Oggetto del Consiglio n. 416 del 15 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 416/75 - Provvedimenti a favore di insegnanti dell'Istituto Tecnico per Geometri. (Interpellanza dei Consiglieri Dolchi e Chincheré)

Interpellanza

I sottoscritti Consiglieri regionali interpellano l'Assessore alla Pubblica Istruzione onde conoscere quali provvedimenti intenda prendere a favore di due insegnanti dell'Istituto Tecnico per Geometri di Aosta, che quest'anno saranno costretti a trasferirsi dal loro posto di lavoro in altra sede, nonostante abbiano svolto finora con capacità ed impegno i loro compiti.

I due insegnanti (Buriola e Santospirito) avevano regolarmente conseguito in concorsi dello Stato le abilitazioni per l'insegnamento di disegno tecnico negli Istituti Tecnici per Geometri; senza che siano avvenuti mutamenti sostanziali nei programmi, il Ministero, nel 1972, all'atto dell'emanazione delle nuove classi di abilitazione, non comprese più tra quelle valide per quell'insegnamento le loro abilitazioni.

A questo fatto, che privò retroattivamente dei lavoratori di un diritto acquisito, non venne neppure posto rimedio, come invece avvenne per innumerevoli altri casi (ad esempio per l'insegnamento di matematica all'Istituto Tecnico Commerciale), attraverso provvedimenti successivi del Ministero alla P.I.

I sottoscritti, venuti a conoscenza di un intervento unitario delle Organizzazioni Sindacali della Scuola che chiede un provvedimento (ordinanza o circolare) dell'Assessore regionale alla P.I., che riconosca la validità delle abilitazioni in questione per coloro che insegnavano disegno tecnico negli Istituti Tecnici per Geometri nell'anno in cui furono emanate le nuove norme, onde rendere finalmente giustizia in sede locale a lavoratori danneggiati e poi dimenticati dall'Amministrazione centrale, desiderano conoscere quale orientamento intende assumere l'Assessore per questo problema, in cui la volontà politica dell'Amministrazione Regionale potrebbe consentire di sbloccare rapidamente una situazione che ha creato difficoltà agli interessati, che ha complicato il meccanismo di assegnazione degli insegnanti alle diverse scuole e che rischia di interrompere, ad anno iniziato, la continuità didattica in numerosi corsi.

F.ti: Giulio Dolchi - Franco Chincheré

Chabod (D.C.) - Si passa al punto n. 12 dell'ordine del giorno.

Dolchi (P.C.I.) - Più che provvedimenti a favore saranno provvedimenti contro! Comunque, indipendentemente dall'oggetto, vorrei precisare al Consiglio che la mia interpellanza non deve venire considerata una difesa d'ufficio di alcuni interessati, i quali a mezzo ricorso e con il doveroso e giusto intervento delle Organizzazioni Sindacali possono e sanno provvedere a far valere i loro diritti.

Sollevo, invece, una questione di principio e di interpretazione poiché ho la sensazione - non voglio dire la certezza perché sono solito misurare al massimo le parole - che noi - quando dico "noi", dico il Consiglio regionale, la Giunta regionale, il suo Presidente, l'Assessore alla Pubblica Istruzione e nel suo complesso l'Assessorato della Pubblica Istruzione, ivi compresi i funzionari tecnici - siamo, come si suole dire, più realisti del re. Non risparmiamo infatti le dichiarazioni di regionalismo, siamo convinti assertori dell'adeguamento delle norme generali alle realtà locali, siamo difensori del buon diritto acquisito e io ritengo anche - questo Consiglio in parecchie occasioni lo ha dimostrato - portati alla ricerca di soluzioni che non creino disagi e in questo caso, come dice l'interpellanza, sarebbero disagi della continuità didattica in numerosi corsi. Ebbene, quando dalle parole si passa ai fatti, si applicano le norme nazionali in modo restrittivo, in modo più che restrittivo direi anche in modo retroattivo.

Ecco, non si è cercato in Valle d'Aosta, come mi risulta abbiano fatto molti Provveditori di Province della nostra Repubblica, di studiare o realizzare soluzioni per salvaguardare diritti acquisiti o per ovviare, in questo caso, alle carenze, alle storture di un provvedimento nazionale com'è avvenuto per alcune categorie concernenti un provvedimento nazionale del 1972.

Vengo al fatto come semplice esempio di quanto ho detto. Due insegnanti in possesso dell'abilitazione per l'insegnamento di disegno in tutte le Scuole di Istruzione Secondaria di secondo grado - e quindi l'abilitazione conseguita era valida per l'insegnamento di disegno tecnico e architettonico presso l'Istituto Tecnico per Geometri di Aosta - hanno avuto l'incarico a tempo indeterminato per questo insegnamento di disegno tecnico dal 1° ottobre 1971, uno, e dal 1° ottobre 1969, l'altro.

Nel frattempo - e qui viene fuori il problema -, esattamente nel 1972, un decreto ministeriale escludeva tali tipi di abilitazione come valide per l'insegnamento negli Istituti di secondo grado e trovava modo di modificare la terminologia delle materie per giustificare questa disposizione, pur lasciando invariato il programma. Dal 1972, data di questo provvedimento, gli interessati, cioè quei due insegnanti abilitati, hanno continuato ad avere il rinnovo degli incarichi presso l'Istituto Tecnico per Geometri di Aosta, così com'è avvenuto anche per l'anno scolastico 1975/1976. In questa condizione, in questa posizione vennero riconfermati, iniziarono la loro attività di insegnanti col 1° ottobre del 1975.

Questo fino al 10 novembre, quando due decreti del Sovrintendente agli Studi hanno riesumato questo provvedimento del 1972, hanno trovato irregolare la posizione di questi due insegnanti e li hanno spostati in una Scuola Media inferiore. Non entro nel merito della validità, delle possibilità di questa interpretazione, il fatto sta che questi due insegnanti che sono stati spostati in Aosta a ricoprire due posti in una scuola media inferiore sono stati sostituiti da due laureati, due architetti professionisti nell'Istituto Tecnico per Geometri. Questi provvedimenti hanno però provocato una serie di disagi e di negative conseguenze a catena. Direi ancora più ingiustificatamente hanno provocato lo spostamento dei due insegnanti che ricoprivano i posti nella Scuola Media Inferiore, già anche loro regolarmente incaricati all'inizio dell'anno, i quali con provvedimento mi sembra del 12 novembre, cioè comunque quasi contemporaneamente, venivano sollevati dal loro incarico aostano e con altri due decreti spediti uno a Pont-Saint-Martin, l'altro non so bene dove, mi sembra a Saint-Vincent, malgrado che la loro destinazione fosse stata regolarmente stabilita dall'apposita Commissione e sanzionata all'inizio dell'anno scolastico.

C'è un problema di carattere formale, giuridico, che questi due decreti adottati il 12 novembre sono in netto contrasto con l'articolo primo delle disposizioni di legge n. 727 del 15 novembre 1973, che recita testualmente - mi permetto di rubarvi un minuto per leggervelo -: "i provvedimenti che comportano spostamenti di personale già in servizio di insegnamento adottati dopo il ventesimo giorno dall'inizio dell'anno scolastico - e quindi il 20 ottobre era questa la data limite - sono attuati, salvo gli effetti giuridici, con l'inizio dell'anno scolastico successivo per quanto concerne il raggiungimento della nuova sede". Ci potranno essere interpretazioni sottili, cavilli sul significato del raggiungimento della nuova sede, mi sono stati anticipati, ma mi sembra che lo spirito di questo provvedimento, che ritroviamo anche nella interpellanza che ho presentato con il collega Chincheré, è che un provvedimento dopo il 20° giorno, cioè a corsi iniziati, anzi avanzati, in questo caso dopo 41 giorni dall'inizio dell'anno scolastico necessariamente provoca disagio, complica il meccanismo di assegnazione e rischia di interrompere ad anno iniziato la continuità in numerosi corsi. In questo caso in quattro, perché con lo spostamento di due, come dicevo, per quella reazione a catena, si sono dovuti spostare altri due.

E questo è il motivo della nostra interpellanza, io vorrei concludere nel chiedere all'Assessore alla Pubblica Istruzione - mi appassiono a questo argomento, perché lo considero un'ingiustizia e in un certo qual modo un'incapacità di avere un certo coraggio nel risolvere certe cose che possono essere risolte in casa nostra -, che in tante occasioni ha dato prova di spirito e di iniziativa e di coraggio, se ha la possibilità di agire. Noi pensiamo che ce l'abbia, in modo che ci sia un intervento suo, personale, direi qui di espressione politico-amministrativa del Consiglio regionale, che non è certo da meno di quella che può essere stata in altre parti d'Italia l'iniziativa tecnico-burocratica di alcuni Provveditorati, affinché questo problema sia risolto. Può essere risolto con un intervento nei confronti del Ministero, ma qui andiamo molto in là nel tempo, perché siano emanate, se volete ad abundantiam, le opportune norme transitorie o chiarificatrici dei diritti acquisiti a seguito delle precisazioni e delle norme del 1962... e inoltre richiedere all'Assessore alla Pubblica Istruzione, nel frattempo, il ristabilimento dello status quo ante con un provvedimento regionale.

Mi sembra che sia in questo modo un'occasione, un modo di fare giustizia e sia nello stesso tempo un'occasione e un modo di dimostrare la nostra capacità di risolvere in modo autonomo in Valle d'Aosta, senza applicare in modo restrittivo delle disposizioni nazionali che altre Regioni non a Statuto speciale hanno applicato invece in modo estensivo. Si tratta di dare soddisfazione e ridare tranquillità agli insegnanti che sono stati direttamente toccati e interessati e, soprattutto, per quanto mi concerne, per quanto auspico, dare tranquillità alla nostra convinzione, alla nostra fede e aspirazione di essere capaci di realizzare, alle volte anche forzando un po' la mano, delle iniziative, dei provvedimenti che ci concernono e che, proprio perché ci concernono, sono dei provvedimenti che dobbiamo avere il coraggio di adottare. Grazie.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore all'Istruzione Pubblica.

Viglino M. Ida (R.V.) - Il problema è stato affrontato e sviluppato dal Consigliere Dolchi soltanto in parte. Per poter chiarire la posizione di questi due insegnanti, bisogna andare indietro nel tempo, perché quello che non ha detto il Consigliere Dolchi... cioè che questi sono insegnanti entrati in ruolo mediante l'articolo 17 e inquadrati in una cattedra che non è affatto quella di disegno tecnico, perché non potevano essere inquadrati in quella cattedra, perché si opponeva una precisa legge che... chiederò scusa al Consiglio, ma vedo che sono costretta a leggere tutto un esposto, in quanto la situazione di questi insegnanti sia veramente chiarita sotto tutti i suoi aspetti.

Ringrazio il Consigliere Dolchi per avere voluto richiamare un certo mio coraggio nel passato e incasso il fatto che in questo momento probabilmente sarò tacciata di non coraggio, di paura, di non so che, il quale mi ha impedito di emanare una qualunque disposizione affinché questi due insegnanti rimanessero nella posizione dove erano. Io su questo argomento ho discusso a lungo con i miei uffici e non solo pochi giorni fa con le Organizzazioni Sindacali, perché anche se l'interpellanza ad un certo momento dice: "I sottoscritti venuti a conoscenza di un intervento unitario delle Organizzazioni sindacali della scuola", e questo in data 12 novembre, io ho avuto il piacere di vedere le Organizzazioni Sindacali della scuola soltanto in data 11 dicembre e non perché abbia ritardato l'appuntamento ma, anzi, le ho persino ricevute alle ore 9:00 del giorno 11, perché avevamo Consiglio in seguito. Le Organizzazioni Sindacali quindi si sono disturbate soltanto un mese dopo, perché sanno che questa è una questione molto difficile da risolvere e che non basterebbe mai una semplice disposizione o circolare dell'Assessore per cambiare la situazione che si è venuta a creare soltanto quest'anno e perché veramente sono sfortunata, perché prima nelle graduatorie regionali non c'era nessun aspirante abilitato al disegno tecnico e, quindi, gli insegnanti hanno potuto conservare questa cattedra, anche se purtroppo con la legge del 20 marzo 1972 il Ministero - io non indago sulle questioni ministeriali - non aveva più permesso a questi insegnanti di poter avere il titolo necessario per essere lì. Comunque, io chiederò scusa al Consiglio ed evidentemente la mia sarà una lettura lenta, perché è un argomento abbastanza difficile e dopo se ne parlerà.

Per quanto riguarda gli insegnanti, si tratta di insegnanti assunti in ruolo ai sensi dell'articolo 17 della legge n. 477 del 30 luglio 1973, ai quali si applica integralmente la normativa statale, perché dobbiamo ricordare che gli insegnanti sono impiegati statali e noi siamo tenuti ad applicare a questi insegnanti le norme ministeriali vigenti. Ricorderò che anche nel nostro decreto delegato è previsto che agli insegnanti della Valle d'Aosta la posizione giuridica sia sempre regolata dalle norme statali.

"In possesso dell'abilitazione della classe 49 di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 972 del 29 aprile 1957, valida - secondo l'ordinamento allora vigente - per l'insegnamento del disegno in qualunque Scuola di Istruzione Secondaria di secondo grado essi furono incaricati - e questo l'ha detto il Consigliere Dolchi - con nomina a tempo indeterminato per l'insegnamento del disegno tecnico nell'Istituto Tecnico per Geometri di Aosta a decorrere rispettivamente - e riprende le date già dette dal Consigliere Dolchi - dal 1° ottobre 1969 per un'insegnante e dal 1° ottobre 1971 per l'altro. Successivamente la prima insegnante ha prestato servizio a domanda presso il Biennio Unitario Sperimentale nell'anno scolastico 1971/1972 per l'insegnamento di educazione artistica, rientrando all'Istituto Geometri l'anno successivo; il secondo insegnante è stato utilizzato parzialmente in altri insegnamenti negli anni scolastici 1972/1973, corso C.R.A.C.I.S. e corso regionale di Istituto d'Arte a norma dell'articolo 2 del decreto-legge n. 366 del 19 giugno 1970".

Con l'entrata in vigore del decreto ministeriale del 2 marzo 1972 l'abilitazione in possesso dei due insegnanti ha perduto il valore di titolo per l'ammissione al concorso alla cattedra di disegno tecnico negli Istituti per Geometri, conservando validità per il solo disegno e la storia dell'arte negli Istituti Magistrali, Licei Scientifici e alcuni tipi di Istituto Tecnico in cui si impartisce tale insegnamento: per esempio, Istituto Tecnico Agrario, Istituto Tecnico Femminile. Conseguentemente, in sede di applicazione dell'articolo 17 della legge n. 477 non è stato possibile inquadrare i due insegnanti nella cattedra di disegno tecnico dell'Istituto Geometri, ma considerando comunque il servizio da loro prestato nell'anno scolastico 1973/1974 come utilizzazione a norma dell'articolo 2 del decreto-legge del 1970 n. 336 che ho già citato, essi furono inquadrati nella sola cattedra per la quale conservano il titolo: disegno e storia dell'arte, unitamente ad un terzo insegnante che si trovava in posizione analoga. Qui mi permetto di dire che questo dimostra che l'interpretazione non è stata restrittiva, si è data la possibilità a questi insegnanti di passare da una posizione di nomina a tempo indeterminato a una posizione di titolarità. Siccome non potevano, in base alla legge 1972, essere inquadrati nella cattedra di disegno tecnico per Geometri, anche non esistendo le cattedre reali, tangibili al Liceo Scientifico, si è però data loro la possibilità di entrare, di essere inquadrati facendo loro fare due ore al Liceo Scientifico, perché fosse valido l'anno di straordinariato in questa cattedra.

Ripeto: questo dimostra che si è fatto di tutto per venire incontro a questi insegnanti, che poi, in pratica, i tre insegnanti siano stati utilizzati per l'insegnamento del disegno tecnico all'Istituto Geometri nell'anno scolastico 1974/1975, salvo due ore ciascuno di disegno al Liceo Scientifico, al fine di garantire agli interessati la validità del periodo di prova è dipeso dal verificarsi di due condizioni. Ora, è lì la questione, perché, accettando di essere inquadrati al Liceo Scientifico, i due insegnanti riconoscevano la validità della legge del 1972, cioè riconoscevano che la loro abilitazione ormai non era più atta a permettere l'inquadramento nel disegno tecnico dell'Istituto per Geometri.

Il fatto, ripeto, che siano stati utilizzati ancora per un anno all'Istituto Tecnico per Geometri è dipeso dal verificarsi di due condizioni: la prima, la mancanza di posti disponibili per l'insegnamento del disegno nel Liceo Scientifico; nel nostro Paese si possono verificare tutte le cose, anche quelle più strane, cioè è possibile che un insegnante sia inquadrato in una cattedra di una scuola, anche se questa cattedra non esiste, per il momento, e allora viene utilizzato presso altre scuole; quindi, non essendo possibile la loro sistemazione definitiva al Liceo Scientifico l'anno scorso, 1974/1975, prima condizione, e seconda condizione è quella che non ha permesso quest'anno di poterli riconfermare, di utilizzarli di nuovo per l'insegnamento del disegno tecnico dell'Istituto per Geometri, parlo dell'anno 1974/1975... l'esaurimento delle graduatorie degli aspiranti aventi titolo a conseguire un incarico per l'insegnamento del disegno tecnico nell'Istituto Geometri, perché infatti, in base alla legge del 1972, soltanto chi è in possesso di una laurea in Architettura oppure in Ingegneria civile, può essere nominato per l'insegnamento del disegno tecnico all'Istituto per Geometri.

Come ho detto, io fortunata come sempre, quest'anno ci siamo trovati di fronte ad una graduatoria non ancora esaurita e quindi a degli aspiranti a questa cattedra.

Nell'anno scolastico in corso uno dei tre insegnanti in possesso di maggiori titoli di servizio ha potuto trovare completa sistemazione al Liceo Scientifico in una cattedra corrispondente al decreto di nomina: questo perché è aumentato il numero delle classi e, quindi, si è creata una nuova cattedra di disegno e storia dell'arte al Liceo Scientifico. Una delle tre insegnanti, perché erano tre, quindi ha potuto trovare sistemazione nella sua vera cattedra e invece sono rimasti fuori da questa sistemazione gli altri due insegnanti; la cosa invece non è stata possibile per gli altri due docenti per difetto di posti. Nei loro confronti non è stato neppure possibile riproporre la sistemazione adottata nell'anno precedente, dato che i posti di disegno tecnico presso l'Istituto Geometri di Aosta sono stati tutti ricoperti con incaricati aventi titolo secondo le disposizioni vigenti. Si è reso pertanto necessario disporre l'utilizzazione dei due docenti in conformità dell'ordinanza ministeriale 29 luglio 1975, la quale prevede che, nel caso in cui non siano sufficienti le cattedre e i posti orario appartenenti alla stessa classe di concorso per la quale l'insegnante è stato immesso in ruolo ai sensi dell'articolo 17 della legge n. 477, la sua utilizzazione deve essere disposta per insegnamenti affini ai sensi della circolare ministeriale n. 188 del 13 agosto 1974. Quest'ultima chiariva ciò adeguandosi a una prassi giurisprudenziale che si considerano affini gli insegnamenti per i quali i docenti interessati sono in possesso di titolo di studio, laurea o diploma, valido per l'ammissione alle rispettive classi di abilitazione... questione di classi affini, di insegnamenti affini.

Nel nostro caso i diplomi in possesso dei due insegnanti, l'uno maestro d'arte, l'altro maturità artistica, sono titoli comuni per accedere alle classi di abilitazione; 21 disegno e storia dell'arte nelle Scuole Secondarie di secondo grado - bisogna vedere le cattedre a cui sono stati inquadrati - e 25 Educazione artistica nella Scuola Media, ma non anche per la classe 13, che comprende il disegno tecnico negli Istituti per Geometri, per la quale valgono esclusivamente le lauree in ingegneria civile e in architettura.

L'applicazione di queste disposizioni ha portato a disporre l'utilizzazione dei due insegnanti presso una Scuola Media, salvo per l'ultimo dei due insegnanti, un parziale impiego per l'insegnamento di disegno tecnico nel Biennio Unitario Sperimentale considerato che le ore relative rimanevano ancora disponibili, dopo avere esaurita la graduatoria degli aspiranti all'incarico per detto insegnamento.

Se i relativi provvedimenti formali sono stati adottati con un certo ritardo... e di questo certamente mi rammarico e ho fatto le mie dovute osservazioni all'Ufficio, il quale mi ha fatto presente quanto sto per fare presente al Consiglio: se i relativi provvedimenti formali sono stati adottati con un certo ritardo rispetto all'inizio dell'anno scolastico, ciò è dovuto a due motivi: il primo, prima di spostare i due docenti in questione dal disegno tecnico dell'Istituto Geometri si è voluto essere certi che, in concreto, al termine dell'operazione di nomina degli incaricati aventi titolo per tale insegnamento non rimanessero scoperti i posti di detta materia, col rischio di dover ricorrere a supplenti sprovvisti di titolo, perché le nomine procedono con una certa lentezza, la Commissione per le nomine fa una determinata nomina, l'insegnante ha diritto ad un certo periodo di tempo prima di dare la sua risposta: 48 ore. In attesa della risposta di quell'insegnante, quindi evidentemente le nomine devono essere sospese in quella graduatoria e quindi questo provoca tutto il ritardo di cui spesse volte si parla.

Secondo: poiché gli interessati interpellati dall'Ufficio circa la loro utilizzazione avevano dichiarato essere a loro conoscenza che in sede ministeriale si stava esaminando la possibilità di accogliere le istanze della categoria, perché io riconosco che la loro categoria è stata certamente maltrattata da quella legge ministeriale, perché un certo diritto acquisito anch'io lo riconosco. Dunque, che in sede ministeriale, in cui si stava esaminando la possibilità di accogliere le istanze della categoria per un eventuale inquadramento nella cattedra di disegno tecnico degli ex incaricati di tale materia, in possesso della sola abilitazione alla classe 49, si era ritenuto opportuno prendere contatti telefonici con i competenti uffici del Ministero della Pubblica Istruzione per notizie a riguardo, cosa che è stata possibile solo dopo i primi di novembre a causa della temporanea assenza del funzionario ministeriale investito della pratica... La riposta ministeriale è stata che un'iniziativa nel senso indicato dai docenti interessati era stata assunta su sollecitazione delle Organizzazioni Sindacali, ma si è arenata di fronte alla constatata impossibilità di pervenire ad una soluzione positiva in sede puramente amministrativa, necessitando un provvedimento legislativo.

Per i motivi suddetti, soltanto il 10 novembre è stato possibile disporre definitivamente i provvedimenti formali concernenti l'utilizzazione dei due insegnanti nel corrente anno scolastico. Un diverso inquadramento e, nelle circostanze verificatesi quest'anno, un'utilizzazione didattica dei due docenti che si fosse discostata dalle disposizioni in vigore non sono operazioni che si possano legittimamente disporre con semplice atto amministrativo e, pertanto, con un provvedimento dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, sia esso ordinanza o circolare.

Quanto era possibile fare nell'interesse dei due insegnanti e nel rispetto della normativa vigente è già stato fatto al momento della loro nomina in ruolo, disponendone comunque l'inquadramento sulla base del titolo legale in loro possesso in posti nei quali essi non avevano prestato effettivo servizio. D'altra parte, la potestà legislativa della Regione in questo campo mi sembra alquanto difficile da applicare perché, come ripeto, gli insegnanti sono... è personale statale e quindi le normative statali devono essere applicate.

Io riconosco e do atto al Consigliere Dolchi che questo fatto mi ha provocato una certa amarezza, perché sono insegnante anch'io e so che lo spostamento di insegnanti ad anno scolastico iniziato è certamente una cosa deleteria, deleteria prima di tutto anche per gli insegnanti che si devono spostare dopo avere già impostato un certo loro lavoro, ma evidentemente è deleteria anche per gli studenti, gli alunni, i quali vedono così un certo giro di insegnanti quando già avevano preso, diciamo, un certo contatto con chi li doveva poi curare per tutto l'anno.

Mi ha rammaricato ancora di più perché questo spostamento ha anche toccato un insegnante della Scuola Media, che aveva fatto fare ai suoi alunni l'anno scorso un lavoro così bello che ho giudicato degno di essere stampato a cura dell'Assessorato della Pubblica Istruzione. Appena il libro sarà pronto, sarà mia cura farlo avere a tutti Consiglieri.

L'ho già detto, riconosco che questo spostamento è veramente stata una cosa molto spiacevole, sotto tutti i suoi aspetti, ma non vedevo la possibilità, con un mio provvedimento, di rimediare a questo stato di cose e ho mantenuto la promessa che ho fatto alle Organizzazioni Sindacali inviando un quesito telegrafico al Ministero. Fin dalla prima volta che ho ricevuto gli insegnanti interessati, ho consigliato loro immediatamente di fare ricorso, perché se abbiamo sbagliato, saremo noi i primi a riconoscere il nostro errore; se abbiamo sbagliato, l'abbiamo fatto certamente in buona fede e perché le disposizioni erano quelle che erano e abbiamo creduto di applicarle in questo senso.

Credo di aver spiegato sufficientemente i motivi che hanno portato a un'applicazione di questo genere, perché nelle graduatorie regionali c'erano gli aventi diritto ad occupare queste tre cattedre di disegno tecnico e, ripeto, il fatto stesso che gli insegnanti interessati abbiano accettato di essere inquadrati mediante l'articolo 17 della legge del 1972 mi sembra che sia la chiara dimostrazione che sapevano che la loro abilitazione non dava più adito ad essere inquadrati nelle cattedre di disegno tecnico.

Chanu (D.P.) - La parola al Consigliere Dolchi per la replica.

Dolchi (P.C.I.) - Una brevissima replica che parte da questo presupposto: di certo non ho la presunzione di sapere tutto e di tutti, pertanto non entro nei dettagli per confutare la relazione tecnica dell'Assessore alla Pubblica Istruzione. Mi corre l'obbligo di dare alcune precisazioni per quanto la Signorina Viglino ha detto riferendosi all'interpellanza.

L'interpellanza è datata 12 novembre 1975, la Signorina dice che ha ricevuto le Organizzazioni Sindacali l'11 dicembre, e questo corrisponde all'esatta verità, però le Organizzazioni Sindacali che con me hanno parlato affinché si procedesse all'interpellanza già dal 12 novembre, perché io non me lo sarei sognato di interpellarla se non avessi parlato con le Organizzazioni Sindacali, già dal 12 novembre avevano avuto contatti con gli uffici dell'Assessorato e non ritenevano, per un problema che consideravano più tecnico che di competenza dell'Assessore, di disturbare l'Assessore, cosa che invece hanno fatto protraendosi questo stato di cose, anzi complicandosi.

Dal 12 novembre, data in cui io, ragguagliato dai Sindacati, con il collega Chincheré, ho presentato l'interpellanza, c'era già stata una presa di posizione dei Sindacati che, lo ripeto, si era limitata a livello degli uffici per non disturbare, su un problema che si riteneva di possibile soluzione a livello tecnico, l'Assessore, che poi invece è stato contattato l'11 dicembre.

Un'altra considerazione è questa: mi sembra che il concetto della presenza degli aspiranti che ha portato a questa nuova situazione verificatasi 41 giorni dopo l'inizio dell'anno scolastico avrebbe dovuto essere già presente al 1° ottobre e quindi in quella sede andava trovata la giusta sua collocazione. Non posso quindi essere soddisfatto della risposta per quanto concerne il ritardo in quanto, se c'è stata questa interpretazione e questo rispetto delle normative vigenti, che io continuo a considerare e a interpretare come restrittivo, beh, allora, il rispetto delle normative vigenti vale anche per la data del 20 ottobre per legge 15 novembre 1973 per quanto concerne gli spostamenti di personale già in servizio, e non mi sembra che a giustificazione di questo ritardo possa essere accampato il fatto che telefonate siano state fatte al Ministero dove il solito Funzionario fuori stanza non è stato in grado di dare, entro i 20 giorni prescritti, e cioè ce ne sono voluti 41, quelle risposte che hanno portato poi ai due decreti della Sovrintendenza e ai due decreti dello spostamento.

È quindi da questa serie di spiacevoli, come ha detto l'Assessore, ma anche gravi procedure che non solamente sono stati i due insegnanti spostati, ma che, di conseguenza, come già dicevo prima, questo sposamento ha provocato lo spostamento di altri due insegnanti che con pieno diritto ritenevano, in base alle assegnazioni del 1° ottobre, di avere acquisito un posto che poi invece dopo 41 giorni hanno dovuto lasciare; forse se queste cose fossero state chiarite a tempo dovuto, questi insegnanti, che sono stati poi spostati per lo spostamento dei primi... avrebbero scelto altre sedi o avrebbero in un certo qual modo fatto valere diversamente i loro diritti.

Concludo quindi dicendo che non posso essere soddisfatto, e me ne dispiace, perché, anche se è vero che il personale è dello Stato, e noi lo paghiamo, anche se con tutte le vicissitudini che ha avuto il decreto delegato... e io approfitterei dell'occasione per pregare, se il testo definitivo ormai pubblicato è in possesso della Giunta, se fosse possibile di darne una copia ai Gruppi consiliari. Dicevo, questo personale anche se è dello Stato, è pagato dalla Regione e io ritengo che la Regione possa, con una sua volontà politica, realizzare delle interpretazioni non restrittive ma estensive che vadano a vantaggio della regolarità dei corsi.

Ecco - e concludo Signorina Viglino - lei dice: "se abbiamo sbagliato, siamo pronti a riconoscere il nostro errore", è giusto, io avrei preferito però, come Consigliere regionale, che semmai lei riconoscesse lo sbaglio inverso esattamente, cioè sbagliare e riconoscere l'errore di fronte alla situazione che oramai si era creata... e non per questo, direi, eccesso di applicazione della normativa riconoscere semmai l'errore a posteriori.

Chanu (D.P.) - La parola all'Assessore Viglino.

Viglino M. Ida (R.V.) - Io non riprenderò l'argomento perché penso di averlo illustrato abbastanza al Consiglio. Dirò solo due parole in merito al decreto delegato. Abbiamo ricevuto il decreto delegato che è stato sottoposto alla Corte dei Conti per la registrazione e l'abbiamo immediatamente trasmesso prima ai membri della Commissione consiliare "Pubblica Istruzione", secondo, alle Organizzazioni Sindacali, naturalmente facendo presente "salvo eventuali osservazioni da parte della Corte dei Conti". Sono disponibile ad inviare a ogni Capo Gruppo, oppure a ogni Consigliere, ancora meglio, una copia di questo decreto delegato, che, come ripeto, non è ancora quello registrato, spero che sia l'ultimo numero della serie, perché penso che avremo raggiunto qualcosa come almeno sette o otto... e spero che sia l'ultimo, però, non si può ancora sapere... Alle Organizzazioni Sindacali e ai membri della Commissione Pubblica istruzione quindi è stato fatto presente che è il decreto presentato dalla Presidenza del Consiglio, anzi dal Presidente della Repubblica alla Corte dei Conti, salvo eventuali osservazioni da parte della Corte dei Conti. Sarà mia premura inviarne una copia ad ogni Consigliere.

Il Consiglio prende atto.