Oggetto del Consiglio n. 362 del 28 novembre 1975 - Verbale

OGGETTO N. 362/75 - Disegno di legge regionale concernente: "Aumento, per l'anno 1975, della spesa annua per l'applicazione della legge regionale 7 marzo 1973, n. 7, recante norme ed interventi nel settore dell'agricoltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura".

Con legge regionale 7 marzo 1973, n. 7, recante norme ed interventi nel settore dell'agricoltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura, veniva autorizzata a tal fine la spesa annua di lire 500 milioni per il quinquennio 1972, 1973, 1974, 1975 e 1976.

Con successiva legge regionale 10 settembre 1973, n. 32, venivano approvate le norme di applicazione della precitata legge.

In base alle domande presentate all'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste dai conduttori di aziende agro-pastorali, tendenti ad ottenere l'indennità prevista dalle citate leggi regionali per l'anno 1975, la spesa autorizzata risulta però del tutto insufficiente. Infatti, per dare corso alle domande di tutti gli aventi diritto, è necessaria una spesa complessiva di lire 1.300.000.000.

Per questo motivo, si sottopone all'esame e all'approvazione del Consiglio l'allegato disegno di legge che autorizza, per l'anno finanziario 1975, una maggiore spesa di lire 800 milioni per la pratica applicazione della legge regionale 7 marzo 1973, n. 7, allo scopo di consentire la corresponsione di detta indennità a tutti coloro che realmente forniscono un sostanziale e continuativo contributo alla conservazione dell'ambiente rurale montano e al mantenimento dell'equilibrio idrogeologico delle zone montane in Valle d'Aosta.

La spesa di cui sopra è già stata prevista nel fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento, di cui all'allegato E alla legge regionale di approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975.

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Disegno di legge n. 142

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ...................... n. ....: "AUMENTO, PER L'ANNO 1975, DELLA SPESA ANNUA PER L'APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1973, N. 7, RECANTE NORME ED INTERVENTI NEL SETTORE DELL'AGRICOLTURA PER LA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO AGRICOLO MONTANO E PER LA PROTEZIONE DELLA NATURA".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzata, per l'anno 1975, la maggiore spesa di lire ottocentomilioni per l'applicazione della legge regionale 7 marzo 1973, n. 7, recante norme ed interventi nel settore dell'agricoltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura.

Art. 2

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul capitolo 342 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975, previo prelievo di pari somma dal capitolo 206 della parte Spesa del bilancio stesso.

Art. 3

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975 sono apportate le seguenti variazioni:

Parte SPESA:

Variazione in aumento:

- Capitolo 342

"Spese per interventi nel settore dell'agri-coltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura".

L.

800.000.000

Variazione in diminuzione:

Capitolo 206

"Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento. (Spese correnti - Allegato E)

L.

800.000.000

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Chabod (D.C.) - Con 23 Consiglieri presenti la seduta è valida.

Si passa al punto n. 35 dell'ordine del giorno: il disegno di legge n. 142. Prego il Consigliere Segretario di darne lettura.

Marcoz (U.V.P.) - Per l'anno 1975 si era prevista nell'allegato F del bilancio una cifra di 800 milioni, cifra comparata a quella dell'anno precedente, infatti si sa che nella Regione Valle d'Aosta dai dati I.S.T.A.T. ci sono circa 11.000 aziende di cui circa 10.000 funzionali. L'anno 1974 erano giunte all'Assessorato 6.152 domande; per l'anno 1974-fine 1975 sono giunte all'Assessorato 7.220 domande. L'importo previsto dunque per quest'anno 1974 che viene pagato nell'anno 1975 è di circa 1.382.000.000. Durante questo periodo di 8-9 mesi di Assessorato abbiamo ritenuto opportuno fare debiti, accertamenti, abbiamo fatto a caso su circa 230 aziende circa. Abbiamo trovato che 185 aziende denunciavano il falso, i nostri uffici si sono prodigati in una maniera veramente... qui ci vuole l'encomio ai funzionari che hanno svolto questo lavoro e abbiamo trovato, come ripeto, 185 aziende su 230 controlli fatti che denunciavano cose non veritiere. La Giunta ha ritenuto opportuno per questo primo anno di non influire troppo, di non pesare troppo la mano e cioè con la denuncia in base all'articolo 8, ma solamente perché si è visto che gran parte delle volte queste denunce erano denunce false fatte in buona fede dai nostri allevatori, dai nostri coltivatori.

Per l'anno 1975 si prevedono che le domande arriveranno a circa un numero di 8.000, quindi sarà senz'altro necessario, per l'anno prossimo, un controllo più accurato di queste domande che vengono presentate all'Assessorato. Vi è la collaborazione come Assessorato, come dicevo stamattina, con le varie sezioni di allevatori, con la Coltivatori Diretti dei singoli Comuni, e qui c'è il Presidente Albaney che può accertare quanto dico. Prenderemo dei provvedimenti più idonei in quanto lasceremo il controllo, cioè, oltre che lasciare il controllo direttamente tra i singoli proprietari che denunciano quanto possiedono, faremo controlli anche noi sempre così sporadici in modo che gli allevatori sappiano che la Regione non dà via solamente fondi così largamente senza nessuna veste, senza nessun controllo, ma che se per caso, vista l'esperienza dell'anno 1974, si ritornasse a delle denunce false in numero così rilevante, senz'altro andranno incontro come dicevo prima, in base all'articolo 8, ai provvedimenti di legge. Per quest'anno quindi gli 800 milioni che sono previsti nell'allegato F verranno totalmente spesi e si prevede che forse non saranno sufficienti per completare tutte quante le domande.

Nel mio programma per l'anno 1975 era previsto che, entro settembre, tutte le domande fossero liquidate, invece, come ripeto, siamo arrivati a fine novembre e, oggi come oggi, tutte le domande sono liquidate ad eccezione di quelle che hanno avuto delle variazioni nelle aziende, il perché è dovuto a questi controlli fatti in questi ultimi due mesi solamente. Come dico per l'anno prossimo cercheremo di agire diversamente in modo che si ovvi a questo gravissimo inconveniente denunciato questa mattina sia dal Consigliere Monami che da altri Consiglieri.

Lustrissy (D.P.) - Vorrei sapere dall'Assessore qual è lo stato delle liquidazioni dell'indennità del verde agricolo a tutt'oggi, in quanto mi pare che quest'anno ci siano stati dei ritardi nella liquidazione, vorrei anche conoscerne i motivi.

Vorrei conoscere la liquidazione delle indennità relative all'anno 1974, il motivo dei ritardi. Vorrei poi chiedere all'Assessore se è già stata data attuazione a quell'articolo di legge - adesso mi dispiace di non avere sottomano la legge - che prevede un Comitato per la revisione di tutta quanta l'attività in ordine alla presentazione delle domande e alla pubblicazione delle stesse presso gli Albi Pretori comunali, di modo che ci sia questo confronto già a livello di Comune fra i singoli che percepiscono le indennità, perché io, considerate altre esperienze, non credo molto ai controlli così come sono stati indicati dall'Assessore, credo di più ai controlli campione fatti direttamente dall'Assessorato tramite i suoi funzionari.

Vi è questo adempimento di legge relativo alla pubblicazione dell'Albo Pretorio, che io ritengo più interessante delle indennità liquidate ai singoli, affinché ci sia questo confronto poi automaticamente tramite le Amministrazioni comunali e tramite gli stessi coltivatori diretti o agricoltori che percepiscono l'indennità... ci sarà confronto attivo... Inoltre sono rimasti aperti alcuni problemi che erano già stati definiti, occorre fare un aggiustamento della legge attuale: si tratta di problemi emersi durante una serie di incontri tra Associazione di allevatori, Associazione agricoltori e Amministrazione regionale. Occorre superare gli inconvenienti attuali della legge che si sono rivelati poi in fase applicativa, si tratta di eliminare questi inconvenienti relativamente ad alcuni massimali per gli alpeggi, che in definitiva rappresentano ancora le aziende più valide nella nostra Regione e che devono essere incoraggiati.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - Questo argomento che oggi ci viene sottoposto ha costituito, quando lo abbiamo varato, un esempio in Italia di provvedimento in favore della montagna, non solo, ma altri provvedimenti successivi della C.E.E. anche... diverse Regioni hanno grosso modo calcato, ripreso la nostra legge. Noi abbiamo avuto degli elogi in campo nazionale non solo dai giornali ma anche da associazioni di agricoltori, eccetera, e questo fatto è stato per me estremamente positivo. Noi quindi non solo siamo a favore di questo però vorremmo delle precisazioni dall'Assessore in questo senso: la cifra di 1.300.000.000 annui è una cifra modesta se teniamo conto del servizio che questi agricoltori rendono alla collettività, non solo come produzione agricola, ma particolarmente perché sono quelli che mantengono la montagna. C'è di più: questi contributi noi li abbiamo stabiliti nel 1973, dal 1973 al 1975 la moneta ha subito una svalutazione di circa il 40% e noi di questo fatto dovremmo tenerne conto, perché loro difatti oggi percepiscono circa un 40% in meno di allora. Questo fatto è dovuto alla perdita di valore del potere d'acquisto della moneta e quindi sarebbe anche il caso di esaminare l'aumento, ma di esaminarlo senza gravare sul bilancio della Regione. In che modo? Se noi controllassimo seriamente... e l'Assessore ha detto che i controlli li fa, a me dispiace di essere arrivato un po' in ritardo ma io ho sentito quanto ha detto il Consigliere Lustrissy e sono del suo parere. Io ho fiducia nei controlli fatti dall'Assessorato e se ci decideremo finalmente a sistemare il Corpo forestale come dovrebbe essere sistemato, io penso che queste mansioni potrebbero essergli affidate, non con gli organici di oggi, ma se noi lo potenziassimo e lo rendessimo atto non solo a tutelare le foreste... ma c'è la questione della caccia, della pesca, della flora, della vigilanza ecologica, eccetera, ma non entriamo adesso nel discorso della forestale.

Se noi riuscissimo a stroncare gli abusi mantenendo lo stesso stanziamento, noi potremmo aumentare notevolmente i contributi a coloro che effettivamente meritano e ne hanno diritto... Stamattina invece il Presidente diceva - e io sono d'accordo con lui - che controllare la questione dell'abbattimento del bestiame non è semplice; qui è enormemente più semplice perché qui sulla denuncia c'è: "Coltura in atto e coltura catastale". È logico che se al Catasto io ho un terreno ad Arvier che risulta vigneto e seminativo e ci sono sopra delle castagne e delle betulle che avranno 40 anni... lì c'è sempre seminativo e vigneto... Ora, cosa ha fatto molta gente? O per ingenuità, o perché non era informata... o quelli magari non molto ingenui hanno denunciato non già la coltura in atto ma la coltura catastale e allora un mucchio di terreni abbandonati, sterili e incolti figurano ancora seminativi, o prati, o vigneti: ecco il problema è lì, allora qui non è complesso, si tratta di tempo è vero, ma se funzionari, o forestale, o chiunque ci dirà l'Assessore vanno sul posto e controllano, beh, si vede sul posto se è vigneto, se ci sono sopra delle betulle che hanno 30 anni o dei cespugli, se è tutto incolto, quindi qui è più semplice controllare che non questa mattina.

Allora noi, facendo questo controllo, incoraggeremmo anche gli onesti, perché oggi gli onesti ci sono, gli onesti che hanno denunciato giusto però, che, sapendo degli altri che hanno abusato, dicono: "noi che siamo gli onesti siamo i fessi, perché quelli hanno denunciato il falso e pigliano i quattrini". La questione relativa a questi accertamenti, a questa repressione, a questi abusi è una questione non solo necessaria ma anche relativamente urgente. Se noi riuscissimo a reprimere quegli abusi, noi avremmo una cifra sufficiente, senza aumentare lo stanziamento, per aumentare i contributi a quelli onesti, a quelli che effettivamente lavorano e mantengono il verde. Questo è l'invito che io rivolgo alla Giunta e particolarmente all'Assessorato, cioè di fare dei controlli severi e reprimere gli abusi.

Albaney (D.P.) - Sarò brevissimo. Io mi sarei aspettato che l'Assessore, in occasione di questo aumento di richiesta di finanziamento per la legge del verde agricolo, parimenti avesse predisposto un disegno di legge capace di recepire le richieste a suo tempo inoltrate da parte delle Associazioni degli agricoltori e degli allevatori. Abbiamo avuto alcune riunioni e da parte dell'Assessorato, da parte dell'Assessore c'era stato un impegno ad esaminare un eventuale aumento di contributi in merito all'attuale stato di contribuzione.

È vero che successivamente da parte dell'Associazione agricoltori e anche dall'Associazione allevatori non era stato quantificato quello che poteva essere l'aumento, però da parte dell'Associazione allevatori erano state fatte delle richieste precise. È vero, c'era stato anche un impegno da parte dell'Assessorato, da parte dell'Assessore di convocare le Organizzazioni quanto prima. Per fare un esempio vero in merito alle 30.000 lire per capo bovino, da parte dell'Associazione allevatori era stato richieste 50.000, invece delle 5.000, per quanto riguarda il bovino monticato negli alpeggi, erano state richieste 9.000 fino a un massimo di 1.000.000, mentre per la parte precedente il limite massimo erano state previste 1.500.000. Io mi sarei cioè aspettato che l'Assessorato, contemporaneamente a questo aumento di stanziamento, avesse fatto presente delle proposte precise... è di questo che sono un po' preoccupato in questo momento qui, salvo che ci sia da parte dell'Assessorato l'impegno preciso che, entro fine anno, venga esaminato questo problema.

Per quanto riguarda quel problema di un maggior controllo da parte dell'Assessorato, mi pare che sia più che logico applicare l'articolo 4 in cui si dice che alla compilazione e alla tenuta del Registro Comunale dell'azienda agricola si provvederà entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. Se l'Assessorato quindi avesse dato applicazione a questo articolo, avremmo subito avuto un controllo preciso da parte di questa Commissione, da parte di questo Registro comunale, di modo che ogni azienda avrebbe denunciato effettivamente i capi di bovini che possiede e il terreno che coltiva.

Io non avrei altro da dire, salvo che chiedo esplicitamente un impegno da parte dell'Assessore di esaminare immediatamente in Commissione Agricoltura l'aumento dei contributi riguardanti le richieste da parte dell'Associazione degli allevatori e dell'Associazione degli agricoltori.

Marcoz (U.V.P.) - Si vede che il Consigliere Lustrissy non era ancora arrivato oppure non aveva sentito bene. Io all'inizio della mia breve relazione ho detto che quest'anno avevo fatto un programma per i pagamenti del verde rurale e cioè che intendevo liquidare tutte le pratiche entro mese di settembre. Premesso che per l'anno 1973 le pratiche sono state pagate nell'anno 1975 al mese di aprile quando io ero Assessore, cioè con un anno mezzo di ritardo circa, noi abbiamo pagato le pratiche dell'anno 1974, le ho pagate io Lustrissy... per 1.800 aziende, non una, e qui non voglio fare nessuna polemica per carità... no, nel 1975 1.800 dovevano ancora essere liquidate. Albaney ...(voce del Consigliere Albaney)... le ultime appunto, io ho fatto un programma di lavori che, entro il mese di settembre, tutte le pratiche dovevano essere liquidate, invece a tutt'oggi delle 7.220 pratiche per l'anno 1974 ne abbiamo liquidate 6.800, quindi ne mancano ancora circa 400 da liquidare, che sono le pratiche che hanno avuto delle variazioni. Abbiamo quindi dovuto rivederle man mano, pratica per pratica, in questi giorni stanno facendo le lettere di liquidazione di tutte le pratiche, quindi, entro dicembre, tutti quanti riceveranno la loro quota dovuta e dunque non vedo i motivi dei ritardi che il Consigliere Lustrissy ha sollevato prima.

Per quello che riguarda invece la pubblicazione all'Albo pretorio del Comune, è vero siamo in ritardo, ma il ritardo è dovuto al fatto che vogliamo avere il quadro aggiornato dell'anno 1974 di tutte le aziende liquidate, in modo che non manchi più nessun dato a questo quadro e verrà allora convocato questo Comitato e inviato a tutti gli Albi pretori dei Comuni per la pubblicazione di questi elenchi con i relativi importi. Per quello che riguarda il Consigliere Manganoni, giustamente le aziende in Valle d'Aosta sono circa 11.000, dovremo fare dei controlli ad hoc con della gente... controlli seri e senz'altro avremo la possibilità di ricavare, cioè di avere una minor spesa e poter con la stessa spesa di bilancio venire incontro agii allevatori.

Quello che dice il Consigliere Albaney è giustissimo, io difatti avevo partecipato a due o tre riunioni con gli allevatori, però se lui si ricorda bene, gli allevatori nelle ultime riunioni recitavano i mea culpa, perché dicevano che veramente se la Regione non può andare avanti con certe leggi, è perché proprio loro ne abusano in una maniera, non voglio dire così, ma abusano di questa legge. Il mio impegno quindi esiste sempre, come esiste l'impegno delle varie Associazioni di allevatori di fare delle proposte concrete, serie, di valutare il problema seriamente in modo da trovare una quadra. Noi, come Giunta, quindi non siamo contrari a rivedere questi prezzi, che sono vecchi, vogliamo solamente un discorso chiaro e sano con gli allevatori, con la Coltivatori Diretti e con la Giunta regionale.

L'impegno mio esiste... è formale, cioè, entro il mese di dicembre, vedremo di fare nuovi incontri e vedremo se sarà possibile trovare una quadra definitiva per questa legge.

Lustrissy (D.P.) - L'Assessore ha detto una cosa inesatta in quanto tutte le domande presentate nei termini sono state... nel 1974, nel 1975 sono state liquidate circa 1.000 domande, che sono state presentate oltre i termini. La Giunta a settembre 1974 ha deciso di accoglierle e anche di... alcune pratiche... lasciate in sospeso... la minima unità aziendale... soprattutto per i viticoltori e per altri casi... l'Assessore era in Giunta e se lo deve ricordare. Pertanto non ci sono stati quei ritardi che ha lamentato l'Assessore Marcoz.

Per quanto riguarda ...(voce)... certo, ma ci sono stati nel 1975 però questi ritardi, mentre tutto era predisposto per... al mese di gennaio 1975... ora, si vede che prevale sulla volontà politica...

Per quanto riguarda le altre domande poste in merito agli adempimenti previsti dalla legge, noi vorremmo che l'Assessore ci chiarisse se ha fatto qualcosa a norma di quanto stabilito dall'articolo 4, o se intende farlo almeno per il futuro, perché l'unica possibilità è quella... Il tipo di controllo non sarà efficace come quello previsto dall'articolo 4; se vuole, le ricordo quanto previsto da tale articolo: "a norma dell'articolo 6 della legge regionale 7 marzo 1973 n. 7, i Comuni della Regione provvederanno, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, alla compilazione e alla tenuta del Registro comunale...". I Comuni hanno provveduto a fare questo? Il personale della Regione è stato messo a disposizione dei Comuni? Questo articolo è il più importante per l'applicazione della legge... se noi daremo adempimento a questo articolo, ci troveremo... a livello comunale è più facile...

Andrione (U.V.) - Mi dispiace molto ma ipso facto ci sono 10.500 aziende agricole e -queste cose il Consigliere Lustrissy me le insegna -, con una parcellazione delle proprietà sui circa 1.500 chilometri quadrati che sono interessati dalle aziende agricole, un lavoro di quel genere richiederebbe come minimo dieci anni, come del resto insegna quello che succede al Catasto. L'unico tipo di controllo possibile in effetti è un controllo per campionatura, vedo che persino il Consigliere Albaney scuote la testa in senso abbastanza positivo perché le pratiche... può darsi invece che fosse contrario, c'è anche un popolo che, per dire: "no", fa così con la testa, abita nel Caucaso... va beh, ognuno è libero di fare come vuole.

Rimane il fatto che le pratiche catastali adesso sono in ritardo di 11 anni, chi pratica gli Uffici catastali lo sa probabilmente molto meglio di me, questo come dato di fatto. Il secondo dato di fatto che non è negabile è che le proprietà in Valle d'Aosta - quelle che noi in patois chiamiamo tsaplaye - sono fatte di piccoli pezzi estremamente frazionati, estremamente differenti, per cui un controllo di questo genere... cosa vuol dire mettere a disposizione personale della Regione ...(voci)... infatti, ma il controllo come l'abbiamo fatto? L'abbiamo fatto nell'unica maniera possibile, cioè per campione, perché in questa maniera esiste una possibilità di fare un controllo: ecco, questo è il concetto. Ora, che cos'è risultato? È risultato che anche molto sovente, per dei motivi diciamo di ingenuità, le richieste non corrispondono alla realtà, chi ha venduto una mucca e non si preoccupa di segnalarla ripete la pratica esattamente come l'anno scorso, o cose di questo genere.

Ora, questi fatti, dal punto di vista di una prima applicazione della legge, avrebbero potuto dar luogo a delle sanzioni draconiane a mo' di esempio, invece abbiamo interpretato questa volta, in prima applicazione, che dovessero essere restituiti i denari indebitamente percepiti. Evidentemente, man mano che si va avanti, sempre e ancora con un controllo campionatura, che è l'unico possibile, serreremo la vite in maniera che si sappia che, al di là di un certo limite, quando non possa essere provata l'evidente buona fede di chi per errore ha dato certi risultati...

Il Consigliere Manganoni ha parlato di incolti, sterili, seminativi e tutto quanto, abbiamo anche un tipo di Catasto che è fatto su una tale quantità di possibilità che rende difficile il tutto e - ripeto - richiederebbe un grosso lavoro, per cui il controllo per campionatura portato avanti con una certa logica fra qualche anno potrà permettere all'Amministrazione regionale di impiegare bene questi fondi.

Se si volesse invece fare un lavoro di ristrutturazione totale - praticamente fare il Catasto regionale, perché la risposta del Consigliere Lustrissy è in questo senso -, il rifare a livello regionale quello che lo Stato non riesce a fare con il proprio Catasto impiegherebbe capitali enormi e ci metterebbe nell'assoluta necessità di assumere... io non so quale numero di impiegati per poterlo fare. Con l'unica eccezione dei Comuni di Gressoney St. Jean e Gressoney La Trinité, dove la proprietà è abbastanza estesa, tutto il resto della Valle d'Aosta è fatta di parcelle, mille metri quadrati proprietari 47... credo che qui ci siano molti geometri che possano dire meglio di me queste cose.

Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Coltivatori Diretti, Pino Albaney, Consigliere regionale.

Albaney (D.P.) - Sarò ancora più breve. Forse noi vogliamo essere troppo precisi nella compilazione di questi Registri delle aziende... cioè, volendo indicare i dati catastali, eccetera, cerchiamo di non fare niente perché il Catasto sarà aggiornato tra 10-15-20 anni ma non è questo il discorso che dobbiamo fare. Vogliamo costituire una Commissione comunale di modo che a un certo momento tutte le domande che sono state presentate in Regione abbiano un vaglio da parte di questa Commissione? È vero o non è vero che quella azienda è composta da tanti capi bovini che non so... i Comuni lo sanno, i veterinari lo sanno... un controllo non so del Messo comunale può essere effettuato perché ha in mano, senza stare lì a indicare... dell'azienda, perché vogliamo i dati catastali, il numero di foglio, il numero di mappa... questo non serve a niente per un buon funzionamento della legge, è sufficiente che si abbiano delle idee molto chiare della consistenza dell'azienda, della superficie senza... volendo essere troppo precisi, finiamo per non fare niente: ecco è questo che io voglio dire.

Lustrissy (D.P.) - ... io ho diritto a parlare perché è inutile che fai considerazioni...

Chabod (D.C.) - ... è la terza volta che parli, non è che hai il diritto...

Lustrissy (D.P.) - ... se invochi il Regolamento... gli articoli 6 e 7 della legge regionale n. 7 del 7 marzo 1973, che è la legge fondamentale, prescrivono delle cose precise a carico dell'Amministrazione regionale, ora a questa domanda non mi si è ancora risposto. L'articolo 6 dice: "Dopo la delimitazione delle zone agricole nel Piano Regolatore Urbanistico e Paesaggistico Regionale, i Comuni provvedono alla compilazione del Registro comunale delle aziende agricole. L'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Foreste, in base ai dati dei Registri comunali e delle aziende agricole, provvede alla compilazione e all'aggiornamento del Registro delle aziende rurali comprese...". Questo è previsto dall'articolo 6, cioè tutto questo è un sogno, non ce lo abbiamo ancora.

"Articolo 7. Fino a quando non saranno delimitate le zone agricole dal Piano Regolatore Urbanistico e Paesaggistico, l'iscrizione dei conduttori nel Registro regionale delle aziende agricole è disposta dall'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Foreste, sentita la Giunta regionale, previo controllo delle domande dei conduttori agricoli interessati, vistate e trasmesse dai Sindaci dei Comuni di residenza e previo parere di apposita Commissione nominata dalla Giunta regionale e composta come segue...". Ora, io chiedevo: questi adempimenti sono iniziati? Questa Commissione è stata nominata? Non mi si è risposto.

Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Borbey.

Borbey (D.C.) - Mi sembra - e me ne stupisco - che Lustrissy sia quasi pedante perché, come ex Assessore, un po' di buon senso... io ne ho dato atto all'ex Assessore Maquignaz, il quale un giorno ha dichiarato: "siamo riusciti a fare una buona legge per i coltivatori della Valle d'Aosta, siamo riusciti a fare una legge che ha stanziato 1.300.000.000 per gente che lavora la campagna". Io con questo ne do atto, ma non ammetto l'insistenza di un Lustrissy, il quale ad un certo punto incomincia a chiedere all'Assessore Marcoz: "è stato fatto questo? È stato fatto quell'altro? Quali accertamenti sono stati fatti?". È stata data applicazione alla legge, il peccato veniale è stato fatto all'inizio, cioè la legge è un'ottima legge ma bisognava iniziare l'applicazione dopo due anni, dopo che tutto... i vari articoli di legge venivano predisposti e venivano fatti i controlli. Per quanto riguarda tutte le domande presentate, dopo un anno di accertamenti, ecco che dovevano iniziare le liquidazioni e non che l'Assessore Lustrissy era il bravo, il bello e l'Assessore che non segue molto... e tutte le domande che sono state presentate... dimmi un po', quando tu sei stato Assessore, quale domanda è stata vagliata? Nessuna. È stato liquidato tutto? ...(voce del Consigliere Lustrissy)... come no? Ma scusami!

Qualunque domanda presentata che era a norma di Regolamento è stata liquidata, quindi non si venga dopo qui a scaricare barili, perché è facile forse fare delle liquidazioni il primo anno di 1.000.000, per poi chiedere controlli e per poi ridurre a mezzo milione. Bisogna iniziare bene le cose, è inutile che noi dopo due anni - è quasi il terzo anno - di applicazione della legge, che ha solo cinque anni di tempo... chiediamo che adesso venga trasmesso tutto ai Comuni... è chiaro che è la legge che lo prevede... ma perché non si è data applicazione subito?

Lustrissy (D.P.) - ... ma dopo si è previsto, leggi la legge...

Borbey (D.C.) - ... come "dopo si è previsto"? Quando? Quando tu eri ancora Assessore, scusami, questa è la realtà!

Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore all'Agricoltura Marcoz.

Marcoz (U.V.P.) - Credo sia la terza volta che ripeto che la Commissione sta per essere nominata dalla Giunta regionale, non si è ancora fatta perché aspettiamo tutti i dati delle aziende di questo anno. Io penso che sia registrato, poi vedremo i verbali, è la terza volta che lo ripeto, perché ...(voce)... non è ancora nominata? Aspettiamo solamente i dati, entro questo mese avremo tutti i dati ...(voce)... aziende dell'anno 1974 ...(voce)... poi faremo una Commissione, perché lo sa benissimo anche il Consigliere Lustrissy... i Piani Regolatori dei Comuni non sono ancora approvati, quindi le zone riservate al verde, all'agricoltura non sappiamo ancora...

Maquignaz (D.P.) - Mi pare che qui si cerchi un po' di esagerare sulle complicazioni che comporta l'articolo 4. Cosa prevede? Prevede semplicemente che venga rilevato in Comune; siccome le domande devono già passare tutte in Comune in quanto devono essere autenticate dal Sindaco, si chiede solo che venga segnato in un registro il nome e cognome dell'azienda, i dati catastali indicati su quella domanda, i terreni coltivati, il numero di capi bovini, eccetera. Praticamente si tratta semplicemente di avere un elenco in Comune di tutti questi dati per avere un raffronto, perché diventa pressoché impossibile seguire il raffronto fatto a livello regionale e non ha efficacia, mentre a livello comunale tutti hanno la possibilità di vedere quello che tiene 10 capi e denuncia 20, quello che ne tiene 5 e ne denuncia 10, cioè è più appariscente, si vedono meglio questi abusi nelle varie domande. Questo era lo scopo del Registro comunale, naturalmente l'Assessorato poi deve raggruppare tutte queste domande e fare un Registro regionale, quindi non è difficile, non è complicato: si tratta semplicemente di dare attuazione a una norma che, a mio avviso, non risolve il problema dei controlli, sono d'accordo, però facilita questo controllo perché viene fatto nell'ambito del Comune, che è più preciso e più sicuro che non fatto dall'Amministrazione regionale.

Per quanto riguarda l'articolo 7, era una condizione... cioè tutte le domande devono passare attraverso questo esame da parte della Commissione, che non mi risulta che sia stata nominata. Noi quindi chiediamo solo che si faccia qualcosa per istituire i Registri comunali e che si nomini la Commissione che è prevista dall'articolo 7 in attesa che ci sia il Piano Regionale Urbanistico che stabilisca queste famose zone agricole. Non mi pare quindi che chiediamo delle cose impossibili e, se non è stato fatto, noi vorremmo solo che ci fosse l'impegno, preciso però, non evasivo, che si dà applicazione alla legge regionale.

Marcoz (U.V.P.) - Il Consigliere Maquignaz ha detto una cosa giustissima, noi abbiamo già sollecitato diverse volte i Comuni a tenere questo albo delle varie denunce che vengono fatte, purtroppo fino adesso abbiamo avuto esito negativo: questa è la verità dei fatti! Come Giunta, quindi faremo una nuova circolare dove daremo disposizioni più serie per i Comuni perché si lamentano sempre che manca il personale, manca una cosa e manca l'altra e non riescono a tenersi questo albo, vedremo con la successiva circolare o tramite il Prefetto, il Presidente della Giunta di poter arrivare finalmente alla soluzione di questo problema che giustamente Maquignaz ha sollevato di nuovo.

Andrione (U.V.) - Per ribadire all'ex Assessore Maquignaz che, per quanto riguarda l'articolo 4... ma questo non si verifica soltanto per il verde agricolo, si è verificato, per esempio, per quella legge che l'Assessore Maquignaz conosce molto bene sulle consorterie nelle quali, per quanto si continui a fare dei solleciti i Comuni, o fanno la sourde oreille, o non rispondono, o addirittura in certi casi sostengono che quelle che sono evidentemente delle consorterie non lo sono e questo non è mai per caso. Si verifica nel caso del Registro in materia perché sotto la voce "Comune" si nascondono delle realtà differenti e, per esempio, un dato tipo di Registro nel Comune di Quart o in quello di St. Christophe presenta altre difficoltà che lo stesso Registro a Rhêmes Notre Dame. Non è che noi non vogliamo dare applicazione a quella legge, diciamo che per ora, per quanto sollecitati, i Comuni non si sono trovati in grado di rispondere all'imperativo dell'articolo 4, non solo, l'Amministrazione regionale - e probabilmente lei lo sa meglio di me - non è in grado di mettere a disposizione del personale perché già oberato per fare certi lavori invece del Comune. D'altra parte, proprio lo spirito dell'articolo 4 era quello di ottenere una specie di autocontrollo interno, per cui il distacco di personale regionale rischierebbe di frustrare in parte, perché arriva il paracadutista che paracadutato riesce a penetrare in certe realtà.

Secondo, per l'articolo 7 ribadiamo che la Commissione sarà formata in questi giorni in concomitanza con la raccolta di tutte le domande, cioè la nomina è in funzione di un esame, per fare l'esame bisogna che le domande siano state presentate. Ora, credo che il termine scada il 30 novembre; una volta scaduto, verrà nominata la Commissione con l'incarico di esaminare queste domande.

Mi sembra che le sue siano state parole serie, che sia stato un contributo serio, però questo, come sempre quando si parla di una certa profondità... ripropone il problema dei rapporti Regione-Comune e il problema delle dimensioni dei Comuni e della reale efficacia di certe strutture, sulle quali noi certe volte con le nostre leggi scarichiamo dei compiti, che poi nella realtà non possono essere soddisfatti. Le cito un esempio solo: i Comuni di Verrayes e St. Denis non possono fare certi lavori perché non hanno personale per farlo, ecco che si pone un certo tipo di problema di cui qui bisogna discutere.

Chiedo scusa ancora di questo particolare perché ritornerà in discussione quando si parlerà della legge sulla C.E.E.... manca totalmente la definizione delle zone agricole e il problema si lega alla famosa questione della legge sull'urbanismo fino a quando noi non avremo una legge urbanistica regionale o non avremo perlomeno incominciato i lavori di un Piano Regolatore Regionale. Come possiamo pretendere che siano i Comuni a dire quali sono i terreni a vocazione agricola quando noi sappiamo in realtà... e credo che lei più di qualsiasi altro si sia sentito dire proprio per il Comune dal quale lei è originario: " lo térèn lo vardo é pouè, can i ven l'ocajón, lo vendo"... [traduzione letterale dal patois: "io questo terreno lo tengo e poi, quando viene l'occasione, lo vendo"], ecco, questo ritengo sia un dato di fatto che non può essere negato.

Soltanto con una serie di strutture giuridiche che veramente intervengano sul territorio si può sperare di fare quel discorso in maniera seria, d'altra parte nell'immediato dobbiamo riconoscere che, anche se io sovente ho espresso personalmente dei dubbi, un certo tipo di intervento a favore degli agricoltori - e lei lo ha espresso molto bene in questo Consiglio -, anche se qualche volta vi sono degli sprechi, perlomeno ha tamponato certe emorragie, non avrà risolto il problema, ma è stato proprio lei da questo banco che ha sostenuto la tesi che bisognava tamponare come prima cosa! Evidentemente è nostro compito comune quello di darci le strutture giuridiche necessarie affinché questo lavoro di tamponamento diventi invece un lavoro di ristrutturazione.

Fosson (U.V.) - Non voglio ripetere quello che ha detto il Presidente, ma voglio fare una proposta partendo dallo scopo che voleva raggiungere l'articolo 4. Per quanto riguarda l'applicazione di tale articolo, ha già detto il Presidente quali sono le difficoltà in cui ci troviamo in questo momento per dare questo compito ai Comuni di tenuta di un registro. Sappiamo tutti che vi è mancanza di personale e non sarebbe possibile distaccare nei singoli Comuni del personale dell'Amministrazione regionale per mettere a posto questo problema in questo momento, però per una prima fase di confronto... perché l'articolo 4 cosa voleva raggiungere? Dare la possibilità nell'ambito del Comune di fare un confronto fra i vari agricoltori e per vedere di avere un autocontrollo sulle denunce.

Ora, se noi vogliamo, anche gradualmente, fare un qualche cosa in materia, io credo sia possibile. Non si tratta dell'applicazione integrale dell'articolo 4, però una prima proposta che mi permetto di fare e di vagliare, se questo può soddisfare in parte a questa esigenza, è quella, ad esempio, di farlo per il primo anno di applicazione di questa legge. L'Assessorato dell'Agricoltura ha gli elenchi di tutti gli agricoltori a cui è stata liquidata una certa somma. Siccome sono per Comune... non c'è difficoltà a dividere gli elenchi, a ridurli a elenchi per Comune, si può mettere vicino almeno il numero di capi di bestiame, che non è una questione forse... se noi dovessimo riportare i dati catastali... o si potrebbe portare una superficie globale... siccome non è divisa per le varie culture, forse viene un po' difficile ma basterebbe incominciare a fare un elenco dove c'è il numero di capi di bestiame denunciati - se possibile, anche la superficie globale senza dividere per colture - e la somma che è stata liquidata. Questo farebbe già discutere, permetterebbe già un confronto, questo elenco si manda direttamente al Comune per la pubblicazione all'Albo e praticamente potrebbe essere una prima traccia per il Comune che vuole adattare il Registro, altrimenti resta un primo tipo di confronto, non è l'applicazione dell'articolo 4, a cui bisognerà arrivare ma non vi nascondo tutte le difficoltà che sono già state fatte presenti da altri per questa questione.

Lustrissy (D.P.) - ... su quanto ha esposto Fosson... può essere questo il primo passo per pervenire all'applicazione poi definitiva della legge.

Chabod (D.C.) - Allora passiamo alla votazione articolo per articolo.

Articolo 1. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

L'articolo è approvato all'unanimità.

Articolo 2. Stesso risultato.

Articolo 3. Stesso risultato.

C'è l'articolo 4, il solito articolo dell'urgenza, che metto in approvazione. Stesso risultato.

Si passa alla votazione della legge a scrutinio segreto.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Risultato della votazione:

Presenti e votanti: 32

Maggioranza: 17

Favorevoli: 28

Contrari: 4

Il Consiglio approva.

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Disegno di legge n. 142

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ...................... n. ....: "AUMENTO, PER L'ANNO 1975, DELLA SPESA ANNUA PER L'APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 7 MARZO 1973, N. 7, RECANTE NORME ED INTERVENTI NEL SETTORE DELL'AGRICOLTURA PER LA CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO AGRICOLO MONTANO E PER LA PROTEZIONE DELLA NATURA".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzata, per l'anno 1975, la maggiore spesa di lire ottocentomilioni per l'applicazione della legge regionale 7 marzo 1973, n. 7, recante norme ed interventi nel settore dell'agricoltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura.

Art. 2

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul capitolo 342 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975, previo prelievo di pari somma dal capitolo 206 della parte Spesa del bilancio stesso.

Art. 3

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1975 sono apportate le seguenti variazioni:

Parte SPESA:

Variazione in aumento:

- Capitolo 342

"Spese per interventi nel settore dell'agri-coltura per la conservazione del paesaggio agricolo montano e per la protezione della natura".

L.

800.000.000

Variazione in diminuzione:

Capitolo 206

"Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento. (Spese correnti - Allegato E)

L.

800.000.000

Articolo 4

La presente legge regionale è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.