Oggetto del Consiglio n. 2633 del 23 ottobre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2633/IX Aumento del prelievo fiscale sulla casa. (Interpellanza).
Dolchi (Presidente) Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Bich:
Interpellanza Preso atto delle proposte del Governo nazionale volte a produrre una manovra economica del risanamento della finanza pubblica;
Rilevato che detta manovra aumenta il carico fiscale sulla casa mediante la ridefinizione delle rendite catastali e conseguentemente IRPEF e ILOR;
Constatato che la città di Aosta viene innalzata al primo posto nella valutazione delle nuove rendite;
interpella
il Presidente della Giunta e la Giunta per conoscere:
a) con quale criterio e da quale organo e ufficio sono state definite le nuove rendite;
b) quali sono le valutazioni che hanno determinato l'incremento massimo in Italia (città capoluogo) degli indici relativi alle nuove rendite catastali;
c) quale riverbero potrà avere il nuovo prelievo fiscale sulla casa e sull'indice generale del costo della vita in Valle d'Aosta.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Vicepresidente Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind) Con questa interpellanza non ho inteso certamente riprendere il tema di attualità relativo alla manovra economica e al risanamento della finanza pubblica, ma semplicemente valutare un aspetto, che non è un aspetto secondario, ma che colpisce determinate rendite relative agli immobili, colpite in questa manovra fiscale da ulteriori prelievi da parte della mano pubblica.
Si tratta delle tabelle delle rendite catastali, che hanno creato non poco marasma in questi ultimi tempi, in particolare nella nostra Regione, a seconda delle tabelle presentate alla stampa.
Alcuni giornali hanno riportato dei valori, altri li hanno modificati, ma da tutte queste tabelle emerge un dato sconfortante, cioè la nostra Regione è stata posta in testa alla classifica per la rivalutazione della rendita catastale.
Siamo passati quindi da valutazioni di immobili che si ritenevano dei cascami immobiliari, e da risultanze molto modeste delle loro rendite, a dei veri e propri pezzi di antiquariato dove le rendite sono salite alle stelle. Basta citare i negozi e gli uffici per i quali nella città di Aosta si è calcolata una rivalutazione di 3-4 volte la rendita precedente, quindi del 2-300 per cento di rivalutazione.
La mia domanda è semplice: vorrei sapere se la valutazione di queste rendite è stata determinata attraverso degli organi collegiali, attraverso delle commissioni, o se è frutto di una certa discrezionalità relativa ad una valutazione tecnica sulla rendita catastale stessa.
Inoltre vorrei sapere se la Valle d'Aosta improvvisamente è balzata in testa a queste classifiche per dei dati oggettivi, risultanti quindi da statistiche o da dati rilevati sul territorio e posti in comparazione con altri dati.
Il terzo punto della interpellanza vuol fare evidenziare un dato, cioè l'aumento delle rendite catastali, dei negozi e degli uffici costituisce anche un aumento delle locazioni non gravate dalla legge 392, e pertanto un riverbero certamente sul paniere della spesa, quindi sull'inflazione generale, sul costo della vita che si può valutare in Valle d'Aosta. Si tratta di valutazioni che verranno poi riprese dalle commissioni regionali per la definizione del costo della vita e della incidenza del costo della vita stessa, che in questo caso mi sembra particolarmente oneroso e avente quindi un rilievo negativo anche sul tasso di inflazione nella nostra Regione.
Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore dell'Ambiente, Territorio e Trasporti Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (DC) Il decreto del Ministro delle Finanze del 20 gennaio 1990, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 31 del 27 febbraio 1990, ha disposto la revisione generale degli estimi del catasto edilizio urbano, dettando i criteri ed individuando gli organi competenti alla determinazione delle nuove tariffe d'estimo e delle nuove rendite catastali.
In particolare in Valle d'Aosta, l'ufficio tecnico erariale di Aosta ha effettuato le valutazioni e le elaborazioni sulle diverse tipologie costruttive e per ciascun comune della Regione. Ai valori di mercato ottenuti sono stati applicati i tassi di redditività stabiliti dal Ministero delle Finanze. Le tariffe unitarie così determinate sono state sottoposte all'esame della commissione censuaria centrale di Roma, la quale ha perequato dette tariffe rispetto all'analogo lavoro effettuato da tutti gli altri uffici tecnici erariali del territorio nazionale delle diverse province.
Per completezza, si aggiunge che le tariffe d'estimo attengono solo agli immobili a destinazione ordinaria appartenenti alle categorie A, B e C.
Per calcolare la rendita attribuita al proprio immobile, ai fini dell'imposta sui redditi, il contribuente deve moltiplicare la tariffa che interessa l'immobile in base al comune, la zona censuaria nel quale è collocato e alla categoria e classe, sulla cui base è stato accatastato, per la consistenza dell'unità immobiliare medesima. Per gli immobili a destinazione speciale a stima diretta, cioè individuale, appartenenti alle categorie D ed E, gli uffici tecnici erariali hanno direttamente calcolato le rendite e le stesse sono state in pubblicazione dal primo settembre fino al 30 settembre presso i comuni, e per i comuni capoluogo di provincia presso gli uffici tecnici erariali di ogni città. Questo relativamente alle richieste dell'interpellanza dei punti a) e b).
Per quanto riguarda il terzo punto, la legge 29 dicembre 1990 n. 405, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria 1991", ha stabilito che le modificazioni derivanti dagli estimi del catasto edilizio urbano mediante nuove tariffe e nuove rendite catastali, disposta con il decreto del Ministro delle Finanze del 20 gennaio 1990, hanno effetto a decorrere dall'1 gennaio 1992 ai fini della determinazione della rendita dei fabbricati, nonché per la rettifica dei valori degli atti pubblici formati e le scritture private autenticate e di quelle non autenticate presentate per la registrazione, degli atti giudiziari pubblicati o emanati, delle successioni aperte e delle donazioni poste in essere successivamente al 31 dicembre 1991.
Pertanto i nuovi estimi entreranno in vigore, ai fini come sopra evidenziati, relativamente agli atti di trasferimento immobiliari e delle successioni, imposte di registro, di successione e INVIM, a partire dall'1 gennaio 1992, ai fini dell'IRPEF, ILOR e IRPEG, a partire dal 1993 per i redditi del 1992.
Per converso i nuovi estimi dovranno essere utilizzati immediatamente per i calcoli dell'Invim straordinaria, istituita con disegno di legge 13 settembre 1991, n. 299, recante "Disposizioni concernenti l'applicazione nel 1991 della imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, di cui all'articolo 3 del DPR 26 ottobre 1972, n. 643, i versamenti dovuti a seguito delle dichiarazioni sostitutive in aumento del reddito dei fabbricati e l'accertamento di tali reddito, nonché altre disposizioni tributarie urgenti", ai fini della non assoggettabilità a rettifica da parte dell'ufficio del registro del valore dei fabbricati.
Quindi per quanto riguarda il riverbero che potrà avere il nuovo prelievo fiscale sulla casa e sull'indice generale del costo della vita in Valle d'Aosta, si rileva che il costo delle locazioni incide sul calcolo del numero indice dei prezzi al consumo delle famiglie, degli operai e degli impiegati in misura pari al 4 per cento.
Non è però possibile determinare a priori la variazione delle locazioni conseguente all'aumento degli estimi catastali. Allo stesso modo è difficile individuare il riverbero che avranno le nuove tariffe d'estimo sul prezzo degli immobili, anche perché non è possibile rilevare statisticamente la corsa alle compravendite che pare essere in atto, stimolata dal timore degli effetti dei nuovi estimi catastali in vigore per le compravendite dal prossimo anno.
D'altra parte, in un'indagine effettuata da un giornale finanziario nazionale (Il Sole 24ore del 14 ottobre) risulta che ad Aosta il mercato immobiliare si muove a ritmo molto lento, con scarse compravendite e quotazioni che crescono al di sotto della media nazionale.
Lo scorso anno il fatturato è stato inferiore a venti miliardi di lire, e quest'anno si toccherà un livello più basso, dato che in vendita ci sono abitazioni di piccole dimensioni e in discreto stato di manutenzione. C'è una consistente domanda per il centro storico, ma l'offerta è inesistente, mentre si trovano case in vendita nei quartieri costruiti negli anni 60.
Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind)Ringrazio l'Assessore per l'esauriente risposta che comples-sivamente mi soddisfa sul piano tecnico e sulla puntualità degli oggetti presi in esame. Quel che viceversa mi lascia perplesso è la risposta politica.
Probabilmente noi potevamo incidere sull'ufficio tecnico erariale per dei dati comparativi un po' più equi: mi sembra impossibile che con le zone di plusvalenza che si presentano in tutto il paese, in particolare le zone di massimo pregio turistico ambientale che non sono solo in Valle d'Aosta, riportino solo la nostra Regione in testa alle classifiche per la rivalutazione degli estimi catastali, e che quindi sotto questo aspetto poi si abbia una ricaduta negativa nelle zone anche di non elevato pregio, come possono essere le zone di abitazione intensiva, come possono essere Aosta e dintorni, dove si sta rilevando una tensione abitativa non indifferente e dove già siamo penalizzati per il galoppante incremento del costo della vita.
D'altronde nella relazione dell'Assessore spicca come dato negativo il possibile aumento del 4 per cento dell'incremento di spesa per le famiglie di impiegati - la famiglia tipo diciamo - e comporta decisamente un tasso inflattivo più elevato di quello che si può rilevare in altre Regioni.
La mia raccomandazione, in coda a questa interpellanza, è se è possibile ancora intervenire per dare una ponderazione più equa sulla valutazione di questi estimi.
