Oggetto del Consiglio n. 3258 del 23 aprile 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3258/IX Motivi del ritiro del disegno di legge n. 362, concernente la disciplina delle cave di marmo in Valle d'Aosta. (Interrogazione)
PresidenteDo lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand:
Interrogazione Appreso, dalle comunicazioni del Presidente del Consiglio regionale nell'adunanza del 1° aprile 1992, che la Giunta regionale, in data 16 marzo 1992 ha ritirato il disegno di legge n. 362 presentato il 13 novembre 1991, concernente la disciplina delle cave di marmo in Valle d'Aosta;
rilevato che è la seconda volta che la Giunta regionale, su pressione dell'associazione dei cavatori del marmo, ritira un Disegno di legge di disciplina delle attività di estrazione del marmo in Valle d'Aosta;
ricordato che dal giugno 1990 è all'esame della competente commissione consiliare una proposta di legge del Gruppo Verde Alternativo per disciplinare le cave di marmo e che tale proposta di legge non è mai stata esaminata in attesa del disegno di legge della Giunta;
evidenziati i gravi danni che provoca all'ambiente ed ai cittadini della Valle d'Aosta l'assenza di una disciplina per le cave di marmo;
ritenendo vergognoso il comportamento della Giunta regionale chiaramente determinato da preoccupazioni elettorali;
Il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
Interroga
l'Assessore ai Lavori Pubblici per conoscere:
1) quanti voti sono stati promessi dall'associazione dei cavatori del marmo alla lista "Dolchi-Fosson" in cambio del ritiro del Disegno di legge n. 362;
2) l'elenco dettagliato di tutti i contributi erogati dalla Giunta regionale a favore di imprese che svolgono attività di estrazione del marmo e delle pietre affini per uso ornamentale, ai sensi della legge regionale 17 giugno 1988, n. 51.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Martin, ne ha facoltà.
Martin (ADP) Risponderò soltanto per quanto riguarda i motivi di questo ritiro anche se non sono stati chiesti in maniera chiara in interrogazione, in quanto al primo punto penso sia inutile rispondere, penso sia una constatazione del tutto personale del Consigliere Riccarand che non ci ha trovati d'accordo. Alla seconda domanda risponderà l'Assessore Mafrica.
Volevo solo dire che l'associazione delle cave di marmo ha in effetti presentato da alcuni mesi, un progetto di legge piuttosto complesso, piuttosto completo che interessa diversi assessorati, sia quello all'ambiente, sia l'industria, commercio, artigianato, sia quello dei lavori pubblici per le diverse competenze che questi assessorati esplicano.
Stiamo esaminando questo progetto di legge che è stato presentato anche al Presidente della prima commissione, il quale ha chiesto alla Giunta se non era il caso di rivedere tutta quanta la materia e di cercare di coordinare le tre proposte che a questo punto ci sarebbero, una presentata a suo tempo dal Consigliere Riccarand, un'altra presentata dalla Giunta regionale, ed una terza che per altri aspetti esamina questo problema, presentata appunto dall'Associazione cave di marmo.
L'intenzione è di arrivare ad un testo coordinato, con una disciplina per tutta la materia, quindi anche per le cave di marmo, ma visto che l'ultimo progetto di legge è sotto esame, si è pensato che fosse bene ritirare la nostra proposta di legge e dare la possibilità agli uffici interessati dei tre assessorati di valutare questa nuova proposta, e dare alle commissioni consiliari la stessa possibilità di fare questo lavoro per arrivare quanto prima ad un coordinamento delle tre proposte e quindi poter portare avanti, una volta per tutte, questo delicato problema.
Questo è l'unico e vero motivo per cui questa proposta di legge è stata momentaneamente ritirata, e posso anche dire in questa sede che quanto prima verrà ripresentata con le modifiche che dovranno essere apportate.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) Io ho l'elenco dei contributi che sono stati dati in base alla legge 51. La procedura è la seguente: vengono presentate le domande, le domande vengono esaminate dagli uffici, un tecnico verifica che gli impianti a cui si fa riferimento siano stati acquistati, verifica le fatture e la congruità tra la domanda e l'esistenza degli impianti e successivamente un comitato tecnico, sulla base dell'istruttoria, da il parere sui contributi da erogare.
Consegno l'elenco al Consigliere Riccarand.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Questa interrogazione è stata presentata subito dopo la comunicazione in aula, fatta dal Presidente del Consiglio nell'adunanza del 1° aprile 1992, in cui è stato annunciato che per la terza volta, la normativa relativa alle cave di marmo e pietre affini, perché non riguarda solo le cave di marmo, la normativa per disciplinare le procedure di autorizzazione per queste cave era stata ritirata dalla Giunta regionale. Ed è stata ritirata con delle modalità e in periodo che rendono inequivocabili i motivi reali per cui questo provvedimento è stato ritirato.
Non c'è nessun dubbio che qui ha prevalso la preoccupazione di tipo elettorale e la necessità di un accordo che comportasse una sorta di scambio, di ritiro da una parte e di voti dall'altra.
Io però voglio dire questo: è dal 1989 che ci stiamo trascinando con questa vicenda che è veramente indecente. Nel 1989 abbiamo fatto una legge quadro generale per quanto riguarda l'autorizzazione sulla disciplina e l'attività di cava.
La legge che venne fatta allora era il frutto di una fusione di due testi, uno presentato dalla Giunta e uno presentato dal nostro gruppo, e la fusione venne fatta attraverso un sottogruppo sostanzialmente coordinato da un consulente della Giunta regionale che era l'avvocato Sartorio, che era stato incaricato proprio di fare questo lavoro.
Io ricordo benissimo che l'avvocato Sartorio, perché ne abbiamo parlato in sede di questo gruppo che seguiva la vicenda, era contrario allo stralcio della normativa dalla normativa generale, della parte riguardante le cave di marmo e di pietre affini, diceva che la normativa doveva riguardare tutti quanti, evidentemente doveva avere una valenza generale, e quello venne deciso così nel gruppo di lavoro, venne deciso così in commissione, il testo arrivò completo in aula.
All'ultimo momento, in aula, dietro la pressione dell'associazione dei cavatori del marmo, venne stralciata la parte del marmo con l'impegno da parte della Giunta nell'arco di pochi mesi, di presentare una normativa ad hoc per le cave di marmo.
Sono passati tre anni e questa normativa non c'è. E non so se ci sarà entro la fine di questa legislatura, una normativa su questo aspetto.
Tutte le volte che si è arrivati al dunque, tutte le volte c'è stato un intervento dell'associazione dei cavatori del marmo che ha fatto annullare qualsiasi sforzo. Così è successo nel 1989, nel '90 noi abbiamo presentato una nostra proposta di legge specifica per disciplinare questa materia, non si è mai potuto discutere in commissione perché la Giunta ha continuato a dire che stava presentando un proprio disegno di legge, cosa che poi è avvenuta soltanto nella primavera del '91.
E' stato presentato un disegno di legge, quando siamo arrivati in commissione per esaminare il disegno di legge la Giunta l'ha ritirato e dopo alcuni mesi ha presentato il nuovo testo che poi è stato ritirato in campagna elettorale.
Questa è la vicenda. Nel frattempo, in tutta una serie di zone della Valle d'Aosta, ci sono cave di marmo e di pietre affini su cui ci sono proteste di abitanti, proteste di comuni, situazioni evidentemente di disagio e di danno ambientale che non si riescono a controllare perché la Regione non ha disciplinato questo settore con una propria legge e quindi rimane in vigore una normativa di carattere statale.
Io credo che questa situazione sia veramente una situazione indecente.
Anche recentemente, dopo l'ultimo testo presentato dalla Giunta regionale, era il disegno di legge n. 362 del 13 novembre 1991, siamo arrivati a discuterne in commissione, è stata invitata l'associazione dei cavatori del marmo a venire a esporre le sue considerazioni, non si è presentato nessuno.
E' dal 1990 che ho presentato una proposta di legge, ho sempre fatto presente questa situazione, che ero disponibile a qualsiasi incontro, a esaminare qualsiasi proposta, non ho mai avuto una proposta di incontro, non ho mai avuto la proposta di un testo.
In commissione nessun testo è mai stato consegnato, e anche questa proposta a cui fa riferimento Martin, l'Assessore ai lavori pubblici, riguarda più che altro sicuramente non una normativa specifica per la disciplina e l'autorizzazione, ma più che altro normativa di carattere generale per il settore, che é una cosa diversa dalle procedure autorizzative per una cava, che devono essere disciplinate.
Il problema è che qui ci troviamo di fronte ad una situazione che è insostenibile perché abbiamo tutti gli altri settori dell'escavazione che sono disciplinati con una legge regionale, e abbiamo questo settore in cui, diciamo così, vige il principio della cava selvaggia.
Io credo che sia ora di chiudere questa vicenda e quindi di arrivare a una conclusione. Il mio giudizio sul comportamento della Giunta regionale è un giudizio molto negativo.
In commissione è comunque giacente la proposta di legge che io ho presentato fin dal 1990. La settimana prossima ritornerà in commissione e io chiederò a questo punto che andiamo avanti su quel testo perché mi sembra indecente che si vada avanti senza arrivare a nessuna conclusione su un settore così importante.
