Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3631 del 16 luglio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3631/IX Iniziative per agevolare il rinnovo del contratto dei dipendenti Sitav del Casinò di Saint-Vincent. (Interpellanza)

Interpellanza Considerato che le agitazioni sindacali per il rinnovo del contratto di dipendenti Sitav del Casinò di Saint-Vincent continuano;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

- se intende prendere delle iniziative per agevolare una rapida soluzione delle vertenza e se si, quali.

F.to: Limonet, Lanièce

Presidente Ha chiesto d'illustrare l'interpellanza il Consigliere Limonet.

Limonet (DC) In considerazione delle agitazioni sindacali che si susseguono al Casinò, causa la rottura di trattative per il rinnovo del contratto dei dipendenti Sitav, scaduto il 1990, pur riconoscendo come non è facile e neanche troppo legittimo intervenire come arbitri alle vertenze sindacali, nelle quali le controparti devono avere la massima autonomia di azione, credo si possa convenire per l'esistenza del famoso articolo 13 della Convenzione il quale ci coinvolge sempre seppure indirettamente, nella gestione del personale con la Sitav.

Credo che la Regione rappresenti una parte di una controparte e quindi come tale abbia titolo per esprimersi e cercare di sanare il contenzioso in atto che ci fa perdere credibilità, immagine e denaro.

Per evidenziare il disagio generale analizzerei un reparto appena creato, il quale proprio per questa particolarità ne sta facendo le maggiori spese; mi riferisco al trente-quarante e al poker. Reparto nato ad aprile 1990-91 e che inizia alla grande con 32 dipendenti di cui 24 impiegati e 8 in attesa di un secondo corso. Ora, da un anno a questa parte, non si sa perché, sembra che tutto sia destinato a sciogliersi. Un po' per questione di organigramma fra sindacati, impiegati e direzione, non si riesce infatti a inventare un accordo per la scelta dei dirigenti, dei pre-ispettori oppure dei sei capi. Insomma non si riesce a trovare la gerarchia che necessita in ogni ambito di lavoro. Un po' anche per l'assenza di scelte da parte della direzione, la quale se interpellata si trincera sempre dietro la convenzione che è in corso, oppure dietro il rinnovo del contratto.

La fotografia che ho fatto di questo reparto, si può tranquillamente estendere al resto della Sitav, dove proprio a causa della protrazione delle agitazioni, la situazione si aggrava sempre di più, quindi come consiglieri regionali abbiamo l'obbligo di tutelare i lavoratori Sitav come i lavoratori di altri enti.

Inoltre in questa situazione chi ci rimette maggiormente è la Regione e di conseguenza i cittadini.

Lascio infatti a voi calcolare il danno di uno sciopero che continua dal 14 aprile e che attualmente ha assunto le seguenti modalità:

- la roulette francese sciopera tutti i pomeriggi dalle 16 alle 20, dal lunedì al venerdì e la domenica e il sabato nei giorni di gala;

- il trente-quarante sciopera tutte le domeniche più gli scioperi generali;

- lo chemin de fer sciopera sempre dalle 16 nei giorni normali e dalle 18 nelle giornate di gala.

Penso che queste considerazioni ci impongano di riflettere e mi auguro che la Giunta si faccia carico del problema verso la società. Credo anche che alla società vada detto molto chiaramente che questo atteggiamento ha sapore di ricatto e che non è altro che un falso problema che non deve indurre la società a giocare al rialzo nei confronti della Regione poiché le richieste degli impiegati Sitav, di ottenere la paga base come gli impiegati Siser, non può certo sconvolgere il bilancio della società stessa, anche perché ogni impiegato lascia alla Sitav la metà delle proprie mance che corrispondono almeno all'equivalente di quattro loro stipendi base mensili.

Ma il più grave è che in questo clima di incertezze spesso il cliente preferisce giocare presso club privati di Milano e nei Casinò di altre città; e ancor più spesso nei Casinò esteri.

Coglierei quindi l'occasione per chiedere all'Assessore se corrisponde al vero che la Sitav, attraverso la consociata Srl, ha ottenuto l'autorizzazione per aprire i due Casinò in Tunisia e se gli stessi siano già operanti.

In caso affermativo chiederei ancora se è giusto che la Regioni tolleri una situazione di questo genere, la quale fa pensare a Saint-Vincent come punto per reperire clienti, come scuola per dirigenti che, sembra, debbano, quanto prima, prendere il volo verso la Tunisia insieme, naturalmente, a clienti che ognuno personalmente tende a portarsi dietro.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Dirò subito che la risposta all'interpellanza l'ha fornita lo stesso interpellante.

A me non resta che ribadire alcune cose ed invitare il Consigliere interpellante, a formularmi le domande aggiuntive, di cui non sono a conoscenza, in altro modo, per cui mi possa informare e fornire risposte chiare.

Preferisco avere richieste scritte per documentarmi sulle relative proposte.

Mi pare che il Consigliere abbia fatto due affermazioni che sono da riprendere: questo tipo di agitazione non dura da oggi, ma da parecchio tempo. In secondo luogo, il ruolo della Regione è particolarmente delicato per due validi motivi: primo perché non può assumere una posizione che venga associata a una delle due parti perché in un regime democratico si devono confrontare.

La seconda è che in qualche maniera, anche se indirettamente, la Regione è coinvolta perché, in base al meccanismo dell'articolo 13 della convenzione, la Regione ne ha un danno economico. In questo momento credo che debba prevalere il principio generale secondo il quale le due parti deliberatamente si devono confrontare.

Terzo, e questo mi pare, il dato più interessante e più importante, è che in questo momento l'unica azione che può esercitare in questa fase sia di chiamare al senso di responsabilità la società stessa. Per il resto è vero che lo sciopero in genere crea del disagio, ma questo è nelle ragioni stesse dello sciopero e quindi non legherei neppure la diminuzione di presenze allo sciopero, perché in molte giornate della settimana mi pare che i giocatori abbiano difficoltà ad entrare al Casinò.

Per quanto riguarda il discorso propriamente sindacale mi pare che siano da ribadire questi tre concetti: la posizione della Regione non può essere legata a nessuna delle due parti; la particolare situazione della Regione per il meccanismo dell'articolo 13; ed infine ci vuole un'azione prudente e curata nel senso di responsabilità che deve avere la società stessa.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.

Limonet (DC) Mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Lo inviterei comunque a mettere in atto quei provvedimenti per la risoluzione del problema.