Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4057 del 16 dicembre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 4057/IX Situazione economico-finanziaria dell'USL della Valle d'Aosta. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai consiglieri Beneforti, Bondaz e Chiofalo, iscritta al punto 17 dell'ordine del giorno.

Interpellanza A conoscenza della situazione economico-finanziaria dell'USL;

Preso atto che da parte della Giunta regionale, sia in occasione dell'assestamento del Bilancio di previsione 1992, sia in occasione della variazione di bilancio all'ordine del giorno del Consiglio regionale del 24-25 novembre u.s. non è stato preso in considerazione l'eventuale ripianamento del disavanzo della spesa sanitaria per l'anno 1992;

Visti gli incontri che avrebbero dovuto aver luogo a livello nazionale fra le regioni ed il Governo in materia di finanziamento della spesa sanitaria, sia per quanto riguarda la chiusura definitiva del 1991, sia per quella del 1992;

i sottoscritti consiglieri regionali

interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) qual è la quota del Fondo Sanitario Nazionale assegnata alla Valle d'Aosta per il 1992;

2) qual è stato l'esito degli incontri a livello di Conferenza Stato-regioni per quanto riguarda le modalità per la copertura dei disavanzi da parte del Fondo Sanitario nazionale concernenti gli anni 1991 e 1992;

3) a quanto ammonterebbe il disavanzo USL al 31 dicembre 1992;

4) quali iniziative la Regione intende assumere qualora si renda necessario il suo intervento per il ripianamento dei disavanzi sopra richiamati, per i quali non è stato previsto nessun importo in occasione dell'approvazione dell'assestamento di bilancio e in occasione della 1a variazione del bilancio stesso.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Nel bilancio di previsione del 1992 avevamo previsto un'entrata di 120 miliardi dal Fondo sanitario nazionale, praticamente equivalente a quella del 1991, ed in più avevamo previsto 44 miliardi, come quota a carico della Regione derivante dal famoso 20 per cento maggiorato del 40 per cento. Il 20 per cento era la quota fissa a carico della Regione, concordata con le competenti autorità centrali quando si discusse se mantenere o meno i nove decimi del riparto fiscale. Allora fu concordato che i nove decimi sarebbero rimasti, però noi avremmo dovuto assumere a nostro carico il 20 per cento della spesa sanitaria, più qualcos'altro.

Successivamente questo 20 per cento aumentò al 28 per cento, perché fu maggiorato del 40 per cento. Pertanto, alla Regione faceva capo un ulteriore onere di 44 miliardi.

Nella primavera del 1992, per il finanziamento della spesa corrente era stata assegnata alla Valle d'Aosta la quota provvisoria di 94 miliardi, anche a seguito dei tagli decisi allora dal Governo. Infatti tale quota fu assegnata ancora prima che venisse deliberata dal CIPE e fu detto che successivamente le spese della sanità sarebbero state verificate in due fasi.

La prima fase, che riguardava la spesa sanitaria del 1991, prevedeva una verifica nel maggio del 1992. Per il 1991 le regioni rivendicavano dal Governo un'integrazione del Fondo sanitario nazionale di 5.200 miliardi. Questa cifra sarebbe servita a ripianare il disavanzo totale delle USL del 1991. Infatti, grazie all’integrazione a sanatoria di questi 5.200 miliardi del fondo sanitario, alla Valle d'Aosta sarebbero stati erogati altri 8 miliardi circa, che avrebbero consentito di pareggiare la spesa del 1991.

La seconda fase prevedeva una verifica sulla spesa sanitaria dell'anno in corso da effettuarsi nel mese di luglio. Dopo tale verifica, le regioni intendevano ottenere dal Governo il ripianamento delle spese dell'USL tramite la ridefinizione del Fondo sanitario nazionale. Si sa benissimo infatti che, tra le regioni da una parte ed il Ministero della sanità ed Governo dall'altra, c'era una notevole diversità di vedute sul calcolo della cifra da assegnare al Fondo sanitario nazionale.

Ricordo che, in attesa dell'incontro dello scorso luglio, gli assessori regionali alla sanità stavano mettendo a punto una loro piattaforma per dimostrare al Governo la necessità di incrementare il Fondo sanitario nazionale. La dimostrazione avrebbe dovuto evidenziare qualità e quantità della spesa sostenuta da ogni Regione, la presenza dei correttivi messi in atto negli ultimi anni e la necessità di quella entità di spesa per garantire ai cittadini la necessaria assistenza.

Certo, il momento che sta attraversando il Paese non era e non è dei più facili, ma la Regione doveva e deve dimostrare la validità della sua azione per ottenere dal Governo l'integrazione del Fondo sanitario nazionale in modo da ripianare anche i debiti per il 1992.

Nel corso degli incontri con le Commissioni sanità della Camera e del Senato noi abbiamo sempre sostenuto che non era ammissibile sottostimare la spesa sanitaria, specie quella di una Regione come la nostra, che deve già farsi carico del 28 per cento della spesa, come previsto dalla legge finanziaria per le regioni a statuto speciale.

Precisato questo, abbiamo presentato l'interpellanza per conoscere:

- qual è la quota del Fondo sanitario assegnata alla Valle d'Aosta per il 1992;

- qual è stato l'esito degli incontri a livello di Conferenza Stato-regioni per quanto riguarda le modalità per la copertura dei disavanzi del 1991 e 1992 da parte del Fondo Sanitario nazionale;

- a quanto ammonterebbe il disavanzo USL al 31 dicembre 1992, anche in via approssimativa dal momento che il bilancio consuntivo sarà chiuso a primavera;

- quali iniziative la Regione ha assunto o intende assumere per ripianare i debiti dell'USL 1992, qualora la fase due non andasse a buon fine la fase due col Governo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiofalo; ne ha facoltà.

Chiofalo (DC) Essendo tra i firmatari dell'interpellanza, colgo l'occasione per chiedere all'Assessore alla sanità delle precisazioni su alcune questioni emerse in questi giorni.

Stando a molte lamentele, sembrerebbe che i fornitori dell'USL non siano pagati addirittura per somme di diverse centinaia di milioni. Vorrei sapere se ciò è vero e perché.

Assessore, come lei sa, quando non vengono pagati i fornitori, si ingenera un giro vizioso le cui conseguenze ricadono in modo particolare su di una categoria che si rifornisce a scadenza e che di solito crea dei posti di lavoro, per cui sarebbero colpiti anche altri interessi.

Inoltre, dal momento che l'USL non ha più liquidità, vorrei sapere se l'Assessore ritiene opportuno aprire una linea di credito nei suoi confronti, in modo che la stessa USL possa pagare i debiti, cioè le forniture già ricevute.

Vorrei una risposta, ch'io mi auguro positiva, per vedere se è possibile eliminare questa situazione che si è venuta a creare.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità ed assistenza sociale Cout; ne ha facoltà.

Cout (PCI-PDS) Rispondendo alla prima domanda dell'interpellanza posso dire che la quota del Fondo sanitario nazionale assegnata alla Valle d'Aosta per il 1992, provvisoriamente fissata in lire 94.352.000.000, è stata poi ridefinita a livello centrale con lo svincolo di ulteriori fondi a favore delle regioni.

Pertanto, la quota definitiva ammonta a lire 108.687.000.000, con un incremento, quindi, di lire 14.326.000.000, che naturalmente va a diminuire il disavanzo presunto per l'esercizio in corso e dai 44 o dai 42 miliardi stimati all'inizio, lo fa scendere a ai 30 miliardi di oggi. Del resto il Consigliere Beneforti sa come vanno queste cose.

Rispondo ora alla seconda domanda dicendo che in sede di Conferenza Stato-regioni si è convenuto che:

a) lo Stato, oltre ad integrare il Fondo sanitario del 1991 con i 5.600 miliardi (8.600 milioni per la Valle d'Aosta) previsti dal DL n. 441, farà un'ulteriore integrazione dopo aver verificato la spesa sanitaria del 1991 effettuata dal Ministero del tesoro.

Tenendo conto del deficit relativamente contenuto (16 miliardi) registrato dall'USL in tale esercizio, dell'intervento regionale a parziale copertura dello stesso (4 miliardi), si può tranquillamente sostenere che le due integrazioni statali copriranno la residua quota del disavanzo. Questo vale per il 1991;

b) per il 1992, il Ministero del tesoro effettuerà una verifica della spesa sanitaria analoga a quella svolta per il 1991, cercando di quantificare il fabbisogno di ogni singola Regione e dopo fisserà l'eventuale integrazione del Fondo sanitario.

Rispondo al terzo quesito dicendo che il disavanzo presunto dell'USL della Valle d'Aosta al 31 dicembre 1992, come ho già detto, al momento ammonta a circa lire 30 miliardi.

Vengo ora al quarto quesito. L'Amministrazione regionale, preso atto della situazione finanziaria dell'USL, imputabile soprattutto alla cronica sottostima del Fondo statale da parte dello Stato, nonché del decreto delegato attualmente all'esame del Parlamento, ha ritenuto di inserire il ripianamento del 1992 tra i fondi globali del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1993 e quindi ne discuteremo più avanti.

Oggi e domani sono comunque in corso a Roma delle riunioni tecniche, sempre a margine della Conferenza Stato-regioni, cui partecipa un nostro funzionario - io non posso partecipare perché devo seguire i lavori del Consiglio regionale - per cercare di risolvere il problema.

Ricordo in proposito che l'altro giorno abbiamo votato uno specifico ordine del giorno per portare all'attenzione dello Stato le condizioni della sanità in Valle d'Aosta. Voglio sperare che anche quel documento sia valso a determinare la quota che è stata assegnata e di cui si è discusso in Parlamento.

Rispondo ora alla domanda del Consigliere Chiofalo. La questione da lui sollevata ci è nota da tempo. In proposito abbiamo avuto un incontro col direttore tesoriere dell'Istituto Bancario S. Paolo, che gestisce il bilancio dell'USL, perché la banca chiedeva un'assicurazione della Regione sugli anticipi da accordare all'USL, sollecitava un intervento nei confronti dello Stato per far giungere con puntualità l'ultima tranche dei finanziamenti all'USL - il funzionario che è a Roma dovrebbe verificare anche questo - nonché un'assicurazione della Regione a copertura del disavanzo del 1992. Noi abbiamo provveduto, spiegando anche che nei fondi globali è prevista un'apposita quota a tale scopo.

Pertanto, possiamo dire di aver anticipato 10 miliardi all'USL per consentirle di affrontare le emergenze di cassa e di aver preso questo accordo col S. Paolo per soddisfare la maggior quantità possibile di richieste dei fornitori. Eventualmente esamineremo...

(...interruzione del Consigliere Chiofalo...)

... Certo, si tratta di alcuni miliardi che però variano in funzione delle necessità, tuttavia si è convenuto che cercheranno di sistemare ogni cosa. Se sarà necessario, interverremo con ulteriori anticipi.

Si dà atto che dalle ore 11,47 presiede il Vicepresidente Trione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Prendo atto di quanto detto dall'Assessore e mi dichiaro soddisfatto anche perché vedo che il lavoro impostato ed avviato a suo tempo dalla Conferenza Stato-regioni e dagli assessori alla sanità ha dato i suoi frutti, tant'è vero che le due fasi del passivo della sanità nel nostro Paese sono state approfondite e parzialmente risolte o, perlomeno, è stata portata a termine la prima fase, quella del 1991, tant'è che il fondo sanitario nazionale è stato integrato con quei 5.600 miliardi che le regioni e gli assessorati alla sanità rivendicavano dallo Stato. Alla Valle d'Aosta saranno erogati 8.650 milioni, con i quali dovremmo riuscire a chiudere la fase debitoria del 1991.

Mi fa piacere che la seconda fase, che riguarda il 1992, non sia stata chiusa a discapito delle regioni, perché i Ministeri competenti ed in particolare quello del tesoro stanno effettuando una verifica per cercare di ripianare anche i debiti del 1992 delle USL.

Dopo tutte le insistenze e le azioni di forza effettuate anche a livello nazionale con la Conferenza Stato-regioni, siamo finalmente riusciti ad ottenere il ripianamento dei debiti fino al 1991.

Speriamo di poter fare altrettanto per il 1992, affinché i miliardi previsti nei Fondi globali del nostro bilancio del 1993 possano essere utilizzati per potenziare le strutture dei presidi sanitari della nostra Regione.

Raccomando infine all'Assessore Cout ed al Presidente della Giunta di essere sempre presenti agli incontri della Conferenza Stato-regioni, perché il Governo e le altre regioni cercano sempre di penalizzare le regioni a statuto speciale. Se risultiamo assenti, decidono sulla nostra pelle.

Con questo non voglio certamente rimproverarvi di non esserci andati, ma voglio solo evidenziare che occorre essere presenti proprio per evitare che gli altri decidano sulla nostra testa, visto che cercano di mettersi d'accordo per ridurre le entrate delle regioni a statuto speciale e di esempi in questo senso ne abbiamo avuti diversi.

Si dà atto che dalle ore 11,52 riassume la Presidenza il Presidente Bich.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiofalo; ne ha facoltà.

Chiofalo (DC) Ringrazio l'Assessore che ha già avviato le iniziative più opportune per pagare i creditori dell'USL.

Vorrei raccomandargli di seguire più da vicino questa vicenda, per evitare che, nonostante la dichiarata disponibilità della Regione, l'USL non provveda ad effettuare i pagamenti.