Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2698 del 6 novembre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2698/IX Comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Dolchi (Presidente)Do comunicazione al Consiglio dell'attività svolta dalla Presidenza del Consiglio e dagli organi consiliari dal 23 ottobre in poi.

Disegni di legge presentati:

Disegno di legge n. 356, presentato dalla Giunta regionale in data 25 ottobre 1991: "Modificazioni alla legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, concernente norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta" (II Commissione).

In data odierna sono state presentate la legge finanziaria, disegno di legge n. 357, e la legge di bilancio, disegno di legge n. 358, che saranno assegnate in giornata.

Proposte di legge statale presentate:

Proposta di legge statale n. 8, presentata dai consiglieri del Gruppo consiliare dell'Union Valdôtaine in data 4 novembre 1991: "Costituzione della Repubblica federale italiana".

In data 31 ottobre 1991 la Giunta regionale ha ritirato il disegno di legge n. 323: "Integrazioni e modifiche alla legge regionale 22 dicembre 1987, n. 108, concernente norme per il recupero di materiali inerti naturali ai fini delle opere pubbliche per il riassetto delle escavazioni abbandonate, nonché alla legge regionale 19 ottobre 1989, n. 67, concernente coltivazioni di cave e torbiere e relativa polizia mineraria".

Disegni di legge vistati:

Disegno di legge n. 286, "Aggiornamento dei limiti di spesa di competenza della Giunta regionale in materia di concessione di contributi facoltativi e straordinari e di lavori pubblici".

Disegno di legge n. 302, "Sottoscrizione di capitale azionario della Società per azioni Raccordi Autostradali Valle d'Aosta".

Disegno di legge n. 300, "Interventi finanziari a favore dei comuni per il ripristino delle pavimentazioni delle strade manomesse nell'ambito del piano di metanizzazione regionale".

Disegno di legge n. 305, "Finanziamento dei lavori di ammodernamento e sistemazione della strada dell'envers".

Deliberazioni vistate:

Si comunica che il Presidente della Commissione di Coordinamento in data 31 ottobre 1991 ha vistato la deliberazione n. 2399/IX del 12 luglio 1991: "Approvazione ed impegno della spesa di lire 1.376.260.000 per la concessione di contributi ai sensi della legge regionale 10 gennaio 1961, n. 2, nelle spese per l'incremento del patrimonio alpinistico", per la quale erano stati richiesti e trasmessi chiarimenti.

Riunioni di Commissioni:

I Commissione: 1

II Commissione: 2

III Commissione: 1

IV Commissione: 1

V Commissione: 2

In data 12 ottobre, il Presidente dell'Associazione valdostana operatori di polizia municipale ha inviato a questa Presidenza una lettera con la quale evidenzia la situazione di disagio e le problematiche del servizio di polizia municipale. Fa notare che permangono ancora delle carenze nel settore, nonostante la Regione Valle d'Aosta abbia legiferato in materia, e chiede chiarimenti in merito al fatto che gli organi competenti non hanno tuttora adempiuto ad alcune scadenze in essa stabilite, quali la nomina del Comitato tecnico consultivo, l'istituzione dell'Ufficio regionale di polizia locale, la scuola regionale di polizia locale e la predisposizione del regolamento di attuazione.

Copia della lettera è stata inviata al Presidente della II Commissione consiliare permanente.

Dimanche 27 octobre j'ai participé, à Paris, à la Conférence des présidents des assemblées parlementaires des pays membres du sommet de la francophonie.

La réunion, qui s'est déroulée dans la salle du palais Bourbon, siège de l'Assemblée nationale, a été convoquée par M. Laurent Fabius, Président du Parlement français, dans le but de préparer avec les présidents des différents parlements francophones les thèmes qui seront discutés lors du sommet des chefs d'état et de gouvernement ayant en commun l'usage de la langue française, prévu à Paris les 19 et 20 novembre prochain.

Les représentants des vingt-neuf assemblées francophones ont abordé notamment le thème "Francophonie et démocratie", pour ce qui concerne, en particulier, les rapports entre les pays du nord et ceux du sud et les moyens par lesquels le nord peut aider le sud dans la recherche de la démocratie.

A la conclusion des travaux de la Conférence, les présidents des assemblées francophones ont rédigé un communiqué final dans lequel ils demandent aux chefs d'état et de gouvernement, qui se réuniront au sommet de Chaillot, d'accorder une priorité au thème de la démocratisation, dans la définition des objectifs fondamentaux de la coopération francophone à l'horizon de l'an 2000, et les invitent à associer plus directement les parlements et, à travers eux, les peuples qu'ils représentent, à la construction de l'espace de solidarité francophone.

Une copie du communiqué final a déjà été transmise à tous les conseillers régionaux.

I presidenti dell'Associazione dei presidenti delle comunità montane della Valle d'Aosta e della delegazione regionale Uncem della Valle d'Aosta hanno richiesto con lettera in data 29 ottobre 1991 di essere preliminarmente interpellati sui progetti di legge regionali, al fine di poter esprimere un proprio parere in merito.

Il Sindaco del comune di Châtillon ha inviato a questa Presidenza copia del documento sottoscritto dai consiglieri comunali nella seduta del 29 ottobre 1991, con il quale invitano la competente commissione consiliare ed il Consiglio regionale a voler valutare positivamente la richiesta di acquisizione del "Complesso Londres". Copia del documento risulta essere stato inviato al Presidente della Giunta regionale e al Presidente della II Commissione consiliare.

Il Presidente del Consiglio scolastico distrettuale del Distretto n. 2 ha inviato a questa Presidenza copia della deliberazione adottata dall'organo in questione in data 4 ottobre 1991, con la quale sollecita l'intervento dei competenti amministratori regionali per una soluzione complessiva, entro breve termine, dei problemi di edilizia scolastica presenti nel Distretto.

L'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili ha inviato a questa Presidenza in data 29 ottobre 1991 una lettera con la quale esprime il proprio risentimento per le disposizioni introdotte nel disegno di legge governativo sulla finanziaria 1991, relative alla categoria degli invalidi civili.

L'Associazione ritiene infatti che quanto disposto dai commi 2 e 3 dell'articolo 10 penalizzi inutilmente la categoria, reintroducendo superate discriminazioni tra disabili e limitandone l'assistenza specialistica e riabilitativa.

Gli insegnanti dell'Istituto professionale regionale di Aosta - laboratorio di falegnameria - hanno inviato a questa Presidenza una lettera, con la quale esprimono il loro disappunto in merito alla scelta operata dall'Amministrazione della Valle d'Aosta, che, a seguito della trasformazione, per disposizioni ministeriali, dei corsi professionali di congegnatore meccanico in corsi per operatori alle macchine utensili (omu), ha deciso di convertire in "omu" anche la sezione di falegnameria, senza comunicare i motivi di tale scelta agli insegnanti, genitori e allievi, né di provvedere all'acquisto delle necessarie attrezzature didattiche e all'organizzazione dei corsi di aggiornamento per il personale docente.

Il documento risulta essere stato inviato anche al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore della pubblica istruzione.

Colleghi consiglieri, fu troppo rilevante la sua presenza al Ministero degli interni negli anni '50, fu troppo evidente la sua azione come uomo di governo e dirigente della Democrazia Cristiana negli anni della ricostruzione e del duro scontro tra Democrazia Cristiana e Sinistra, in particolare PCI e PSI, perché anche questo Consiglio ed il suo Presidente, nel momento in cui scompare Mario Scelba, non ne ricordino la figura e la militanza politica veramente impegnata.

A nessuno sfugge che il suo impegno politico sia stato strettamente legato all'importante ed aspro momento storico in cui ha operato, diventandone protagonista e forse personaggio, verso il quale è legittimo coltivare, alternativamente, rancore o riconoscenza.

Se da molti è stato definito "il Ministro di polizia", reazionario e repressivo, fino ad essere accusato di aver fatto sparare sugli operai, per molti altri è stato, in una straordinaria stagione politica, come dice l'on. Forlani, "una guida ferma e coraggiosa, un coerente antifascista al servizio dello Stato".

Come sempre, "in medio stat virtus" e con questa ottica, secondo me, va esaminata l'azione di governo di Mario Scelba, un uomo coerente nella sua valutazione del potere e nella difesa, anche a volte autoritaria, di un ordine democratico, ancora fragile in quei periodi di scontri duri e frontali, in un periodo di travagliata ricostruzione.

I funerali di Stato hanno visto la partecipazione di tutte le rappresentanze delle istituzioni della Repubblica.

Alla Democrazia Cristiana giungano le condoglianze del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Terminano qui le comunicazioni del Presidente del Consiglio. Ha chiesto la parola il Consigliere Limonet; ne ha facoltà.

Limonet (DC)A nome della Democrazia Cristiana, vorrei commemorare Mario Scelba, che, come è già stato detto dal Presidente del Consiglio, è mancato la settimana scorsa all'età di novant'anni.

La sua rettitudine, il suo rigore e l'intransigenza amministrativa, come frutto di un fedele attaccamento alle istituzioni ed allo Stato, ne hanno caratterizzato l'attività politica, al punto che gli stessi avversari non hanno potuto che tributargli la loro ammirazione.

Nato il 3 settembre 1901 da famiglia contadina, nella Caltagirone di Don Sturzo, che fu anche suo padrino di cresima, si laureò in legge con una tesi sul regionalismo, e nel 1941, insieme ad Alcide De Gasperi, Guido Gonella e Giuseppe Spataro, fu tra i fondatori del partito che poi sarebbe stato chiamato Democrazia Cristiana.

Venne arrestato dai tedeschi durante l'occupazione, perché si dedicava alla redazione di un giornale clandestino che inneggiava alla libertà dell'Italia.

Dal 1947 al 1953 fu Ministro dell'interno ed il suo dicastero fu caratterizzato dalla riorganizzazione delle forze di polizia e dalla creazione de "La celere". Fu costretto ad usare metodi repressivi, che qualcuno ancora gli rimprovera, ma erano gli anni della ricostruzione di una nazione dopo un ventennio di esperienza totalitaria ed una guerra mondiale che l'avevano messa in ginocchio, e l'ordine pubblico era una condizione irrinunciabile per ridare fiducia alla gente, quando ancora il banditismo ed il rebbialismo erano molto diffusi.

Venne definito "il Ministro di polizia" e assunse con coraggio le sue responsabilità, giungendo anche ad essere piuttosto impopolare per le sue scelte.

Nel 1950 propose in Parlamento l'adozione di idonee misure legislative per scongiurare il ritorno di movimenti di ispirazione fascista e nel 1952 ricevette dalla Croce Rossa Italiana la medaglia d'oro per la sua opera a favore della popolazione del Polesine alluvionato.

Dal febbraio del 1954 al luglio del 1955 fu Presidente del Consiglio e si riservò la guida del Ministero dell'interno, realizzando la restituzione di Trieste all'Italia.

Nel 1983 si ritirò dalla politica attiva, ma, pur nel decadimento del corpo, mantenne una prodigiosa lucidità. Tre giorni prima di morire consegnò a Forlani il piano di collaborazione tra Arabi ed Israeliani, elaborato in sei articoli e con l'aggiunta di una postilla sulla "questione Arafat".

Di lui serberemo il ricordo di un uomo probo e leale con se stesso e con l'Italia, di un democratico e di un cristiano, che anche nei rapporti quotidiani ha saputo interpretare il suo mandato con alto senso di responsabilità e mai ha anteposto gli interessi personali o quelli dei gruppi politici al senso dello Stato.

E' significativo ricordare che il suo biglietto da visita, appena insediato al Ministero delle poste, fu l'incriminazione e l'arresto del suo sottosegretario, reo di aver commesso una serie di disonestà nei confronti dello Stato e del popolo italiano. Fu un duro, un italiano tutto d'un pezzo, come fu definito dal "New York Times" nel febbraio del 1945, ma un uomo coerente nella sua caparbietà e nel suo amore verso il partito, che considerava un mezzo di battaglia, ma non un organo protettore o depositario di interessi. Era un lavoratore incorruttibile, semplice ed esplicito fino all'ineleganza della sua schietta oratoria.

Amiamo pensare che l'insegnamento di Mario Scelba non vada perduto, ma possa essere per tutti un monito alla responsabilità verso i valori e gli impegni relativi al proprio mandato. Grazie.