Oggetto del Consiglio n. 356 del 28 novembre 1975 - Verbale
OGGETTO N. 356/75 - Disegno di legge regionale concernente: "Aumento, per l'anno 1975, delle spese previste dalla legge regionale 11 agosto 1975, n. 40, recante norme per l'assegnazione gratuita dei libri scolastici di testo agli alunni della Regione".
Con legge regionale 11 agosto 1975, n. 40, il Consiglio regionale ha approvato norme per l'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole secondarie della Regione, provvedendo per il finanziamento delle relative spese.
Per l'aumento del costo dei libri di testo lo stanziamento di £. 300.000.000 previsto dalla legge succitata non è sufficiente a coprire la spesa che la Regione deve sostenere.
La variazione in aumento dello stanziamento del capitolo di spesa viene richiesta solo per il corrente anno 1975, in quanto dal prossimo anno scolastico si prevede potrà entrare in vigore un nuovo regolamento per l'assegnazione dei libri, secondo quanto previsto dall'articolo 2 della soprarichiamata legge regionale.
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Disegno di legge regionale n. 163
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ........................ n. ....: "AUMENTO, PER L'ANNO 1975, DELLE SPESE PREVISTE DALLA LEGGE REGIONALE 11 AGOSTO 1975, N. 40, RECANTE NORME PER L'ASSEGNAZIONE GRATUITA DEI LIBRI SCOLASTICI DI TESTO AGLI ALUNNI DELLA REGIONE".
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
È autorizzata, per l'anno 1975, la maggiore spesa di lire 30 milioni per l'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole secondarie della Regione.
Il limite di spesa previsto dalla legge regionale 11 agosto 1975, n. 40, è conseguentemente aumentato fino all'importo di lire 330 milioni.
Art. 2
L'onere di lire 30 milioni derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul capitolo 654 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975.
Il finanziamento della maggiore spesa è assicurato da una maggiore entrata di pari somma accertata sul capitolo 6 della parte Entrata del bilancio stesso.
Art. 3
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1975 sono approvate le seguenti variazioni:
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Parte Entrata |
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Variazione in aumento: |
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Capitolo 6 |
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Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'articolo 3 lettera a), b), c) della legge 6 dicembre 1971 n. 1065 - L. 30 milioni. |
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Parte Spesa |
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Variazione in aumento: |
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Capitolo 654 |
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Spese per l'assegnazione gratuita dei libri di testo e della cancelleria - L. 30 milioni. |
Art. 4
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Chabod (D.C.) - Si passa alla trattazione del punto 12/f dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Viglino.
Viglino M. Ida (R.V.) - La relazione che accompagna il disegno di legge dunque è sufficientemente chiara per evitare dei lunghi discorsi. Purtroppo l'aumento del costo dei libri di testo è tale che noi dobbiamo integrare la somma di 300 milioni che era stata prevista dalla legge precedente e l'integrazione rappresenta un onere di 30 milioni.
Ora, sulla questione dei libri di testo abbiamo già avuto delle discussioni e naturalmente noi siamo del parere che i libri di testo non devono più essere dati gratuitamente agli studenti delle Scuole Secondarie ma bisognerà esaminare un metodo nuovo che permetta di ricuperare almeno una parte di essi in modo da costituire delle biblioteche di classe che verrebbero poi ad essere di utile ed indispensabile aiuto per gli anni successivi, perché noi siamo partiti da un livello molto basso all'inizio e ormai la spesa per l'anno 1975-1976 rappresenta quest'onere di 330 milioni. La questione è già stata esaminata brevemente in una riunione che io ho avuto con tutti i Presidenti dei Consigli di Istituto, deve essere ripresa ed è mio dovere, mio compito, dopo averne esaurita la discussione anche alla Commissione consiliare Pubblica Istruzione, portare avanti l'argomento assieme agli organi collegiali e al Collegio dei docenti.
Apro una parentesi per far sapere al Consiglio che la Commissione della Pubblica Istruzione ha deciso di riunirsi regolarmente una volta alla settimana, perché i problemi della scuola diventano sempre più gravi, sempre più importanti e sempre più numerosi ed è logico che un Assessore da solo non riesce più a portare avanti tutti questi gravissimi problemi.
Chincheré (P.C.I.) - A mio avviso, anche questo problema, come quello discusso ieri pomeriggio e questa mattina, meritava forse una presentazione un po' più articolata, perché ovviamente sul metodo nuovo noi siamo d'accordo, però vorremmo anche sapere quali proposte concrete intende fare la maggioranza per adottare questo metodo nuovo, perché ovviamente consultare la Commissione, lavorare insieme alla Commissione consiliare e insieme agli organismi collegiali della scuola è un fatto positivo. Vorremmo anche sapere in base a quali termini si va a discutere con queste due organizzazioni, anche perché il problema riveste un aspetto, un interesse che va al di là dei libri stessi. Ieri mattina l'Assessore Fosson parlava di rigidità del bilancio, cosa sulla quale siamo d'accordo; pensiamo che, per ovviare a questo inconveniente grave, che corre il rischio di bloccare tutte le spese negli anni successivi, bisognerà andare e individuare nuove fonti di entrata al bilancio e soprattutto avviare un processo che io chiamerei di riqualificazione della spesa pubblica. Infatti, facendo dei brevissimi calcoli, se noi quest'anno spendiamo 330 milioni per la fornitura dei libri di testo agli studenti delle Scuole Medie inferiori e superiori, facendo un conto, secondo me, abbondante del costo unitario al libro di cinque mila lire, scopriamo che quest'anno compriamo 66 mila libri. Se noi teniamo conto degli ultimi cinque anni, questi 66 mila libri diventano 330 libri, se noi pensiamo alle Scuole Elementari e al fatto che sono più di cinque anni che questa legge esiste, la Valle d'Aosta ha comprato poco meno di un milione di libri. La cosa di per sé mi fa ovviamente molto piacere, ma la cosa che mi preoccupa è dove sono andati a finire questi libri. Il che vuol dire che, fatto salvo il diritto acquisito dagli studenti, dalle loro famiglie di avere un aiuto concreto per l'applicazione del diritto allo studio, resta il problema di questo milione di libri che probabilmente è andato a ingrossare le scariche di Brissogne e con i quali avremmo addirittura forse costruito la diga di Place Moulin mettendoli uno sopra l'altro.
Pertanto su una spesa di questo genere, ripeto, fatto salvo il diritto, possiamo andare ad un taglio nettissimo che ci fa risparmiare, a nostro avviso, qualche decina di milioni che possono essere rimessi in circolo per le altre spese di bilancio.
Siamo però anche dell'opinione che un discorso di questo genere si risolva tenendo presente due cose: che non sta scritto da nessuna parte che i libri di testo sono l'unico strumento didattico - e credo che dovremmo andare a fare uno sforzo per andare a individuare quali sono questi altri strumenti didattici - e soprattutto ribadire il concetto già ribadito in quella legge citata dall'Assessore alla Pubblica Istruzione che è gratuito l'uso del libro e non certamente la proprietà del libro che dovrà essere ridato alle scuole stesse.
Rendiamoci anche conto però che, tenendo presenti i problemi che abbiamo con i librai per quanto riguarda la distribuzione, è una questione che nell'ottobre 1976 si porrà in termini drammatici. Non credo che possa essere risolta con delle affermazioni di principio quali: "se ne occuperà direttamente la Regione", o cose di questo genere, mi immagino l'Assessorato della Pubblica Istruzione, che è un Assessorato che, dal mio punto di vista personale, è quello che numericamente ne ha di meno... che si occupa direttamente della distribuzione dei libri... verrebbero fuori delle cose paurose e credo che dobbiamo partire subito per la soluzione di questo problema.
Ecco, inviterei la Giunta e il Presidente della Commissione della Pubblica Istruzione - è una raccomandazione accettata che rifaccio comunque qui in Consiglio - a elaborare al più presto possibile, o insieme o ognuno per conto proprio, Giunta e Commissione, un documento per un approccio concreto, proprio con delle scadenze, con delle proposte concrete per la soluzione di questo problema, che sicuramente è in grado di farci risparmiare alcune decine di milioni che possono essere rinvestite in altri settori del bilancio che comincia a diventare troppo rigido.
Dujany (D.P.) - Pour ce qui concerne certaines observations faites par les Conseillers Communistes, j'aurais voulu accentuer et un peu répéter la nécessité d'affronter avec une certaine urgence le problème des prêts. Pour donner l'idée, il s'agit d'affronter le problème de la gratuité, un problème qui est sur le tapis de chaque Junte depuis au moins cinq, six ou huit ans. Ce problème n'a jamais trouvé une réalisation, mais en ce moment, caractérisé par le fait que le montant des dépenses a rejoint des chiffres toujours plus inquiétants, il faut vraiment trouver une solution en cette direction. D'ailleurs, la gratuité telle quelle est en ce moment n'est pas dans l'intérêt des écoliers et de l'école, elle est surtout dans l'intérêt des éditeurs. Jusqu'à ce qu'il n'y aura pas une politique scolaire avec une politique de contrainte des éditeurs dans un domaine national, nous serons encore en conditions de payer les frais d'une grosse spéculation d'éditeurs qui publient un tas de livres, bien souvent avec très peu d'intérêt, avec des contenus très discutables. Nous avons l'illusion de faciliter l'accès à l'école, tandis que dans la réalité nous ne faisons que distribuer les livres à l'avantage des éditions qui ne sont toujours pas bien soignées.
Cependant, le problème n'est pas de compétence régionale mais nous nous trouvons devant cette réalité. Alors, évidemment, il faut dépasser ce problème, au moins dans un moment de transition tel que celui-ci, en adoptant le prêt pour dépenser le moins possible. Je ne sais pas si vous avez eu l'occasion d'assister à une transmission de télévision la semaine passée au cours de laquelle certaines personnes avaient posé au Ministre à l'Éducation Nationale Haby le problème de la distribution gratuite des livres de texte en France, mais non pas en tant que prêts mais en tant que conception des livres, en tant que donation des livres aux différents écoliers. Le Ministre avait répondu: "nous ferons cela au moment où nous aurons pu rejoindre un accord avec les éditeurs, autrement nous ne ferons que gâcher notre argent", je crois que nous nous trouvons nous-mêmes devant le même problème. Alors, je crois que ce problème doit être...
Andrione (U.V.) - ...également ce problème au Corps enseignant et aux choix des livres, parce qu'il y a un rapport très net entre éditeurs et choix des livres.
Dujany (D.P.) - ...et on aurait voulu modifier la loi, mais Mademoiselle Viglino n'a pas voulu accepter, parce que, en tant qu'enseignante, elle est jalouse des compétences corporatives - n'est-ce-pas? - de ce groupe malgré qui ne fasse pas toujours les intérêts de l'Administration publique.
Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione.
Viglino M. Ida (R.V.) - L'intervento del Consigliere Chincheré non fa che ribadire la necessità di arrivare a una conclusione sull'argomento. Io oserei dire di essermi posta per prima rispetto a una demagogia simile che consiste nel regalare i libri di testo. Rifiuto assolutamente quello che ha detto, anche sorridendo, il Consigliere Dujany quando ha asserito che io ho cercato di difendere un settore di tipo corporativo. Ho semplicemente ribadito che la libertà di insegnamento è uno dei principi base dell'educazione e dell'istruzione in Italia e che evidentemente, per quanto riguarda la libertà degli insegnanti nella scelta dei libri di testo, io non credo sia sufficiente una legge regionale per impedirla, perché questo è stato ribadito anche coi decreti delegati. D'altra parte, l'ho detto prima: sono stata una delle prime ad opporsi - lo ripeto ancora una volta visto che qui dentro siamo tutti ormai abituati a ripetere dieci volte le stesse cose - a quella demagogia perché fin dall'inizio si poteva benissimo cercare di applicare quanto la legge ha sempre riportato, cioè il comma che dice che i libri soltanto dati in uso, e nessuno ha mai avuto il coraggio di fare applicare questo comma. Spero, anzi credo di essere proprio quella che ha il coraggio di ricordare che questo comma esiste e il discorso, che è già cominciato l'anno scorso e che porterò avanti quest'anno, sarà in questa direzione, perché il fatto di aver trovato dei libri che costano all'Amministrazione regionale 12.000 lire nei cestini dei nostri giardini pubblici mi ha veramente nauseato!
Respingo anch'io quindi col sorriso quella freccia che il Consigliere Dujany mi ha inviato in ultimo, è logico che io sono anche un'insegnante ed è mio preciso dovere difendere anche quelli che ritengo siano i diritti degli insegnanti.
Chabod (D.C.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Seulement pour faire remarquer que, pour ce qui concerne le choix des livres, celui-ci a été déjà un effort qu'on avait fait quand Monsieur Dujany venait d'être Assesseur à l'Instruction Publique ou quand j'étais encore Assesseur, en tout cas à cheval de cette époque. Je crois que nous sommes tous d'accord qu'il doit y être la liberté pour le choix du livre mais qu'il ne peut pas être changé avant qu'un certain cycle scolaire ne soit terminé, et ceci bien avant que Mademoiselle Viglino vienne de s'occuper de l'instruction publique. Les deux choses donc: la liberté de l'enseignement et la gratuité de l'emploi des livres comme a souligné le Conseiller Chincheré peuvent très bien se concilier sans qu'on fasse des allusions à la défense corporative, celle-ci comme première question.
Comme deuxième question je voudrais dire que nous partageons ce que le Conseiller Chincheré a dit: le problème est celui d'établir les choses dès maintenant, c'est-à-dire il faut partir au plus tôt possible pour arriver préparés au 1er octobre 1976. Cela parce que de l'autre côté - comme a été répété par Monsieur Dujany - nous nous trouvons face à une coterie d'intérêts assez puissants parce que trop de gens aime changer trop souvent les livres, il y a évidemment l'intérêt de l'édition.
Nous sommes, je crois, le Pays du monde qui a plus de maisons éditrices qui s'occupent spécifiquement de l'école. Je n'ai pas vu cette transmission télévisée, mais Monsieur Haby peut faire état qu'en France la quantité des livres scolaires est moins d'un dixième que celle qu'il y a en Italie, donc naturellement beaucoup moins; or là le problème se pose dans un type de rapport de force qui n'est pas facile.
J'approuve, par conséquent - je sais que Mademoiselle Viglino est d'accord -, de partir dès maintenant pour l'organisation matérielle d'un service de ce genre qui demandera de la part de tout le monde beaucoup d'effort. Évidemment dans ce domaine nous devons responsabiliser et nous faire aider par les Conseils d'Institut; je crois que c'est à travers cette voie que nous pouvons avoir un contrôle sur certains aspects de cette question.
Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Dujany.
Dujany (D.P.) - Une petite observation à ce propos. Je suis convaincu que chacun de nous a le devoir de défendre les enseignants jusqu'au point qu'ils font leur devoir et qu'ils donnent leur contribution pour l'éducation et la formation de nos enfants, mais ce que je reproche c'est cette défense corporative de caractère para-syndical et para-politique où inconsciemment on dévoile un esprit et une mentalité nationaliste qui est la conséquence d'un certain milieu et d'une certaine éducation reçue.
Je ne dis pas que vous êtes les défenseurs de cet esprit mais bien souvent dans les enseignants, inconsciemment, il y a vraiment cet esprit nationaliste qui triomphe au-dessus des problèmes réels de notre Région et au-dessus d'une éducation qui soit une éducation régionaliste, qui respecte le milieu et qui, en même temps, puisse avoir un esprit de caractère international... un milieu de formation dans lequel nous tous nous vivons et nous aurions le plaisir que l'école nous donne une formation différente.
J'explique avec des exemples: l'année passée j'avais mon fils qui faisait une certaine école et on était en train d'étudier, pour ce qui concerne l'histoire, la période de la formation du Nationalisme. Dans cette période il y a un nom qui est particulièrement important: "Cattaneo", nom que les livres de classe d'histoire liquident dans une ligne. Je pose la question à mon fils: est-ce-que le Professeur vous a parlé de Cattaneo? "Personne n'a rien dit". Alors il s'agit d'un épisode dans une Région Autonome, dans un État-Région, dans une période où on parle d'Europe. Les textes sont ceux qui sont, mais nos écoles, quand on étudie l'histoire et on parle de la période de la formation du Nationalisme, ne sentent pas le besoin de souligner qui est "Cattaneo"? Qu'est-ce qu'il a représenté dans la période historique de début 1800? Voilà, excusez-moi cet exemple de cet esprit, de cette manière, disons, d'affronter le problème de l'éducation sans se rendre compte que nous sommes dans un État-Nation, que nous sommes justement dans une situation, dans une Région, et cetera.
Voilà, excusez-moi si j'ai voulu exemplifier ces petites choses, maintenant j'ai fini.
Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Il mio intervento è stato molto tranquillo e pensavo di non essere aggredito, cosa che invece puntualmente si è verificata e direi anche giocando abbastanza pesante... perché è chiaro - e l'abbiamo notato tutti, almeno ci è parso che ci fosse differenza di posizione tra il Presidente della Giunta e l'Assessore alla Pubblica Istruzione - che la libertà di insegnamento è un mito che per 30 anni in Italia ha coperto le più grosse porcherie della scuola. Perché? Perché parte da due presupposti: il primo è che gli unici che hanno il diritto di stabilire quello che si insegna nelle scuole sono gli insegnanti, salvo poi avere degli episodi di repressione anche violenta sul piano sindacale - ne abbiamo avuto degli esempi anche in Valle d'Aosta -: quando si esce dall'insegnamento classico e si tenta ad instaurare rapporti anche sul piano culturale, umano, diversi con gli alunni, la tanto invocata libertà di insegnamento viene totalmente abbandonata.
Allora, dobbiamo anche renderci conto che se facciamo un discorso di biblioteche di classe o se facciamo un discorso di uso gratuito dei libri, questo modo di intendere la libertà di insegnamento è destinato storicamente a saltare, perché sono due cose assolutamente incompatibili. Perché è chiaro che a questo livello, se si fa un piano di questo genere, le scelte degli insegnanti vengono perlomeno limitate nel tempo. Credo che dobbiamo assolutamente avere questa ottica se vogliamo andare a fare queste proposte, altrimenti corriamo il rischio di creare una serie di conflitti, di inimicizie e di contrasti all'interno della scuola che non ci consentiranno di affrontare quello che veniva definito il modo nuovo relativamente al problema dell'uso dei libri e dei mezzi didattici.
Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Capisco che il discorso sulla gratuità dei libri, sulla possibilità di avere i testi gratis a prestito o a titolo permanente possa innescare il discorso più ampio della libertà d'insegnamento nella scuola, eccetera, ma vorrei ritornare per un attimo solo sulla questione specifica che stiamo discutendo relativa ai libri di testo. Mi pare che sia giusto che ci prepariamo o vi prepariate... comunque sicuramente nasceranno iniziative per vedere in che nuovo modo esercitare questa nostra potestà, questa nostra volontà di dare i libri alla gente per fare in modo che tutti possano fruire di questo beneficio. Può esserci impreparazione di uno strumento giuridico a alcune proposte che possono essere colte.
Io, per esempio, sono fautore del fatto che gli studenti possano tenersi i propri libri. Si è fatto l'esempio in quest'aula molte volte dell'alunno che arriva ai giardini pubblici butta il libro nel cestino dell'immondizia, questo è vero ma è peraltro vero, anche se nessuno lo dice, che ci sono 99 alunni invece che vanno a casa e custodiscono gelosamente i loro libri come un patrimonio proprio... 99, saranno 80, saranno 76, io non lo so, non prendo mai l'esempio negativo come esempio probante di un certo costume della società. Allora idealmente sono per la conservazione del libro di testo, però si può anche stabilire che esso sia della biblioteca di classe e che comunque non sia dato in dotazione al ragazzo che per l'anno scolastico che frequenta. Prevediamo almeno la possibilità di poter accedere alla proprietà di questi libri nel caso in cui l'alunno desideri farne un bene proprio, vediamo come fare scattare semmai un sistema di proporzionalità nel pagamento.
Ecco, rimetterei un po' tutto in discussione, ma non voglio rimettere in discussione oggi il criterio dei servizi che l'Ente pubblico in genere deve dare al cittadino.
Noi siamo favorevoli all'estensione di tutti i servizi - quindi compresa anche la cultura - a tutti affinché ne possano fruire tutti. Pensiamo però anche che sarebbe estremamente ingiusto dare a tutti i servizi alle medesime condizioni; ecco, poter iniziare a elaborare un criterio di proporzionalità nei confronti dell'utente del servizio, secondo me, sarebbe una cosa socialmente e politicamente valida. Ecco, non so ...(voce di un Consigliere)... certo, adesso non fatemi dire perché sarebbe altrettanto sbagliato partire dal presupposto che il servizio debba essere remunerativo o autosufficiente, però in quella direzione, se noi introducessimo già un discorso di questo tipo, per esempio, nel dare allo studente il testo gratuito, mi pare che potremmo già fare una prima esperienza che vada in una direzione che, come dicevo, è politicamente e socialmente giusta.
Chabod (D.C.) - La parola all'Avvocato Bondaz.
Bondaz (D.C.) - Io vorrei fare soltanto alcune brevissime osservazioni perché ero membro allora della Commissione della Pubblica Istruzione. A proposito dei libri, che effettivamente rappresentano un costo direi pazzesco per l'Amministrazione regionale ogni anno visto il continuo aumento del loro costo, ho voluto fare un piccolo esperimento e ve lo racconto. Dujany vi ha fatto un esempio riferendosi a suo figlio, io lo faccio riferendomi a mia figlia, questo all'inizio dell'anno quando la Commissione aveva deciso così in linea teorica che i libri sarebbero stati dati in uso con la necessità magari di restituirli. Ho provato a dirle: senti, dì ai tuoi compagni di scuola che può darsi che da quest'anno i libri siano soltanto dati in uso, che quindi dovrete tenerli bene dato che dovranno essere restituiti perché potranno servire a quelli che oggi fanno la classe precedente, e senti che cosa ne dicono.
Io dico francamente che, almeno dalla mia modestissima esperienza, se non ci sarà una decisa volontà politica da parte di tutti i Gruppi consiliari della Regione a portare avanti un discorso di questo genere, succederà una sommossa, perché quello che ha detto il Consigliere Monami in fondo è anche vero: ci sono dei ragazzi che hanno l'intenzione e il desiderio di mantenere come propria biblioteca, come proprio gusto dei libri per il futuro, come abbiamo fatto noi da piccoli, con la differenza che i nostri genitori ci pagavano i libri, oggi è mamma Regione che paga i libri a tutti gli allievi.
Ora, mi sembra che quanto ha detto il Consigliere Monami sia sufficientemente giusto, ma, al di là di questo, sul fatto principale di dover dire che i libri sono dati a titolo gratuito, ma in uso, perché la Regione potrà utilizzarli per le successive classi scolastiche, bisogna che tutto il Consiglio sia d'accordo.
Vi dico francamente che i risultati di questa modestissima indagine sono stati... non voglio dire terrificanti perché il termine è abbastanza grosso... traumatizzanti perché hanno detto: "ma come?", "ma perché?", "ma per quale motivo?" Evidentemente molti di questi bambini riportavano anche considerazioni che avevano fatto in famiglia, perché avranno detto così gli stessi professori... a un certo punto hanno detto: "ma perché dici quello?", "come mai?", "perché noi non siamo più liberi di scegliere i libri?". E si rientra nel discorso dei professori, della libertà di scelta del testo: "ma come se ne viene scelto uno, poi l'anno dopo noi lo dobbiamo utilizzare". È un problema che non deve essere guardato così con molta tranquillità, ma deve essere valutato anche nei suoi aspetti negativi di riverbero nei confronti della popolazione perché, quando si abitua la gente - io stesso sono abituato ad andare in macchina, e ritornare e andare a piedi fa molto caldo -, è molto difficile per tutti. Direi quindi che bisogna guardare la questione con molta calma, con ponderazione e fare in modo che tutto il Consiglio regionale, quindi tutte le Forze politiche, in relazione alle rappresentatività dei Gruppi, sensibilizzino l'opinione pubblica in modo che la gente abbia coscienza di questo nuovo sistema che va incontro anche alle esigenze della popolazione con un risparmio e soprattutto occorre tranquillizzare anche il Corpo insegnante.
Chabod (D.C.) - La parola al Consigliere Clusaz e poi al Presidente della Giunta.
Clusaz (U.V.) - Un dubbio sulla possibilità pratica della restituzione dei libri io ce l'ho, per esempio: nel caso di una famiglia, o di più famiglie bisognose o nullatenenti che non li restituissero, che cosa facciamo? Mandiamo i Carabinieri? Gli facciamo un processo? Non sarebbe piuttosto il caso, anziché di pagarli al 100% o il 60%-70%-80%, non ha importanza la percentuale... e a chi li restituisce dare la rimanenza e chi non li restituisce... non so, rimarrebbe a vantaggio dell'Amministrazione una certa quota che potrebbe magari compensare, e per chi proprio vuol tenerseli vuol dire che questi libri costeranno il 10%, il 20% o il 30%.
Andrione (U.V.) - Vorrei fare alcune considerazioni. Qui si stanno sollevando i problemi a decine, perché quanto hanno detto i Consiglieri Monami e Bondaz è giustissimo, però il problema si pone soltanto per certi libri. È normale che chi fa quinta Geometri, per fare un esempio, abbia un interesse a conservare il libro che per lui è professionalizzante in quella data materia, e qui bisogna aprire un certo tipo di discorso, mentre, invece, mi sembra difficile che ci sia un interesse a conservare il libro di algebra di terza media. Ci sono in materia degli sprechi enormi, quindi quello che noi vogliamo combattere è lo spreco e non è certamente il caso di parlare di Carabinieri e tutto quanto, e qui viene fuori un discorso più profondo, perché non è solo il discorso - e Bondaz ha ragione quando dice che tutti devono sensibilizzare l'opinione pubblica - del risparmio regionale che ci interessa, è anche il discorso di un certo tipo di educazione che deve essere data nella scuola e cioè impedire lo spreco, lo sperpero laddove deve essere impedito, quindi ha una funzione di insegnamento che è importante.
L'altra questione sollevata dal Consigliere Monami e ripresa dal Consigliere Bondaz, che è importante, dimostra che tutte le riforme sono sempre legate e, fino a quando non vi sarà l'anagrafe tributaria onesta in Italia, sarà estremamente difficile fare quel ragionamento che ha fatto il Consigliere Monami che è giustissimo in astratto. Ricordiamoci però che, quando sono stati istituiti in Valle d'Aosta per la prima volta i libri gratuiti nelle Scuole Elementari, cosa in cui abbiamo preceduto lo Stato, è successo che a Courmayeur erano tutti poveri e che a Champorcher c'era un ricco. Questo l'avevamo vissuto noi perché allora eravamo insieme, queste sono state sperequazioni che ci hanno portato a dire: "la gratuità per tutti", perché sennò venivano fuori delle storture gravissime in relazione a certi tipi, purtroppo, di realtà sociale che esistono nel nostro Paese.
Enfin, pour ce qui concerne Monsieur Dujany, la liberté de l'enseignement est telle qu'elle ne dépend pas du texte. Comme tout le monde a parlé et a fait des exemples en famille, je dirai que, quand ma grand-mère étudiait au Couvent d'Aoste, la page du libre d'histoire c'était comme ça, où il y avait écrit: "Garibaldi" était collée de façon que, quand on arrivait là, on sautait Garibaldi. C'est un fait historique parce que je crois que plusieurs familles d'Aoste peuvent contrôler. Ce n'est pas donc la liberté de l'enseignement, ce n'est pas seulement une question de livre de texte, encore récemment dans une école d'Aoste il y avait un professeur de philosophie qui se refusait d'expliquer Karl Marx parce qu'il avait établi qu'il était quelque chose de dangereux pour les enfants, d'autres professeurs de philosophie sautaient d'autres philosophes, et cetera. Si tu me passes le mauvais calembour, le texte n'est qu'un prétexte pour enseigner certaines choses, mais, là où il y a une ligne pour Cattaneo, il y aurait un professeur qui pourrait parler pendant une heure et, là où il y aurait une page, ce professeur pourrait sauter à la même façon, par conséquent, ne mélangeons pas trop de problèmes de discussions de ce genre.
Chabod (D.C.) - Allora possiamo dichiarare chiusa la discussione generale, poi diamo la parola all'Assessore.
Monami (P.C.I.) - Se fosse possibile, mi sono dimenticato di farlo ieri durante la discussione dell'assestamento di bilancio ...(voce)... speriamo, perché sennò non ci si capisce più, un po' perché parliamo lingue diverse e un po' perché i microfoni ci aiutano a non comprenderci. Dicevo, ieri volevo fare una raccomandazione al Presidente della Giunta regionale per quanto riguarda l'assestamento di bilancio e quindi il recupero delle entrate. Approfitto per farla adesso perché, se non proprio in argomento, comunque ci può entrare per un certo verso perché il Presidente della Giunta regionale non si fa iniziatore o prende l'iniziativa di obbligare a chiedere all'Intendente delle imposte di trasmettere ad ogni Comune i ruoli. Perché che cosa succede? Voi lo sapete meglio di me: fino a quattro-cinque anni fa i Comuni tassavano i propri cittadini secondo molti elementi, oggi queste tasse invece le fa lo Stato, l'Intendenza... come si chiama? Scusatemi, non sono tanto tassato io, ecco, lui lo sa molto... il Consigliere Bordon è tassato forte... quindi occorre chiedere a queste Autorità di trasmettere gli elenchi dei cittadini con le relative tasse che pagano ai Sindaci, proprio perché, secondo me, il Sindaco, il Consiglio comunale e coloro che abitano in quell'ambito sono gli unici proprio a conoscere determinate realtà con le quali noi vogliamo discutere. Vogliamo confrontarci proprio per arrivare a quel famoso criterio di proporzionalità, che è teorico, che è difficile, Presidente, però se non vogliamo costruire una società diversa, è necessario costruire alcune basi fondamentali da cui parte una società diversa.
(voci)
Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore Viglino.
Viglino M. Ida (R.V.) - Je n'ai pas l'intention d'éterniser la discussion sur ce sujet et je m'excuse si j'ai eu quelques paroles un peu lourdes dans un moment donné, mais évidemment, étant l'Assesseur à l'Instruction Publique régionale et un professeur d'École Secondaire, je suis un aigle à deux têtes. De toute façon, je sais très bien que - et je l'ai déjà dit plusieurs fois dans la Commission Instruction Publique - que le premier pas que nous devons faire c'est une œuvre d'éducation - celle que le Président a rappelée tout à l'heure - surtout du Corps enseignant mais aussi des élèves, parce que c'est logique que lorsque on reçoit des livres et on sait qu'ils nous appartiennent, il sera certainement très pénible de rendre des livres auxquels on a pu s'attacher pendant la durée de l'année.
Je sais aussi que pour nous le pourcentage de ceux qui gâchent les livres heureusement n'est pas trop élevé, mais il devient toujours plus élevé d'année en année. J'ai pu le constater moi-même, j'avais des élèves qui au début avaient un certain soin de leur livre et puis après je le trouvais continuellement taché, marqué.
Je me souviens très bien de l'œuvre d'éducation qu'on nous faisait en France, il y a bien longtemps, lorsque on nous distribuait les livres le premier jour et, comme nous devions les rendre à la fin de l'année, on nous faisait surtout comprendre qu'il fallait les respecter. Le livre était quelque chose qui devait aider l'enfant et qui devait être le compagnon pendant toute la durée de l'année scolaire et c'est pour cela que je sais que la question sera difficile.
Naturellement nous ferons des propositions concrètes mais, vu que j'ai entendu bien souvent rappeler dans ce Conseil qu'il doit y avoir toujours un dialogue avant de proposer des choses concrètes - autrement on aurait l'impression que nous mettons l'Assesseur a l'Instruction Publique imposer quelque chose -, j'ai demandé - et nous avons été tous d'accord - de réunir la Commission Instruction Publique une fois par semaine parce que les problèmes sont extrêmement urgents, graves et très nombreux et il faut absolument les étudier à fond avant de commencer à les réaliser pour éviter certaines erreurs. Voilà pourquoi sera difficile faire des proposition concrètes immédiatement, il faudrait que la Commission Instruction Publique examine en particulier ce problème, parce que le problème doit être également discuté par les Conseils d'Institut avec les professeurs et les instituteurs, parce que seulement lorsque la question aura été portée dans tous les organes, nous pourrons disposer d'une ligne en commun de toutes les forces sociales et, disons, administratives pour arriver à un certain résultat. Je m'excuse si quelque fois je me suis laissée prendre par un peu de nerveux, lorsque je parle en français il m'arrive moins souvent... alors je parlerai peut-être toujours en français.
Chabod (D.C.) - Allora passiamo alla votazione articolo per articolo... Pardon, non l'ho visto, chiedo scusa al Consigliere Parisi.
Parisi (M.S.I-D.N.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, già all'atto dell'approvazione della legge dell'agosto 1975 io ebbi a precisare che è giusto che la Regione debba provvedere in proprio al pagamento dei libri di testo per gli alunni di qualsiasi grado e limitatamente ai casi bisognosi. Già allora invece si tenne conto che tutti ne dovevano usufruire, ecco che l'ingiustizia commessa in quella legge si ripete oggi, chi ha del proprio deve pagarsi i libri e invece dobbiamo pagare i libri per le persone, per le famiglie meno abbienti. Questa è la ragione... e non mi si dica che non è possibile per gli accertamenti, manca la volontà politica di farlo, così come quando si parla di libertà dell'insegnamento ci vorrebbe che tutti partissero con i paraventi per comprare solo determinati libri di testo per poter fare...e quasi quasi, le chiedo scusa Assessore Viglino, se lei non sta attenta a quello che dice, le daranno della Fascista fra poco qua dentro. Signori, io voterò a favore di questa legge ma sempre sostengo che i libri devono essere dati ai meno abbienti e non debbono essere dati a chi ha facoltà di poterli pagare. Questi accertamenti sono facili e non c'è niente da obiettare perché la tributaria, non tributaria e via dicendo, basta che ci sia un po' di volontà politica. Grazie.
Chabod (D.C.) - La parola all'Assessore Viglino.
Viglino M. Ida (R.V.) - Encore une parole, je regrette que le Conseiller Parisi ne fasse pas partie de la Commission de l'attribution des bourses régionales, parce qu'alors il verrait avec quelle immense difficulté, pour ne pas dire presque impossibilité, nous arrivons à comprendre, disons à faire une distinction entre les revenus d'une certaine famille et les revenus d'une autre famille, parce que de tous les côtés nous avons même des déclarations signées par certains datori di lavoro qui certainement ne correspondent absolument pas à la réalité. Malheureusement se sont toujours les travailleurs qui ont, disons, un revenu fixe - et avec le mot "travailleurs" j'entends toute la gamme qui va des ouvriers jusqu'aux enseignants - les seuls dont nous savons exactement le revenu. Si nous ouvrons la parenthèse, nous n'arrivons absolument pas à savoir cela malgré, disons même, des recherches auprès des Communes. Voilà pourquoi j'ai encore un point d'interrogation avec les Communes, parce que très souvent les Syndics nous assurent que les choses sont ainsi et puis après nous venons à savoir que... et cetera, et les bourses d'études régionales, les bourses d'étude pour les étudiants universitaires seront une autre question que la Commission à l'Instruction Publique devra examiner. Cette fois j'ai vraiment fini.
Chabod (D.C.) - Allora passiamo alla votazione articolo per articolo. Articolo 1. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 2. Stesso risultato.
Articolo 3. Stesso risultato.
Articolo 4. Stesso risultato.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 32
Favorevoli: 30
Contrari: 2
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 163.
