Oggetto del Consiglio n. 3093 del 6 febbraio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3093/IX Disegno di legge: "Piano di politica del lavoro per il triennio 1992-1994".
Presidente Il Consigliere relatore Ricco ha chiesto la parola per illustrare il disegno di legge n. 363 iscritto al punto 33 bis dell'ordine del giorno; ne ha facoltà.
Ricco (DC) Con l'anno 1992 l'Agenzia del lavoro affronterà l'attuazione del secondo piano triennale di politica del lavoro.
La proposta di adesione al piano viene presentata dopo che sono state rispettate le procedure previste dalla legge istitutiva dell'Agenzia del lavoro (n. 13/89).
In data 2 agosto 1991 sono stati deliberati dalla Giunta regionale gli indirizzi ed è stata affidata la predisposizione del piano all'Agenzia del lavoro.
In data 28 ottobre 1991 il piano, così come predisposto dall'Agenzia del lavoro, è stato presentato, discusso e fatto proprio dal Comitato di gestione.
In data 31 ottobre 1991 è stato acquisito il parere favorevole della Commissione regionale per l'impiego ed in data 4 novembre 1991 il piano è stato approvato dalla Giunta regionale.
Tale piano è supportato da una relazione di accompagnamento predisposta dall'Agenzia del lavoro, che sinteticamente illustra:
- le principali tendenze in atto nel mercato del lavoro nelle regioni occidentali;
- le caratteristiche principali del mercato del lavoro in Valle d'Aosta;
- schematicamente, le linee degli interventi previsti nel piano.
La proposta di legge, che in base all'articolo 3 della legge n. 13 del 1989, approva il piano previsto, è costituita da un articolo che determina le spese complessive del triennio e da un allegato in cui sono proposti gli interventi di politica del lavoro articolati in cinque capitoli:
cap. 1 - Disposizioni generali
cap. 2 - Dare trasparenza al mercato del lavoro (primo macroobiettivo);
cap. 3 - Elevare la professionalità della forza lavoro (secondo macroobiettivo);
cap. 4 - Riequilibrare il mercato del lavoro favorendo l'inserimento e/o reinserimento di soggetti appartenenti a fasce deboli (terzo macroobiettivo);
cap. 5 - Promuovere e sostenere il lavoro autonomo (quarto macroobiettivo).
Poiché questa è la prima occasione che si presenta, si ritiene utile, prima di illustrare il piano, esporre in una sintetica relazione l'attività svolta dall'Agenzia nel corso del suo primo triennio di funzionamento.
Occorre subito precisare che il periodo di riferimento non è esat-tamente un triennio, in quanto il primo piano di politica del lavoro è stato approvato con legge nell'agosto del 1989 e nel mese di giugno 1991 la Giunta ha dovuto avviare la procedura per consentire all'Agenzia di presentare in tempi utili il suo secondo piano.
Il primo piano di politica del lavoro ha potuto operare pienamente agli inizi del 1990, quando, in aderenza alla legge costitutiva dell'Agenzia, dopo la costituzione del Comitato di gestione, si è provveduto a definirne l'organico e a dare un assetto organizzativo alla sua struttura.
Nel corso del 1990 sono state completate le assunzioni e la struttura ha potuto darsi un modello di funzionamento coerente con quanto previsto dallo spirito della legge 56/87.
Vi è infine una parte di attività che non sempre è adeguatamente conosciuta. Si tratta, ad esempio:
1) dell'ascolto delle persone che si rivolgono continuamente all'A-genzia per ottenere informazioni a livello generale o individuale;
2) dell'approfondimento e consolidamento del progetto "rileva-zione e monitoraggio del mercato del lavoro", come dimostra, tra l'altro, la qualità dell'analisi contenuta nella relazione di accompagnamento al nuovo piano;
3) dello sviluppo di una rete di trasporti con gli addetti ai lavori delle politiche relative al mercato del lavoro e delle politiche formative, sia all'interno della regione che all'esterno della realtà valdostana, privilegiando in particolare, le relazioni con soggetti istituzionali di maggior significatività, i quali possono stimolare positive modificazioni, sia sul piano dell'affinamento degli strumenti utilizzati sia su quello delle modalità organizzative per affrontare le situazioni problematiche;
4) della progettazione e studio per inserire e consolidare la posizione della struttura in una rete europea.
Degno di menzione è lo sforzo operato all'interno dell'Agenzia in merito all'attività di orientamento e di formazione professionale, teso a superare una concezione di formazione "al lavoro" e di riqualificazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi, a favore di un recupero della professionalità dei lavoratori "sul lavoro" in relazione a innovazioni sia tecniche sia organizzative.
Certo, lo sforzo intrapreso, specie se confrontato con la complessità dell'evolversi della situazione socio-economica, è stato sempre inferiore all'attesa.
Occorre che l'Agenzia del lavoro crei attorno a sé, con modalità sinergiche rispetto alle forze presenti nel Comitato di gestione, un consenso sempre più fattivo affinché i problemi occupazionali sia-no affrontati con professionalità e flessibilità, per rispondere effica-cemente alle carenze qualitative del mercato del lavoro locale.
A conclusione di questo sintetico quadro delle attività svolte, c'è la sensazione che rimanga ancora molto da fare, ma si ritiene anche che i meccanismi innescati siano sufficienti a definire una fisio-nomia che dovrà però essere sempre più accentuata e consolidata.
Il nuovo piano di politica del lavoro, sottoposto alla vostra attenzione, si caratterizza fondamentalmente in una linea di continuità rispetto al precedente piano, sostanziandolo però con la creazione di nuovi servizi e la riduzione progressiva di contributi a fondo perso a favore di maggiori servizi reali.
Il nuovo piano si articola in undici progetti, raggruppati in quattro macroobiettivi. Tutti concorrono a sviluppare la qualità della forza lavoro in Valle d'Aosta e tendono a massimizzare l'occupazione.
Ogni progetto, a sua volta, si articola in interventi che danno un senso di maggiore operatività rispetto al precedente piano.
La scelta di fondo è stata quella di rendere strategici tre obiettivi sui quattro previsti.
L'obiettivo che si riferisce al "riequilibrio del mercato del lavoro fa-vorendo l'inserimento e/o reinserimento lavorativo di soggetti ap-partenenti a fasce deboli e marginali", pur contenendo un progetto innovativo quale quello della "marginalità", è lo stesso che in passato è stato maggiormente praticato con risultati ben visibili.
Torniamo agli altri obiettivi strategici.
a) Il primo, quello di "dare trasparenza al mercato del lavoro", è relativo ad un'area nella quale sono previsti progetti che:
1) sviluppano l'informazione;
2) tendono a creare maggiore conoscenza, soprattutto qualitativa e disaggregata, del mercato del lavoro;
3) abbattono i tempi di disoccupazione attraverso un servizio di informazione sui posti vacanti;
4) migliorano le comunicazioni nei confronti delle persone che riscontrano maggiori difficoltà nell'accesso alle fonti informative;
5) evidenziano in tempo reale e a livello "micro", agli operatori, il quadro dinamico del mercato del lavoro.
b) Il secondo obiettivo, che tende ad "elevare la professionalità della forza lavoro", è destinato, con i relativi progetti, a specifiche iniziative di orientamento e di formazione professionale, che rappresentano gli strumenti più importanti del piano.
In particolare, i progetti sono i seguenti.
1. Orientamento.
In relazione alla migliore conoscenza del mercato del lavoro offerto dai progetti relativi al primo macroobiettivo, con questo strumento si prevede di rendere più consapevoli le scelte delle famiglie e degli studenti rispetto ai percorsi formativi da intraprendere attraverso interventi che, già avviati sperimentalmente, dovranno essere consolidati d'intesa con l'Assessorato della Pubblica Istruzione a livello di scuola media inferiore e superiore. E' previsto un intervento orientativo sperimentale anche a favore di coloro che abbandonano la scuola.
2. Alternanza scuola-lavoro.
Con questo progetto si intendono realizzare momenti di raccordo sempre più stretti tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro attraverso l'inserimento di studenti in "stages", opportunamente guidati, all'interno di aziende italiane e, in prospettiva, europee.
3. Formazione al lavoro.
Con tale progetto si intendono avviare iniziative specifiche che permettano di migliorare la professionalità di giovani e adulti disoccupati con bassa, media ed alta scolarità, rendendola maggiormente spendibile sul mercato del lavoro.
4. Formazione sul lavoro.
Con questo progetto si intendono consolidare e sviluppare le attività di formazione professionale rivolte a giovani assunti con contratto di apprendistato e contratto di formazione-lavoro e, infine, favorire iniziative sperimentali di formazione ricorrente a favore dei soggetti inseriti nelle aziende.
5. Innovazione delle metodologie informative.
Con questo progetto si intende fare in modo che l'attività di formazione professionale si aggiorni non solo nei contenuti ma anche sul piano delle metodologie, per mantenere la sua importante funzione di valorizzazione delle risorse nuove all'interno dei processi produttivi.
Per fare questo è opportuno entrare in una "rete" di rapporti con i vari attori, sia istituzionali che professionali, presenti nella realtà italiana ed europea. A tal fine rientra in questo progetto la partecipazione dell'Agenzia ai programmi avviati a livello nazionale ed europeo.
Signori consiglieri, in sede di II Commissione sono stati elaborati degli emendamenti al disegno di legge n. 363, il primo dei quali recita:
Il comma due dell'articolo 1 è così sostituito:
"2. Gli oneri derivanti dall'applicazione del piano di cui al comma uno, ammontanti a complessive lire 15 miliardi per il triennio 1992/1994, di cui lire 3 miliardi per l'anno 1992, gravano sul capitolo 26010 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1992 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci; le quote a carico dei futuri esercizi sono indicativamente ripartite nel seguente modo:
a) anno 1993: lire 7 miliardi;
b) anno 1994: lire 5 miliardi".
Secondo emendamento:
Dopo il comma due è aggiunto il seguente comma due bis:
"2 bis. Alla copertura degli oneri di cui al comma due si provvede:
a) per il 1992 mediante utilizzo delle risorse iscritte al capitolo 26010, che presenta la necessaria disponibilità;
b) per gli anni 1993/1994 mediante utilizzo delle risorse disponibili iscritte al cap. 69020 del bilancio pluriennale 1992/1994".
Terzo emendamento:
Dopo il comma due bis è aggiunto il seguente comma due ter:
"2 ter. A decorrere dal 1993 gli oneri potranno essere rideterminati con la legge di bilancio ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta)".
Quarto emendamento:
Nell'allegato A, macroobiettivo 4, punto 3.3.2 ultimo comma, quart'ultima riga, è sostituita la cifra "5" con la cifra "2".
Per far risparmiare tempo al collega Viérin, che in sede di Commissione aveva chiesto chiarimenti in merito al ritardo rispetto al termine del 31 ottobre 1991, entro il quale il piano di politica del lavoro è presentato all'approvazione del Consiglio regionale, ed informazioni sui futuri tempi di approvazione del piano, potrei rispondere dicendo che, per evitare un percorso di approvazione a sé stante, che di solito comporta inevitabili ritardi nell'approvazione del piano triennale di politica del lavoro, sarebbe opportuno in futuro fare approvare il piano in correlazione con l'approvazione del bilancio. Vedasi in proposito l'articolo 3 della legge n. 13 del 1989.
Il Consigliere Viérin chiedeva anche se il ritardo ha avuto delle ripercussioni sull'attività dell'Agenzia del lavoro, che attende alle proprie incombenze in funzione del finanziamento del piano.
Potrei rispondere dicendo che il ritardo nell'approvazione del piano ha certamente comportato delle ripercussioni sull'attività dell'Agenzia del lavoro. Occorre però precisare che per gli interventi specifici previsti nel nuovo piano occorre aspettare che la legge diventi esecutiva, mentre gli interventi generali ricorrenti, che si possono ricondurre direttamente alla legge n. 13 del 1989, possono essere già finanziati, anche se in via provvisoria ed eccezionale, dal relativo capitolo di spesa approvato in sede di bilancio.
Lo stesso Consigliere chiedeva chiarimenti sulla questa mia affermazione: "Il piano di lavoro si caratterizza fondamentalmente in una linea di continuità rispetto al precedente piano. Ogni ulteriore progetto si articola in interventi che danno un senso di maggiore operatività rispetto al precedente piano".
Il piano si presenta sostanzialmente in una linea di continuità rispetto al precedente, in quanto i tratti principali del mercato del lavoro valdostano, tra l'estate 1989 e l'estate 1991, non si sono praticamente modificati, ma i diversi progetti che sono passati dalla loro definizione ad una loro migliore articolazione danno un senso di maggiore operatività rispetto al piano precedente.
Certamente questo piano si è arricchito, rispetto al precedente, di un maggiore affinamento degli strumenti utilizzati (orientamento, formazione professionale, incentivi, tirocini...) e della messa a punto di un nuovo modello interpretativo del mercato del lavoro locale.
Il Consigliere Viérin chiedeva se l'Assessore alle finanze aveva espresso il proprio parere favorevole sugli emendamenti presentati. Sì, l'Assessore alle finanze ha espresso il parere favorevole con lettera del 17 dicembre 1991, prot. 19805, indirizzata al Consiglio. Chiedeva ancora i motivi per i quali lo stanziamento per l'anno 1992 è stato ridotto da 5 a 3 miliardi.
Tale decisione è stata assunta per contenere la spesa o meglio per renderla compatibile con il bilancio del 1992.
Tutte le altre domande poste in sede di Commissione sono di competenza della Giunta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Nous aurions apprécié l'intervention d'un représentant du Gouvernement, parce qu'il y a là plusieurs thèmes qui ont une importance politique, de politique générale. Je vois que nous sommes presque dans l'obligation d'entamer un dialogue avec le rapporteur. En tout cas, je veux faire quelques considérations: l'une de caractère procédural et les autres sur des thèmes de politique générale, d'orientation pour ce qui est des interventions dans le marché du travail, concernant la présentation et l'approbation du plan politique du travail pour les années 1992-1994.
Tout d'abord, les temps d'approbation et les conséquences du retard que, une fois de plus, nous devons constater dans la présentation de ces mesures. Et là, il y a non seulement le non respect des temps établis par la loi n. 13 de 1989, mais également il y a non respect des indications que le Gouvernement lui-même s'est fixées au mois d'août. Une délibération du mois d'août, portant approbation des orientations pour la définition de ce plan triennal de politique du travail, établit la procédure que le Gouvernement aurait dû suivre. Je veux la rappeler: "Determinazione di indirizzi di spettanza della Giunta regionale entro luglio 1991", neuf jours de retard mais ce n'est pas là le problème; "Elaborazione del piano triennale affidato all'Agenzia del lavoro, entro settembre 1991. Approvazione con legge del piano da parte del Consiglio regionale, entro ottobre 1991", nous sommes au mois de février 1992. Bons commentaires!
Hier, nous l'avons remarqué pour la présentation des projets financés par le comité d'aide aux pays du tiers monde; aujourd'hui nous le constatons encore pour ce qui est de l'approbation d'un document important pour les interventions sur le marché du travail (nous sommes tous convaincus de l'importance de ce document, compte tenu de la situation de crise du secteur économique et du secteur industriel en particulier). Hier, on n'a pas eu de réponse, aujourd'hui on nous dira encore que peut-être la responsabilité en revient aux fonctionnaires. Nous sommes un Conseil régional, nous devons parler de responsabilités politiques et, donc, de ce point de vue, nous ne pouvons que constater encore une fois l'inefficacité de l'action de ce Gouvernement.
Nous avions également soulevé, à part ce problème de gestion, un problème concret de retombées du retard sur le fonctionnement et l'activité de l'agence de l'emploi, et là le rapporteur, Monsieur Ricco, m'a déjà fourni une première réponse. Il est vrai que toutes les interventions spécifiques, le rapporteur me l'a confirmé, sont pour l'instant bloquées. On peut procéder, on peut oeuvrer pour des interventions d'ordre et de caractère général, mais avec une procédure d'exception. Alors, il me semble que sous ce profil aussi le retard a des implications sur l'activité et sur l'action de cet important secteur de l'Administration régionale.
Ensuite, quelques remarques sur des thèmes de caractère général. Je veux avant tout remercier Monsieur Ricco pour son rapport qui représente une synthèse remarquable du travail tout aussi remarquable accompli par l'Agence de l'emploi. Si je peux formuler un jugement positif à l'égard de ce rapport, d'autre part - et Monsieur Ricco l'a dit lui-même dans ses conclusions - le rapport se limite à présenter le plan établi et donne mandat au Gouvernement pour toute une série de précisions d'ordre politique. Ce sont justement, à mon sens, ces orientations politiques qui nous font défaut, parce que si l'on doit se limiter à aborder la discussion sur la base du rapport présenté par Monsieur Ricco, nous pouvons dire que là nous ne pouvons que approuver son exposé, mais qu'il s'agit d'un rapport notarial, parce que nous avons la nécessité d'avoir des indications, une réflexion d'ordre et caractère général faite par le Gouvernement.
A cet égard, je veux exprimer quelques considérations de façon que le débat puisse s'ouvrir et que l'on puisse être à même de mieux comprendre quelles sont ces orientations et ces adresses.
Tout d'abord, il y a un discours d'ordre général. En effet, le plan de politique du travail pour les années 1992-1994 est adopté en harmonie avec les indications du plan de développement régional. Nous voudrions connaître quelles sont ces indications. Pour revenir à un débat effectué pour le budget, est-ce que le rapport du Censis peut être pris comme une base sérieuse de confrontation? Est-ce que le rapport entre le secteur public ou para-public et le secteur privé est toujours une des préoccupations de ce Gouvernement? Nous aurions apprécié quelques déclarations, quelques suggestions de façon à pouvoir mieux comprendre dans quelle optique s'insèrent les différentes mesures qui nous sont proposées.
Par ailleurs, à notre sens, il aurait été opportun de présenter un petit compte rendu des résultats obtenus. Il s'agit donc, en plus de fixer les orientations, d'avoir un minimum de compte rendu afin de dresser un bilan des résultats obtenus avec les initiatives précédentes, de façon à pouvoir vérifier quels ont été les différents effets et peut-être mieux comprendre les modifications ou les intégrations ou les innovations proposées.
A cet égard, je pense qu'un instrument fondamental nous fait encore défaut: l'observatoire du marché du travail. Là encore quelles sont les orientations, quels sont les temps de constitution, d'institution, de mise en fonction de cet instrument important qui pourrait nous donner des réponses "scientifiques" - vu que nous sommes toujours en train de nous chamailler pour des questions politiques - et soulever l'Agence de l'emploi de toute une série de contraintes auxquelles elle est obligée aujourd'hui de faire face directement pour pouvoir présenter et insérer ces interventions dans une optique de politique du travail.
En parlant de l'agence de l'emploi, il serait opportun, sinon nécessaire, d'en définir les fonctions et le rôle. Nous en avions discuté au sein de la cinquième commission. Aujourd'hui est-ce que l'on veut ou est-ce que l'on envisage de poursuivre selon cette méthode ou dans cette direction de la gestion directe de la part de l'Agence des différentes interventions, gestion qui représente une caractéristique unique et spécifique à l'intérieur du panorama des différentes agences? Est-ce que, par contre, on a d'autres idées? Le problème des collaborations externes, le problème des missions qui sont confiées à d'autres organismes, la question des rapports entre cette agence et d'autres instituts, voir Finaosta, voir les projets de création du "Business Inovation Center". Il serait important de comprendre, vu que nous savons que le thème est débattu au sein de la majorité, quelles sont les indications, quelles sont les orientations.
De même, nous aimerions comprendre quelle est l'orientation pour ce qui est de la formation professionnelle qu'aujourd'hui on a de la peine à définir, non seulement pour ce qui est de son application, mais également pour ce qui est de sa gestion. Nous avons plusieurs interventions: gestion directe de la part de l'agence de l'emploi; gestion directe de la part des différents assessorats; convention avec des centres externes; rapport entre ce centre de formation professionnelle et l'instruction professionnelle. L'Assesseur à l'instruction publique, hier, nous a appris que l'expert qui a été chargé d'étudier le secteur de la formation professionnelle est le même qui s'est occupé, non seulement cette année mais aussi les années précédentes, du problème des rapports entre l'école et le monde du travail. Nous avons à ce propos exprimé toutes nos perplexités.
Nous voudrions savoir quel genre d'orientation va être donnée et quelle coordination l'on envisage pour ce qui est de ces différentes interventions. Surtout qu'il est important de réfléchir sur cette notion de formation professionnelle, parce que nous nous rendons compte qu'une école parallèle s'est créée. A côté de l'école officielle nous avons une école parallèle pour ce qui est des interventions dans le domaine de la formation professionnelle. Il y a l'exigence de contrôler cette activité, d'établir des règles précises, de valoriser les compétences locales, de respecter au sein de ces différentes interventions le principe du bilinguisme.
Il nous paraît, en effet, contradictoire que la même adminis-tration régionale d'un côté poursuive ses efforts en matière d'éducation bilingue au sein de l'école officielle et, par la suite, pour une autre école, qui - je le répète - a aujourd'hui la même importance sinon plus grande du point de vue du nombre, oublie totalement ce principe fondamental au plan de la politique scolaire, de formation et éducative.
Quel est, donc, le lien et le rapport que l'on veut établir? Quand on a discuté de ce problème au sein de la cinquième Commission Monsieur Beneforti, qui remplaçait le Président du Gouvernement, nous a donné des assurances à ce sujet. Nous voudrions avoir une confirmation à cet égard et voir par la suite ces affirmations se traduire par des actes concrets.
Comme il serait important de réfléchir, nous en avons discuté au cours de différentes interventions, sur les initiatives concrètes qui sont mises en oeuvre pour valoriser les compétences et les ressources locales. Nous l'avons dit plusieurs fois. Si nous pouvons comprendre qu'au début l'on fasse recours à l'extérieur, par la suite je pense que ce recours à l'extérieur doit prendre fin parce qu'il doit avoir comme objectif la formation de compétences locales, si elles n'existent pas. On ne peut toujours être dépendants de l'extérieur.
Donc, - et je termine - il s'agit d'une série de remarques et de réflexions qui, j'espère, pourront contribuer à ouvrir un débat, pour, comme je disais tout à l'heure, mieux situer et définir ce problème.
Une dernière intervention. Tout d'abord, j'apprécie la proposition qui a été faite par Monsieur Ricco de solliciter l'approbation du plan en même temps que l'approbation du budget. Ce serait certainement la procédure la meilleure pour avoir une vision d'ensemble des indications qui sont proposées et des financements qui sont nécessaires pour réaliser ces interventions. A cet égard, j'espère que cette suggestion sera accueillie par le Gouvernement. Je veux enfin formuler encore une remarque sur l'amendement financier, vu que l'on a abordé ce thème.
Il est vrai, Monsieur Ricco l'a rappelé, que le financement a été réduit pour l'année en cours de 5 milliards à 3 milliards. Il a fourni une justification fondée sur des contraintes budgétaires. Je ne partage pas ses considérations pour deux raisons.
Tout d'abord, en 1990 et en 1991 le montant qui avait été prévu initialement a été augmenté. Donc en 1990 et en 1991, à ma connaissance, le montant du financement alloué a été de 4 milliards, ce qui représente une diminution réelle pour ce qui est des financements mis à disposition de l'Agence en 1992.
Ensuite, il y a à mon sens, une contradiction ultérieure parce qu'en lisant le plan nous nous rendons compte que par rapport au plan précédent il y a des initiatives plus importantes. Donc, il y a eu du point de vue des propositions une augmentation qui implique nécessairement un montant de financement supérieur. Je pense que le minimum était 4,4 milliards, 4,5 milliards. Les 5 milliards remplissaient exactement, à cet effet les exigences des différents services. A cet égard, nous ne pouvons que confirmer toutes nos perplexités quant à la réduction du financement prévu.
Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Credo che certe cose dette dal Consigliere Viérin meritino qualche risposta. Spero di potergliele dare tutte, ma se così non sarà, me ne scuso fin d'ora.
Forse sarebbe stato più giusto ch'io avessi preso la parola immediatamente dopo l'intervento del relatore, per esporre, sia pure per sommi capi, quanto è stato fatto in passato, ma a questa specie di consuntivo dell'attività dell'Agenzia del lavoro ha provveduto in parte lo stesso relatore.
Con il 1992 l'Agenzia del lavoro affronterà l'attuazione del suo secondo piano triennale di politica del lavoro.
La proposta di adesione al piano viene presentata dopo l'espletamento delle procedure previste dalla legge istitutiva dell'Agenzia del lavoro, cioè la famosa legge n. 13.
In data 2 agosto 1991 la Giunta regionale ha deliberato gli indirizzi ed ha affidato la predisposizione del piano all'Agenzia del lavoro.
In data 28 ottobre 1991 è stato presentato, discusso e fatto proprio dal Comitato di gestione, il piano, così come predisposto dall'Agenzia del lavoro.
In data 31 ottobre 1991 è stato acquisito il parere favorevole della Commissione regionale per l'impiego ed in data 4 novembre 1991 il piano è stato approvato dalla Giunta regionale.
Tale piano è supportato da una relazione di accompagnamento predisposta dall'Agenzia del lavoro, che sinteticamente illustra:
- le principali tendenze in atto nel mercato del lavoro nelle regioni occidentali;
- le caratteristiche principali del mercato del lavoro in Valle d'Aosta;
- schematicamente, le linee degli interventi previsti nel piano.
La proposta di legge, che in base all'articolo 3 della legge n. 13 del 1989, approva il piano previsto, è costituita da un articolo che determina le spese complessive del triennio e da un allegato in cui sono proposti gli interventi di politica del lavoro articolati in cinque capitoli:
cap. 1 - Disposizioni generali
cap. 2 - Dare trasparenza al mercato del lavoro (primo macroobiettivo);
cap. 3 - Elevare la professionalità della forza lavoro (secondo macroobiettivo);
cap. 4 - Riequilibrare il mercato del lavoro favorendo l'inserimento e/o reinserimento di soggetti appartenenti a fasce deboli (terzo macroobiettivo);
cap. 5 - Promuovere e sostenere il lavoro autonomo (quarto macroobiettivo).
Dal momento che questa è la prima occasione che si presenta in Consiglio, ritengo utile, prima di illustrare il piano, svolgere una sintetica relazione sull'attività svolta dall'Agenzia nel corso del suo primo triennio di funzionamento.
Occorre subito precisare che il periodo di riferimento non è esattamente un triennio, in quanto il primo piano di politica del lavoro è stato approvato con legge nell'agosto del 1989 e nel mese di giugno 1991 la Giunta ha dovuto avviare la procedura per consentire all'Agenzia di presentare in tempi utili il suo secondo piano.
Il primo piano di politica del lavoro ha potuto operare pienamente agli inizi del 1990, quando, in aderenza alla legge costitutiva dell'Agenzia, dopo la costituzione del Comitato di gestione, si è provveduto a definirne l'organico e a dare un assetto organizzativo alla sua struttura.
Nel corso del 1990 sono state completate le assunzioni e la struttura ha potuto darsi un modello di funzionamento coerente con quanto previsto dallo spirito della legge 56/87.
Si è dovuto subito constatare l'emergere di gravi inconvenienti sul piano del funzionamento, per aver collocato la nascente struttura sotto il controllo amministrativo del dirigente del Servizio studi, programmi e progetti. Tale problema sta per trovare finalmente una soluzione con la costituzione di un nuovo posto di vicedirigente amministrativo all'interno della stessa struttura.
Un primo motivo di soddisfazione è desumibile dal volume di iniziative avviate e gestite e dalla dimensione quantitativa dell'utenza interessata.
Nei diciotto mesi presi in considerazione, l'attività dell'Agenzia ha coinvolto circa 2600 persone, nell'attuazione dei diversi progetti evidenziati nel piano di lavoro dell'Agenzia; n. 130 lavoratori disoccupati o in cassa integrazione hanno trovato lavoro nelle imprese a seguito dell'intervento finanziario dell'Agenzia; n. 110 lavoratori disoccupati o in cassa integrazione hanno avviato attività di lavoro autonomo, grazie agli incentivi previsti dal piano; n. 540 giovani apprendisti sono stati coinvolti in iniziative formative; n. 520 giovani sono stati coinvolti nelle attività formative finalizzate all'assunzione; n. 50 tirocini per lavoratori in cassa integrazione speciale; n. 250 studenti sono stati coinvolti negli stages estivi; n. 28 extracomunitari sono stati preparati a sostenere gli esami in base alla legge Martelli per l'iscrizione al REC, 22 dei quali hanno superato l'esame; circa 100 cassintegrati o occupati speciali sono stati coinvolti in progetti di lavoro socialmente utile gestiti dagli enti locali con il sostegno finanziario dell'Agenzia; n. 21 giovani portatori di handicap e n. 2 tossicodipendenti sono stati assistiti nell'inserimento del lavoro, nonché n. 3 carcerati; n. 200 giovani adulti hanno ricevuto un servizio di orientamento personalizzato per essere avviati al lavoro; n. 680 giovani si sono rivolti al servizio "incontro domanda-offerta", con n. 100 richieste da parte di aziende.
Vanno inoltre considerate altre attività affidate dalla Giunta per la realizzazione di iniziative a favore:
- di altri assessorati;
- del servizio personale (formazione di lavoratori da assumere con la legge sul collocamento obbligatorio);
- di piccole imprese che non sono in grado di progettare autonomamente interventi formativi;
- di Paesi dell'Est europeo e di Paesi in via di sviluppo (iniziative di carattere formativo).
Vi è infine una parte di attività che non sempre è adeguatamente conosciuta. Si tratta, ad esempio:
1) dell'ascolto delle persone che si rivolgono continuamente all'Agenzia per ottenere informazioni a livello generale o individuale;
2) dell'approfondimento e consolidamento del progetto "rilevazione e monitoraggio del mercato del lavoro", come dimostra, tra l'altro, la qualità dell'analisi contenuta nella relazione di accompagnamento al nuovo piano;
3) dello sviluppo di una rete di trasporti con gli addetti ai lavori delle politiche relative al mercato del lavoro e delle politiche formative, sia all'interno della regione che all'esterno della realtà valdostana, privilegiando in particolare, le relazioni con soggetti istituzionali di maggior significatività, i quali possono stimolare positive modificazioni, sia sul piano dell'affinamento degli strumenti utilizzati sia su quello delle modalità organizzative per affrontare le situazioni problematiche;
4) della progettazione e studio per inserire e consolidare la posizione della struttura in una rete europea.
Al riguardo è opportuno sottolineare le recenti partecipazioni, con partner italiani e stranieri, ai progetti del fondo europeo.
1) Eurofond, riferito alla qualità totale delle piccole e medie industrie.
2) Novum, riferito all'orientamento al lavoro delle donne.
3) Orizon, riferito all'inserimento lavorativo delle fasce marginali, che dovrebbe valorizzare ulteriormente il "progetto marginalità", che l'Agenzia ha fatto recentemente decollare con il patrocinio dell'Assessorato della sanità.
Degno di menzione è lo sforzo operato all'interno dell'Agenzia in merito all'attività di orientamento e di formazione professionale, teso a superare una concezione di formazione "al lavoro" e di riqualificazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi, a favore di un recupero della professionalità dei lavoratori "sul lavoro" in relazione a innovazioni sia tecniche sia organizzative.
Certo, lo sforzo intrapreso, specie se confrontato con la complessità dell'evolversi della situazione socio-economica, è stato sempre inferiore all'attesa.
Occorre che l'Agenzia del lavoro crei attorno a sé, con modalità sinergiche rispetto alle forze presenti nel Comitato di gestione, un consenso sempre più fattivo affinché i problemi occupazionali siano affrontati con professionalità e flessibilità, per rispondere efficacemente alle carenze qualitative del mercato del lavoro locale.
A conclusione di questo sintetico quadro delle attività svolte, c'è la sensazione che rimanga ancora molto da fare, ma si ritiene anche che i meccanismi innescati siano sufficienti a definire una fisionomia che dovrà però essere sempre più accentuata e consolidata.
Il nuovo piano di politica del lavoro, sottoposto alla vostra attenzione, si caratterizza fondamentalmente in una linea di continuità rispetto al precedente piano, sostanziandolo però con la creazione di nuovi servizi e la riduzione progressiva di contributi a fondo perso a favore di maggiori servizi reali.
Il nuovo piano si articola in undici progetti, raggruppati in quattro macroobiettivi. Tutti concorrono a sviluppare la qualità della forza lavoro in Valle d'Aosta e tendono a massimizzare l'occupazione.
Ogni progetto, a sua volta, si articola in interventi che danno un senso di maggiore operatività rispetto al precedente piano.
La scelta di fondo è stata quella di rendere strategici tre obiettivi sui quattro previsti.
L'obiettivo che si riferisce al "riequilibrio del mercato del lavoro favorendo l'inserimento e/o reinserimento lavorativo di soggetti ap-partenenti a fasce deboli e marginali", pur contenendo un progetto innovativo quale quello della "marginalità", è lo stesso che in passato è stato maggiormente praticato con risultati ben visibili.
Torniamo agli altri obiettivi strategici.
a) Il primo, quello di "dare trasparenza al mercato del lavoro", è relativo ad un'area nella quale sono previsti progetti che:
1) sviluppano l'informazione;
2) tendono a creare maggiore conoscenza, soprattutto qualitativa e disaggregata, del mercato del lavoro;
3) abbattono i tempi di disoccupazione attraverso un servizio di informazione sui posti vacanti;
4) migliorano le comunicazioni nei confronti delle persone che riscontrano maggiori difficoltà nell'accesso alle fonti informative;
5) evidenziano in tempo reale e a livello "micro", agli operatori, il quadro dinamico del mercato del lavoro.
b) Il secondo obiettivo, che tende ad "elevare la professionalità della forza lavoro", è destinato, con i relativi progetti, a specifiche iniziative di orientamento e di formazione professionale, che rappresentano gli strumenti più importanti del piano.
In particolare, i progetti sono i seguenti.
1. Orientamento.
In relazione alla migliore conoscenza del mercato del lavoro offerto dai progetti relativi al primo macroobiettivo, con questo strumento si prevede di rendere più consapevoli le scelte delle famiglie e degli studenti rispetto ai percorsi formativi da intraprendere attraverso interventi che, già avviati sperimentalmente, dovranno essere consolidati d'intesa con l'Assessorato della Pubblica Istruzione a livello di scuola media inferiore e superiore. E' previsto un intervento orientativo sperimentale anche a favore di coloro che abbandonano la scuola.
2. Alternanza scuola-lavoro.
Con questo progetto si intendono realizzare momenti di raccordo sempre più stretti tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro attraverso l'inserimento di studenti in "stages", opportunamente guidati, all'interno di aziende italiane e, in prospettiva, europee.
3. Formazione al lavoro.
Con tale progetto si intendono avviare iniziative specifiche che permettano di migliorare la professionalità di giovani e adulti disoccupati con bassa, media ed alta scolarità, rendendola maggiormente spendibile sul mercato del lavoro.
4. Formazione sul lavoro.
Con questo progetto si intendono consolidare e sviluppare le attività di formazione professionale rivolte a giovani assunti con contratto di apprendistato e contratto di formazione-lavoro e, infine, favorire iniziative sperimentali di formazione ricorrente a favore dei soggetti inseriti nelle aziende.
5. Innovazione delle metodologie informative.
Con questo progetto si intende fare in modo che l'attività di formazione professionale si aggiorni non solo nei contenuti ma anche sul piano delle metodologie, per mantenere la sua importante funzione di valorizzazione delle risorse nuove all'interno dei processi produttivi.
Per fare questo è opportuno entrare in una "rete" di rapporti con i vari attori, sia istituzionali che professionali, presenti nella realtà italiana ed europea. A tal fine rientra in questo progetto la partecipazione dell'Agenzia ai programmi avviati a livello nazionale ed europeo.
Il quarto obiettivo ("Promuovere e sostenere il lavoro autonomo") evidenzia azioni a favore del lavoro autonomo e della piccola imprenditoria o promosse da soggetti deboli, che cercano un percorso occupazionale tramite l'autoimpiego.
Questo, a mio giudizio, è uno dei progetti più interessanti, che dovrà essere sviluppato in maniera determinante dall'Agenzia del lavoro, perché consentirà di creare piccoli imprenditori, che potranno superare le difficoltà di ordine lavorativo che presenteranno nel prossimo futuro, dal momento che l'attuale situazione occupazionale non rappresenta certamente l'optimum per la nostra Regione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Je crois que l'intervention que l'on vient d'écouter donne au moins une adresse. En relisant le rapport du Conseiller Ricco on a voulu mettre en valeur son travail, car le rapport que l'on vient d'entendre est le rapport de Monsieur Ricco. C'est une méthode pour dire que le rapport a été bien fait. C'est compréhensible, mais ce n'est pas si intéressant.
On voulait mieux comprendre les choix de l'Administration régionale, au contraire on a écouté à nouveau la relation qui avait été écrite par Monsieur Ricco et qui a déjà été lue dans d'autres sièges. C'est étonnant que sur ce thème et face à des sollicitations qui ont déjà été faites, l'unique résultat c'est d'écouter à nouveau une relation.
Les efforts que l'agence du travail a faits ont déjà été rappelés. Je crois qu'il faudrait déplacer ce débat. Il est inutile de le faire dans cette salle. On peut aller dans les bureaux de l'agence du travail et se mettre à discuter, au moins on aura un interlocuteur. Ici, par contre, on a quelqu'un qui n'a pas lu le rapport, qui va relire le rapport de quelqu'un d'autre et qui n'a aucun intérêt pour ce plan de travail trisannuel. Cette attitude est un peu étonnante. S'il n'y a aucun intérêt disons-le, ne faisons pas faire aux autres des travaux qui n'ont aucun intérêt pour le Gouvernement.
J'ai un doute. On est train de dire que quelqu'un a bien travaillé, point c'est tout. Le problème important est que, face au travail de l'agence du travail, ce plan constitue une méthode, un instrument pour donner au Gouvernement la possibilité d'aboutir à des résultats. Il ne peut pas être le point final.
J'invite les Conseillers à relire ce qui est dit dans ce projet. La chose la plus éclatante est qu'on va souligner l'importance de donner un résultat à des macro-objectifs, surtout pour ce qui est du troisième et du deuxième: "Elevare la professionalità della forza lavoro. Riequilibrare il mercato del lavoro favorendo l'inserimento e/o il reinserimento di soggetti appartenenti a fasce deboli". Quel a été le résultat du point de vue budgétaire? De réduire les fonds pour ces objectifs à 3 milliards sur 5 qui avaient été demandés. L'objectif 2, qui prévoyait une intervention de 2 milliards, a été réduit à 1,2 milliard et l'objectif 3, qui prévoyait 2 milliards, a été réduit à 1,1 milliard. Je me demande ce qu'on va faire avec cet argent. Et je crois qu'on pourrait déjà s'arrêter là, car l'effort que chacun de nous va faire pour donner un certain poids à ce discours est inutile. On parle au vent. C'est inutile! Le marché du travail n'intéresse pas.
Pour l'année 1992, on va donner 3 milliards pour ce secteur. Je me demande ce qu'on va faire avec cette somme. Je ne veux que reprendre l'objectif 3, pour ce qui est du rééquilibre. Là, il y a un sujet important: "Reinserimento di soggetti appartenenti a fasce deboli". Tout le monde a dit que c'est un domaine qui mérite une certaine attention. On a des données concernant des personnes intéressées.
Je voudrais donner un exemple qui concerne de plus en plus notre région: le problème des toxicomanes. Je me demande quelle peut être l'attitude vis-à-vis d'un problème si urgent. Selon les derniers recensements, nous avons dans notre vallée 2 mille drogués. C'est un chiffre très élevé. Face à une requête qui augmente chaque jour, la réponse est de la teneur que je viens d'illustrer.
C'est un paradoxe! Face à des déclarations importantes, face à un projet qui surtout du point de vue structurel est très bien fait, on arrive à avoir des réponses politiques. Il est inutile d'insister sur ce problème et de reprendre le discours des chômeurs. A ce propos, il n'y a pas eu un mot, de la part des responsables du Gouvernement, sur ce qui se passe dans la basse vallée en conséquence de la crise de l'Olivetti. Il n'y a pas eu un mot pour le problème de la Cogne. On a tranquillement prévu le dossier sans dire quelles sont les réponses à une possibilité opérationnelle.
A ce sujet, on ne peut que répéter des discours qu'on fait depuis des mois. Le problème du marché du travail a eu une baisse d'attention. Les aspects qu'on vient d'énoncer sont des principes qui resteront dans ce document sans avoir des conséquences. On a assisté à des conférences, à des congrès, à toute une série d'initiatives très louables qui ont dit ce qu'il faut faire, mais lorsqu'on arrive à la phase finale du discours, lorsqu'il y a l'exigence d'avoir des engagements il y a le vide. Il y a le vide! Ici, il n'y a pas une réponse.
On ne peut accepter que l'attitude soit si passive par rapport à un problème si engageant. On a multiplié les propos d'enquête, on va multiplier les engagements par rapport à la possibilité de mieux connaître, mais il ne suffit pas de s'arrêter là. Il y aura une montagne de dossiers et il n'y a pas un aspect réel, concret.
On a déjà rappelé tous les rapports, les consultations qui ont été données ailleurs pour reprendre le travail que l'agence avait déjà fait. On a gaspillé de l'argent inutilement. On a voulu demander à des experts, hors de la Vallée, de nous faire une analyse de ce qui se passe. Je vous inviterai à comparer les dossiers qui ont été présentés par l'Administration régionale pour voir quels sont les résultats.
Une des indications préalables des différents dossiers est de ne pas augmenter les personnes engagées dans l'Administration publique et comme résultat on vient de nous présenter un projet d'embauche de 428 personnes dans l'Administration régionale. L'unique réponse qu'on sait donner au problème de l'emploi est de transformer les demandeurs en employés régionaux. Je crois que c'est une tendance qu'il faut repousser.
Les travailleurs de l'Ilssa seront des employés régionaux; pour les différentes entreprises de la Basse Vallée qui ont des difficultés il y aura l'Administration régionale qui va embaucher le personnel dans les différents chantiers régionaux. On ne peut pas continuer de cette façon.
La même chose arrive pour les programmes de formation professionnelle, pour le rapport avec l'école comme le collègue a déjà rappelé. La formation professionnelle par rapport à un problème de ce genre devrait être présentée ensemble, car d'un côté il y a un programme triennal de travail, de l'autre côté il y a une formation professionnelle qui dit autre chose. Il y a deux propositions qui ne se parlent pas.
On risque d'avoir comme conséquence une confusion des différen-tes propositions qui doivent être faites de la part de l'entreprise privée. En lisant ce document on a la sensation que c'est un bon travail et ensuite on attendait une réponse qui n'est pas venue. Voilà le désarroi face à un document qui est important, qui devait soulever un débat sérieux. On devait prévoir l'analyse du résultat de cette initiative politique, ce que, au contraire, on n'a pas entendu. Voilà le regret pour une occasion ratée comme celle de l'approbation de ce document sur laquelle on ne peut que répéter ce qu'on a dit dans les commissions compétentes.
C'est un aspect grave dans un moment si difficile pour notre vallée, comme pour le reste de l'Italie. Il y a des problèmes qui sont à la porte, il y a des réponses qu'il faut donner. On ne voit pas dans quelle direction on peut aller, quel est le moyen pour en sortir face à la requête présentée.
Les disponibilités financières qu'on va donner pour ce projet sont les plus réduites possibles. Je ne comprends pas pourquoi on a fait une variation de budget pour d'autres thèmes et on ne peut pas la faire pour la question du travail.
On a fait un emprunt, on a fait une loi pour la ville d'Aoste sans avoir la possibilité d'utiliser cet argent et en sachant déjà que pour l'année 1992 on n'utilisera pas un sous de ce montant et bien, ici, on nous dit qu'il a fallu réduire les 5 milliards prévus et qu'on peut utiliser pour l'année 1992, pour la raison que l'on n'a pas l'argent nécessaire. C'est une attitude incompréhensible sinon pour le fait que malheureusement, malgré les bonnes intentions de ce projet, les résultats ne peuvent être que ceux que l'on vient de réaffirmer, c'est-à-dire un manque d'attention face à un thème comme celui de l'emploi.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) Credo che il dibattito su questioni importanti debba sempre svolgersi con serietà e lealtà, indipendentemente dai momenti in cui ci si trova ad operare, e quindi, almeno per quel che riguarda l'attività del mio Assessorato, credo che possano essere date alcune risposte alle richieste avanzate dalla minoranza, anche se le conclusioni toccano, ovviamente, sempre al Presidente della Giunta.
Credo che il piano che è stato presentato sia ottimo e ritengo anche che sia urgente approvarlo, come d'altronde è già stato sottolineato, proprio per rispondere ad una situazione del mercato del lavoro che presenta aspetti preoccupanti, anche se per il momento non così forti come quelli che si sono manifestati in altri Paesi ed in altre Regioni.
Veniamo ora ad alcune questioni particolari.
Piano di sviluppo.
Questa Regione non è mai riuscita a dotarsi di un piano di sviluppo e credo che debba essere fatto un certo sforzo almeno per delineare degli indirizzi. Non sono convinto che in questo momento di grandi trasformazioni politiche ed economiche nel mondo, in Europa, in Italia ed anche in Valle d'Aosta, sia possibile affidarsi a previsioni che non possano essere rapidamente smentite dall'evoluzione economica e dai fatti. Credo invece che siano necessari degli indirizzi e penso che quelli a cui questa Giunta si riferisce siano contenuti da una parte nel programma della stessa Giunta e dall'altra anche negli indirizzi esposti nel corso della discussione del bilancio regionale.
Una seconda domanda era relativa all'osservatorio del mercato del lavoro.
In effetti, esiste una molteplicità di sedi in possesso di dati parziali: Ufficio del lavoro, Inps, Segreteria della programmazione che cura i dati generali dell'Istat, Cerved che è collegata e registra tutte le attività economiche, Osservatorio economico che fa parte dell'Assessorato dell'industria, commercio ed artigianato... Il problema, quindi, non è di avere dei dati, ma di averne una razionalizzazione.
Credo, in effetti, che l'Agenzia del lavoro possa raccogliere i dati dell'evoluzione economica, funzionando da collegamento tra le diverse fonti, mentre alla Segreteria della Programmazione dovrebbe competere la rilevazione di carattere più generale. L'Agenzia del lavoro dovrebbe seguire l'evoluzione dei fatti nel breve periodo, mentre è opportuno che le ricerche di carattere più generale rimangano alla segreteria della programmazione.
Ruolo dell'Agenzia del lavoro.
L'Agenzia ha in effetti una collocazione particolare, perché è una delle poche Agenzie che hanno anche funzioni che altrove sono svolte dall'Agenzia per l'impiego. Credo che questa caratteristica sia positiva e debba essere mantenuta. Vale a dire: l'Agenzia del lavoro della Valle d'Aosta deve continuare a mantenere la sua fisionomia di Agenzia collegata all'Ufficio del lavoro, dal punto di vista delle attività, però autonoma dal punto di vista della gestione.
Sono state fatte delle osservazioni sul ruolo di Agenzia e di Pépinière.
La Pépinière, così come è stata impostata, si riferisce alla nascita di piccole industrie, mentre l'Agenzia opera nei confronti dei lavo-ratori che si mettono in attività di lavoro autonomo o in coope-rativa, ma non segue esplicitamente la nascita di piccole imprese o di industrie da sviluppare con una particolare assistenza.
Osservazione sulla formazione professionale.
Le osservazioni che sono state fatte sono corrette, perché esiste una frammentazione che dipende dal modo in cui è organizzata questa Regione. Vale a dire che noi abbiamo la segreteria della programmazione che ha funzioni relative alla formazione del piano della formazione professionale, gli assessorati contribuiscono con proposte, l'Agenzia del lavoro che anch'essa organizza propri corsi...
Diciamo che nel breve periodo si può favorire un maggior coordinamento tra tutti questi soggetti, ma credo che nel periodo più lungo si debba tendere all'istituzione di uno specifico assessorato per la formazione concernente il lavoro. In merito oggi c'è una distribuzione di compiti che probabilmente non corrisponde più alle dinamiche sociali.
Bilinguismo nei corsi di formazione professionale.
Credo che il bilinguismo non possa essere esteso automaticamente, anche se credo che in alcuni particolari corsi possa essere giustamente preso in considerazione.
Analogo ragionamento va fatto sull'utilizzo delle risorse locali.
Credo che quando ci siano risorse locali sufficientemente capaci sia opportuno ricorrere a queste, ma credo anche che si debba intervenire con forze esterne alla nostra Regione per affrontare problemi che qui non trovano referenti opportuni.
Credo che sia una forzatura polemica l'osservazione sulla scarsa attenzione al mercato del lavoro, perché questo non è vero, anche perché non è possibile collegare una cifra del bilancio a questo problema, perché, se saranno necessari ulteriori stanziamenti di fondi, si potrà provvedere in merito attraverso innumerevoli strumenti finanziari.
Oggi in bilancio c'è una somma che consente di far fronte ad una parte sicuramente importante dei programmi. Se ci saranno nuove esigenze, si potranno reperire le somme necessarie con una variazione di bilancio o con il ricorso ad un altro intervento analogo.
Per quel che riguarda i tossicodipendenti da assumere sui posti di lavoro, mi pare che le difficoltà siano di tipo diverso dalla carenza di finanziamenti. Si tratta di delicati problemi di rapporto tra il tossicodipendente ed il mondo del lavoro. Questa Amministrazione ha avviato diverse iniziative che concernono i tossicodipendenti, specie nell'ambito della scuola. Credo che in questo campo sia opportuna soprattutto un'opera di sensibilizzazione e di collegamento tra i problemi dei tossicodipendenti e quelli del mondo del lavoro.
Faccio ancora due osservazioni. Con un ordine del giorno, votato dal Consiglio, era stato chiesto a che punto fosse la situazione Olivetti. Il piano è stato presentato a questa Amministrazione. In esso si ribadisce che non toccherà le aziende operanti in Valle e, siccome c'erano delle incertezze, la Società ha precisato che i lavoratori valdostani che si recano a lavorare nel Canavese sono circa 230.
Secondo le notizie che abbiamo fino a questo momento, tranne che per casi particolari, non dovrebbero essere toccati grossi gruppi di persone.
Ultimissima osservazione sulla relazione.
Tra pubblico impiego e mondo del lavoro dipendente, io condivido come indirizzo generale che ogni settore abbia lo spazio che gli compete e se si rileva che l'occupazione del pubblico impiego è esagerata, conviene andare verso la creazione di posti di lavoro in altri settori.
Per quel che riguarda questa pianta organica, io ho avuto modo di vedere una proposta che credo fosse dell'aprile del 1990, in cui si proponeva un ampliamento di 260 persone, rispetto alle 428. Si tratta ora di verificare se corrispondono a nuove funzioni e a nuovi compiti oppure no.
Credo di aver risposto a tutte le domande, almeno per quello che mi compete. Ovviamente, le osservazioni politiche più generali spettano anche ad altri colleghi di questa Giunta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Je ne peux que remercier l'Assesseur pour avoir donné des réponses qui sont conséquentes aux requêtes qui ont été présentées. Les buts de ce débat étaient au moins deux. Le premier était celui de comprendre quelle pouvait être une adresse plus générale dans le domaine de l'emploi, ce qui signifie, au-delà de la présentation matérielle d'un plan, qu'il faut savoir où et comment diriger les efforts de l'instrument en discussion. C'est là le point qui manque, c'est-à-dire le tableau qui nous permet de comprendre comment cet instrument pourra être efficace par rapport aux exigences de notre vallée.
Je crois que c'est une difficulté qui ressortira d'ici quelque temps. S'il n'y a pas cette possibilité, on risque d'avoir un discours qui est sans doute important et même complet du point de vue de l'analyse, mais il nous manque le rapport conséquent et l'utilisation qu'on peut en faire.
Pour ce qui est des problèmes contingents et de la difficulté qui est évidente dans la Basse Vallée ainsi qu'Aoste pour ce qui est de l'Ilva-Cogne, on vient d'apprendre que pour ce qui est de l'Olivetti il y aura 230 personnes qui vont...
Mafrica (PCI-PDS)(...fuori microfono...) Una precisazione. 230 sono quelli che lavorano, non quelli che hanno avuto dei problemi. Il numero di questi ultimi non è ancora determinato, ma dovrebbe trattarsi di poche unità.
Rollandin (UV) Tout de même il y a 230 personnes qui travaillent dans l'établissement de l'Olivetti d'Ivrée ou de Scarmagno, qui sont hors de la Vallée. Je crois que ce serait intéressant de comprendre quel est le nombre de personnes concernées. On dit quelques unités, mais d'après ce qu'on nous dit et d'après ce que les syndicats affirment - à moins qu'il y ait des nouvelles différentes de celles qui sont rapportées - le nombre est de quelques dizaines de personnes, ce qui est un peu différent.
Je voudrais rappeler que pour trouver des places de travail... Chaque place de travail a des frais pour l'Administration régionale qui remontent à 400, 500 millions, au-delà de la difficulté de trouver des entreprises qui viennent en Vallée d'Aoste et qui soient à même de donner par la suite une place de travail aux expulsés. Voilà alors le problème qui se pose surtout pour le macro-projet n. 3, où on devrait prévoir un investissement qui ne peut être de 1,1 milliard. C'est là le contraste entre ce qu'on dit, la réalité, et la réponse qu'on donne. Si on va partager ce milliard et 100 millions entre les personnes intéressées, on peut tout de suite voir qu'on n'a pas la possibilité de résoudre tous les problèmes.
Je crois que Monsieur Mafrica a une certaine habitude à travailler avec les chiffres, mais malheureusement les chiffres nous donnent un résultat qui n'est pas suffisant. Monsieur Mafrica dit qu'on pourra intervenir davantage par la suite. Je voudrais rappeler que pour d'autres interventions on a déjà approuvé dès le début, dans cette salle, au mois de janvier, des interventions avec une variation de budget. Alors, on pouvait le faire tout de suite afin de donner la possibilité de travailler et d'avoir les engagements conséquents à l'agence du travail.
Aujourd'hui, en approuvant ce programme, on obtient comme résultat que le mandat de l'agence est de dire que pour le macro-objectif n. 2 vous avez 1,3 milliard, pour le macro-objectif n. 3 vous avez 1,1 milliard. On ne peut pas se prendre la liberté, comme bureau, de dire qu'on a décidé 1,1 milliard, mais avant le fin de l'année on ajoutera quelque chose et on arrivera à 2 milliards. Je crois que c'est un système d'administrer qui est incompréhensible.
C'était beaucoup mieux de dire tout de suite qu'on allait prévoir au moins 5 milliards, qui correspondaient au programme qui avait été présenté. On ne peut pas dire qu'il n'y avait pas l'exigence. Au contraire, on a enlevé des financements nécessaires. J'estime que, avant la fin de l'année, surtout pour ce chapitre, il y aura l'exigence d'augmenter par rapport aux 2 milliards déjà prévus.
Je peux comprendre qu'il y ait des exigences liées à l'ensemble du problème, mais il faut au moins prendre acte d'une réalité qui est celle que nous venons de dénoncer. Une réalité qui empirera d'ici quelques mois. Au moment où le problème se posera pour la question Cogne qu'est-ce qu'on va faire?
Il s'agit de problèmes concrets, ce n'est pas question de faire une critique à une délibération plutôt qu'à une autre. Ici, c'est la question qui va s'insérer dans un problème concret qui est de toute évidence dramatique.
Je demanderai encore, pour ce qui est du problème des travailleurs de la Basse Vallée, car Monsieur Mafrica nous dit que les entreprises liées à l'Olivetti ne devraient pas avoir des retombées négatives à cause de la crise Olivetti... Il faudrait alors peut-être mieux comprendre quelle est l'attitude qu'on veut adopter à la Baltea Disk où on a déjà pris des mesures qui vont dans une direction différente, qui vont dans la direction de dire que nous sommes dans une période de crise et en conséquence il y aura des mesures à prendre. Selon l'engagement que l'Assesseur avait pris, s'il y aura d'autres rencontres avec les responsables Olivetti, on aimerait connaître les résultats et surtout si l'Olivetti a donné ce plan général on aimerait comprendre quelles sont les liaisons avec les programmes que l'Administration régionale avait mis sur pied dans la zone de la Basse Vallée. Merci.
Presidente Se nessuno chiede la parola, passiamo all'esame dell'articolato.
Do lettura dell'articolo 1.
Articolo 1 1. E' approvato il piano di politica del lavoro per il triennio 1992/1994, di cui all'articolo 3 della legge regionale 17 febbraio 1989, n. 13, recante riorganizzazione degli interventi regionali di promozione all'occupazione, allegato alla presente legge.
2. Gli oneri derivanti dall'applicazione del piano 1992/1994 saranno autorizzati per complessive lire 15.000.000.000, di cui 5.000.000.000 a carico dell'esercizio 1992, con la legge finanziaria, ai sensi dell'articolo 19 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68 e successive modificazioni ed integrazioni, come stabilito dall'articolo 18 della legge regionale 17 febbraio 1989, n. 13.
3. Il presente piano assume le obbligazioni con riflesso pluriennale assunte dall'Amministrazione regionale con il piano di politica del lavoro 1989/1991, approvato con legge regionale 8 agosto 1989, n. 58.
Do lettura dei tre emendamenti all'articolo 1, proposti dalla II Commissione consiliare permanente.
Emendamento n. 1 Il comma due dell'articolo 1 è così sostituito:
"2. Gli oneri derivanti dall'applicazione del piano di cui al comma uno, ammontanti a complessive lire 15 miliardi per il triennio 1992/1994, di cui lire 3 miliardi per l'anno 1992, gravano sul capitolo 26010 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1992 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci; le quote a carico dei futuri esercizi sono indicativamente ripartite nel seguente modo:
a) anno 1993: lire 7 miliardi;
b) anno 1994: lire 5 miliardi".
Emendamento n. 2 Dopo il comma due è aggiunto il seguente comma due bis:
"2 bis. Alla copertura degli oneri di cui al comma due si provvede:
a) per il 1992 mediante utilizzo delle risorse iscritte al capitolo 26010, che presenta la necessaria disponibilità;
b) per gli anni 1993/1994 mediante utilizzo delle risorse disponibili iscritte al cap. 69020 del bilancio pluriennale 1992/1994".
Emendamento n. 3 Dopo il comma due bis è aggiunto il seguente comma due ter:
"2 ter. A decorrere dal 1993 gli oneri potranno essere rideterminati con la legge di bilancio ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta)".
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione i tre emendamenti testé letti.
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 12 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Louvin, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Viérin e Voyat)
Il Consiglio approva
Do lettura dell'articolo 1 emendato.
Articolo 1 1. E' approvato il piano di politica del lavoro per il triennio 1992/1994, di cui all'articolo 3 della legge regionale 17 febbraio 1989, n. 13, recante riorganizzazione degli interventi regionali di promozione all'occupazione, allegato alla presente legge.
2. Gli oneri derivanti dall'applicazione del piano di cui al comma uno, ammontanti a complessive lire 15 miliardi per il triennio 1992/1994, di cui lire 3 miliardi per l'anno 1992, gravano sul capitolo 26010 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1992 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci; le quote a carico dei futuri esercizi sono indicativamente ripartite nel seguente modo:
a) anno 1993: lire 7 miliardi;
b) anno 1994: lire 5 miliardi.
3. Alla copertura degli oneri di cui al comma due si provvede:
a) per il 1992 mediante utilizzo delle risorse iscritte al capitolo 26010, che presenta la necessaria disponibilità;
b) per gli anni 1993/1994 mediante utilizzo delle risorse disponibili iscritte al cap. 69020 del bilancio pluriennale 1992/1994.
4. A decorrere dal 1993 gli oneri potranno essere rideterminati con la legge di bilancio ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta).
5. Il presente piano assume le obbligazioni con riflesso pluriennale assunte dall'Amministrazione regionale con il piano di politica del lavoro 1989/1991, approvato con legge regionale 8 agosto 1989, n. 58.
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1 emendato testé letto.
Esito della votazione
Presenti: 32
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Astenuti: 1 (Bich)
Il Consiglio approva
Do lettura dell'Allegato A.
Allegato A (...omissis...)
Do lettura di un emendamento all'Allegato A, proposto dalla II Commissione consiliare.
Emendamento Nell'allegato A, macroobiettivo 4, punto 3.3.2 ultimo comma, quart'ultima riga, è sostituita la cifra "5" con la cifra "2".
Se il Consiglio è d'accordo, proporrei di votare direttamente l'Allegato A emendato.
Do lettura dell'Allegato A emendato.
Allegato A (...omissis...)
Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'Allegato A emendato, testé letto.
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità
Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi sul complesso della legge.
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità
