Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3950 del 25 novembre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3950/IX Progetto di fattibilità per la realizzazione di una divisione di Radioterapia presso l'Ospedale regionale. (Interpellanza)

Interpellanza Visto l'incarico a suo tempo affidato al prof. Dr. Gian Luca Sannazzari, direttore del reparto radiologico dell'Ospedale Molinette di Torino, di predisporre un progetto di fattibilità per la realizzazione di una divisione di radioterapia presso l'Ospedale regionale di Aosta;

Preso atto che con la realizzazione di tale iniziativa, oltre a potenziare le attrezzature del Presidio ospedaliero, verrebbero eliminati i sacrifici a cui sono sottoposti gli ammalati di tumore della Valle d'Aosta costretti a recarsi a Ivrea o in altri centri fuori Valle per essere curati e quindi sottoposti alle prestazioni loro necessarie;

A conoscenza che all'interno dell'Ospedale regionale era stata già prevista la localizzazione dell'Unità Operativa di radioterapia;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) se intende dare seguito all'iniziativa come previsto dalla precedente Giunta regionale;

2) i tempi entro i quali sarà istituita l'unità operativa di radioterapia e la sua localizzazione all'interno del Presidio ospedaliero regionale;

3) il numero degli ammalati di tumore che oggi sono costretti a recarsi a Ivrea o in altri centri fuori valle per curarsi.

F.to: Beneforti, Trione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) La realizzazione dell'unità operativa di radioterapia presso l'Ospedale regionale è un obiettivo che la Regione si era proposto già da tempo.

Alla luce delle statistiche che indicavano il rilevante numero di pazienti e l'elevato numero di applicazioni e preso atto che il cancro è una malattia irreversibile che tende ad aumentare e che l'unico mezzo di cura, oggi, sono le varie forme di radioterapia; la Giunta Bondaz decideva di istituire un'unità operativa in loco, incaricando il Prof. Sannazati di Torino di realizzare un progetto tecnico di fattibilità e di conferire allo studio Galvani il progetto per reperire i locali all'interno dell'Ospedale e prendeva accordi con l'Ospedale di Ivrea per garantire ai nostri malati una particolare considerazione. Si procedeva inoltre all'acquisto di tre confortevoli pulmini e si rivedevano gli orari, per alleviare almeno in parte, alcuni disagi.

Oggi siamo convinti che gli obiettivi ed i programmi previsti dalla passata Giunta e maggioranza siano ancora validi ed appunto per questo è stata presentata l'interpellanza. Vogliamo conoscere se l'attuale Giunta intende dare seguito all'iniziativa su citata ed i tempi entro i quali sarà istituita l'unità operativa ed il numero di malati che attualmente sono costretti a rivolgersi all'Ospedale di Ivrea.

Si dà atto che, dalle ore 11,28, presiede il Vicepresidente Trione.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) I dati relativi ai malati oncologici sono questi: 220 viaggio all'anno con una media di 15 malati e circa 100 viaggi a Torino con una media di 10 malati. Il problema quindi è serio e concordo con il Consigliere Beneforti sul fatto che sia necessario prendersi particolare cura del problema.

Ci sono però alcune difficoltà che ostacolano questa iniziativa. Sul bilancio 1992 non possono essere individuati i fondi necessari ed inoltre, in seguito a riunioni tenute con l'USL, si è deciso di dare la priorità ad altri interventi e si sono stabilite delle precedenze. Per il progetto che stiamo discutendo ci vogliono precisi finanziamenti e spazi adeguati che, al momento, mancano ed è appunto anche per questo che è in fase di discussione la ristrutturazione dell'Ospedale.

Rispondiamo all'interpellanza dicendo che è nostra intenzione realizzare l'unità di radioterapia in base però ai finanziamenti disponibili.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Sono state esposte delle giustificazioni a motivo della mancata realizzazione di tale struttura, ma io sostengo invece che c'erano ed esistevano tutte le premesse per farlo. Esisteva il progetto medico, quello tecnico e la disponibilità dei locali.

Non possiamo essere vaghi e neppure delegare ad altri l'assoluto diritto del cittadino valdostano a curarsi nella propria regione. Questa è una categoria particolare di persone che oltre ad essere già penalizzata fisicamente lo è anche economicamente, altrimenti non aspetterebbe il "nostro pulmino", ma si rivolgerebbe a qualche clinica privata.

Questo è l'aspetto principale che dovrebbe farci riflettere ed è un nostro preciso dovere individuare i finanziamenti necessari e le attrezzature idonee al fine di realizzare in loco quanto necessario.

Quando nel mese di luglio l'Assessore alle Finanze Lavoyer, illustrò l'assestamento di bilancio, io feci notare che per la Sanità si era destinato poco. Mi fu però risposto che ci sarebbe stata una variazione di bilancio. Questa variazione di bilancio la stiamo ancora aspettando.

Ci deve essere una maggiore volontà e sensibilità politica verso la realizzazione di interventi prioritari ed obbligatori come questo. Non troviamo scusanti di natura finanziaria perché esiste la possibilità di utilizzare altri fondi come quello destinato alla risonanza magnetica che è stato a suo tempo revocato.