Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3838 del 21 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3838/IX Attività degli organi sociali della Società Autostrade Valdostane in ordine alla situazione finanziaria e allo svincolo di Plan Signayes. (Interrogazione)

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 13 dell'ordine del giorno.

Interrogazione Richiamata l'interpellanza presentata lo scorso 10 settembre in merito alla situazione azionaria e finanziaria della SAV SpA;

Ricordato che il Presidente della Giunta rispondendo a tale interrogazione aveva affermato che ci sarebbe stata nei primi giorni di ottobre 1991 una Assemblea dei Soci della SAV SpA che avrebbe potuto portare a maggiori chiarimenti sulla situazione della Società;

Rilevato che non è finora stato chiarito a chi sono finite le quote azionarie cedute dall'Istituto Bancario San Paolo di Torino e dall'Istituto Mobiliare Italiano, che costituiscono il 12 percento del capitale SAV;

Rilevato, infine, che non vi è nessuna notizia sulle iniziative che si intendono assumere in merito alla costruzione del raccordo del Gran San Bernardo e al problema di Signayes;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interroga

la Giunta regionale per sapere:

1) se si è svolta regolarmente l'Assemblea dei Soci della SAV SpA prevista per i primi giorni di ottobre e quali decisioni ha assunto in merito alla situazione finanziaria della Società, alle partecipazioni azionarie, al problema della variante di Signayes;

2) se è vero che le quote azionarie dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino e dell'Istituto Mobiliare Italiano sono state cedute al Gruppo Ligresti che già controlla la Sina SpA, principale azionista della SAV;

3) quali iniziative sono state assunte in merito alla variante di Signayes in modo da eliminare lo svincolo di Plan Signayes e salvaguardare l'edificio della Faverge.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (GM)Risponderò alle prime due domande, mentre alla terza risponderà l'Assessore Vallet.

L'assemblea della SAV SpA si è svolta il 12 ottobre 1992 ed ha deliberato all'unanimità dei presenti l'acquisto di azioni proprie, poste a disposizione da azionisti privati regolarmente iscritti al libro soci, nella misura del 6 per cento del capitale sociale, sufficiente a mantenere senza alcun dubbio la maggioranza pubblica nella società.

L'operazione di acquisto di azioni consentirà alla SAV di ottenere dal Ministro del Tesoro la certificazione della garanzia dello Stato sullo stipulando mutuo per il finanziamento del raccordo A5 (Autostrada e Strada Statale 27 del Gran San Bernardo).

Da informazioni assunte, che si riferiscono alla data del 19 ottobre, risulta che l'acquisto delle azioni è già stato effettuato dai soci Cervino SpA (quattro per cento) e Sima SpA (due per cento).

Rispondendo alla seconda domanda posso dire che le azioni dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino e dell'Istituto Mobiliare Italiano, corrispondenti al dodici per cento del capitale sociale, vennero in effetti cedute nel 1985 dai suddetti istituti alla Società Autostrada Torino-Milano SpA. Tale passaggio di azioni è però nullo e inopponibile dalla SAV, in quanto avvenuto senza il rispetto da parte degli istituti venditori del diritto di prelazione stabilito dallo statuto sociale, tant'è vero che dello stesso trasferimento non è mai stata chiesta né operata l'iscrizione nel libro dei soci della SAV.

La SpA Torino-Milano è indirettamente partecipata dalla Premafin SpA nella misura del 46 per cento. Risulterebbe che l'ingresso del Gruppo Ligresti nell'Autostrada Torino-Milano sia di epoca successiva alla predetta vendita di azioni SAV da parte dei citati istituti bancari.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Vallet; ne ha facoltà.

Vallet (UV) Rispondo al terzo quesito. Non ho grosse novità da annunciare al Consigliere Riccarand rispetto a quanto gli ho già detto in via breve alcune settimane fa.

Nel corso di un incontro, che ho avuto circa tre settimane fa con gli ingegneri Christillin, direttore della SAV, e Allocco, responsabile della progettazione della Sima, mi è stato assicurato che gli stessi stavano predisponendo il progetto delle modifiche definite dal gruppo tecnico che era stato nominato a luglio, dopo la riunione di Roma con la Direzione Anas.

La settimana scorsa ho sollecitato con lettera la Società a fornire copia dei progetti, in modo da poterli esaminare ed esprimere in merito un giudizio compiuto.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Le risposte date dal Presidente della Giunta e le notizie apparse sugli organi di informazione in queste ultime settimane consentono di avere un quadro un po' più definito della composizione azionaria della SAV e delle caratteristiche dei principali azionisti.

Risulta che questa società è stata a lungo controllata di fatto dal Gruppo Ligresti e Gavio, che, tanto per intenderci, da una parte ha come punto di riferimento l'impresario Ligresti, attualmente in carcere a Milano per l'inchiesta "mani pulite", e dall'altra il Gruppo Gavio, il cui titolare è attualmente latitante, sempre per inchieste su appalti e affari vari.

Il Gruppo Ligresti e Gavio controllava quindi sostanzialmente la SAV e probabilmente la controlla ancora, avendo il controllo del 30 per cento della SAV tramite la società Sima, che è controllata dalla società Autostrada Torino-Milano, e poi perché aveva acquisito ormai da anni il 12 per cento direttamente della SAV, tramite le quote del San Paolo e dell'IMI.

Tale gruppo controllava quindi il 30 per cento della Sima più il 12 per cento dell'IMI e del San Paolo, cioè praticamente il 42 per cento della SAV. Pertanto, non solo era di gran lunga l'azionista di maggioranza - se ricordo bene, la quota della Regione era del 27 per cento - ma con la sia pur minima alleanza con qualsiasi altro socio privato poteva di fatto controllare la società.

Credo che questo sia stato il motivo fondamentale per cui il Ministero del Tesoro ha poi bloccato la garanzia sul mutuo richiesto dalla SAV.

Ci troviamo di fronte ad una composizione azionaria che in questi anni non è stata assolutamente chiara. Com'è possibile, io mi chiedo, che in tutti questi anni - il passaggio di azioni è del 1985, come ha detto il Presidente, o del 1986, come detto dal presidente della SAV in pubbliche dichiarazioni riportate dai giornali - si sia andati avanti senza che ciò comparisse nel libro dei soci, quando da una parte nel libro dei soci continuavano a comparire Società come il San Paolo e l'IMI, mentre nel taccuino degli azionisti risultava molto chiaramente che l'Autostrada Torino-Milano controllava il 12 per cento della SAV.

Evidentemente quella situazione era stata fatta appositamente per ingannare qualcuno e per nascondere la reale situazione azionaria della SAV, cioè per nascondere chi deteneva l'effettivo controllo della società.

In questi anni si sono verificate cose molto strane, perché la società ha operato sulla tangenziale di Aosta e sul Raccordo per il Gran San Bernardo in un modo che lascia spazi e margini a grandi perplessità.

Tanto per intenderci, in questi anni la SAV ha fatto fare tutte le opere di progettazione della tangenziale di Aosta e del Raccordo per il Gran San Bernardo alla Società Autostrade Torino-Milano, quindi in pratica Ligresti ha affidato a se stesso, cioè ad un'altra sua società, tutti i compiti di progettazione, che sono stati pagati anche dall'Amministrazione regionale a carissimo prezzo.

Su questi progetti e su questi tronchi, quando si è trattato di passare all'affidamento o all'aggiudicazione dei lavori, abbiamo ritrovato a lavorare le imprese del Gruppo Ligresti e Gavio, cioè abbiamo trovato Itinera, l'Incisa, la B&V, la Grassetto... Naturalmente abbiamo trovato anche la parte locale, soprattutto Follioley e Freydoz, ma sostanzialmente abbiamo trovato tutte le società che fanno parte del Gruppo Ligresti e Gavio, che ha un modo di comportarsi del tutto spregiudicato ed anche al di fuori dalla legge.

Io credo che sia necessaria una riflessione sulla situazione che si è creata, anche perché non mi pare che la decisione della SAV di acquistare azioni proprie per il 6 per cento possa risolvere la situazione.

Vengo poi a sapere che il 4 per cento di tali azioni è stato acquistato dalla Cervino ed il 2 per cento dalla Sima. Vorrei sapere chi ha comprato queste azioni, cioè qual è il socio SAV che ha comprato il 4 per cento della Cervino ed il 2 per cento della Sima, altrimenti non si capisce chi è che ha aumentato il suo capitale e quale sostanziale modificazione c'è stata.

Mi sorprende anche che noi abbiamo in questa società la bellezza di otto o nove rappresentanti della Regione, compreso il presidente, che, invece di rappresentare gli interessi della Regione, rappresentano soltanto gli interessi di alcuni partiti, perché non è possibile che queste persone non si siano rese conto in questi anni della situazione pasticciata in cui si trovava questa società, in contrasto persino con le norme dello statuto stesso della SAV, che prevede molto chiaramente che i soci di serie "A" e di serie "B", cioè quelli pubblici o comunque di rilevanza pubblica, devono sempre avere la maggioranza delle azioni rispetto a quelli di serie "C", che invece da parecchi anni ormai avevano il controllo della società, capovolgendo completamente i princìpi statutari e qualsiasi discorso serio nella gestione della società.

Noi abbiamo lì un presidente e degli amministratori nominati dalla Regione, che però non vedevano o fingevano di non vedere.

La situazione non è assolutamente chiara ed io chiederei al Presidente della Giunta di farsi dire con precisione chi ha acquistato il 6 per cento delle azioni...

(...interruzione...)

... Sì, la SAV stessa, ma la SAV è una società composta da tanti azionisti. Evidentemente se c'è qualcuno che ha venduto, ci deve essere qualcuno che ha comprato, per cui occorre sapere chi ha comprato quel 6 per cento di azioni, per capire esattamente come si è modificato il rapporto.

Per quanto riguarda la variazione del progetto, le cose vanno per le lunghe. Purtroppo noi ci troviamo di fronte ad un progetto di raccordo per il Gran San Bernardo che non è stato fatto per rispondere agli interessi della comunità valdostana, ma per rispondere agli interessi speculativi della SAV sulla progettazione e sulla costruzione. Opere per circa 300 miliardi sono state tutte assegnate senza gara d'appalto, ma attraverso una semplice trattativa privata. Non so se ci rendiamo conto delle dimensioni di questa vicenda.

Poiché credo che l'Amministrazione regionale abbia in mano tutte le carte per costringere la SAV a modificare il progetto, chiedo che la Regione solleciti la SAV a presentare i progetti di variante più volte richiesti e spero che gli stessi siano organici e conformi alle richieste del Consiglio regionale, del Consiglio comunale di Aosta, della frazione di Signayes e della Comunità montana Grand Combin.