Oggetto del Consiglio n. 3955 del 25 novembre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3955/IX Disposizioni applicative della legge regionale recante interventi a favore degli allevatori per l'abbattimento di animali improduttivi e a fine carriera. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la delibera di Giunta n. 8970 del 5 ottobre 1992, che emana disposizioni in merito all'applicazione della legge n. 15 del 5 aprile 1991;
Considerato che la stessa viene a modificare un Regolamento approvato dal Consiglio regionale;
Preoccupati che la stessa, per questo motivo, non possa essere applicata; i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
gli Assessori competenti per conoscere:
1) quando e quali organizzazioni di categoria sono state interpellare;
2) quando è stata interpellata l'A.R.E.V. (Association régionale Eleveurs Valdôtains);
3) come si intende applicare la nuova delibera.
F.to: Lanièce, Bondaz, Limonet.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (DC)In merito al terzo punto preciso che la delibera stessa viene a modificare un regolamento approvato dal Consiglio regionale e quindi si potrebbero avere delle difficoltà nei pagamenti. Si dovrebbe pertanto valutare la possibilità di ritirare la delibera e portare all'approvazione del Consiglio, la modifica del Regolamento stesso, proprio per evitare i problemi su citati.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Lanivi.
Lanivi (GM) Mi riservo di dare, in seguito, maggiori spiegazioni al Consigliere Lanièce anche se cercherò di rispondere ai tre quesiti.
Abbiamo interpellato le associazioni di categoria rappresentative degli allevatori per la parte concernente la definizione del concetto di improduttività collegata alla specie, alla razza e al sesso. In seguito si è deciso di escludere dal contributo l'eliminazione dei riproduttori di sesso maschile.
L'A.R.E.V. è stata interpellata più volte, in fase di stesura della deliberazione, al fine di acquisire pareri ed indicazioni sull'idonea applicazione della legge n.15 del 1991. La deliberazione è stata poi esaminata ufficialmente dal consiglio d'amministrazione dell'A.R.E.V. che ha espresso le sue valutazioni in merito. Sulla terza domanda si intende applicare la nuova deliberazione, come già avviene, rispettando i principi e i criteri ivi contenuti in uno spirito di piena collaborazione tra Assessorato, servizi veterinari e l'A.R.EV. Come ho già detto in precedenza, eventuali informazioni potranno essere fatte in vie brevi all'interpellante.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (DC) L'associazione interpellata, come anche l'A.R.E.V., non è un'organizzazione di categoria, ma rappresenta un settore tecnico che studia il fenomeno della riproduzione della razza. Trovo strano quindi che non siano state sentite le associazioni di categoria operanti in Valle d'Aosta.
Inoltre l'A.R.E.V. sarà stata interpellata, ma il documento ufficiale dello stesso riporta la data del 6 ottobre, mentre la delibera quella del 5 ottobre.
La concentrazione degli abbattimenti nel periodo autunnale viene ad ingolfare un mercato già di per sè saturo per le operazioni di bonifica sanitaria e quindi produce una contrazione dei prezzi. Purtroppo questa contrazione va a discapito degli allevatori e per nessun beneficio al consumatore. Se questi abbattimenti venissero dilazionati nel tempo, si potrebbe avere un maggiore equilibrio sul mercato del bestiame da macello.
È vero che nella delibera si cita che "in via eccezionale l'indicazione può essere fatta successivamente qualora lo stato di improduttività o fine carriera si determini a prove effettuate". È una disponibilità relativa perché esiste la discrezionalità da parte di qualcuno che ammette o meno l'abbattimento. Noi chiediamo invece che ci sia maggiore trasparenza.
Il fatto che l'allevatore debba sottoporre il bestiame al giudizio del veterinario, non può, da parte nostra, essere accettata in quanto lo stesso non possiede gli elementi per esprimere tale giudizio, ma l'improduttività può essere dichiarata solamente dall'allevatore che è a contatto quotidiano con la propria mandria.
Inoltre l'A.R.E.V. sostiene che il comportamento dei singoli veterinari crei discriminazioni fra i singoli allevatori e che l'introduzione del veterinario complica e limita le procedure. Io aggiungo al riguardo che limita pesantemente anche l'autonomia degli allevatori. Quindi, io pregherei la Giunta di riesaminare la questione e riportare il tutto all'approvazione del Consiglio.
