Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2735 del 8 novembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2735/IX Situazione dello stabilimento Cogne (Approvazione di risoluzione).Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Colleghi consiglieri, riprendiamo i lavori continuando la discussione generale sull'argomento in oggetto, iscritto in via d'urgenza, questa mattina, ai lavori del Consiglio.

Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Credo che, rispetto ad alcune forzature del dibattito, si debba riconoscere che in passato, sulla questione della Cogne, il Gruppo del PCI-PDS è stato unitario, pur essendo all'opposizione, e che, anche in tempi difficili, non ha mai strumentalizzato la situazione. Credo quindi che fare osservazioni su questo terreno sia ingeneroso. Questa non vuole essere altro che una precisazione.

Nel merito delle osservazioni finora pervenute, credo invece che si debba convenire che siamo in presenza di una situazione difficile, che però non può essere fatta risalire soltanto all'informazione tra Giunta e Consiglio, alle risposte ad interpellanze o a documenti scritti, discussi e sottoscritti. Non viviamo certamente sulla luna, per cui l'economia e le leggi economiche hanno effetti concreti anche in Valle d'Aosta. Insomma, ci troviamo di fronte ad una crisi economico-industriale generale e in particolare di fronte ad una crisi della siderurgia.

Abbiamo un'industria che dal 1980 fino al 1990 ha visto scendere i suoi addetti da 4600 a 2100, ma non ne ha mai assunti di nuovi, tranne in pochissimi casi di corsi per giovani o per handicappati. Abbiamo un'industria, quindi, che in tutti questi anni non è riuscita a trovare un assetto definitivo, che le consentisse di restare validamente sul mercato. Questa è la situazione.

Noi vogliamo difendere la Cogne e la vogliamo difendere sul serio. Per far questo è giusto e doveroso avvalersi delle potestà legislative e di quelle che in materia di pianificazione sono riservate alla nostra regione. Non credo, però, che la situazione della Cogne possa essere risolta soltanto su questo terreno, perché è necessario avere tutti i collegamenti e rapporti per poter interloquire con i gruppi industriali e con gli enti di gestione delle partecipazioni statali, anche per fare in modo che questa nostra azienda abbia un valido assetto produttivo che le consenta di restare nell'ambito delle leggi economiche.

In questo senso io trovo che non si possa negare l'opportunità di interventi regionali, a patto e condizione però che vi siano piani precisi. Noi siamo intervenuti lautamente, con contributi a fondo perduto di miliardi per aziende di tutti i tipi, per operatori che venivano dal Giappone e dall'America, per cui, in presenza di scelte chiare, non possiamo certamente negare alla nostra industria, che è qui da settant'anni, la possibilità di un intervento.

Finora gli interventi sono avvenuti in cambio di immobili o di aree, che comunque hanno un valore in sé. L'unica azienda verso la quale non c'è mai stato un mutuo, né un finanziamento agevolato, né un contributo di nessuna natura, tranne quelli della formazione professionale, è proprio la Cogne.

Quindi, noi siamo favorevoli a non cedere ai ricatti, tant'è che a luglio non è stata accettata la proposta dell'Ilva di acquistare le aree a prezzi esorbitanti, però non possiamo negare la possibilità che la Regione intervenga a fronte di proposte ben definite.

E' stato osservato che alcuni punti del protocollo non trovano attuazione. E' vero; devo però anche dire che tali punti (centrali, centro consortile, verticalizzazioni, intervento dell'Iri in Valle d'Aosta...) non trovano attuazione dal 1987. Evidentemente deve esserci qualche problema oggettivo, qualche difficoltà.

Cosa è stato fatto nei mesi in cui ho assunto la responsabilità dell'Assessorato? Sono stati affrontati alcuni problemi. E' stata sottoscritta una dichiarazione d'intenti, che però oggi è stata smentita dall'Ilva. Quella dichiarazione era stata raggiunta con il concorso del Comitato della siderurgia, che aveva ripreso in gran parte temi già presenti nei protocolli ed aveva il senso di dimostrare l'attenzione della Regione per i problemi della sua principale azienda.

In questo periodo è stato risolto il problema della Sadea di Verrès. Qualcuno potrà dire di non essere d'accordo sull'entità del sovrapprezzo, ma io credo che sia stato utile dare continuità ad un'attività produttiva in quella zona, dove peraltro c'erano state numerose questioni industriali, piuttosto che effettuare interventi di altro tipo, e credo anche che l'intervento regionale sia stato positivo e determinante.

Fino a quando non si è verificato quel repentino cambiamento dovuto alla gravissima crisi economica dell'Ilva, erano stati fatti ulteriori passi in avanti, al punto che un'azienda di verticalizzazione del prodotto della Cogne aveva presentato una specifica domanda alla Regione ed aveva già ricevuto i primi assensi tecnici. Si tratta dell'azienda "Arianna", che inizialmente potrà occupare quaranta persone ma poi giungerà fino ad ottanta, che verticalizza il filo inox.

Indubbiamente l'improvvisa decisione del gruppo dirigente dell'Ilva di far fronte al deficit finanziario con un cambiamento di strategia ci ha messo in difficoltà, così come ha messo in difficoltà le altre aziende interessate, ma nei prossimi giorni avremo modo di approfondire questo aspetto nei rapporti che avremo con l'Ilva e con l'Iri.

Non è vero che non prestavamo attenzione e che non avevamo contatti o notizie. Ho detto che, nonostante le avessimo richieste, non avevamo ricevuto comunicazioni scritte. Abbiamo avuto, come d'altronde anche il deputato della Valle d'Aosta, frequenti contatti ed incontri con i dirigenti, i quali, per tutto un certo periodo, hanno lasciato capire che la Cogne poteva stare fuori dall'elenco delle ditte produttrici di acciai lunghi speciali da dismettere, che si sarebbe trattato al massimo di dismissioni di immobili o di cessione di quote azionarie non maggioritarie.

La verifica è ora necessaria. Il primo punto da chiarire in questi incontri è l'attendibilità delle ultime notizie, che sembrano mettere la Cogne sullo stesso piano delle altre aziende.

Il documento che è stato presentato, al di là del fatto che può essere modificato nel corso di una breve sospensione dei lavori, propone appunto di verificare queste cose, per accertare concretamente le intenzioni connesse a questa nuova strategia dell'Ilva, le conseguenze sul piano delle quote produttive e degli addetti, il disegno industriale e il possibile intervento regionale in questo contesto.

Cerco ora di rispondere ad alcune questioni emerse nel corso del dibattito. Qualcuno chiedeva: "Che compatibilità c'è tra la Mercedes e la Cogne? Qual è la posizione della maggioranza sul destino della Cogne? Perché si parla di alternative?". Mi pareva di essere stato chiaro: la maggioranza non dà per chiusa la partita Cogne; la maggioranza vuole che la Cogne continui ad operare, anche per i motivi che sono stati sottolineati (collegamento con l'esterno, radicamento storico...). Quindi oggi non ci sono alternative alla Cogne, ma solo iniziative complementari, da richiedere comunque all'Iri, o nuove attività produttive che possono trovare spazio nella nostra regione, ma che non mettono assolutamente in discussione la volontà della Giunta di difendere un'azienda che deve poter trovare un valido assetto economico e produttivo per durare nel tempo.

Non ci saranno insediamenti della Mercedes sull'area della Cogne, perché saranno collocati altrove. Credo, quindi, che tale questione possa essere considerata superata.

Qualcuno ha chiesto perché non c'è stata una presa di posizione del rappresentante della Regione nel consiglio di amministrazione della Cogne. Io credo che sia facile comprendere che la decisione dell'Ilva non sia passata solo sopra la testa di quel consigliere, ma dell'intero gruppo dirigente della Cogne, perché è stata assunta dai massimi dirigenti dell'Ilva ed è stata mantenuta nella più grande riservatezza, proprio nel tentativo di ottenere dei finanziamenti per uscire da una grave crisi gestionale e finanziaria.

Quali margini rimangono? Rimangono i margini che derivano dalla storica validità della qualità della produzione della Cogne, quelli che derivano dalle competenze regionali, quelli che possono derivare da un serrato confronto con l'Ilva, con l'Iri e con i rappresentanti del Governo.

In questo senso, dal momento che qualcuno è preoccupato della eventuale mobilitazione dei lavoratori, credo di poter dire che nessuno può seriamente pensare che esistano ancora "cinghie di trasmissione". Noi - e parlo a nome del mio vecchio partito - siamo sempre stati solidali con i problemi del mondo del lavoro. Con il nuovo partito è cambiato tanto, ma non è cambiato il sentimento o l'atteggiamento di sensibilità nei confronti del mondo del lavoro. Non esiste, quindi, nessuna cinghia di trasmissione, non c'è alcuna forma di riverenza o deferenza nei confronti di un assessore, che è l'ultimo a voler essere riverito e che non ha nulla che lo impegni nel lavoro se non la volontà di cercare di risolvere i problemi, e non ha altre ambizioni se non quella di fare il proprio lavoro con serietà, sperando di poter ottenere quei risultati che, specie per una piccola regione come la Valle d'Aosta, non sono sempre facili da conseguire nel duro mondo dell'economia e delle leggi di mercato.

Presidente Colleghi consiglieri, ai fini di un ordinato svolgimento dei lavori vorrei precisare che stiamo trattando un oggetto secondo le modalità previste dal Regolamento, nel senso che è stata presentata una proposta; ma, se ce ne sono altre o se ci sono richieste di emendare o di esaminare assieme, magari con la delega di alcuni colleghi, il testo diffuso questa mattina dopo la sua lettura da parte dell'Assessore Mafrica, sarebbe bene che le richieste medesime fossero presentate nel corso della discussione generale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (AI) Vorrei fare solo alcune precisazioni ed offrire eventualmente un contributo, che spero sia utile a definire la posizione del Consiglio regionale. Premetto che presenterò un'ipotesi di risoluzione - è in fase di battitura - che eventualmente potrà essere discussa congiuntamente a quelle presentate dall'Assessore o da altri.

Dopo l'intervento dell'Assessore, vorrei fare qualche ulteriore precisazione, non per amore di polemica, ma solo per cercare di definire meglio la situazione. Secondo me, in questo momento devono essere assolutamente evitati due errori. Il primo è che a Roma arrivi una certa sensazione di tranquillità della Valle d'Aosta rispetto a questo annuncio. Questa mattina, infatti, è stata data per scontata una situazione che va richiamata, cioè la condizione di totale deterioramento delle strutture organizzative dello Stato nazionale, in seguito alla quale potremmo anche attenderci comportamenti condannabili, ma reali, quasi che la decisione nei confronti della Cogne abbia un valore tattico e significhi: "Dismettiamo; se tutti stanno zitti, dismettiamo davvero".

Detto questo, credo che una forte presa di posizione del Consiglio regionale possa essere utile nei confronti delle possibili decisioni che Roma potrebbe assumere. Se tutto fosse accettato silenziosamente, qualche amara decisione potrebbe trovare la seguente giustificazione: "Tanto i Valdostani hanno i soldi, stanno bene... Speriamo che cada la neve, così, se togliamo 1800 posti di lavoro, nessuno se ne accorgerà o nessuno dirà alcunché". Questo è il primo suggerimento. Non vado oltre, perché il resto potremmo eventualmente dirlo in una riunione non pubblica.

Secondo discorso. Continuo ad insistere - sarà sbagliato, ma lo dico a mo' di contributo - sul fatto che non possiamo partire in posizione debole sul discorso della disponibilità finanziaria, perché un discorso del genere, in questa situazione, sarebbe castrante per la Valle d'Aosta.

Il discorso dell'Assessore Mafrica non farebbe una piega - anche se meriterebbe alcune osservazioni - se gli interlocutori fossero credibili, seri ed affidabili. I precedenti, però, ci dicono che così non è. Ecco allora che una Regione che preannunci una certa disponibilità ad aprire la borsa, si vedrebbe sicuramente portare via i denari e non otterrebbe la certezza di veder rispettati gli impegni sottoscritti dall'interlocutore.

Vorrei fare un'ulteriore precisazione. La posizione delle attività siderurgiche pubbliche in Valle d'Aosta non è assimilabile a quella degli interventi che la Regione ha fatto di tasca propria per contenere gli effetti della deindustrializzazione della Valle, operata in prima persona proprio dall'ente pubblico economico nazionale. Perché? Perché la venuta in Valle d'Aosta di tali attività non è stata decisa dalla comunità valdostana ed il loro ampliamento non l'ha avuta come protagonista, piuttosto l'ha subìta, tant'è che oggi essa sconta anche gli errori di scelte in cui non sono mai stati coinvolti i governi regionali.

Il discorso, fatto all'epoca dell'Egam, di puntare sulla quantità, di attuare piani, di operare anche grandi e consistenti operazioni di tipo occupazionale (anni '60) senza che se ne conoscessero delle finalità..., ha avuto un protagonista esterno, che non si è assolutamente curato del governo che amministrava questa comunità e che ha operato come chi, entrando in casa d'altri, fa quello che vuole, sposta i mobili..., e ad un certo punto, stanco dei giochetti, se ne va dicendo al proprietario: "Adesso arrangiati". E' troppo comodo.

Terzo punto: perché quella situazione non è assimilabile agli interventi di sostegno effettuati dalla Regione? Perché noi non possiamo mettere sullo stesso piano la presenza di un ente pubblico - soprattutto quello della Cogne - che nel collocarsi in Valle d'Aosta ha beneficiato del grande vantaggio di poter utilizzare l'energia elettrica, che è la risorsa primaria della Valle d'Aosta, e la presenza di un ente o di un imprenditore privato. Non contano proprio niente l'utilizzo dell'energia elettrica e le servitù poste su porzioni consistenti della Valle d'Aosta, per dare energia a costo di autoproduzione all'attività siderurgica, che, essendo un'industria di base, è una grande consumatrice di energia pubblica? Questo non è forse un contributo, se non dell'Amministrazione, certamente della comunità, nei confronti dell'ente pubblico di Stato?

C'è poi da precisare che, rispetto al disimpegno dell'ente pubblico della Valle d'Aosta, l'Amministrazione regionale è dovuta intervenire da sola per contenere gli effetti della deindustrializzazione causata dal ridimensionamento dell'attività produttiva di base. Per questo continuo ad insistere affinché non si facciano tali analogie, perché si tratta di problemi che non possono essere posti sullo stesso piano. Il rapporto deve invece essere fatto tra due governi, quello nazionale e quello regionale, ed è su questo piano che va condotta con dignità la trattativa, che non deve essere risolta con un semplice esborso di denaro, proprio perché - continuo a ripeterlo - ciò non servirebbe a nulla.

Non c'è alcuna polemica su certi risultati raggiunti. L'indicazione e l'auspicio sono che i risultati raggiunti non vengano abbandonati. La linea che era stata fissata non deve essere abbandonata o messa in discussione e deve prescindere dalla composizione dei governi regionali, perché io ritengo che quella linea sia giusta e debba essere sostenuta. Fingere di voler cambiare, senza sapere dove andare, non è positivo.

Lo stesso discorso vale anche sulla mancata applicazione del protocollo d'intesa del 1987. Ricordiamoci le date: aprile 1987, protocollo d'intesa con l'Iri; aprile 1988, protocollo d'intesa Iri-ex Finsider-Regione. Nel frattempo però la Cogne aveva superato l'esame di validità economica presso la CEE, che è stato un punto veramente importante e che ha segnato la svolta che ha consentito alla Cogne di entrare nell'Ilva.

Vengo ora alla proposta. Purtroppo nella tarda mattinata mi sono dovuto assentare, non certo per cattiva volontà o capriccio, ma per altre necessità. Voglio però ricordare che, a mio modesto modo di vedere, il punto cardine della questione è quello di sganciarci dal teatro politico nazionale, per non dover-ne subire le sorti. Inoltre, non dobbiamo accettare come interlocutori privilegiati ed unici i "boiardi" dello Stato, perché costoro ci condurranno alla fine. Abbiamo gli strumenti per non stare al loro gioco.

Io credo che le proposte debbano essere fatte dal governo e l'opposizione dovrebbe fare il suo mestiere verificandone la validità.

Tuttavia, dal momento che qualcuno pretendeva delle proposte dall'opposizione, eccone una: finché la realtà degli acciai speciali lunghi della Cogne è inserita nell'Ilva, che si preoccupa soprattutto dei laminati piani, finché non si trova un'area di autonomia e di specializzazione, un'area riservata o particolarmente attenta a queste caratteristiche, la Cogne sarà per noi un continuo problema, non fosse altro perché il cardine dell'attuale situazione economica e finanziaria mondiale è il mercato e, di conseguenza, sono di carattere fondamentale e strategico le capacità decisionali in materia di commercializzazione dei prodotti aziendali.

Finché questo settore è saldamente in mano di chi si preoccupa prevalentemente degli acciai piani, i nostri acciai lunghi speciali sono considerati complementari e non sostanziali. Questa può essere una proposta indicativa. Credo di non avere altro da dire.

Presidente Il Consigliere Rollandin ha chiesto la parola per un secondo intervento; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Les considérations qui ont été faites lors de la séance de ce matin étaient liées à une analyse de la situation, de ce qui s'est passé et de ce qu'on pourrait faire pour modifier cette situation. Je crois que personne, au moins dans notre Groupe, n'a essayé de faire de "la strumentalizzazione"; au contraire on comprend les difficultés de certains conseillers et de l'Assesseur même à vivre un moment difficile, dans une situation difficile.

D'un point de vue humain c'est compréhensible, mais ici les considérations sont politiques.

Ce qu'on a essayé de reprendre dans le discours de la matinée c'était que l'attitude qu'on a tenue par rapport à une force qu'il fallait maîtriser a été à notre avis insuffisante.

Je n'ai pas voulu faire le compte rendu de tout ce qui s'est passé et de ce que toutes les forces ont fait dans une période difficile, mais je crois que tout le monde se rappelle que les décisions ont été prises à la suite d'un programme. Chaque fois il y avait des propositions sur lesquelles on allait faire un débat avec les représentants des forces politiques, sociales et syndicales et, après le débat, on essayait de retrouver une position, qui était la plus forte possible, vis-à-vis d'une situation dramatique.

Je crois que la difficulté qui avait été examinée et vécue à ce moment-là était encore plus difficile par rapport à la situation communautaire qu'il y avait à l'époque. On risquait d'entendre dire: "La Cogne doit arrêter sa production", pour les raisons qui ont été énoncées. Par la suite, il y a eu une modification et on a dit: "Nous donnons la possibilité à la Cogne de démontrer qu'elle peut non seulement s'insérer avec un apport valable dans un discours de la sidérurgie au niveau de la Communauté, mais que en plus elle peut être rentable".

Nous avons examiné les plans et je ne veux pas citer toutes les observations faites sur les investissements nécessaires et toutes les remarques faites du point de vue technique. Je ne les ai même pas prises en considération, pour la simple raison que, aujourd'hui, le problème est encore plus grave.

Le problème est encore plus grave aussi pour d'autres raisons. Petit à petit même les soi-disant "ammortizzatori sociali" sont en train d'être modifiés. N'oublions pas que la loi sur la caisse de chômage technique, "cassa integrazione", ne prévoit plus les temps de hier. Il faut faire attention à ce problème. Il n'y a plus la possibilité de dire tout simplement que pendant une période il y aura une situation qui peut être gérée et par la suite on verra. Aujourd'hui le système est modifié et c'est un tracas qui va s'ajouter aux difficultés existantes.

Pourquoi nous avons soutenu qu'il y a eu un manque d'attention aux différents signaux qui venaient de la part des responsables Ilva à propos des intentions de la Cogne? Pour la simple raison que, après que Falk a acheté une partie de la Cogne, les différents projets n'ont pas marché à la vitesse due. C'est vrai qu'il y a eu une partie d'investissement, mais les temps prévus n'ont pas été respectés; ce qui signifie perdre un certain marché en faveur de la concurrence.

Je n'ai pas voulu citer les problèmes mondiaux; tout le monde les connaît. Je crois au contraire devoir reprendre un discours qui est assez important. L'Assesseur a repris, encore cet après-midi, le discours de l'intervention "con un finanziamento": "Nous l'avons fait pour d'autres activités; pourquoi pas pour l'Ilva?". Mais, Assesseur, avant tout ce matin j'ai essayé de dire que, par rapport aux programmes, on avait débuté en prévoyant déjà en 1985 un certain montant. On avait toujours attendu, pour le donner, pour la simple raison qu'il fallait voir s'il y avait les programmes conséquents. Ce qui manque aujourd'hui, selon nous, ce n'est pas de savoir qui va financer la Cogne. C'est une suggestion qui ne tient pas. Ce n'est pas là le thème, autrement ce serait simple. On pourrait ajouter à la Finaosta la Banque régionale, mais ce n'est pas là le problème. Le problème est de savoir si les programmes qui avaient été acceptés par la Communauté européenne ont changé et pour quelle raison.

L'Assesseur disait qu'on a fait des interventions aussi pour les extra-européens, voire les Japonais. Je crois que ça a été un bon choix. L'Assesseur est très attentif à la presse. Monsieur Prodi, qui n'est pas dans cette matière le dernier, avait souhaité qu'il y ait une certaine attention face aux Japonais: "Ben vengano i giapponesi". Mais aussi pour un changement d'attitude vis-à-vis des différents propos qu'une entreprise doit avoir par rapport à sa stratégie.

Le manque d'attention pour les programmes ne peut que porter à une situation de réduction continuelle du pouvoir et de l'activité de la Cogne. Ce matin on a essayé de le dire.

A ce sujet, je veux dire qu'il y a un mauvais exemple très récent: c'est la solution adoptée pour l'Ilssa. A la fin de la foire, l'Ilssa nous avait quitté d'un jour à l'autre sans avoir d'interlocuteurs qui pouvaient être liés à un pacte - c'était le groupe Orlando - et en nous disant de voir ce qu'on pouvait faire. Alors, on avait acheté les terrains. A ce moment-là on avait essayé de donner une réponse pour les travailleurs. Quelle a été la solution finale? On a acheté l'Ilssa. Une boîte vide pour un montant de 37 millions et en prenant en charge les travailleurs. C'est la solution qui nous épouvante le plus.

Je crois que cette solution dans les soi-disant "ambienti Ilva" on la connaît et je crois que quelqu'un a même déjà envisagé la même solution pour la Cogne.

Vous pouvez comprendre que aller dans cette direction est une folie et j'espère que le Gouvernement n'ira pas dans cette direction. Mais j'entends dire qu'on pourrait tout de même aller vers un financement. Pour l'Ilssa on a fait ce choix et quel a été le résultat? On a présenté, nous, comme Région, un plan de formation à la C.e.c.a. Non "alla cieca" mais à la C.e.c.a. Je ne sais pas quel essor il aura, mais je pense qu'il n'y aura même pas de réponse. Conclusion: les anciens travailleurs Ilssa sont à la charge de l'Administration régionale.

Je peux comprendre qu'il y ait des difficultés, mais cette solution est incompréhensible. Alors si on multiplie les cent-quarante-deux ou deux-cent, on arrive à prendre en charge mille-deux-cent travailleurs de la Cogne. Je crois que le problème ne tient pas. On ne peut pas suivre cette méthode.

Ce que, au contraire, nous souhaitons c'est qu'il y ait vraiment la volonté "di non cedere ai ricatti", mais les exemples que nous avons malheureusement disent le contraire. J'ai cité Verrès et je ne veux pas y revenir, mais c'est un chantage. L'Assesseur l'a admis. Nous avons dû accepter cette évaluation, autrement le Poligrafico nous disait "non". Je peux comprendre le tracas de l'Assesseur de perdre des postes de travail, mais la méthode n'est pas compréhensible et n'est pas acceptable. Sur ce point nous n'acceptons pas de suivre les indications du Gouvernement.

Nous croyons que c'est à condamner l'attitude tenue par l'entreprise de ne jamais communiquer ou dire clairement à l'Administration régionale les intentions de l'Ilva. L'Assesseur a dit que pendant une certaine période on nous a dit que tout allait bien. Et alors aux sollicitations qu'on allait faire, la réponse était: "Tout va bien". Je crois que là, malheureusement, ailleurs on savait déjà que quelque chose bougeait. Les accords "privés-public", la répartition des domaines étaient déjà un fait accompli.

Je prends acte du fait qu'il n'y aura pas la Mercedes dans la zone de la Cogne. C'est la première fois que j'entends cette affirmation. Jusqu'à hier on disait autre chose. J'ai entendu l'Assesseur Beneforti dire qu'il fallait déplacer une structure pour les handicapés, pour le fait que ces terrains étaient pour Mercedes; on nous l'a dit dans cette salle. Aujourd'hui on entend une autre solution. On en prend acte, je ne connais pas quel est le contrat avec Mercedes et je ne veux pas entrer dans le mérite. Je prends acte de cette affirmation de l'Assesseur, mais je regrette que toutes ces décisions soient passées sur la tête, comme l'a dit l'Assesseur, des différents niveaux de la Cogne. C'est une attitude qui a été adoptée et qu'on ne peut que condamner.

Quelqu'un a dit ce matin: "Qu'est-ce que vous proposez?". Nous pensions avant tout que de la part des bancs du Gouvernement on allait faire une proposition concrète, sérieuse et forte. Pour ce qui nous concerne nous avons toujours accepté de soutenir les responsabilités que le Groupe a toujours voulu maintenir. Je crois que le débat n'a pas été demandé pour faire remarquer les responsabilités, point c'est tout, et s'arrêter. On est là pour dire qu'il faut reprendre une attitude différente. Justement pour soutenir ce plan, on présentera une résolution, compte tenu du fait que la résolution présentée par l'Assesseur est, à notre avis, faible. On ne peut être d'accord que sur les prémisses. On va souligner l'aspect concret et réel qui nous permet de nous défendre.

Je veux revenir à la loi. Je crois que le décret du Président de la République n. 1142, que j'ai évoqué ce matin, nous donne une possibilité. En effet, je crois qu'il est évident que l'article 3 n'a pas été respecté, que l'article 4 n'a pas été respecté. Par conséquent, la proposition que nous faisons c'est de "impugnare nelle sedi competenti ai sensi degli articoli 3 e 4 del DPR n. 1142 il piano Ilva per la siderurgia".

Je crois qu'on a le droit de faire une action forte vis-à-vis d'une attitude qui a été de mépris, non seulement des pactes, mais aussi de la loi. Alors, il faut réagir de la même façon. On aura le temps de discuter comment et de quelle façon soutenir, avec un dossier qui sera à même de reprendre les grands thèmes que nous avons évoqués, cette prise de position et de faire valoir un droit qui nous a été reconnu et sur lequel on avait mis toute l'attention nécessaire.

Je crois que, au-delà des différentes rencontres, on présentera cette motion et les différentes considérations que je ne veux pas relire. On demandera les rencontres nécessaires au niveau national pour éclaircir les données, "i contenuti", du plan. Il faudra tout de même faire une action vis-à-vis de ce qui s'est passé. C'est inconcevable que cette loi soit bafouée de la façon que nous avons entendue.

Ils ne peuvent pas dire qu'ils ne connaissent pas cette loi, car non seulement ils la connaissent, mais à un moment donné c'était un des arguments qui les obligeait à changer d'attitude vis-à-vis de l'Administration régionale. Par conséquent, on veut réaffirmer qu'on est contraire au financement à fond perdu, on est contraire au financement non finalisé, on est contraire aux interventions qui ne soient pas liées à quelque chose de concret et on veut soutenir encore une fois que chaque jour l'Ilva-Cogne perd des milliards pour la non-exploitation des centrales. Là ce sont des milliards perdus.

Les assesseurs et le Gouvernement connaissent ce thème et je crois que c'est l'autre argument qu'il faudra reprendre dans les plus brefs délais. Au moment où on avait discuté de ce thème, la proposition de s'insérer d'une façon active, en créant, en constituant un consortium, en constituant une société "Région-Ilva centrali", avait un sens très précis qui était celui d'intervenir d'une façon radicale pour donner un bénéfice à l'entreprise ainsi qu'à l'Administration régionale. C'était la garantie, c'était la corde qui tenait debout cette structure.

Je voudrais rappeler entre autres qu'on ne fournit pas seulement l'énergie depuis toujours, comme l'Assesseur Lanivi l'a rappelé, mais qu'on a porté aussi le gaz pour la Cogne. Au début on avait estimé qu'il était important de faire arriver les tuyaux jusqu'à la Cogne, car cela représentait une aide concrète à la Cogne même. Les trente milliards alloués par l'Administration régionale sont un fait concret.

J'estime que l'action faite à ce niveau-là, sans évoquer personne, sans demander... Je veux rappeler que aujourd'hui on n'a pas donné des ordres aux autres pour qu'ils fassent quelque chose. On a seulement proposé une attitude plus constructive que le Gouvernement, et par conséquent le Conseil, devrait adopter.

Je crois que nous avons démontré, d'une façon concrète, que nous sommes là pour soutenir une bataille, mais on doit savoir où l'on veut aller. C'est un thème à éclaircir. Je crois que l'attitude de l'Assesseur Mafrica était un peu différente de l'attitude de quelqu'un qui a pris la parole ce matin et qui était disponible à n'importe quoi. Moi, j'ai entendu des versions différentes ce matin. L'attitude de monsieur Milanesio est différente de celle de l'Assesseur Mafrica. Monsieur Mafrica dit qu'il faut tout de même avoir une certaine attitude, ce qui peut être partagé. Mais si on va dire: "Faisons tout de même un débat, mais allons sur les alternatives". Et alors, psychologiquement, on comprend que c'est une attitude très faible, c'est une attitude de"disarmo" qu'on ne partage pas.

On ne veut accepter cette attitude; ce qui ne signifie pas être aveugle ou pire encore vivre sur la lune. Au contraire, je crois que, sans être des compétents, on peut suivre le marché international. On peut être à même de comprendre les difficultés, on peut être conscient qu'il y a quand même une évolution technique qui porte physiologiquement à l'évolution d'un système de travail, ce qui ne signifie pas que du jour au lendemain on arrive à la "dismissione", ce qui signifie, sans être des sophistes, réduire le niveau occupationnel. C'est là le thème que nous voulons souligner et sur lequel nous demandons un engagement.

Nous sommes disponibles à discuter de cet ordre du jour, d'autres pourront être présentés. On demandera la suspension à la fin du débat afin de pouvoir examiner s'il y a la disponibilité de la part des forces du Gouvernement de s'insérer dans un discours différent.

La résolution que vous présentez ne peut pas être acceptée. C'est une résolution faible, c'est une résolution qui ne donne pas l'idée de la volonté concrète, comme l'Assesseur l'a évoqué, de prendre une position qui soit à même de faire respecter les droits d'une région à autonomie spéciale.

Presidente Il Consigliere Lanivi ha presentato l'annunciata risoluzione, che facciamo immediatamente fotocopiare e distribuire.

Il Consigliere Viérin ha chiesto la parola per un secondo intervento; ne ha facoltà.

Viérin (UV) L'intervention de l'Assesseur Mafrica de cet après-midi a permis d'éclaircir certains points, certains malentendus même et également de faire tomber des voiles. Nous nous réjouissons de ce fait, même si nous regrettons d'en être arrivés à ce débat pour pouvoir finalement avoir quelques informations sur un problème qui, à notre avis, dépasse largement un clivage entre majorité et opposition, du fait qu'il s'agit d'un problème d'ordre et d'importance générale.

Néanmoins, sur la base de cette intervention toutes nos perplexités demeurent quant au manque d'attention ou au manque d'informations qu'il y a eu à cet égard. Nous sommes surtout navrés du fait que l'on nous confirme qu'il y avait bien eu des contacts avec Ilva ou avec les responsables Iri, mais que les résultats sont comme si l'Administration régionale n'avait eu aucun contact. Nous le regrettons non pas pour refaire maintenant ou encore une polémique sur les différentes interventions, mais nous le regrettons du point de vue institutionnel, parce qu'on oublie ou parce qu'on n'a pas peut être suffisamment pris en considération les compétences qui ont été introduites avec les décrets d'application du statut. C'est à notre sens un point à considérer et également une remarque qui peut nous fournir une indication sur les orientations à suivre.

Pour ce qui est, par contre, des initiatives et des actions entreprises et des objectifs de cette majorité, monsieur Mafrica nous a rappelé que les problèmes affrontés par le Gouvernement ont eu comme effet et comme résultat un protocole d'entente et la solution du problème de la Sadea de Verrès.

Nous jugeons là qu'on se cantonne encore dans une logique que nous estimons faible pour reprendre le document cité ce matin et qui a été publié par "Le Travail". Nous pensons que l'on reste dans une optique "protocollo e soldi della Regione" où l'on disait que: "Si evidenzia, quasi in difesa, che tra la Regione, Iri e Ilva esiste un accordo, la dichiarazione d'intenti del giugno scorso, che dovrebbe garantire un futuro alla Cogne, specie dopo che si è conclusa positivamente con la cessione al Poligrafico dello Stato il caso della Verrès SpA".

Or, nous en avons aujourd'hui une preuve évidente, ce protocole n'a eu aucun effet, n'a pas été respecté. Il a été totalement ignoré, sinon bafoué. Donc, il était de ce point de vue légitime de se poser des questions quant au résultat concret de cette déclaration d'entente. Quel était le prix à payer pour la collectivité valdôtaine ou quelle en était la contrepartie et les perspectives réelles pour l'établissement industriel de la Cogne d'Aoste?

Les craintes manifestées à propos de la portée réelle et de la nature de ce protocole. Après une première vérification des faits nous avions manifesté un avis axé plutôt sur un accord commercial pour l'acquisition des zones propriété de l'Ilva Gestioni Patrimoniali, plutôt qu'un accord visant à l'accroissement de la productivité de l'établissement de la Cogne d'Aoste.

Il y avait, il est vrai, des renvois à des engagements que l'Ilva avait déjà pris en 1988 et qu'elle n'avait jamais réalisés.

Il y avait également une crainte pour ce qui est de l'augmentation des frais à la charge de la Région autonome de la Vallée d'Aoste et l'Assesseur nous l'a confirmé en disant qu'on avait refusé le prix proposé par l'Ilva pour l'achat des terrains, parce que le prix des surfaces à acheter avait considérablement augmenté.

Finalement, ce que l'on craignait le plus était que l'intervention extraordinaire de la Région n'ait pas pour objectif la sauvegarde de l'activité et de l'efficacité de l'établissement Cogne d'Aoste, la seule bénéficiaire étant l'Ilva Gestioni Patrimoniali.

Je pense que nous pouvons aujourd'hui confirmer ce jugement et là encore savoir quelles seront les attitudes à adopter. Evidemment si, d'une part, à notre avis, il est opportun de solliciter, l'in-tervention du Gouvernement, d'autre part il faut donner un objectif à cet engagement. A cet égard il est important qu'il y ait, en sus de l'unité d'action, une unité dans les stratégies à atteindre, à poursuivre.

Nous l'avons souligné et nous devons le refaire encore une fois. Il nous semble, sur la base des interventions, non pas de l'Assesseur qui est très clair à cet effet, mais sur la base des interventions des autres représentants de la majorité, qu'il n'y ait pas d'objectif unique, mais qu'il y ait plusieurs objectifs. A notre avis, cette pluralité de direction affaiblit la position, affaiblit cette nécessité de trouver un accord.

Nous ne pouvons, donc, que solliciter, pour dépasser cette phase, tout d'abord un éclaircissement de ces positions, parce qu'on ne peut dans un esprit de compétition olympique mettre sur le plan les différentes hypothèses et dire: "Nous sommes arrivés presque au bout du chemin et, donc, de ce point de vue comparons les différentes alternatives. Nous sommes ouverts à toute solution, à toute possibilité, qu'elles soient les bienvenues, nous les vérifierons ensuite".

Ce n'est pas exactement ce que vous avez proposé, monsieur Mafrica. J'espère que le débat pourra contribuer à sortir de cette impasse, parce que, à notre avis, pour définir une position que quelqu'un souhaitait, et de ce point de vue nous partageons son avis, forte de la part de l'Administration régionale, il faut évidemment confirmer et réaffirmer quelles sont aujourd'hui les prérogatives et les compétences du Val d'Aoste en matière industrielle. Si négociation il doit y avoir et forcément il doit y en avoir une, cette négociation doit se tenir à un niveau institutionnel, il faut une négociation de caractère global qui considère non seulement l'établissement à lui tout seul, mais qui insère tous les autres problèmes dans une négociation globale entre le Gouvernement valdôtain et le Gouvernement italien.

A notre sens, de ce point de vue, l'on pourra, je ne dis pas résoudre totalement le problème, la chose étant à faire, mais je pense que l'on pourra définir les options qui nous permettent au moins d'es-pérer que la disponibilité de l'Administration régionale sera utili-sée au mieux et qu'elle pourra permettre de maintenir ces options que nous partageons pour ce qui est de l'importance, pour ce qui est de la nature de cette présence industrielle dans notre région.

PresidenteColleghi consiglieri, se nessuno chiede la parola proporrei di chiudere la discussione generale, vedere se l'Assessore o il Presidente della Giunta intendono intervenire e prendere poi in esame le risoluzioni che sono state presentate nel corso del dibattito e la risoluzione presentata dall'Assessore Mafrica, in modo che si possano eventualmente coordinare i vari testi oppure possano continuare gli interventi su ogni singola risoluzione, come prescritto dal Regolamento.

Considerando come testo fondamentale quello proposto dall'Assessore Mafrica e aggiuntivi quelli proposti nel corso della discussione - uno presentato dal Consigliere Lanivi e l'altro dal Consigliere Rollandin e sottoscritto dagli altri consiglieri dell'Union Valdôtaine - ora abbiamo tre testi. Chiedo al Consiglio se c'è l'intenzione di proporne altri o di proporre eventuali emendamenti a quelli già esistenti.

Se non ci sono altre proposte, dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio ed artigianato, Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Per quanto attiene alle risoluzioni, credo che sia difficile fare un "collage" nel corso dell'adunanza consiliare, per cui proporrei di...

Presidente Quello lo vedremo dopo, per il momento atteniamoci alle conclusioni della discussione generale.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Credo che sia abbastanza difficile riassumere le migliaia di parole dette in Consiglio su di un problema importante come quello della Cogne.

Un detto latino dice: "Cicero pro domo sua"; in termini più prosaici si potrebbe dire: "Chi si loda si imbroda". Io ho avuto l'impressione che, al di là di alcuni interventi chiarificatori, e mi riferisco in particolare a quello del Consigliere Andrione, che, a mio giudizio, al di là delle varie e possibili impostazioni o risoluzioni, ha riassunto il senso fondamentale di questa adunanza straordinaria o meglio di questa discussione straordinaria, tutti gli altri interventi manchino di alcuni necessari presupposti per approdare a qualche risultato concreto.

Abbiamo già detto ieri sera, in sede di Conferenza dei Capigruppo, l'ha già detto l'Assessore Mafrica - e sulle cui valutazioni sono pienamente consenziente - e lo ripeto io adesso, che non disponiamo degli indispensabili elementi di giudizio da cui far discendere valide soluzioni per la regione.

Alcuni consiglieri hanno dato quasi per scontata la chiusura della Cogne, altri hanno ricordato tutto il bene che hanno fatto in passato, dimenticando ovviamente tutto il male. Questo rientra nella logica delle cose e nella diversa posizione delle forze politiche. Non mi va di fare della polemica, che peraltro sarebbe estremamente semplice e facile. Credo che questo argomento esiga serietà e la più assoluta certezza sulle cose che intendiamo fare.

Si è parlato, forse un po' a vanvera, di acquisti, di formazione professionale, di miliardi accordati in passato dalla regione, di acquisti... nessuno però ha mai detto che con quegli acquisti avremmo risolto il problema della Cogne, come forse qualcuno ha voluto sottintendere. Noi abbiamo sempre detto che quei miliardi sarebbero stati finalizzati agli investimenti.

Si è anche detto - ed abbiamo portato in Consiglio le prove - che l'Ilva aveva effettuato investimenti per circa centocinquanta miliardi e che i trenta miliardi votati dal Consiglio rientravano in quel pacchetto di investimenti.

Si è parlato a vanvera della Mercedes, tranciando giudizi privi di senso, perché coloro che ne hanno parlato non potevano ovviamente conoscere ciò che stava a monte, tant'è che ci si è stupiti che la Mercedes non si inserisce più nelle aree della Cogne... Sono tutte cose giuste e belle, che però non hanno alcuna attinenza col problema di cui stiamo discutendo.

L'unica cosa concreta di cui noi disponiamo sono i contatti che abbiamo avuto sia prima, come ha detto l'Assessore Mafrica, sia in tempi più recenti o recentissimi, con l'ing. Gambardella e successivamente con il Presidente dell'Iri, il quale mi ha assicurato un suo intervento personale - ognuno è libero di crederci o meno - su questo problema, rendendosi conto della particolare situazione sociale della nostra regione.

Nei prossimi giorni verrà concordato un incontro con il Presidente dell'Iri per esaminare la questione in tutti i suoi particolari aspetti. Cercheremo di avere contezza del piano che l'Ilva ha presentato all'ufficio di presidenza dell'Iri. Oggi sono state dette tante parole, che mancavano di un substrato sostanziale.

Se il piano sarà approvato così come è stato presentato, infliggerà sicuramente un grave colpo alle competenze statutarie e convenzionali della nostra Regione. Anche se non ci sono grandi spazi di trattativa, credo che qualcuno ce ne sia ancora ed in quello dovremo cercare di inserirci pesantemente, al di là delle diverse posizioni.

Se l'ipotesi forte è quella suggerita dal Consigliere Rollandin, cioè di impugnare, se ho ben capito, per via giudiziaria la convenzione, devo ribattere che tale ipotesi è invece molto debole...

(interruzione del Consigliere Rollandin)

... Credo di aver capito questo dalle tue parole. Se non è così, ritiro quanto ho detto.

Penso che le cose più sensate siano state dette dal Consigliere Lanivi. Egli ha parlato di tre aspetti, che mi hanno particolarmente colpito. Ha parlato, innanzitutto, della grave colpa che si è assunta l'Amministrazione nel non aver fatto determinate cose. Ha poi supposto che ci troveremmo di fronte ad una specie di ricatto dell'Ilva o dell'Iri. Infine ha riconosciuto - e questo è il punto più significativo - che la Cogne rappresenta qualcosa di importante per l'integrazione della popolazione e dell'economia della Valle d'Aosta. Credo che si debba riflettere su questi punti, prima di esprimere un giudizio e dare una eventuale risposta.

Noi respingiamo l'accusa di aver avuto gravi colpe in questa situazione. La colpa grave, almeno dal punto di vista giuridico, è una cosa molto diversa dalla colpa. Oggi mi sono sentito in un certo senso facilitato nel dare una risposta, perché, come forse tutta la Giunta, anch'io mi sono sentito sul banco degli imputati e mi è rinata la voglia di fare l'avvocato...

(interruzione)

... di fare l'avvocato della Giunta, tanto per precisare le cose e per stemperare il dibattito.

A questo punto è giusto che vengano date alcune informazioni relative alla Mercedes, visto che si è detto che l'eventuale chiusura della Cogne... Noi avevamo detto che ci sarebbero stati circa cinquecento posti di lavoro e lo ribadiamo con tutta la serenità. Proprio oggi la Giunta - questa coincidenza con la questione Cogne è casuale, anche perché la pratica è stata estremamente lunga e difficile ed è stata contestata e modificata - ha votato la prima parte della convenzione che riguarda la Mercedes. Preferirei non usare il termine "Mercedes", anche perché sarebbe edificante, visto che tutta la baraonda avvenuta in sede parlamentare - a detta dell'on. Usellini, che l'ha dichiarato in una intervista televisiva - ha tratto origine dal fatto che quando è venuto in Valle d'Aosta alcuni suoi amici valdostani gli hanno fatto notare determinate cose...

(interruzione)

... Di questo dubito fortemente, anche perché la DC valdostana, per sua fortuna, non ha avuto, non ha e sicuramente non avrà rapporti, se non di contrasto, con l'on. Usellini, come è già stato detto a più riprese. Questo perché l'on. Usellini ha travisato le nostre competenze o meglio qualcuno gliele ha fatte travisare. Io non so chi sia questo qualcuno e non mi interessa, ma se è vero, come ha detto Usellini, che alcuni suoi amici valdostani lo hanno messo su questa strada, ciò significa che quei Valdostani, chiunque essi siano, hanno lavorato contro la Valle d'Aosta.

Nella convenzione che abbiamo approvato oggi in Giunta è prevista una prima tranche di duecentocinquanta posti di lavoro.

La successiva convenzione, in questo caso con la Mercedes, prevederà un'ulteriore quota di posti di lavoro.

Certamente queste convenzioni non possono assolutamente risolvere il problema della Cogne, ed è ben lungi da me un'affermazione di questo genere, ma sicuramente daranno un aiuto non indifferente all'economia della Valle d'Aosta.

Molti hanno accennato a perplessità e altri hanno ricordato il passato come un qualcosa di mitico. Io credo che tutte le amministrazioni regionali, a qualunque "parrocchia" siano appartenute, abbiano cercato di operare nell'interesse della nostra regione, sia pure entro i limiti delle loro possibilità e capacità. Credo però che l'adunanza di oggi sia la sede meno opportuna per venirci a raccontare quanto di bello è stato fatto nel passato, dimenticando le cose meno belle, perché oggi si deve discutere di un problema che interessa tutta la collettività valdostana e quindi dobbiamo essere tanto umili da saper reagire alle avversità in modo compatto.

L'Assessore Mafrica ha già detto che parlare di lui come del "prete rosso" chiamato a celebrare il funerale della Cogne, è una cosa estremamente scorretta nei confronti di un uomo che sta compiendo in modo assolutamente efficiente il suo lavoro.

Possiamo anche fare della polemica, ma io non sono abituato a farla come invece è abituato a farla questa specie di giornale che ho qui davanti e che mi lascia del tutto indifferente...

(interruzione)

... Se questa è la polemica dell'Union Valdôtaine, è proprio il caso di dire: "E' stato proprio benvenuto quel 6 giugno dell'anno scorso!", perché questa polemica dimostra la più assoluta incapacità politica di portare avanti dei discorsi costruttivi.

Il Consigliere Lanivi ha detto che la Cogne morirà se rimarrà inserita in una logica nazionale. Ciò è abbastanza vero, ma coloro che hanno più o meno i miei anni certamente ricordano le battaglie politiche di quando la Cogne, dopo essere passata attraverso vari ministeri, approdò alle dipendenze delle partecipazioni statali.

Se ricordo bene, l'amico Beneforti, che allora era responsabile della Cisl, pubblicò sul giornale del nostro partito degli specifici articoli al riguardo. Questo vale per negare che non ci sia stata sufficiente conoscenza dei problemi o che si sia stati assenti o troppo acquiescenti.

C'è chi gioca il suo ruolo in termini di correttezza ed umanità e chi lo gioca secondo il principio dello "imperium principis" degli antichi romani, riportato anche nel nostro codice civile. Noi giochiamo le nostre carte in un'altra maniera, con la collaborazione e la cordialità nei rapporti e non con l'imposizione. Cerchiamo la collaborazione con tutti, ovviamente fin dove è possibile, e la cercheremo in modo particolare su questo problema, che da soli non riusciremo a risolvere, checché ne dica il Consiglio regionale della Valle d'Aosta. A mio giudizio, siamo in una condizione di difficoltà. Lo siamo stati nei dieci anni precedenti e forse anche di più e lo siamo oggi, perché il "pubblico" gioca le sue carte in un modo diverso dal "privato".

Noi dobbiamo preoccuparci della situazione socio-economica della nostra regione, mentre il privato può anche farne a meno. Ecco perché il discorso del privato è stato molte volte osteggiato.

Il Consigliere Milanesio ha detto: "Si potrebbe giocare, vedere, esaminare anche questa proposta...". Io credo invece che, non conoscendo il problema e non conoscendo il piano Ilva, abbiamo ben poco da dire. Oggi abbiamo detto tante parole, ma ci è mancato il substrato su cui discutere veramente. E' di fondamentale importanza poter disporre delle informazioni.

Già ieri avevamo già detto che probabilmente disporremo di informazioni molto più precise dopo gli incontri che noi ci auguriamo di avere la prossima settimana con il Presidente dell'Iri e con l'ing. Gambardella. Forse avremo anche il piano, così lo potremo esaminare. Oggi, invece, senza sapere nulla, abbiamo detto tante belle parole, ma al di là delle risoluzioni, quale più modesta e quale più forte, non possiamo andare, proprio perché ci manca il dato principale, cioè la conoscenza del problema e soprattutto del piano che l'Ilva ha presentato all'Iri.

E' stato chiesto: "Qual è la risposta della maggioranza?". La risposta della maggioranza, dal momento che in questa circostanza si stanno giocando ruoli diversi, è ovviamente e giustamente una risposta di governo, non è una risposta di "presenza folkloristica nell'opinione pubblica". Io credo - ma lo sapete benissimo anche voi, perché alcuni di voi erano seduti su questi banchi - che chi governa debba anche saper assumere delle decisioni, mentre l'opposizione può anche non decidere e fare soltanto dei "bla bla".

La nostra decisione è stata riportata nella bozza di risoluzione presentata dall'Assessore Mafrica, che è aperta alla discussione, alle modifiche ed a tutti i miglioramenti possibili, ma non possiamo accettare che tale risoluzione sia definita debole. Può anche darsi che voi la riteniate debole per ragioni di propaganda, ma essa non è certamente debole...

(interruzione)

... Noi siamo liberi di dire quello che vogliamo e non siamo soggetti ad alcuna forma di "imperium principis" che impone di ragionare con la testa di uno solo. No, la nostra posizione è ben diversa.

Pertanto, siamo disponibili ad effettuare un confronto ed a chiedere anche una sospensione dei lavori, che anzi chiedo io stesso al Presidente del Consiglio, in modo che le tre proposte di risoluzione possano essere esaminate e valutate insieme, per rendere possibile la ricerca di una soluzione unitaria, proprio perché, a mio giudizio, in questa fase deve essere assolutamente unitaria la decisione del Consiglio regionale.

Non appena avremo l'incontro cui poc'anzi ho fatto cenno, sarà nostra premura chiedere la convocazione delle commissioni competenti o, attraverso l'interessamento dell'Assessore Mafrica, del Comitato per la siderurgia, per far conoscere lo stato delle cose. Stamattina, infatti, qualcuno si chiedeva che cosa potesse significare "dismettere", una parola che nella sua accezione più lata può assumere i più vari significati. Cercheremo, quindi, di capire di più e di meglio, per poter poi fare una discussione in Consiglio regionale sulla base di dati di fatto che noi speriamo sicuri e precisi.

Dubito fortemente che fino a quel momento chiunque di noi, sia pure nella più completa buona fede, possa alzare il cappello per presentarci la soluzione migliore. Nessuno, fino a quando non avremo i dati, è in condizione di fare questo. Oggi non li abbiamo, e quindi ci occorre il tempo tecnico necessario per conoscere le disponibilità della controparte.

Ciò detto, chiederei al Presidente del Consiglio una sospensione della seduta, per poter esaminare le tre proposte di risoluzione e vedere se sia possibile portare all'approvazione del Consiglio un'unica proposta.

Presidente Era già nell'aria la possibilità di sospendere per un attimo i lavori del Consiglio, ma adesso c'è in tal senso la formale ed esplicita richiesta del Presidente della Giunta. Sarebbe bene, quindi, che i proponenti delle varie risoluzioni si incontrassero in separata sede per cercare di redigere l'auspicato documento unitario.

La seduta è sospesa

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,58 alle ore 18,35.

Presidente Nel riprendere i lavori informo che è in corso di distribuzione un testo concordato che viene sottoposto alla vostra attenzione.

L'Assessore all'industria, commercio ed artigianato, Mafrica, ha chiesto la parola per illustrare il testo concordato; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Dato che i tre testi avevano delle parti comuni, si è raggiunto un accordo che prevede l'inserimento di parti significative di ciascun testo in una proposta di risoluzione congiunta, della quale do ora lettura:

Il Consiglio regionale

venuto a conoscenza dagli organi di informazione delle decisioni assunte nella riunione del Comitato di Presidenza dell'Iri SpA, che prevedono, tra l'altro, la "dismissione" dell'impianto di Aosta;

preoccupato dalle gravissime conseguenze che la drastica riduzione o cancellazione delle attività della Cogne SpA, controllata dall'Ilva, avrebbero sull'equilibrio economico-sociale e sui livelli occupazionali regionali;

convinto che l'elevata qualificazione delle risorse umane, la specializzazione delle produzioni e le quote di mercato nazionale ed internazionale raggiunte dalla Cogne, giustificano non solo la validità economico-industriale dello stabilimento di Aosta ma confermano l'importanza strategica del suo ruolo nel panorama nazionale ed europeo nel campo degli acciai speciali prodotti lunghi;

ricordato che l'Iri, l'Iri/ex Finsider e l'Ilva, avevano sottoscritto con la Regione Autonoma Valle d'Aosta importanti protocolli d'intesa che sancivano la comune volontà di attuare piani di intervento mirati all'autonomia, razionalizzazione e potenziamento delle attività siderurgiche pubbliche presenti in Valle;

ricordato altresì che gli enti economici pubblici nazionali non hanno operato nessun intervento significativo per contenere il processo di deindustrializzazione della Valle e che, al contrario, hanno ridotto i volumi occupazionali delle loro attività sul territorio valdostano;

respinge e condanna

nel metodo e nel merito le decisioni dell'Ilva e dell'Iri, relative alle prospettate dismissioni della Cogne;

decide

di dare mandato alla Giunta regionale di impugnare nelle sedi competenti, ai sensi degli artt. 3 e 4 del DPR 27 dicembre 1985 , n. 1142, il piano Ilva per la siderurgia pubblica per il 1992-1994;

invita

la Giunta regionale, le forze politiche, sociali ed economiche regionali, unitamente ai Parlamentari valdostani a produrre uno sforzo solidale per garantire il potenziamento produttivo ed i volumi occupazionali della Cogne SpA ed in tal senso a:

1 - richiedere e realizzare incontri con le autorità del Governo nazionale al fine di inserire il problema Cogne nell'ambito dei rapporti tra Stato e Regione Valle d'Aosta nel pieno rispetto delle prerogative sancite dalle norme di attuazione in materia di industria, energia e miniere;

2 - aprire un confronto con i responsabili dell'Iri e dell'Ilva per verificare le loro reali intenzioni nei riguardi della Cogne SpA e pretendere il rispetto degli impegni sottoscritti con la Regione Valle d'Aosta;

3 - sostenere l'esigenza che la valorizzazione della particolarità dei prodotti Cogne, rispetto alle produzioni Ilva nel suo complesso, richiede che allo stabilimento di Aosta venga garantita autonomia decisionale, soprattutto nel settore commerciale;

4 - ribadire gli impegni assunti dalla Regione e, in particolare, la disponibilità regionale a favorire accordi con qualificati partners internazionali;

5 - rifiutare interventi finanziari regionali non sostenuti da seri e credibili programmi produttivi, organizzativi e commerciali".

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi, che ha sottoscritto la proposta di risoluzione n. 2; ne ha facoltà.

Lanivi (AI) Per quanto mi riguarda, voterò a favore del testo finale della proposta di risoluzione, che costituisce la corretta conclusione del dibattito consiliare.

Mi sia permesso fare una considerazione. Alcuni soffrono o danno segni di impazienza quando in sede di discussione prendono la pa-rola molti consiglieri. Credo invece che la giornata di oggi sia stata produttiva sotto due aspetti: innanzitutto perché ha ricordato l'importanza dell'azienda Cogne nell'economia e nella società valdostana e poi perché è servita a mettere a punto una linea politica che, se perseguita con volontà, potrà dare frutti positivi.

Non spetta a me ringraziare tutti gli intervenuti, ma ribadisco il giudizio positivo sul lavoro svolto.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin, che è stato il primo sottoscrittore della proposta di risoluzione n. 3; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je crois qu'il est nécessaire de réaffirmer certains principes dans cette occasion. Donner l'idée que l'on a accepté n'importe quoi, signifie céder à une série de chantages, signifie donner l'idée que les accords signés peuvent être tranquillement lus sans être respectés et surtout signifie qu'il n'y a pas la force et la volonté de réagir à une tentative, qui est plutôt lourde, de porter des dégâts considérables dans une économie encore trop faible.

Ce serait encore trop simple de dire ce qui est en train de se passer dans notre région. Les difficultés sont là et on les connaît. Dans ce cas, l'attitude a été celle de présenter des propositions et de les discuter, mais surtout de faire une analyse qui tienne compte de la situation. On a avoué qu'il manquait un objet important et c'est la raison pour laquelle on s'est permis de dire qu'on na pas eu les informations nécessaires. Je crois qu'il sera important de discuter les contenus du plan qu'on souhaite avoir le plus tôt possible.

Je crois avoir déjà indiqué que le point important lié au droit est le point qui permettra au moins d'entamer un discours différent d'un point de vue de force. C'est là la raison pour laquelle on estime important d'avoir rejoint un accord sur un document qui affirme un comportement sérieux et responsable de la part de l'Administration régionale.

Je crois qu'il est inutile de reprendre certains thèmes qui pourraient conduire à la polémique. On l'a évité déjà ce matin, au contraire on a insisté sur les problèmes concrets et sur la façon de donner de réponses sérieuses. C'est l'attitude qui, je crois, a marqué ce débat et, si les effets sont à suivre, au moins on a un point de départ important et en commun.

PresidentePrima di porre in votazione la proposta di risoluzione concordata, do lettura delle tre proposte di risoluzione, presentate, nell'ordine, rispettivamente dall'Assessore Mafrica, dal Consigliere Lanivi e dal Consigliere Rollandin come primo firmatario.

Do lettura della proposta di risoluzione presentata dall'Assessore all'industria, commercio ed artigianato, Mafrica.

Risoluzione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

appresa la notizia dell'approvazione da parte del Comitato di Presidenza dell'Iri di un piano Ilva che prevede la dismissione delle società produttrici di acciai lunghi speciali, ivi compresa la Cogne di Aosta;

constatato che tale decisione contrasta con gli impegni assunti dall'Iri e dall'Ilva nei protocolli d'intesa con la Regione del 1987, del 1988 e con la dichiarazione d'intenti sottoscritta nel giugno 1991;

preoccupato per le possibili conseguenze negative che la privatizzazione dello stabilimento siderurgico di Aosta potrebbe avere sull'assetto economico e occupazionale della Regione;

ribadita l'importanza della presenza di una grande impresa come la Cogne in Valle d'Aosta;

riafferma

le prerogative della Regione in materia di industria con particolare riferimento al ruolo della stessa nei procedimenti di approvazione dei piani delle Partecipazioni Statali;

respinge

nel metodo e nel merito le decisioni dell'Ilva e dell'Iri, relative alle prospettate dismissioni della Cogne;

richiama

l'Iri e l'Ilva al rispetto degli accordi sottoscritto con la Regione Valle d'Aosta;

impegna

la Giunta regionale ed i Parlamentari valdostani, d'intesa con le forze politiche e sociali della Regione, ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per la salvaguardia del ruolo produttivo ed occupazionale della Cogne;

invia

copia della presente risoluzione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Partecipazioni Statali, ai Capigruppo parlamentari della Camera e del Senato, ai Presidenti delle competenti Commissioni parlamentari.

Presidente Do ora lettura della proposta di risoluzione presentata dal Consigliere Lanivi.

Risoluzione Il Consiglio regionale

venuto a conoscenza dagli organi di informazione delle decisioni assunte nella riunione del Comitato di Presidenza dell'Iri SpA, che prevedono, tra l'altro, la "dismissione" dell'impianto di Aosta;

preoccupato dalle gravissime conseguenze che la drastica riduzione o cancellazione delle attività della Cogne SpA, controllata dall'Ilva, avrebbero sull'equilibrio economico-sociale e sui livelli occupazionali regionali;

convinto che l'elevata qualificazione delle risorse umane, la specializzazione delle produzioni e le quote di mercato nazionale ed internazionale raggiunte dalla Cogne, giustificano non solo la validità economico-industriale dello stabilimento di Aosta ma confermano l'importanza strategica del suo ruolo nel panorama nazionale ed europeo nel campo degli acciai speciali prodotti lunghi;

ricordato che l'Iri, l'Iri/ex Finsider e l'Ilva, avevano sottoscritto con la Regione Autonoma Valle d'Aosta importanti protocolli d'intesa che sancivano la comune volontà di attuare piani di intervento mirati all'autonomia, razionalizzazione e potenziamento delle attività siderurgiche pubbliche presenti in Valle;

ricordato altresì che gli Enti economici pubblici nazionali non hanno operato nessun intervento significativo per contenere il processo di deindustrializzazione della Valle e che, al contrario, hanno ridotto i volumi occupazionali delle loro attività sul territorio valdostano;

invita

la Giunta regionale, le forze politiche, sociali ed economiche regionali, unitamente ai Parlamentari valdostani a produrre uno sforzo solidale per garantire il potenziamento produttivo ed i volumi occupazionali della Cogne SpA ed in tal senso a:

1 - richiedere e realizzare incontri con le autorità del Governo nazionale al fine di inserire il problema Cogne nell'ambito dei rapporti tra Stato e Regione Valle d'Aosta nel pieno rispetto delle prerogative sancite dalle norme di attuazione in materia di industria, energia e miniere;

2 - aprire un confronto con i responsabili dell'Iri e dell'Ilva per verificare le loro reali intenzioni nei riguardi della Cogne SpA e pretendere il rispetto degli impegni sottoscritti con la Regione Valle d'Aosta;

3 - sostenere l'esigenza che la valorizzazione della particolarità dei prodotti Cogne, rispetto alle produzioni Ilva nel suo complesso, richiede' che allo stabilimento di Aosta venga garantita autonomia decisionale, soprattutto nel settore commerciale;

4 - ribadire gli impegni assunti dalla Regione e, in particolare, la disponibilità regionale a favorire accordi con qualificati partners internazionali;

5 - rifiutare la logica illusoria secondo la quale il problema può essere risolto sul piano finanziario a prescindere dalla definizione di seri e credibili programmi produttivi, organizzativi e commerciali.

Presidente Do ora lettura della proposta di risoluzione presentata dall'Union Valdôtaine e che ha come primo firmatario il Consigliere Rollandin.

Risoluzione Il Consiglio regionale

considerato che il Comitato di Presidenza dell'Iri ha approvato un piano Ilva per la siderurgia pubblica 1992-1994 che prevede la dismissione dello stabilimento Cogne di Aosta e la sua cessione ai privati;

ricordati i protocolli di intesa del 1987 e del 1989 firmati tra Iri e Regione, che impegnavano l'Iri ad una serie di interventi per il mantenimento del livello produttivo e lo sviluppo degli standard qualitativi dello stabilimento di Aosta;

sottolineato come la prevista dismissione possa rappresentare una drastica riduzione del livello occupazionale fino a far pensare alla chiusura definitiva della Cogne di Aosta;

valutata l'importanza di dare uno stacco propositivo al dibattito svoltosi in Consiglio regionale in data 8 novembre 1991;

impegna

la Giunta regionale a:

- richiedere gli incontri a livello ministeriale necessari a chiarire i contenuti del piano Ilva;

- impugnare, nelle sedi competenti, ai sensi dell'articolo 3 e dell'articolo 4 del DPR 27 dicembre 1985, n. 1142 , il piano Ilva per la siderurgia pubblica per il 1992-1994.

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di risoluzione concordata, della quale è stata data lettura in precedenza.

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità