Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3262 del 23 aprile 1992 - Resoconto

OBJET N° 3262/IX Crédits alloués aux associations de bénévolat. (Interpellation)

PresidenteDo lettura dell'interpellanza presentata dai consiglieri Rollandin, Viérin, Mostacchi, Voyat, Perrin, Agnesod e Marcoz:

Interpellation Rappelant que l'activité des bénévoles du secours est une garantie pour l'organisation médico-sanitaire, dans les vallées letérales notamment;

soulignant que le Parlement, lui-même, bien qu'en retard, a prévu une reconnaissance et un appui aux associations de bénévoles;

compte tenu que notre région, par la loi n° 46 du 4 août 1981, a été l'une des premières à intervenir dans le domaine du bénévolat;

les soussignés conseillers régionaux interpellent l'Assesseur compétent pour connaître:

1) quels crédits ont été alloués aux associations de bénévolat en 1991 et sur la base de quels principes;

2) s'il a l'intention de modifier la loi régionale n. 46 du 4 août 1981 et avec quels objectifs;

3) à combien se chiffrent les crédits à allouer aux associations en 1992.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) On a posé cette interpellation compte tenu que d'une part il y avait eu là une journée qui avait été dédiée au bénévolat. En effet un dossier important avait été présenté: Prima giornata del volontariato in Valle d'Aosta, là où on avait présenté les différents groupes avec les représentants et il y avait eu le défilé des responsables, pendant cette journée.

Je crois que le problème de cette journée c'est que malheureusement on a pas peut être eu le temps de faire sortir les vrais problèmes, les problèmes que les différentes associations ont.

J'estime là que ce soit important de rappeler que, d'une façon particulière, il y a des associations que ont une activité importante en Vallée d'Aoste, qui ont une activité qui se dégage depuis des années.

Je crois que à ce sujet, avant de voir que même le Parlement allait dans la direction de reconnaître le bénévolat, l'Administration régionale, le Conseil, avait approuvé une loi, la loi n° 46 en 1981, là où on reconnaissait les principes qu'il faut avouer seulement dans ces derniers temps, ont été finalement l'objet d'un accord et d'une reconnaissance de la part du Parlement italien.

Je crois que pendant ces dix ans d'activité, il y a eu une série d'interventions au soutien du bénévolat dans les différents secteurs.

Là je crois que l'article 3 de la loi 46 prévoyait une règlementation dans ce sens, là on disait: "Le associazioni di volontariato che intendono accedere al convenzionamento con l'Unità Sanitaria Locale, debbono ottenere da parte della Regione, il riconoscimento di idoneità. Tale riconoscimento è concesso con Decreto del Presidente della Giunta, previa delibera della Giunta, sentito il Consiglio ove ha sede l'istituzione, e l'idoneità è subordinata al possesso della gratuità della prestazione dei soci, assenza di fini di lucro, adeguati livelli di funzionalità e pubblicità di bilancio".

Ce sont des principes que par la suite ont été reconnus dans la loi de bénévolat que le Parlement vient d'approuver et en même temps on a chargé les différentes administrations régionales de prévoir une série de interventions qui va toujours dans le sens de améliorer cette situation.

Je crois que entre autre, cette loi prévoyait une intervention financière justement pour les associations reconnues.

Rappelant que cette activité a fait l'objet, dans les différent secteurs, d'un aide considérable, je voudrais rappeler parmi les différentes associations, l'AVIS et les différentes associations d'assistance aux personnes âgées, que je crois ont vraiment le mérite d'avoir aidé et surtout d'avoir soutenu et résolu un problème important dans notre région.

Et bien, la question qu'a été posée et qui nous intéresse c'était de savoir, face à une loi comme la 46 qui prévoie d'allouer des subventions aux associations reconnues, quels crédits ont été alloués aux associations en 1991 et sur la base de quels principes, si face à la nouvelle loi nationale ont prévoit de modifier la 46 et en quel sens et à combien se chiffrent les crédits à allouer aux associations en 1992.

Je crois que dans ce sens j'estime important qu'il y ait une reconnaissance concrète du travail des associations pour dépasser même parfois des difficultés du point de vue bureaucratique, je crois que la bureaucratie est toujours là pour freiner un petit peu les interventions qui vont dans le sens de comprendre quelle est la difficulté parfois de certaines associations, je parle des associations de secours, qui je crois, existent un peu partout à présent en Vallée d'Aoste, et qui seront un peu le pilier du nouveau système d'assistance que la méthode qu'a été introduite avec le numéro 118 prévoit.

Existent, à résumer, une série de mesures qui font confiance sur la présence des associations de bénévolat.

C'est un thème qu'on connaît très bien, l'intérêt c'est de savoir si en même temps il y a une intervention de la part de l'administration régionale au soutien de l'activité de ces associations et dans quelle mesure.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Per quanto riguarda il primo punto dell'interpellanza, che ai sensi della legge regionale 19 aprile 1985 n. 14, nell'anno 1991 sono stati concessi alle associazioni di categoria di volontariato operanti nella nostra regione nei settori della sanità, dell'assistenza sociale, dei servizi sociali, contributi per complessivi lire 120.000.000, con le modalità che prevede la legge stessa.

Inoltre sono stati dati e saranno anche dati nel corso dell'anno altri contributi, magari straordinari, su richiesta altri contributi, magari straordinari, su richiesta da parte di singole associazioni come quella degli "Amici del cuore" o come quella del soccorso che ricordava anche il relatore, che fa fronte molte volte ad esigenze impellenti che hanno queste strutture.

In merito al punto 2, se ci sia l'intenzione di modificare la legge regionale n. 46 del 4 agosto 1991 e con quali obiettivi, è chiaro che questa legge, come diceva il relatore, prevede solo il riconoscimento della personalità giuridica delle associazioni.

Questo riconoscimento è di competenza del Presidente della Giunta e avviene con decreto, in modo che le associazioni che si costituiscono abbiano il seguito che devono avere.

Io ritengo che questa legge, la 46, come quella sui finanziamenti, che è la nostra legge regionale sui finanziamenti del volontariato che prevede lire 120.000.000, possa essere modificata e integrata nella legge regionale sul volontariato che stiamo predisponendo in attuazione della legge quadro nazionale approvata dal Parlamento nello scorso anno.

I presentatori sanno che c'è questa legge sul volontariato a livello nazionale, che deve essere attuata anche a livello regionale, per cui si ritiene che a livello regionale sia la n. 14, sia la 46, possano essere integrate in questa nuova legge in modo da rivedere tutto il discorso che riguarda la regolamentazione del volontariato nella nostra regione.

Intanto noi abbiamo portato avanti, per rispondere al terzo punto, già le commissioni consiliari e il rifinanziamento della legge n. 14, quella del 19 aprile 1985, e abbiamo lasciato i lire 120.000.000, così come era lo scorso anno, proprio per dare i finanziamenti alle associazioni in attesa di rivedere la legge generale.

Nella nuova legge sul volontariato che vogliamo fare, come dicevo, alla luce della legge nazionale, anche questo importo potrà essere modificato come riterremo opportuno, alla luce dei contenuti che daremo alla nuova legge che, come ho detto, è in via di elaborazione e che sarà portata, quanto prima, all'esame del Consiglio regionale.

Per quanto ci riguarda, tengo a precisare, che è nostra intenzione dare al volontariato valdostano il riconoscimento e il sostegno che merita, sia sul piano economico-finanziario, sia sul piano del ruolo che intendiamo svolga nella nostra regione. Intanto noi abbiamo portato avanti, per rispondere al terzo punto, già le commissioni consiliari e il rifinanziamento della legge n. 14, quella del 19 aprile 1985, e abbiamo lasciato i lire 120.000.000, così come era lo scorso anno, proprio per dare i finanziamenti alle associazioni in attesa di rivedere la legge generale.

Nella nuova legge sul volontariato che vogliamo fare, come dicevo, alla luce della legge nazionale, anche questo importo potrà essere modificato come riterremo opportuno, alla luce dei contenuti che daremo alla nuova legge che, come ho detto, è in via di elaborazione e che sarà portata, quanto prima, all'esame del Consiglio regionale.

Per quanto ci riguarda, tengo a precisare, che è nostra intenzione dare al volontariato valdostano il riconoscimento e il sostegno che merita, sia sul piano economico-finanziario, sia sul piano del ruolo che intendiamo svolga nella nostra regione.

Io ritengo che il volontariato nella nostra regione, in tutti i settori, svolga un ruolo importante ed è necessario anche per l'Ente pubblico, perché col volontariato riusciamo, in molte occasioni, a coprire anche tutte le nostre carenze.

Quindi credo che il volontariato debba avere il rispetto che merita e che è doveroso. Noi interesseremo questo volontariato anche alla predisposizione della nuova legge che intendiamo realizzare a livello regionale, in virtù della legge nazionale che ha approvato il Governo lo scorso anno, per cui ritengo che i suggerimenti che vengono dalla interpellanza, si possano poi tradurre nella nuova legge sul volontariato che vogliamo presentare in questo Consiglio regionale.

Presidente Chiede di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je remercie l'Assesseur. Je croyais d'avoir quelques nouvelles supplémentaires à propos des questions que, avec les collègues, on avait posé.

Le thème, en effet, ce n'est pas tellement de connaître ou non l'activité et surtout le bien fondé de la présence du bénévolat en Vallée d'Aoste qui est, je crois, un des aspects, même du point de vue culturel, plus important de notre région, mais je crois que c'était de connaître si, face à une reconnaissance tardive au niveau national d'un problème qui existe et sur lequel il fallait quand même prévoir un intervention, l'Administration régionale, sur l'expérience de cette loi 46 qui, je crois, a fonctionné pendant ces dix années, en prévoyant un certain ordre à propos des requêtes qui allaient être présentées aux différents niveaux, avait évalué la possibilité de prévoir des financements, à quel niveau et pour quelles activités.

La loi 14 de 1985 que l'Assesseur a rappelé, c'était une loi de financement qui allait au soutien des associations qui avaient déjà une reconnaissance.

Je voudrais rappeler notre problème qui se posera sans doute pour les différentes associations et auquel j'avais déjà fait référence au moment où on avait discuté du personnel régional.

Pour les représentants des différentes associations de bénévolat il y a la possibilité de jouir d'une certaine période et de journées de permis. C'est à dire, ceux qui sont appelés à un service, ont la possibilité d'avoir, au niveau de dépendants régionaux, la possibilité de, justement, ne pas être au bureau mais de faire une autre activité.

C'est un système règlementé, autrement, compte tenu que déjà au niveau de l'Administration régionale il y a des centaines de personnes qui font partie des associations de bénévolat, si par hasard, en même temps toutes ces personnes allaient demander, en application de cette loi nationale, de pouvoir prendre service dans les différents sièges d'associations, je crois qui se pèseraient quelques problèmes.

Alors le sens, entre autre, était de savoir s'il y avait déjà des indications pour une nouvelle loi. On m'a dit qu'on la présentera, qu'on vient de l'étudier. J'espère que dans le plus bref délai il y a des indications.

L'autre thème c'était de savoir si on allait dans la direction de allouer ces subventions prévues par la loi 14 mais en fonction de la loi 46, allouer ces subventions le plus tôt possible, autrement les associations mêmes qui ont une activité qui se base sur un fonctionnement le plus souvent lié aux financements de même, ce sont les mêmes volontaires qui vont payer certains frais, alors je crois que si, au contraire on avait une disponibilité dès le debout de l'année, il y aurait la possibilité d'avoir une certaine garantie par rapport à l'activité que les différents groupes vont faire, et surtout de savoir si pour le 1992 il y avait la possibilité de modifier dans le sens de reconnaître que les associations ont augmenté.

C'est là que je me referais au dossier qui a été présenté dans la journée de bénévolat, afin qu'on puisse un petit peu modifier et prendre acte que la situation a changé. Voilà c'est dans ce sens qu'on avait demandé des éclaircissements. Je crois que certains thèmes doivent encore être étudiés et avoir une solution. J'espère d'avoir des réponses dans le temps.