Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3828 del 21 ottobre 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3828/IX Verifica dell'attualità del progetto di collegamento ferroviario sotto il Gran San Bernardo. (Interrogazione)

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dai consiglieri Trione, Lanièce, Bondaz e Ricco, iscritta al punto 9 dell'ordine del giorno.

Interrogazione I cittadini svizzeri nella consultazione referendaria di domenica 27 settembre scorso hanno espresso un chiaro sì alla Nuova Trasversale Ferroviaria Alpina che prevede due trafori sotto il San Gottardo ed il Lotschberg.

Il progetto, che attraverso linee ad alta velocità tenderà a collegare Lugano con Zurigo ed il Sempione con Berna, appare irrimediabilmente alternativo alla proposta di questo Consiglio regionale, che a più riprese ha sostenuto il Collegamento Aosta-Martigny.

Ciò premesso, i sottoscritti consiglieri regionali

interrogano

la Giunta regionale per conoscere:

1) se ritiene ancora attuale il progetto di collegamento ferroviario sotto il Gran San Bernardo;

2) se, e come, intende sostenere il progetto ai diversi livelli nazionali ed europei.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Nicco; ne ha facoltà.

Nicco (Ass. tec.)Con questa interrogazione toccate uno dei temi chiave, su cui il Consiglio ha ragionato e discusso in varie occasioni, ma su cui è bene tornare ogni tanto, perché le scelte effettuate in una direzione o nell'altra attengono alla sostanza della politica ferroviaria della nostra Regione.

Intanto vorrei ribadire due concetti base, che mi sembrano fondamentali su questa materia.

Il primo è la necessità, che ritengo ineludibile per la nostra regione, di creare un'alternativa al trasporto su gomma. Tutte le volte in cui ragioniamo o discutiamo di trafori ferroviari o di ferrovie, è bene che colleghiamo sempre i due discorsi. Noi non possiamo continuare a sopportare il passaggio di oltre 3.000 Tir ogni giorno, perché in una Valle come la nostra, costituita da uno stretto corridoio con pareti verticali, questo passaggio crea effetti devastanti sul piano dell'inquinamento. Questo ce lo diciamo sempre tutti e quindi è bene che lo teniamo sempre presente.

Veniamo ora al secondo concetto di ordine generale. Io credo che noi abbiamo una vocazione storica alle relazioni con i Paesi transalpini. Si tratta ovviamente di relazioni di varia natura: economica, culturale e sociale. Per poter sviluppare queste relazioni nell'Europa del 2000 ci dobbiamo dare una rete di collegamenti adeguati, altrimenti non saremo in grado di farlo.

Qual è lo strumento per realizzare compiutamente e congiunta-mente questi due obiettivi? Oltre al collegamento ferroviario a traffico misto, io non ne vedo altri, perché quello è l'unico che nello stesso tempo può consentire da un lato di ridurre drasticamente il trasporto merci su gomma e dall'altro di avvicinarci ai principali centri europei.

Penso, perciò, che bisogna innanzitutto ribadire la piena validità della scelta fatta da questo Consiglio di promuovere e sostenere una trasversale ferroviaria alpina attraverso la nostra regione.

I consiglieri interroganti chiedono giustamente di quale trasversale si tratti. Questo Consiglio ha scritto in merito una storia lunga e precisa. Non voglio ripercorrerla tutta, ma ricordo gli studi sulla direttrice ferroviaria del Gran San Bernardo che prevedono un traforo di 53,6 chilometri e che interessano tutta la linea fino a Santhià. Nel quadro della cooperazione transfrontaliera tra Valais e Valle d'Aosta, vi è poi la costituzione della Comunità internazionale del traforo ferroviario del Gran San Bernardo, che peraltro risale solo al 17 dicembre 1991. Vi è la legge di promozione della direttrice ferroviaria del Gran San Bernardo, che è datata 7 aprile 1992.

Tutto questo è ancora valido o no, alla luce dei risultati del referendum che si è svolto in Svizzera il 27 settembre scorso, quando i cittadini svizzeri sono stati chiamati ad esprimersi su una decisione che era già stata assunta dall'Assemblea federale svizzera il 4 ottobre 1991? Ricordo che tale decisione riguardava la realizzazione di due nuove linee ferroviarie alpine (NLFA) sotto il San Gottardo ed il Lotschberg.

Intanto noi dovremmo esprimere tutta la nostra piena soddisfazione per i risultati di quel referendum, in cui i "sì" hanno ottenuto il 63,5 per cento, perché quel risultato conferma una direttrice di marcia molto precisa, che si avvicina a quella che noi abbiamo sempre auspicato nella politica dei trasporti.

Tale politica è fondata su una stretta connessione tra misure per la limitazione del traffico merci su gomma - sappiamo che in Svizzera oggi i valichi alpini sono chiusi per gli automezzi con peso superiore alle 28 tonnellate - e misure per la contemporanea realizzazione di infrastrutture alternative. Io penso che noi dobbiamo esprimere senz'altro il nostro pieno consenso a tale politica, che porterà la Confederazione elvetica entro il 2010 alla costruzione di questi due trafori di base, con un investimento di 15.000 o 20.000 miliardi di lire largamente finanziati sul mercato dei capitali.

Qui si apre il nostro discorso sulla prospettiva che fin qui noi, come Regione Valle d'Aosta, abbiamo portato avanti congiuntamente con il Vallese, perché le cose sono state fatte assieme.

Queste nuove linee ferroviarie approvate dal referendum sono irrimediabilmente alternative ai nostri progetti sotto il Gran San Bernardo? In merito io penso di poter dire quanto segue. Il Gottardo interessa un'altra direttrice geografica, situata più ad Est. Il Lotschberg mette in comunicazione la regione di Frutigen a Nord, con la Valle del Rodano a Sud.

E' vero che questo traforo abbrevia i tempi di percorrenza verso il Sempione, ma nello stesso tempo è anche vero che li abbrevia verso Sion e Martigny, tanto che il Vallese, cui mi riferivo prima, tramite la sua Cancelleria di Stato, fin dal 28 settembre - tempestività degli Svizzeri! - ci scrive: "Dato che le Nuove Linee Ferroviarie Alpine (NFLA) sono state accettate dal popolo svizzero, il conviendrait que nous relancions la coopération".

Ciò significa che, almeno dal loro punto di vista - poi vedremo se sarà così anche il nostro - il risultato del referendum non è interpretato negativamente, anzi al contrario. Se invece ci fosse stato un risultato negativo al referendum, allora sì ci sarebbe stato un "no" complessivo alla soluzione ferroviaria che anche noi abbiamo perseguito.

Perciò, allo stato attuale dei fatti e delle conoscenze, io non vedo elementi che ci impongano di dover mutare il nostro orientamento in materia ed è per questo che l'8 ottobre, nel corso dell'incontro svoltosi a Roma tra i Parlamentari della nostra regione, il Presidente della Giunta, il sottoscritto ed il Ministro Tesini, abbiamo presentato al Ministro il nostro progetto e ne abbiamo discusso con lui. In quell'occasione egli si è formalmente impegnato a sostenerlo in tutte le sedi.

Poi nel corso del colloquio internazionale su "Trasporti e traversate alpine", svoltosi il 9 ottobre a Montmélian, organizzato dal Consiglio sindacale interregionale Piemonte, Valle d'Aosta e Rhône-Alpes, i rappresentanti della Valle d'Aosta hanno chiesto ed ottenuto che nella risoluzione finale fosse inserito un preciso riferimento alla direttrice del Gran San Bernardo.

Infine, il 14 ottobre, sotto la Presidenza del Prefetto di Martigny Ribordi, si è svolta a Martigny la riunione dell'organo esecutivo previsto dai protocolli ai quali ho fatto cenno prima.

Questi sono i passi che abbiamo fatto. Quali altri passi dovremo fare? Sono quelli indicati dalla stessa legge approvata dal Consiglio, laddove si parla di "costituzione di una società mista" (articolo 2) e di "procedure per l'inserimento definitivo del progetto nella rete europea ad alta velocità", sia della "Communauté des chemins de fer", sia della "Union internationale des chemins de fer".

Proprio a tal fine il progetto della direttrice del Gran San Bernardo sarà sottoposto al CIPET (Comitato interministeriale per la programmazione economica nei trasporti) già all'inizio di novembre. A fine novembre vi sarà poi la riunione qui ad Aosta del "Conseil Valais-Vallée d'Aoste" e della "Communauté d'intérêt pour le tunnel du Grand Saint Bernard" e, all'inizio di dicembre, a Parigi, il progetto dovrebbe essere presentato nella sede della "Union internationale des chemins de fer".

Tutto questo vale per dire che abbiamo cercato di seguire una linea coerente con le decisioni fin qui assunte. Ma tutto vuole forse anche dire che non abbiamo preso in considerazione altre ipotesi ed altre direttrici? No, perché sappiamo che sul tappeto ci sono anche altre direttrici, come ad esempio quella del Monte Bianco, cioè di un possibile traforo tra Morgex e Le Fayet, e ricordo che anche tale direttrice è indicata in una legge regionale.

Tra il sottoscritto ed i fautori di questa seconda direttrice c'è stata tutta una serie di contatti ed essi si sono impegnati ad organizzare degli incontri con gli organi competenti della Regione Savoie per farci capire fin dove c'è la disponibilità, dall'altra parte, ad operare in questo senso. Sappiamo anche che almeno uno dei fautori di questa direttrice ha chiesto un incontro al Ministro per esporgli quest'altra direttrice.

Noi siamo in attesa degli sviluppi di tutto questo, ma abbiamo mosso anche dei passi, tant'è che mi sono incontrato con l'Amministrazione comunale di Chamonix per sentirne l'opinione ed il prossimo 13 novembre il Presidente della Giunta ed il sottoscritto si incontreranno con il Presidente del Conseil Général de la Savoie, per sentirne le indicazioni e gli orientamenti. Al convegno che faremo il 17-18 novembre sulla questione ferroviaria ci sarà una relazione anche su questa direttrice.

Tutto questo per dire molto chiaramente che noi non siamo qui a propugnare l'una o l'altra soluzione. Era stata tracciata una linea precisa e coerente e noi abbiamo ritenuto di doverla seguire, senza comunque escluderne delle altre, riservandoci però di valutare attentamente ogni soluzione sulle scelte operative.

Vorrei tuttavia esprimere una mia preoccupazione, molto chiara e semplice, ma anche molto importante: direttrice ferroviaria internazionale del Gran San Bernardo e direttrice ferroviaria internazionale del Monte Bianco, poi c'è anche qualche contorno come il collegamento ferroviario di carattere turistico tra Morgex e Bourg-Saint-Maurice, il collegamento ferroviario di carattere turistico tra Ceresole Reale e la Valle di Rhêmes (traforo), il collegamento tra la Val Ferret italiana e la Val Ferret svizzera (traforo). Abbiamo un totale di cinque trafori: forse cominciano ad essere un po' troppi.

Per tornare all'essenziale, la mia impressione conclusiva è che ancora una volta, in un frangente storico importante, il ceto politico dirigente valdostano non si presenti unito, ma diviso, su una questione essenziale per la nostra regione.

Il rischio più grave, però, è che nel frattempo vadano avanti altri progetti ed altre direttrici, che non sono né quella ferroviaria del Gran San Bernardo, né quella ferroviaria del Monte Bianco, ma quella che invece concretamente ed operativamente si costruisce giorno per giorno, cioè quella autostradale. L'autostrada, infatti, arriverà con quattro corsie sotto il tunnel del Monte Bianco, che secondo le previsioni dovrebbe essere saturo entro il 2010, così a quel punto la scelta sarà nelle cose, perché allora saranno gli stessi abitanti di Courmayeur a venirci a chiedere di raddoppiare il tunnel autostradale a fianco di quello attuale.

Se non vogliamo che sia questa la direttrice effettiva che va avanti, è bene che ci chiariamo le idee su tutta la questione.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Trione; ne ha facoltà.

Trione (DC) Ringrazio l'Assessore Nicco, che come al solito ha risposto in modo esauriente e puntuale alle domande.

Vorrei subito chiarire che la sua preoccupazione è anche la mia. Infatti nell'interrogazione le domande non sono state poste con tono polemico, proprio perché anch'io, insieme agli altri interroganti, ritengo che il problema della trasversale Aosta-Martigny debba essere considerato ancora d'attualità e quindi sicuramente importante.

La nostra preoccupazione - e su questo forse non ci troviamo perfettamente allineati - deriva dal fatto che l'esito del referendum svizzero, che è stato di conforto per l'Assessore Nicco, non lo è stato altrettanto per noi. Mi spiego meglio.

La nostra considerazione non discende tanto dalla scelta degli Svizzeri, ma dal fatto che altrove, e mi riferisco alla linea Torino-Lione, stanno andando avanti altri progetti, per cui noi temiamo che, trovandoci in mezzo, per diversi motivi facili da intuire, possiamo essere esclusi da qualunque tipo di tunnel ferroviario, sia da quello del Gran San Bernardo, al quale io mi riferivo nell'interrogazione, sia da quello del Monte Bianco, che naturalmente è alternativo al primo.

Vorrei poi proporre all'Assessore un suggerimento sul da farsi. Poiché la nostra regione ha la Presidenza della Commissione trasporti della Co.Tr.A.O., credo che anche attraverso questa Commissione - io ho già fatto presente la circostanza in una delle ultime riunioni della Co.Tr.A.O. - dovremmo poter arrivare alle sedi opportune per convincere i titubanti che la trasversale Aosta-Martigny sotto il Gran San Bernardo è di estremo interesse non solo per noi Valdostani ma anche per gli altri.

Tornando per un attimo al referendum svizzero, un altro segnale di preoccupazione ci deriva dal fatto che proprio i cantoni che a nostro parere si sarebbero potuti esprimere in maniera leggermente diversa - mi riferisco al Valais - hanno avuto un'altissima percentuale di "sì", contrariamente a quanto è successo nelle aree geografiche più vicine al Lotschberg o al Gottardo.

Questa è ovviamente una mia interpretazione, ma non vorrei che ai Vallesani il traforo del Gran San Bernardo cominciasse ad interessare un po' meno, facendo loro dire: "Se lo fate da un'altra parte, forse è ancora meglio, purché ci sia un collegamento". Non bisogna infatti dimenticare che, stando alle indicazioni che ci sono state date, il collegamento ad alta velocità del Lotschberg arriverebbe fino a Martigny, risolvendo così i problemi dei Vallesani circa il passaggio di trasporti su gomma, che in questo caso verrebbero effettuati su carri ferroviari.

Comunque, prendo atto dell'interesse con cui l'Assessore e la Giunta seguono il problema e credo che tutta la serie di incontri avuti a livello ministeriale qui in Italia, con le autorità cantonali in Svizzera e con Chamonix, siano dei segnali inequivocabili che dimostrano l'interesse della Giunta a proseguire.

Ritengo però necessario fare qualche ulteriore sforzo per convincere definitivamente gli altri a perseguire l'attuazione della direttrice Aosta-Martigny non solo perché interessa noi, cosa peraltro scontata, ma anche perché dovrebbe interessare le altre regioni dell'arco alpino occidentale.

Presidente Poiché sono assenti i consiglieri che hanno sottoscritto l'interrogazione iscritta al punto 10, passiamo alla trattazione del punto 11 all'ordine del giorno.