Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3059 del 5 febbraio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3059/IX Comunicazioni del Presidente della Giunta.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) In data 30 gennaio una delegazione della Regione, composta dall'Assessore Limonet, dal Capo di gabinetto, Pasquino, e dal Dirigente dell'Ufficio trasporti, Vivoli, ha avuto un incontro con la direzione dell'Ufficio trasporti CEE a Bruxelles, nel corso della quale sono stati chiesti interventi per la riduzione del flusso dei Tir e dell'inquinamento ed è stato presentato il progetto per la realizzazione del tunnel ferroviario del Gran San Bernardo.

Nel merito di quest'ultimo, la direzione dell'Ufficio trasporti CEE ha fatto presente che le attuali priorità sono riservate:

- alla direttrice ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione

- alla Autoroute de la Morienne per il tunnel del Fréjus,

- agli interventi per linee ferroviarie ad alta velocità solo su strutture esistenti.

Per la linea del G.S. Bernardo la direzione CEE ha manifestato la disponibilità a prendere in esame il progetto per un futuro piano di interventi, tenuto conto della possibilità di finanziamenti privati, previa presentazione da parte della Valle d'Aosta di domanda corredata dai dati con prospettiva economiche di gestione positiva.

Per quanto riguarda il problema dell'inquinamento da Tir, la direzione CEE ha assicurato il suo interessamento e l'eventuale effettuazione di un sopralluogo in Valle da parte di un gruppo di tecnici.

In data 31 gennaio la Giunta regionale, tramite la Presidenza del Consiglio, ha provveduto a trasmettere alla Commissione di coordinamento i chiarimenti richiesti sulla deliberazione consiliare del 10 gennaio 1992, relativa alla procedura per l'affidamento della gestione della Casa da gioco.

I chiarimenti, riferiti all'esposto presentato dalla Finoper, confermano la legittimità del provvedimento della Regione, respingendo i tre rilievi formulati dalla Finoper, che, a nostro giudizio, sono privi di fondamento.

Infatti, nella lettera è stata sostenuta con ampia motivazione la validità delle tesi regionali di escludere la Finoper e di ammettere alla trattativa privata la Sitav, in quanto la stessa possiede i requisiti richiesti dall'avviso pubblico del luglio 1991.

A questo riguardo, mi riservo di leggere la lettera, non appena me la porteranno, per cui chiederò nuovamente la parola al Presidente.

In data 4 febbraio una delegazione mista, Regione-USL, ha avuto un incontro a Copenaghen con la direzione della Regione europea dell'OMS, al fine di porre le basi per l'istituzione in Valle di un centro corrispondente dell'OMS e per fare della Regione Valle d'Aosta una regione pilota per l'aggiornamento di uno dei trentotto obiettivi che l'OMS ha indicato tra i propri fini.

In data 31 gennaio, unitamente all'Assessore Mafrica, ho incon-trato ad Aosta il direttore generale dell'Ilva, dott. Giorgio Zappa, che ha illustrato gli scopi che il gruppo Ilva intende perseguire a livello nazionale. L'incontro ha avuto carattere interlocutorio e da parte del direttore dell'Ilva non sono emerse proposte nuove in ordine al futuro dello stabilimento Cogne di Aosta.

Gli orientamenti relativi all'azienda di Aosta, secondo il direttore dell'Ilva, hanno carattere generale, essendo condizionati da procedure e decisioni che riguardano il Parlamento.

Abbiamo comunque richiesto al direttore dell'Ilva la presentazione di un progetto industriale per il futuro della Cogne, al fine di uscire dall'attuale situazione di incertezza che è negativa sia per l'azienda sia per chi opera al suo interno.

Per quanto attiene all'ipotesi di trasferimento della direzione dell'Ilva da Genova a Taranto, il direttore generale ha confermato che non è stata assunta nessuna decisione in merito.

In data 29 gennaio gli assessori Mafrica e Beneforti hanno ricevuto il Presidente della Seiko, nonché il direttore ed il vicedirettore della Tecdis. nel corso dell'incontro, i responsabili della Seiko hanno manifestato il loro vivo apprezzamento per le attività svolte nello stabilimento di Châtillon e l'intendimento di intensificare i rapporti di collaborazione con la Valle d'Aosta.

Si dà atto che, dalle ore 10,01 alle ore 10,05, presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je crois que le compte rendu des entretiens des responsables de la Junte avec le docteur Zappa et les autres responsables de la Cogne nous donne la possibilité, aujourd'hui, de dire qu'il n'y a pas de réponses aux séries de questions qu'on avait posées et surtout qu'il n'y a pas la possibilité de prévoir un futur pour le développement, dans les mois à venir, pour la question Cogne.

Je crois que c'est là le problème le plus grave et même le plus absurde, par rapport à une série de questions qui ont été posées dans cette salle et à un débat qui a duré pendant des jours sur le problème de la Cogne. On attendait des prises de position du Président du Conseil, Monsieur Andreotti, qui les avait annoncées avant les vacances de Noël. On avait soulevé le même problème au mois de janvier. On est au mois de février et on est encore là sans savoir quelles seront les possibilités de soutenir une activité, même réduite, de l'Ilva-Cogne.

On sait que le Parlement est à présent engagé dans d'autres questions. C'est la campagne électorale. Je n'ai pas entendu de réponses du Président du Conseil pour ce qui est du plan Ilva qui avait été approuvé par l'IRI. On nous avait dit qu'il s'agissait d'une approbation qui n'avait pas tellement de poids, compte tenu du fait que les compétences revenaient au Président du Conseil, qui était ad interim le Ministre des participations d'Etat. Aujourd'hui, on vient d'apprendre qu'il n'y a aucune nouveauté, ce qui signifie que, par rapport aux différentes propositions qui avaient été soulevées, on n'a aucune réponse.

Je crois que la situation est tragique et qu'il faudra reprendre ce débat. J'estime que... non pas au moment des communications, compte tenu du fait qu'on ne veut pas faire un débat à présent, mais, au moment où on discutera de ces thèmes, il faudra y revenir pour avoir des éclaircissements. Surtout pour savoir quelle est l'intention d'agir par rapport à une situation qui devient de jour en jour plus dramatique.

Pour ce qui est du tunnel du Grand Saint Bernard, les nouvelles sont là aussi mauvaises. Le fait qu'il n'y ait pas l'intention d'insérer ce projet dans un plan de financement, sinon à la suite d'une intervention des privés, est là pour nous dire que les choix du Gottard et du Fréjus vont donner une solution négative à notre projet. Il y aura un projet de loi et à ce moment-là on discutera dans le détail de ce thème.

Je croyais qu'il y avait de la part du Gouvernement une information ou quand même une prise de position par rapport à la question qui a été soulevée ces derniers jours par la lettre de Togliatti. Je crois que ce thème intéresse aussi notre région. A ce sujet j'estime que ce serait important de prévoir une prise de position. Je m'attendais à une intervention forte de la part du Gouvernement face à une situation qui a eu une écho dans toutes les autres régions et qui a abouti à des prises de position officielles. Ici, au contraire, on n'a pas entendu un mot à ce sujet.

Presidente Ricorderei al Consigliere Rollandin che le discussioni dovrebbero avvenire sulle comunicazioni e non sulle "non-comunicazioni". Eventualmente sul soggetto potrebbe essere presentata una risoluzione o un ordine del giorno.

Rollandin (UV) Justement. Très bien. C'est justement la raison pour laquelle, on présentera à ce sujet une résolution, qu'on donnera au Président du Conseil afin qu'elle puisse être portée à l'attention de cette assemblée.

Pour conclure, je crois que les thèmes et les rencontres qui ont été abordés en ces temps n'ont pas donné de solutions aux problèmes que dans cette salle on avait soulevés.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Ho chiesto la parola per dare lettura della lettera che è stata inviata al Presidente del Consiglio e che credo sia stata poi trasmessa alla Presidenza della Commissione di Coordinamento, in relazione alle richieste di chiarimento:

"Con riferimento alla richiesta di chiarimenti ai sensi del 3° comma dell'art. 60 della Legge regionale 16 maggio 1978, n° 196, da parte del Presidente della Commissione di Coordinamento, di cui alla nota n. 2995/IX.T./15 del 23 gennaio 1992, riguardante il provvedimento del Consiglio regionale in oggetto indicato, si precisa quanto segue.

Va preliminarmente osservato che appaiono del tutto infondate le censure proposte nell'esposto in opposizione della società Finoper SpA, censure che, a parte quello che si dirà più specificatamente in relazione ad esse, appaiono comunque in gran parte di carattere assolutamente generico ed eccedenti i profili di legittimità.

Venendo più dettagliatamente al contenuto delle tre argomentazioni prospettate nell'esposto si evidenzia quanto segue.

Per quanto attiene alla prima dissertazione sulla non affidabilità dell'azionariato Sitav è irrilevante il riferimento in ordine alle particolari vicende che in passato si sono determinate nell'ambito societario ed hanno dato luogo al procedimento penale in quanto la valutazione dell'affidabilità dell'azionariato deve essere effettuata in termini di attualità, con riferimento cioè alla situazione in atto ed eventi precedenti possono avere rilievo non in sé, ma solo in quanto se ne dimostri l'attuale incidenza sulla situazione societaria.

Si aggiunge poi che la circostanza del se questo giudiziario in corso, sollevata nell'atto di opposizione non produce alcun ostacolo in tema di affidabilità in quanto, anzi, proprio il fatto del sequestro e del conseguente affidamento ad un organo imparziale esclude che possa essere in qualche modo "inquinata" la gestione societaria.

Appaiono poi del tutto irrilevanti le affermazioni in ordine all'inaffidabilità dell'azionariato in quanto il controllo sulla posizione dei soci è garantito dal disposto dell'articolo 6 dello statuto della Società Sitav, là dove prevede che "l'esercizio del diritto di voto, inerente alle azioni eccedenti il limite del 2% del capitale sociale, da parte di coloro che si trovano nelle situazioni indicate nell'articolo 5 sub. 2 e 3 del DPR 27 giugno 1985, n. 350, in attuazione della direttiva, in data 12 dicembre 1977, del Consiglio delle Comunità europee e in applicazione della legge 5 marzo 1985 n. 74, è subordinato alle condizioni fissate dall'art. 7 del succitato Decreto" (statuto approvato dalle Assemblee straordinarie del 7 e 21 dicembre 1991 ed omologato in data 4 gennaio 1992).

In merito alla presunta illegittimità dell'operato della Società Bain Cuneo si evidenzia che sono del tutto infondate le argomentazioni prospettanti una sostituzione della Società di consulenza all'Amministrazione regionale nell'esercizio di una pubblica funzione.

Risulta, invero, chiaramente dagli atti, che la Società di consulenza ha adempiuto essenzialmente ad una finalità conoscitiva, intesa cioè a fornire all'Amministrazione regionale gli elementi tecnici necessari per le sue determinazioni.

E' risaputo che nelle varie fasi del procedimento amministrativo è facoltà della Pubblica Amministrazione di inserire una fase di accertamento tecnico.

Si evidenzia inoltre che l'istruttoria in ordine alle istanze presentate è stata svolta in sede preventiva, per la individuazione del possesso dei requisiti richiesti, non solo dalla Società Bain Cuneo, ma dai competenti uffici della Regione con l'ausilio dei propri consulenti esperti in materie giuridiche, come peraltro precisato nelle premesse della deliberazione in argomento.

E' del tutto inconferente l'affermazione contenuta nell'atto di opposizione secondo la quale sarebbe mancato da parte dell'Amministrazione regionale l'esercizio di qualsiasi valutazione di tipo discrezionale.

Evidentemente nessuna valutazione discrezionale può essere posta in essere allorquando si tratta di escludere un'offerta per carenza dei requisiti richiesti e predeterminati, trattandosi chiaramente di un atto vincolato; sarebbe, invece, illegittima una determinazione di ammissione in carenza dei requisiti richiesti, qualora la si volesse fondare su di una valutazione discrezionale dell'Amministrazione.

In riferimento al contenuto delle asserzioni circa la pretestuosità delle ragioni adottate per escludere la SpA Finoper si rileva, innanzitutto, che non si può parlare di genericità del pubblico avviso in quanto lo stesso ha determinato in modo preciso i requisiti minimi che dovevano essere posseduti e comprovati dalle Società all'atto della presentazione delle proprie offerte. Sulla base di questi elementi di valutazione, l'Amministrazione ha proceduto ad un preciso e puntuale accertamento delle varie posizioni, escludendo tutte le società che non avessero adeguatamente documentato il possesso dei predetti requisiti.

Appare poi del tutto ultroneo il richiamo contenuto nell'esposto circa gli orientamenti giurisprudenziali in ordine alla sufficienza dell'affermazione del possesso dei requisiti ed alla impossibilità di esclusione in carenza di precisa disposizione procedurale in questo senso.

Non valgono nel caso in esame le disposizioni di legge riguardanti le pubbliche gare per l'appalto delle opere pubbliche in cui per alcuni requisiti si ritiene sufficiente, in una prima fase, la dichiarazione dell'interessato, e si richiede poi la documentazione probatoria in una fase successiva o addirittura dopo l'aggiudicazione. Le gare di appalto sono infatti subordinate ad un preciso procedimento formale, che risponde a ragioni ed a garanzie diverse; mentre nel caso in esame, come enunciato dalla delibera del Consiglio regionale n. 2265/IX, in data 7 giugno 1991, la Regione ha mirato ad individuare fin dall'inizio i soggetti capaci e interessati anche al fine di decidere il procedimento da seguire per la scelta del concessionario, tenuto conto dell'estrema difficoltà di individuare i punti qualificanti su cui impostare un eventuale confronto e tenuto conto della difficoltà di garantire un determinato risultato di gestione.

Dovevano pertanto essere inviati documenti probanti e non semplici dichiarazioni, almeno per quanto riguarda la capacità economica (10 miliardi di capitale versato; 40 miliardi di patrimonio o garanzie equipollenti a garanzia del livello di introiti attuale; 70 miliardi di disponibilità finanziarie per investimenti di sviluppo, disponibilità di infrastrutture accessorie alla Casa da gioco o di capitali sufficienti a rilevarle o costruirle); e la capacità tecnica (esperienza di successo di gestione di Case da gioco per almeno 5 anni o titolarità di gestione di attività imprenditoriali o finanziarie non inferiori a 100 miliardi; comprovate capacità manageriali). Mentre è evidente che semplici dichiarazioni in tal senso non potevano dare alcuna garanzia alla Regione e non costituivano documentazione idonea a provare il possesso dei requisiti, come prescritto formalmente dall'avviso, svuotando di ogni risultato la preselezione informale deliberata con il sopracitato provvedimento del Consiglio regionale in data 7 giugno 1991.

L'esclusione della Finoper SpA è stata, quindi, determinata da riscontro di carenze in ordine a fondamentali requisiti di carattere manageriale e finanziario.

Del tutto inconsistenti, e per di più generiche ed ipotetiche, sono le deduzioni nei confronti dell'ammissione della Società Sitav, in quanto dagli atti risulta che la società stessa ha documentato il possesso di tutti i requisiti richiesti".

Sono allegate le varie delibere regionali, tuttora valide, ed i pareri legali del prof. Siniscalco, del dott. Marziano Pessina e degli uffici competenti.

A tutt'oggi la Commissione di Coordinamento non ha ancora dato riscontro circa l'approvazione o meno della delibera.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio ed artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) E' vero che l'incertezza sulla situazione della Cogne si prolunga...

(...interruzione del Consigliere Rollandin...)

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV) Nous annonçons simplement la présentation d'une résolution afin que ce document soit discuté cet après-midi ou demain matin - mais nous, nous demandons cet après-midi - par le Conseil régional. Les demoiselles sont en train de la taper et nous la présenterons immédiatement après.