali, anche se di solito esenti, meritano anch'essi un rispetto più umano e civile.
Anche se con la proroga al 15 febbraio siamo riusciti a risolvere il problema della consegna dei bollini, resta ancora da risolvere un altro problema ugualmente importante, perché sarebbe interessante conoscere quali iniziative la Giunta ha predisposto o intende predisporre per gli ammalati che sono costretti a consumare i sedici bollini previsti prima della fine dell'anno. C'è da tener presente, colleghi della Giunta, che si tratta di persone povere, tant'è che sono esenti dal ticket, quindi non in condizioni economiche per potersi curare a proprie spese. Credo che nessuno vorrà impedire a questi cittadini, residenti nella nostra Regione, di potersi curare.
Nell'organizzare e nell'offrire l'assistenza sanitaria un ruolo deve essere svolto dallo Stato e quindi dal Governo, ma un ruolo deve essere svolto anche dalla Regione ed io credo che questo ruolo vada esercitato sempre, soprattutto quando si devono prestare servizi a chi ne ha più bisogno.
Resto in attesa delle risposte dell'Assessore, per conoscere il ruolo che intende svolgere la Valle d'Aosta in questo campo per andare incontro alle esigenze degli ammalati per i quali non fossero sufficienti i sedici bollini previsti.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità ed assistenza sociale, Cout.
Cout (PCI-PDS) Io direi che la distribuzione dei bollini è avvenuta in modo molto diverso dalle prenotazioni di chi si doveva recare ad Albenga, tant'è vero che per queste ultime abbiamo anche chiesto spiegazioni del disguido ed abbiamo voluto accertare perché erano state aperte contemporaneamente tutte le prenotazioni, ben sapendo che da diversi anni si verificava quel disguido. Abbiamo anche auspicato e raccomandato ai responsabili dell'USL che il prossimo dovranno provvedere in modo diverso alle prenotazioni.
Invece la distribuzione dei bollini per l'esenzione dal ticket, proprio perché abbiamo affrontato il problema a monte, è avvenuta in modo completamente diverso, tant'è che le disfunzioni, sempreché vi siano state, sono state molto ma molto relative. Molti anzi hanno espresso il loro apprezzamento sulla distribuzione, che finalmente era stata effettuata non solo ad Aosta ma su tutto il territorio regionale e per lettere alfabetiche, evitando così ressa ed affollamento. La distribuzione dei bollini non è ancora terminata perché molte persone non si sono ancora recate a ritirarli.
Tutto ciò è in contrasto con quanto si è verificato in altre Regioni ed in altre USL d'Italia, dove ci sono stati gravi problemi, tant'è che in una apposita riunione a Roma è apparso evidente che forse la nostra era stata l'unica Regione d'Italia in cui la distribuzione era avvenuta senza grossi problemi.
Consigliere Beneforti, non buttiamoci sempre la cenere sul capo col dire che in Valle d'Aosta non abbiamo saputo fare, perché questa volta, in confronto a tutte le altre Regioni d'Italia e come è stato verificato nel corso di una apposita riunione a Roma, ce la siamo cavata abbastanza bene, per non dire bene.
Bisogna poi aggiungere che per la distribuzione dei moduli per l'autocertificazione che andrà fatta nei prossimi giorni, di concerto con l'USL stiamo cercando di coinvolgere i comuni e di interessare maggiormente l'USL, affinché tutto si verifichi nel migliore dei modi.
Per ciò che riguarda il punto numero due dell'interpellanza, io direi che, in seguito all'entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dalla legge 38 che concerne gli esenti per reddito, si è posto il problema di quelle persone che rientrano in tale categoria, ma che contemporaneamente sono affette da una patologia specifica che consente loro di rientrare anche tra le persone dichiarate esenti.
In sostanza, direi che è proprio questo il problema più grosso ed evidente che emerge dal decreto e che forse non è stato sufficientemente considerato. Infatti, gli esenti per reddito hanno diritto alle prestazioni farmaceutiche gratuite nel limite di 16 ricette all'anno, però è evidente che tale limite viene raggiunto in tempi molto brevi per la necessità di dover curare le particolari patologie da cui queste persone sono affette.
È soprattutto attorno a tale questione e ad un paio di altre che stiamo valutando l'opportunità di consentire la contemporanea sussistenza della esenzione per reddito e della esenzione per patologia.
Che ruolo deve svolgere la Valle d'Aosta? Deve vedere se è possibile risolvere ed in che modo questo problema, senza entrare in contrasto con la legislazione nazionale e cercando semmai di integrarla per quanto ci è possibile.
Ci sembra giusto, tra l'altro, sottolineare che la questione non riguarda solo la Valle d'Aosta, ma anche altre Regioni, tant'è che nel corso dei vari incontri al Ministero tutte le Regioni hanno puntualizzato la necessità di definire per quanto possibile una posizione comune tra le Regioni ed auspicato che vengano fissati dei criteri omogenei per individuare le particolari situazioni nelle quali sia possibile integrare la normativa nazionale.
Io penso che, come sempre del resto quando è stato possibile, la Valle d'Aosta debba prestare tutta l'attenzione per superare le incongruenze, le dimenticanze ed anche gli errori presenti nelle disposizioni che ci sono arrivate e che in questo ultimo periodo sono numerose e molte volte anche di difficile interpretazione.
Nel merito vorrei aggiungere che queste disposizioni spesso sono di difficile interpretazione, tant'è che pur avendo inviato, d'accordo con l'USL, un prospetto abbastanza chiaro alle persone incaricate di distribuire le tessere nelle varie sedi (Morgex, Aosta, Châtillon, Verrès e Donnas), spesso è risultato difficile interpretare i casi particolari in cui si trovano le varie persone: quando devono pagare le 4.000 lire, quando non devono pagarle, quando sono esenti, quando si possono o non si possono cumulare... Bisogna cercare una soluzione.
Noi ci impegniamo a trovarla, tenendoci anche in collegamento con le altre Regioni, però direi che, laddove ci sarà possibile e proprio perché Regione autonoma, provvederemo anche ad integrare la normativa.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.
Beneforti (DC) Avrei quasi giurato che la risposta sarebbe stata di questo tenore.
Mi rendo conto della complessità della normativa che regolamenta tutta la materia e so benissimo come viene e come può essere applicata, ma non tutti gli esenti - lei si è richiamato alle patologie specifiche - hanno delle patologie specifiche, perché altrimenti oltre ai sedici bollini possono usufruire anche dell'esonero...
(...Interruzione dell'Assessore Cout...)
Non è questione di normativa complessa, perché qui si tratta di vedere - e la domanda era proprio questa - che cosa intende fare la Regione Valle d'Aosta a favore di un esente, perché a basso reddito, che, stando alle dichiarazioni del suo medico curante ed a tutte le altre dichiarazioni possibili, ha consumato i sedici bollini e non può arrivare alla fine dell'anno, quindi deve cessare di curarsi e può riprendere a curarsi solo l'anno dopo, quando gli saranno consegnati altri sedici bollini. Ecco, che cosa facciamo in questi casi come Regione?
Prima abbiamo detto che nella politica sanitaria c'è un ruolo dello Stato ed un ruolo delle Regioni. Lei mi dice: "Esamineremo il problema. Vedremo quello che si potrà fare per risolverlo e se sarà possibile lo risolveremo".
Questa non è una risposta. Alla gente ammalata ed esente, che ha un reddito bassissimo, bisogna dare delle garanzie e la Regione si deve assumere l'onere di garantire le cure necessarie a queste persone.
Non prevedere come intervenire e dire: "Si vedrà", senza prevedere nulla, dimostra che non si intende o si è incapaci di esercitare il ruolo che compete ad una Regione in materia di politica sanitaria. Ciò è indispensabile anche per anche per prevedere la spesa a cui si potrà andare incontro.
Avendo presente la realtà della situazione della nostra Regione, avevamo proposto di dare continuità all'iniziativa concernente la conoscenza dello stato di povertà esistente nella nostra Regione. Infatti, dopo che l'Istat aveva dichiarato che il 16 per cento della popolazione valdostana era da considerare povero, avevamo proposto una specifica iniziativa per accertare chi erano e chi sono questi poveri che costituiscono il 16 per cento della nostra Regione, fra i quali rientrano certamente gli esenti dal pagamento del ticket.
Con l'anagrafe della povertà saremmo stati posti certamente di fronte alla nostra realtà e quindi in condizione di poter programmare tutti gli interventi. Avremmo conosciuto, in accordo con comuni, Organizzazioni sindacali, Agenzia del lavoro..., quali sono, chi sono, come e dove vivono i poveri che costituiscono il 16 per cento della popolazione della nostra Regione. Avremmo conosciuto il loro stato di povertà e di miseria, e quindi oltre a decidere gli interventi sanitari più indispensabili, avremmo anche potuto individuare altre necessità relative, ad esempio, alle abitazioni, alle strutture per anziani soli, che devono essere ricoverati negli enti pubblici. La conoscenza dei bisogni ci avrebbe consentito di programmare i nostri interventi.
Invece, non solo non è stato fatto niente per l'anagrafe dello stato di povertà esistente nella nostra Regione, ma dobbiamo prendere atto che non si intende fare assolutamente nulla.
Certamente la gente si domanderà e domanderà come si intendono affrontare certi problemi e noi risponderemo che la Giunta ha detto che vedrà e, se sarà possibile, affronterà e risolverà il problema compatibilmente con le disposizioni normative e le indicazioni del governo nazionale, rinunciando praticamente ad assolvere al ruolo - questo l'ha detto lei, Assessore, ed è inutile che scuota la testa, perché le sto rispondendo sulla base degli appunti che ho preso - che le compete nella gestione della politica sanitaria.
Quando si amministra, occorre farsi carico di tutti i problemi della gente: se manca un letto, anche del letto; se manca un corredino, anche del corredino, e se manca il taxi, anche del taxi, caro Assessore Cout, perché dobbiamo essere sensibili ai problemi sociali della gente. Non mi si venga a dire: "Noi vogliamo amministrare con la gente e per la gente...", come avete detto quando è entrata in funzione questa Giunta - io ho un foglio su cui è scritto tutto quello che il Presidente Lanivi aveva detto allora - perché quando si fanno discorsi di questo genere, ci si deve far carico di tutti i problemi della gente, senza disconoscere o lasciare che siano gli operatori a decidere se dare o non dare determinati corredini o subire le circolari ministeriali, senza svolgere il ruolo che compete ad una Regione a statuto speciale come la nostra.
Io vedo che quando vogliamo superare certe difficoltà, le superiamo anche nei confronti del centro e ci impegniamo tutti a superarle. Credo che sia più importante e giusto superare questo problema, che non quello del leoncino, perché sono questi i veri problemi da affrontare e per i quali vale la pena di spendere il nostro tempo, non quello del leoncino sulla targa della mia macchina e per cui, quando vado in giro, mi domandano perché ho il leone.
L'autonomia non si difende col leoncino. L'autonomia è però certamente uno strumento per far fronte alle esigenze della gente che è nella Regione autonoma. Se l'autonomia è questo, non si può venire a dire: "Si vedrà e si potrà".
Comunque, Assessore, per quanto ci riguarda, seguiremo questo problema. Prendiamo atto che non avete quella sensibilità sociale che a parole dite di avere per la povera gente. Siete più abituati a riderci sopra, perché forse non vi trovate nelle condizioni di tanta gente che ha la pensione sociale di 250 mila lire al mese. Credo che qualcuno debba andare incontro alle necessità di chi ha una tale pensione ed ha finito i sedici bollini, non fosse altro per consentirgli di curarsi.
Se ci vogliamo ridere sopra, ridiamoci pure, ma sappiate che, per quanto ci riguarda, diremo alla gente quello che pensiamo noi, ma diremo anche quello che pensate voi e vi manderemo i vari casi, così vedremo come li affronterete e risolverete.
