Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3929 del 10 novembre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3929/IX Ulteriore modificazione della deliberazione del Consiglio regionale n. 2398/IX, in data 12 luglio 1991, concernente l'individuazione degli ambiti territoriali delle aziende di promozione turistica (A.P.T.), di cui alla legge regionale 29 gennaio 1987, n. 9. (Reiezione di risoluzione)

Presidente Do lettura del testo della delibera:

Deliberazione Il Consiglio

premesso che:

- con deliberazione del Consiglio regionale n. 2398/lX, in data 12 luglio 1991, successivamente modificata con delibera della Giunta regionale n. 9416, in data 11 ottobre 1991, regolarmente ratificata dal Consiglio, erano stati individuati gli ambiti territoriali delle Aziende di promozione turistica (A P.T.), e veniva altresì approvata la costituzione delle Aziende medesime;

- tra gli ambiti individuati con le citate deliberazioni figura quello denominato "Gran Paradiso", esteso sull'intero territorio della omonima Comunità montana;

- tale impostazione ha peraltro suscitato numerose reazioni negative, in particolare nell'ambito del Comune di Cogne, già sede di Azienda di soggiorno, in quanto l'offerta turistica della località presenta caratteristiche qualitative e infrastrutturali assai diverse rispetto al resto della comunità montana di cui fa parte;

- ciò fa dunque ritenere opportuno modificare l'impostazione sinora seguita e ripartire l'ambito turisticamente rilevante attualmente denominato "Gran Paradiso in due ambiti diversi, di cui uno corrispondente al solo territorio del Comune di Cogne, e l'altro esteso su tutto il restante territorio della comunità;

Delibera

di modificare la deliberazione del Consiglio regionale n. 2398/IX, in data 12 luglio 1991, come modificata dalla delibera della Giunta regionale n. 9416, in data 11 ottobre 1991, successivamente ratificata, sostituendo all'ambito territoriale denominato "Gran Paradiso" i seguenti due ambiti, e approvando la costituzione delle relative Aziende di promozione turistica:

a) Cogne - Gran Paradiso

Include il territorio del Comune di Cogne. La sede della relativa Azienda è Cogne.

b) Gran Paradiso

Include l'intero territorio della Comunità montana n. 2 "Gran Paradis", ad eccezione di quello del Comune di Cogne.

La sede della relativa Azienda è Villeneuve.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Sport e Beni Culturali Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Come tutti i consiglieri sanno, il gruppo dell'Union ed il sottoscritto evidentemente siamo sempre stati del parere che in Valle d'Aosta fosse stato meglio avere una unica APT.

Comunque, trovandoci con una legge che prevede più APT sul territorio, abbiamo pensato come maggioranza di darne applicazione.

C'era comunque il problema del comune di Cogne, per meglio dire della Valle di Cogne, che insieme alla comunità montana aveva fatto più volte richiesta di rivedere la legge e soprattutto la deliberazione che prevede gli ambiti territoriali e il numero delle APT, così come era già stato richiesto in Consiglio regionale con mozioni e con interrogazioni; pertanto la Giunta regionale in data 31 luglio 1992 propose al Consiglio di aumentare il numero delle APT in Valle d'Aosta, aggiungendo quella di Cogne.

Conosciamo le vicissitudini: inizialmente, pur lasciando il numero delle APT invariato, si era spostata la sede da Villeneuve a Cogne, ma la soluzione non soddisfaceva i comuni di tutta la comunità montana, pertanto si propone di aumentare il numero delle APT.

Bisogna anche dire che la provincia di Bolzano ha già deliberato di fare una unica APT su tutto il territorio provinciale. Questa è anche l'indicazione che va avanti in varie Regioni e Province d'Italia, mi auguro che nel giro di un anno, un anno e mezzo, anche qui si possa rivedere il discorso completo.

Ritengo comunque che non sia questo il momento opportuno per affrontarlo, visto anche il poco tempo che manca alla fine della legislatura, pertanto riteniamo che sia più giusto vedere la questione di Cogne.

Ci sono state anche altre richieste, ad esempio quella di Antey, che però come giustamente mi faceva notare qualcuno in commissione, non è possibile accettare in quanto la legge prevede che ogni valle deve avere una unica APT. Ci sono anche altri casi di comunità montane un po' troppo vaste, che hanno una sola APT; facciamo il caso di quella del Lys, quella di Gressoney, che comprende anche il comune, ad esempio, di Champorcher. Non ci sono però mai state richieste da parte del comune di Champorcher, almeno per quanto mi risulta, pertanto per il momento non è stata presa in considerazione.

A sostegno di questo ci sono anche degli atti delle comunità montane, che appoggiano questa iniziativa.

Presenterò un emendamento, che è già stato discusso in commissione; la deliberazione dice semplicemente: "Include il territorio del comune di Cogne", invece l'emendamento proposto dalla Giunta regionale dice: "Include il territorio dei comuni di Cogne e di Aymavilles". Al punto b) di conseguenza, il punto che dice "ad eccezione del comune di Cogne", si modifica con "ad eccezione dei comuni di Cogne e di Aymavilles".

Presidente E' aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) In prima battuta chiederei il rinvio di questa delibera, per due motivi. Il primo, perché a mio avviso non è stata seguita correttamente la procedura prevista dalla legge 9/1987. La legge prevede la consultazione dei comuni e delle comunità montane per la individuazione delle APT, ma il comma 7 dell'articolo 7 prevede che anche alla successiva modifica degli ambiti già individuati si segua la stessa procedura.

L'Assessore ci ha detto in commissione di aver sentito il Presidente dell'assemblea dei sindaci, che è anche il sindaco di Cogne, e alcuni membri del direttivo; mi sembra una consultazione un po' limitata. Credo che questa modifica vada inviata all'assemblea dei sindaci e all'assemblea delle comunità montane, per avere un parere complessivo. Anche perché le motivazioni che vengono esposte, cioè che l'offerta turistica di Cogne è diversa qualitativamente e quantitativamente da quella delle altre località della comunità montana, mi pare che sia una motivazione che è valida anche per altre località e per altre comunità. L'Assessore ha già citato quella del Cervino: la proposta di creare due APT nell'ambito della valle del Cervino ha bloccato per parecchio tempo l'applicazione della legge, e tuttora a quel che mi risulta ci sono delle riserve da parte di quella comunità, perché la realtà turistica di Cervinia non ha niente a che fare con quella di Châtillon, con quella di Antey e Torgnon.

E' stata citata la vallata di Champorcher, che viene accomunata a quella del Monte Rosa, citerei anche la vallata di La Thuile: questa è completamente diversa da quella del Monte Bianco, eppure nell'ambito della stessa comunità è stata creata una APT.

Quindi credo sia giusto e corretto che questa modifica degli ambiti già decisi l'anno scorso dal Consiglio regionale vada portata all'attenzione di tutta l'assemblea dei sindaci e delle comunità montane.

C'è poi un altro motivo di opportunità a mio avviso; circa quindici giorni fa c'è stato a Roma un incontro fra il Ministro del turismo e tutti gli Assessori regionali al turismo, non so se il nostro Assessore ha partecipato a questo incontro; mi risulta che in quella occasione è stata definita in tutte le sue particolarità la riforma della legge quadro n. 217 del turismo, che prevede anche nuovi criteri per la individuazione delle APT, perché l'esperienza fatta in tutta Italia in applicazione di questa legge e che ha portato ad una proliferazione di APT ha fatto retrocedere quelle che erano le indicazioni da parte nazionale e si va indubbiamente verso una concentrazione di questi ambiti turistici. L'esempio portato di Bolzano è significativo a questo proposito.

Questa legge sarà quanto prima approvata dal Consiglio dei ministri e dovrebbe avere un iter abbastanza accelerato anche in parlamento, perché già nella precedente legislatura c'era stato un consenso pressoché unanime alla riforma di questa legge.

Quindi rischiamo di dare adesso una applicazione, che può essere messa in discussione fra due-tre mesi, per cui un attimo di riflessione vuoi sulla realtà locale, vuoi alla luce degli indirizzi che saranno dati dalla riforma nazionale mi sembra opportuno.

Pertanto in prima battuta chiederei il rinvio di questa delibera, vuoi per motivi quasi di legittimità, per una consultazione doverosa ai sensi della legge del 1987, vuoi anche per attendere quanto meno il testo che dovrebbe essere presentato dal Consiglio dei ministri in Parlamento.

Presidente C'è una questione sospensiva presentata dal Consigliere Pascale, come di consueto, do la parola a due consiglieri, uno favorevole e uno contrario.

Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Sport e Beni Culturali Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Innanzitutto devo dire che non è proprio esatto quanto viene di dire il Consigliere Pascale, perché il Ministro ha confermato di voler portare avanti la legge, quella che era già in discussione in Parlamento, senza modifiche; quindi non mi risulta che abbia accettato di prendere iniziative che vadano a modificare la legge.

Per quanto concerne questa deliberazione, sono contrario ad un rinvio perché, se anche è vero che fra 6 mesi o un anno sarà approvata una nuova legge quadro che dà indicazioni diverse, a quel momento sono convinto che la Giunta e la maggioranza si adegueranno. Però ritengo che, essendoci una legge che prevede già un certo numero di APT sul territorio della Valle d'Aosta, sia giusto, per la particolarità della Valle di Cogne, istituire una nuova APT così come è richiesta da parte della comunità montana, che ha fatto anche un documento insieme ai dodici sindaci della Comunità montana.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Per esprimere un giudizio favorevole sulla proposta di rinvio e per sottolineare che sarebbe opportuno non solo rinviare questo argomento, in modo da esaminarlo più a fondo e sentire i pareri che ha indicato il Consigliere Pascale, ma procedere ad un riesame complessivo delle scelte che sono state fatte in materia di individuazione delle APT, proprio alla luce delle cose che anche stamani sono state dette dall'Assessore e dal Consigliere Pascale, cioè le decisioni che si stanno assumendo a livello di provincia autonoma di Bolzano, in altre province, gli indirizzi che stanno venendo avanti a livello parlamentare.

Ci troviamo in una situazione in cui non sono stati ancora nominati gli organi di amministrazione delle APT e queste non sono ancora state insediate, se si provvede adesso a nominare gli organi delle APT e ad insediare le stesse, poi diventerà molto più difficile fra sei-otto mesi, come dice l'Assessore, andare a rivedere tutto.

Se si vuole, come penso sia necessario, rivedere tutto, bisogna pensarci fin da adesso e quindi bisogna mettere in atto i meccanismi opportuni per arrivare ad una modificazione.

Preannuncio che se la richiesta di rinviare questo argomento non verrà accolta, presenterò una risoluzione nell'ambito della discussione che faremo, chiedendo alla Giunta di riesaminare tutta la materia e di proporre al Consiglio la individuazione di una unica APT per tutto il territorio regionale.

Credo sia assurdo, nel momento in cui si sta andando verso una concentrazione degli ambiti territoriali turistici, andare in Valle d'Aosta ad individuare e mettere in funzione nuove APT, creando una situazione che poi non si potrà più spostare, che rimarrà una situazione immodificabile.

Quindi, se viene respinta la richiesta di un rinvio, mi riservo di presentare una risoluzione chiedendo di rivedere tutta questa materia.

Presidente Pongo in votazione la questione sospensiva:

Esito della votazione

Presenti: 28

Votanti: 28

Favorevoli: 11

Contrari: 17

Il Consiglio non approva

Presidente Il Consiglio respinge la mozione di sospensiva, pertanto dichiaro aperta la discussione generale sul punto n. 64.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Ho trovato molto contraddittorio il modo con cui l'Assessore al Turismo ha argomentato questa proposta. L'Union Valdôtaine e il sottoscritto - ha detto - siamo sempre stati contrari ad una proliferazione di APT e siamo favorevoli ad una unica azienda di promozione turistica. Però non capisco che conseguenza ci sia fra questa affermazione e il fatto di andare ad un'ulteriore frammentazione degli ambiti di promozione turistica.

Ci troviamo in una situazione in cui abbiamo una legge che risale al 1987, che non ha mai trovato una applicazione e che vogliamo adesso andare ad applicare creando nuovi ambiti di promozione turistica, quando sappiamo che l'esperienza, la normativa, gli indirizzi che stanno venendo avanti, vanno proprio nel senso di concentrare la creazione di questi ambiti di promozione turistica. Non solo, sappiamo che la Valle d'Aosta per le sue dimensioni ridotte e per la sua omogeneità di tipo geografico è nelle condizioni ideali per avere una unica azienda che sia in grado di fare una adeguata promozione turistica.

Quindi, visto che la definizione degli ambiti territoriali non è conclusa, ma viene oggi rimessa in discussione; visto che non abbiamo ancora nominato i vari organi di amministrazione e non abbiamo ancora insediato le APT, siamo ancora in tempo a fermare questo meccanismo e a rivederlo, altrimenti andiamo a creare nuove APT con il presupposto, come ha detto l'Assessore, che fra sei mesi o un anno bisognerà rivedere tutto e questo non ha nessun senso. Dopo che abbiamo tenuto fermo la cosa per anni, adesso ci accingiamo a creare nuove APT per poi andare a rivedere tutto fra un anno o un anno e mezzo; credo che questo sia sbagliato e crea una situazione di scontentezza anche a livello regionale, perché se adesso diamo una risposta alle richieste di Cogne, poi c'è Antey che invece non viene soddisfatta, lo stesso discorso vale per La Thuile e via dicendo.

Credo che la scelta di fare una unica azienda di promozione turistica sia una scelta che consente a questa azienda di avere una efficienza di azione, consente di ridurre i costi, perché noi dovremo pagare qui nove consigli di amministrazione di APT. Infatti, sono nove consigli di amministrazione che dovranno essere pagati, sono strutture con del personale che dovranno avere nove sedi funzionanti, cioè è una moltiplicazione dei costi di gestione e una riduzione drastica dei livelli di efficienza di un organismo di promozione turistica.

Quello che diceva stamani l'Assessore, cioè che la provincia autonoma di Bolzano si è orientata nel senso di creare una sola APT, che altre province stanno andando in quella direzione, credo che a maggior ragione questo possa valere in un territorio ridotto di dimensioni come la nostra Regione.

Quindi sarebbe opportuno un riesame di tutta questa materia, siamo contrari alla proposta che è stata presentata dalla Giunta e proponiamo la seguente risoluzione all'attenzione del Consiglio:

Risoluzione

Rilevato che la frammentazione della Regione Valle d'Aosta in nove ambiti territoriali non agevola certo una promozione turistica adeguata, riduce l'efficienza delle API e determina la moltiplicazione dei costi di gestione;

Evidenziato che le dimensioni della Valle d'Aosta e le sue caratteristiche di omogeneità consentono l'individuazione di un'unica azienda di promozione turistica per l'intero territorio regionale;

Sottolineata la necessità di evitare contrasti campanilistici per assicurarsi la sede delle APT;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a riesaminare l'individuazione degli ambiti territoriali delle aziende di promozione turistica e a formulare una proposta che preveda l'istituzione di un'unica API per tutto il territorio regionale.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Non so più cosa dire su questo argomento, perché il Consiglio si è chinato su questo argomento più di una volta con posizioni contrastanti. Ricordo che circa un anno fa, quando la precedente maggioranza portò un provvedimento che in verità non si discosta molto da quello che viene presentato adesso, ci fu in questo Consiglio una discussione abbastanza vivace, che era stata giudicata da me (ma penso anche da altri) abbastanza sincera, cioè molti avevano finito per dire le cose che pensavano. Allora passai per eretico, perché mi dichiarai d'accordo con la posizione che era stata espressa dal gruppo dell'Union Valdôtaine, che era in quel momento il principale gruppo di opposizione.

Non voglio qui rinfocolare delle polemiche sul gioco delle parti, credo che dobbiamo avere il coraggio civile prima che politico di andare al di là di quello che può essere visto come il gioco delle parti. Quello che mi preoccupa è quella che potrei definire la vischiosità delle situazioni; sembra che chi è al governo sia condannato in qualche modo a portare avanti delle cose nelle quali o non crede o crede poco, ma è forzato dalla situazione, dai precedenti, da delle attese che sono state create.

Mi chiedo però e lo chiedo alla Giunta più che ai gruppi consiliari perché questa mi sembra sia una posizione della Giunta, vedo molto sconcerto fra i gruppi, vedo una grande disaffezione su questo argomento, vedo nessuna convinzione un po' dappertutto, per cui chiedo: ma chi ce lo fa fare? Dove è scritto che noi dobbiamo comportarci ancora una volta come i tardi epigoni di una legislazione sbagliata, sbagliata per ammissione di chi l'ha concepita a livello nazionale, per ammissione di chi l'ha portata avanti a livello locale?

L'Assessore ci viene poi a dire stamani che a Bolzano hanno fatto una unica APT, avrei capito che dopo questa dichiarazione dicesse: "Pertanto, cari colleghi, ne parliamo fra un po', lasciamola perdere; nell'altro Consiglio, quando ero alla opposizione, avevo sostenuto un'altra tesi..." ed io avevo concordato con Voyat e con il gruppo dell'Union, unico della maggioranza di allora.

Sono convinto che quella è una posizione giusta, così come dissi allora, anche se poi per disciplina di maggioranza votai a favore della proposta della maggioranza, ma dissi che il mio cuore stava dall'altra parte e il mio voto, perché ero uomo di partito, andava in quella direzione. Forse avrei dovuto fare l'obiettore di coscienza, avrei dovuto votare contro; non sono arrivato a tanto, però credo di poter dire oggi, rivolto ai consiglieri non tanto divisi fra maggioranza e minoranza, perché su certi argomenti questo è un gioco assolutamente stupido, sbagliato, è un gioco che ossifica le situazioni e ci porta a fare delle stupidaggini, credo di poter dire che se prendiamo ciascun consigliere di questo Consiglio e gli chiediamo cosa ne pensa, dirà che questa legge non serve assolutamente a niente.

Se la si vuole fare per dovere di posizione, allora mi viene da chiedermi come mai quando si è in una Giunta si cerca di portare avanti quei provvedimenti che sappiamo benissimo essere inutili, essere dispendiosi, creare delle attese che poi non vengono soddisfatte, solo per dire a 120-150 persone, che sono quelle che sono interessate dalla nomina delle APT: "Avevamo preparato una legge sbagliata, siamo andati avanti, adesso non abbiamo più il coraggio di tornare indietro, però fra sei mesi, fra un anno, la rivedremo perché c'è un ripensamento generale in atto".

Ma in questo modo in che cosa siamo diversi, se non peggiori di quella partitocrazia alla quale lanciamo degli strali tutti i giorni, di quel parlamento al quale rivolgiamo delle accuse di inefficienza, di clientelismo, di superficialità? Siamo anche peggiori, diciamolo pure; se facciamo una cosa del genere, facciamo una cosa negativa che non serve a niente.

Oltretutto noi ci accingiamo a portare avanti una legge che nominerà non otto ma nove APT, anche se non cambia niente perché il problema non è lì, ma che autorità, che autorevolezza, che messaggio lanciamo a queste centocinquanta-centoottanta persone che saranno incaricate di gestire queste APT, cioè queste superfetazioni burocratiche del turismo malato della nostra Regione? Diremo loro: "Cari signori, avevamo una legge, l'abbiamo portata avanti, non ci crediamo più neanche noi, la cambieremo, intanto adesso fatevi le APT, fatevi il consiglio di amministrazione, nominatevi il vostro presidente, a cui daremo dei soldi, a cui daremo dei fondi, iniziate a funzionare, però sappiate che voi siete già dei morti che camminano, perché fra un anno vi spazzeremo via tutti in quanto l'orientamento è quello di fare una sola APT". Questa è la sostanza.

Ora io mi rifiuto di votare una cosa di questo tipo. E' vero che è più facile adesso, stando alla opposizione, rifiutarmi di votare, prima ero in maggioranza ed ho votato; io mi rifiuto, poi ognuno faccia quello che crede, però mi sembra che la Giunta e l'Assessore farebbero una ottima figura se dicessero: "A questo punto ritiriamo il provvedimento, perché riteniamo che il regime di commissariamento che è in atto possa ancora andare avanti per un anno, e poi nel frattempo decideremo".

Di questo sarei pronto a darne atto pubblicamente, naturalmente non vi importa molto di quello che possa dire io, me ne rendo conto, oltretutto sono anche uno scomodo consigliere di opposizione, però sarebbe un bel gesto, denoterebbe intelligenza, capacità di discernimento e anche amore per questa nostra Regione.

Io non credo in questo provvedimento, non ci crede complessivamente nessuno di quelli che hanno votato contro il rinvio; approveremo questa modifica, manderemo avanti la legge, ma non so se pensiamo di risolvere i problemi della Valle d'Aosta in questo modo, con questa stanchezza, con questa lassitudine dell'animo; non è una polemica politica la mia, è una considerazione.

Faccio appello a tutti i consiglieri perché su questo argomento ci sia un ripensamento: non serve a niente quello che facciamo, se non ad innescare un meccanismo perverso di campanilismi, che salteranno fuori, che già c'erano prima, per cui verrà fuori il fronte patriottico del campanile denigrato, cioè di quelli che non hanno avuto la sede dell'APT, che tireranno fuori ragioni a iosa, che potranno dimostrare come non avendo titolo Tizio per avere l'APT, anche Caio (che non ha titolo) avrebbe avuto titolo per averlo.

Se riteniamo che la politica turistica della nostra Regione la difendiamo in questo modo, accomodiamoci; è un po' come far chinare sul corpo di un malato, che è un po' il nostro turismo, nove medici invece di uno solo e poi ognuno di questi nove medici farà la sua diagnosi, ognuno indicherà i suoi rimedi e alla fine nessuno applicherà la terapia. Credo sia assolutamente illogico tutto questo.

Voterò contro la proposta, perché la logica che ispira questi provvedimenti è una logica all'interno di una soluzione perdente e sbagliata, e qualunque risposta che si darà all'interno di questa logica sarà una risposta perdente e sbagliata; spenderemo qualche centinaia di milioni, se non qualche miliardo, nel frattempo e poi diremo: "Ci siamo sbagliati, scusateci tanto, cambiamo idea, ne facciamo un'altra adesso". Non lo so se oltretutto sarà possibile, perché la stessa vischiosità, che oggi obbliga o impegna la Giunta a portare avanti questo provvedimento, poi domani, fatte otto o nove APT, potrebbe impedire ad un governo regionale che non fosse forte, autorevole e che dovesse sempre fare i conti con la campagna elettorale, di sciogliere queste otto o nove superfetazioni burocratiche di un turismo, che di tutto ha bisogno meno che di burocratismo e meno che di protagonisti minimi nella gestione della promozione che richiede competenza e professionalità. Competenze e professionalità che non mi sembra abbondino complessivamente nella nostra Regione.

Per queste ragioni faccio ancora un invito al Consiglio a pensarci sopra, certamente non ne facciamo una tragedia, non ne faccio un dramma, però mi sembra che la potremmo mettere nel novero, se passa questa proposta, delle occasioni perdute di questo Consiglio.

Si dà atto che dalle ore 10,43 presiede il Vicepresidente Trione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.

Limonet (DC)Solo alcune considerazioni. Intanto è difficile, come lo dimostrano i fatti, scegliere e delimitare gli ambiti senza fare torto a questo o a quell'altro comune, però continuando di questo passo, se non dovesse arrivare la legge quadro, arriveremmo a costituire una APT per comune, con funzioni molto simili a quelle delle attuali Pro-loco, naturalmente a scapito della tanto millantata promozione turistica unificata per tutta la Valle.

Voglio subito sgomberare il campo; non sono assolutamente contrario alla costituzione di una ulteriore APT e tanto meno di quella di Cogne, però se continuiamo così, rischiamo veramente di farne una per comune, come dicevo prima, perché mi chiedo cosa diranno gli amministratori di Valgrisenche, di Rhêmes, di Aymavilles, di Villeneuve, di Arvier, di Avise, adesso non so se tutti sono stati sentiti, i quali probabilmente avrebbero voluto qualche altra soluzione. Mi chiedo cosa dirà Champorcher, che suo malgrado è abbinata ai Walser (qualcuno dice che sono stati sentiti e che per loro va bene, questo non lo so), cosa dirà La Thuile che suo malgrado è abbinata a Courmayeur, cosa dirà Antey che suo malgrado è abbinato al Monte Cervino.

Siccome non ero in IV commissione, quindi non ho potuto seguire l'argomento, volevo chiedere all'Assessore (ma mi ha preceduto il Consigliere Pascale in questo) se secondo l'articolo 7 della legge costitutiva sono stati chiesti i pareri alle comunità montane e ai comuni. Se questo non è stato fatto, credo che il coordinamento non potrà approvare la delibera.

Come diceva il Consigliere Riccarand, le motivazioni per cui l'UV ha cambiato idea sul numero delle APT sono abbastanza deboli; non si capisce perché vuole aumentare quando un anno fa, nella prima applicazione degli ambiti territoriali, presentò una risoluzione che recitava in un modo diverso.

Volevo ancora fare un rilievo su un punto. L'indicazione dei due ambiti, cioè Cogne - Gran Paradiso e Gran Paradiso, creerà senz'altro della confusione nella corrispondenza, se questa delibera dovrà essere approvata; ritengo che si dovrebbe modificare o l'una o l'altra denominazione. Come soluzione logica, credo che Cogne, visto che vuole distinguersi, dovrebbe rinunciare alla dicitura Gran Paradiso.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Per confermare quanto ho già detto precedentemente, che cioè ci troviamo di fronte ad una maggioranza che traballa nel senso che una volta dice una cosa, una volta ne dice un'altra. Per cui oggi ci troviamo anche nel campo del turismo, come nel campo dell'industria a nostro giudizio, a soluzioni precarie, prive di una linea conduttrice.

Ma quello che mi preoccupa più di tutto è che questa deliberazione, che presumo venga approvata dalla maggioranza, è illegittima, perché se si fa riferimento alla legge fondamentale, le modifiche e la creazione delle APT fanno riferimento ad una soluzione che deve essere presa interpellando i comuni.

Non credo che possa essere fatta una variazione alla individuazione degli ambiti delle APT, sostituendo o aggiungendone una, senza chiedere se c'è l'accordo della organizzazione dei comuni. Dico questo perché quando si sono definiti gli 8 ambiti da parte della maggioranza che ho avuto il piacere di presiedere, si è fatta tutta una procedura nei confronti degli enti locali, che hanno dato le loro risposte.

Qui ci troviamo di fronte un'altra volta ad un baipassaggio degli enti locali, al di là delle proposte e delle indicazioni che sono venute da questa maggioranza di collaborazione o di tenere tranquilli gli enti locali. Lo abbiamo visto l'altro giorno con l'area aeroportuale e lo rivediamo oggi con le questioni che riguardano le APT. Presumo, se la legge è valida per tutti, che questa deliberazione (se verrà adottata) sarà dichiarata illegittima, mancando la richiesta ai comuni del loro parere.

Penso che una cosa di questo genere imporrebbe una verifica più seria, una verifica delle disposizioni di legge, per evitare di fare tutta una discussione che in realtà non servirebbe a niente, oppure servirebbe a far dire alla maggioranza che ha fatto l'APT a Villeneuve, così, con tutto il rispetto, le truppe cammellate sarebbero soddisfatte perché a Villeneuve viene fatta l'APT.

Sarebbe opportuno fare una verifica, anche perché non cambia niente approvare oggi la delibera o approvarla fra quindici giorni, se questa è la volontà della maggioranza. Una volontà che a mio giudizio è abbastanza caotica, ma comunque ognuno è libero di amministrare come ritiene meglio, noi riteniamo che questo non sia un modo efficiente per la nostra Regione, ma tant'è.

Mi permetto di sollevare questa obiezione che mi sembra fondata, per evitare che il Consiglio regionale approvi una deliberazione che poi venga dichiarata illegittima.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Credo che questa delibera sia nata solo allo scopo di dirimere una controversia che era sorta fra la comunità montana Grand Paradis e il comune di Cogne, e che avevo già avuto modo di definire un falso problema. Nel luglio scorso il Consiglio regionale aveva approvato l'ambito territoriale della Comunità Grand Paradis con sede a Villeneuve, c'era stata successivamente la protesta del comune di Cogne, in quanto è il comune turisticamente più rilevante dal punto di vista della qualità e della quantità, e la Giunta regionale aveva accolto questa richiesta, portando una nuova modifica solo della sede, individuando in Cogne la sede della APT del Grand Paradis. A questo punto c'era stata la protesta della comunità montana, motivata solo dal fatto che presso la comunità montana a Villeneuve esiste già un ufficio turistico della comunità.

Avevo detto allora che era un falso problema, perché il consiglio di amministrazione di ogni APT può autonomamente istituire nell'ambito del proprio territorio un ufficio permanente, e quindi poteva benissimo istituire a Villeneuve questo ufficio utilizzando l'ufficio turistico della comunità, prevedendo la sede a Cogne e un ufficio permanente a Villeneuve. Quindi era solo una questione di forma, di principio, su quella che doveva essere la sede ufficiale della APT, ma non una questione di sostanza, perché nella sostanza ci sarebbe stata la possibilità di avere un ufficio permanente a Cogne e un ufficio permanente a Villeneuve.

Non so perché si è voluto arrivare a dirimere questa controversia prevedendo due APT; credo che in questo caso ci sarà una confusione e una sovrapposizione di ruoli, perché la comunità montana Grand Paradis fra l'altro è una delle poche comunità abbastanza unite anche dal punto di vista della promozione, è una di quelle che più diligentemente ha svolto questa promozione globale in maniera omogenea della comunità stessa.

Domani ci troveremo davanti ad una promozione turistica svolta dalla APT di Cogne e Aymavilles, ad un'altra svolta dall'altra APT di una parte della comunità e poi probabilmente ci troveremo davanti alla promozione turistica svolta dalla comunità nel suo insieme, che comprende le due APT, e non so in che modo si potranno conciliare queste varie iniziative.

Ripeto, questo è un falso problema; se si voleva accettare la linea che a luglio scorso avevo portato avanti, di una prima attuazione della legge, pur con tutte le riserve e le perplessità, si poteva lasciare benissimo le otto APT, che erano già state una mediazione in commissione della proposta originaria di sei. Perché nel luglio scorso, è stato già detto, le posizioni all'interno del Consiglio (e anche in modo trasversale) erano due: quella di fare una prima attuazione della legge tanto per verificare come si andava avanti, e quella di andare ad un ripensamento generale in direzione della APT unica.

Ripeto quanto avevo già detto allora, che non sono pregiudizialmente contrario all'APT unica, anche perché mi pare che l'indirizzo in campo nazionale sia questo; ero e sono contrario alla APT unica così come era stata individuata precedentemente, in base a quella proposta che mi ero trovato in Assessorato e che voleva arrivare ad una APT pubblica, ad un carrozzone tipo quell'Ente provinciale per il turismo di cinquant'anni fa, che era stato poi sciolto.

Questa era la proposta che era agli atti, alla quale non si può aderire; diverso è il discorso di una APT unica che preveda in modo maggioritario la presenza degli operatori turistici privati. L'obiettivo che dobbiamo raggiungere è quello di coinvolgere i privati nella promozione turistica, perché se la deve svolgere un ente pubblico, in quel caso che sia l'Assessorato o che sia un consiglio di amministrazione a parte, non cambia assolutamente niente, è la sostanza che va cambiata. Ma io avevo riscontrato che mancava ancora la sensibilità da parte degli operatori privati di arrivare ad un organismo misto di questo genere, almeno nel momento in cui ho fatto questa ricerca questa sensibilità non c'era ancora.

Vero è che nel frattempo questa sensibilità sta crescendo, vorrei solo citare il caso dello skipass unificato; perché ci siamo arrivati? Perché dopo dieci anni di campanilismi, finalmente da parte di alcuni operatori turistici, quelli delle funivie, si è arrivati a percepire che bisognava ricercare l'unità.

Questo è un fatto positivo, è indice di una mentalità e di una cultura che stanno cambiando, ed è sotto questo aspetto che si può lavorare per cercare anche in questo ambito della promozione (che poi va abbinato alla commercializzazione del prodotto, perché se non c'è un discorso unico non serve a nulla fare la promozione) la possibilità di ricercare questa soluzione.

Allora, se si riesce ad individuare una APT che vede il coinvolgimento in maniera maggioritaria degli operatori privati, non sono contrario a questa ipotesi; ecco perché mi sento di votare la risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand, se accetta un emendamento aggiuntivo che dica alla fine: "coinvolgendo in modo prioritario gli operatori turistici privati". Quello a cui sono contrario è un carrozzone pubblico, che sarebbe un doppione dell'Assessorato al Turismo, che a questo punto non avrebbe senso.

Ripeto la mia richiesta: i problemi di legittimità che avevo già posto e che ha ripetuto il Consigliere Bondaz sono validi, perché non so se poi il coordinamento potrà votare questa delibera in quanto non sono stati sentiti altri comuni e altre comunità montane, quindi un rinvio sarebbe opportuno per avere quanto meno questo assenso da parte degli organismi interessati. In secondo luogo forse è opportuno fare questa riflessione per ricercare le possibilità di andare verso un indirizzo nuovo, che non sia però quello della APT pubblica. Io avevo già avviato, e per questo era stata poi sospesa l'applicazione pratica della decisione del Consiglio regionale, questa consultazione con gli operatori turistici privati, si tratta di continuarla per vedere se è possibile realizzare un organismo che sia veramente efficace.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Sport e Beni Culturali Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Ho detto inizialmente qual è la situazione in cui ci troviamo.

Modificare la legge oggi ritengo sia impossibile per il tempo che abbiamo davanti; non ritengo di essere in grado in pochi mesi di fare quello che non sono riusciti a fare altri in anni, pertanto la cosa fondamentale è dare applicazione ad una legge voluta dal Consiglio regionale, anche se quella legge non rispecchia la mia volontà.

A parte la questione tempo, c'è anche il fatto che al Parlamento si inizierà la discussione di una legge quadro; ritengo che non sia il caso oggi di modificare una legge per modificarla di nuovo domani alla luce di una legge quadro. Pertanto, dicevo, è meglio dare applicazione alla legge che ci siamo dati, per poi rivederla con principi diversi quando sarà approvata dal Parlamento la legge quadro. Su questo sono d'accordo con il Consigliere Riccarand, a parte la risoluzione sulla quale dirò qualcosa dopo.

Si fa presente che non è stato chiesto il parere dei comuni o delle comunità montane; ma non siamo noi che chiediamo a loro se questo va bene, sono loro che hanno chiesto a noi di fare questo, perché ci sono deliberazioni e risoluzioni della comunità montana che chiedono che siano istituite due APT sul loro territorio. Pertanto non vedo perché, quando abbiamo le risoluzioni dei comuni e delle comunità montane, dobbiamo chiedere se sono d'accordo.

Questa è una loro richiesta ma non di oggi, è una richiesta che viene dalla fine del 1991, e potremmo qui riprendere la discussione che abbiamo fatto al momento della presentazione di una mozione da parte dell'allora opposizione in Consiglio regionale, dove qualcuno con la questione del falso problema pensava di risolvere il falso problema spostando l'APT da Villeneuve a Cogne, peggiorando la situazione di tutta la comunità montana. Quindi, questo è un falso problema, quello cioè di pensare di risolvere un problema spostando da un comune all'altro la sede. Il problema invece è ben diverso; è il fatto della comunità di Cogne e della valle di Cogne ed è il fatto della necessità della comunità del Gran Paradiso.

Non credo che ci siano possibilità di vederci respinta questa deliberazione per illegittimità, perché la richiesta è stata fatta da parte della comunità montana con una sua deliberazione anzitutto e poi con una risoluzione dove dice: "In allegato alla presente trasmettiamo copia dell'ordine del giorno adottato dal direttivo della comunità montana nella seduta del 14 novembre 91 congiuntamente ai sindaci dei 12 comuni membri". A questo punto cosa dobbiamo fare: scrivere singolarmente ad ogni comune chiedendo di confermare quello che ci hanno chiesto fino ad oggi?

Per questo dicevo che non è una imposizione da parte del Consiglio regionale, è una semplice richiesta.

Ho detto prima che c'erano state alcune richieste, ultimamente di queste richieste non ne ho viste, comunque ad alcune aveva già risposto l'allora Assessore Pascale, dicendo che non avevano i requisiti e la motivazione per chiedere una nuova APT in quella comunità montana o in quella valle, e queste motivazioni non sono cambiate da allora.

Non so perché si vuol vedere delle forzature dove non ci sono; io non sto a dire se è meglio essere contrari ad una legge e poi votarla per senso di disciplina, oppure se sia peggio applicare una legge voluta dal Consiglio regionale, anche se io sono contrario. Io ritengo che sia molto più valido il fatto di dare applicazione ad una legge, tant'è vero che dopo discussioni in maggioranza e in Giunta si è voluto dare applicazione a questa legge. Che poi duri sei mesi o un anno e mezzo, io dico che il dovere nostro è quello di applicare le leggi che facciamo.

Forse era più facile anche per me non dare applicazione alla legge, lasciar dormire il problema, lasciare che comuni e comunità montane si lamentassero, anziché affrontare una discussione in Consiglio regionale. Ma ritengo che non sia il modo giusto di affrontare i problemi, perché per me questo non è un falso problema; questa è una necessità che ci viene proposta e ci viene sottoposta da tutta una comunità e non c'è un'altra richiesta di APT supportata da una comunità montana.

E' l'unica richiesta che sia appoggiata da tutta una comunità montana, mentre le altre richieste erano richieste di singoli comuni o al limite di due comuni, però non hanno mai avuto un parere favorevole della comunità montana. Questa è l'unica richiesta presa in considerazione dove c'è un parere di tutta la comunità montana con l'espressione dei comuni interessati.

La risoluzione del Consigliere Riccarand mi trova d'accordo in parte del deliberato, mentre sono da rivedere quelle che possono essere le premesse, aggiungendo alcune cose, perché impegnarci oggi a modificare una legge in questi tre-quattro mesi di amministrazione per poi entrare in ordinaria, rischieremmo di cominciare un lavoro senza finirlo, cioè di fare una legge che dopo un certo periodo ci troveremmo obbligati a rivedere perché avremmo la legge quadro.

Se il Consiglio è d'accordo, chiedo cinque minuti di sospensione prima di votare la risoluzione, per concordare con la maggioranza le modifiche da apportare alla risoluzione stessa.

Si dà atto che dalle ore 11,06 presiede il Presidente Bich.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Martin (ADP) Se ho capito bene dall'intervento dell'Assessore Voyat, su questa nuova APT c'è il consenso unanime di tutta la comunità montana, dei dodici sindaci. Pertanto, se si verificasse che un'altra comunità montana con un parere unanime chiedesse di sdoppiare in uno o più ambiti la stessa APT, questa domanda verrà certamente accettata in futuro. Altrimenti avremmo due pesi e due misure.

Per cui, se questa è l'intenzione della Giunta, mi pare giusto proseguire su questa strada, in quanto se le comunità montane alla unanimità richiederanno dei nuovi ambiti, il Consiglio regionale dovrà dare il suo parere in questo senso. Penso che questa sia la volontà che ha espresso l'Assessore nel suo intervento.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Per dichiarazione di voto, che sarà naturalmente un voto contrario alla delibera, ma anche per precisare che esiste già agli atti dell'Assessorato una richiesta precisa della comunità montana della Valdigne con il consenso di tutti i comuni interessati per avere due APT: una che riguarda La Thuile e l'altra che riguarda Courmayeur, Pré-Saint-Didier, Morgex eccetera

Non so se vogliamo fare "figli e figliastri", però questa richiesta esiste agli atti ed è una richiesta alla quale avevo già detto di no.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Per dichiarazione di voto e anche richiesta di voto segreto su questa deliberazione.

Sulla risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand ed emendata dal Consigliere Pascale il voto è favorevole. Mi auguro che su questa risoluzione votino favorevolmente anche coloro che in passato hanno presentato una identica risoluzione; visto che sembra che le risoluzioni non facciamo male alle ossa si potrebbe anche votare.

Questo potrebbe testimoniare quanto meno di una volontà di andare in una direzione, che a suo tempo non si era raggiunta; speriamo che adesso si raggiunga questo orientamento generale del Consiglio.

Per quanto si riferisce alla proposta di deliberazione, a nome del Gruppo socialista e dei colleghi della Democrazia Cristiana chiederemmo il voto segreto.

Presidente C'è una richiesta di sospensione dei lavori di pochi minuti per una riunione della maggioranza, poi l'ordine dei lavori sarà votazione della risoluzione emendata con l'emendamento del Consigliere Pascale, che è stato accettato dal presentatore della risoluzione; dopo vi sarà la votazione sull'emendamento presentato dall'Assessore al provvedimento, e quindi sul provvedimento definitivo.

Direi di sospendere per pochi minuti la seduta per dar modo alla maggioranza di riunirsi.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,17 alle ore 11,33

Presidente Riprendono i lavori. Ricordo che siamo in fase di dichiarazione di voto sulla risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand con un emendamento del Consigliere Pascale.

Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Sport e Beni Culturali Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Anzitutto dobbiamo sottolineare che siamo in fase di applicazione di una legge regionale, quindi riteniamo che otto o nove APT, soprattutto con delle motivazioni valide, non cambi niente.

Pur astenendoci sulla risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand ed emendata dal Consigliere Pascale, raccogliamo comunque l'invito che viene rivolto a tutto il Consiglio, e come maggioranza ci impegnamo sulla base anche della sperimentazione che ci verrà dalla applicazione della legge ad avviare uno studio e le verifiche per arrivare ad una nuova rideterminazione della legge. Rideterminazione che ci auguriamo possa essere fatta anche alla luce di una nuova legge quadro dello Stato italiano.

Presidente Pongo in votazione la risoluzione nel testo così emendato:

Risoluzione Rilevato che la frammentazione della Regione Valle d'Aosta in nove ambiti territoriali non agevola certo una promozione turistica adeguata, riduce l'efficienza delle API e determina la moltiplicazione dei costi di gestione;

Evidenziato che le dimensioni della Valle d'Aosta e le sue caratteristiche di omogeneità consentono l'individuazione di un'unica azienda di promozione turistica per l'intero territorio regionale;

Sottolineata la necessità di evitare contrasti campanilistici per assicurarsi la sede delle APT;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a riesaminare l'individuazione degli ambiti territoriali delle aziende di promozione turistica e a formulare una proposta che preveda l'istituzione di un'unica API per tutto il territorio regionale, coinvolgendo in modo significativo gli operatori turistici privati.

Esito della votazione

Presenti: 32

Votanti: 11

Favorevoli: 11

Astenuti: 21 (Agnesod, Andrione, Bajocco, Bich, Chenuil, Cout, Faval, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Maquignaz, Marcoz, Monami, Mostacchi, Perrin, Rusci, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva

Presidente Passiamo ora alla votazione degli emendamenti proposti dall'Assessore Voyat, di cui do lettura:

Emendamenti I punti a) e b) del deliberato sono sostituiti dai seguenti:

a) Cogne - Gran Paradiso

Include il territorio dei comuni di Cogne e Aymavilles.

La sede della relativa Azienda è Cogne.

b) Gran Paradiso

Include l'intero territorio della Comunità montana n. 2 "Grand Paradis", ad eccezione di quello dei comuni di Cogne e Aymavilles.

La sede della relativa Azienda è Villeneuve.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Per dichiarare il voto contrario del Gruppo Verde Alternativo alla proposta della Giunta regionale e ai relativi emendamenti. Si tratta di una proposta che ha lo scopo di mandare in applicazione una suddivisione del territorio regionale in ambiti di promozione turistica che è del tutto irrazionale e che creerà una situazione cristallizzata che sarà molto difficile rimuovere.

Fino adesso eravamo ancora in tempo a modificare la situazione perché non si è provveduto a nominare i consigli di amministrazione; una volta che avremo nominato nove consigli di amministrazione non potremo dire loro che se ne devono andare a casa. Quindi avremmo creato una situazione cristallizzata che sarà molto più difficile modificare e che renderà molto più complesso arrivare alla creazione di questa unica azienda di promozione turistica, che credo stia nelle intenzioni di tutto il Consiglio.

Mi sembra un provvedimento contraddittorio rispetto alle prospettive che abbiamo presente come Consiglio regionale, quindi il mio voto è contrario.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Per dichiarazione di voto e per confermare che c'è la richiesta di voto segreto sul provvedimento e sugli emendamenti.

Volevo solo aggiungere alcune considerazioni brevissime. Credo che su questo argomento quest'oggi il Consiglio non finirà per fare una gran bella figura, al di là di quelle che saranno le conclusioni finali, perché mi è parso di capire che non c'è nessun entusiasmo da parte di chi propone queste cose, c'è pochissimo entusiasmo da parte di chi le voterà e c'è una convinzione generale che probabilmente avremmo fatto meglio a rinviare tutto.

Ma sovente ci si scontra in questo Consiglio per partito preso, questa è un po' una di quelle situazioni. Abbiamo visto l'Assessore difendere una legge nella quale non crede, dicendo sostanzialmente "dura lex sed lex", come se una legge di questo tipo, che è ancora in fieri, dovesse essere una di quelle norme così importanti che devono per forza ispirare l'azione di una maggioranza, come se si trattasse di una legge che stabilisce dei principi generali per i quali poi l'obbedienza, anche se scomoda, è comunque un fatto di civiltà, di civismo, di coscienza.

Ho la brutta impressione che si potrebbe fare un'altra citazione latina, che però si attaglia a questa situazione, ed è quella dei "senatori boni viri senatus mala bestia", cioè presi singolarmente i consiglieri sono tutti animati da buone intenzioni, poi l'insieme del consiglio fa una cosa che non piace a nessuno dei consiglieri.

Scusatemi questa citazione, spero che la stampa non se ne dolga, perché mi ha rimproverato delle citazioni latine che come geometra potrei anche evitare di fare, però appartengo a quella categoria di geometri che hanno fatto gli studi medi quando si insegnava ancora il latino e l'insegnante di latino era la sorella del Consigliere Andrione, per cui un po' di latino l'abbiamo ancora imparato.

Al di là di questo, vorrei dire che non attribuiamo nessun significato politico alla richiesta di voto segreto, ci auguriamo che nel segreto dell'urna quei consiglieri che vogliono dissentire, si possano esprimere.

Se non succederà non ce ne rammarichiamo, né attribuiamo a questo un significato tale da mettere in discussione gli equilibri politici; gradiremmo tanto che molta gente votasse secondo coscienza qualche volta.

Presidente Penso che per la richiesta di voto segreto si associno altri gruppi.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Per associare il gruppo DC alla richiesta di voto segreto.

Presidente Pongo in votazione per scrutinio segreto gli emendamenti presentati dall'Assessore Voyat:

Votazione a scrutinio segreto

Esito della votazione

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 19

Contrari: 13

Il Consiglio approva

Presidente Pongo in votazione per scrutinio segreto la delibera nel testo così emendato:

Deliberazione Il Consiglio

premesso che:

- con deliberazione del Consiglio regionale n. 2398/lX, in data 12 luglio 1991, successivamente modificata con delibera della Giunta regionale n. 9416, in data 11 ottobre 1991, regolarmente ratificata dal Consiglio, erano stati individuati gli ambiti territoriali delle Aziende di promozione turistica (A P.T.), e veniva altresì approvata la costituzione delle Aziende medesime;

- tra gli ambiti individuati con le citate deliberazioni figura quello denominato "Gran Paradiso", esteso sull'intero territorio della omonima Comunità montana;

- tale impostazione ha peraltro suscitato numerose reazioni negative, in particolare nell'ambito del Comune di Cogne, già sede di Azienda di soggiorno, in quanto l'offerta turistica della località presenta caratteristiche qualitative e infrastrutturali assai diverse rispetto al resto della comunità montana di cui fa parte;

- ciò fa dunque ritenere opportuno modificare l'impostazione sinora seguita e ripartire l'ambito turisticamente rilevante attualmente denominato "Gran Paradiso in due ambiti diversi, di cui uno corrispondente al solo territorio del Comune di Cogne, e l'altro esteso su tutto il restante territorio della Comunità;

- richiamata la legge regionale 29 gennaio 1987, n. 9;

- visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;

Delibera

di modificare la deliberazione del Consiglio regionale n. 2398/IX, in data 12 luglio 1991, come modificata dalla delibera della Giunta regionale n. 9416, in data 11 ottobre 1991, sostituendo all'ambito territoriale denominato "Gran Paradiso" i seguenti due ambiti, e approvando la costituzione delle relative Aziende di promozione turistica:

a) Cogne - Gran Paradiso

Include il territorio dei comuni di Cogne e di Aymavilles.

La sede della relativa Azienda è Cogne.

b) Gran Paradiso

Include l'intero territorio della Comunità montana n. 2 "Gran Paradis, ad eccezione di quello dei comuni di Cogne e Aymavilles.

La sede della relativa Azienda è Villeneuve.

Votazione a scrutinio segreto

Esito della votazione

Presenti: 32

Votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva