Oggetto del Consiglio n. 2701 del 6 novembre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2701/IX Iniziative per addivenire ad una soluzione organizzativa e funzionale dei servizi e degli uffici del Consiglio regionale. (Approvazione di mozione).
Presidente Do lettura della mozione presentata dai consiglieri Milanesio, Bajocco, Gremmo, Limonet, Rusci e Lavoyer, iscritta al punto 4 dell'ordine del giorno.
Mozione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Nel prendere atto con soddisfazione della proposta di legge n. 262 che regolamenta l'autonomia funzionale del Consiglio stesso;
Ritiene indispensabile per una corretta e piena applicazione della legge addivenire ad una soluzione organizzativa e funzionale dei propri uffici e servizi che sia emblematica della nuova normativa e capace di dare una risposta definitiva alle numerose esigenze attualmente insoddisfatte;
Dà mandato al Presidente del Consiglio ed all'assemblea dei Capigruppo, di concerto con il Presidente della Giunta regionale, di predisporre nei tempi brevi una soluzione idonea a riunire in un solo edificio rispondente alle esigenze urbanistiche, edilizie e funzionali tutti i servizi connessi all'esercizio della funzione legislativa, di controllo, di indirizzo e di rappresentanza del Consiglio regionale, organi in cui si sostanzia la legittima sovranità del popolo valdostano e della sua speciale autonomia.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Questa mozione è del 30 luglio, quindi è un po' vecchiotta, anche se non superata, perché questi problemi si trascinano da tanti anni e non trovano una soluzione.
In più occasioni la Conferenza dei Capigruppo ha affrontato la questione di una sede, provvisoria o definitiva, del Consiglio regionale e di tutti i servizi connessi al suo funzionamento.
Ora, poiché non si è mai pervenuti ad alcuna decisione definitiva in merito e tenuto conto che con la legge 26/1991 è stata regolamentata l'autonomia funzionale del Consiglio, noi, con la presentazione della mozione, ci permettiamo di suggerire al Consiglio di operare in modo da pervenire ad una soluzione organizzativa e funzionale che tenga conto della nuova normativa e del ruolo che si vuole dare o che si ritiene opportuno dare al Consiglio regionale.
Sappiamo che sono in corso trattative per l'immobile dell'ex cinema Splendor, che è vicino al palazzo dell'Amministrazione regionale, e noi riteniamo che non sarebbe male decidere in tal senso, ubicando in via definitiva in quella sede il Consiglio regionale, i gruppi consiliari e tutti i servizi che in qualche modo hanno a che fare col Consiglio regionale. Si tratterebbe di dare al Consiglio regionale, che è l'organo più rappresentativo della nostra autonomia, una vera e propria sede.
Questo è l'intento con cui i Capigruppo della maggioranza hanno presentato la mozione e chiedono al Consiglio di approvarla. Così facendo, si taglierebbe la testa al toro di tutte le possibili, anche se auspicabili, soluzioni transitorie, che non hanno mai dato soddisfazione a nessuno.
Presidente E' aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Le problème d'un siège pour les bureaux de la Présidence du Conseil et pour ses différents services ainsi que pour les Groupes de l'assemblée, est encore aujourd'hui un problème d'actualité. A cet égard, nous partageons la nécessité de résoudre ce problème et donc d'engager le Président du Conseil, la Conférence des Chefs de groupe, de concert avec le Président du gouvernement, pour trouver, dans les délais les meilleurs, une solution qui puisse satisfaire les différentes exigences.
La motion présentée fournit des indications dans cette direction. Monsieur Milanesio, en la présentant, a donné une indication ultérieure quant au choix à effectuer. Néanmoins nous estimons qu'il est nécessaire, en l'approuvant, de révoquer une résolution précédente de cette assemblée. En effet, au mois de juillet 1990, exactement le 13 juillet, sur ce thème une résolution avait été présentée à l'Assemblée or ce thème et cette résolution donnait des indications différentes. Il était question d'utiliser le Collège Saint Bénin comme siège des bureaux et des services de la Présidence du Conseil.
Nous avions à l'époque critiqué ce choix. Il y avait eu précédemment, lors des différentes réunions de la Conférence des chefs de Groupe, des avis partagés sur cette utilisation. Il nous semble que aujourd'hui un'autre position s'est définie quant à l'utilisation de ce collège et, à notre avis, il est donc nécessaire, en approuvant cette motion de l'intégrer avec la révocation de la délibération précédente. Au cas contraire, nous demeurons dans l'impasse et nous fournissons des indications différentes quant aux solutions envisagées.
De ce point de vue, je vais donc présenter un amendement, afin d'ajouter au texte qui nous a été présenté: "la revoca della propria precedente deliberazione n. 1401/X del 13 luglio 1990".
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.
Faval (UV) Merci monsieur le Président. Comme l'on vient de dire, l'Union Valdôtaine considère intéressante cette proposition, tout de même nous avons quelques perplexités sur la volonté de la majorité de réaliser ce que l'on vient de demander par cette proposition.
En effet, nous voudrions comprendre, d'un côté, quel est le sens de la motion que l'on est en train de discuter, et, de l'autre, la déclaration que nous lisons dans la page de "La Stampa" dédiée à la Vallée d'Aoste, d'aujourd'hui même, et qui concerne la volonté attribuée à monsieur Trione de destiner le Splendor...
(...interruption...)
... Non, ici on dit et on le met entre guillemets "Silvio Trione, il Consigliere regionale DC che presiede la Commissione permanente, precisa i termini della questione: l'idea di utilizzare l'area su cui oggi sorge l'ex cinema per costruire un auditorium è stata lanciata dall'architetto Aldo Piccato, durante l'audizione per l'acquisto del fabbricato;questo non andrebbe però a scapito della realizzazione di quel grande palazzo per la cultura che resta un'opera prioritaria per Aosta e ha la sua collocazione nell'area dello stadio Puchoz. Un auditorium in via Festaz potrebbe comunque essere una prima risposta alla carenza di spazi culturali che penalizza il capoluogo".
Dans cet article, l'on soutient que monsieur Trione aurait l'intention d'utiliser cet ancien cinéma pour construire l'auditorium. Alors, nous voudrions comprendre si dans la majorité il y a effectivement une volonté qui va dans le même sens ou bien si les uns proposent d'utiliser le cinéma pour en faire le siège du Conseil régional et quelqu'un d'autre, pour en faire l'auditorium. Je crois que si le Conseil régional veut comprendre quelle est la volonté de la majorité, une explication s'impose.
Merci.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Trione; ne ha facoltà.
Trione (DC) Credo di dover chiarire meglio quanto sembrava fosse già abbastanza chiaro anche su "La Stampa", relativamente a questo argomento.
Io avevo detto - e mi fa piacere che il Consigliere Faval abbia rilet-to l'articolo - che l'arch. Piccato aveva proposto di utilizzare la cu-batura dell'ex cinema Splendor in maniera diversa dalla pre-cedente ipotesi dell'Amministrazione regionale, che aveva chiesto ai periti di valutare la cubatura e la possibilità di costruire degli uffici, senza scendere in ulteriori e particolari dettagli.
Nel corso dell'incontro tra la II Commissione consiliare e l'arch. Piccato, quest'ultimo ha avanzato la seconda ipotesi, che francamente mi potrebbe anche trovare d'accordo, qualora non fosse possibile realizzare la prima.
Mi pare, però, che questo emerga abbastanza chiaramente dalla lettura del resto dell'articolo. Se il Consigliere Faval vuole ri-leggere l'ultima parte, si renderà conto che si dice proprio questo.
In ogni caso, torno a ribadire che, qualora non fosse possibile attuare la prima soluzione, non considererei negativamente la realizzazione della seconda.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)Vorrei far rilevare una discordanza tra il testo della mozione e le parole del relatore. Nel terzo capoverso della mozione si dice: "Dà mandato al Presidente del Consiglio ed all'assemblea dei Capigruppo, di concerto con il Presidente della Giunta regionale, di predisporre nei tempi brevi una soluzione idonea a riunire in un solo edificio...", cioè non si sceglie alcuna localizzazione, per cui i servizi del Consiglio regionale potrebbero essere ospitati anche nell'attuale edificio, sia pure riadattato.
Viceversa, il relatore, nell'illustrare la mozione, sosteneva che la scelta dell'ex cinema Splendor fosse già comunque definita. C'è però da dire che le attuali previsioni del piano regolatore, che sono in via di rielaborazione, ma sulle quali sono ormai consolidati gli indirizzi del Consiglio comunale, sembrano non prevedere una proliferazione di uffici in quella zona e quindi neppure la trasformazione di ulteriori volumi edilizi.
Io non sono esperto di "immobiliarismo", come lo è molto meglio di me il relatore, ma mi sembra che i vincoli urbanistici siano decisamente contrari ad una soluzione di questo tipo.
Pertanto, il mio voto sarà favorevole alla mozione, anche perché si tratta di materia già ampiamente trattata - ricordo che era stata iniziata da me, allorché questa problematica venne discussa nell'ambito degli organi consiliari all'inizio della legislatura, anche se credo che se ne parlasse anche prima - purché il testo sia mantenuto così com'è e quindi si prenda atto che comunque non si opera alcuna scelta. In questo modo l'indicazione della mozione non verrebbe considerata vincolante, cosa che del resto si evince anche dalle parole del Consigliere Trione, quando dice: "Se non va bene lì, possiamo decidere diversamente...". Ciò, però, potrebbe anche far supporre che la maggioranza abbia già scelto quella soluzione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Je crois que deux sont les aspects de cette motion. Avant tout, on prend acte encore une fois du fait que les locaux et l'ensemble de l'organisation pour le Conseil ont des difficultés et des problèmes, ce qui se répète depuis quelque temps. Le fait qu'on va augmenter le nombre du personnel donne comme résultat l'augmentation des exigences. Par conséquent, il y a l'exigence d'avoir une structure qui ait des disponibilités différentes.
On a rappelé la délibération du mois de juillet pour dire que à ce moment-là cette décision paraissait avoir donné une réponse définitive à un problème urgent et qu'il fallait résoudre: le problème des locaux pour les différents groupes et pour le fonctionnement des mêmes au Saint Bénin.
A ce moment-là nous avions contesté le choix qu'on avait fait en disant qu'il était impossible de le réaliser. Aujourd'hui nous prenons acte du fait qu'il n'est pas possible d'utiliser ce site en tant que siège qui ne soit pas lié à une structure scolaire ou culturelle, ce qui était déjà clair à l'époque.
Aujourd'hui on nous propose une autre solution définitive et radicale, ce qui, du point de vue rationnel, est même possible et compréhensible. Je voudrais tout de même rappeler qu'à un moment donné on avait aussi examiné le choix de la caserne des carabiniers, en place Roncas, comme emplacement des locaux administratifs. On ne pouvait siéger là comme parlement régional car il y avait des difficultés. Il n'y a pas encore des études dans ce sens, mais tout de même il y a des problèmes.
A mon avis, un aspect est important: si on fait ce choix, on va aussi dans la direction, que tout le monde partage, qu'il y ait un minimum d'accord avec la Commune pour trouver un accord face au plan d'aménagement de la ville qu'on est en train de discuter.
On a évoqué le problème de l'achat du cinéma Splendor pour une raison très simple - et je reviens aux précisions qui ont été faites - car la deuxième Commission s'est occupée de ce problème pendant deux séances déjà, pour des raisons évidentes. D'un côté, on nous a présenté ici une variation de budget pour l'achat du cinéma Splendor, qui était urgent, et on a accepté d'augmenter de 8 milliards sans savoir la destination. En Commission on nous a dit que le cinéma Splendor a été étudié et qu'il y a un plan "di larga massima" pour prévoir de déplacer l'ensemble des bureaux du Conseil. C'est le contenu de la relation qui a été faite au sein de la Commission compétente.
Face à certaines difficultés, surtout pour ce qui est des problèmes de parking - je crois que c'est là le thème - et du réaménagement de l'ex-Splendor - mais je ne veux pas entrer dans le mérite car c'est un débat qui est encore en cours dans la commission compétente et il est inutile de le faire ici - le problème est lié au fait que l'on puisse exploiter le sous-sol, ce qui donne quelques préoccupations, car il s'agit d'un site qui est à côté des murs romains. Par conséquent, je crois qu'il y aura quelques problèmes de ce type. De ces perplexités est née l'autre idée de faire un auditorium.
Le problème important est de savoir, au moment où l'on va prendre une décision, si cette décision même a une valeur ou non, autrement on risque de faire ce qu'on a fait au mois de juillet: on dit qu'on va se déplacer là et après deux ans on vient dire que ce n'est plus possible, car on ne peut pas aménager des bureaux dans ce site.
Voilà, je crois qu'en principe on peut partager le fait de donner mandat, mais il y a encore toute une série de problèmes. D'un côté dire tout simplement que l'ancien cinéma Splendor sera le nouveau siège de la structure du Conseil régional est, au moins aujourd'hui, un peu "azzardato", car il y a encore une série de problèmes à résoudre.
On peut convenir sur le mandat, tout en souhaitant qu'on accepte avant tout de révoquer cette délibération et, par la suite, de prendre en considération les différents problèmes.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.
Faval (UV) Je ne veux pas entamer un colloque direct avec monsieur Trione, tout de même je crois qu'en lisant aussi l'autre partie, comme il souhaite, reste le doute de ne pas savoir quelle sera la destination de l'immeuble qui était un cinéma.
Monsieur Trione dit: "L'Amministrazione regionale aveva guardato al fabbricato come sede dei propri uffici. Queste scelte imporrebbero la demolizione del fabbricato e la costruzione di un nuovo immobile con tre o cinque piani fuori terra e di un sotterraneo adibito a parcheggio. Abbiamo però la preoccupazione che lo scavo porti alla luce reperti archeologici importanti e che tutto si debba fermare". Je ne peux que partager ce soucis parce que les derniers événements auxquels on a dû assister nous portent à avoir des soucis face à tout ce qui se passe à l'intérieur des murs romains.
Tout de même, il continue en disant: "Chiederemo quindi alla Sovraintendenza introspezioni preventive... - je ne sais pas exactement ce que c'est qu'une "introspezione", en tout cas - ...poi decideremo. L'indicazione dell'arch. Piccato su una destinazione ad auditorium evita lo scavo e diventa ancora più interessante". Si la lecture de cette phrase est correcte, on pourrait penser que, en disant "evita lo scavo e diventa ancora più interessante", l'on pense plutôt à l'auditorium pour éviter toute une série d'inconvénients, qui peuvent dériver de la nécessité d'abattre l'immeuble et de faire des fouilles pour y installer l'auditorium.
Je crois qu'il est normal que le Conseil régional, avant d'exprimer son avis sur une proposition faite par la majorité, sache exactement si à l'intérieur de la majorité il y a une volonté qui va dans le même sens, c'est-à-dire si on va déplacer les bureaux de la Présidence du Conseil directement à l'intérieur de l'ancien cinéma Splendor ou bien s'il faut, comme l'on dit ici, passer à travers une démolition de l'immeuble et une série de travaux. Ou bien encore, comme l'affirme l'hypothèse formulée ici, puisque destiner cet immeuble à auditorium provoquerait des interventions, même au point de vue financier, moins lourdes, passer à une hypothèse bien différente de celle qui a été présentée ici ce matin.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Forse non sono stato ben capito, per cui mi rifaccio al testo della mozione per precisare ch'io non ho proposto di apportare ad essa alcun emendamento. In sede di illustrazione ho esemplificato dicendo: "Potrebbe essere preso in considerazione l'ex cinema Splendor...", ma si tratta pur sempre di un discorso ipotetico, nel senso ch'io ritengo che quella soluzione potrebbe essere valida, ma prima dovrebbe essere discussa e valutata dal Consiglio, dalla Conferenza dei Capigruppo e dal Presidente della Giunta.
Pertanto, il testo della mozione rimane quello che conferma la necessità "di predisporre nei tempi brevi una soluzione idonea a riunire in un solo edificio rispondente alle esigenze urbanistiche, edilizie e funzionali, tutti i servizi connessi all'esercizio della funzione legislativa...". Precisato questo, richiamo l'attenzione dei consiglieri sulla lettura del testo proposto per l'approvazione.
Il secondo discorso concerne l'aspetto, non certo innovativo - anche perché non c'è niente da innovare - che il Consiglio, attraverso il suo Presidente e la Conferenza dei Capigruppo, assuma direttamente l'iniziativa e non stia a rimorchio della Giunta. Visto che con la legge n. 26 ci siamo dati un'autonomia funzionale, sollecito il Consiglio in questi termini: "Tu, Consiglio, sei artefice del tuo destino e della tua organizzazione, per cui non devi aspettare l'imbeccata del governo regionale. Prendi in mano questa iniziativa e cerca di risolverla d'intesa col Presidente della Giunta".
Questo è il significato della mozione, che a me sembra particolarmente importante. Si tratta di acquisire quel certo senso di responsabilità che il Consiglio fino ad oggi ha cercato di perseguire patteggiando con la Giunta, senza però pervenire mai ad alcuna soluzione.
E' vero che con questa proposta quasi certamente andremo contro la decisione assunta a suo tempo, perché sappiamo che lì non ci possono stare tutti i servizi, ed è probabile che si arrivi a modificare la scelta allora considerata praticabile, anche se non era delle migliori, a mio parere, però, oggi sbaglieremmo a voler insistere in quell'indicazione, perché in realtà non ci consentirebbe di risolvere tutti i problemi connessi alla funzionalità del Consiglio regionale e dei suoi organi.
Do anche ragione a quei consiglieri che hanno fatto osservazioni senza dare per scontata la scelta dell'ex Splendor, per la quale restano ancora da esaminare e risolvere dei problemi. La Giunta ci ha infatti proposto solo l'acquisto di quell'edificio, sulla base di una perizia i cui criteri potrebbero essere discutibili, perché fanno riferimento ai valori di mercato di un bene futuribile, che potrebbero anche essere diversi da quelli ipotizzati. Tuttavia, il senso vero e reale di tutto questo discorso è il seguente: "Signori consiglieri, come Conferenza dei Capigruppo e come Presidenza del Consiglio, d'intesa con la Presidenza della Giunta, assumiamo l'iniziativa, per trovare una soluzione". Saremo noi, però, ad indicare la soluzione, in modo che la Giunta non possa darci qualcosa di "octroyé", come è sempre successo in questa vicenda. Facciamo in modo da essere noi i protagonisti della scelta.
Pertanto, se riteniamo di andare allo Splendor, andiamoci. Se invece riteniamo di non andarci, andiamo pure da un'altra parte. Sia però il Consiglio a prendere questa iniziativa. Questo è il vero significato di questa mozione, al di là di tutte le parole che si possono dire.
Non voglio prendere in considerazione le osservazioni di carattere dietrologico fatte da altri consiglieri. Io ho l'impressione che l'attuale posizione del comune, che si è evoluta in materia di urbanistica, possa anche consentire un eventuale inserimento del Consiglio regionale e di tutte le sue attività in un fabbricato vicinissimo a questo e che quindi non aggraverebbe ulteriormente l'utenza gravitante in questa area. Questo però è un discorso di competenza del comune, perché noi facciamo solo delle ipotesi da verificare.
Pertanto, mi permetto di ribadire che il senso della mozione sta proprio in quello che vi si dice e che può essere così riassunto: prendiamo questa iniziativa, ma aspettiamo a proporre l'abrogazione della precedente deliberazione, perché non sappiamo cosa decideremo. Ci potranno essere opinioni diverse, ma ne saremo certi quando avremo una proposta, quando cioè il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta ed i Capigruppo avanzeranno una precisa proposta al Consiglio. Solo allora sapremo che cosa succederà. Nel frattempo, però, quella indicazione dovrebbe permanere, altrimenti la sua abrogazione confermerebbe la scelta di un'altra strada, mentre oggi noi scegliamo solo un metodo di lavoro, per dimostrare che intendiamo sollecitamente trovare una soluzione.
Detto questo e raccogliendo tutte le osservazioni ed indicazioni che mi sono sembrate interessanti ed opportune, io manterrei il testo di questa mozione, che oltretutto non indica alcuna soluzione, proprio perché dobbiamo ancora discuterne assieme. La mozione vuol solo significare che il Consiglio assume l'iniziativa per darsi una sede appropriata.
Colleghi consiglieri, approviamo subito questa mozione, in modo che poi possiamo decidere tutti insieme che cosa fare.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Io sono d'accordo con la mozione, evidenziando però che da un paio di anni sosteniamo che la soluzione del problema della sede del Consiglio regionale, che raggruppi tutti i servizi, l'aula..., e realizzabile in tempi brevi, è quella di riportare all'interno di questo palazzo tutte le funzioni attinenti alla Presidenza del Consiglio. Ci sembra che questa soluzione sia realizzabile ed anche in grado di dare adeguato prestigio e funzionalità ai servizi della Presidenza del Consiglio.
Sappiamo che nell'arco di poco tempo altri assessorati dovranno lasciare il palazzo regionale - l'Assessorato alla sanità si trasferirà in via De Tillier, nel Palazzo Darbelley appena ristrutturato, l'Assessorato all'industria dovrebbe trasferirsi in piazza della Repubblica... - per cui qui si libereranno degli spazi.
Se si vogliono occupare questi spazi solo per funzioni della Giunta, è un altro discorso, ma ciò è però possibile, anche perché è sbagliato prevedere un apposito palazzo per ogni organo del Consiglio, per ogni assessorato, per la Presidenza della Giunta, per la Presidenza del Consiglio..., perché la spesa diventerebbe veramente eccessiva. Io sono dell'avviso che dobbiamo evitare una eccessiva dilatazione delle strutture, che invece devono essere adeguatamente dimensionate alle nostre esigenze.
Con la dimensione che ha la Presidenza del Consiglio, io ritengo che sia possibile collocare in modo adeguato, all'interno di un piano o al massimo di due piani di questo edificio, tutte le sue funzioni. Poiché l'aula già esiste, tutto ciò si può fare nell'arco di pochi mesi o, al massimo, di un anno.
Questa è una strada percorribile già in questa legislatura, mentre tutte le altre ipotesi ci portano molto in là nel tempo e richiedono interventi di ristrutturazione o urbanistici di notevoli dimensioni e a volte anche discutibili in via di principio. Non capisco, infatti, per quale motivo il Consiglio regionale, che ha la sua sede all'interno di questo edificio, debba spostarsi, quando qui già esiste una struttura idonea, che è l'aula, che non è facile ricavare altrove.
Pertanto, io sono d'accordo sul fatto di trovare una soluzione idonea che tenda a riunire in un solo edificio tutte le funzioni della Presidenza del Consiglio, ribadendo, però, che la nostra tesi, che sosterremo anche in sede di Conferenza dei Capigruppo, è che bisogna riportare all'interno di questo palazzo tutte le funzioni della Presidenza del Consiglio.
Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind) Ho chiesto la parola per tornare sul punto dolente di questa mozione, cioè sull'accordo tra i diversi organi amministrativi, perché, se mai avevo qualche dubbio sulla predeterminazione di alcune scelte, ora tale dubbio si è fatto più concreto.
E' vero che sostanzialmente sono due, il Consiglio e la Giunta, gli organi che devono decidere, uno in via generale e l'altro in via operativa, nell'esecuzione di atti e leggi di finanziamento, ma manca il rispetto di un altro ente, cioè del comune di Aosta, della sua autonomia e della sua discrezionalità amministrativa. Noi continuiamo a fare delle scelte urbanistiche, accordandoci a livello regionale o dando indicazioni in questo consesso su posizioni prese dalla Giunta o dal Consiglio, mentre il Consiglio comunale di Aosta resta come una specie di convitato di pietra.
Lo si capisce bene quando si dice: "Accetteranno pure che sia localizzata nel volume dell'ex cinema Splendor una soluzione di questo tipo", che invece fino a qualche mese fa veniva esclusa, così come veniva esclusa "in toto", negli indirizzi generali, una soluzione di questo tipo, che aggiunge in modo così oneroso nuovi uffici sull'asse della via Festaz.
Ecco quindi che, se si vuole essere rispettosi delle autonomie, di queste specie di scatole cinesi, delle quali si vede solo quella esterna, ma non si riesce a scoprire ciò che c'è dentro, secondo me dovrebbe quantomeno esserci la presenza giuridica e politica del comune di Aosta, cosa che non si fa mai.
Pertanto, il mio voto favorevole è accompagnato dalla raccomandazione agli organi competenti a prendere in esame la situazione unitamente al comune di Aosta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.
Viérin (UV) Nous sommes sollicités à prendre une décision sur ce problème. Et ce, en nous proposant un choix concernant non la localisation du siège de la Présidence du Conseil régional, de ses bureaux et des services, mais plutôt une méthode de travail, à savoir la façon d'aborder ce thème.
Si nous pouvons, à cet égard, partager la proposition, vu que sur la base de la motion aucun choix n'a encore été effectué, (en effet la Présidence du Conseil, la Conférence des Chefs de groupe devront se pencher sur le problème et, sur la base de ce nouveau engagement du Conseil régional, prendre dans les délais les plus brefs, une décision).
Néanmoins, nous continuons à penser qu'il y a contradiction entre une procédure de ce genre et le maintien des ou de la décision précédente de cette assemblée du mois de juillet 1990.
Le rapporteur même nous a dit que, à son avis, le choix qui avait été indiqué à l'époque d'utiliser le collège Saint Bénin est un choix qui ne satisfait pas les exigences d'insertion dans une seule structure, dans un seul bâtiment, de tous les bureaux et les services de la Présidence du Conseil.
Il y a donc, contradiction avec ce que le Conseil a décidé au mois de juillet. Je veux relire cette délibération. Après avoir analysé le problème, mis en évidence les nécessités de la Présidence du Conseil, de ses services et de ses bureaux et surtout après avoir affirmé l'exigence pour le Conseil régional, en tant qu'organe législatif, d'avoir un siège propre, le Conseil régional avait "individuato come soluzione degli annosi problemi connessi con la carenza di locali e la mancanza di una sede idonea, la definitiva sistemazione del Consiglio regionale, con tutti i suoi organi, servizi ed uffici, in una propria sede da realizzarsi mediante la ristrutturazione dello stabile Saint Bénin, già sede dell'Istituto tecnico per geometri".
Or, comme méthode de travail, si nous ne révoquons pas cette délibération, je ne vois pas comment nous pouvons approuver la motion vu que, avec la résolution du mois de juillet, il y a déjà une décision ferme qui ne peut être examinée, qui ne peut être discutée.
A cet effet, nous avons présenté l'amendement, afin d'établir une procédure correcte d'analyse du problème. Nous pensons donc qu'il est nécessaire entreprendre cette nouvelle concertation, cette nouvelle analyse, mais en partant de zéro et, donc, en révoquant la délibération précédente, parce que si celle-ci est toujours en vigueur le Conseil a déjà décidé en la matière.
Je pense qu'on ne peut, en même temps, établir une méthode de travail, un principe d'ordre général pour déterminer quel sera le choix le meilleur et maintenir le choix déjà effectué.
Nous maintenons donc notre amendement et nous pensons que son approbation pourra éviter des malentendus sur les objectifs et les finalités que l'on veut atteindre avec cette motion.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Io non ho nessuna difficoltà, né di ordine logico né di ordine pratico, ad accettare la proposta di emendamento del Consigliere Viérin. Voglio però solo ribadire il senso ed il significato della mozione: essa vuole avviare una procedura che andrà quasi inevitabilmente a fare una scelta, che non conosciamo ancora, ma che probabilmente comporterà la revoca della precedente deliberazione. Se infatti noi diciamo che vogliamo trovare "una soluzione idonea a riunire in un solo edificio rispondente alle esigenze urbanistiche, edilizie e funzionali tutti i servizi connessi all'esercizio della funzione legislativa, di controllo, di indirizzo e di rappresentanza del Consiglio regionale", è chiaro che potremo anche arrivare a dire che quella soluzione è superata.
Pertanto, se vogliamo accettare l'emendamento, accettiamolo pure, perché, per quello che mi riguarda, io non mi formalizzo assolutamente. E' importante invece che noi diciamo che "Il Consiglio dà mandato alla Presidenza del Consiglio" - e qui forse mi ero espresso male, perché avevo detto "dà mandato al Presidente del Consiglio" - perché non vorrei che la precedente formulazione potesse escludere l'Ufficio di Presidenza, che ha proprio il compito di regolare il funzionamento del Consiglio.
Personalmente mi dichiaro assolutamente indifferente ad accogliere o meno l'emendamento del Consigliere Viérin, perché per me "ça va sans dire" che arriveremo a risultati diversi, ma se lo vogliamo scrivere fin d'ora, scriviamolo pure. Non ne faccio una questione di principio, perché non è una questione di principio sostanziale, ma è una questione puramente formale, anche perché, avviando questa procedura ed approvando questa mozione, noi arriveremo senz'altro a superare la precedente decisione, che altrimenti contrasterebbe con la mozione.
Lascio quindi al Presidente del Consiglio decidere sull'accettazione o meno dell'emendamento, che mi sembra solo formale e non sostanziale, perché non cambia la sostanza delle cose e per me è del tutto indifferente tanto accoglierlo quanto non accoglierlo. Se accoglierlo può significare avere un voto unanime, sono per l'accoglimento. Credo però che quello che ci siamo detti oggi sia abbastanza chiaro e preciso: si tratta di affrontare in termini nuovi, diversi e più incisivi, con il Consiglio protagonista della scelta, la questione della nuova sede del Consiglio regionale.
Presidente Do lettura di un emendamento presentato dai consiglieri Viérin, Rollandin, Stévenin e Perrin:
Emendamento Dopo la parola "autonomia", aggiungere il seguente punto:
- revoca la propria precedente deliberazione n. 1401/X del 13 luglio 1990".
Presidente Do ora lettura di un emendamento presentato dal Consigliere Milanesio:
Emendamento Sostituire le parole: "Dà mandato al Presidente del Consiglio" con"Dà mandato alla Presidenza del Consiglio".
Presidente Se il Consiglio è d'accordo, do lettura della mozione comprensiva degli emendamenti testé letti.
Mozione Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Nel prendere atto con soddisfazione della proposta di legge n. 262 che regolamenta l'autonomia funzionale del Consiglio stesso;
Ritiene indispensabile per una corretta e piena applicazione della legge addivenire ad una soluzione organizzativa e funzionale dei propri uffici e servizi che sia emblematica della nuova normativa e capace di dare una risposta definitiva alle numerose esigenze attualmente insoddisfatte;
Dà mandato
alla Presidenza del Consiglio ed alla Conferenza dei Capigruppo, di concerto con il Presidente della Giunta regionale, di predisporre nei tempi brevi una soluzione idonea a riunire in un solo edificio rispondente alle esigenze urbanistiche, edilizie e funzionali tutti i servizi connessi all'esercizio della funzione legislativa, di controllo, di indirizzo e di rappresentanza del Consiglio regionale, organi in cui si sostanzia la legittima sovranità del popolo valdostano e della sua speciale autonomia;
Revoca
la propria precedente deliberazione n. 1401/IX del 13 luglio 1990.
Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la mozione emendata testé letta.
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità
