Oggetto del Consiglio n. 400 del 15 dicembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 400/75 - Aumento percentuale dei contributi a favore dei Comuni per l'esecuzione di opere di pubblica utilità. (Mozione D.P.)

Mozione

La legge regionale 22.6.1964 n. 8 stabilisce le modalità di interventi tecnico-finanziari dell'Amministrazione Regionale per la costruzione, sistemazione e riparazione di opere di pubblica utilità. L'art. 2 prevede che tale intervento può essere approvato ed attuato mediante la concessione di contributi in misura non inferiore al 30% e non superiore al 70% delle spese riconosciute sussidiabili per l'esecuzione delle opere, tenuto conto delle condizioni finanziarie dell'Ente o Istituto richiedente, nonché della importanza ed entità delle opere, mediante la esecuzione diretta, totale o parziale delle opere a cura della Regione, a condizione che gli Enti o Istituti richiedenti provvedano alla redazione dei progetti esecutivi e alla ricerca della disponibilità dei terreni od altri immobili da occupare per la esecuzione delle opere ecc.

Considerata la precaria situazione finanziaria degli Enti interessati alla legge sopra richiamata, preso atto che il comportamento di fatto della Regione ha molte volte disatteso l'applicazione di detta norma, stimando opportuno promuovere il decentramento delle attività operative della Regione a favore degli enti periferici sottoposti

il Consiglio Regionale

delibera di aumentare la concessione dei contributi sino al 100%, demanda ad apposita Commissione consiliare lo studio delle norme e delle condizioni per la pratica attuazione degli interventi tecnico-finanziari a favore degli Enti stessi.

Aosta, 9 settembre 1975

I richiedenti:

F.ti G. Chanu - F. Lustrissy - Dujany - Albaney - Ilario Lanivi

Chabod (D.C.) - Allora si passa alle mozioni. Punto 42 dell'ordine del giorno. C'è qualcuno che vuole illustrare la mozione? La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - La legge regionale del 1964 prevede alcune modalità per favorire interventi di carattere tecnico-finanziario della Regione per costruzione, sistemazione e riparazione di opere di pubblica utilità fatte in proprio, oppure fatte su iniziativa delle Amministrazioni comunali. Tale legge prevede pure che l'intervento finanziario da parte della Regione può essere concesso entro i limiti del 30 al 70% di contributo, oppure tali opere possono essere fatte direttamente dall'Amministrazione regionale. Stabilisce poi successivamente alcune norme a cui devono attenersi gli enti e gli istituti interessati per poter utilizzare e per poter beneficiare di questi contributi, cioè la presentazione di una domanda all'Assessorato dei Lavori Pubblici, allegando il progetto esecutivo delle opere, una relazione finanziaria, per stabilire anche le modalità di finanziamento dell'opera stessa, e poi stabilisce altre modalità.

Ora, mi pare opportuno attirare - e questo è lo scopo della presentazione della mozione - l'attenzione del Consiglio sulla inagibilità di questa legge che rispondeva nel 1964 a certe esigenze concrete e che oggi non vi risponde più; in secondo luogo, stabilisce delle modalità di procedure che, di fatto, non sono mai state attuate e quindi si è trovata la sua applicazione attraverso una prassi di fatto esistente.

Mi pare quindi che siano due i problemi su cui dovremo attirare la nostra attenzione e incentrare la discussione: l'insufficienza e l'inutilità di questa legge che doveva perseguire altre finalità; occorre rivedere tutte le modalità perché, di fatto, non sono mai state seguite. Perché affermo questo? Nel 1955-1965-1966, direi fino al 1970 grosso modo, i Comuni utilizzavano spesso i finanziamenti provenienti dallo Stato per realizzare opere pubbliche e quindi questa legge era proprio fatta al fine di garantire alle Amministrazioni comunali il 30-40%, che avrebbe dovuto essere sottoscritto e impegnato a carico di questi Enti per poter utilizzare la rimanente percentuale di provenienza dello Stato. Oggi la scomparsa delle varie leggi nazionali di finanziamento a favore dei Comuni ci pone naturalmente in una posizione completamente diversa e, d'altra parte, questa legge è stata poi utilizzata dall'Amministrazione stessa, utilizzando il massimo di contributo del 70% per intervenire a favore dei Comuni da parte della Regione per realizzare determinate opere a favore dei Comuni, il che costituiva anche uno strumento per evitare ogni possibilità di decentramento a livello comunale per delle ragioni pratiche e per delle ragioni facilmente desumibili. È chiaro che un'Amministrazione comunale, qualora si trovi dinanzi ad un tipo di lavoro, sia esso fognatura, strada e acquedotto e se quest'opera è realizzata dall'Amministrazione regionale, non ha alcuna preoccupazione, e per di più al finanziamento totale a carico della Regione preferisce questo tipo di soluzione che dà via però a una deresponsabilizzazione che mi pare abbastanza pericolosa sul piano del principio e per di più naturalmente rinuncia di eseguire questa opera per delle ragioni anche economiche.

La legge quindi favorisce la deresponsabilizzazione dei Comuni per un'opportunità di carattere economico. La proposta della mozione quindi è di sospendere... cioè di prevedere che questi contributi in via di transizione siano estesi al cento percento, di immediatamente rivedere questa legge in modo tale da costruire uno strumento valido per favorire il decentramento operativo o perlomeno delle opere a favore dei Comuni qualora questi fossero disponibili a farlo e, in secondo luogo, rivedere tutte le modalità che sono previste da questa legge che non sono mai state attuate, non sono mai state seguite nella pratica.

Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - A noi sembra in realtà che proprio l'illustrazione fatta dal Consigliere Dujany porti come conseguenza logica quella che a noi sembra opportuno fare, cioè l'abrogazione di questa legge, abrogazione con in parallelo quello che abbiamo detto che vogliamo fare. Credo che ancora una volta, lo ripetiamo, siamo tutti d'accordo su un certo tipo di decentramento, ma portare oggi il contributo al cento percento, senza avere fatto contemporaneamente questo tipo di sforzo, vuol dire costituire un'enorme serie di gravi ingiustizie, perché vi sono Comuni che hanno impiegato i fondi del B.I.M., o altre cose di questo genere, per finanziare una loro quota. In questo caso, evidentemente, ci troveremo di fronte ad una serie di richieste estremamente pesanti, perché dal 70 al 100% si tratta di una grossa differenza, non solo, ma dato proprio i meccanismi della legge che sono stati illustrati dal Presidente Dujany, direi che rischiamo di fare semplicemente salire i prezzi, perché molto sovente certe opere apparentemente finanziate al 70%, in realtà, erano finanziate al 100%. È per questi motivi che, secondo noi, la mozione, così com'è proposta, con questo tipo di indicazione non può essere accolta, dovrebbe essere a nostro avviso modificata con invito all'abrogazione della legge precedente e abrogazione nel momento in cui un nuovo tipo di legge e per finanziamenti ai Comuni, e per decentramento ha stabilito esattamente le modalità. Un così improvviso e brutale aumento non modifica i gravi inconvenienti della legge che esistono, li lascia sussistere tali e quali e costituisce ancora, in realtà, un fattore di accentramento nelle mani della Regione che può, a suo piacimento, scegliere quali opere finanziare al 100%. Ecco, questo ci sembra che sia un pochettino il fondo del discorso che noi presentiamo alla discussione del Consiglio, concordando però sul fatto che la legge del 1964 è totalmente superata, ma questo ci deve portare, secondo noi, alla sua abrogazione e a un tipo differente di intervento.

Secondo le proposte che io così avanzo, la definizione di opere di interesse regionale... faccio un esempio: si è parlato di acquedotti, l'acquedotto della Valle d'Ayas e l'acquedotto del Monte Bianco sono addirittura opere di interesse nazionale stante alle ultime indicazioni del 366, ma ci dovrebbe essere una definizione di opera regionale, ci dovrebbe essere una definizione di opera comunale con specifici parametri matematici di intervento e con assoluta non discrezionalità da parte della Regione in questo intervento. Non ci sembra che con questo sistema, anche in via provvisoria, si possa rimediare agli inconvenienti a cui questa legge ha dato luogo.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - È un fatto che queste incongruenze segnalate da Dujany esistano, però in concreto che cosa avviene? Avviene che tutte le opere sono pagate interamente dalla Regione, salvo gli acquedotti, gli impianti telefonici e le linee elettriche. Ora, in fatto di impianti telefonici e di linee elettriche, ormai la Valle, la Regione ha provveduto a quasi tutti gli impianti, ci sono ancora eccezioni, quindi quello che conta sono gli acquedotti. Per gli acquedotti, sia comunali che consorziali e frazionali, il contributo della Regione è del 70%. Quella legge effettivamente concedeva un'enorme discrezionalità alla Giunta perché diceva che il contributo può andare dal 30 al 70%, quindi la Giunta avrebbe potuto dire: "il 30% al Comune B, il 50% al Comune C e il 70%...". Ciò che mi risulta è che nessuna Giunta l'ha fatto fino adesso, comunque vi è l'inconveniente degli acquedotti. Ora, certi Comuni fin che fanno piccoli acquedotti di pochi milioni possono far fronte al 30%, quando la cifra comincia ad aggirarsi sui 100-200 milioni e allora sono già 30 o 60 milioni che gravano sul Comune e che il Comune non può disporre e quindi effettivamente questi inconvenienti si verificano.

Io sono d'accordo anche sulle obiezioni che ha sollevato il Presidente, nel senso che se vogliamo decentralizzare e affidare ai Comuni tutto quanto oggi fa la Regione, almeno in parte, anche le competenze... e qui bisogna che si prendano dei provvedimenti nuovi, allora io proporrei questo... perché noi, portando al cento percento, di fatto, porteremmo al cento percento gli acquedotti, perché le altre opere sono già finanziate. Le fognature, per esempio, sono già finanziate al cento percento, parlo di quelle che fa la Regione, beh, se il Comune se le vuol fare per conto suo, ha tutte le richieste dei Comuni per le costruzioni di acquedotti ...(voce)... no, gli acquedotti no, si dà il 70%, per la costruzione di piazzali, strade, fognature, tutto quello che costruisce la Regione nei Comuni... e quindi sono comunali, effettivamente la partecipazione è del 100%, in genere, adesso se ci sono delle occasioni... non so, ma in genere è quello.

Allora effettivamente, questo problema va risolto, perché così la legge serve e non serve, vogliamo demandare il problema ad una Commissione? Io però chiedo l'impegno di stabilire una data entro la quale la Commissione deve riferire, cioè che questo non faccia la fine di tanti altri problemi demandati alle Commissioni che passano gli anni e poi la Commissione persino se ne scorda. Allora, a mio parere, la Commissione dovrebbe stabilire un limite di tempo, non so... di tre mesi, di sei mesi, entro i quali la Commissione deve venire in Consiglio e presentare proposte di legge di modifiche di legge, che so io, e se non riesce a concludere, comunque a relazionare e riferire al Consiglio. Secondo me, questa potrebbe essere una soluzione.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che prende la parola? La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Mi pare però che il tema vada leggermente "spostato", cioè vi sono alcune opere che con l'intervento diretto della Regione vengono pagate totalmente dalla Regione; altre opere dello stesso tipo, però gestite dal Comune, le quali hanno un contributo... Qui si tratta di vedere se per le stesse cose intendiamo portare avanti uno stesso comportamento; in altri termini, il discorso del decentramento - lo abbiamo accennato prima quando si parlava dei Patronati scolastici - deve essere un discorso concreto. Noi cioè riteniamo che, fintanto rimangono in vigore certi tipi di regolamento, certe leggi, che erano impostate in un'epoca in cui vi era un tipo di rapporto fra il Comune e la Regione, fatalmente non potremmo parlare di decentramento e rimaniamo nell'ambito di un modo di vedere le cose qual era valido 10-20 anni fa.

Se oggi ci siamo messi in testa che dobbiamo dare corpo, ad esempio, alle Comunità Montane, a questo decentramento, bisogna che siamo conseguenti, sennò si verifica quello che diceva prima il Consigliere Chanu: che continuiamo a parlarne, ma che, di fatto, non cominceremo mai a dare sostanza a quest'obiettivo politico di cui tutti noi ne siamo stati partecipi e garanti votando le leggi sulle Comunità Montane. Qui assistiamo a due cose: ad una forma accentratrice della Regione, che è quella che è andata avanti sino ad oggi; l'altra, ad un tentativo dei Comuni di eseguire in proprio. C'è così una ricerca di emancipazione dei Comuni, delle Comunità Montane che gradirebbero gestire in proprio questo tipo di attività; che cosa avviene? Succede che vi sono solo due metodi per poter arrivare a questo: o disporre del finanziamento sufficiente per essere gestori in proprio, il che non è possibile, sono notorie le condizioni finanziarie dei Comuni, oppure arrivare attraverso forme diverse, non dico trucchi progettuali o altre cose... arrivare comunque in sostanza - che possa chiamarsi poi perizia suppletiva o altre forme - ad aggirare l'ostacolo, ma comunque e sempre a far sì che paghi la Regione, perché è chiaro che se il Comune non ha questa disponibilità, non può tirarla fuori!

Il capitolo "contributi" tutti gli anni si riduce e addirittura negli assestamenti di bilancio è un capitolo che viene recuperato, in quanto non si spende, perché il Comune deve mettere la parte propria e non ce l'ha, per cui mettiamo 300 milioni sugli acquedotti e ce li vediamo tornare indietro, perché nessun Comune ha chiesto parte di questi quattrini perché voleva dire mettere il 30%, vediamo fognature con contributi... e anche in questo caso tornano indietro, sia pure in misura diversa.

Allora o questa è una finzione e tutti noi ne siamo così partecipi, protagonisti e anche, tutto sommato, colpevoli, e allora abbiamo il coraggio di dire: "basta con le finzioni", questo tipo di contributo non ha senso perché dall'altra parte non vi è la possibilità che i Comuni mettano la parte di competenza. Allora facciamo un discorso concreto e diciamo che i Comuni non hanno quattrini, è inutile che parliamo di contributi! I Comuni però rivendicano, attraverso il nuovo Ente delle Comunità Montane, un reale potere decisionale per le loro opere.

La legge, però, è quella che è, va modificata, non è una cosa che si fa in un giorno! Possiamo adottare una soluzione di carattere provvisorio che può essere un impegno della Giunta di modificare questo tipo di contributo, di integrare la parte del Comune attraverso una forma che riterrà opportuna, in attesa che si riveda la legge del 1964. Questa è l'unica strada, altrimenti continuiamo ad andare avanti con un discorso ormai non più reale, non più concreto, un discorso che è incoerente con le scelte di decentramento che abbiamo operato. Questa può essere la proposta, cioè da questo momento venire incontro per la parte mancante della competenza finanziaria comunale, ma nello stesso tempo stabilire un termine, supponiamo di tre mesi. Questa Commissione può essere una di quelle che esiste già, non è un problema chi possa essere... quel che conta è il termine, vedere di portare avanti un tipo di legge che tenga conto della nuova realtà di decentramento a livello comunitario e comunale che c'è in Valle d'Aosta.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore Fosson.

Fosson (U.V.) - Io vorrei rettificare prima di tutto un'affermazione fatta dal Consigliere Pollicini quando si riferiva alle variazioni di bilancio e allo spostamento delle cifre dei contributi degli acquedotti e delle fognature in altri capitoli. Ora, credo di aver chiarito in dettaglio che lo spostamento fatto quest'anno è perché i pagamenti non potevano essere fatti entro la fine del 1975, ma questi due capitoli delle fognature e degli acquedotti erano totalmente impegnati. Lo spostamento quindi è avvenuto puramente per non avere dei residui passivi e permettere invece da un'altra parte... Questa è la prima precisazione che desidero fare ed è appunto su una raccomandazione particolarmente fatta in Giunta in questo senso, di non avere dei residui passivi, altrimenti quei due capitoli erano completamente impegnati, questo per la precisazione.

Ora, sul resto, e credo l'abbia già detto in parte il Presidente - io non ho sentito tutta la sua esposizione -, se vogliamo e se siamo d'accordo di arrivare ad un decentramento in questo senso, è inutile andare a variare per un certo tempo, portare al 100% e inserire ancora un qualche cosa di diverso per un periodo transitorio che metterebbe in condizioni un po' disagiate sia l'Amministrazione regionale, sia i Comuni.

Se c'è quindi questa volontà di decentrare particolarmente per diverse opere pubbliche ai Comuni, alle Comunità Montane con il corrispettivo passaggio di fondi e il corrispettivo passaggio di responsabilizzazione per il costo anche delle opere, in base alla disponibilità di bilancio... questa mi pare una cosa che deve essere fatta e anche non prolungando troppo i tempi... mettere allo studio un qualche cosa del genere io ritengo che sia più che opportuno. Non sarei invece dell'avviso che si debba per un periodo transitorio modificare e arrivare a dare il cento percento... perché probabilmente nel periodo di studio di una nuova legge e di una decisione in un senso o nell'altro, che dovrà essere il compito del Consiglio... noi andremmo a mettere ancora un "dado" diverso in una cosa già abbastanza complessa dell'attuale sistema di finanziamento di queste opere pubbliche.

Se la mozione fosse cambiata nel suo dispositivo, nel senso di dare un mandato alla Commissione, alla Giunta di studiare il problema in questo senso, io ritengo che potremmo essere d'accordo, ma assolutamente non deve essere il dispositivo dell'attuale mozione per le ragioni che ho detto.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che prende la parola? La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Insomma, io non riesco ancora a capire se c'è la volontà o meno di favorire il decentramento nei fatti o solo a parole. Nel momento in cui si sostiene che c'è una discriminante nei lavori fatti dai Comuni e nei lavori fatti dalla Regione negli stessi Comuni, naturalmente noi favoriamo l'accentramento, perché la tendenza a far fare è una tendenza semplice e abbastanza in uso. Se questa tendenza facile è surrogata da un interesse finanziario, naturalmente questa tende a diventare un metodo e una realtà. Vorrei citare un esempio perché mi pare che non ci siano delle idee molto chiare - credo che questo sia un metodo di attuazione essenzialmente in sede di applicazione del piano dei lavori approvato dal Consiglio regionale -: si decide di costruire l'acquedotto nel Comune di Perloz: se il Comune di Perloz vuole appaltarlo lui, la Regione gli dà il contributo del 70%; se invece il Comune di Perloz dice: "io me ne frego, faccia tutto la Regione", la Regione glielo paga al 100 percento: questa è la realtà dei fatti! Ora, questo è messo per non favorire la responsabilizzazione dei Comuni e il decentramento, ma per favorire l'accentramento.

Sul problema di cambiare la legge tutti concordiamo, è uno strumento superato dal tempo, però nel frattempo, anche se formalmente, il discorso del 100 percento non è modificato graficamente, però sul piano dei fatti il non tener conto di questo limite del 70%, che è stato già un limite stiracchiato proprio perché era una legge che aveva un'altra finalità... è stata utilizzata in sede regionale attraverso il suo massimo di contributo del 70%... che poi naturalmente è applicato dagli uffici proprio a carico e sulla testa dei Comuni, i quali "bevono" questa minestra di avere il contributo del 70% e hanno il rimanente 30%, oppure naturalmente non fanno l'opera, oppure pregano la Regione di farsela lei...

Direi quindi che la Commissione lavori entro un periodo di tre mesi, occorre tener conto che su un piano dei fatti basterebbe un ordine della Giunta interno agli uffici in cui si dica che il contributo va portato al 100%. Si spera che questa Commissione, entro tre mesi, riesca veramente a portare un nuovo elaborato che trovi poi applicazione in sede di approvazione nel nuovo Programma dei lavori, poi naturalmente la grossa decisione avviene in quel momento.

Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Ho l'impressione che sia un po' un dialogo fra sordi. La questione è che non si può modificare una legge con un ordine di servizio, perché a quel momento, chiedo scusa, non ci sarebbe... perché qui se c'è una legge che dice il contributo è al 70%, modificheremo in caso la legge, ma certamente non andare a dire a qualche geometra di non tenere conto, perché mi sembrerebbe un po' forte. Ripeto quello che dicevo prima...

Dujany (D.P.) - Come indirizzo...

Andrione (U.V.) - ... sì, come indirizzo, ma "come indirizzo" cosa vuol dire?

Ah beh, allora cominciamo ad entrare in un ordine di idee, io non vorrei ripetermi troppo frequentemente ma mi sembra sia il concetto stesso di questa legge che deve essere rivisto. La proposta di dare dei contributi ai Comuni era partita sia perché esistevano delle leggi di finanziamento nazionali, sia per il fatto che sovente si finanziavano in questa maniera Consorzi di Comuni e altre cose di questo genere in cui si vedeva anche un interesse regionale. Purtroppo quello che dice il Consigliere Dujany è in realtà il fatto che noi non abbiamo mai stabilito come Regione quali siano le opere di interesse regionale, questo è il punto, cioè non possiamo scaricare sui Comuni certe cose, perché, in relazione ai bisogni... e credo che qui ci sia un maestro in materia, perché aveva fatto uno studio, che mi sembra che aveva portato l'Assessorato dei Lavori Pubblici a quel momento a stabilire che soltanto per acquedotti eravamo, con le cifre di allora, a meno 42 miliardi, se ricordo bene. Ecco, adesso potrebbero essere 46, non certamente di meno, dico qui la discriminante può venire fuori soltanto nella scelta, ed è questo che, secondo noi, deve essere combattuto. Ripeto che dovrebbe essere in base a parametri matematici obiettivi, inversamente proporzionali allo stato in cui si trovano certi servizi in certi Comuni. Poi, anche sotto la voce "Comune", non possiamo più continuare a far finta di non vedere che tra Comune e Comune vi sono delle differenze enormi anche sotto il profilo dei bilanci comunali. Il bilancio comunale di St. Vincent è certamente, per motivi che conoscete tutti, in situazione differente - la Signora Siggia si è astenuta testé - dal bilancio comunale di Châtillon, eppure sono due centri quasi uguali e molto vicini.

Ora, detto tutto questo, non correggiamo, perché correggere questa legge... ad un certo momento il decentramento deve essere legato anche ad una ristrutturazione dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, non possiamo mica dire che domani licenziamo 50 geometri o li teniamo lì semplicemente per scaldare le sedie! L'impostazione che in 30 anni la Regione ha avuto è stata un'impostazione di dire: "andiamo avanti così facendo quello che ci sembra urgente in questo momento". Non solo, ci siamo sempre lasciati imporre certe scelte proprio per il fatto che siamo andati avanti con questo sistema, con certe scelte da pare dei Comuni. Io vorrei citare un esempio clamoroso: la Scuola Media di Courmayeur, dove il bilancio di Courmayeur, che è già un bilancio abbastanza buono, relativamente alla realtà comunale... si trasformerà in gasolio per scaldare quel tipo di monumento...

Manganoni (P.C.I.) - Quel tipo di orrore!

Andrione (U.V.) - ... lascia perdere, Manganoni. Allora, se si richiede un impegno, secondo me, la cosa migliore, lo ripeto, è l'abrogazione di questa legge. Se si richiede un impegno in questo senso, noi, come Giunta, possiamo impegnarci, non possiamo invece impegnarci nell'altro senso, perché in quell'altro senso vuol dire semplicemente ridare alla Giunta regionale, dico alla maggioranza, la possibilità di stabilire che al 100% si fa l'acquedotto a Perloz e non lo si fa ad Avise. Questo anche in relazione ai costi, perché naturalmente è molto più facile fare tante piccole opere e accontentare 73 Comuni, una piccola fetta ciascuno, che fare invece quelle opere che, secondo quanto dicevo prima, dovrebbero essere delle opere regionali.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Clusaz.

Clusaz (U.V.) - ... il Consigliere Dujany ha citato il Comune di Perloz, penso che l'abbia citato così tanto per fare un nome, cioè se un tale Comune chiede che l'opera sia fatta a carico della Regione, la Regione la fa e al 100%, altrimenti, se la fa il Comune, è il 70%. Per quanto mi riguarda, sono dieci anni, quando ero Sindaco... e tutti gli anni ne abbiamo fatto un pezzo, proprio perché, almeno il Comune di Arvier... la Regione non ha mai voluto dare il 100%, non è che il Comune abbia voluto farselo lui, addirittura il contrario, ma si diceva che c'era una legge e che non si poteva dare più del 70%. Di conseguenza, noi abbiamo sempre impegnato, per quanto riguarda la nostra parte, le entrate del B.I.M. e abbiamo fatto tutti gli anni un pezzo di 15-18-20 milioni. Ora, se effettivamente è vero che ad altri Comuni la Regione ha fatto l'acquedotto al 100%, come rappresentante del Comune di Arvier, mi riterrei danneggiato.

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore ai Lavori Pubblici.

Manganone (IND.) - Per quanto mi riguarda, nessun Comune ha avuto il 100 percento sugli acquedotti, basta infatti guardare il capitolo 531 delle spese per la costruzione e la sistemazione di acquedotti, è di 10 milioni, mentre quello dei contributi è di 1 miliardo e 100 milioni, quindi nessun Comune in Valle ha avuto il 100 percento.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Non per protrarre la discussione, però voglio fare innanzitutto una precisazione: noi, come Gruppo Comunista, siamo sempre stati promotori per il decentramento di tutte le iniziative, però bisogna stare coi piedi per terra! Se noi oggi volessimo passare tutte le competenze, o buona parte di queste competenze, per esempio alle Comunità Montane, io vi direi: "andiamo adagino", perché cominciamo a fare funzionare questi strumenti, questi organismi, poi sì... mentre invece oggi non c'è niente che funziona. Rimanendo sempre sull'esempio fatto dal Consigliere Dujany di Perloz, innanzitutto l'acquedotto di Perloz non è stato costruito dai Lavori Pubblici, ma con una legge nazionale tramite l'Assessorato dell'Agricoltura e lì, oltre all'acquedotto, si è fatto anche l'impianto irriguo. Il problema pertanto cambia completamente aspetto, perché risulterebbe, almeno da quanto io so, che tutti gli acquedotti comunali effettivamente sono stati sovvenzionati con il 70%, ma non al 100%. Come quello di Perloz ce ne sono altri di esempi, ma qui è un altro problema, perché si sono avvalsi di altre leggi dello Stato nel campo dell'agricoltura.

Rimanendo sempre al Comune di Perloz, io voglio farvi un esempio: supponiamo che noi deleghiamo ogni Comune ad appaltare, ad eseguire i progetti di tutte le sue opere destinandogli un finanziamento, come principio ottimo, ma quanti Comuni si trovano in condizioni di farlo? È qui il problema, mentre i grandi Comuni, particolarmente quelli di Fondo Valle hanno anche certe attrezzature per farlo, certi Comuni di montagna non possono! Rimaniamo all'esempio di Perloz: i progetti per l'esecuzione di opere a Perloz chi li controlla, in quanto non c'è la Regione? Noi sappiamo che razza di obbrobrio sono certi progetti che i tecnici presentano ai Comuni, perché molti tecnici hanno una sola preoccupazione: quella della parcella - questo tanto per dire le cose come stanno -, non dico tutti, certi. Il Comune di Perloz quali strumenti ha per controllare se questo progetto va bene o non va bene? Se passa alla Regione, invece c'è l'Ufficio tecnico attrezzato e competente che può fare osservare tutte queste incongruenze, questi obbrobri che risultano da questi progetti, primo.

Secondo: chi prepara tutti i capitolati d'appalto, i prezzi delle aree, i loro aggiornamenti, eccetera? Può un Comune come Perloz - per non dire Bionaz, o Oyace, o Rhêmes-Notre-Dame - seguire tutti questi problemi? Sarebbero in mano al Segretario Comunale, il quale ha già tante altre cose da fare e noi sappiamo come funzionano. Direzione lavori: io mi chiedo come il Comune di Perloz - per non dire quello di Rhêmes - può seguire la direzione dei lavori di un acquedotto e di una qualsiasi opera pubblica? Deve o affidarsi ad un libero professionista - tra questi trovi quelli coscienziosi e quelli meno coscienziosi -, o sennò istituire un Ufficio tecnico; allora noi avremmo 74 Comuni con 74 Uffici tecnici, con quale efficienza? Questa è la domanda che io mi pongo.

Allora che ci sia il decentramento, che ci sia maggiore decisione da parte dei Comuni sì... qui è tutto un problema che si può vedere anche sul piano dei lavori pubblici, eccetera, affinché il Sindaco non debba essere il mendicante che viene a mendicare alla Regione. Su questo siamo perfettamente d'accordo, ma sull'attuazione, sull'esecuzione dell'opera, sul controllo di come viene eseguita, io mi chiedo come noi possiamo pretendere da parte di questi piccoli Comuni che ci sia una certa serietà di controllo di queste opere. Ecco perché in questo caso bisognerebbe vedere la Comunità Montana, perché la Comunità rappresenta 10-12... un certo numero di Comuni e potrebbe in quella zona costituire, avere un Ufficio tecnico, questa può essere un'ipotesi.

Tutti questi problemi pertanto, secondo me, vanno esaminati tenendo assolutamente conto della realtà, i Comuni sono 74, però, si trovano in condizioni sia economiche, come già hanno fatto osservare altri... perché la situazione di St. Vincent non è neanche quella, per esempio, di Châtillon, anche se come numero di abitanti sono su per giù... però, come introiti, la situazione è differente, non parliamo poi della situazione di Bionaz, di Oyace o di Ollomont.

Il problema pertanto va esaminato con molta attenzione prima di prendere delle decisioni. Io vi cito ancora questo caso e poi ho finito: ero all'Assessorato dei Lavori Pubblici, viene un Sindaco di un Comune che dice: "io ho sette milioni del B.I.M. per l'asfalto di questa strada, dato che però dovremmo fare il capitolato asfalti e poi chi controlla, noi non ne comprendiamo niente, ci faccia il favore la Regione, noi versiamo i sette milioni alla Regione e la Regione ci faccia asfaltare questa strada". Il Comune non ha affrontato nessuna spesa di controllo, di direzione di lavori, di assistenza di lavori, eccetera, ed è stato certo che ha avuto un lavoro eseguito bene, perché c'erano i tecnici dell'Assessorato che lo eseguivano. Questo è un esempio e non ci deve stupire se alle volte un Comune dice: "lo faccia la Regione". Io parlo di esecuzione, perché il Comune non ha gli strumenti per eseguire, per asfaltare, è vero, alle volte anche per controllare i progetti di tutti questi lavori.

Chabod (D.C.) - C'è qualcun altro che prende la parola? La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Vorrei fare una proposta concreta, di cancellare nel deliberato la parte del primo rigo: "il Consiglio regionale delibera di aumentare la concessione dei contributi sino al 100%" e di sostituirla con: "il Consiglio regionale delibera di demandare ad apposita Commissione consiliare, al fine di favorire il decentramento amministrativo agli enti periferici, lo studio delle norme e delle condizioni per la pratica attuazione degli interventi tecnico-finanziari a favore degli enti stessi, non esclusa l'opportunità di proporre al Consiglio l'abrogazione della succitata legge regionale e la sua sostituzione con altro provvedimento tendente ad elevare il contributo sino al 100 percento, qualora se ne rilevasse la necessità ".

Chabod (D.C.) - Chiederei al Dottor Dujany se può farci avere...

Dujany (D.P.) - Bisognerebbe poi aggiungere un impegno per la Commissione di portare un prodotto entro termini relativamente brevi, entro tre mesi.

Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - La prima cosa che chiedo è che si metta: "la Commissione ai Lavori Pubblici" invece di "apposita Commissione" e magari unitamente alla Commissione Affari Generali e Finanze... non lo so, perché ha un impegno finanziario, prima questione; poi chiederei di avere il testo per studiarlo un attimo.

Chabod (D.C.) - Vogliamo andare avanti con l'altra mozione o no? Possiamo fare la seduta segreta?

Andrione (U.V.) - Sì, ma la seconda non credo che ci porterà via molto tempo... facciamo pure la seduta segreta, così almeno abbiamo trattato quella questione. Il problema è stato che la Dott.ssa Quey trovava 200.000 lire di pensione mensili assolutamente insufficienti.

Il Consiglio concorda di rinviare momentaneamente l'esame della mozione in oggetto.