Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3275 del 23 aprile 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3275/IX Valutazione dei progetti dell'area megalitica di Saint Martin de Corléans. (Interpellanza)

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:

Interpellanza Si è chiusa nei giorni scorsi, l'esposizione presso il Centro Saint Bénin di Aosta, dei progetti per l'area megalitica di Saint Martin de Corléans.

Tale esposizione ha permesso a molti cittadini di vedere i 18 progetti presentati al Concorso di idee bandito dalla Regione nel 1988.

Dai commenti dei visitatori, registrati sul libro della Mostra, dalle lettere ed articoli apparsi sui giornali, un dato è emerso in modo eloquente. Il progetto Valletti, dichiarato vincitore dalla giuria che esaminò le proposte presentate al Concorso di idee, non solo non piace, ma suscita reazioni fortemente negative. Viceversa molti giudizi favorevoli sono espressi nei confronti del progetto Minissi che la giuria del Concorso di idee aveva considerato solo meritevole di una "segnalazione".

Queste valutazioni, che si sono manifestate in modo così esteso, devono essere prese in considerazione dall'Amministrazione regionale e dall'Amministrazione comunale di Aosta. Sarebbe bene approfondire il confronto con gli abitanti delle zone di St. Martin de Corléans per i quali il Parco archeologico può essere un' occasione migliorativa dell'intero assetto della zona. Sarebbe bene approfondire il confronto con gli esperti e le associazioni che si occupano della tutela e delle fruizioni dei beni archeologici.

Tutto ciò premesso, e ricordato che all'interno della stessa giuria del Concorso erano già state espresse ampie riserve da alcuni membri esperti, il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

l'Assessore regionale al Turismo, Sport e Beni Culturali per sapere:

1) se la Giunta regionale, alla luce delle valutazioni espresse sulla Mostra svoltasi al Centro Saint Bénin, intende rivedere le valutazioni espresse sui progetti per l'area megalitica di St. Martin de Corléans;

2) in che modo si intende condurre il confronto con gli abitanti di St. Martin de Corléans sulle conseguenze urbanistiche del progetto di intervento;

3) in che modo si intende condurre il confronto con gli esperti e le associazioni che si occupano della tutela e delle fruizioni dei beni archeologici.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Si è chiusa nei giorni scorsi l'esposizione presso il centro Saint Bénin, dei progetti per l'area archeologica di Saint Martin de Corléans. E' stata un'esposizione visitata da numerose persone che hanno potuto rendersi conto dei 18 progetti che erano stati presentati al concorso di idee bandito dalla Regione nel 1988.

Credo che questa esposizione abbia suscitato una serie di rilievi, di commenti, di valutazioni, che devono essere tenuti presente dall'Amministrazione regionale.

Questi rilievi sono emersi sia da una serie di interventi e lettere pubblicati sul quotidiano "La Stampa" e anche su altri giornali, sia nel libro della mostra, su cui molti visitatori hanno scritto le loro osservazioni, sia poi nei commenti che la gente ha fatto.

C'è un dato che è emerso in modo abbastanza eloquente, credo che chiunque abbia ascoltato quello che è stato detto, si sia reso conto che è emerso un giudizio fortemente negativo rispetto al progetto che è stato considerato vincitore di questo concorso di idee, il cosiddetto "progetto Valletti".

A parte il fatto che la mostra non indicava il progetto vincitore, non era chiaramente detto, quindi non tutti han potuto capire dove si erano orientate le scelte dell'Amministrazione, però chi lo sapeva l'ha confrontato con altri progetti esposti ed è emerso un giudizio sostanzialmente negativo, perché si tratta di un progetto, anch'io l'ho visto per la prima volta in questa esposizione, che ha una caratterizzazione di pesantezza, di enormità del costruito, di impatto urbanistico notevole che suscita molte perplessità in chi si avvicina a questa realtà.

Del resto basta sfogliare il libro dei visitatori della mostra per rendersi conto di tutta una serie di osservazioni che sono state fatte e che, io credo, vadano comunque prese in considerazione.

Viceversa, molti altri progetti esposti in questa mostra hanno avuto valutazioni fortemente positive dell'opinione pubblica.

Quindi credo che si ponga il problema di che tipo di intervento si vuole fare, di un approfondimento del tipo di confronto anche sul progetto che si vuole realizzare in tale area. Un progetto che da una parte valorizzi al meglio l'area archeologica, e che dall'altra si inserisca in modo ottimale nel contesto urbanistico di Saint Martin de Corléans.

Io credo che un confronto con gli abitanti della zona, con le realtà associative e culturali che esistono nella zona di Saint Martin de Corléans, sarebbe quanto mai opportuno, perché non possiamo calargli dall'alto un progetto senza un minimo di confronto, così come sarebbe opportuno un confronto preventivo in questa fase di elaborazione, con i gruppi, le associazioni, che si occupano di tutela e fruizione dei beni archeologici.

Purtroppo con queste associazioni, tipo l'Associazione di archeologia valdostana, la sezione ricostituita di "Italia Nostra" in Valle d'Aosta eccetera, in passato c'è stato più un rapporto di scontro, mentre ora è necessario un confronto costruttivo.

A noi sembra di aver notato, tra l'altro alcuni cittadini venuti a conoscenza di questa interpellanza mi hanno telefonato di nuovo sottolineando questo aspetto, che esista un problema di riflessione sul tipo di orientamento, sul tipo di intervento da fare in quella zona.

Non mi sembra che ci sia un consenso intorno a questo progetto che è stato giudicato vincitore dalla giuria del concorso, e mi pare ci siano anzi delle grosse perplessità.

Fra l'altro ho visto che in una di queste lettere sulla stampa, anche un esperto membro della stessa giuria si è dissociato pubblicamente rispetto a quelle conclusioni, formulando dei giudizi negativi.

Premesso tutto questo, noi chiediamo all'Assessore regionale al turismo, sport e beni culturali, se e come intende prendere in considerazione questo sentimento che è abbastanza diffuso, se l'Amministrazione intende riesaminare il tipo di orientamento che si è data, se intende valutare più a fondo il tipo di progetto che si vuole portare avanti, oppure se si intende confermare il progetto Valletti e procedere alle fasi di elaborazione e progettazione esecutiva.

Noi chiediamo comunque che una riflessione ci sia, che ci sia un confronto con gli abitanti della zona, che ci sia un confronto con le associazioni che si occupano della fruizione e della valorizzazione dei beni culturali, in modo da arrivare ad una scelta che sia quanto più condivisa e espressione di una concertazione tra Regione, Comune, cittadinanza e associazioni. Cosa che è ancora possibile e sarebbe bene fare.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Sport e Beni culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Non voglio fare la storia di questo concorso di idee bandito nel 1988 dall'Amministrazione regionale, deciso poi da una commissione giudicatrice nel 1989 e che ha avuto strascichi giudiziari davanti al TAR per alcuni anni.

Nel momento in cui i ricorsi che erano stati presentati al TAR sono stati respinti, parlo del mese di maggio dell'anno scorso, due erano le strade che era possibile perseguire, davanti alle quali si è trovata questa Giunta regionale.

Una era quella di rimettere in discussione tutto, chiaramente mettere in discussione tutto voleva dire non rifare una commissione e rifare un giudizio, perché questo poteva dare luogo ad altri ricorsi, ma rifare un concorso di idee, quindi iniziare nuovamente un iter che era già stato lungo e travagliato.

L'altra ipotesi era quella di dare attuazione a quanto era già stato deciso dalla precedente Amministrazione regionale.

Noi abbiamo scelto questa seconda strada e voglio precisare che l'incarico al gruppo vincitore, non solo l'architetto Valletti ma anche altri due, mi pare Curti e un altro, è già stato dato dalla Giunta regionale con delibera approvata nel mese di settembre.

Il gruppo vincitore già da alcuni mesi sta lavorando alla progettazione del parco archeologico di Saint Martin de Corléans.

E' ben vero che nell'ambito di questa delibera, di questo disciplinare d'incarico, sono state date precise disposizioni di concordare il progetto con il Comune di Aosta, perché sarà il Comune di Aosta che dovrà approvare, anche attraverso la commissione edilizia, il progetto.

Quindi può anche darsi che in questo confronto, che si è già aperto tra i progettisti ed il Comune di Aosta, si possa arrivare ad una modifica di quello che in fondo era un progetto di larga massima. Ho sentito su questo l'Assessore all'urbanistica del Comune di Aosta, io credo che il Comune voglia aprire poi, una volta che il progetto è stato definito nel dettaglio, un confronto con la popolazione interessata, e sarà quindi quella l'occasione per una partecipazione, da parte anche degli abitanti, a questa opera che indubbiamente è un'opera di grande rilievo.

E' vero, ho sentito anch'io, credo che ci siano state ampie risonanze sulla stampa, giudizi contrastanti su questo progetto come su altri. Io direi che questo avviene generalmente davanti a realizzazioni di grandi opere pubbliche, non ho mai visto, davanti ad una grande opera, l'unanimità di consensi.

Io non sono un architetto e non sono un tecnico, non so dirle se il progetto del gruppo vincitore è più o meno bello di altri, mi sento solo di dire, perché l'esperienza ci porta a questo, che davanti a opere del genere ci sono sempre stati giudizi contrastanti. In questo caso bisogna comunque rimettersi al giudizio di qualcuno.

La commissione giudicatrice di allora era composta anche di esperti, certamente non aveva raggiunto l'unanimità di consensi sulla decisione assunta, ma aveva raggiunto comunque una maggioranza. Io credo che quella decisione vada rispettata, quindi posso dire che, per quanto ci riguarda, la Giunta non intende ritornare indietro sulle decisioni già assunte, la progettazione è già stata affidata dando attuazione a quanto era stato deciso precedentemente.

Il confronto con la popolazione credo che ci sarà, perché è interesse anche del Comune di Aosta averlo, direi che ci sarà anche un confronto con alcune associazioni culturali, perché è intenzione dell'Assessorato portare il progetto all'attenzione della commissione per i beni culturali e ambientali, commissione della quale fanno parte due membri designati dalle associazioni culturali valdostane. Quindi ci sarà in quell'occasione l'ulteriore confronto che chiede l'interpellante.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Io devo dichiararmi non soddisfatto dalla risposta dell'Assessore, che mi sembra confermare una linea di impostazione che comunque va nel senso di confermare un tipo di progetto che mi sembra non riscuota assolutamente un giudizio positivo, da parte di chi ha potuto vedere questi progetti e li ha potuti esaminare.

E' vero che i giudizi contrastanti ci sono, credo che nel libro ci sia anche una osservazione favorevole al progetto Valletti, ma ce ne sono diverse pesantemente critiche rispetto a quel tipo di progetto, e non ho letto interventi sui giornali a difesa di quel tipo di elaborato, mentre ne ho letti molti fortemente critici. Si tratta di un progetto che è di un impatto notevolissimo, c'è questa muraglia enorme che viene eretta, questa copertura pesantissima, questa lanterna che sembra proprio una piramide sopra un'area archeologica. E' un progetto che, anche rispetto ad esperti del settore, non può che suscitare molte perplessità.

Io credo che se non si vuole cambiare rotta subito, si andrà comunque ad una correzione nel confronto con gli abitanti, con il Comune, con chi si interessa, perché credo che con molta difficoltà potrà essere imposto un simile progetto.

Noi chiediamo di non dare per acquisito e fermo questo tipo di risultato. Ci rendiamo conto che c'è stato un certo iter che probabilmente ha condizionato poi le fasi successive.

A noi non interessa che il progetto venga realizzato da un gruppo di progettisti piuttosto che da un altro, ci interessa che il risultato sia condiviso dalla città, dagli abitanti della zona, che sia un qualcosa che valorizzi i reperti archeologici che ci sono e che si inserisca in modo urbanisticamente valido, all'interno di una zona che ha bisogno di un certo tipo di realtà.

Quindi noi chiediamo che si apra questo confronto, che non rimanga solo a livello istituzionale ma che coinvolga direttamente la popolazione.