Oggetto del Consiglio n. 424 del 16 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 424/75 - Problemi riguardanti le visite mediche per i silicotici valdostani. (Mozione)

Mozione

Gli abitanti della Valle d'Aosta affetti da silicosi, fino ad alcuni anni fa, dovevano recarsi a Torino per sottoporsi alla visita di accertamento o di aggravamento.

In seguito alle proteste degli interessati ed alle mozioni presentate al Consiglio regionale da parte dei Consiglieri Comunisti, l'Ospedale regionale di Aosta è stato dotato delle attrezzature e del personale necessario e le visite vennero effettuate nella nostra città.

Senonché, in questi ultimi tempi una parte di silicotici vengono nuovamente avviati a Torino per le visite.

Visto il disagio del viaggio che devono affrontare gli ammalati, particolarmente coloro che abitano nei paesi lontani dalle stazioni ferroviarie.

Considerato che la recente riforma ospedaliera dovrebbe migliorare i servizi sanitari e non peggiorarli, il Consiglio regionale

delibera

di impegnare la Giunta regionale a compiere i passi necessari presso l'Ente Regionale Ospedaliero affinché dette visite avvengano ad Aosta e non a Torino.

Aosta, lì 20.10.1975

F.ti: Manganoni - Tonino - Crétier - Bianco Siggia

Chabod (D.C.) - C'è qualcuno che vuole illustrare la mozione? C'è nessuno che illustra la mozione? Manganoni, Tonino, Crétier e Siggia... la passiamo così? La bocciamo? La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Questa mozione avrebbe bisogno di una lunga illustrazione, in breve si tratta di questo: molti anni fa i silicotici venivano tutti visitati ad Aosta, salvo casi particolari: poi c'è stata la riforma ospedaliera e allora li hanno spediti a Torino. Il Gruppo Comunista ha fatto delle interpellanze, delle mozioni in questo Consiglio, finalmente si è dato ascolto e queste visite sono state fatte nuovamente ad Aosta.

Oggi una parte di questi silicotici che devono subire delle visite, sia per aggravamento o per accertamenti, deve andare nuovamente a Torino. Noi conosciamo gli inconvenienti: bisogna prendere il treno alle cinque e quelli che abitano fuori Aosta devono prendere anche la macchina, si arriva alla stazione, si deve mangiare fuori, quando si è a Torino o pigli il tram e non sanno sbrigarsela... allora devono prendere il taxi e pagare anche quello. Noi conosciamo tutti questi inconvenienti e aggiungo che ci sono delle persone anziane che hanno superato i 70 anni. Ora, io mi chiedo se la riforma ospedaliera deve servire a favorire i cittadini o a danneggiarli? Perché prima visitavano ad Aosta, adesso, dopo la riforma, li mandano a Torino.

Ora, io penso che la Regione, l'Assessore che sta drizzando le orecchie, dovrebbe interessarsi e fare in modo di evitare tutti questi gravi inconvenienti per queste persone.

Scusa, io non so che cosa mi risponderai, ma non vorrei i soliti: "vedremo", "esamineremo", "faremo", io vorrei degli impegni, in modo che questa povera gente finisca di affrontare questi viaggi.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore alla Sanità.

Jorrioz (IND.) - Sono pienamente d'accordo con il Consigliere Manganoni sui disagi cui vanno incontro i silicotici nelle visite che vanno a far fuori, però questo problema non ha niente a che vedere con la riforma ospedaliera, con la legge n. 386, bensì è per disguidi che possono avvenire all'interno dell'Ospedale, per colpa non dico dell'Ospedale, ma per situazioni che pian piano si presentano così col tempo. Effettivamente i silicotici venivano tutti visitati ad Aosta, poi, ad un certo momento, dato che i silicotici visitati giornalmente ammontavano a circa 18 o 20, se ne presentavano soltanto una parte di questi 18 o 20, invece di arrivare in 18 o 20, per le visite ne arrivavano 14-15 e man mano il numero di quelli che dovevano essere visitati aumentava e si è arrivati al numero di 800 persone: 800 silicotici che erano in arretrato nelle loro visite. Per recuperare questo ritardo nelle visite, è stata disposta la visita a Torino e, difatti, dovevano andare a Torino circa 10 silicotici al giorno.

Ora, questo problema può essere superato portando il numero dei silicotici che devono essere visitati giornalmente all'Ospedale da 18 a 25; però se i silicotici - naturalmente non è sempre per colpa loro - non possono fare la visita il giorno in cui sono chiamati, perché possono essere ammalati, eccetera... se possiamo evitare questo ritardo nelle visite e ognuno si può presentare, naturalmente se è nelle condizioni di presentarsi... nel giro di tre mesi o quattro al massimo, potremo recuperare questi 10 silicotici che vanno a Torino e potranno essere visitati tutti ad Aosta. Ritengo che dal 1° gennaio tutti i silicotici potranno andare alla visita all'Ospedale di Aosta e non più fuori Valle.

L'unico problema che rimane è questo: quelli che hanno già avuto l'invito per presentarsi a Torino dovranno continuare ad andare lì, ma sono pochissimi e con la fine del mese non ci sarà più nessuno che andrà alla visita a Torino. Rimarranno quei 30 o 50 silicotici annuali che dovranno fare le visite nelle cliniche specializzate del lavoro a Torino o Milano, e lì c'è una convenzione per cui dovranno continuare ad andare, ma questi sono solo casi particolari, dovrebbero essere da 30 a 50; tutti gli altri verranno visitati ad Aosta;

questo dal 1° gennaio prossimo.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - L'Assessore parla di disguidi. Io sono andato a passare queste visite, ma qui, più che questione di disguidi, è questione che se certe persone addette a queste visite, anziché arrivare alle 11, arrivassero alle 10 o alle 9, anziché visitarne 10 o 15, ne potrebbero visitare 20: questa è la realtà! Da quanto io ho potuto vedere, non è che le attrezzature manchino, ma certi Signori che fanno queste visite se la spicciano con un'ora e mezza o due. Perché non vengono prima delle 11? Vengano alle 10, vengano alle 9 e allora, anziché 8 o 12, ne passerebbero anche 15 o 20. I disguidi sono questi, caro Jorrioz! È qui che bisogna mettere il dito! No, non è colpa di Jorrioz, è colpa di come si organizza, è colpa - e qui mi riferisco un po' a quanto diceva Monami prima e quanto diceva il Presidente - della casta dei bramini! Il problema è qui, quindi io direi apriamo gli occhi, non permettiamo a questi bramini di fare assolutamente tutti i loro comodi e magari di andare a dieci visite e prendersi dieci - come li chiamano? - medaglie di presenza, no? Io non dico che problema è solo questo, ma è anche questo, e l'ho constatato io quando sono andato alla visita. Comunque termino l'intervento.

Prendo atto di questo impegno dell'Assessore che dal 1° gennaio saranno visitati ad Aosta, salvo quei casi che sempre hanno dovuto andare altrove. Le visite normali di aggravamento si possono fare benissimo qui, con l'augurio che non si verifichi quello che si è verificato l'altra volta, cioè che per un certo periodo di tempo li hanno fatti visitare tutti ad Aosta, dopo le nostre mozioni, interpellanze, eccetera, e poi chissà perché - disguidi dice l'Assessore - li hanno mandati di nuovo a Torino. Io mi auguro che questo non abbia a verificarsi nuovamente.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Per aggiungere alcune considerazioni e una preghiera all'Assessore alla Sanità. Credo che l'Assessore sappia che, in virtù della legge n. 523, mi corregga se sbaglio, dal 1° gennaio i medici ospedalieri dovrebbero essere chiamati a fare soltanto i medici ospedalieri o la libera professione. Il problema mi pare sia che noi stiamo - tutti quanti, la responsabilità non la attribuisco a nessuno - sottovalutando questo importante problema, che è strettamente legato alla mozione e agli argomenti che sviluppava il Compagno Manganoni, perché? Voi sapete che ci sono già dei movimenti in aria, in giro, ci sono già dei documenti dell'Ordine dei Medici; c'è, per contro, un altro documento dell'A.N.A.A.O. che dimostra che i medici in Valle d'Aosta o i medici ospedalieri dell'Ente Ospedaliero non sono in grado di fare i medici a tempo pieno all'Ospedale perché richiesti ad assolvere altre mansioni, altre funzioni presso l'I.N.A.M., presso l'I.N.P.S., presso l'I.N.A.D.E.L., presso l'I.N.A.I.L. e altri Enti di questo tipo.

Ora, io mi rendo conto della grossa difficoltà che i silicotici hanno per andare a Torino a fare queste visite di controllo; mi rendo anche conto di come non sia sempre facile per il medico, e non è una giustificazione che voglio addurre a loro vantaggio, 1'essere presenti alle 8, o alle 9, o alle 10, o alle 11 per eliminare quanto diceva Manganoni, ma certo dovremo affrontare il problema alla radice secondo me e prepararci perché il 1° gennaio avremo delle grosse sorprese e le sorprese saranno queste: o questi medici presteranno servizio a tempo determinato all'Ospedale, o questi medici presteranno servizio a tempo pieno all'Ospedale diventando a tutti gli effetti degli ospedalieri.

Ora, noi non possiamo, penso, aspettare il 1° gennaio per trovarci davanti a questa sorpresa, magari che un certo numero di medici rinunci a fare anche in parte l'ospedaliero perché da quel momento deve scegliere: o fare 1'ospedaliero a tempo pieno, o fare la libera professione.

Io ritengo che i medici siano padronissimi di scegliere la carriera che vogliono, cioè quella del libero professionista o quella dell'ospedaliero, però noi come ci prepariamo a questo evento? L'Ente Ospedaliero e la Regione soprattutto... e l'Assessore alla Sanità ha previsto un piano di intervento per il 1° gennaio affinché non avvenga addirittura la cessazione dell'attività nell'Ospedale, nell'Ente Ospedaliero? Proprio perché ci troviamo davanti al fatto che in Ospedale il 30% solo dei medici, e forse neanche sono a tempo pieno, tutti gli altri sono a tempo determinato... cosa succederebbe se questi medici dovessero interrompere la loro attività dal 1° gennaio? O comunque se dal 1° gennaio continuano così per un compromesso stranissimo per cui nessuno solleva il problema e questi continuano a fare i medici a tempo determinato e ad esercitare la libera professione, in che modo ci collochiamo nei confronti di questa legge che impone quest'obbligo alle Regioni di fare in modo che a partire da quella data la collocazione dei medici si trovi in quel determinato modo? Volevo approfittare di questo argomento per richiamare l'attenzione della Giunta affinché non si arrivi scoperti a questa data.

Vorrei fare un'altra considerazione per quanto riguarda i silicotici e vorrei che l'Assessore la appurasse. Certo i disguidi sono quelli che lui ha denunciato, ma c'è anche un'altra questione che probabilmente i tecnici dell'Assessorato non conoscono ovviamente perché non sono medici dell'Ospedale. Dietro a tutta la questione dei silicotici c'è una considerazione di base che fanno i medici: essi ritengono che fare queste visite fiscali di controllo per i silicotici sia un mestiere dequalificante. I medici fanno queste visite di routine così come il colonnello medico mette in fila alla visita medica le reclute: fanno un po' questo tipo di lavoro nei confronti dei silicotici, ritenendosi defraudati della loro capacità professionale, che io non metto ovviamente in discussione, ma ritengono che sono lì per fare qualche cosa di superiore, per fare qualche cosa di più; allora nasce il conflitto all'interno stesso del corpo dei medici, per cui questi medici non vogliono fare questo tipo di visite.

Ecco un'altra ragione di fondo che bisognerebbe verificare: l'Assessore dovrebbe, secondo me, controllare fino a che punto queste voci che circolano all'interno dell'Ente Ospedaliero e fra i medici sono vere, cioè se questi medici considerano queste visite di routine non all'altezza della loro qualifica, della loro capacità medica.

Questa credo sia la vera ragione, il più grosso degli inconvenienti che costringe questi ammalati, questi silicotici a ripresentarsi più volte all'Ospedale, fino a non più andare, evidentemente creando tutti quei disguidi che l'Assessore ha denunciato e la necessità di inviare questi ammalati a Torino.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore alla Sanità, Jorrioz.

Jorrioz (IND.) - Vorrei rispondere sui due problemi presentati dai Consiglieri del Gruppo Comunista. Prima di tutto posso dare le più ampie assicurazioni sulla questione delle visite ad Aosta, perché ho preso dei contatti con l'I.N.A.I.L. in maniera che, prima che mandi un silicotico alla visita fuori Valle, debba darne comunicazione all'Assessorato, in maniera da poter intervenire immediatamente affinché questo non avvenga più; questo è il primo problema. Il secondo problema è quello delle visite fatte così un po'... diciamo alla carlona; verrà interessato il Direttore sanitario dell'Ospedale in maniera che queste cose non debbano più avvenire. Sull'altro problema che è di grossa importanza, cioè il fatto...

Monami (P.C.I.) - Scusa, non che le visite fatte a catena... siccome li debbono visitare in questo modo, loro ritengono che questo modo di procedere sia dequalificante...

Jorrioz (IND.) - Io ho parlato di visite alla carlona...

Monami (P.C.I.) - ... mentre sono tutti seduti là, vediamo un po' di far fare loro quello che devono fare, ecco.

Jorrioz (IND.) - Sì, d'accordo, appunto verrà interessato il Direttore sanitario dell'Ospedale, in maniera che queste cose non avvengano più.

Seconda cosa: il grosso problema del tempo pieno dei medici è un tema che si sta dibattendo non solo qui ad Aosta, ma in tutta Italia dove ci sono delle proposte delle organizzazioni dei medici per posticipare questo inizio di tempo pieno al 30 giugno di quest'anno. Ci sono poi i Sindacati che intendono portare avanti il discorso.

Noi, da parte nostra, assieme al Consiglio di amministrazione dell'Ente Ospedaliero esamineremo il problema e vedremo di risolverlo nel migliore dei modi.

Siamo un po' più fortunati rispetto agli altri perché gli altri hanno i problemi delle cliniche private che noi non abbiamo, cosa che ci facilita forse anche il compito. Grazie.

Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - ... tutti i medici siano a tempo pieno.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che prende la parola? La parola al Consigliere Clusaz.

Clusaz (U.V.) - Concordo perfettamente con quanto ha detto il Consigliere Manganoni e anche con le assicurazioni fornite dall'Assessore Jorrioz, però vorrei dire: eventualmente dovessero mandarne ancora a Torino, magari per motivi di forza maggiore, che non facciano, come più o meno facevano sempre, cioè quelli di Pont St. Martin li mandavano ad Aosta e quelli di Courmayeur li mandavano a Torino; almeno, alla disperata, prendano gli anziani e non li mandino a Torino.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che prende la parola? Mettiamo ai voti il punto 20. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità.

Il Consiglio approva la soprariportata mozione.