Oggetto del Consiglio n. 436 del 16 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 436/75 - Disegno di legge regionale concernente: "Integrazione dell'articolo 11 della legge regionale 17 novembre 1960, n. 8, riguardante l'istituzione dell'Istituto Professionale Regionale per l'industria, l'artigianato ed il commercio".

L'articolo 3 della legge 21 aprile 1965, n. 449, ha fissato il principio, ribadito poi dall'articolo 8 della legge 27 ottobre 1969, n. 754, che specifici diplomi di qualifica professionale, da valutarsi in rapporto alla natura delle funzioni proprie di ciascuna carriera, possano essere riconosciuti validi ai fini della partecipazione a determinati concorsi per l'accesso alle carriere di concetto dell'Amministrazione statale.

D'altra parte, il Consiglio di Stato (II sezione - 14 gennaio 1969 n. 1396/69 e I sezione - 27 novembre 1970 n. 2966/69) ha espresso il parere che, ai fini della classificazione di una scuola secondaria fra quelle di 2° grado, non è elemento decisivo il numero degli anni di corso, bensì la circostanza che al corso di studio medesimo si acceda con un titolo di studio di grado inferiore (licenza di scuola media).

Tenuto conto dei pareri del Consiglio di Stato sopracitati, nonché delle funzioni proprie delle carriere amministrative di concetto dell'Amministrazione Regionale e del grado di preparazione ai compiti d'ufficio che normalmente si consegue nelle sezioni commerciali e alberghiere dell'Istituto Professionale Regionale, si ritiene opportuno che, in analogia a quanto avviene per l'Amministrazione dello Stato, i titoli di qualifica professionale indicati nell'allegato disegno di legge siano considerati validi per l'accesso a quei posti di ruolo della carriera di concetto dell'Amministrazione Regionale per i quali dalle vigenti norme di legge regionale è genericamente richiesto il possesso di un diploma di scuola media superiore (segretari - traduttori - interpreti - ispettori Ufficio Turismo, ecc.), con la limitazione al settore turistico-alberghiero per il diploma di qualifica di addetto alla segreteria e all'amministrazione d'albergo.

---

Disegno di legge regionale n. 151

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ............. n. ..........: INTEGRAZIONE DELL'ARTICOLO 11 DELLA LEGGE REGIONALE 17 NOVEMBRE 1960, N. 8, RIGUARDANTE L'ISTITUZIONE DELL'ISTITUTO PROFESSIONALE REGIONALE PER L'INDUSTRIA, L'ARTIGIANATO ED IL COMMERCIO.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo unico

Dopo il primo comma dell'articolo 11 della legge regionale 17 novembre 1960, n. 8, è inserito il seguente:

"I diplomi di qualifica per segretario d'azienda o addetto alla segreteria d'azienda e per contabile d'azienda o addetto alla contabilità d'azienda sono validi per l'ammissione ai concorsi di cui all'articolo 78, secondo comma, 17° alinea della legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, con le modifiche apportate dalla legge regionale 10 novembre 1966, n. 13. Il diploma di qualifica per addetto alla segreteria e all'amministrazione d'albergo è valido per l'ammissione ai concorsi medesimi, limitatamente ai posti aventi attinenza con l'indirizzo turistico-alberghiero."

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Viglino M. Ida (R.V.) - Ritengo che la relazione che accompagna questo disegno di legge proposto dalla Giunta sia abbastanza esauriente, aggiungerò soltanto che ci è sembrato di ristabilire un'ingiustizia che si era fatta nei confronti dei licenziati, dei diplomati dell'Istituto Professionale Regionale. Com'è stato citato nella relazione che accompagna questo disegno di legge, la questione che riguarda il titolo di una Scuola Secondaria di 2° grado non è tanto legato al numero degli anni perché se pensiamo alla Scuola Magistrale, quello della Scuola Magistrale è un titolo riconosciuto come titolo di Scuola Secondaria di secondo grado e che dà adito alla partecipazione a questi concorsi. Ora, tutti noi sappiamo che la Scuola Magistrale è una scuola che svolge il suo programma nell'ambito dei tre anni, esattamente come l'Istituto Professionale Regionale per segretari d'azienda. Ci è sembrato quindi di venire incontro a questi giovani ai quali fino adesso era preclusa la possibilità di partecipare ai concorsi indetti dall'Amministrazione regionale per le funzioni amministrative e per la carriera esecutiva. È per questo motivo che la Giunta propone al Consiglio un emendamento... anzi meglio un'integrazione dell'articolo 11 della legge istitutiva dell'Istituto Professionale Regionale.

Caveri (U.V.) - Interventi? La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Signor Presidente, chiediamo che questo argomento sia rinviato perché non c'è il parere della Commissione Affari Generali che l'ha esaminato e l'ha rinviato alla Commissione Pubblica Istruzione e il disegno di legge non è poi più tornato alla Commissione Affari Generali. Inoltre il problema ci pare abbastanza importante da doverci meditare sopra ...(voce di Caveri)... va bene, non so in che data è stato presentato, siamo perplessi su questo provvedimento, vorremmo pensarci un momento, se la cosa non è così urgente che casca il mondo, si può rinviare ai primi di gennaio.

Andrione (U.V.) - Possiamo accettare il rinvio però vorrei precisare una cosa: non mi sembra che la Commissione Affari Generali abbia nessuna competenza in materia, perché il disegno di legge non comporta alcun impegno di spesa: si tratta semplicemente di riconoscere la validità del titolo come equipollenza nella legge istitutiva dell'Istituto Professionale Regionale. Ora, abbiamo avuto dei casi abbastanza difficili, c'è una sentenza del Consiglio di Stato, per esempio, che prevede l'ammissione dei maestri d'arte per fare dei titoli... mentre, invece, dobbiamo escludere gli studenti che escono dal nostro Istituto. Ci sembrava, anzi la cosa era stata ampliamente illustrata, molto più logico far passare questo tipo di equipollenza attraverso una modifica della legge istitutiva dell'Istituto Professionale Regionale che non con una legge che specificasse, che desse l'equipollenza a parte. Io non pretendo che queste spiegazioni siano sufficienti, perciò chiederei di rinviare al 19 dicembre, dopo domani ...(voci)... sì, arrivano subito ...(voci)... sì, d'accordo, ma dico a più forte ragione che se il 18 dicembre noi faremo in previsione certe ammissioni ...(voci)... l'ho capito, però, dato che prima dell'espletamento si possono aspettare dei giorni con la riserva che sia approvata la legge... molto sovente vengono fatte ammissioni con riserva ...(voci)... sì, ma spiegatemi per quale motivo ci sarebbe una competenza della Commissione Affari Generali dato che il disegno di legge non crea nessuna ragione di finanziamento ...(voci)...

Dujany (D.P.) - Questo provvedimento legislativo è sottoposto alla Commissione Affari Generali, Finanze, Urbanistica e Programmazione, così ha deciso il Consiglio di denominare questa Commissione; d'altra parte, sul piano dei fatti quest'oggetto è portato all'ordine del giorno della Commissione Affari Generali per domani o dopo domani ...(voci)...

Andrione (U.V.) - Non siamo d'accordo sul fatto che la Commissione Affari Generali abbia competenza in materia di pubblica istruzione perché questa è materia di pubblica istruzione ...(voci)... al Presidente del Consiglio no ...(voci)...

Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Viglino.

Viglino M. Ida (R.V.) - Io volevo semplicemente fare osservare che questo disegno di legge è stato preso in esame dalla Commissione consiliare Pubblica Istruzione dove c'era un rappresentante del vostro Gruppo e il parere è allegato. Io non vedo perché si dovrebbe rimandare, perché c'è decorrenza di termine ed urgenza, è stato presentato il 27 di ottobre, anzi io mi ero stupita di non averlo già visto comparire al 27 di novembre et moi je ne veux pas le renvoyer, il s'agit simplement de rétablir une injustice vers ceux qui fréquentent une école que bien souvent vous avez appelez l'École des travailleurs et alors je ne comprends pas pourquoi vous avez médité sur ces choses.

Monami (P.C.I.) - Non penso che la Signorina Viglino attribuisca a noi l'intenzione di voler mortificare una Scuola dei lavoratori, questa intenzione la può attribuire forse a tutti i Gruppi del Consiglio, la prego, mi creda non è attribuibile certamente al Gruppo Comunista questo intendimento.

Ci sono delle perplessità e delle diversità di opinione in proposito, noi abbiamo chiesto cortesemente di rinviare visto che l'argomento è all'ordine del giorno della Commissione Affari Generali domani e venerdì è riconvocato il Consiglio. Non vi abbiamo chiesto un rinvio sine die, ma un rinvio di due giorni, Signorina, mi sembra che non comprometta niente neppure la sua esigenza di fare giustizia alla Scuola dei lavoratori, stia tranquilla che, come lei, siamo d'accordo anche noi.

Viglino M. Ida (R.V.) - Je déclare que, pour ma part, je suis contraire et je laisse naturellement libre chacun de voter selon sa conscience ...(voci)... moi je suis contraire à renvoyer.

Caveri (U.V.) - Allora mettiamo in votazione il rinvio dell'argomento al 19 ...(voci)... come no? Allora chi è favorevole al rinvio? Chanu, sentiamo Chanu.

Chanu (D.P.) - Io certamente non riesco nemmeno a capacitarmi dell'atteggiamento dell'Assessore Viglino, perché non è certo che nella Commissione Affari Generali - e non spetta a me fare il difensore della Commissione Affari Generali - ci si sia bloccati sull'argomento del disegno di legge n. 151 o si sia detto: "beh, ci sono venute fuori già nella precedente riunione diverse perplessità", che possono anche trascendere l'opinione della Commissione della Pubblica Istruzione, perché basta leggere la relazione, i riferimenti: è una questione che coinvolge anche argomenti di carattere giuridico e di carattere generale, per cui la Commissione Affari Generali e non soltanto Finanze può, a mio avviso e a buon diritto, avere campo per potersi esprimere, tant'è vero che è stata portata all'esame della Commissione Affari Generali una prima volta. Ho qui l'ordine del giorno per la riunione di mercoledì 17 novembre, al punto 2 vi è il disegno di legge n. 151 concernente: "Integrazione articolo 11 della legge regionale 17 novembre 1970", ordine del giorno firmato dall'Avvocato Gianni Bondaz. Ebbene, io a questo punto senza voler fare del dramma, ma non riuscendo a capire il perché di questo atteggiamento da parte dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, che non vuole, non si sa perché, sentire il parere della Commissione Affari Generali, quando due giorni di rinvio non comportano proprio niente, beh, allora io dico: cosa stiamo a fare nelle Commissioni?

Caveri (U.V.) - Consigliere Chanu, devo precisarle qualche cosa che sposta un po' i termini della questione: dalla Presidenza del Consiglio questo progetto di legge è stato trasmesso al Presidente della Commissione Affari Generali in data 10 novembre 1975 e sono passati i fatidici 15 giorni senza che nessuno abbia provveduto a convocare la Commissione ...(voci)... perché cosa avete fatto?

Bondaz (D.C.) - Questo disegno di legge io l'ho messo all'ordine del giorno esattamente tre o quattro giorni dopo averlo ricevuto ...(voci)... se non doveva pervenire alla Commissione Affari Generali, come dice la Giunta, la Presidenza del Consiglio poteva fare a meno di mandarcelo, scusi eh...

Caveri (U.V.) - Perché?

Bondaz (D.C.) - ... perché mi è arrivato come Presidente della Commissione Affari Generali, io, credendo di fare il mio dovere, l'ho messo all'ordine del giorno...

Caveri (U.V.) - ... e la Commissione ha espresso il suo parere?

Bondaz (D.C.) - ... e la Commissione, dopo lungo dibattito, perché sono venute fuori delle difficoltà di interpretazione o di valutazione, ha ritenuto così suo dovere di chiedere alla Commissione Pubblica Istruzione, visto che si trattava di un argomento che riguardava anche la questione della scuola, il suo parere, con l'impegno di riconvocare la Commissione immediatamente onde definire la questione...

Caveri (U.V.) - ... e voi non avete avuto il parere della Commissione Pubblica Istruzione?

Bondaz (D.C.) - ... appena l'ho avuto, ho rimesso il disegno di legge all'ordine del giorno per la seduta di domani, quindi più in fretta di così, mi scusi, ma non potevo fare!

Caveri (U.V.) - ... io non volevo mica fare una censura a lei, lungi da me l'idea, neanche per sogno! Che cosa volete fare dunque, mettiamo in votazione? Io metto in votazione il rinvio del punto al 19 dicembre. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 33

Voti favorevoli: 15

Contrari: 18

La richiesta di rinvio è quindi respinta.

Dobbiamo pertanto mettere in votazione la legge stessa.

Articolo unico. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano ...(voci)... in discussione generale... bene, però non più di due interventi per Consigliere ...(voci)... dato che l'ora è tarda, si applica il Regolamento, è ammesso un terzo intervento che non superi i cinque minuti ...(voci)... per divertirmi a vedere la vivacità della vostra reazione ...(voci)... uno si diverte come può... va bene, allora parlate, e chi vuol parlare alzi la mano.

Chincheré (P.C.I.) - Ovviamente senza rimangiarci il parere che abbiamo espresso in Commissione Pubblica Istruzione, ci sembra comunque che l'importanza del disegno di legge avrebbe indubbiamente meritato il rinvio di due giorni per una discussione più approfondita di quella che forse ci è consentita quest'oggi, anche perché, a nostro avviso, al contrario di altre leggi che hanno l'articolo 1 e che in genere sono leggi di serie c) proprio perché molte volte mettono riparo a situazioni che ormai si sono verificate e che bisogna risolvere, diamo una certa importanza... importanza che abbiamo cercato di sottolineare in Commissione permanente per la Pubblica Istruzione e che in una certa misura è stata recepita dal parere allegato al disegno di legge, ma che non ha assolutamente fatto parte della brevissima relazione, adeguata al concetto di legge di serie c), dell'Assessore alla Pubblica Istruzione che pure aveva espresso delle opinioni apprezzabili in Commissione, opinioni che avremmo voluto sentire anche in una sede autorevole come quella del Consiglio regionale.

Infatti direi che se noi limitassimo il dibattito sul problema al fatto che i licenziati da un certo settore dell'Istituto Professionale debbano, possano o non possano accedere ad un certo tipo di concorsi, faremmo un servizio non corretto, una discussione non corretta su tutto il problema, perché, in realtà, il nocciolo della questione sta nell'I.P.R.. Ovviamente, senza un discorso attorno al problema più generale della Scuola e un problema più particolare degli Istituti professionali così come sono concepiti oggi... in linea di principio nessuno è contro, ma semmai siamo contro un certo tipo di organizzazione dell'I.P.R., non riusciamo a risolvere il problema perché poi diamo due valutazioni diverse al disegno di legge, perché indubbiamente una legge di questo genere non può per noi che avere un carattere assolutamente transitorio, perché? Perché se è vero che oggi gli I.P.R., così come sono congegnati... rammento brevemente che si viene licenziati dall'I.P.R. dopo tre anni, dopo la Scuola dell'obbligo, cioè teoricamente da 16 a 17 anni si esce dall'I.P.R. e abbiamo dei diplomi che, se è vero che sono già dequalificati quelli della Scuola Media Superiore sui cinque anni, a maggior ragione è vero che quelli dell'I.P.R. sono dequalificati, non più corrispondenti alla realtà e alle esigenze economiche, sociali e industriali del nostro Paese. Corriamo quindi il rischio di premiare una scuola che è più dequalificata delle Scuole Medie Superiori e in realtà corriamo il rischio, attraverso la scusa, la giustificazione di voler sanare una situazione, perché tutti hanno il diritto ovviamente di lavorare, di premiare un tipo di scuola, tipo l'I.P.R., che indubbiamente ha fatto i suoi tempi. Allora ecco che da queste varie "parti" del problema erano nate queste perplessità già in Commissione Pubblica Istruzione e mi ricordo bene il tipo di dibattito che avevamo fatto e sono nate poi quando sono state discusse anche al nostro interno con il Compagno Monami, che fa parte della Commissione Affari Generali, questo tipo di perplessità sono aumentate e si sono ulteriormente articolate e diversificate.

Vorremmo sapere, come prima domanda, se la Giunta, se l'Esecutivo dà a questo disegno di legge lo stesso valore di assoluta transitorietà, ma vogliamo anche sapere un'altra cosa: se questo giudizio di assumere un'idoneità è dato anche dall'Esecutivo. Vogliamo sapere in concreto in quali tempi e con quali linee di direzione intende la maggioranza affrontare il problema dell'I.P.R., perché ovviamente se questo impegno concreto non c'è, cambia anche il nostro giudizio e la nostra opinione su questo disegno di legge, con ovvie ripercussioni sul piano poi del voto, perché vogliamo dare un voto che, sia nel caso sia positivo, sia nel caso sia negativo, però sia dato con la massima tranquillità e con la massima documentazione, perché la nostra posizione sull'I.P.R. è chiarissima: noi non vogliamo una Scuola articolata su tre anni, vogliamo la riforma della Scuola e la Scuola Media Superiore deve muoversi sicuramente sul primo biennio, sul secondo... e sul terzo triennio. Ecco, questo tipo di impegno c'è o non c'è? In quali tempi si intende verificarlo? È inutile che io ripeta la piena disponibilità del Gruppo Comunista in Consiglio, in Commissione e fuori anche da questi organismi a dare il suo contributo sul problema della Scuola, però un impegno di questo genere deve essere verificato.

Viglino M. Ida (R.V.) - Posso rispondere al Consigliere Chincheré che stiamo già affrontando il problema, ho preso davanti a una delegazione di alunni dell'Istituto Professionale Regionale il preciso impegno di studiare il problema in modo da vedere la possibilità di estendere l'arco degli studi da tre a cinque anni. Ho già inviato un funzionario dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, non molto tempo fa, a Torino per vedere le sperimentazioni che in questo campo sono iniziate giù a Torino e affinché il problema venga studiato su basi più concrete.

Riconosco anch'io certi limiti dell'Istituto Professionale Regionale, però vorrei ricordare che, per quanto riguarda una certa preparazione a funzioni amministrative, certamente non è da meno di altre Scuole, perché se noi prendiamo un diplomato dell'Istituto Magistrale o una diplomata della Scuola Magistrale, certamente i diplomati dell'Istituto Professionale Regionale sono molto più preparati a poter essere inseriti negli uffici e su questo punto vi posso garantire perché io conosco com'è fatto l'Istituto Professionale Regionale e quali sono i programmi che vengono svolti da valenti insegnanti. Vorrei solo ricordare che spesse volte dai banchi, giustamente, del Gruppo Comunista si sono alzate delle voci in difesa dell'Istituto Professionale Regionale: ecco perché ho parlato di ristabilire un'ingiustizia che era stata fatta nei confronti di questi diplomati e se la mia relazione è stata breve e non ho detto tutto quello che avevo esposto nella Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione, è perché riconosco che a un certo momento subisco la stanchezza di lunghissime giornate prima di lavoro in ufficio, in secondo luogo di discussioni in Consiglio e pensavo che la discussione fosse stata sufficientemente esauriente nella Commissione consiliare e il parere allegato al disegno di legge fosse abbastanza esplicito.

Io comunque ho aderito alla richiesta del Consigliere Chincheré e questo stesso mese riceverò di nuovo - perché è stato un mio preciso impegno di riceverli entro dicembre - la delegazione degli alunni per esporre loro quello che abbiamo già fatto e per continuare a portare avanti questo discorso. Vorrei solo ricordare che, purtroppo, non abbiamo soltanto un problema, perché, quando si decide di affrontare i problemi, evidentemente non si ha mai un tempo sufficiente per portarli avanti tutti con la stessa velocità che si desidererebbe avere, quindi dare un limite preciso è difficile. Io spero entro quest'anno scolastico di poter già proporre un certo piano e un certo studio alla Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione su questo argomento.

Andrione (U.V.) - Praticamente la Signorina Viglino ha ampiamente anticipato quello che volevo dire, è evidente che, poiché abbiamo dichiarato che consideriamo provvisorio l'Istituto Professionale Regionale nella sua struttura attuale, a più forte ragione consideriamo provvisorio questo articolo di legge che modifica semplicemente una questione di accessibilità a certe classi di concorso.

Io non vorrei ripetere oggi la discussione che abbiamo fatto ieri, se ricordo bene, perché ho un po' le date confuse in testa, a proposito della Scuola di Agricoltura, si tratta di problemi paralleli, di problemi che devono essere risolti con una certa visione di insieme e si deve dare una fisionomia nuova a questi Istituti Professionali. Qui, a nostro avviso, senza voler riprendere le espressioni "di serie C", o roba di questo genere, si trattava di un problema puramente tecnico e data appunto la nuova legislazione nazionale che prevede un vasto allargamento dell'equipollenza dei titoli portata fino alle estreme conseguenze e in certi casi anche creando quelle che possono essere delle palesi ingiustizie, di fronte ad una serie di casi che si erano presentati, in particolare per dei concorsi dell'Assessorato del Turismo, si era ritenuto necessario dibattere in Giunta sul metodo migliore, nell'arco di tempo necessario per la ristrutturazione dell'I.P.R., per permettere l'accessibilità ad un certo tipo di concorso, anche perché sovente è risultato in quest'Amministrazione regionale - e qui sono numerosi gli ex Amministratori - che funzionari diplomati dell'I.P.R. abbiano dato ottima prova, forse in certi casi anche migliore, dei diplomati di altri Istituti.

Ci sembrava quindi di correggere semplicemente con un appunto di natura tecnica un tipo... chiamiamolo pure di ingiustizia, che non ci sembrava più giustificato viste queste modificazioni e vista la nuova considerazione che viene data in generale ai titoli di studio che superano il biennio, anche se poi in questo caso è soltanto di un anno e non di due anni come nel caso delle Magistrali.

Ciò premesso, avendo soltanto risposto alle prime domande poste dal Consigliere Chincheré e ribadendo che, secondo noi, è questione transitoria, destinata soltanto per un certo arco di tempo che speriamo sia il più breve possibile... si parli di questo anno scolastico... che si permetta l'accessibilità ai concorsi ai licenziati dell'I.P.R. Crediamo che, sempre evidentemente volendo continuare la discussione, perlomeno questa prima parte sia sgombrata.

Lanivi (D.P.) - Io sarò molto breve, vorrei ribadire soltanto alcune cose che già ho ripetuto ieri, non per il gusto di ripeterle ma affinché il Consiglio regionale ne sottolinei l'importanza e individui dei criteri precisi, quindi affinché ci sia una volontà politica precisa a proposito della riforma, della ristrutturazione della Scuola Media Superiore, discorso che ingloba l'Istituto Professionale Regionale, di cui oggi esaminiamo semplicemente un aspetto.

In effetti, la proposta della Giunta, riferendomi a quanto ha detto il Presidente della Giunta circa il superamento delle ingiustizie attuali, copre in parte questo problema di ingiustizia, cioè rende possibile accedere a certi concorsi laddove il titolo costituisce la barriera essenziale e principale per i concorsi regionali, cioè siamo nell'ambito di questo tipo di riconoscimento. Dietro a questo discorso si nasconde la realtà... non si nasconde, è nascosta la realtà dell'I.P.R., cioè di una Scuola professionale che, essendo ridotta a tre anni, si trova in condizioni particolari rispetto alle altre Scuole Medie Superiori. Qual è il problema? Il problema lo abbiamo trovato nella seduta precedente, adesso è difficile riferirsi alle date precise delle riunioni del Consiglio... ce lo ritroveremo di fronte tutte le volte in cui avremo da affrontare dei problemi riguardanti la Scuola, i problemi sono di questo tipo... non è possibile, secondo me - per dire anche la scelta precisa nella quale ci collochiamo -, risolvere il problema allungando a cinque anni l'I.P.R., ci troveremmo di fronte a un canale parallelo alle attuali Scuole Medie Superiori esistenti e si riproporrebbe allora tutto il problema della validità dei titoli reali, perché non c'è solo il problema dei concorsi regionali o pubblici, ma c'è quello del riconoscimento da parte della Comunità di questi titoli, per cui ribadiamo le linee che, secondo noi, dovrebbero essere di una politica regionale della Scuola Media Superiore. Il problema quindi del biennio e non sbocchi professionali precedenti... cioè ci deve essere la garanzia che una quantità, un grado di cultura, che, secondo me, va esteso fino a 16 anni, sia diritto riconosciuto a tutti i cittadini e successivamente al sedicesimo anno di età ci siano i primi sbocchi professionali, a cui dovrebbe corrispondere una seconda serie di sbocchi professionali al diciannovesimo anno di età, anno in cui si rilasciano i diplomi: questo per impedire che le Scuole attualmente esistenti diventino semplicemente delle fabbriche di diplomi.

Il problema - ribadisco questo concetto - è particolarmente urgente e fondamentale per la Valle d'Aosta, che si troverà, nella misura in cui attuerà certe riforme e quindi avrà bisogno di un certo tipo di personale, ad importare un certo tipo di manodopera qualificata e nello stesso tempo a vedere emigrare un certo quantitativo di giovani. Una volta in una presentazione di bilancio ho anche presentato i dati quantitativi di questo doppio fenomeno di emigrazione e di immigrazione direi preziosa, nel senso che vanno a occupare anche posti di una certa rilevanza economica. Questo tipo di impegno politico, secondo noi, se è urgente per la Regione, dice anche che la Valle d'Aosta ha delle possibilità e delle competenze legislative particolari nella materia, per cui un certo sforzo va condotto non nella linea di aggiungere un ulteriore canale ai canali esistenti, ma cercando di ristrutturare. Si tratta di un impegno pesante, ne abbiamo discusso prima anche con l'Assessore alla Pubblica Istruzione, che è oberata quotidianamente da tanti impegni, però, secondo noi, è un impegno fondamentale sul quale dovrebbe essere ribadita una volontà politica da parte di questo Consiglio.

Chincheré (P.C.I.) - Se dicessimo di avere piena fiducia nella politica scolastica di questa maggioranza, faremmo sicuramente violenza a noi stessi e diremmo una bugia in gran parte. Certo non è nostra abitudine, anche perché ci sembra di rilevare, visto che pochi giorni fa abbiamo discusso della Scuola di Agricoltura, oggi discutiamo dell'I.P.R., che, come giustamente dice il Presidente della Giunta, si collocano nella stessa logica, alcune contraddizioni che, purtroppo, non facilitano un nostro giudizio positivo sulla politica scolastica di questa Giunta.

Il Presidente della Giunta ha detto che non ha nessuna fiducia che il Parlamento italiano... io chiarirei, direi che è il Governo italiano. Mi piace fare queste distinzioni, me lo consenta il Presidente della Giunta, anche perché nel Parlamento ci sono anche Comunisti, belli, in piena salute, numerosi, i quali ovviamente non hanno responsabilità per il fatto che questa famosa riforma della Scuola non ha visto ancora il suo concepimento, non dico la sua nascita ma nemmeno il suo concepimento, anche se il ruolo che noi giochiamo all'interno del Parlamento ha una sua rilevanza.

Andrione (U.V.) - Io, quando accennavo al Parlamento, dicevo che la riforma scolastica deve essere fatta con legge.

Chincheré (P.C.I.) - Da questo punto di vista, sarebbe sufficiente che il Parlamento nella sua maggioranza votasse la proposta di legge comunista, che, secondo i tecnici della Scuola, non ultimi alcuni esperti valdostani, è la proposta di legge migliore, più concreta fatta fino ad oggi sul problema della riforma della Scuola Media. Questo però ci pone un grosso problema, perché ci sembra che non sia sufficiente un'affermazione di questo genere, anche se da essa poi si dovrebbero trarre alcune considerazioni di natura politica, ma bisognerebbe dire esplicitamente se si intende operare in Valle d'Aosta, e noi sosteniamo che la possibilità reale c'è per fare qui la riforma della Scuola Media Superiore, perché ovviamente alcuni aggiustamenti all'interno dell'I.P.R. non potranno che essere anche quelli fortemente transitori e come tali giudicati e valutati e messi in atto, perché? Perché indubbiamente il problema non è contestare se gli studenti che vengono fuori dall'I.P.R. sono dei bravi congegnatori meccanici, o delle brave segretarie di azienda, o cose di questo genere: il problema è se questi studenti hanno avuto quella preparazione di base sufficiente per garantire loro quello che in una brutta parola viene chiamato il "riciclaggio" della manodopera.

Noi sosteniamo che oggi è contro l'esigenza dello sviluppo economico del nostro Paese, di conseguenza anche della Valle d'Aosta, espellere dalla Scuola già professionalizzata dei ragazzi di 17-18 anni. Su questo tipo di scelta, al di là dei risultati immediati, non siamo stati e non saremo mai d'accordo. Io ho i miei grossi dubbi che sia possibile mettere le mani sull'I.P.R. nei termini proposti dall'Assessore Viglino senza contemporaneamente mettere in piedi un discorso di riforma di tutta la Scuola valdostana; queste perplessità sono dovute anche a quello che, secondo noi, è un costante rifiuto da parte di questa maggioranza di affrontare in termini globali un discorso sulla Scuola. Rammento che questo discorso l'ha rifiutato sul problema del biennio in Bassa Valle, lo rifiuta in sostanza oggi, l'ha rifiutato a proposito dei decreti delegati, sui quali ci si è limitati a entrare nel merito, e giustamente bisognava fare anche quello, non è che non bisognava farlo, ma, di fronte a nostre esigenze spinte - ricordo una mozione sui decreti delegati presentata da noi nel mese di luglio, agosto, non ricordo più il mese... avevamo cercato, se volete, di strumentalizzare quella mozione e di provare a fare un discorso sulla Scuola -, da parte della Giunta c'è stata una chiusura, un rifiuto totale ad affrontare la discussione in quei termini.

Ricordo che, prima della crisi, la Giunta Dujany sul problema della riforma della Scuola in Valle d'Aosta aveva presentato un documento, che dovrebbe essere ancora negli uffici, nei cassetti della Presidenza del Consiglio, alla cui elaborazione avevano partecipato Comunisti, Socialisti, Democratici Popolari e Union Valdôtaine Progressiste.

Io non pretendo, non sarebbe neanche corretto, che l'attuale maggioranza, anche se composta da due Partiti che allora avevano partecipato all'elaborazione di quel documento, faccia proprio quel documento e si muova secondo le indicazioni dello stesso, però chiediamo - e questo ci darebbe più garanzia, perché, secondo noi, è l'unico modo per affrontare correttamente il problema della Scuola - che la Giunta si impegni anche, visto che quello sforzo l'avevamo fatto noi, allora in maggioranza, ad elaborare un documento serio sul problema della Scuola e a venire finalmente in Consiglio a fare un discorso che - anche se non esistono discorsi risolutori - sia un punto fermo intorno al quale ci confrontiamo anche sul piano politico-programmatico. Da tale punto fermo occorrerà fare riferimento per tutte le nostre altre azioni, anche perché, da un certo punto di vista, noi Comunisti siamo a disagio, perché ci sentiamo quasi in obbligo, proprio per la mancanza di questo dibattito, tutte le volte che arriva una qualunque deliberazione sulla Scuola, a "stuzzicare" - uso questo termine tra virgolette - affinché la Giunta venga allo scoperto su questi problemi. Noi non vorremmo nemmeno usare queste furbizie, vorremmo invece che la Giunta, la maggioranza ci desse la possibilità, attraverso un suo documento generale di linee di impostazione sulla Scuola, di fare - non dico una volta per tutte, perché anche una volta per tutte non esiste - una volta tanto un discorso generale sulla Scuola.

Caveri (U.V.) - Io vorrei fare una domanda alla Signorina Viglino: questi studenti dell'Istituto Professionale se non possono adire ai concorsi dell'Amministrazione pubblica, cosa in pratica possono fare? Quale avvenire hanno?

Viglino M. Ida (R.V.) - Possono partecipare ai concorsi per coadiutori e non a concorsi per...

Caveri (U.V.) - Possono partecipare a concorsi dove basta la licenza di Scuola Media?

Viglino M. Ida (R.V.) - Sì, possono partecipare a tali concorsi.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Il problema di cui discutiamo oggi è un problema che sul piano nazionale non è ancora stato risolto. Credo che nell'esaminare questo disegno di legge bisognerebbe fare attenzione a non fare delle confusioni sul piano di una vecchia procedura ormai consolidata all'interno delle Pubbliche Amministrazioni per quanto concerne il reclutamento del personale. Le tradizioni che ormai noi abbiamo recepito all'interno della Pubblica Amministrazione sono di una rigidità tale per cui gli scontri di questo tipo sul piano normativo sono giornalieri, cioè ormai si è consolidata nel tempo una prassi che vede questa classifica rigida delle funzioni e delle mansioni in funzione del titolo di studio del candidato. La rigida applicazione in questa materia delle norme, delle disposizioni in base all'ordinamento scolastico esistente ha creato forse nel tempo anche notevoli guai di funzionamento all'interno degli apparati burocratici degli Enti pubblici. Noi abbiamo la rigida delimitazione delle carriere esecutive, delle carriere di concetto e delle carriere direttive legate a dei titoli di studio che hanno un aggancio diretto con tutto il nostro ordinamento scolastico.

Il problema di cui discutiamo oggi è un problema che sul piano nazionale non è ancora stato risolto perché questa sentenza del Consiglio di Stato che è stata riportata oggi, come testo di giurisprudenza... a parte il fatto che la sentenza non è completa, ma viene estratta solo una parte che riguarda una proposta precisa che era stata fatta al Consiglio di Stato, cioè, a parte questo fatto, il Parlamento ha approvato di recente anche un'altra legge per quanto concerne il riordinamento delle carriere nel settore del pubblico impiego: la legge n. 70, che riguarda il riordinamento di tutto il settore del para-Stato e il problema dei livelli, delle qualifiche in funzione del titolo di studio non è stato ancora definito, tant'è vero che si è ancora fatta la distinzione fra il diploma di Scuola Secondaria di secondo grado e il diploma di Scuola professionale ed è la vertenza che si trascina da lungo tempo delle infermiere professionali che chiedono l'iscrizione nei ruoli professionali a pari titolo con le ostetriche, con altri diplomati che hanno un diploma di Scuola Secondaria di secondo grado riconosciuto a tutti gli effetti.

Ora, io non sono molto ottimista sull'iter successivo della legge perché la prassi consolidata nella Pubblica Amministrazione non può essere riformata da una sentenza in sede di giurisprudenza del Consiglio di Stato, ci sono molte perplessità ancora. Veniamo un po' alla proposta in sé, cioè alla proposta concreta che la Giunta regionale ci fa in ordine all'ammissibilità di questo gruppo di diplomati dell'Istituto Professionale Regionale e dell'inserimento eventuale dei diplomati di tale Istituto all'interno dell'apparato generale dell'Amministrazione regionale.

Ebbene, con questa, diciamo così, apertura si viene a stravolgere un pochino il regolamento organico, che definisce, allorché parla di carriera amministrativa, un certo tipo di rapporto di lavoro, che è la categoria di concetto, alla quale per regolamento vengono affidati dei compiti e delle mansioni che trovano un aggancio diretto, una rispondenza, almeno sul piano così concettuale, con quella che è oggi la preparazione scolastica di una Scuola Secondaria di secondo grado, che si conclude nel quinquennio, con determinati programmi e con determinate attestazioni di preparazione sul piano professionale. Alla carriera di concetto ad un certo livello sono richieste anche delle prestazioni di natura intellettuale, con la preparazione così come viene oggi impartita negli Istituti Professionali molte volte queste mansioni non sono chiaramente individuabili, né attribuibili ai diplomati dell'Istituto Professionale Regionale; questo per entrare nel merito dell'argomento. Con l'ammissibilità dei diplomati dell'Istituto Professionale Regionale si verrebbe pertanto a creare una falsa aspirazione a ricoprire dei posti che, in effetti, tranne, diciamo, i casi particolari... ce ne sono tanti di idoneità personale a ricoprire determinati incarichi... le preparazioni sono di livelli diversi indubbiamente e le prestazioni richieste a questa categoria sono anche prestazioni diverse da quelle che si richiedono alla carriera esecutiva in considerazione della preparazione scolastica di ognuno.

Esiste poi anche un altro problema: non entrando nel merito della preparazione professionale fornita dalla Scuola, io ritengo che la Scuola doverosamente tenterà di fare il meglio, non metto in dubbio che l'insegnamento impartito a livello di Istituto Professionale sia un insegnamento adeguato a queste esigenze, però ci sono dei limiti obiettivi in queste valutazioni che portano, da una parte, a una dequalificazione di altre Scuole e una rivalutazione di diplomi rilasciati da Scuole che hanno un iter, un ciclo scolastico inferiore e c'è da presumere che la preparazione professionale sia anche inferiore a quella raggiunta al quinto anno di maturità professionale completa.

Un altro problema che pone questo ingresso nella qualifica, diciamo così, di concetto è quello legato alla valutazione dei titoli di studio; ora se accanto a questo... io non ho qui il testo della legge regionale n. 3 del 1956 e del 1966 che stabiliscono esattamente le mansioni della carriera corrispettiva di concetto nel ruolo amministrativo, esisterà però anche il problema per le Commissioni giudicatrici delle valutazioni del titolo di studio, perlomeno questo dovrebbe essere concesso: cioè di fronte ad una carriera scolastica di cinque anni e di fronte ad una carriera scolastica di tre anni, le valutazioni del titolo di studio dovrebbero avere un peso diverso, a parte ancora l'ammissibilità al concorso. Sarebbe necessario approfondire la questione anche su questo aspetto, perché, comprendiamo l'esigenza, ma la fretta potrebbe essere sempre cattiva consigliera e far partorire una legge non rispondente a quelle esigenze manifestate dalla Giunta, e in particolare dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, di rivalutare una categoria di diplomati che bene hanno meritato, diciamo, nell'esperienza ormai acquisita all'interno della Pubblica Amministrazione e che potrebbero avere i titoli per svolgere determinate mansioni all'interno dell'apparato burocratico dell'Amministrazione regionale.

Oltre agli altri problemi, diciamo, di natura così tipicamente giuridica che ci troviamo di fronte - perché, come dicevo, questa sentenza del Consiglio di Stato non fa legge ma è giurisprudenza, può essere invocata dagli uni e dagli altri secondo le esigenze o secondo le necessità del momento -, vorrei anche avere una certa garanzia che all'atto del concorso, quando si procede alla valutazione dei titoli di studio, si tenga conto anche dell'iter scolastico del candidato, cioè che nella tabella di valutazione dei titoli di studio si tenga conto della carriera scolastica dei candidati, di modo che il diplomato di una Scuola abbia un punteggio riferito a "X" e il diplomato di una Scuola che richiede una preparazione più lunga abbia un punteggio riferito a "X1", perché se non manteniamo perlomeno questa distinzione, noi arriviamo fatalmente a quel livellamento generale delle funzioni e delle mansioni all'interno della Pubblica Amministrazione contro le quali insorgiamo molte volte, ma poi, agli effetti pratici, le favoriamo continuamente, col risultato che si continua sempre a deprezzare determinate mansioni, anche se non ci troviamo di fronte ad un mansionario preciso degli obblighi, dei comportamenti e delle cose diciamo che devono fare gli impiegati dell'Amministrazione regionale. Tutto il discorso poi è ancora collegato a quella proposta di ristrutturazione dell'organizzazione dell'apparato burocratico regionale, che ormai da alcuni mesi dorme nei cassetti, non so dove, e bisognerebbe rispolverare e portare avanti almeno come discorso generale.

Ora, a questo punto io vorrei fare queste precisazioni: non avendo sotto mano le leggi sull'organico regionale a cui questo disegno di legge fa riferimento... e vorrei anche, diciamo così, l'assicurazione che in sede di valutazione dei titoli... non so se la legge relativa al regolamento organico dovrà essere modificata, laddove si prevedono queste cose più nel dettaglio... dovrà essere modificata nel senso che si attribuisce questa valutazione in modo diverso a seconda, diciamo, della preparazione scolastica del candidato. Di questo passo, infatti, sarebbe estremamente facile affermare che a livello di carriera direttiva è sufficiente la frequenza di un biennio di qualsiasi Facoltà - e ci sono bienni di alcune Facoltà che rilasciano dei diplomi -, sarebbe sufficiente affermare che il diploma di biennio è equivalente al diploma di laurea e allo stesso modo noi potremmo favorire l'ingresso nella carriera direttiva di elementi che non hanno completato l'iter, diciamo così, scolastico completo e che non hanno i titoli perfezionati per poter partecipare a quel concorso. Ecco, questo come precedente potrebbe creare tutta una serie di implicazioni del genere e creare anche, a livello di funzionamento dell'Amministrazione regionale, una serie di rivendicazioni interne, perché esistono già all'interno dell'Amministrazione regionale molti diplomati dell'Istituto Professionale Regionale inquadrati a livello di carriera esecutiva. Potrebbe pertanto anche essere una spinta a livello sindacale per rivendicare anche concorsi interni per la copertura di posti di concetto da parte di personale già attualmente alle dipendenze dell'Amministrazione regionale. Questa è un po' tutta la problematica che questa proposta ci pone di fronte.

Caveri (U.V.) - Come, ha già finito? Aveva diritto di parlare ancora per 40 minuti, pensi! La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Io non vorrei sottovalutare l'intervento ponderoso del Consigliere Lustrissy, però sono rimasto talmente colpito che proporrei di aggiornare i lavori del Consiglio perché sono le 19,48, continuando con questo ritmo e conoscendo la facondia di molti altri Consiglieri, ho l'impressione che di qui a tre ore saremo ancora su queste posizioni, per cui così proponendo una specie di match nullo, rinviamo la seduta del Consiglio.

Caveri (U.V.) - Presidente della Giunta, io non sono mica molto d'accordo con quello che dice lei, perché abbiamo votato nel senso di non rimandare l'argomento, quindi finiamolo!

Andrione (U.V.) - Sì, ma guardi che lei a mezzanotte è ancora seduto lì!

Caveri (U.V.) - No.

Andrione (U.V.) - Ma come "no"? È quello che hanno detto che vogliono fare! L'hanno dichiarato apertamente.

Caveri (U.V.) - Sì, ma c'è una votazione del Consiglio.

Andrione (U.V.) - Il rinvio della discussione, non è mica il rinvio dell'argomento.

Caveri (U.V.) - Non sono molto convinto.

Lustrissy (D.P.) - Mi pare che il Presidente della Giunta abbia chiesto il rinvio in sede di discussione generale. Mi sembra pertanto che, se il Consiglio è d'accordo, la proposta possa venire accettata... va messa ai voti.

Caveri (U.V.) - Per me fa proprio lo stesso ...(voci)... Consigliere Dolchi, parla della Resistenza lei? Perché Bordon ha parlato della Resistenza!

Dolchi (P.C.I.) - No, parlo della proposta del Presidente della Giunta che mi sembra anche contemplata dal Regolamento; noi non siamo qui per fare dell'ostruzionismo, abbiamo un certo fair play e il Gruppo Comunista ha dimostrato di seguire la strada di un'opposizione costruttiva. Ci siamo trovati di fronte a un voto di maggioranza cui abbiamo risposto con un atteggiamento che potrebbe anche continuare molto in là nel tempo; per le considerazioni di fair play, che sono per un attimo venute a mancare, ma che possono riprendere nella vita di questo Consiglio regionale, noi accettiamo la proposta del Presidente della Giunta di aggiornamento della seduta.

Caveri (U.V.) - Mettiamo in votazione l'aggiornamento dei lavori al 19 di questo mese.

Ramera (D.C.) - No, noi evitiamo di parlare perché si parla già troppo, io ho già detto che questo Consiglio regionale mi sembra il Consiglio comunale, lasciamo perdere di quale Paese, vorrei fare una domanda precisa al Presidente del Consiglio, dopo tutto questo pasticcetto: il rinvio di quest'oggetto porta inevitabilmente l'oggetto in discussione domani alla Commissione Affari Generali, o non ci va più? Domani la Commissione Affari Generali è convocata e ha al punto 2 all'ordine del giorno, come ha detto il Consigliere Chanu, l'esame di questo disegno di legge.

Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (U.V.) - Io penso che si potrebbe risolvere tutto nel migliore dei modi... perché se noi riprenderemo la discussione in aula venerdì al punto in cui la lasciamo oggi, senza averla dibattuta in parte nella Commissione Affari Generali, noi prolungheremo la discussione in aula; se invece facciamo in Commissione tutta la discussione che si fa qui e siccome - almeno mi sembra - diverse questioni che sono state sollevate... e questo articolo unico non deve portare a delle cose trascendentali... io ritengo che si possa evitare la discussione in aula e questo dovrebbe essere un po' un accordo. Ecco, se noi rinviamo il disegno di legge oggi, possiamo accordarci di non più riprendere la discussione venerdì qui, cioè di esaminarlo in separata sede in maniera da arrivare qui e farlo passare un po' alla svelta...

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Io non voglio prendere le difese d'ufficio di una Commissione di cui faccio parte, certo che quando il Consiglio, nella sua maggioranza, dice che l'intervento della Commissione Affari Generali... e mi spiace, Assessore Fosson, ha votato anche lei, è inutile... mentre consiglio il Presidente della Commissione di sottoporre al placet supremo non so di chi gli argomenti che devono essere trattati dalla nostra Commissione. È certo che non so, a questo punto, come si possa parlare di fair play, ma qui si tratta proprio di pigliarci in giro! Si propone di rinviare, di rimandare in Commissione, bene, se il Consiglio dicesse in questo momento, all'unanimità: "il discorso è rinviato e viene rimandato alla Commissione Affari Generali con l'impegno che tale Commissione lo esamini", sarebbe un conto, però verrebbe rimangiato quel voto di maggioranza che è stato dato prima. Quel voto significa due cose: primo, che questo argomento non era di competenza della Commissione Affari Generali e, se non era di sua competenza, non so perché debba diventarlo adesso perché si ha paura di andare avanti; secondo, perché non c'è bisogno - e questo è sostanziale - di una discussione in Commissione Affari Generali. Voi dite: "rimandiamo a domani in Commissione Affari Generali", se poi la discussione riprenderà, sarò ben lieto, altrimenti questo giro mi sembra perfettamente inutile, oltre che ipocrita.

Caveri (U.V.) - Chi ha chiesto la parola per primo? L'Assessore Fosson.

Fosson (U.V.) - No, io ritiro subito la proposta e allora andiamo pure avanti questa sera, e non più niente altro da dire, perché il fair play era per ragionare, per venire incontro a una richiesta che era stata fatta e l'ho detto così senza formalizzare; siccome l'Avvocato Chanu, in questo momento, ha sollevato una questione circa il voto che verrebbe rimangiato, va bene, allora andiamo avanti e buona notte.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (M.S.I-D.N.) - Volevo, appunto, sostenere la stessa ragione perché, ad un dato momento, quando il Presidente della Giunta voleva rimandare la discussione, non c'era bisogno che tutto il resto ritornasse alla Commissione Affari Generali. Allora, naturalmente, ne prende spunto l'Avvocato Chanu per ribadire tutte queste belle cose. Ora però, chiarita la questione, andiamo avanti.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Sulla questione del rinvio sic et simpliciter, come aveva proposto il Presidente della Giunta, il nostro Gruppo è perfettamente d'accordo. Quello che, effettivamente, non ci ha lasciato molto convinti, caro Assessore Fosson, è stato il suo intervento. Allora o volete rinviare, e si rinvia la continuazione della discussione sic et simpliciter, e lasciamo stare la Commissione Affari Generali, tanto non ci tenete a tale Commissione! Noi sulla proposta del Presidente della Giunta del rinvio siamo d'accordo, è un rinvio di discussione, ma non andiamo a cercare di rappezzare con un taccone che è peggiore del buso quello che avete fatto prima.

(voce dell'Assessore Fosson)

Chanu (D.P.) - Non dico quello, Assessore: io dico solo che è inutile, per non dover rappezzare, è meglio non rompere prima.

Caveri (U.V.) - La parola all'Assessore Viglino e poi al Consigliere Monami.

Viglino M. Ida (R.V.) - On m'a toujours dit - et naturellement je dois le constater ce soir - que la colère est mauvaise conseillère; c'est un peu ma faute ce qu'il arrive parce que je me suis abandonnée encore une fois à cet énorme pêché qui m'a accompagné toute la vie. Très bien, je fais l'autocritique, mais j'estime que, arrivés à ce point, nous devons continuer la discussion et alors je demande formellement qu'on continue la discussion.

Monami (P.C.I.) - Dopo le dichiarazioni dell'Assessore, volevo intervenire sull'argomento.

Caveri (U.V.) - Allora continua la discussione generale. Chi domanda la parola?

Chanu (D.P.) - Scusi, per formalità, c'era una proposta del Presidente della Giunta, la ritira?

Caveri (U.V.) - Allora chi domanda la parola? Sì, sono tutto orecchi per sentire la sua facondia.

Monami (P.C.I.) - Chi non vuole proseguire la discussione se ne va, sgombra l'aula, rende più respirabile l'aria; chi vuole rimanere rimane, chi vuole ascoltare ascolta, chi non vuole ascoltare non ascolta. Io entrerò anche nel merito della questione, però vorrei prima fare alcune precisazioni, alcune delle quali le ha fatte, brevissimamente, il Capo Gruppo Dolchi quando diceva che noi non siamo qui per fare dell'ostruzionismo, siamo qui per capirci, se è possibile, tant'è vero che, discutendo sul rinvio o meno, sarei intervenuto pregando il Consigliere Chanu di prendere in considerazione la proposta di rinvio e anche quella di discutere domani in Commissione Affari Generali, perché l'argomento è all'ordine del giorno e quindi venire qui venerdì probabilmente con le idee chiarite anche a quel livello e non far perdere tempo al Consiglio.

Io capisco anche che la stanchezza, diceva la Signorina Viglino, rende tutti quanti nervosi e in un suo precedente intervento diceva che la collera è cattiva consigliera; io volevo proprio invece dimostrare che noi, anche quando ci facciamo prendere dalla collera, cerchiamo di rimanere, per quanto possibile, attaccati al nostro dovere di Consiglieri regionali e di vedere, al di là della nostra intima collera, gli interessi più generali. Ci sembrava all'inizio del dibattito su questo argomento che la mia proposta di rinvio, fatta con bonomia, non avrebbe dovuto suscitare quello stato di nervosismo della Signorina Viglino, ha assunto una posizione dalla quale non ha avuto più la forza di recedere, ma non gliene facciamo una colpa... dicevo, è una situazione così di nervi a fior di pelle per cui si manifestano delle cose delle quali qualche volta, dopo cinque minuti, ci si può anche pentire.

Qual è la motivazione della nostra richiesta di rinvio? Debbo qui dare atto alla correttezza del Presidente della Commissione Affari Generali, il collega Consigliere Bondaz, che ha rivendicato a quella Commissione il diritto di discutere di questo problema; non solo, ha messo anche in evidenza con quanta celerità la Commissione Affari Generali, sotto la sua direzione, lavori e porti avanti una notevole mole di lavoro. Dato atto di questa correttezza, si può dire semmai che davanti ad un episodio di questo tipo, io o altri trarrebbero altre conseguenze, il Consigliere Bondaz probabilmente anche lui non si fa prendere dal nervosismo e dalla collera, e si ferma a questo primo atto di voto per il rinvio della discussione sull'argomento.

(voce del Consigliere Bondaz)

Monami (P.C.I.) - Me ne sono accorto, hai anche scritto e poi stracciato... va beh, comunque dicevo che il problema a me non interessa ...(voce del Consigliere Bordon)... è un problema di coscienza di ognuno di noi, lascio al Presidente della Commissione Affari Generali il suo problema di coscienza; d'altra parte, mi sia consentito di dire, Signorina Viglino, che lei non aveva bisogno di giustificarsi nel dire che la breve relazione probabilmente non ci aveva informato sufficientemente sull'argomento, per cui noi siamo stati costretti a chiedere il rinvio, la sua è stata una relazione breve, ma abbastanza chiara, evidentemente però non ci ha smosso da quelle posizioni che noi avevamo assunto in Commissione Affari Generali. Quali erano le perplessità che noi avevamo? Notate che noi non abbiamo detto che voteremo contro questo disegno di legge, mi pare che in proposito ci sia un documento (il parere della Commissione Pubblica Istruzione) nel quale il collega Chincheré aveva dato parere favorevole non solo al dibattito in aula, ma anche all'approvazione del disegno di legge; delle perplessità erano nate in sede di Commissione Affari Generali e non sono state fugate dalla sua breve relazione ma queste perplessità non sarebbero state fugate anche se la relazione fosse stata più lunga.

Ecco, qui si può entrare nel merito delle perplessità, dei motivi che hanno frenato, che hanno impedito l'approfondimento del dibattito in Commissione Affari Generali; quali sono queste considerazioni? Non sono certamente dettate da un motivo mortificante nei confronti di una Scuola dei lavoratori, anzi mi pare che l'intervento del Compagno Chincheré abbia chiaramente indicato qual è la nostra posizione nei confronti dell'I.P.R. e qual è la nostra posizione in genere su questo tipo di Scuola. Le nostre preoccupazioni quindi non miravano a mortificare quella Scuola, ma erano preoccupazioni dettate da altra natura, cioè noi siamo consapevoli che non è il titolo di studio che attribuisce ad un individuo capacità e volontà di lavorare, probabilmente prima di ogni altro ce ne siamo accorti proprio perché fra le nostre file, fra le file del Partito Comunista che ha l'onore di affondare - e lo abbiamo detto più volte - profondamente le sue radici fra la classe operaia... non ha mai dimenticato che proprio quella esperienza, che proprio conoscendo i lavoratori, conoscendo quelli che non hanno titoli di studio, conoscendo quelli che non hanno potuto conseguire quei titoli di studio che fino a poco tempo fa erano riservati: per esempio, diventavano avvocati i figli di avvocati, diventavano ingegneri i figli degli ingegneri, diventavano medici i figli dei medici, diventavano professori i figli dei professori... dicevo, proprio vivendo in quell'ambiente, ci siamo resi conto di come non sempre chi è primo della Scuola è primo nella vita, come non sempre il titolato è sempre colui che per forza di cose deve saperne di più, o deve avere più coscienza nella sua posizione di prestatore d'opera ovunque egli la presti, con quelle capacità che per quel posto sono richieste. Questo non vuol dire che noi improvvisamente siamo per strappare o per annullare le lauree, i diplomi, i titoli di studio, tutt'altro, siamo per dire che, anche in mancanza di quelle cose, si può tutti i giorni dimostrare - e la vita ce lo insegna - come i titoli di studio non sono indispensabili per arrivare nella vita e per sapere nella vita, quando soprattutto non si impara solo sui libri di Scuola, ma si ha la facoltà di imparare in un libro molto più importante: quello della vita.

Noi abbiamo delle perplessità, ci siamo posti alcune domande sul fatto se è giusto che questa gente possa adire a concorsi per i quali si prevede un titolo di studio superiore a quelli che si conseguono all'I.P.R.. È giusto nella misura in cui, però, ecco le perplessità, l'accedere a questi concorsi non faccia in modo di fare generalizzare il discorso, per cui è inutile conseguire il diploma di ragioniere quando al posto per cui è richiesto il titolo di ragioniere possono concorrere altri, quindi non uno sforzo di qualificare l'I.P.R., non un tentativo di rendere l'I.P.R. a livello e in grado di poter concorrere con coloro che hanno il diploma di Scuola Media Secondaria di secondo grado... ma forse l'incentivo a non frequentare quella Scuola proprio perché altre Scuole inferiori danno il medesimo risultato... D'altra parte, se è vero che le segretarie d'azienda, le addette alla contabilità, tutte quelle che conseguono quel tipo di diploma possono adire a concorsi prevedenti un titolo superiore, ci siamo domandati perché i licenziati dell'I.P.R. che non hanno scelto il ramo amministrativo - cioè non sono Segretarie di azienda, non sono coloro che tengono la contabilità, o come qui vengono chiamate e definite - ma fanno, per esempio, il congegnatore meccanico, l'elettrotecnico - non l'elettrotecnico che esce dall'Istituto Secondario di secondo grado, ma quello che consegue questo titolo di studio all'I.P.R. - non potrebbero essere parificati alla segretaria d'azienda e quindi poter concorrere al posto per cui è previsto il titolo di studio da geometra, da perito tecnico, da perito elettrotecnico, da perito industriale, da perito chimico, e così via? Ecco un altro ordine di perplessità che sono sorte durante la discussione in Commissione Affari Generali.

Mi pare che il problema, se lo vediamo e lo guardiamo da questo punto di vista... non c'era in questo, dicevo, il tentativo di non permettere a queste persone di adire a quei concorsi, ma semmai la preoccupazione di vedere come poter valorizzare quel tipo di Scuola, affinché anche i settori tecnici avessero la possibilità di adire a concorsi per i quali si prevede un titolo di studio superiore, anche perché la sentenza del Consiglio di Stato ci pare abbastanza non determinante ai fini di stabilire se questi possono o meno adire a quel tipo di concorso.

Un'altra considerazione va fatta: vorrei che mi si chiarisse - può darsi che alla Commissione Pubblica Istruzione sia stato fatto, da noi non è stato fatto, o se non è stato fatto neppure alla Commissione Pubblica Istruzione, sia fatto almeno qua - perché quella licenziata o quel licenziato dall'I.P.R. che consegue il titolo di segretaria d'azienda può partecipare al concorso dov'è previsto il diploma di ragioniere e non può partecipare colei o colui che è licenziato come segretaria alberghiera. Non capisco quale possa essere questa sostanziale differenza fra colui che è segretario di azienda o segretario d'albergo, ritenendo che l'albergo è come una qualsiasi altra azienda, per cui si richiede a questo licenziando da questo tipo di Scuola le medesime capacità: di saper scrivere a macchina, di saper tenere la contabilità, di sapere fare il segretario dell'azienda o il segretario dell'albergo.

Ecco, tutte queste preoccupazioni, tutte queste perplessità non hanno trovato una risposta in Commissione Affari Generali i Commissari avevano l'esigenza di sentire prima il parere della Commissione Pubblica Istruzione per approfondire poi questo problema.

Dicevo all'inizio: noi non siamo venuti qui con la pregiudiziale posizione di votare contro il disegno di legge, anzi, proprio perché vogliamo rendere quella giustizia a quel tipo di studenti, volevamo avere le idee chiare e, per avere le idee chiare, avevamo chiesto la sospensiva, che era poi solamente di due giorni, proprio perché domani è riunita non solo la Commissione Consiliare Affari Generali, ma anche altri organismi che possono darci delle indicazioni più precise in questa direzione di quanto non ne possa avere io in quanto non sono un tecnico in materia di Scuola, anche se mi sono profuso con questo mio intervento...

Caveri (U.V.) - Avete già Chincheré.

Monami (P.C.I.) - ... certo, Chincheré, che è il nostro tecnico sui problemi della scuola, ha espresso un suo parere che noi avevamo l'esigenza e la necessità di confrontare con altri pareri. Al di là del fatto di ripetere che era poi una dilazione di due giorni e quindi non pregiudizievole ai fini di adottare questo disegno di legge, sono ancora in attesa che mi siano chiarite tutte quelle perplessità che sono sorte nel dibattito della Commissione Affari Generali.

Caveri (U.V.) - Allora, chi parla? Chiudiamo la discussione? La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Questa proposta, che è settoriale, ha risollevato il problema molto più generale dell'Istituto Professionale Regionale che era stato istituito con delle finalità, mi pare, ben precise che emergono anche dalla sua stessa denominazione: Istituto Professionale per l'Industria, l'Artigianato e il Commercio. Altri comunque hanno sviluppato meglio di me questo aspetto più generale che coinvolge in questi nuovi tempi questa nuova funzione e questo nuovo inserimento dell'Istituto Professionale Regionale nel quadro più ampio di una riforma scolastica.

Vorrei fare alcune osservazioni più di merito in relazione alla proposta in continuazione a quanto già detto da altri sul problema più generale. Questa proposta, che aveva l'intenzione di riqualificare coloro che uscivano dal secondo o dal terzo anno di Istituto Professionale Regionale, rischia, nella sostanza, di essere discriminante nei riguardi di coloro che frequentano altri corsi di studio di cinque anni e nell'interno stesso dell'Istituto Professionale Regionale, perché? Perché sono escluse da questa parificazione le categorie dei congegnatori meccanici, perché sono esclusi gli elettrotecnici, perché sono messi sullo stesso piano e gli addetti di azienda, e i segretari di azienda. Direi quindi che è una corsa al ribasso, non una corsa alla riqualificazione; direi che nell'interno stesso dell'Istituto Tecnico essere addetti di segreteria o essere segretari pone la persona o l'individuo nelle stesse condizioni di uno che frequenta il corso quinquennale, o di colui che nell'interno dell'Istituto stesso frequenta il corso biennale, anziché il corso triennale, e per di più esclude coloro che, frequentando lo stesso Istituto Professionale Regionale, scelgono altre qualificazioni che noi abbiamo interesse che vengano scelte il più possibile perché le finalità dell'Istituto erano proprio quelle di formare il personale necessario a favore dell'industria, dell'artigianato e del commercio. Queste erano quindi le preoccupazioni che erano emerse in sede di Commissione Affari Generali ed erano preoccupazioni così di carattere generale che non avevano, naturalmente, nessuno sfondo recondito di opposizione, ma avevano solo la preoccupazione di non adottare un disegno di legge che, visto in un modo così diciamo esteriore, pareva un provvedimento promozionale a favore di alcune persone, ma che, di fatto, rischia di essere un provvedimento discriminante nell'interno dello stesso Istituto e rispetto alle altre Scuole secondarie regionali, e per di più non sollecita una maggior preparazione attraverso gli altri corsi scolastici esistenti.

Questi erano i motivi per cui chiedevamo un ulteriore approfondimento del problema in sede di Commissione Affari Generali, problema che forse l'Assessorato della Pubblica Istruzione non ha avuto tempo di approfondire, anche per delle ragioni - che io capisco - di carattere pratico, di sollecitazioni che possono venire in merito a questi fatti, senza avere avuto la possibilità di estendere la valutazione e l'analisi su un quadro più generale.

Caveri (U.V.) - Altri interventi? La parola al Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Dopo le collere, vorrei in questo mio intervento anzitutto precisare chiaramente una cosa.

Caveri (U.V.) - È un gravissimo errore fare l'autocritica perché poi ci si specula sopra e allora meglio non farla.

Chanu (D.P.) - Io alle autocritiche posso credere e non credere, ne prendo atto; comunque, quello che era il succo di quel mio intervento, che sembra aver suscitato nella maggioranza le stesse reazioni del riccio quando gli si mette il piede vicino, cioè si chiude e butta fuori tutte le spine... era un intervento che io ritengo forse non detto - e faccio anch'io l'autocritica, Presidente Caveri - nella concitazione del momento, poteva essere interpretato e doveva essere interpretato anche diversamente.

In sostanza, e vorrei fare una premessa, se volessimo fare dell'ostruzionismo, non è che questo argomento ci possa esimere dall'andare avanti, e non per dire delle cose inutili o scontate, o che debbono essere guardate dall'alto dei banchi della Giunta e della Presidenza verso i banchi dei Consiglieri, no... per dire forse tante di quelle cose che si sarebbero potute e dovute dire in sede di Commissione, anche perché la delicatezza dell'argomento poteva comportare nella stessa stesura del provvedimento - un provvedimento sulla cui sostanza forse noi non dissentiamo, perché ci rendiamo conto delle finalità -una più approfondita, più meditata, più precisa impostazione ed enunciazione.

Il mio intervento non ha voluto significare - e l'ho detto anche prima - una rivendicazione di Commissario che si è visto capitis deminutio, perché da una parte il Presidente della Giunta ha detto tout court - e il Presidente della Giunta dice molto volentieri e molto spesso le cose tout court -: "ma la Commissione Affari Generali qui ci potrebbe entrare come i cavoli a merenda". Se noi teniamo conto e se vogliamo anche credere - e qui certo il Presidente Caveri forse non è della mia idea, perché nelle Commissioni egli non ha mai creduto molto - che effettivamente ...(voci)... eh sì, tu sei un alunno per certe cose, che abbiamo anche subito una volta come Vice Presidente in carica della Commissione Affari Generali, abbiamo visto il tuo sistema di rullo compressore, stai buono Bordon, di storie ne racconti tutto il giorno... se effettivamente ci crediamo a queste Commissioni...

Io penso che la discussione serena, pacata, e non certo animata da intenti reconditi di mandare per aria tutto, sviluppatasi nel primo round di questa Commissione Affari Generali - e qui credo che lo stesso amico Bordon me ne possa dare atto -effettivamente avesse proprio messo il dito su una certa piaga, cioè sul fatto che effettivamente un provvedimento del genere doveva essere studiato e ponderato con una certa oculatezza per evitare poi discriminanti difficoltà e situazioni di disagio o di ingiustizia nella sua attuazione pratica, perché diciamocelo: gli antecedenti di questo provvedimento riposano - io lo ritengo perché vi ho partecipato come membro di una Commissione di concorso - in un concorso di categoria B. La Commissione di cui facevo parte si è trovata nella situazione di dover decidere sull'ammissione o meno di alcuni candidati che portavano avanti questi titoli e mi ricordo - e certo non le ho qui sotto mano - le numerose decisioni del Consiglio di Stato, che effettivamente hanno portato la Commissione ad assumere un atteggiamento negativo sulla domanda di ammissione al concorso sulla base di quei determinati titoli. Si tratta di un atteggiamento negativo che nel merito, praticamente, riportava molte di quelle che sono state chiamate perplessità sia da parte del Consigliere Dujany, sia da parte del Consigliere Lustrissy, sia da parte dei colleghi Monami e Dolchi che mi hanno preceduto.

Ora, effettivamente - e qui mi riallaccio a quello che è successo poco fa - ci siamo trovati di fronte ad una situazione di chiusura per un ulteriore seguito dei lavori in sede di Commissione Affari Generali, e il Consiglio nella sua sovranità - e noi ammettiamo che il Consiglio sia sovrano quando decide a maggioranza -, andando incontro a quelle che erano state le vivaci argomentazioni dell'Assessore della Pubblica Istruzione, al momento non presente, e dello stesso Presidente della Giunta, nonostante quello che formalmente era sulla carta, cioè la convocazione di un'ulteriore seduta della Commissione Affari Generali per la prosecuzione e per la definizione del suo parere, ha deciso che del parere della Commissione Affari Generali se ne poteva fare a meno e di andare avanti. Quando poi ci siamo trovati di fronte... non per il fatto di temere la prosecuzione nel tempo di questo dibattito, perché non credo che il Presidente della Giunta tema prosecuzioni di dibattito a lungo come non le temiamo noi, ma forse perché in definitiva già da qualcosa degli interventi che si erano succeduti poteva venire alla luce la necessità di un ulteriore approfondimento in una sede meno calda, più competente... e qui do ragione all'Assessore Fosson perché se le Commissioni vogliono funzionare e certe volte funzionano... nelle Commissioni si può fare, si fa un buon lavoro i cui risultati poi si riflettono nella discussione in aula.

Ebbene, sulla proposta di rinvio del Presidente della Giunta noi eravamo d'accordo, quello che ci ha lasciato un po' perplessi - e qui mi spiace che non ci sia l'autocritica Assessore alla Pubblica Istruzione - è stata l'avance, forse fatta anche in buona fede per salvare la capra e i cavoli, dell'Assessore Fosson. Se rispetto a questa avance, c'è stata una reazione vivace, nella sostanza la mia reazione era semplicemente quella di riportare il Consiglio ad una normalità di comportamento, perché il Consiglio non prende delle decisioni definitive. Il fatto che abbia inteso respingere la richiesta di rinvio per il fatto che non riteneva opportuno o necessario sentire la Commissione non da giudicare irrevocabile: anche dopo poco, anche dopo mezz'ora-un'ora di discussione il Consiglio nella sua sovranità, seguendo quelli che potevano essere i suggerimenti dell'Assessore Fosson, poteva anche dire: "sospendiamo la discussione e rimettiamo il discorso alla Commissione Affari Generali", ma prendendo una decisione su questo punto: era tutto qui il succo del mio discorso. Se poi la forma o l'apparenza sono state interpretate come gesto di rissa da parte del Commissario o del portavoce della Commissione Affari Generali - e qui non dico solo del portavoce di minoranza della Commissione Affari Generali, ma io non ero portavoce di tale Commissione -, ebbene, di questo io mi posso scusare. Quello che io vorrei dire è che effettivamente, anche dagli stessi discorsi che si sono succeduti, anche dalla circostanza che... badate la sentenza del Consiglio di Stato non fa stato ed è contraddetta da numerosissime sentenze del Consiglio di Stato stesso che hanno affrontato e affrontano quasi giornalmente questi fenomeni di ricorsi da parte di candidati che sono stati esclusi per non avere un titolo che poteva essere dichiarato o ritenuto idoneo... ebbene, su tutto questo effettivamente forse una discussione, un dibattito in Commissione Affari Generali poteva essere fatto.

La situazione però mi sembra cambiata perché siamo tutti sulle posizioni rigide. Io quindi non voglio certo far fare dei dictat o delle ulteriori autocritiche a coloro che hanno presentato proposte di rinvio che poi se le sono dovute ritirare o ad Assessori che hanno fatto delle proposte, ripeto, in buona fede forse, ma certamente che non erano più sul filo della logica e della correttezza di un dibattito in aula, o di Assessori che hanno fatto la loro autocritica per poter dire alla fine, in definitiva: "io vado avanti e vada come vuole". Ebbene, sotto questo profilo, se volete continuare ad andare avanti e se ritenete che la discussione non vi abbia posto in evidenza che ci sono effettivamente degli elementi che potrebbero essere valutati approfonditamente con un lasso di tempo di una certa ampiezza, vuoi nella sede della Commissione Affari Generali, vuoi nella sede di un prosieguo della discussione, ebbene, ognuno si pigli la sua responsabilità, si voterà e poi effettivamente si deciderà su questo punto all'ordine del giorno.

Io ritengo - e ci tenevo a dirlo -: primo, che non siamo qui per parlare e per tirare avanti le cose fino alla consommation des siècles, perché non è nemmeno nel nostro stile, nonostante di ciò ci accusiate; secondo, che quello che abbiamo detto potrebbe già essere un elemento più che sufficiente se si hanno orecchie per sentire per poter arrivare correttamente, forse, a quella soluzione del rinvio alla Commissione Affari Generali che, in termini sostanzialmente esatti, ma formalmente del tutto inesatti - mi permetta ancora l'Assessore Fosson - era stata dall'Assessore Fosson portata avanti; terzo, beh, se si vuole andare avanti così, ebbene si vada avanti e poi dopo giudicherà il tempo e giudicherà la pratica attuazione di questo disegno di legge se si è fatto un buon lavoro, o se, piuttosto, in una materia così delicata e bruciante com'è quella dei diritti acquisiti o dei diritti acquisibili o delle pretese da parte di chi concorre, sulla base di determinati titoli, ad un determinato posto, non si è agito con troppa superficialità e con troppa fretta.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Si tratta di un argomento particolare che ci trovava in linea di massima d'accordo, così com'è già stato detto... ed è stato detto dal rappresentante del Gruppo Comunista nella Commissione della Pubblica Istruzione, e riconfermo che, con un tranquillo lavoro in Commissione Affari Generali e Finanze, come avrebbe potuto essere nella seduta di domani già convocata dal suo Presidente con questo argomento all'ordine del giorno, poteva passare in Consiglio senza discussione... ha avuto lo sbocco che abbiamo visto in queste ultime due ore piuttosto tempestivo.

Non voglio ritornare sui fatti, voglio solamente sottolineare anche in questa occasione la nostra particolare convinzione sulla validità dei lavori in Commissione per l'elevamento del dibattito consiliare; il collega Ramera prima ha detto: "forse un Comune di più piccola importanza non si lascia andare a discussioni così lunghe o così dettagliate". Abbiamo già avuto più volte occasione di dibattere di questo argomento e abbiamo sempre trovato che ci troviamo a discutere a lungo in questa sede anche degli argomenti così particolari come l'articolo unico del disegno di legge n. 151, proprio perché manca a monte quel filtro, quel confronto, quell'approfondimento del problema che può essere fatto agevolmente e in modo proficuo solamente in Commissione.

Noi crediamo nella vita democratica articolata che porta anche a questi scontri che il Consiglio ha visto in questi ultimi momenti e che fa prendere alle opposizioni e alle minoranze, che ritengono di dover giocare il loro ruolo, delle posizioni ferme e precise; ma noi che crediamo nella vita democratica articolata ancora una volta, in questa occasione, come già ho avuto modo di fare in occasione della discussione sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta, riteniamo che la vita dell'Assemblea debba essere valorizzata, che le Commissioni debbano e possano svolgere in tal senso un importante e insostituibile lavoro e dare il loro contributo.

Ecco, si è detto molte volte - e lo diceva anche il collega Bordon, poi veniamo a dire qui tutti le stesse cose e a ripetere le stesse cose -: "perché non c'è una relazione di maggioranza e una relazione di minoranza?". Beh, il Regolamento prevede una relazione di maggioranza e una relazione di minoranza, ma queste sono impossibili quando le Commissioni si riuniscono affrettatamente, non entrano nel merito dei provvedimenti e dicono: "sia il Consiglio a pronunciarsi", e allora il Consiglio si pronuncia in 35, il numero dei componenti del Consiglio, e diventa sempre più difficile quella mediazione che, invece, le Commissioni potrebbero e dovrebbero svolgere.

Per quanto riguarda il problema, concordo con le conclusioni del collega Chanu; avremmo la possibilità, se fossimo qui solamente per fare dell'ostruzionismo, di continuare ancora a parlare nel merito. Riteniamo di aver dimostrato con la nostra posizione di fermezza anche la nostra consapevolezza e di aver dimostrato come intendiamo in certi casi far valere la nostra posizione di Partito e di Gruppo nella vita del Consiglio regionale. Penso quindi che possiamo considerare avviata alla conclusione questa discussione generale, a meno che i colleghi della maggioranza non vogliano loro prendere la parola su questo argomento, visto che hanno taciuto, mentre forse in Commissione avrebbero potuto anche dare un loro contributo.

Da parte nostra, con la nostra posizione, con le cose che abbiamo detto, che avremmo detto in Commissione e che abbiamo ripetuto in aula, abbiamo ritenuto soprattutto di dimostrare al Consiglio e alla Giunta che intendiamo essere presenti in ogni provvedimento con il nostro contributo, previa discussione e con un apporto che non è dovuto all'improvvisazione, ma che è dovuto ad uno studio, ad una preparazione che cerchiamo di fare nel migliore dei modi. In questo modo noi riteniamo di assolvere al nostro compito di eletti da parte della popolazione valdostana.

Caveri (U.V.) - Mettiamo ai voti? Per quanto riguarda la votazione, bisogna tenere presente quanto dice l'articolo 73, cioè si deve votare solo a scrutinio segreto il testo della legge, perché c'è un solo articolo: "quando un progetto di legge o di regolamento consta di un solo articolo di cui non si possa chiedere o non sia stata chiesta la divisione, su cui non siano stati presentati emendamenti non si vota l'articolo ma si procede senz'altro alla votazione finale per scrutinio segreto". Procediamo quindi alla votazione a scrutinio segreto della legge e all'applicazione di tale articolo.

Chincheré (P.C.I.) - La dichiarazione di voto è un diritto a cui voglio accedere. La discussione - che ricordo è stata ampia, con l'unico difetto di essere unilaterale, perché ha parlato solo la minoranza e non abbiamo avuto il piacere di sentire la maggioranza su questo argomento - ha dimostrato comunque due cose sicure, sulle quali sembra che ci sia un'opinione unanime: la prima è che questa legge mette in atto una sperequazione all'interno dei licenziati dell'I.P.R. e una contraddizione, una differenziazione negativa tra l'I.P.R. e le altre Scuole Medie Superiori. Questa discussione ha dimostrato altresì che non è possibile oggi mettere le mani sul problema dell'I.P.R. senza metterle su tutta la Scuola valdostana e ha anche dimostrato che la Giunta e la maggioranza - non so se i due termini si equivalgano coi tempi che corrono o se sono due cose diverse, motivo per cui li richiamo entrambi - sul problema della Scuola non hanno niente da dire se non tanti piccoli provvedimenti, se non la politica del carciofo, politica che non riusciamo a capire, a vedere da che parte vuole andare e, se dovessimo limitarci a giudicarla da questi pochi atti concreti, dovremmo dire che va in una sola direzione che non ci piace, che non possiamo condividere.

D'altro canto, questo progetto di legge, questo articolo unico tende a riparare una situazione che ormai si fa abbastanza grave ed è per questo motivo che noi diamo un giudizio assolutamente transitorio a questa legge, ma non transitorio soltanto sul piano del principio, ma transitorio sul piano del tempo, motivo per cui sicuramente il discorso sull'I.P.R., il discorso su questa legge, non potrà essere esaurito qui. Credo che o per iniziativa della Giunta, o per iniziativa nostra a brevissima scadenza, visto che la Giunta si rifiuta costantemente di farlo, imporremo o cercheremo di imporre al Consiglio o, meglio, proporremo al Consiglio un dibattito molto più ampio e molto più articolato di quello che c'è stato fino ad oggi sul problema più generale della Scuola, sperando che almeno in quell'occasione chi di dovere, oltre a noi, esca allo scoperto e si avvii finalmente un discorso di confronto sulla Scuola, perché ci sembra che oggi qualunque ulteriore dilazione temporale sia un fatto colpevole di cui noi Comunisti non vogliamo portare né sopportare nessun tipo di responsabilità perché responsabilità sull'argomento non ne abbiamo.

Caveri (U.V.) - Metto in votazione il disegno di legge.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 29

Maggioranza: 15

Favorevoli: 21

Contrari: 8

Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 151.