Oggetto del Consiglio n. 433 del 16 dicembre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 433/75 - Convenzione tra la Regione Autonoma della Valle d'Aosta e l'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica (E.N.E.L.) per il regolamento dei reciproci rapporti in materia di subconcessioni, in via di sanatoria, per derivazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico.
In sede di applicazione della legge 5.7.1975, n. 304, sono sorte tra la Regione e l'ENEL, varie divergenze di vedute e disparità di interpretazione delle norme contenute negli articoli 2 e 3 concernenti il pagamento dei canoni e la regolarizzazione delle utilizzazioni, in via di sanatoria, di derivazioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico attraverso l'emanazione di decreti di subconcessione da parte della Regione.
Inoltre la legge di nazionalizzazione dell'industria elettrica 6.12.1962 n. 1643 aveva dato origine a numerose azioni e controversie legali tra lo Stato e l'ENEL per il pagamento dei canoni relativi a derivazioni d'acqua ad uso idroelettrico. In tali controversie legali venne, com'è noto, coinvolta sempre anche la Regione, quale Ente concessionario delle acque pubbliche da parte dello Stato in conformità degli articoli 7-8 dello Statuto Speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26.2.1948 n. 4.
La disparità di interpretazione della legge 6.12.1962 n. 1643 aveva, anche, dato origine ad un'azione legale tra l'ENEL e la Regione in merito alla validità o meno del decreto di subconcessione relativo all'impianto idroelettrico "La Nouvelle Montjovet".
Allo scopo di eliminare la disparità di interpretazione della legge 5.7.1975 n. 304 e per porre fine alle accennate controversie legali è stata redatta una bozza di convenzione da stipularsi tra la Regione e l'ENEL.
La Giunta sottopone, pertanto, con parere favorevole, all'esame del Consiglio regionale l'allegato elaborato, rilevando che dall'approvazione delle eque proposte transattive e dall'accordo tra la Regione e l'ENEL sulle importanti questioni di cui si tratta diverrà possibile alla Regione introitare sollecitamente i canoni da tempo dovuti per numerose derivazioni d'acqua pubblica a scopo idroelettrico e sarà possibile regolarizzare, attraverso l'emanazione di subconcessioni regionali tutte le utilizzazioni in atto e ancora sprovviste di autorizzazione.
Si propone, quindi, che il Consiglio regionale:
deliberi
di approvare ed autorizzare la stipulazione tra la Regione Autonoma della Valle d'Aosta, rappresentata dal Presidente della Giunta Regionale, Avv. Mario Andrione, e, l'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica (ENEL), della sottoriportata convenzione transattiva, con allegato schema di disciplinare tipo di subconcessione, per il regolamento generale dei reciproci rapporti in materia di subconcessioni, in via di sanatoria, per derivazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico.
Allegati (omissis)
Caveri (U.V.) - Con 21 Consiglieri presenti la seduta è valida. Invito i Consiglieri regionali che desiderassero partecipare alla visita allo stabilimento di Aosta della Cogne, alla colazione a Verrès e alla visita allo stabilimento S.A.D.E.A. alle ore 15,00 di prenotarsi presso il Segretario Vallomy.
Andrione (U.V.) - Vorrei che ci fosse un usciere per poter fare distribuire a tutti i membri del Consiglio la legge n. 304 del 5 luglio 1975, se Chincheré è gentile e si incarica, grazie, molto gentile ...(voci)... Come lor Signori sanno, l'iter parlamentare di questa legge, che viene comunemente denominata "legge Filliétroz", ha conosciuto delle strane vicende. Passata al Senato senza quasi colpo ferire, grazie all'Onorevole De Cocci, un antico amico della S.I.P. che è diventato, probabilmente, amico dell'E.N.E.L., comunque non amico della Valle d'Aosta, si era arenata alla Camera e rischiava di non passare, di ricevere degli emendamenti e quindi di iniziare la navetta tra Senato e Camera in relazione all'interpretazione da dare al secondo comma dell'articolo 3 e all'articolo 4, sul quale, in realtà, si è accentrata l'opposizione da parte di numerosi rappresentanti della Camera. Il primo punto è quale deve essere l'esatta interpretazione del secondo comma dell'articolo 3, cioè quali utenze debbano essere considerate non utilizzate.
Il secondo punto è quello della spesa di 211 milioni a carico dello Stato, che, essendo questi 211 milioni pari a un decimo dei canoni dovuti, sembrerebbe di per sé definire l'ammontare dei canoni dovuti alla Valle d'Aosta.
Una prima questione sollevata dall'E.N.E.L. è stata che su queste somme dovevano essere corrisposti dalla Regione gli interessi e dovevano essere ricomprese un certo numero di derivazioni, che invece, grazie alla competenza di un Funzionario regionale: il Geometra Gonrad, che voglio ringraziare in Consiglio per il valore dimostrato in questa difficile trattativa, si sono rivelate pretese infondate da parte dell'E.N.E.L.. Rimane però il fatto che l'articolo 4, sempre a seconda dell'interpretazione che si può dare o meno al secondo comma dell'articolo 3, porta una somma che è di gran lunga inferiore a quella pretesa dall'E.N.E.L..
In base alle bollette e alla ricostruzione dei versamenti fatti da parte dei danti causa dell'E.N.E.L,. da parte dell'Ufficio Acque della Regione, ricostruzione fatta con estrema cura, con grande passione e pazienza da parte del personale responsabile, si è potuto appurare che, per quanto riguarda la rivendicazione iniziale di oltre 3 miliardi di lire che l'E.N.E.L. faceva, potevano essere riconosciuti come effettivamente dovuti all'E.N.E.L. lire 2.557.340.496. La differenza fra i 211 milioni, che rappresentano il decimo dei canoni dovuti e questi 257, che sono l'ultima rivendicazione dell'E.N.E.L., è dovuta ai canoni pagati per la Dora del Nivolet e la Dora di Rhêmes, che, invece di essere stati pagati dal CED, e quindi non sono stati computati dallo Stato, sono stati pagati in realtà dalla Cogne. Ci si stupisce poi di certi pasticci e le volture relative al passaggio Cogne-CED non sono state fatte, per la Dora del Nivolet sono stati pagati lire 246.797.532 e per la Dora di Rhêmes lire 217.855.163. Autorizzato dalla Giunta regionale, ho trattato questa materia cercando di evitare che l'E.N.E.L. o si opponesse all'approvazione della legge, o impugnasse per nullità le subconcessioni che verranno date dalla Regione in quanto non corrispondenti alla realtà. Come esito di questa transazione avete a vostre mani copia di una convenzione per la quale l'E.N.E.L. accetta di pagare alla Regione il decimo che non è previsto nel deliberato dell'articolo 4 della legge dello Stato, per cui, invece di 257 milioni, occorre togliere 55 milioni in più. Per comodità, la cifra viene ulteriormente arrotondata di modo che la rivendicazione globale dell'E.N.E.L. è di 2 miliardi e mezzo, invece di essere 2.557.000.000.
Inoltre, sempre su consiglio del Geometra Gonrad, invece di procedere per credito unico, compensabile in una volta sola, è stato diviso il credito, come risulta all'articolo 3 della convenzione, per ogni specifica transazione, di maniera che, non appena su ogni tipo di derivazione tra le somme dovute dalla Regione a titolo di utenze non utilizzate per il passato e quelle dovute dall'E.N.E.L. per l'utilizzazione delle acque subconcesse dalla Regione, immediatamente la Regione diventerà creditrice di quelle somme relative a quei dati impianti, ogni impianto agirà in maniera autonoma e, di conseguenza, diventeremo anticipatamente creditori per quegli impianti la cui derivazione d'acqua è più antica. La compensazione globale avrebbe ritardato maggiormente i diritti della Regione a percepire del denaro. Con la stessa occasione si sono transatte 33 cause pendenti presso il Tribunale Superiore delle acque, una sola di queste cause per il solo Avvocato Arturo Colonna costa alla Regione 4.900.000 lire di parcella, lasciando perdere i procuratori o altre cose di questo genere, dico solo come avvocato. La transazione di queste cause permette la definitiva sistemazione dei rapporti in materia di acque tra Regione ed E.N.E.L., cioè la Regione è l'unico ente subconcedente di acque per uso idroelettrico con le avvertenze dette prima per quanto riguarda la sanatoria del passato e con l'obbligo - e anche questo è stato voluto dalla Regione e aggiunto specificatamente - di seguire un disciplinare-tipo concordato fra le parti e allegato a questa convenzione che faciliterà enormemente la subconcessione di tutte quelle centrali già attualmente in opera in cui la potenza nominale è nettamente inferiore a quella che realmente è la potenza nominale sfruttata in questo momento, cito solo il caso di Valgrisanche in cui contro una potenza nominale teorica attuale di 25.000 kwh è stata accertata in una causa che si è avuta con il B.I.M. una potenza reale di 50.000 kwh, quindi praticamente il raddoppio del canone dovuto dall'E.N.E.L. alla Regione.
Io ho qui in questa cartella - che è preziosissima perché, per ricostituire questi documenti, ci sono voluti dei mesi di lavoro - la documentazione relativa a tutte le fatture intestate alla Cogne e ad altre aziende, ma specialmente alla Cogne, perché la grossa differenza dei pagamenti effettuati è quella che riguarda la Cogne, e dato che la legge istitutiva dell'E.N.E.L. dice che essa è autorizzata a recuperare i denari anticipati dai suoi danti causa, nel caso specifico l'articolo 4, il dante causa era il C.E.B. e non figurava sotto la voce "C.E.B." quanto versato invece dalla Cogne, questa è la ragione della differenza fra l'articolo 4 e la transazione che porta invece 2 miliardi e mezzo.
Se qualche Consigliere lo desidera, io ho qui dei parametri e prospetti che possono forse meglio delle mie parole spiegare la situazione.
Con questa convenzione, per i prossimi 70 anni non dovrebbero più esserci questioni fra E.N.E.L., o chi sostituirà l'E.N.E.L., comunque fra E.N.E.L. e Regione Autonoma Valle d'Aosta in materia di sub-concessione di acque pubbliche.
Si dà atto che dalle ore 16,54 assume la Presidenza il Vice Presidente Maria Celeste Perruchon.
Dujany (D.P.) - La presente convenzione proposta dalla Giunta all'approvazione del Consiglio è un compromesso, mi pare saggio, per chiudere tutto un passato di rapporti fra Amministrazione regionale ed E.N.E.L. iniziati nel 1965 a seguito della nazionalizzazione delle acque operata dallo Stato italiano. È inutile che riandiamo a questo passato direi abbastanza grave e lesivo dell'autonomia della Valle d'Aosta poiché questo si è concluso finalmente con la legge nazionale del 5 luglio 1975 a cui si aggancia l'attuale convenzione.
Vorrei dire che questa legge, presentata dal Senatore Filliétroz, era stata promossa dall'Amministrazione regionale, studiata nei suoi termini e accompagnata giorno per giorno in sede di discussione in Parlamento. Credo sia stato proprio in occasione della discussione parlamentare che abbiamo rivisto e sono riemersi i veri amici della Valle d'Aosta e i veri amici dell'E.N.E.L.... amici dell'E.N.E.L. contro la Valle d'Aosta! L'elenco delle persone potrebbe essere lungo, di quelle amiche e di quelle nemiche, tant'è vero che il Presidente della Giunta ha voluto ricordare l'ultima fase dell'approvazione di questa legge: la fase di approvazione alla Camera per cui determinati interessi per l'intervento di alcuni Deputati, fra cui il Deputato De Cocci ...(voci)... hanno presentato ulteriori emendamenti, esattamente agli articoli 2, 3 e 4, che concernevano esattamente il sovracanone che la Regione avrebbe dovuto riscuotere a seguito, direi, di queste norme di utilizzazione delle acque ad uso idroelettrico della Valle d'Aosta.
Questa legge aveva un doppio contenuto: innanzitutto il contenuto di fondo che era quello di ridare alla Valle d'Aosta il suo diritto di subconcedere le acque, che è contenuto nell'articolo 1; in secondo luogo, quanto contenuto negli articoli 2, 3 e 4, che riguardavano, naturalmente, i canoni e i sovracanoni che la Valle d'Aosta avrebbe dovuto percepire poiché, dal momento della nazionalizzazione delle acque, l'E.N.E.L. non pagava più alcun canone né allo Stato, né alla Regione non sapendo a chi pagare. C'era stato un accordo nel 1973 o, meglio, nel 1972 ...(voci)... nel 1971, per cui si pensava di risolvere questo problema in sede amministrativa, cioè l'E.N.E.L. attraverso una semplice convenzione, avrebbe riconosciuto la subconcessione delle acque alla Regione e le avrebbe corrisposto tutti i canoni e sovracanoni. Senonché, malgrado l'accordo di tutti i Ministeri, c'è stato il disaccordo dell'Avvocatura dello Stato per cui si è dovuto ricorrere allo strumento legislativo che è stato promosso dall'Amministrazione regionale e presentato in Parlamento dal Senatore Filliétroz. Mi pare quindi che questa legge sia estremamente importante perché ridà un diritto alla Regione Valle d'Aosta che le era stato tolto in occasione della nazionalizzazione delle acque e, in secondo luogo, chiarisce ancora il problema dei canoni demaniali che sono da percepire dalla Regione.
Per quanto riguarda invece il problema della convenzione, noi riteniamo che, pur rappresentando un compromesso sul piano strettamente finanziario attraverso un'interpretazione rigida a nostro favore dell'articolo 3, comma secondo, della legge, avrebbe potuto essere più vantaggiosa. Riteniamo però opportuno votare a favore di questa convenzione anche in relazione alle numerosissime cause che erano state promosse in questi 15 anni dall'E.N.E.L. contro la Regione e in rapporto ai costi e anche alla complessità del problema che era sorto a seguito di questa vertenza.
L'E.N.E.L. credo che abbia già corrisposto come acconto nel 1971 un primo introito di circa un miliardo, si tratta ora di pareggiare questo importo con la parte rimanente per quanto è previsto da questa convenzione. Questo per quanto riguarda il dovuto, mi pare però che con questo atto, soprattutto con questa legge che richiama successivamente questa convenzione, si finisce un lungo periodo di lotta che la Regione Valle d'Aosta ha portato avanti con coraggio e perseveranza in sede di Parlamento e in sede di trattative con l'estero. Non vi nascondo che l'E.N.E.L. ha osteggiato in tutti i modi questa legge affinché essa non fosse approvata dal Parlamento, attraverso, naturalmente, subdole manovre e abili padrini che essa ha in Parlamento. Infatti il suo iter in Senato, superate le prime difficoltà, è stato abbastanza veloce, mentre alla Camera ha subito un ulteriore intoppo che rischiava di pregiudicare sostanzialmente il suo contenuto.
Il Consiglio regionale, mi pare nei primi mesi del 1975, ebbe a interessarsene grazie alla notizia dell'opposizione che ci era pervenuta da un Deputato Comunista, l'Onorevole Allera, che faceva parte di questa Commissione, che ha permesso al Consiglio regionale di intervenire con il suo ordine del giorno votato unanimemente e che ha costretto il Parlamento ad adottare la legge nella sua proposta originaria. Non c'è da stupirsi che oggi, in sede di regolazione e di convenzione, ci siano ancora delle eccezioni e delle difficoltà circa l'applicazione della legge ed è con questa convenzione che si tende a dirimere tutte queste difficoltà di regolamentazione o di interpretazione dell'articolo 3, secondo comma, in modo da superare e chiudere definitivamente questo episodio, che credo faccia senza dubbio onore alla Valle d'Aosta. Infatti, malgrado tutte le nostre diatribe sui problemi di fondo, sui problemi dei diritti statutari della nostra Regione, c'è ancora una volontà comune che io spero e mi auguro che continui.
Si dà atto che alle ore 17,04 riassume la Presidenza il Presidente Severino Caveri.
Caveri (U.V.) - Altri interventi? Nessuno. Passiamo ai voti? La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Semplicemente per dire che la storia vecchia e più recente di questa vicenda è nota, è stata ricordata brevemente prima dal Presidente della Giunta e dal collega Dujany.
Noi ci siamo sempre fatti parte diligente affinché questo problema trovasse una soluzione e direi che c'è stato l'intervento, se non determinante, comunque importante, dei nostri Gruppi sia al Senato che alla Camera, così come sono state importanti le pressioni fatte in questo Consiglio dal nostro Gruppo affinché si trovasse finalmente soluzione al problema delle acque della Valle d'Aosta.
Noi pensiamo che la convenzione che ci viene sottoposta avrebbe dovuto esserci trasmessa, Signor Presidente. Da una sommaria e veloce lettura, siamo d'accordo su questo provvedimento, anche se, dicevo, sia il disciplinare che non fa parte della convenzione, ma che ci viene sottoposto come disciplinare-tipo per tutte le subconcessioni che andremo a stipulare, sia la convenzione, dicevo, avrebbero dovuto essere oggetto di una più attenta osservazione. Noi quindi pregheremmo in futuro davanti a documenti così complessi... approfitto per dire che ritornerò sul discorso dell'argomento complesso che, quando si vuole, si è sufficientemente chiari e si è capiti anche su problemi difficili e complessi tipo questo delle acque e il contezioso con l'E.N.E.L.. Mi riferisco al dibattito fresco di 24 ore fa, di ieri per quanto riguarda la Casa da Gioco di Saint-Vincent: questo dimostra che, quando si vuole essere chiari, si corre anche il rischio di essere capiti. L'unica osservazione che formulo è che documenti così complessi che impegnano - e che avrebbero potuto anche trovare collaborazione da parte dei Gruppi consiliari - avrebbero dovuto essere trasmessi almeno in Commissione per l'esame, a quale Commissione non so, se è di competenza di quella all'Industria e Commercio o della Commissione Lavori Pubblici, comunque certamente alla Commissione Affari Generali.
Noi voteremo questo documento, quanto voi ci proponete proprio perché riteniamo che la Giunta e il Presidente della Giunta abbiano potuto cogliere l'occasione che è stata data dalla vecchia e dalla nuova vicenda delle acque. Per concludere direi anch'io, come ha detto il collega Dujany in modo brillante, che, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, anche con tutte quelle cose che noi abbiamo visto - e ci rimettiamo dei solderelli -, finalmente abbiamo messo la parola "fine" ad una triste vicenda, risolvendo anche tutte quelle altre questioni che rimanevano sospese: le cause in cui noi eravamo parte in causa. Proprio per questi motivi, quindi il nostro Gruppo voterà a favore di questo provvedimento.
Caveri (U.V.) - Allora mettiamo in votazione a scrutinio palese, bisogna fare due votazioni: una per la convenzione e... o facciamo tutto insieme? ...(voci)... perché il disciplinare fa parte integrante... benissimo, allora chi è favorevole alla convenzione di cui trattasi è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
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Il Consiglio
delibera
di approvare ed autorizzare la stipulazione tra la Regione Autonoma della Valle d'Aosta, rappresentata dal Presidente della Giunta Regionale, Avv. Mario Andrione, e l'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica (ENEL), della sottoriportata convenzione transattiva, con allegato schema di disciplinare tipo di subconcessione, per il regolamento generale dei reciproci rapporti in materia di subconcessioni, in via di sanatoria, per derivazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico.
Allegati (omissis)
Caveri (U.V.) - Passiamo all'argomento successivo.
