Oggetto del Consiglio n. 3062 del 5 febbraio 1992 - Resoconto
OGGETTO N. 3062/IX Uso razionale dell'energia, contenimento dei consumi e utilizzazione di fonti rinnovabili di energia. (Interrogazione)
Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 5 dell'ordine del giorno.
Interrogazione Ricordato che la legge 9 gennaio 1991, n. 10, "Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale", prevede la concessione di contributi in conto capitale alle regioni a sostegno dell'uso razionale dell'energia, del contenimento dei consumi e dell'utilizzazione di fonti rinnovabili di energia;
Appreso che la Valle d'Aosta, contrariamente a tutte le altre regioni, non ha presentato richiesta dei fondi a disposizione presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, e che quindi la quota disponibile per la Valle d'Aosta è stata suddivisa fra le altre regioni,
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interroga
l'Assessore all'industria, commercio e artigianato per sapere:
1) per quale motivo la Regione Valle d'Aosta nel 1991 non ha presentato richiesta di utilizzare i fondi messi a disposizione dalla legge citata in premessa;
2) se è prevista la presentazione di domanda di utilizzazione dei fondi per il 1992;
3) quali iniziative sta assumendo la Giunta regionale per l'uso razionale dell'energia, il contenimento dei consumi e l'utilizzazione di fonti rinnovabili di energia.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio ed artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) L'interrogazione contiene tre domande, alle quali rispondo nell'ordine.
La richiesta di utilizzare i fondi previsti dalla legge 10/91 non è stata presentata in quanto, avendo la Regione impugnato la legge citata per illegittimità costituzionale, si è ritenuto che sarebbe stato contraddittorio chiedere dei fondi messi a disposizione con una legge di cui si contestava in radice la legittimità.
La presentazione della richiesta, in altre parole, avrebbe potuto essere considerata alla stregua di un comportamento attuativo della volontà di applicare la legge impugnata e come tale avrebbe potuto nuocere all'esito del ricorso, provocando una pronuncia da parte della Corte costituzionale di estinzione del ricorso per cessata materia del contendere.
Vengo ora alla seconda domanda. A norma dell'articolo 9, comma 3, della legge 10/91, le regioni, per ottenere i fondi con i quali concedere ed erogare i contributi ai richiedenti, devono inoltrare al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato apposita richiesta, documentata, sulla base delle domande effettivamente pervenute e favorevolmente istruite entro il 31 marzo di ciascun anno.
Tenuto conto del fatto che la Regione ha impugnato la citata legge dinanzi alla Corte costituzionale, che la sentenza della stessa, pronunciata in data 18-27 dicembre 1991, è stata resa nota soltanto il 4 gennaio del corrente anno, la possibilità di presentare la richiesta dei fondi appare oltremodo remota, non esistendo il tempo materiale per effettuare i complessi adempimenti preliminari alla stessa, posti a carico della Regione: predisposizione degli strumenti attuativi della legge 10 - occorre fare una legge applicativa - adeguata pubblicità degli atti concernenti le modalità di formulazione delle domande, cui si collega la necessità di concedere ai richiedenti tempi sufficienti a permettere loro di presentare la domanda in modo rituale, istruttoria delle domande sulla base della nuova normativa.
La Regione ha comunque a disposizione attualmente una rilevante quota dei fondi stanziati dallo Stato in vigenza della normativa preesistente, con la quale finanziare le domande per interventi a favore dell'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e del contenimento dei consumi energetici.
In merito al terzo quesito, tenuto conto del fatto che il ricorso avverso la legge 10 non ha avuto accoglimento, con conseguente impossibilità per la Regione di assumere un ruolo ben più rilevante in materia di uso razionale dell'energia, è in fase di elaborazione presso l'ufficio competente la proposta relativa allo strumento normativo di attuazione della citata legge.
Comunque la Giunta regionale ha continuato ad erogare con regolarità i contributi per gli interventi destinati alla conservazione dell'energia prevista dalla legge regionale 23 aprile 1987, n. 34.
La Giunta regionale, al fine di predisporre una proposta di disciplina relativa allo sfruttamento delle risorse idroelettriche e più in generale un piano relativo all'uso delle fonti rinnovabili di energia, ha conferito un incarico professionale al prof. Boffa per la redazione di un documento contenente le linee del piano energetico regionale.
La Giunta sta valutando inoltre l'opportunità di organizzare nel corrente anno corsi di risparmio energetico in edilizia, rivolti ad ingegneri, architetti, geometri, periti e tecnici delle pubbliche amministrazioni, nonché a rappresentanti delle aziende operanti in Valle per cooperare nel campo della progettazione, realizzazione e gestione di edifici civili e industriali.
Si sta valutando, inoltre, la possibilità di realizzare o promuovere un consorzio per l'utilizzo dell'energia prodotta dalla centrale idroelettrica di Issime, di proprietà regionale.
L'iniziativa, oltre a rispondere alle esigenze manifestate dal Comune di Lillianes e a far fronte alle necessità di approvvigionamento energetico delle aziende insediate nell'area Ilssa Viola di Pont-Saint-Martin, ha una valenza di carattere generale, in quanto rappresenta l'occasione per dare una prima applicazione pratica alla convenzione quadro per i piccoli impianti idroelettrici consortili, stipulata il 6 marzo 1990 tra Regione ed Enel, al fine di stimolare l'autoproduzione di energia idroelettrica.
Sono stati poi avviati dei contatti con l'Enel al fine di promuovere una campagna di informazione per sensibilizzare le amministrazioni comunali e l'opinione pubblica sui benefici connessi all'utilizzo delle lampadine fluorescenti, in sostituzione di quelle tradizionali ad incandescenza.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Non sono soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché la regione Valle d'Aosta è stata l'unica regione italiana a non presentare domande per l'utilizzo dei fondi previsti dalla legge n. 10 e quindi ad essere esclusa dalla ripartizione di quei fondi per il risparmio energetico, che riguardavano il settore dell'edilizia, quello dell'industria, dell'artigianato e del terziario, e quello dell'agricoltura.
Anche altre regioni hanno impugnato il provvedimento di fronte alla Corte costituzionale, ma ciò non ha loro impedito di presentare ugualmente le domande per usufruire dei contributi di una legge che comunque, fino a quando non interverrà un pronunciamento contrario della Corte costituzionale, è in vigore ed assegna comunque dei contributi.
Ho qui sottomano la deliberazione del CIPE dell'8 ottobre 1991, in cui si dice chiaramente - "Considerato che la Regione Valle d'Aosta non ha presentato richiesta di fondi al Ministero dell'industria, commercio e artigianato, i fondi della Valle d'Aosta vengono ripartiti fra tutte le altre regioni". Mi sembra, quindi, che queste possibilità siano sottoutilizzate e questo non è sicuramente positivo.
Questo giudizio non positivo viene poi confermato dal fatto che, da quanto diceva l'Assessore, neppure per il 1992 verranno presentate le domande per utilizzare i fondi messi a disposizione dalla legge.
Ciò mi induce a pensare che c'è un problema di carattere più generale sulla capacità di utilizzare questi fondi, sulla possibilità di mettere in moto in Valle d'Aosta delle tecnologie e delle prassi nell'edilizia, nell'industria e nell'agricoltura, che tendano ad utilizzare sistemi di maggiore risparmio energetico e di contenimento dei consumi. Questo, evidentemente, significa che nel settore c'è una grossa carenza da parte della nostra regione.
La legge 10/91 prevede, fra l'altro, che tutte le regioni si dotino - la legge lo prevedeva già entro il 1991 - di un piano regionale per l'uso delle fonti energetiche rinnovabili per il risparmio energetico. Anche questo è un adempimento importante, previsto dalla legge e che credo vada comunque nel senso di avere anche una migliore qualità della vita, un uso più razionale dell'energia, e quindi si tratta di una cosa che noi dobbiamo fare assolutamente.
Mi sembra che anche rispetto a questo punto siamo ancora distanti e forse siamo al semplice avvio dei primi studi per arrivare ad un piano energetico regionale, per cui abbiamo accumulato un grande ritardo.
Quindi, non posso che esprimere un giudizio di insoddisfazione sulle risposte dell'Assessore e sollecitare un maggiore impegno da parte dell'Amministrazione regionale per utilizzare le potenzialità della legge n. 10, che sicuramente, rispetto alla politica energetica tradizionale, ha rappresentato una svolta positiva, che dobbiamo saper cogliere ed attuare anche in Valle d'Aosta, presentando le richieste dei contributi previsti, elaborando il piano regionale per l'uso delle fonti rinnovabili di energia e facendo tutto quello che è scritto nella legge 10 del 1991.
