Oggetto del Consiglio n. 373 del 28 novembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 373/75 - Concessione di finanziamento alla S.p.a. S.A.D.E.A. di Verrès ai sensi della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33. (Interpellanza dei Consiglieri Albaney, Chanu, Dujany, Lanivi, Lustrissy)

Interpellanza

Vista la delibera n. 3554, adottata il 27.6.1975 dalla Giunta Regionale, avente per oggetto "Concessione di finanziamenti ad imprese industriali della Valle d'Aosta, ai sensi della legge regionale 8.10.1973 n. 33".

Visto che, della globale somma di Lire 885 milioni, da prelevarsi su quelle attribuite sui fondi di rotazione per gli interventi di cui al Capo III della citata legge, ben Lire 269 milioni (pari quasi ad un terzo) sono state destinate alla S.p.A. S.A.D.E.A. di Verrès, nonostante la stessa abbia attinto - e cospicuamente - in non lontano passato, cospicui fondi dalle casse regionali.

Attese le caratteristiche di industria di Stato e l'appartenenza all'E.G.A.M. della Società medesima, con possibilità, quindi, di interventi e finanziamenti a superiore livello che, per le restanti medie e piccole industrie della Valle, rappresentano irreali miraggi.

Poiché la situazione della media e della piccola industria locale sta precipitando, con imminenti e irreversibili conseguenze negative per l'occupazione e l'economia, senza poter fare ricorso ai finanziamenti statali;

Tutto ciò premesso

interpellano

il Presidente della Giunta Regionale, nella sua qualità, altresì, di responsabile dell'Assessorato vacante all'Industria e Commercio, per conoscere quali giustificazioni intenda offrire la Giunta a sostegno del criterio di ripartizione dei fondi, assunto come sopra detto, indirizzando a favore della S.A.D.E.A. una così cospicua parte dei fondi destinati all'industria dalla precitata legge istitutiva.

F.to: G. Chanu - Dujany - F. Lustrissy - Ilario Lanivi - Albaney

Andrione (U.V.) - Allora facciamo il punto n. 8 dell'ordine del giorno del 6 e 7 novembre.

Dujany (D.P.) - Con deliberazione del 27 giugno 1975 la Giunta regionale deliberava la concessione di un mutuo di 269 milioni al tasso del 4% di interesse a favore della S.A.D.E.A. Cogne di Verrès ai sensi della legge regionale n. 33 del 1973.

Con deliberazione del 3 giugno 1975 liquidava ancora a favore della S.A.D.E.A. Cogne l'ultimo rateo di contributo regionale di 75 milioni concesso con legge regionale del 14 dicembre 1972, n. 44.

Ci pare, anche in relazione a quanto ha affermato ieri il Presidente della Giunta, che non è opportuno fare degli interventi duplicati a favore, tanto più di industrie di Stato - non dimentichiamo che qui si tratta di un'industria di Stato - pur ammettendo le particolari situazioni in cui si trovano in questo momento le industrie. Chiediamo i motivi per cui la Giunta ha ritenuto di dover liquidare due contributi: uno di 75 milioni conseguente ad una legge del 1972 e un altro del fondo di rotazione a favore di un'industria di Stato qual è la S.A.D.E.A. Cogne.

Andrione (U.V.) - La risposta è agevole in quanto i 75 milioni sono stati liquidati per una precedente decisione risalente alla legge 14 dicembre 1972, n. 44, con la quale sono stati assegnati a fondo perso alla S.A.D.E.A. 350 milioni. Per quanto riguarda, invece, il fondo di rotazione, vi è un errore, ma penso che sia puramente verbale, rispetto a quanto ha detto il Consigliere Dujany: il tasso è del 7%.

La questione comunque è questa: ai sensi della legge 8 ottobre 1973, la S.A.D.E.A. ha presentato il 20 giugno 1974 domanda intesa ad ottenere la Regione un finanziamento ai fini della realizzazione di un programma di ampliamento dello stabilimento di Verrès, programma comportante una previsione di spesa di lire 1.750 milioni e un'occupazione aggiuntiva di 40 unità. Precedentemente la Giunta si era preoccupata, con propria deliberazione, in ossequio all'articolo 18 della legge 8 ottobre 1973, di stabilire la Commissione tecnica, in cui non vi entra nessun politico, incaricata, in base ai parametri stabiliti dall'articolo 10 (occupazione, capitale investito, valore aggiunto), di stabilire la graduatoria trimestre per trimestre e di fare entro ogni trimestre la lista di queste aziende. La S.A.D.E.A. figurava al secondo posto con una possibilità di usufruire di un mutuo di 294 milioni. La Giunta regionale, al fine di estendere ad altre ditte, oltre a quella proposta dalla Commissione suddetta, la possibilità di fruire dei finanziamenti al fine di favorire maggiormente le piccole imprese, ha ridotto la misura dei finanziamenti indicati dalla Commissione stessa per la fascia di investimenti compresi tra i 500 e i 1.500 milioni.

Per quanto concerne in particolare la Ditta S.A.D.E.A., la misura del mutuo è stata ridotta da 294 a 268 milioni e rotti, ammontare che rappresenta il 15,4 dell'investimento progettato. La S.A.D.E.A. per questi parametri figurava al secondo posto, al primo posto figurava la ditta I.N.V.A. di Verrès, che però ha ricevuto soltanto 87 milioni avendo essa già beneficiato di una precedente assegnazione sui fondi di rotazione per 500 milioni, (deliberazione di Giunta n. 949 del 27 marzo 1974), di cui si è tenuto conto e si è fatta la differenza aggiungendo 87 milioni per l'anno 1975. La normativa della legge del 1973 non permette di escludere le imprese a partecipazione statale dai benefici della legge stessa, non è detto che un'impresa statale, quale che siano poi i nostri rapporti con l'E.G.A.M., non abbia diritto di fruire di quest'agevolazione. Sul fatto in sé specifico io capisco che la situazione della S.A.D.E.A. è una situazione di quasi monopolio, per cui non è stupefacente il fatto che possa permettersi di fare degli ampliamenti e quindi di occupare del nuovo personale, però senza quest'assegnazione di fondi regionali - si stanno assumendo adesso 40 persone - non avremmo avuto la possibilità di ottenere che nel disastro generale dell'industria valdostana perlomeno qui vi fosse un'azienda che assume e che amplia i propri capannoni.

Le altre aziende - probabilmente il Presidente Dujany ha le liste - sono state la Pollein e via dicendo. Il calcolo di questi mutui però è stato fatto in base ai parametri della legge di una Commissione in cui non entra nessun politico. La Giunta regionale ha semplicemente diminuito leggermente i calcoli della Commissione per quanto riguarda la fascia di investimenti fra 500 e 1.500 milioni in maniera d'avere un po' più di fondi a disposizione per aiutare quelle ditte più piccole che rischiavano di essere escluse completamente data la non capienza del fondo di rotazione.

Dujany (D.P.) - Mi dichiaro insoddisfatto della risposta, è una risposta estremamente precisa ma molto burocratica. Perché non sono soddisfatto? La legge regionale del 1972 era stata fatta - e il Consiglio l'aveva approvata in quel momento difficile di chiusura della Brambilla - perché eravamo stati in un certo qual modo ricattati dalla Cogne perché l'avevamo invitata ad acquistare i terreni della Brambilla e a trasferire il reparto dell'Acmonital da Aosta a Verrès. La Cogne pertanto sosteneva di dover far fronte a determinate spese di trasferimento e chiedeva un contributo della Regione, che è stato concretizzato nella somma di 350 milioni in 5 anni a condizione che svolgesse un certo programma che è depositato presso l'Assessorato e presso la Presidenza... non tutto perché... doveva fare la S.A.D.E.A.... e doveva realizzare un'ulteriore attività che era ancora da precisare e da perfezionare.

Indipendentemente da questo, comunque, c'era stato un primo provvedimento di questo tipo che era stato approvato dal Consiglio di cui si è pagato l'ultimo rateo quest'anno. Il mutuo, se non vado errato, di 269 milioni circa, precisato meglio dal Presidente della Giunta e all'interesse del 4% se non è stato variato ...(voce)... è stato variato? Chiedo scusa, è stato variato perché la delibera originaria era del 4%, poi però credo che ci sia stato un accavallamento di delibera di Consiglio di variazioni di interessi ...(voce)... sì, ma questa delibera parla del 4%... se non c'è stata un'ulteriore deliberazione... questa dice di autorizzare le imprese... i mutui degli importi a fianco indicati per la durata di 10 anni al tasso di interesse del 4%...

Andrione (U.V.) - ... il Consiglio... di tutti i tassi del fondo di rotazione, quindi è il 7%, l'abbiamo discussa a lungo...

Dujany (D.P.) - ... io comunque sto alla delibera, non so se ci sia un'altra delibera successiva... ma quello che è peggio è che mi pare che il provvedimento sia illegittimo oltre a tutto il problema del merito, perché l'articolo 14 della legge del 1973 sui fondi di rotazione stabilisce che i mutui previsti dalla presente legge non sono in alcun caso per le medesime iniziative cumulabili con altri contributi o provvidenze regionali, mentre sono cumulabili con analoghe provvidenze concesse dallo Stato, o da Enti ad esso delegati, o da altri Enti pubblici per le medesime iniziative entro il limite massimo della spesa riconosciuta ammissibile. Ecco, è illegittimo perché si sono concessi a questa stessa società due contributi regionali stabiliti dalla stessa legge, quindi mi pare che qui ci siano proprio gli estremi anche... questa è un'opinione che può essere naturalmente anche rivista.

Mi chiedo però perché la solita cappella deve fare l'elemosina naturalmente alla grande cattedrale e quali sono i motivi che hanno indotto la Giunta regionale a dare questo contributo così alto in un momento in cui continuamente dai banchi della Giunta ai cittadini si ripete che non ci sono più soldi sul bilancio e non si può intervenire a favore dei Comuni, a favore di varie attività, eccetera. Non so quindi se qui non ci sia un padrino che è Presidente della S.A.D.E.A. e che fa parte di questa maggioranza e che quindi naturalmente non ha avuto interesse a sollecitare particolari situazioni di favore per quanto riguarda un'industria di Stato. Questo lo dico così en passant, perché mi pare strano questo contributo così elevato che costituisce un doppione in un'attività che forse si trova in una condizione particolare, come tante altre industrie, ma che ha i suoi finanziamenti in una direzione diversa da quella dello Stato.

Andrione (U.V.) - Intervengo per dire che non c'entra assolutamente nessun padrino e per ribadire che si tratta di un nuovo ampliamento che non c'entra niente con il fondo di 350 milioni dato a suo tempo in occasione della crisi della Brambilla. Di questo si è resa conto una Commissione tecnica andata sul posto, quindi io non ho assolutamente fatto niente che non sia stato visto da questa Commissione tecnica.

Dujany (D.P.) - Volevo ribadire brevemente che, anche se c'è un parere tecnico, la concessione è una delibera di un organo politico, quindi le decisioni sono politiche, volevo ancora far presente - e pregherei la Giunta di verificare - che il provvedimento è illegittimo.

Il Consiglio prende atto.