Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4055 del 16 dicembre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 4055/IX Potenziamento del Sert - U.O. Tossicodipendenze presso l'USL della Valle d'Aosta. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai consiglieri Beneforti, Bondaz e Chiofalo, iscritta al punto 15 dell'ordine del giorno.

Interpellanza A conoscenza della necessità esistente nella nostra Regione di interventi sul fenomeno dell'alcolismo che va sempre più estendendosi;

A conoscenza, altresì, della necessità di procedere al potenziamento del Sert - Unità operativa Tossicodipendenze presso l'USL - per far fronte alle necessità concernenti gli interventi sull'alcolismo, l'assistenza ai malati di AIDS ed ai sieropositivi e l'assistenza completa a tutti i dipendenti da sostanze illecite;

i sottoscritti consiglieri regionali

interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) quali iniziative sono state messe in atto in armonia con tutte le realtà valdostane, pubbliche e private, che operano nel settore dell'alcolismo;

2) quale lavoro è stato svolto per la prevenzione, cura e riabilitazione degli utenti;

3) quali iniziative intende prendere per il potenziamento del Sert, per quanto riguarda i locali necessari, la qualificazione e preparazione del personale medico e non medico.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Nel corso di un convegno, organizzato dalla Consulta femminile di concerto con l'Amministrazione regionale, aprii un confronto sul tema: "Alcolismo - Proposte di intervento". In quell'occasione furono messe a punto le linee da seguire, che successivamente furono approfondite a livello di Assessorato alla sanità, USL, Sert e Unità operativa di psichiatria dell'Ospedale regionale. Il confronto è stato effettuato con tutte le parti interessate sulle quali si poteva fare affidamento per affrontare il problema e per recepire le iniziative e le indicazioni emerse dal convegno, nonché dalla serie di riunioni e confronti.

Dopo si decise di istituire presso il Sert - Unità operativa di tossicodipendenze dell'USL - un'apposita équipe di operatori per l'alcolismo. Era prevista anche la ristrutturazione dell'Unità operativa del servizio di tossicodipendenza, sempre presso l'USL di Via G. Rey, per creare una struttura riservata appositamente all'accettazione degli alcolisti.

Poiché nella nostra Regione i problemi dell'alcolismo e della droga sono in aumento, credo che sia stata data continuità alle iniziative già intraprese e che si sia dato seguito al perseguimento degli obiettivi di tutte le strutture interessate, nonché di quelli che le stesse si erano impegnate a realizzare.

Se vogliamo affrontare il problema dell'alcolismo con misure proporzionate alla sua effettiva entità, dobbiamo considerare come indispensabile la costituzione dell'équipe socio-sanitaria, perché, oltre ad attendere alle sue funzioni presso il Sert, deve essere il punto di riferimento, unitamente all'Unità operativa di psichiatria, per gli utenti, per le associazioni di volontariato e per gli stessi medici. In sostanza, questa équipe deve svolgere un ruolo di coordinamento e di accoglienza e deve mantenere rapporti con gli utenti, con le associazioni di volontariato e con gli stessi medici ed inoltre deve anche coordinare i rapporti con gli operatori dei distretti di base che sono sul territorio e con quanti si occupano delle patologie collegate all'alcolismo.

In particolare, poiché l'équipe doveva e deve assumere il compito di coordinare gli interventi sul territorio, deve operare di concerto con gli enti locali.

Noi riteniamo che le autonomie locali siano lo strumento di base attraverso cui decentrare e coordinare il servizio sul territorio. Tramite gli enti locali è possibile - perché sono gli unici che possono collaborare - realizzare un'anagrafe ed una verifica della situazione della nostra Regione.

Prima di intervenire, infatti, occorre avere la fotografia della situazione esistente nell'intero territorio regionale ed inoltre occorre conoscere i motivi che stanno alla base dell'abuso di alcol e verificare - questo è importante - l'esito degli interventi effettuati. Occorre, quindi, conoscere il fenomeno e fare degli interventi programmati, ma anche verificarne gli effetti.

Vista l'importanza degli obiettivi enunciati, abbiamo presentato questa interpellanza per conoscere:

- quali iniziative sono state messe in atto in armonia con tutte le realtà valdostane, pubbliche e private, che operano nel settore dell'alcolismo;

- quale lavoro è stato svolto per la prevenzione, cura e riabilitazione degli utenti;

- quali iniziative intende prendere l'Amministrazione regionale per potenziare il Sert, per ampliare i locali necessari, per preparare e qualificare il personale medico e non medico.

Possiamo creare tante strutture, istituire vari gruppi di lavoro e commissioni di coordinamento del servizio, nonché garantire i rapporti con gli enti locali, ma ciò che più occorre è del personale professionalmente preparato e competente.

Poiché queste incombenze ed iniziative competono all'Assessorato della sanità e dell'assistenza sociale, ecco che a sei mesi di distanza chiedo se le stesse sono state portate avanti o se ci sono ancora delle difficoltà che impediscono di affrontare efficacemente il grave problema dell'alcolismo.

Si dà atto che dalle ore 10,51 riassume la Presidenza il Presidente Bich.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità ed assistenza sociale Cout; ne ha facoltà.

Cout (PCI-PDS) Cercherò di essere breve, ma prima vorrei fare alcune precisazioni al Consigliere Beneforti per non essere frainteso e per evitare che la mia risposta sia considerata carente.

Vorrei intanto precisare che una cosa è la discussione che si svolge in Consiglio sulla politica di fondo, ma tutt'altra cosa è il lavoro svolto negli uffici dell'Assessorato o quello portato avanti dalla Giunta o da quei centri decisionali che intervengono sulle varie questioni. Comunque, giustamente il Consigliere Beneforti presenta in merito le sue interpellanze, cui l'Assessore risponde in quanto tale.

In merito poi alla questione precedente, tengo a sottolineare che si tratta di una nostra valutazione, che è diversa da quelle fatte da altri. Mi risulta, ad esempio, che il Piemonte non ha organizzato a livello locale nessuna iniziativa per la quinta Giornata mondiale dell'AIDS. In ogni caso, si tratta di una nostra valutazione sull'utilizzo dei fondi in un certo modo o in un altro, che noi riteniamo più importante e produttivo e che finalizza i finanziamenti vincolati, peraltro insufficienti, all'attuazione di iniziative concrete.

Tanto per essere più chiaro mi sono fatto inviare una bozza del lavoro che si sta facendo e che illustreremo non appena sarà finito. Qui c'è una mappa di tutti gli interventi in Valle d'Aosta e c'è anche una bozza di proposta del gruppo cui ho fatto cenno per realizzare in Valle d'Aosta un piano di interventi sulle tossicodipendenze, che tiene conto dei collegamenti e delle correlazioni con i problemi dell'AIDS e dell'HIV. Vi si segnalano: gli obiettivi generali, la funzione di appoggio per i sieropositivi ed i malati di AIDS, le modalità operative, i servizi coinvolti, la questione delle comunità-alloggio per affetti da AIDS e HIV, l'integrazione tra i vari servizi e alcun considerazioni ancora in discussione. Tutto questo non lo potevamo affrontare nella Giornata dell'AIDS, ma lo faremo al più presto possibile.

Comunque, quanto sopra vale per ribadire che io preferisco discutere di cose concrete e per precisare che questo impegno me lo assumo personalmente.

Questione dell'alcolismo.

Il 20 novembre scorso nel salone di questo palazzo si è tenuta una conferenza-dibattito sui programmi alcologici in Valle d'Aosta, alla quale abbiamo partecipato anche noi. In quell'occasione si è svolto un intenso confronto tra varie agenzie pubbliche (Assessorato della sanità, Servizio tossicodipendenze) e private (Alcolisti anonimi, Club degli alcolisti in trattamento e Scuola territoriale di alcologia e delle dipendenze) sul modo di operare di ciascuna e sulle possibili strategie da attuare per integrare i vari servizi e programmi al fine di pervenire a qualche risultato concreto.

Quella sera è stato anche detto che l'Assessorato si appresta ad elaborare nuovi indirizzi nell'ambito delle strategie di intervento sull'alcolismo che saranno inseriti in un progetto-obiettivo regionale. Noi pensiamo che, per favorire l'integrazione degli interventi a favore degli alcolisti a livello programmatico ed operativo, sia utile costituire un gruppo di lavoro, che era già stato individuato, ed il cui obiettivo primario - in questo credo di poter concordare col Consigliere Beneforti - è di mettere a punto dei programmi alcologici territoriali.

Questo gruppo dovrebbe essere composto dalla responsabile dell'Unità operativa attività e programma socio-sanitario dell'Assessorato alla sanità ed assistenza sociale, dal responsabile dell'Unità operativa di Psichiatria, dal responsabile dell'Unità operativa di assistenza ai tossicodipendenti, da un rappresentante delle diverse figure professionali operanti nei consultori (psicologi, assistenti sociali, infermieri oppure assistenti sanitari) e da un rappresentante dei medici di base.

In seguito il gruppo dovrebbe essere integrato da rappresentanti del privato-sociale che si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione degli alcolisti. Se sarà necessario, il gruppo potrà comprendere anche altre persone oppure, su singoli problemi, potrà fare ricorso a vari esperti.

Lavoro svolto su prevenzione, cura e riabilitazione degli utenti.

Nell'ambito degli interventi di informazione e prevenzione, alcuni operatori del servizio partecipano alle attività del Progetto Arianna (assessorati della sanità e della pubblica istruzione) e del Progetto Polo del Comune di Aosta.

In ogni caso, alcuni operatori del servizio hanno incontri regolari con le fasce giovanili della popolazione della Valle presso le biblioteche e le scuole.

Il servizio svolge anche un'attività di educazione sanitaria nei confronti dell'utente, del quale accerta lo stato di salute psico-fisica anche in riferimento alle sue condizioni sociali.

Al servizio è stato anche suggerito di eseguire degli esami emato-chimici per lo screening dell'epatite e dell'HIV; comunque effettua già la vaccinazione anti epatite B. Queste attività vengono svolte sia sugli utenti del servizio, sia su soggetti detenuti.

Vengono anche realizzati, direttamente o in convenzione con strutture private di recupero sociale, dei programmi terapeutici e socio-riabilitativi nell'ambito della tossicodipendenza, dell'AIDS e dell'alcolismo.

Nell'ambito di questo progetto vi è poi una stretta collaborazione tra il SERT e le varie cooperative ed associazioni presenti sul territorio regionale che si occupano di tossicodipendenze, AIDS ed alcolismo.

Ho già accennato, in risposta alle questioni relative all'AIDS, che sta per essere attivata una comunità-alloggio per malati di AIDS conclamato, gestita dalla cooperativa Bourgeon de vie e con il reparto di malattie infettive.

Dobbiamo anche ricordare che funzionano già centri diurni di prima accoglienza e la comunità residenziale.

Il SERT effettua degli incontri con cadenza mensile con le varie associazioni che si occupano di alcolismo, secondo un'ottica di integrazione dei vari interventi ed ha inoltre incontri periodici con i medici di base e con gli assistenti di base dei consultori, che solitamente hanno i primi contatti con gli utenti con problemi di dipendenza.

Nello specifico degli interventi nell'ambito dell'alcolismo ci è stato anche presentato un progetto per la realizzazione di una comunità residenziale per alcolisti e stiamo ora esaminando col SERT e con l'associazione proponente come eventualmente realizzarlo.

Quali sono le iniziative per il potenziamento del SERT in termini di locali, preparazione e qualificazione del personale?

E' in corso di realizzazione un progetto che in tempi relativamente brevi consentirà il potenziamento delle attività svolte dall'Unità operativa di assistenza ai tossicodipendenti. Si prevede inizialmente l'ampliamento della pianta organica del servizio e, a seguito di specifica richiesta già illustrata all'USL, si è dato inizio alle procedure concorsuali. Ultimati i concorsi, il servizio avrà un organico di 25 unità, così ripartite: 6 medici, 4 infermieri, 5 psicologi, 5 assistenti sociali, 2 educatori, 1 sociologo e 2 amministrativi.

Parimenti, da parte sua la Regione, d'accordo con l'USL, ha dato avvio alle procedure per l'ampliamento e la ristrutturazione dei locali del servizio, per mettere quanto prima a disposizione degli alcolisti e delle loro famiglie un servizio integrato. Il Comune ha rilasciato la concessione edilizia nell'ultima settimana dello scorso novembre ed ora il progetto sta per essere avviato all'Assessorato dei lavori pubblici per la gara d'appalto e l'affidamento dei lavori.

Nell'ambito della formazione degli operatori, verranno realizzati all'inizio del 1993: due corsi formativi per operatori socio-sanitari pubblici e privati finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei corsi integrati per la formazione di operatori dei servizi pubblici e privati per assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti ed un piano di formazione per operatori socio-sanitari concernenti l'informazione e l'educazione sanitaria ai tossicodipendenti per la prevenzione delle infezioni da HIV. Questo si riferisce più che altro ai tossicodipendenti, ma interessa anche gli alcolisti, in quanto presentano situazioni che, per alcuni aspetti, non sono molto dissimili.

Sempre nell'ambito della formazione degli operatori, è stato proposto di organizzare ad Aosta nel giugno del 1993 - dobbiamo ancora verificare alcune cose, ma pensiamo che la risposta sarà positiva - un corso di sensibilizzazione sui problemi autocorrelati, in collaborazione con la Scuola europea dei problemi alcol-correlati di Trieste diretta dal prof. Udolini, che gli operatori del settore conoscono senz'altro.

Penso che tutto ciò che l'Assessorato sta facendo sia una risposta concreta alle varie necessità dei tossicodipendenti. Chiedo scusa se sono stato un po' lungo, ma sono stato costretto dalle ripetute richieste di dati minuti e precisi, anche se credo che una discussione di questo genere andrebbe fatta nella sede più propria dell'Assessorato o tra gli addetti ai lavori, proprio per non tediare con riferimenti troppo particolari e specifici i consiglieri.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC) L'Assessore Cout è tornato sul problema della Giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS.

Quando c'era la Giornata Europea contro la droga, l'Assessore Cout si consolava dicendo: "Perché avremmo dovuto fare qualcosa, visto che neanche le altre regioni hanno organizzato alcunché?". Oggi torna a ripetere quelle stesse cose...

(...interruzione dell'Assessore Cout...)

... Mi lasci parlare, Assessore Cout...!

Cout (PCI-PDS) Tu hai detto che è stata celebrata in tutte le regioni, invece io ti dico che non è vero. Che poi l'abbiano celebrata o meno a me può anche...

Beneforti (DC) Ci vuole un po' più di sensibilità sociale verso queste iniziative, non ci vuole mica altro. Ci vuole sensibilità sociale quando si affrontano determinati problemi. Invece voi, ieri per la droga e oggi per l'AIDS, avete dimostrato di non avere alcuna sensibilità sociale, nonostante che nella nostra Regione ci siano gravi problemi di droga, AIDS e alcolismo...

(...interruzione...)

... La prego di lasciarmi parlare. Io l'ho lasciata parlare e le ho lasciato dire tutto quello che voleva, ma non può tornare sull'AIDS per dirmi che la Regione sta portando avanti gli stessi programmi delle tossicodipendenze. Questo io lo so già. Del resto, tutti hanno visto i programmi che la Regione sta portando avanti.

Forse la nostra è una delle prime regioni a portare avanti un discorso sulla droga: il Progetto Arianna ed altre iniziative di prevenzione sono portati avanti da anni.

Io non ho messo in discussione la linea che la Regione porta avanti per combattere le tossicodipendenze e per attuare la quale abbiamo stanziato dei finanziamenti e ci siamo dotati di strutture che ci costano parecchi soldi, ma io non sono venuto qui a criticare quello che non si fa sulle tossicodipendenze. Io ho ricordato...

(...interruzione...)

... Assessore Cout, è inutile che cerchi di deviare il discorso... Io ho parlato della Giornata mondiale dell'AIDS, che doveva essere intesa come un momento di riflessione di tutta la comunità valdostana su un problema sentito a livello mondiale. Ho detto che a livello nazionale è sceso in campo persino il Presidente Scalfaro per ricordarci il grave problema che abbiamo di fronte e che è particolarmente sentito specie da chi ne è personalmente colpito.

Io credo che non fosse un problema di finanziamenti, per cui non era assolutamente il caso di dire: "Invece di destinare i fondi per queste celebrazioni, noi li destiniamo ad altro, perché ci sono cose più urgenti". Assessore, poteva fare una conferenza-stampa sul problema dell'AIDS. Poteva indire un convegno, convocare gente e dire quali sono le strutture interessate al problema, presentare la specifica Unità operativa dell'ospedale, cercare di richiamare l'attenzione della collettività su questo problema che oggi esiste. Questo chiedevamo e non pretendevamo certo di stanziare finanziamenti per fare grandi cose.

Ma, come le ho detto prima, caro Assessore, qui sulla giornata dell'AIDS non è stato fatto nemmeno un comunicato stampa, che certamente non sarebbe costato quanto certe cose che lei pensa di fare e per questo io dissento completamente dal suo atteggiamento e dalla sua presa di posizione su questo problema.

Per quanto riguarda l'alcolismo, nella mia interpellanza ho ricordato gli impegni assunti a suo tempo a livello di Assessorato, Consulta femminile e di USL con il SERT e con l'Unità operativa di psichiatria e li ho elencati. Quella situazione era stata puntualizzata nel corso di un convegno organizzato dalla Consulta nel mese di marzo, al quale anch'io ho partecipato in funzione di relatore.

A distanza di tempo io ho presentato l'interpellanza soltanto per sapere se gli impegni assunti allora sono stati realizzati o meno. Queste cose io le devo chiedere all'Assessore alla sanità, perché non le posso chiedere al signor Ferrari, dirigente facente funzioni del SERT. Poiché io sapevo quali erano i programmi che dovevano essere portati avanti, ho chiesto nella sede più competente se gli obiettivi prefissati sono stati conseguiti. Mi sembra però che ogni volta che si chiede qualcosa si crei del malcontento nell'Assessore.

Assessore, io ho sentito la sua risposta e devo dire che sono parzialmente soddisfatto, perché gli obiettivi che tutte le strutture competenti si erano prefissi sull'alcolismo, a distanza di sei mesi sono stati raggiunti solo parzialmente.

Una cosa necessaria ed importante era la ristrutturazione del SERT dove c'è l'Unità operativa per le tossicodipendenze perché occorreva realizzare un locale dove ricevere e coordinare gli utenti alcolisti. Stamattina sento dire che il Comune ha dato la concessione edilizia soltanto due giorni fa. Ebbene, di fronte ad un problema così grave, che tocca anche il Comune di Aosta, credo che l'Assessorato si dovesse interessare affinché il Comune concedesse quanto prima la concessione edilizia.

Su certe cose non si può attendere che si muovano gli altri. E' bene, invece, che chi se ne fa carico si muova per sollecitare il raggiungimento degli obiettivi prioritari. Di ciò, nel caso specifico, è responsabile l'Amministrazione regionale e per essa l'Assessore della sanità.

La gente, quando non ha il servizio di prevenzione e cura dell'alcolismo o non ha qualche altra struttura, si rivolge alla Giunta regionale, all'Assessore competente, al Consiglio regionale... A tutti noi compete la funzione di decidere, ma anche quella di sollecitare certe realizzazioni. Pertanto, come già si sente in giro, anch'io devo dire che su questo problema dell'alcolismo non sono stati realizzati quegli obiettivi che ci eravamo prefissi.

Raccomando, quindi, che questo problema sia attentamente considerato per la sua effettiva gravità e la grande opera di prevenzione non deve essere portata avanti solo dall'Assessorato della sanità, ma anche da quelli della pubblica istruzione e dell'agricoltura.

La prevenzione deve essere discussa anche con gli enti locali, che sono gli unici a conoscere la realtà in cui vivono gli alcolisti. Bisogna cioè assumere tutte le necessarie iniziative per affrontare il problema, senza cercare di ripetere ogni volta: "Si è costituito il gruppo... Si farà questo... Si farà quest'altro...".

Signori miei, credo che sia finalmente arrivato il momento di dire: "Si è fatto questo, questo e quest'altro...", anche perché nella sede dell'Assessorato ci sono le strutture idonee per portare avanti questi problemi, nonché gli obiettivi e le indicazioni del Consiglio regionale, ed esse devono rispondere efficacemente alle esigenze della comunità. Caro Assessore Cout, questa responsabilità compete a noi; ma se queste strutture non rispondono, la responsabilità non è del Consiglio regionale, ma dell'Assessore competente.

Noi abbiamo questi grossi problemi e li dobbiamo affrontare. Dobbiamo pensare soprattutto alla prevenzione, ma dobbiamo anche realizzare le strutture per la cura, cercando di potenziare i servizi di psichiatria e di gastroenterologia, perché tutti coloro che sono affetti da alcolismo devono avere tutte le possibili cure all'interno delle strutture sanitarie della nostra Regione.

Bisogna poi portare avanti anche un discorso di riabilitazione, perché l'alcolista, una volta liberato dall'alcol, si trova come il drogato liberato dalla dipendenza dalla droga e noi dobbiamo evitare che ricada preda, per cui occorre occuparsi della sua riabilitazione e del suo possibile inserimento nell'attività lavorativa. Tuttavia, se non si crea presso il SERT una struttura idonea a ricevere e coordinare, guidata da una commissione di lavoro composta da tutte le parti interessate, questi problemi non saranno mai affrontati efficacemente e ci ritroveremo sempre qui a discutere se si è fatto di più o di meno.

Io chiedo che vengano portate avanti le iniziative e gli obiettivi già fissati, perché ritardandone l'attuazione si arreca un notevole danno alla nostra gente.