Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2666 del 25 ottobre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2666/IX Lavori di costruzione del municipio di Valtournenche (Interpellanza).

Presidente Do lettura della interpellanza presentata dal Consigliere Maquignaz:

Interpellanza Preso atto che sono in corso i lavori concernenti la costruzione del municipio di Valtournenche;

Considerato che da più parti sono state sollevate delle perplessità e delle preoccupazioni sull'andamento dei lavori;

Ricordato che la ricostruzione del nuovo municipio insiste su un terreno caratterizzato da una fragile stabilità a causa della natura dei luoghi;

Evidenziato che sono stati sollevati dei dubbi sulla stabilità della casa parrocchiale;

Il sottoscritto Consigliere regionale

interpella

l'Assessore ai Lavori Pubblici per conoscere:

1) i tempi e le modalità di esecuzione dei lavori;

2) se corrispondono a verità le voci sulla inadeguatezza delle sottomurazioni che provocherebbe una situazione di instabilità nella zona circostante;

3) quali iniziative intende, eventualmente, assicurare al fine di porre rimedio agli inconvenienti sopracitati.

Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI)Come tutti sanno, sono in corso i lavori concernenti la nuova costruzione del municipio di Valtournenche; intendo ricordare che questi lavori hanno creato delle perplessità e delle preoccupazioni nell'ambito della popolazione locale, per i tempi di esecuzione, ma soprattutto per le modalità con cui questi lavori sono stati eseguiti, modalità che hanno nella sostanza provocato una situazione di instabilità e di pericolo per gli abitati circostanti. Situazioni di pericolo principalmente per la casa parrocchiale, dove si sono verificate delle lesioni sui muri che sono preoccupanti.

Ci troviamo di fronte ad una situazione che è abbastanza grave e che sicuramente provocherà un aumento dei costi per poter procedere a quelle palificazioni che si renderanno necessarie per risolvere il problema che si è venuto a creare.

D'altra parte bisogna pur dire che tutti erano a conoscenza che in quella zona gli interventi dovevano essere fatti con grande cautela e non forse in modo un po' superficiale come è avvenuto, con degli interventi che purtroppo hanno provocato la demolizione indiscriminata dei vecchi muri perimetrali, con degli scavi azzardati che hanno provocato l'attuale situazione di pericolo e di conseguente preoccupazione da parte della popolazione, soprattutto da parte di coloro che abitano nelle zone circostanti.

D'altra parte, sia nei progetti esecutivi, sia negli studi geologici, sia nelle conoscenze che si potevano avere, queste cose erano previste e segnalate, tenuto conto che si operava nel cuore del centro storico di Valtournenche, a ridosso della chiesa parrocchiale, a ridosso della casa parrocchiale, a ridosso di tutta una zona abitata, una zona che è nota per la sua instabilità e per la sua mancanza di compattezza, tant'è vero che quella zona viene definita "rovea".

Ho presentato questa interpellanza per sapere come intende muoversi l'Assessorato ai lavori pubblici di fronte a questa delicata situazione che si è venuta a creare in quella zona.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai lavori pubblici Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) Oltre a sapere come intende muoversi l'Assessorato e quali iniziative intende mettere in atto, mi pare che l'interpellanza sia stata fatta per conoscere i tempi e le modalità di esecuzione, quindi risponderò il più dettagliatamente possibile alle tre domande che sono state rivolte.

Per quanto riguarda i tempi e le modalità di esecuzione dei lavori. I lavori aggiudicati alla ditta "Silt Costruzioni" di Aosta, con delibera del 9 novembre 1990, sono stati consegnati alla stessa ditta il 27 febbraio 1991 ed iniziati in data 4 marzo 1991. In data 12 marzo 1991, durante l'esecuzione dei primi micropali, lungo il lato sud-est del fabbricato, si verificavano pericolose crepe interessanti tutta la facciata prospicente la piazzetta.

Si disponevano immediatamente dei sopralluoghi con i tecnici dell'Assessorato dei lavori pubblici e della Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali per constatare la situazione; nella riunione del 30 marzo 1991 si giungeva alla conclusione di demolire il fabbricato, data la materiale impossibilità di poter garantire l'incolumità dei lavoratori durante le necessarie opere di ristrutturazione.

La Sovrintendenza prescrisse, prima di iniziare la demolizione, di sottoporre alla propria approvazione il progetto di massima della variante. I lavori furono perciò sospesi dal 3 aprile 1991, non potendo proseguire in attesa delle prescritte autorizzazioni. Il progetto di massima fu approvato, per quanto di competenza dalla Sovrintendenza, in data 29 aprile 1991, ai fini della autorizzazione alla demolizione del fabbricato esistente, e, per quanto di competenza dell'Amministrazione comunale di Valtournenche, nella commissione edilizia del 9 maggio 1991.

Si passò quindi allo sviluppo del nuovo progetto esecutivo di variante che interessava tutti gli aspetti progettuali, sia l'architettonico che quello strutturale ed impiantistico. I lavori vennero ripresi in data 8 luglio ed interessarono per prima cosa la demolizione del fabbricato esistente.

Il tempo contrattuale per la consegna dei lavori, pari a cinquecento giorni naturali e consecutivi, avrebbe dovuto scadere il 17 ottobre 1992; ma con queste varianti che sono state rese necessarie e con questi imprevisti, la previsione è che i lavori potranno terminare verso la fine del 1993.

Quanto alla seconda domanda, dove si chiede se vi sono state inadeguatezze nelle sottomurazioni e se queste hanno provocato situazioni di instabilità nella zona circostante, il fabbricato, di proprietà della curia adiacente il vecchio fabbricato del municipio, si è rilevato essere costruito in muratura di pietra a secco e senza alcuna fondazione.

Il terreno di fondazione è risultato essere limo glaciale con presenza di falda acquifera, con profondità variabile da circa quattro ad otto metri sotto il piano di imposta delle fondamenta del fabbricato.

Dovendosi andare a realizzare due piani sotto l'attuale livello della piazzetta ad una profondità di otto metri, sono state previste le seguenti opere di sottomurazione della casa parrocchiale: scavo a sezione obbligata aperta sino alla quota di un metro circa sotto il piano delle fondazioni; realizzazione di un muro in cemento armato in corrispondenza dello spigolo della casa parrocchiale, dell'altezza di tre metri e mezzo e larghezza al piede di un metro e mezzo, dimensionato per contrastare la spinta del sovrastante fabbricato e dotato di fori passanti sul piede per l'intestazione di micropali di fondazione; realizzazione di una paratia di micropali del diametro di centoquattordici millimetri iniettati di calcestruzzo in ragione di tre ogni metro, profondi nove metri e ancorati al piede del muro in cemento armato; tirantatura della paratia mediante tre tiranti in un senso e due nell'altro, della lunghezza di venti metri, opportunamente contrastati a mezzo di una trave di ripartizione in profilato di acciaio, poggiante sui micropali ad un metro sotto il piano di imposta del muro in cemento armato; scavo del terreno a sezione aperta a filo della paratia ed esecuzione di un setto di contenimento in cemento armato, solidarizzato con la paratia, dello spessore di trenta centimetri fino alla quota delle fondazioni del nuovo fabbricato e ancorato al muro verso l'intercapedine in cemento armato, ogni tre metri.

Verso la piazzetta prospicente la casa parrocchiale e la casa privata di proprietà Carrozza sono state previste invece le seguenti opere: scavo a sezione aperta sino alla quota di tre metri; realizzazione di una paratia di micropali del diametro di centoquattordici millimetri iniettati di calcestruzzo in ragione di tre ogni metro, profondi nove metri; scavo del terreno a sezione aperta a filo della paratia; esecuzione di un setto di contenimento in cemento armato, solidarizzato con la paratia, dello spessore di trenta centimetri, fino alla quota delle fondazioni del nuovo fabbricato e ancorato al muro verso l'intercapedine in cemento armato, ogni tre metri.

Questo per far vedere che si è fatto certamente tutto quello che era tecnicamente possibile per rendere adeguati i lavori di sottomurazione sia verso la casa parrocchiale che verso le altre proprietà private.

Per quanto riguarda la terza domanda, che vuol conoscere le ini-ziative che si vogliono mettere in atto per assicurare un rimedio a questi inconvenienti, vi è da dire che le piccole lesioni provocate nei fabbricati adiacenti sono dovute al riflusso naturale del terre-no e alla presenza superficiale della falda acquifera, che con le leggere vibrazioni indotte dalla trivellazione dei micropali, sep-pure eseguita a rotazione anziché a percussione, producono dei microassestamenti. Tuttavia queste lesioni non sono tali da com-promettere la stabilità dei fabbricati e verranno immediatamente ripristinate dall'impresa non appena finite le opere di sottomurazione e verificate le condizioni finali di assestamento.

Con questi lavori, pur riconoscendo che si è trattato di intervenire in un luogo molto delicato, come ha già ricordato il Consigliere Maquignaz, ritengo che si possa pensare di rimettere in sesto i danni che sono stati provocati e di eseguire dei lavori che possano essere considerati del tutto sicuri, e quindi allontanare quelle giuste preoccupazioni che sono state sollevate con l'interpellanza.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Ringrazio l'Assessore per la risposta; prendiamo atto che i lavori dovrebbero terminare entro la fine dell'anno 1993, e d'altra parte, se le cose stanno nel modo in cui sono state elencate, mi rendo perfettamente conto che si tratta di una situazione non facile e che per essere risolta comporta degli interventi a tempi lunghi.

Mi auguro altresì che gli interventi tecnici che sono stati illustrati dall'Assessore, che consistono in sottomurazioni, palificazioni e inserimento di micropali, servano ad arginare questa situazione di instabilità che si è creata in quella zona.

Concludo questa mia interpellanza con una raccomandazione all'Assessore, di adoperarsi per un controllo periodico affinché questi lavori vengano eseguiti nel migliore dei modi. Colgo anche l'occasione per chiedere se è possibile avere una copia di questa minirelazione tecnica che è stata illustrata in Consiglio.