Oggetto del Consiglio n. 3768 del 7 ottobre 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3768/IX Comunicazioni del Presidente della Giunta.
Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Devo dare comunicazione al Consiglio dei numerosi incontri che ho avuto, non da solo ma con altri rappresentanti della Giunta e tecnici, a livello romano, all'interno della conferenza dei Presidenti delle Giunte regionali, in incontri con le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, in incontri successivi fra i rappresentanti delle Regioni con i rappresentanti del Governo nazionale, e infine nell'incontro fra rappresentanti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano con il Governo.
In quelle sedi ho rappresentato la sintesi della volontà politica, già espressa da questo Consiglio in merito alla manovra finanziaria, e nello stesso tempo ho espresso le preoccupazioni della Regione per le conseguenze prevedibili a seguito della realizzazione del Mercato Unico Europeo.
Su questi temi vi è stato l'impegno del Governo di tenere conto delle esigenze della Valle d'Aosta.
Tengo a precisare che, in sede di incontro con il Governo, ho segnalato la impossibilità da parte della Regione di dare un giudizio positivo sulla manovra finanziaria in atto su due argomentazioni centrali, che erano espresse in quel documento che unanimemente aveva votato il Consiglio, cioè su una manovra che, nel suo complesso, non teneva conto delle realtà regionali e per certi contenuti che si presentavano come iniqui.
La manovra finanziaria, come si sa, dalla originale proposta governativa sta subendo delle modifiche anche a seguito di incontri con le regioni e a seguito degli incontri con le organizzazioni sindacali.
Successivamente, insieme ai parlamentari, ho avuto un incontro con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in cui ho riaffermato i problemi che l'Amministrazione regionale potrà avere, se non sarà tenuto conto della particolare situazione della Valle d'Aosta, in merito soprattutto alla prevedibile diminuzione dei suoi introiti derivanti dalla applicazione del Trattato Unico Europeo.
E' stato ribadito l'impegno del Governo ad affrontare questo problema in tempi brevi e sono avviati approfondimenti di tipo tecnico che poi sottoporrò - se arriveranno ad una certa conclusione - all'attenzione del Consiglio, o che porterò nelle commissioni competenti quale tema specifico di incontri.
Per quanto riguarda le problematiche relative ai trasporti, abbiamo richiesto ed ottenuto un incontro con il Ministro competente, Tesini, incontro che si svolgerà domattina a Roma presso il Ministero dei Trasporti, alle ore 11, al quale parteciperà una rappresentanza valdostana composta, oltre che dal sottoscritto, dall'assessore competente e dai due parlamentari valdostani. In quella sede presenteremo nuovamente i problemi essenziali riguardanti il trasporto in Valle d'Aosta.
Presidente Sulle Comunicazioni del Presidente della Giunta ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Credo che il Presidente della Giunta nelle sue comunicazioni abbia affrontato un argomento estremamente importante per i lavori di questo Consiglio e per la funzione della Regione autonoma Valle d'Aosta. Si tratta dei rapporti con lo Stato per quanto riguarda le finanze della Regione Valle d'Aosta ed il nostro ordinamento finanziario, la predisposizione del bilancio 1993, eccetera.
Devo dire che, per quanto ci riguarda, non abbiamo finora capito cosa sta chiedendo la Giunta regionale, cosa stanno chiedendo i parlamentari della Valle d'Aosta, se c'è una iniziativa politica nei confronti del governo che è mirata a rivendicare dei diritti legittimi della nostra Regione, oppure se c'è una iniziativa da parte del Governo regionale, nel senso di andare a chiedere dei privilegi ingiustificati per la nostra Regione.
E' vero - lo chiedo al Presidente della Giunta - che è in corso, come alcune voci tendono a riferire, uno squallido baratto, per cui ci sarebbe un voto di sostegno dei parlamentari della Valle d'Aosta al Governo Amato, in cambio di un impegno di una "una tantum" alla Regione Valle d'Aosta di 450 miliardi per il 1993?
Credo che su quello che si sta chiedendo a Roma sia necessario un dibattito all'interno di questo Consiglio regionale, all'interno degli organi regionali.
Esiste sicuramente un problema di entrare regionali, esiste un problema di predisposizione del bilancio 1993; ci sono sicuramente dei settori della pubblica amministrazione, dei settori della politica fiscale, in cui è possibile recuperare delle entrate per la Regione in base all'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta, in base alla legge del 1981, che già è una legge che colloca sicuramente la nostra Regione in una situazione di privilegio, perché assegna i nove decimi delle imposte riscosse dallo Stato nella Regione alla nostra Regione stessa. Però, dalle informazioni che giungono in modo molto frammentario dagli organi di informazione, sembra che adesso ci sia un atteggiamento che va al di là dell'ordinamento finanziario, che va a chiedere somme cospicue dello Stato da assegnare alla Regione al di fuori del riparto fiscale. Noi questo problema lo avevamo già posto in passato, quando avevamo chiesto che si rimanesse all'interno di un atteggiamento coerente con un principio di autonomia e con un principio di tipo federalistico, senza andare a rivendicare situazioni di privilegio, finalizzate soltanto a mantenere la nostra Regione in una situazione di assistenzialismo finanziario come si è realizzato negli anni passati.
Esiste una situazione grave, estremamente critica dello Stato italiano; sappiamo che questa situazione si è determinata nell'arco degli anni per una carenza gravissima di senso dello Stato che è esistito nel nostro paese, perché questo Stato, inteso nel senso di un bene comune collettivo, è stato divorato da interessi particolari a tutti i livelli; io mi chiedo se ci collochiamo all'interno di una azione che mira a riacquistare responsabilità e mira a fare dello Stato italiano un qualcosa che rappresenta un interesse collettivo, oppure ci muoviamo all'interno di una rivendicazione corporativa e di privilegi.
Capisco che la Giunta regionale si trovi in affanno perché siamo alla vigilia della scomparsa dell'IVA da importazione, però questa era una scadenza annunciata da tempo, ed io voglio qui ricordare che il nostro Gruppo, fin dalla metà degli anni ottanta, aveva indicato la necessità di prepararsi a questo momento e di gestire l'IVA da importazione come entrata straordinaria del bilancio regionale, da non utilizzare nella spesa corrente, da gestire come un capitolo separato del bilancio regionale.
Questa impostazione non è stata accettata, con una grave imprevidenza; però credo che questo non giustifichi oggi andare a rivendicare situazioni che si collocano al di fuori di un discorso di diritti legittimi per andare a rivendicare dei privilegi totalmente ingiustificati.
E allora chiediamo che su questo tema, cioè sui rapporti finanziari con lo Stato, su quello che si va a chiedere, su quello che si vuole dal punto di vista finanziario, ci sia un dibattito e delle scelte che partano da questo Consiglio, che partano dagli organi consiliari e che non vengano gestite in modo extraconsiliare. Chiediamo che si vada effettivamente nella direzione di un nuovo ciclo, nella direzione di quello che è stato chiamato il ciclo dell'autonomia responsabile, che non si perseveri in modo grave all'interno di una prospettiva di quello che è stato definito il ciclo dell'autonomia irresponsabile, dell'autonomia goduta.
Chiediamo che su questi temi, su questi rapporti finanziari, non ci si limiti a delle comunicazioni molto parziali da parte del Presidente della Giunta regionale su colloqui ed incontri che ci sono stati, ma che ci sia un dibattito all'interno del Consiglio e degli organi consiliari, per capire in quale linea ci si vuole muovere per quanto riguarda le finanze della Regione Valle d'Aosta.
