Oggetto del Consiglio n. 374 del 28 novembre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 374/75 - Maggior indennizzo per l'occupazione di terreni, da parte del Comune di Aosta, per la costruzione della Scuola Materna di Via Monte Grivola. (Interpellanza D.P.)
Interpellanza
Vista la delibera n. 2411 del 27 maggio 1975, con la quale la Giunta Regionale ha deliberato di liquidare, direttamente, ai signori Favario Pompeo, Favario Clara e Favario Mirella, la somma di Lire nove milioni, a titolo di maggior indennizzo per l'occupazione dei terreni da parte del Comune di Aosta, onde edificare la Scuola Materna di Via Monte Grivola.
Visto che un'iniziativa precedente di Giunta - di cui alla delibera n. 3021 del 21 luglio 1972, che aveva deciso la corresponsione della suddetta somma al Comune di Aosta, perché provvedesse alla erogazione della stessa ai summenzionati signori Favario - non era stata accolta dal Comune di Aosta, unico interessato, che, fin dal 27.11.1972 aveva comunicato alla Regione di non intendere liquidare ai Favario la somma di cui sopra.
Atteso che non risulta agli atti che, da parte del Comune di Aosta, si sia mai addivenuto a determinazioni transattive verso i Signori Favario, anche dopo il ricorso di costoro all'Autorità Giudiziaria con citazione avanti al Tribunale di Aosta, rappresentati e difesi in tal sede, dal Procuratore Avv. Mario Andrione.
Poiché infine l'iter della procedura di esproprio aveva avuto regolare conclusione, per quel che concerne la possibilità di occupazione del terreno (in effetti avvenuta).
Che pertanto non sussistevano, né sussistono, ragioni di urgenza o di opportunità per soddisfare l'interesse di proprietari espropriati; questo, soprattutto, quando altri proprietari si erano ritenuti soddisfatti delle cifre di indennizzo messe a disposizione dall'Autorità Comunale e quando la cifra determinata dal perito giudiziale del Tribunale, nel corso della procedura di esproprio era, a favore degli opponenti Favario, dell'ordine di Lire 17.773.575, pari a Lire 11.749,05 al mq.
Che pertanto poteva al più attendersi l'esito dell'intentata azione giudiziaria prima di sobbarcarsi, andando di contrario avviso all'Ente espropriante, il gravoso onere finanziario, il quale mette, fra l'altro, in condizioni di disparità coi sopra menzionati signori Favario, gli altri interessati che invece hanno accettato l'indennizzo proposto dal Comune.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti
interpellano
il Presidente della Giunta Regionale, per conoscere i motivi che hanno determinato la Giunta stessa a corrispondere, direttamente, agli interessati ed in contrario avviso del Comune di Aosta, la somma di cui sopra.
Con doverosa osservanza.
F.to: G. Chanu - Ilario Lanivi - Dujany - Albaney - F. Lustrissy
Chanu (D.P.) - Dato che il Consigliere Lustrissy, interpellante in primis del punto n. 10 dell'ordine del giorno è assente, vi chiederei, se non avete niente in contrario, di rinviarla ad altra seduta.
Una brevissima cronistoria di questa vicenda che riguarda l'intervento in parte del Comune di Aosta nel settore della costruzione di edifici scolastici e di successivi interventi di carattere finanziario di cui poi diremo. La pratica ha inizio nel lontano 1970 allorquando il Ministero dei Lavori Pubblici aveva ammesso a contributo la Scuola Materna ubicata in Via M. Grivola per il 40% dell'importo complessivo, pari a 80 milioni. Da questo momento si innesta l'iter della procedura amministrativa relativa a questa realizzazione comunale e il 3 luglio del 1970 c'è la richiesta al Genio Civile per la deliberazione di idoneità dell'area. Vi è poi la richiesta in data 27 luglio 1970... più che la richiesta, vi è il rinvio della deliberazione di idoneità da parte del Genio Civile al Comune di Aosta, il che equivale per legge, appunto, al decreto di pubblica utilità; così come deve essere fatto, vi è la stima nel settembre del 1970 dei terreni da parte dell'Ufficio Tecnico Erariale. Il 5 novembre 1970 c'è stata la richiesta alla ditta interessata di accettazione o meno dell'indennizzo. Il 9 novembre 1970 parte della Ditta Favario rispondeva di non accettare la proposta di indennizzo sulla base della cifra periziata dall'U.T.E.. Segue poi la nota 21 novembre 1970 con cui il Comune chiede al Presidente della Giunta regionale la nomina del perito e la perizia giudiziale da parte del Geometra Lucianaz, depositata nella Cancelleria del Tribunale nel luglio 1971 con la valutazione degli appezzamenti a favore degli intestatari della Ditta di cui do la cifra complessiva: 35.547.150, pari a 11.089 al metro quadro. Segue ancora nell'agosto 1971 la richiesta alla Ditta Favario di accettazione della cifra della perizia. Alcuni di quelli che avevano opposto la non accettazione alla proposta U.T.E., in data 12 agosto 1971, dichiarano di non accettare l'indennizzo del Perito giudiziale e sono: Favario Pompeo, Favario Clara, comproprietaria per un ottavo e... infine l'usufruttuaria... Abbiamo ancora in data di poco successiva, invece, l'accettazione da parte di altri cointeressati alla Ditta, qui siamo il 19 agosto 1971. Il 25 settembre 1971 naturalmente viene richiesta dal Comune a tutta la Ditta Favario la messa in disponibilità dei terreni, richiesta alla quale uno dei Favario ha posto diniego, per cui, essendo la proprietà indivisa, si è dovuta attendere la definizione completa della pratica espropriativa. Questo invece naturalmente non aveva avuto luogo per chi aveva accettato l'indennizzo nella cifra stabilita dal perito giudiziale. Seguono le liquidazioni naturalmente a chi ha accettato e il deposito alla Cassa Depositi e Prestiti a favore dei quattro interessati che non avevano accettato. In data 17 maggio 1972, si chiede al Presidente della Giunta regionale l'emissione del decreto di espropriazione di pubblica utilità. Il 10 luglio vi è l'emissione del decreto di espropriazione definitiva e il 1° agosto si consegnano i lavori e la scuola comincia ad avere il suo iter dalla burocrazia espropriativa alla fase di attuazione.
Precedentemente nell'ottobre del 1971, tramite l'Avvocato Andrione, non c'è niente di male... Favario Pompeo Antonio ha citato il Comune di Aosta, naturalmente opponendosi alla liquidazione del perito giudiziale... quelle che sono state le sue richieste... Adesso le precisazioni ulteriori le darà il Presidente della Giunta su cosa è successo, ed è questo che ci lascia perplessi e ci ha portato a presentare un'interpellanza. Nel luglio 1972 in una delibera della Giunta regionale - se non erro, la n. 3021 del 21 luglio 1972 - si dice: "delibera la corresponsione a favore del Comune di Aosta della cifra di 9.000.000..." e rotti, 9 milioni puliti a favore del Comune. Leggiamo la delibera: in definitiva si decide la corresponsione di questa somma al Comune di Aosta per pagare i proprietari espropriati che avevamo presentato opposizione. Questa delibera della Giunta regionale non viene accettata dal Comune di Aosta, che, con lettera del 27 novembre del 1972, comunica alla Regione che, per ragioni sue, non intende procedere a questa liquidazione. Nel 1975 abbiamo la seconda delibera di Giunta nella quale si delibera di liquidare non più al Comune di Aosta che faccia da ufficiale pagatore, ma di liquidare in proprio agli eredi Favario la cifra "X".
Ora, per quanto riguarda l'interpellanza, non ci consta che da parte del Comune di Aosta si sia mai addivenuto ad un atto formale di accettazione della richiesta di transazione sulla base della cifra dei 9 milioni a favore della Ditta. Dalle informazioni in nostro possesso, non risulta che da parte degli organi amministrativi interessati - il Consiglio comunale in primis per le sue competenze funzionali, o al massimo la Giunta comunale in via d'urgenza qualora ne fossero riscontrati i motivi - siano state assunte delibere del genere. D'altra parte, se fossero state assunte, sarebbe stato assurdo il comportamento del Responsabile dell'Amministrazione comunale, che sia pure in tempi successivi forse a qualche pourparlers ha detto: "no, ci spiace, noi non riteniamo di poter addivenire a questa liquidazione".
E qui effettivamente dopo la domanda sorge la considerazione... noi non facciamo delle questioni di Cicero pro domo sua - se ne potrebbero fare ma sono cose che facciamo perché abbiamo un senso della deontologia che certamente trascende queste piccole cose -, è certo però che appare strano questo insistere da parte della Giunta regionale, se le cose stanno così come stanno, nel sostituirsi alla volontà del Comune di Aosta. Il Comune era l'unico poi interessato a contraddire, o anche in definitiva forse a soccombere in quella lite giudiziaria che era stata intentata ma aveva manifestato la volontà di non addivenire a questo atto formale di transazione. Il fatto che da parte dell'organo superiore, la Giunta regionale, si passi al di sopra del Comune ci sembra che sia forzare la mano, che questa volta non lo si consideri più al rango di ufficiale pagatore, si salti l'ostacolo e si giunga alla liquidazione.
C'è un'altra considerazione che vorrei fare: ci fossero state - e questa considerazione c'è anche nell'interpellanza - ragioni di particolare urgenza, fosse riuscito l'opponente a bloccare la costruzione e a far sospendere i lavori, avrei anche capito, che a un certo momento, di fronte a un "gioco di testuggini", la Giunta regionale dicesse: "ci sono degli interessi che in definitiva il Comune non riesce nemmeno a capire, dei danni o dei pregiudizi a cui il Comune va incontro e allora facciamo questa liquidazione". In questo caso, poiché l'iter della procedura espropriativa aveva avuto il suo corso, queste ragioni di urgenza, di opportunità per quello che poteva essere la salvaguardia dell'opera pubblica, non c'erano. Quello che, a mio avviso, è più grave è - e questa è un'altra considerazione che si può fare - che qui, in definitiva, ci sono stati dei soggetti passivi in una procedura di esproprio che evidentemente avevano la possibilità o meno di accettare l'indennizzo... naturalmente la situazione di disparità, di ingiustizia diventa evidente allorquando coloro che hanno ritenuto di accettare... e mi consta, fra l'altro - non so se sia vero -, che sia stato addirittura richiesto il parere e l'autorizzazione del Giudice tutelare sulla proposta, perché una delle interessate che doveva accettare era persona incapace. Queste persone che hanno accettato e hanno avuto la liquidazione - che non era la legge di Napoli o la legge n. 865 - di 11.000 e passa al metro quadro, adesso si trovano nella situazione di vedersi passare davanti chi ha intentato un'azione giudiziaria che non è andata a termine; d'altra parte, non ci sarebbe più interesse a farla andare a termine adesso. Si è trovato da parte della Giunta regionale l'intervento miracoloso che ha portato questa gente ad ottenere una cifra di indennizzo sensibilmente superiore, ponendo queste persone quindi in questa situazione di disparità che veramente lascia perplessi.
L'ultima considerazione, Signori - e questa è una considerazione di carattere politico e morale o di moralità politica -, è che ci stiamo battendo per far superare ai Comuni quella sensazione così di rigetto che essi possono avere per ragioni proprie, o per ragioni di opportunità politica a servirsi di questo mezzo che può essere traumatizzante. Per farla superare, ci siamo battuti la testa per mesi e mesi, per esempio, per trovare una legge sulla modifica degli incrementi e degli incentivi per la legge n. 865. Il vedere che gli ostacoli vengono superati in questo modo evidentemente per un Sindaco, per un'Amministrazione comunale suona anche, me lo permetta, come un'irrisione.
Andrione (U.V.) - La lunga illustrazione dell'Avvocato Chanu mi permette di mantenermi nei limiti di quello che è stato l'intervento della Regione e di quella che è stata una certa procedura seguita in due casi di cui mi sono occupato in questo Consiglio sul caso Champvillair e il caso Favario.
Quando è stata applicata la legge di Napoli ai terreni Champvillair, ai terreni Favario e anche ad altri terreni - ma quelli sono stati risolti in maniera differente -, mi sono interessato della questione. L'Assessore Chantel aveva comprato dei terreni in situazioni nettamente più sfavorevoli ad un prezzo che posso precisare si aggirava su 14.000 lire, nettamente superiore a quel prezzo che sarebbe stato pagato per quei terreni e nel lontano 1970. Il Consiglio regionale all'unanimità ha votato un ordine del giorno con il quale la Regione si impegnava a integrare queste differenze, per le quali nel bilancio del 1971 sono stati iscritti 30 milioni per la Ditta Champvillair, perché in quel caso non si è applicata nella perizia l'ordinanza di esproprio ex lege... si è fatta un'altra questione e con variazione di bilancio si sono inseriti i 9 milioni per i Favario opponenti.
Ha ragione l'Avvocato Chanu - e a lui mi fa piacere dare certe spiegazioni - quando dice che non è avvenuto un atto formale di transazione, perché l'atto di transazione è avvenuto fra tre persone e ne è stato parlato in Giunta come l'Avvocato Chanu può chiedere all'Ingegner Bongiovanni, all'Avvocato Bianco e ad altre persone in Giunta allora con l'Avvocato Marcoz. Il 9 novembre 1972 il Presidente della Giunta, il Dottor Dujany, ha scritto questa lettera: "in risposta alla lettera in data 25 ottobre concernente l'esproprio Favario, si conferma che, in seguito all'interessamento dello scrivente - il che è vero -, è intervenuto a suo tempo fra il Sindaco del Comune di Aosta - l'Avvocato Marcoz che però purtroppo nel frattempo era morto - e la Ditta Favario un accordo transattivo della vertenza in base al quale il Comune avrebbe dovuto corrispondere alla Ditta stessa la somma di lire 9.000.000 a tacitazione di quanto aveva richiesto, a saldo del prezzo per l'acquisizione dei terreni occupati di proprietà della Ditta stessa, concordando che si sarebbe provveduto al finanziamento della spesa di lire 9.000.000 mediante la concessione di un contributo di corrispondente importo al Comune Aosta da parte della Regione - e questa è la delibera del 21 luglio, ratificata all'unanimità dal Consiglio regionale - si precisa che si tratta di terreni di proprietà della Ditta Favario Pompeo Antonio, Favario Mirella, Favario Clara Lucia... usufruttuaria... in parte iscritti al Catasto...
In relazione all'intervenuto amichevole accordo transattivo di cui si tratta e a quanto deliberato dal Consiglio regionale nell'adunanza del 21 luglio 1972... la Regione ha concesso al Comune di Aosta il concordato contributo di lire 9 milioni, somma che deve essere quindi liquidata alla Ditta Favario anche ai fini della definizione della causa vertente in sede giudiziaria. Il Presidente Dottor Dujany".
A tale lettera - l'Amministrazione comunale nel frattempo era cambiata - è stato risposto: "In merito all'oggetto, si comunica che la Giunta municipale nella seduta del 22 u.s., dopo aver esaminato tutta la pratica ha deciso di non liquidare a favore dei Signori ivi dicendo il contributo regionale di L. 9.000.000 in quanto le motivazioni addotte dalla Giunta regionale nella deliberazione n. 3021 in data 21 luglio 1972 non sono sufficientemente chiare e giustificate.
Pertanto codesta Onorevole Amministrazione regionale è pregata, ove lo ritenga opportuno e giustificato, di volere liquidare direttamente a favore della Ditta Favario il contributo in oggetto tuttora giacente presso l'Esattoria comunale. Distinti saluti. Il Sindaco: Roberto De Vecchi. Controfirmato dall'Assessore all'Urbanistica", non riesco a leggere esattamente la firma...
Che cos'era successo? Era successo che nel frattempo si parlava dell'applicazione della legge n. 865 - e io non entro in altri meriti, perché, visto che si parlava di deontologia, rimango allo stesso livello al quale è rimasto l'Avvocato Chanu - e diciamo che si faceva una questione di principio di non creare dei precedenti per quanto riguarda gli espropri. Di conseguenza, il Comune sosteneva che l'Amministrazione regionale con questa sua lettera e con quella delibera approvata all'unanimità dal Consiglio regionale metteva in difficoltà il Comune creando un precedente per indennizzi più alti di quelli previsti dalla legge n. 865. La pratica, come del resto è stato ampiamente illustrato e precisamente illustrato dall'Avvocato Chanu, però risale al 1970 cioè antecedentemente alla legge n. 865 del 1971. Io, quindi, non voglio entrare nel merito di quanto il Comune di Aosta abbia ritenuto di fare in materia di certi espropri, rimane però il fatto che con quella delibera ratificata all'unanimità dal Consiglio regionale il 29 luglio del 1972, si era stabilito per i Favario opponenti - quale che fosse l'Avvocato difensore di allora, e credo che questo il Presidente dell'Ordine degli avvocati me lo possa insegnare - un diritto specifico e, come per altre pratiche che erano in sospeso, ho incaricato il Dottor Ermanno Eydoux di trovare una soluzione. Soluzione che ha trovato con quella delibera essendo dal punto di vista formale perfettamente legittima; ha trovato anche l'approvazione della Commissione di Coordinamento senza che vi fossero i minimi rilievi.
Rimane un ultimo punto: quello dell'ingiustizia subita dalle parti che non hanno ricorso e che hanno ritenuto congruo il contributo liquidato. Le parti in questione sono state informate del voto del Consiglio regionale circa un certo tipo di intervento per riportare a equità all'interno della città di Aosta certi tipi di indennizzo per esproprio e, per motivi che io non voglio valutare, hanno rifiutato di fare una certa procedura dichiarandosi soddisfatte del contributo. Posso ancora informare l'Avvocato Chanu che una delle parti e cioè la tutrice dell'interdetta ha implicitamente rinunciato ancora una volta, ha presentato al Consigliere Pretore Dirigente una richiesta per vedere in quale maniera fosse possibile che all'interdetta di cui lei era tutrice venisse riconosciuto un certo tipo di indennizzo.
Ora, quando qualcuno, che sia il tutore, che sia una persona privata accetta un certo tipo di indennizzo... e questo- ci sono qui diverse persone che sono state Sindaci - è successo da tutte le parti... si può addirittura rinunciare a tutta l'indennità prevista, è un atto di disponibilità proprio sul quale evidentemente non credo che ci siano possibilità di discussioni e sul quale non penso sia possibile tornare indietro. Se invece l'Avvocato Chanu crede sia possibile tornare indietro... per quanto mi riguarda, molto volentieri io riporterei la questione a equità non solo nei confronti specifici... ma nei confronti dei Champvillair e di tutti gli altri che invece hanno avuto questa differenza, così come era stata prevista dal Consiglio regionale e non dall'Avvocato Mario Andrione!
Chanu (D.P.) - La risposta del Presidente non mi lascia soddisfatto anzitutto in quanto data da un Presidente di Giunta ma data anche da un avvocato, perché io non so quale rischio - e qui non faccio appunto alla persona ma all'organo Giunta regionale - si possa assumere nel prendere decisioni come quelle che sono state prese nel 1972 e ribadite poi ancora nel 1975. Lasciamo perdere... io dico una cosa sola: che sia del Consiglio o della Giunta, quando si tratta di pourparlers, chi effettivamente ha un minimo di sensibilità giuridica non vedo come possa fidarsi di un'ipotesi transattiva verbale, non consacrata negli atti, a metterla in applicazione e a voler poi che l'Ente che avrebbe dovuto essere la parte interessata a transigere e che dimostra di non avere questo interesse più a transigere - e per ragioni, a mio avviso, anche commendevoli e non solo di opportunità - debba poi venire ulteriormente scavalcato da una seconda delibera nella quale si vuole portare ad ogni costo questo indennizzo. Gli opponenti che si erano trovati nell'aspettativa di una transazione, che non era perfetta, che era inesistente, perché mai confezionata in un atto fra opponenti e Comune ...(voce)... lasciamo perdere, il bilancio non dice niente, voi nel bilancio potete mettere tutte quelle voci che volete, anche le voci più insulse - e se ne mettono tante molte volte - ma qui c'era un dato di fatto di fondo: questi opponenti non avevano fatto nessuna transazione, non c'era nessun impegno transattivo che impegnasse il Comune e così come gli opponenti avrebbero potuto ad un certo momento dire: "anziché 9, sono 19", così il Comune legittimamente poteva dire: "anziché 9, sono niente", è questo che io dico. Se ci fossero stati dei motivi giuridici per dare buon diritto a costoro di potersi avvalere nei confronti del Comune, o anche della Regione, ebbene, potevano ricorrere ai rimedi giudiziari e non a una seconda deliberazione che ha incancrenito ulteriormente la situazione già poco chiara e poco corretta della prima. È questo che ci lascia veramente perplessi.
Non mi si venga poi a dire che le persone hanno accettato, chi accetta accetta, chi non accetta non accetta, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, eh, Signori miei, l'accettazione da parte di quelle altre persone della cifra portata in perizia è ben anteriore a quegli atti di delibera di Giunta, è quasi anteriore di un anno, e questi avevano accettato e già erano stati liquidati prima ancora che venisse la delibera di Giunta, se questi sono i termini...
Effettivamente non facciamo i discorsi ipocriti: "ridurre adesso", "possibilità di ridurre ad equità", qui abbiamo avuto qualcuno che è stato favorito, qualcuno che è stato sfavorito, un'Amministrazione regionale che è stata presa in giro, un'Amministrazione comunale che è stata presa in giro e un'Amministrazione regionale che ancora una volta ha voluto imporre quello che, a mio avviso, non poteva essere più imposto, andando contro a tutte le sue responsabilità, morali e di altro ordine.
Il Consiglio prende atto.
