Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3282 del 24 aprile 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3282/IX Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Oggetto n. 3299 in data 27 marzo 1992: Corresponsione al comitato regionale della Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) del contributo previsto dell'articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 1980, n. 60, per l'anno 1991 e di un contributo straordinario di lire 85 milioni per l'anno 1992 - Approvazione e liquidazione di spesa.

Cout (Presidente) Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je prends la parole au sujet de l'Avis, au sujet de cette délibération, compte tenu d'une série de problèmes que l'Avis régional avait soulevés au moment de son assemblée régionale et en suite par des lettres adressées à l'Assesseur et aux différents conseillers. La loi n° 60 dont nous parlons, qui prévoit des financements a en quelque sorte réglé une partie des problèmes concernant l'association, c'est à dire le minimum pour fonctionner et garantir son activité.

A ce sujet, je voudrais demander à l'Assesseur la raison pour laquelle on arrive en 1992 pour allouer cette subvention pour 1991 et en partie pour 1992, je peux comprendre qu'il y ait une intervention finale à la fin de l'année après les comptes rendus, pour ce qui est de 1991, mais ici l'on dit "lire 85 milioni quale contributo una tantum per il 1992". Cette una tantum est liée à des questions spécifiques qui on pense ne se répéteront plus pendant l'année ou l'année prochaine ou bien il y a l'exigence de modifier même la loi 60 ou de l'intégrer comme financements. Voilà la première question.

La deuxième question: on dit "impegnare a liquidare al comitato la somma di 238 milioni per le successive attribuzioni alle singole sezioni come da allegato prospetto, a titolo di contributo per l'anno 1991 previsto dall'articolo 6 della legge 60". La loi même nous donnait la possibilité sur un budget annuel de allouer aux différentes associations pour l'activité en cours d'année une première tranche et par la suite avec les comptes rendus d'allouer la somme finale.

L'autre thème que je veux souligner est l'application de la loi na-tionale n° 107 de l'année 1991 qui concerne toujours le problème des donneurs de sang, des centres transfusionnels etcetera.

Je voudrais savoir quelles sont les intentions face aux thèmes qui ont été soulevés et en suite savoir si cette proposition qui date de quelques jours, qui a été envoyée je ne sais pas si à toutes les associations, là où on dit "linee ed indicazioni per il prelievo del sangue e la valorizzazione del volontariato", et qui est, je crois, un document de l'Assessorat, si ce document a déjà été intégré dans une délibération, a déjà été reçu comme Gouvernement et s'il doit être reçu comme Conseil ou bien s'il ne s'agît que de propos de la part de l'Assessorat.

Là on dit que parmi les autres engagements, une des solutions aux problèmes du centre de transfusion d'Aoste, pour ce qui est des analyses aux donneurs, c'est d'envoyer les résultats des analyses d'une façon personnalisée et au contraire aujourd'hui chacun est obligé de se rendre à Aoste pour retirer les résultats. Mais sans entrer dans les détails de ce document même, je demanderais de savoir si ce document a été déjà discuté au préalable avec l'Avis même. Si l'Avis régional est d'accord, si a fait l'objet d'une délibération.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore della Sanità e dell'Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Per quanto riguarda il rendiconto viene fatto a fine anno sulla base dei prelievi che vengono effettuati in base alla legge 60, questa è una applicazione conseguente alla legge 60. Quello che viene portato in Consiglio è la ratifica da parte del Consiglio per il contributo di lire 85 milioni, l'anno scorso erano lire 78 milioni. La cifra di lire 85 milioni corrisponde al bilancio di previsione che ci è stato presentato dall'Avis regionale per l'anno 1992. In questo bilancio si chiedeva tale somma per far fronte alle necessità di gestione della sede regionale. Abbiamo quindi liquidato gli 85 milioni che l'Avis ci ha chiesto.

Per quanto riguarda la legge 107, nell'incontro che abbiamo avuto con l'Avis regionale, da cui è scaturito il mio documento, la presa di posizione dell'Assessorato, che poi si trasforma anche in indicazioni all'Usl, che poi dovrà metterle in pratica, è stato stabilito oltre che l'erogazione della somma di 85 milioni, di vedere insieme anche l'applicazione della legge 107, in modo da rivedere anche la nostra normativa a livello regionale alla luce della 107.

C'è anche un po' di ritardo, la legge 107 è del 1991, però anche in altre regioni non sono più avanti di noi, questo non ci deve consolare evidentemente. Aspettavamo di definire tutta questa controversia e la problematica fra i donatori di sangue ed il centro trasfusionale, l'Usl e l'Assessorato per poter poi partire sul discorso che riguardava proprio l'applicazione della legge 107 a livello regionale. Pertanto, queste indicazioni sono state tratte dopo un incontro con la Commissione dell'Avis, costituita da due persone ed il Presidente, che era stata nominata per discutere e confrontarsi con il sottoscritto.

Abbiamo così preso atto delle richieste ed abbiamo stabilito tutto quello che fa parte delle indicazioni contenute nel documento, documento che andrà trasmesso ed attuato dalle Usl. Con questo documento ho voluto prender posizione, dopo l'incontro con l'Avis, e dire qual'è la linea che l'Assessorato intende seguire, tutto ciò in accordo con l'Avis e con le intese a suo tempo raggiunte a livello di Usl. Risolto questo problema riprenderemo la legge 107 unitamente all'Avis per poterne dare applicazione nella nostra regione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Chiederei all'Assessore di rivedere un po' il sistema, perché non si può dare tutti gli anni un contributo una tantum ad una associazione come l'Avis. Io penso che debba essere regolarizzato, perché il contributo una tantum non è regolamentato, dipende dalla volontà e dalla disponibilità dell'Amministrazione regionale. Se invece si legiferasse in materia, stabilendo che l'Avis regionale ha diritto ad una certa somma ogni anno, si darebbe all'associazione la possibilità di organizzarsi meglio.

A me pare di ricordare che una volta non si dicesse contributo una tantum, ma che il tutto compariva come contributo regionale, dato all'Avis regionale e che poi l'Avis regionale aveva diritto ad una parte, già stabilita ed il resto veniva distribuito alle sezioni. Facendo in questo modo l'Avis regionale, tutti gli anni, sapeva in linea di massima quanto veniva a percepire per legge, non con contributo una tantum.

Io evidentemente sono d'accordo che venga concesso questo contributo, ma per tranquillizzare l'Avis in futuro bisognerebbe trovare una soluzione grazie alla quale l'Avis avrebbe diritto ad una certa cifra tutti gli anni in proporzione al numero di donatori che esiste in Valle d'Aosta o al numero delle donazioni che vengono fatte o al numero dei dipendenti che l'Avis può avere, penso che l'Assessore sappia meglio di me come trovare questa soluzione.

In questo modo sapremo che questa cifra sarà codificata e quindi l'Avis la percepirà annualmente senza l'alea della disponibilità finanziaria, o della volontà della Giunta o dell'Assessore o della maggioranza.

Presidente Ha chiesto la parola in Consigliere Rollandin, ne ha facoltà

Rollandin (UV) Au-delà des observations qui ont déjà été faites par le collègue Voyat, je crois que le document dont j'ai lu une partie "Linee ed indicazioni per il prelievo del sangue e la valorizzazione del volontariato" a sans doutes des indications qui peuvent être partagées.

Le sens de mon intervention précédente était de connaître si ces indications faisaient partie d'une délibération, d'une prise de position officielle de la part du Gouvernement, car autrement ces indications peuvent être un document de travail, mais ne représentent pas un document engageant pour l'Unité sanitaire locale.

Si l'Unité sanitaire locale reçoit ce document peut prendre acte du fait que l'Assesseur a des idées, mais n'est pas obligé à faire référence au document même. Il y a des parties très engageantes dans ce document, là où on dit "a seguito dell'intesa raggiunta dal sottoscritto con l'Avis, l'USL provvederà sia alla realizzazione di un nuovo centro prelievi a Donnas, aperto in forma continuativa, sia al potenziamento dei punti di prelievo già esistenti in bassa Valle, ciò in alternativa al centro mobile in precedenza richiesto dall'Avis in quanto non ritenuto funzionale nella nostra regione". Je prends acte de ce changement d'Avis de la part de l'Avis régional, je crois que tout de même avec le système des centres au niveau périphérique il y aura sans doute le problème qu'il y avait déjà il y a cinq ans: le problème du personnel.

C'est là un problème très très important car l'on sait très bien qu'on ne peut pas faire le choix de faire une activité médicale, comme justement le prélèvement du sang, sans avoir le personnel soignant, infirmières, docteurs etcetera.

Ce sont là des problèmes organisatifs très engageants soit pour l'Unité sanitaire locale que pour l'Assessorat. La même chose pour ce qui est de la réalisation de ce centre, "provvederà alla realizzazione di un nuovo centro prelievi", ce serait à l'intérieur du centre de consultation de Donnas, dans de nouveaux locaux ou quelle est la solution?

Un autre aspect, "l'Usl sarà autorizzata a stipulare apposite convenzioni per ottenere plasma, derivati ed albumina in cambio del plasma raccolto in eccedenza al fabbisogno regionale". Il existe déjà des conventions et en plus il y avait ce fameux accord avec la Sardegna pour une série d'échanges qui avaient été prévus à son temps. Je voudrais savoir à quel point on en est avec ces accords et quelles devaient être les nouvelles indications par rapport aux problèmes qui je crois sont connus.

Dernier point: je ne trouve pas dans la liste des problèmes résolus, le problème de l'information que le centre transfusionnel d'Aoste donnait pour les risques contre le Sida, là où chaque donneur devait signer une feuille où il déclarait qu'il était à même de comprendre ce qu'il faisait, là où il y avait une prise de position officielle de l'Avis régional disant que s'il y avait une certaine disponibilité il fallait aussi modifier le sys-tème d'information etcetera. Je voudrais savoir à quel point on en est avec ces réponses que l'Avis régional avait sollicitées.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore della Sanità e Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Volevo rispondere al Consigliere Voyat col dire che il contributo è rimasto una tantum perché da parte dell'Avis non mi è stato richiesto di trasformarlo in quota fissa, in quanto possono sopraggiungere delle ulteriori necessità di spesa che se l'Avis disponesse di una quota fissa non potrebbe realizzare e verrebbe successivamente dato un contributo ad una tantum nuovamente. Comunque questo si può vedere con l'Avis e si può anche vedere di modificare la legge 60.

Per quanto riguarda le osservazioni che faceva il Consigliere Rollandin, devo dire che queste sono indicazioni di massima dell'Assessorato che sono emerse dall'incontro che ho avuto con la Commissione dell'Avis.

Quando parlavo di indicazioni, intendevo trasformare queste indicazioni certamente in documento del Governo regionale, in una delibera che recepisse queste indicazioni in modo tale da farle pervenire sia all'Avis che all'Usl per metterle in pratica. Riproporremmo quindi questo documento affinato in modo tale che contenga tutti quei presupposti che deve contenere per quanto riguarda le convenzioni, i prelievi, le analisi dei donatori, l'apertura di un centro di prelievo a Donnas, dei centri che ci sono nelle varie vallate oggi.

Questa deliberazione dovrà contenere tutte quelle indicazioni per dare una organizzazione più perfetta e più precisa a tutto il prelievo del sangue nella nostra regione, che deve prevedere il prelievo del sangue come deve prevedere sempre una valorizzazione del volontariato. Questa deliberazione è chiaro deve prevedere un accordo non con il solo assessore, ma con tutta la Giunta.

Presidente Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3321 in data 31 marzo 1992: Conferma dell'intervento di assistenza finanziaria a favore delle imprese del gruppo Freydoz - Legge regionale 28 giugno 1982, n. 16.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Il Consiglio regionale con delibera del 10 gennaio scorso aveva dato incarico alla Finaosta di partecipare ad un sindacato di finanziamento, che, per quanto riguardava la ditta Freydoz, era di un miliardo e cinquecento milioni a carico della Finaosta ed un miliardo e cinquecentomilioni a carico delle banche, che avevano costituito un pool di finanziamento.

Come condizione per avere diritto al finanziamento, era previsto l'impegno del gruppo a non alienare bene alcuno del valore superiore ai cinquecento milioni, ciò senza autorizzazione da parte dell'Amministrazione regionale. Inoltre era previsto l'impegno da parte dei titolari, che possiamo chiamare fideiussori o garanti, a rilasciare garanzie, mediante fideiussioni personali e con l'impegno a non cedere, cito il testo della deliberazione, alienare o distogliere alcun bene per tutta la durata del finanziamento.

I titolari del gruppo, che, come avrete saputo, si trovavano in estreme difficoltà di gestione, hanno richiesto di poter alienare tutte le quote e le azioni di loro proprietà a favore dell'ingegnere Sabatini dell'impresa Carpegna e Sabatini di Torino e del geometra Musso della Garetto S.r.l.

Nonostante questa cessione della ditta Freydoz nel suo complesso, la Giunta regionale ha ritenuto di dare la sua autorizzazione per ovviare ad una eventuale possibile chiusura o fallimento della società stessa con le difficoltà di ordine occupazionale che sarebbero derivate avendo la ditta Freydoz una forza lavoro attorno alle quattrocento unità.

La delibera della Giunta che è stata assunta in via d'urgenza, con i poteri del Consiglio, è stata fatta proprio perché se non si fosse fatta non si sarebbero potuti raggiungere gli accordi che poi sono stati definiti nei giorni successivi con l'ingresso nel capitale della Freydoz delle società prima menzionate.

In base ad informazioni bancarie ottenute dall'Istituto San Paolo di Torino che rappresenta il capofila di un pool di banche è stato autorizzato tra l'altro, pochi giorni orsono, un finanziamento, al quale la regione non partecipa, di circa sette miliardi per permettere alla società di proseguire nei lavori, avendo avuto da parte dei nuovi acquirenti le garanzie necessarie per capacità gestionale e per capacità finanziaria.

Devo dire che con questo atto finale, se il Consiglio lo approverà, si è messa una pezza non indifferente ad una situazione preoccupante, non solo per l'occupazione, come accennavo precedentemente, ma anche per quello che sarebbe successo riguardo alla continuazione ed esecuzione dei lavori che erano praticamente sospesi date le gravi carenze di liquidità da parte della ditta Freydoz, che già erano presenti nel momento in cui era stata assunta la delibera precedente e che si erano aggravate nei mesi successivi.

Gli acquirenti hanno dato le garanzie necessarie, noi abbiamo richiesto ovviamente, dal momento che il pacchetto di garanzia della famiglia Freydoz, titolare delle imprese, sarebbe venuto a decadere come parte azionaria della società, che i nuovi acquirenti inserissero la parte delle quote della ditta Freydoz come loro garanzia sulla operazione che è ancora in corso.

Gli acquirenti hanno fatto questo, dando esecuzione alla delibera che è alla vostra approvazione, non solo, ma abbiamo richiesto in modo particolare, come potete vedere al punto 3 della deliberazione, la possibilità di escussione della partecipazione delle alienate nel caso di recupero anticipato del finanziamento, cosa che gli acquirenti hanno accettato. Queste sono state in breve le ragioni che hanno convinto la Giunta a proporre questa delibera.

Per contorno, anche se non è oggetto di questa deliberazione, devo dire che, viceversa, per quanto riguarda l'erogazione che è stata fatta all'impresa Follioley, questa verrà nei prossimi giorni definita e quindi praticamente la Finaosta rientrerà dell'esborso che è stato fatto perché la ditta si è trovata nella possibilità di liquidare anticipatamente il credito che gli era stato dato a suo tempo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.

Andrione (UV) Une seule question, très courte et très simple. Pour quelle raison, vu que une entreprise achète l'entreprise Freydoz, pour quelle raison en ayant obtenu entre autre 7 milliards d'anticipation, n'a pas restitué immédiatement à la Finaosta les sommes qui avaient été données pour la Freydoz? Un transfert de ce genre doit être fait à une entreprise qui n'a plus de problèmes de liquidité.

Si j'achète une entreprise c'est parce que j'ai la puissance financière pour le faire et, donc, je restitue les dettes, du moins celles qui sont, comme dans le cas de l'emprunt consenti par la Finaosta, des dettes garanties, parce que, de ce que nous avons entendu, dire qu'il y aurait des propositions de concordat, autrement dire qu'il y aurait une différence entre ce que étaient les dettes de l'entreprise avant et celle qui est la possibilité ou l'accord avec les créanciers de remboursement. Mais la Région, la Finaosta, aurait pu être remboursée immédiatement. C'est cela que nous ne comprenons pas.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Io ho letto la deliberazione di Giunta ed ascoltato l'esposizione del Presidente, ma non riesco a capire per quale motivo noi andiamo a dare un finanziamento ad una ditta che non esiste più e che non opera più, perché il Presidente della Giunta ha detto che la ditta Freydoz è stata ceduta...

(... interruzioni...)

Noi continuiamo a finanziare una ditta che è completamente diversa da quella precedente, andando a vanificare quello che era il deliberato del gennaio 1992, perché c'era una condizione ben precisa che non venissero alienati beni immobili, partecipazioni eccetera da parte della società, mentre qui si fa esattamente il contrario.

Dopo che la società ha ceduto le sue quote e si è trasformata in una società diversa, noi continuiamo a dare questi finanziamenti. Qual è questa nuova società, qual è la solidità finanziaria di questo nuovo gruppo che è nato dall'acquisto delle quote Freydoz da parte di questo ingegner Sabatini, e da parte del geometra Musso titolare della società Garetto? Tutto questo non viene spiegato.

Noi ci troviamo di fronte a un finanziamento ad una società completamente nuova, completamente diversa rispetto a quella che era stata prefigurata dalla deliberazione del gennaio 1992.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) In effetti la cosa non è molto chiara, in quanto ciò che noi paventavamo nei mesi di dicembre e gennaio, si sta verificando. Qui c'è la cessione da parte della famiglia Freydoz di tutte le partecipazioni ad altre società, le quali se lo hanno fatto è perché avevano una convenienza. Non so quindi se è valido quanto compare al punto 3, perché si dice: si vende però le garanzie rimangono sempre quelle del gruppo Freydoz, loro possono anche accettare di farlo, ma questo non è certo una garanzia per l'Amministrazione regionale.

Quando si dice "di subordinare la prosecuzione del finanziamento: 1) al mantenimento delle altre garanzie, della fideiussione personale del signor Freydoz Bruno, Leporati Renata, Gomiero Milena, nonché della società S.G.F. S.r.l.; 2) all'impegno della nuova società a mantenere e continuare in Valle d'Aosta le attività delle imprese del gruppo", per quanto tempo? Per sei mesi, un anno, due anni? Fino alla fine della costruzione dell'autostrada?

Non è che qui ci siano le garanzie che chiedevamo noi nei mesi di dicembre e gennaio, perché se c'era la continuazione di quelle imprese di quel momento, c'era la garanzia che come avevano operato prima in Valle d'Aosta avrebbero continuato ad operare in Valle d'Aosta, ma se poi quelle imprese vengono vendute ad altri, queste garanzie possono anche venire meno. Poi vorrei chiedere come mai non si chiedono le garanzie dei nuovi proprietari anziché le garanzie dei vecchi proprietari.

PresidenteHa chiesto di parlare il Presidente della Giunta Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Innanzitutto bisogna intenderci sulle parole dal punto di vista di codice civile. Quando si parla di cessione evidentemente si cede una azienda e l'azienda rimane in vita, in sostanza anziché essere di proprietà di A, B e C diventa di proprietà di E, F e G. L'impresa in sé è viva e vitale. Non è che si tratti di una società nuova, non c'è stata la liquidazione, c'è stata la vendita delle quote azionarie così come vengono fatte le vendite di quote azionarie della FIAT, non c'è una cessione nel senso a cui si riferiva Riccarand.

C'è stata una mutazione della proprietà della impresa Freydoz, con persone che a nostro giudizio, per le informazioni assunte con la Finaosta e con le banche, sono acquirenti di estrema solidità finanziaria.

Una di queste società è anni che opera in valle d'Aosta, faccio l'esempio della impresa Garetto, che lavora qui nella nostra regione sia per l'autostrada sia in altri lavori. La preoccupazione per il fatto che queste ditte lavorino in Valle può esser fondata. Teoricamente tutto è possibile, le imprese possono operare oggi qui e domani a Taranto.

In risposta al Consigliere Andrione: ad una lettura attenta di quella che era la situazione contabile disastrosa della società Freydoz, al momento in cui noi abbiamo preso la delibera, con un debito che sfiorava i 22 miliardi appare abbastanza normale che un acquirente chieda di avere la possibilità di mantenere in piedi delle garanzie che sono poi limitate ad un anno, quindi non a tempi indeterminati. Nel frattempo le banche hanno dato questo finanziamento ulteriore di 7 miliardi proprio per permettere alla società di riiniziare a lavorare, altrimenti si fermavano tutte le attività e quindi le banche stesse venivano a perdere tutti i finanziamenti che avevano anticipato al'azienda precedentemente.

Quindi, distogliere in quel momento una cifra seppur minima rispetto al debito generale dell'impresa Freydoz avrebbe messo probabilmente nuovamente in difficoltà gli acquirenti che hanno fatto uno sforzo non indifferente, perché per acquisire una società che ha un debito di questo genere bisogna essere abbastanza solidi o abbastanza capaci.

Le garanzie personali dei signori Freydoz sicuramente sono ampiamente sufficienti a coprire l'eventuale miliardo e cinquecento milioni che sono stati dati dalla Finaosta. Non potevamo non richiedere ai nuovi acquirenti di inserire nel pacchetto della fideiussione le azioni della Freydoz che prima erano nel pacchetto di garanzia, in più abbiamo aggiunto quello della escussione, con la possibilità di escutere e di alienare anticipatamente le quote azionarie, cosa che è stata accettata.

Credo che questa operazione al di là delle "poesie" che si possono fare in tutti i modi ed in tutti i sensi, ha un unico senso vero e pulito, quello di aver contribuito minimamente al mantenimento di posti di lavoro e di aver dato la possibilità di continuare i lavori in corso, che debbono finire, viste le difficoltà sempre maggiori che vi sono in alta Valle, che dovrebbe esser definita entro la fine dell'anno a quanto mi è stato detto.

Abbiamo contribuito in piccola misura, perché l'intervento nostro è di un miliardo e cinquecento milioni, non di grandissima rilevanza, nella situazione difficile in cui si trovava la società Freydoz. Se la società falliva come poteva essere abbastanza probabile se non si riusciva a trovare un accordo, non so se la regione, malgrado tutte le garanzie che aveva, sarebbe potuta rientrare completamente del suo credito, visto che sarebbero entrate in un eventuale fallimento le proprietà private di coloro che erano garanti, perché diventavano dei soci non più d'opera, ma dei soci finanziatori, per cui vi sarebbe stata una estensione del fallimento in base al codice civile.

Le poesie stanno bene a tutti, ognuno ha le sue filosofie, riteniamo per parte nostra che questa è stata un'operazione più che decente, che comunque viene a garantire la regione totalmente, come prima, perché le quote della società Freydoz rientrano nelle garanzie così come lo erano prima.

Quindi c'è stato soltanto il cambiamento dell'azionariato che era debole, oggi viceversa abbiamo un'azionariato che è sicuramente forte da un punto di vista di gestione, da un punto di vista economico per quelle che sono state le informazioni ottenute dalle banche e attraverso la Finaosta.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) Voglio solo fare due precisazioni, perché non sono stato capace a spiegarmi prima. Innanzitutto non ho detto che i beni della famiglia Freydoz non siano sufficienti a coprire la somma che prenderà la società Freydoz, dicevo che trovo strano che chi vende debba ancora garantire per il debito che fa l'acquirente, ed invece l'acquirente non interviene a garantire il debito.

In secondo luogo la garanzia di continuità è la cosa che ci interesserebbe di più. Io non vorrei che questa operazione, che certo non è una opera sociale per fare del bene solo a qualcuno perché prima di tutto cercheranno di salvaguardare i propri interessi, venisse fatta solo per salvare il gruppo che ha preso un appalto, e che finito quel lavoro cada tutto e questa parte di società faccia il suo fallimento e gli operai poi si trovino sulla strada.

Chiedo, prima di poter votare, che ci venga qualche assicurazione in più in merito. Mi chiedo se l'operazione viene fatta solo per dire salviamo il raggruppamento in modo che possano andare avanti i lavori, perché se il capofila fa fallimento possono bloccare i lavori, mi chiedo se tutti insieme si cerchi di salvarlo per finire i lavori dopodiché questa società con Freydoz o senza Freydoz fallirà ed i dipendenti verranno licenziati e buonanotte ai suonatori.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je ne veux pas ajouter grand chose à ce que les collègues ont déjà dit. C'est une intervention qui est un peu difficile à juger dans tous les aspects, peut-être parce que on ne les connaît pas dans tous les détails. J'estime que le sens de l'intervention au moment où on avait adopter la première délibération allait dans la direction d'aider le maintien de l'emploi. En ligne stricte c'était là le résumé de l'intervention.

Il serait difficile d'entrer dans toutes les différentes nouances financières. J'espère au moins qu'il y ait d'une part la garantie pour l'Administration régionale de rentrer au bout d'un an d'un milliard et demi, de l'autre part que les entrepreneurs, qui vont faire la relève des participations sociétaires de la Freydoz, aient la capacité de maintenir l'emploi et pour le futur donner certaines garanties.

Dans ce sens doit aller cette intervention autrement un volet différent s'ouvrirait, on irait dans un financement normal, qui doit être fait dans une autre direction, d'une autre façon et avec d'autres moyens.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Il nostro giudizio su questa deliberazione è un giudizio negativo ed il voto sarà contrario. Ho sentito che il Presidente della Giunta ha detto che la ditta Freydoz aveva lire 22.000 milioni di debiti. però nello stesso tempo ha detto che, se ho ben capito, i titolari della società hanno comunque un patrimonio personale che è in grado di far fronte al prestito, al finanziamento che era stato richiesto alla Regione. Quindi ci troviamo di fronte al classico caso di una ditta povera, sommersa dai debiti i cui titolari si sono arricchiti e sono diventati miliardari e nello stesso tempo chiedono la copertura, l'intervento per le situazioni di difficoltà del denaro pubblico, dell'Amministrazione regionale.

Mi sembra una operazione che è ben lontana da come era stata descritta inizialmente, come un intervento, come l'unica strada a sostegno dei livelli occupazionali. Si tratta di un intervento a sostegno di operazioni societarie fra titolari di questa impresa che adesso vende le sue quote e crea una nuova società, attraverso una confusione di competenze, di funzioni e di ruoli che è molto evidente.

Il nostro giudizio è negativo. Il voto sarà contrario su questa deliberazione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà

Bondaz (DC) Io ho detto esattamente quello che ha detto il Consigliere Riccarand. Ho dimenticato di aggiungere che i beni che sono di proprietà della famiglia Freydoz sono beni che sono già stati a suo tempo posti in ipoteca per garantire determinati crediti che dovevano avere le banche. La famiglia Freydoz ha decisamente introdotto tutti i suoi beni personali per il mantenimento di questa ditta, chiedendo dei finanziamenti alle banche, perché i grossi lavori che stava facendo non permettono un autofinanziamento. Per quanto detto dal Consigliere Rollandin, noi abbiamo certamente chiesto ai nuovi proprietari delle garanzie perché ci sia una continuità di lavoro in Valle d'Aosta e una continuità di mantenimento dei posti di lavoro, la delibera a suo tempo fatta seguiva questa ottica ed in questa ottica rimane per quanto ci riguarda.

Teniamo conto che nell'arco di ormai sette, otto mesi il credito dovrà rientrare ed il pool delle banche che ha dato questi sei o sette miliardi, li ha concessi proprio sulla credibilità e sulla capacità imprenditoriale e gestionale di questi nuovi titolari. Le banche non hanno dato più una lira alla ditta Freydoz ad un certo punto e se si sono messe d'accordo per l'esborso di questi nuovi 6 o 7 miliardi è perché i nuovi acquirenti hanno credibilità imprenditoriali e capacità economiche. Se mi si viene a dire che avrebbero dovuto restituire i soldi prima...

(... interruzione...)

Va bene, tutto è possibile a questo mondo. Credo che l'operazione vada nell'ottica di mantenimento di questa deliberazione, perché ha permesso lo sblocco di una situazione gravissima dal punto di vista imprenditoriale e dell'occupazione in Valle d'Aosta, ed ha dato la possibilità di definire una sorta di patto tra la famiglia Freydoz ed i nuovi acquirenti, perché evidentemente il pacchetto di debiti era talmente elevato che hanno richiesto queste garanzie ancora da parte dei parenti, degli azionisti in proprio.

E' stata una operazione abbastanza modesta, perché è consequenziale a quella che è stata fatta in precedenza dal Consiglio regionale, con la mutazione degli azionisti che hanno inserito comunque le azioni nel pacchetto di garanzia; azioni che, tengo a precisare, nel momento che noi abbiamo assunto questa deliberazione, nel momento attuale, probabilmente dal punto di vista economico valgono zero, guardando il bilancio della società. Però sono state chieste ugualmente, perché da qui a sei mesi può darsi che la società vada bene, che la gestione sia più capace, disponga di abilità imprenditoriali e che quindi torni in pareggio o magari in utile, e questo significa ulteriori garanzie.

Se le banche hanno dato 7 miliardi successivamente a questo patto di vendita... Le banche avranno tanti pregi, ma hanno un difetto grandissimo, che solitamente danno i soldi a coloro che già li hanno; è molto difficile che li diano a coloro che non li hanno, almeno le banche italiane.

Credo che entro la fine dell'anno rientreremo in possesso di questi soldi, e con poco costo avremo garantito una grossa parte dell'occupazione, garantito che vengano finiti i lavori e quindi il mantenimento di una ditta che manterrà dei posti di lavoro in Valle. Credo che questa sia la cosa più semplice e più valida che avremmo potuto fare.

Presidente Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti: 29

Votanti: 28

Favorevoli: 27

Contrari: 1

Astenuti: 1 (Mostacchi)

Il Consiglio approva

Presidente In relazione agli accordi intervenuti nel corso della riunione della Conferenza dei capigruppo in data odierna, questa Presidenza ha suggerito un elenco di oggetti iscritti all'ordine del giorno, che potrebbero essere votati senza alcuna o con breve discussione, in modo da esaurire quegli argomenti la cui votazione è stata sollecitata da più parti e la cui trattazione si era deciso di rinviare in questo Consiglio.

Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Chiederei solo l'inversione dell'ordine del giorno per il punto 44, questione urgentissima, concernente la sostituzione di un sindaco effettivo e di due supplenti in seno al collegio sindacale della Sitrasb, perché l'assemblea è attualmente in corso ed il Presidente ha chiesto se potevamo fargli avere i nominativi in modo che si potesse evitare di indire una nuova assemblea.

Presidente Suggerirei allora, se il Consiglio è d'accordo, la trattazione del punto 44 all'ordine del giorno, poi del punto 41. Segnalo che anche la trattazione dell'oggetto al punto 73 è urgente, oggetto relativo all'autorizzazione di spesa per lo svolgimento di un referendum popolare.

Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) La question des urgences a toujours été acceptée de la part du Conseil. Il y avait une liste qui avait été présentée de la part de la Présidence du Conseil avec une série d'objets. A présent il y a l'urgence de l'urgence, dans le sens que certains objets insérés dans cette liste sont plus urgents que d'autres. Le Conseil peut très bien examiner ces objets et suivre la liste distribuée avec l'inversion de l'objet au point 44 qui a été demandée.