Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2620 del 23 ottobre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2620/IX Criteri per la predisposizione del bilancio di previsione per il 1992. (Reiezione di mozione).

Presidente Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:

Mozione E' ormai a noto a tutti che l'I.V.A. da importazione (che dall'inizio degli anni '80 ad oggi ha rappresentato la voce più grossa delle Entrate del Bilancio regionale) e destinata a ridursi drasticamente nei prossimi anni per effetto della realizzazione del Mercato Unico Europeo.

Questa consapevolezza (presente da tempo in alcune forze politiche, è diventata più recentemente un dato riconosciuto da tutti) impone una particolare cautela nel l'utilizzazione delle entrate dell'I.V.A. da importazione.

Appare, quindi, opportuno che nella predisposizione del Bilancio di pre-visione per il 1992 e del Bilancio triennale 1992-1994 si adottino accor-gimenti in grado di evidenziare l'apporto reale all'Entrata dell'I.V.A. da importazione e la sua utilizzazione inviata nella parte Spesa.

Pertanto, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

delibera

di impegnare la Giunta regionale ad attenersi ai seguenti criteri della predisposizione del Bilancio di previsione per il 1992 e per il triennio 1992-1394:

1) nella Parte entrate distinguere, mediante due distinti capitoli, le entrate dell'I.V.A. da importazione da quelle dell'I.V.A.;

2) nella Parte spesa, utilizzare i proventi dell'I.V.A. da importazione solo per capitoli concernenti spese di investimenti ed indicando in un apposito allegato l'elenco di tali capitoli.

Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Credo che l'argomento posto da questa mozione, che era già importante ed attuale nei mesi scorsi quando era stata presentata (la presentazione risale all'estate del 1991, anche se non è mai stata discussa dal Consiglio), diventi ancora più importante dopo i recenti avvenimenti alla Camera dei Deputati, che hanno affrontato questo nodo dell'IVA da importazione attraverso l'ormai noto emendamento presentato da alcuni parlamentari di vari Gruppi, che hanno chiesto la soppressione dell'IVA da importazione per quanto riguarda gli introiti della Regione Valle d'Aosta. E' questo un ulteriore elemento che ci deve spingere a valutare con molta attenzione questo argomento ed a prendere una posizione da parte di questo Consiglio, che sia innovativa rispetto a quanto è successo finora.

Nell'illustrare la mozione partirei da alcuni dati, su cosa ha rappresentato l'IVA da importazione per il bilancio della Regione Valle d'Aosta. Nel decennio 1981-1990, cioè da quanto è stato approvato un nuovo ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta fino allo scorso anno compreso, la quota di spettanza della Regione sull'IVA da importazione riscossa all'autoporto di Pollein e incassata dalla Regione (parlo dei 9/10 incassati dalla Regione) ha ammontato complessivamente a 2780 miliardi, con una crescita progressiva dai 147 miliardi del 1981 (primo anno di assegnazione) a 381 miliardi del 1990. Non ho i dati aggiornati complessivamente sul 1991, ma credo che siamo sui livelli dello scorso anno. Quindi si tratta di una quota molto importante, sappiamo che l'IVA da importazione rappresenta la più alta entrata del bilancio della Regione Valle d'Aosta, quindi è un provento che deve essere seguito con cura ed utilizzato con molta circospezione, proprio per la entità della cifra rappresentata dall'IVA da importazione.

Sappiamo tutti che questa entrata è una entrata a rischio, non solo ma ormai possiamo tranquillamente affermare che è una entrata a termine, nel senso che sono in atto una serie di modificazioni che comporteranno una riduzione fortissima di questa entrata per la Valle d'Aosta: non scomparirà l'introito da IVA da importazione, ma è destinato nell'arco di pochi anni a ridimensionarsi in modo drastico.

Il motivo principale per cui questo ridimensionamento avverrà non è legato tanto a scelte possibili da parte dello Stato italiano nei rapporti con la Regione, ma è legato al processo di unificazione dell'Europa e alla creazione del Mercato Unico Europeo. Sappiamo che il Mercato Unico Europeo farà un passo avanti sostanziale con il primo gennaio 1993, a partire da quella data scompariranno le dogane interne fra i paesi che costituiscono la comunità economica europea, scomparirà il concetto di importazione fra i paesi CEE, quindi tutta la materia verrà affrontata in modo diverso.

Ormai queste sono notizie note e scontate, leggo comunque dalla rivista "Il fisco" del maggio 1991: "La soppressione delle frontiere fiscali fra i paesi della CEE comporta necessariamente l'abolizione delle nozioni di esportazione e di importazione, relativamente agli scambi posti in essere nell'ambito dei paesi comunitari. Dopo detta soppressione si avrà infatti esportazione solo quando i beni verranno spediti o trasportati verso paesi terzi, e importazione quando i beni provenienti dai paesi terzi saranno introdotti all'interno della cinta doganale comunitaria. Conseguenza di ciò sarà l'applicazione del regime di tassazione all'origine".

La creazione del Mercato Unico trasferisce l'IVA alla fase iniziale e non più alla fase di destinazione. E' chiaro che questo processo di creazione del Mercato Unico Europeo, con tutti i problemi che comporta, pone una serie di problemi tecnici che devono essere risolti, di allineamento di aliquote IVA, di camere di compensazione fra i vari stati membri, per cui è prevista fin d'ora una fase transitoria di alcuni anni (si dice fino al 1996), in cui saranno consentite delle deroghe alla tassazione di origine, per cui alcuni prodotti potranno continuare a pagare l'IVA a destinazione. Questo però riguarderà solo alcuni prodotti e non tutte le merci.

Leggo ancora da questa rivista specializzata: "In presenza degli anzidetti impedimenti, è stato ormai deciso che a decorrere dal primo gennaio 1993 troverà applicazione un regime transitorio con il quale saranno introdotte numerose deroghe al sistema di tassazione all'origine, ferma restando bene inteso l'abolizione delle frontiere fiscali".

Nello stesso tempo però ci sarà un intervento sulle aliquote IVA, ed è già stato deciso l'allineamento delle aliquote IVA di tutti i paesi CEE su due fasce molto più ristrette delle attuali. Faccio un solo esempio: l'aliquota IVA per quanto riguarda le carni bovine e suine, che attualmente è del 19 per cento, verrà ridotta al 7 per cento. Già solo questo dato, siccome sappiamo qual è l'incidenza che sugli introiti dell'IVA da importazione all'autoporto di Pollein ha l'IVA sulle carni bovine e suine, può darci una idea di quelle che sono le trasformazioni in atto e quali saranno le conseguenze di questo fenomeno.

Quindi abbiamo di fronte nell'arco di pochi anni una prospettiva di una scomparsa totale dell'IVA da importazione per i prodotti provenienti dai paesi CEE e di una sopravvivenza soltanto della importazione da paesi terzi. Già adesso è in atto e si accentuerà nella fase transitoria un processo per cui è sempre più divaricato il rapporto fra i camions che passano attraverso la Regione Valle d'Aosta, che transitano attraverso il tunnel del Monte Bianco e il tunnel del Gran S.Bernardo, e quelli che fanno sdoganamento all'autoporto di Pollein. I TIR che fanno operazione di sdoganamento sono 55-60mila all'anno contro i 750-800mila all'anno che transitano attraverso il tunnel del Monte Bianco, e poi c'è un'altra quota che passa attraverso il tunnel del Gran S.Bernardo. Già questo ci dà l'idea di una sproporzione spaventosa fra quello che è il livello di traffico, che questo comporta a livello di inquinamento, di pericoli, di costi per le infrastrutture, e invece la fascia molto stretta di TIR che fanno operazioni di sdoganamento e che riversano poi una quota delle entrate nelle casse della Regione, quota e fascia di TIR che è destinata a ridursi ulteriormente nell'arco dei prossimi anni e a quasi azzerarsi sul lungo periodo.

Quindi credo che il problema sia molto serio. Ho sentito nei mesi scorsi che di fronte al fatto che veniva riproposto questo tema, veniva data una risposta abbastanza superficiale di questo tenore: non dobbiamo preoccuparci, perché sappiamo che questa entrata è destinata a scomparire, ma lo stato italiano dovrà darci qualcosa in cambio.

Credo che questo ragionamento non indica una eventualità né molto probabile, né a mio avviso giustificata. Non è molto probabile, perché la dimostrazione l'abbiamo in quello che è successo nelle settimane scorse. Ormai sappiamo che questa IVA da importazione, riscossa dalla Regione Valle d'Aosta, e che poi è stata estesa con provvedimenti legislativi più recenti anche alla Regione Trentino Alto Adige, ripartita in quote fra le due province autonome, è sotto l'attenzione di tutti quelli che esaminano il bilancio dello Stato, e non è solo l'emendamento Usellini che ha sollevato questo problema; ricorderemo tutti in questo Consiglio che nel 1988 c'è stata la commissione Giarda, commissione sulla spesa pubblica, che fece un'analisi approfondita del rapporto fra regioni a statuto speciale e regioni a statuto ordinario, degli ordinamenti finanziari, della ripartizione delle quote, soffermandosi anche sul concetto IVA da importazione, e la conclusione di questa commissione credo sia conosciuta, perché poi ci furono dei dati ufficiali. La commissione Giarda concludeva le sue valutazioni dicendo: "E' in ogni caso da ritenere auspicabile un intervento urgente sulla normativa finanziaria della Regione Valle d'Aosta, che ha dato luogo al più vistoso caso di sperequazione, per ridurre le quote di compartecipazione ai tributi erariali dagli attuali eccessivi 9/10 e per sopperire la partecipazione della Regione stessa al gettito dell'IVA sulle merci importate, transitanti dalle dogane valdostane".

Questo è un documento del 1988, sappiamo anche che su questa base l'On. Amato, allora vicepresidente del Consiglio e anche ministro del tesoro, propose pari pari queste cose nella legge finanziaria del 1989, e ci furono le solite trattative e i soliti interventi, per cui alla fine il riparto fiscale non venne toccato, ma vennero tagliati dei finanziamenti alla Regione sui fondi di settore agricoltura, trasporti eccetera, secondo la linea che poi è proseguita negli anni successivi.

La vicenda recente dell'emendamento presentato dall'On. Usellini, e in commissione dai capigruppo del PSI, dal ministro-ombra del PDS, Visco, e da un liberale, non scopre niente di nuovo ma si inserisce in un filone che ormai è consolidato nei tecnici e nei politici che seguono più attentamente le finanze dello stato, e che dal punto di vista di chi si pone di fronte ad un problema di deficit dello stato non può che affrontare questo nodo rappresentato dall'IVA da importazione della Valle d'Aosta, che rappresenta un fatto anomalo all'interno dell'ordinamento finanziario.

Di fronte a questa situazione, quando ci sono concrete minacce di un intervento per scelta politica di taglio sull'IVA da importazione, ancora prima che questa venga falcidiata dal processo di unificazione europea, pensare che automaticamente lo stato possa con un altro tipo di intervento attribuire alla Regione Valle d'Aosta 400 miliardi all'anno in sostituzione di questa imposta, io lo ritengo abbastanza poco probabile e da tutta una serie di ragionamenti, se vogliamo farli dal punto di vista della onestà intellettuale, non possiamo che convenire che questo provvedimento non è neppure giustificabile e richiedibile.

Allora bisogna pensare ad un futuro, in cui avremo una dimensione diversa del bilancio regionale, oppure possiamo continuare ad avere questa dimensione del bilancio regionale, ma è chiaro che la Regione Valle d'Aosta deve preoccuparsi di fare una politica della entrata, che non ha mai fatto, e deve preoccuparsi di gestire una politica della spesa diversa.

Qui allora casca la questione della mozione. Da anni, non da oggi, abbiamo fatto presente questa situazione, poniamo con forza il problema di gestire l'entrata dell'IVA da importazione come una entrata straordinaria, eccezionale, a termine, destinata a contrarsi ferocemente e quindi da usarla non per la ordinaria amministrazione, ma come capitolo a sé nella entrata e come destinazione finalizzata nella spesa. Cosa vuol dire questo? Che quegli introiti non devono mai andare a finire nella spesa corrente, ma devono essere usati solo per interventi straordinari mirati, in grado di produrre lavoro, ricchezza, produzione e solidità economica locale, che è poi quella da cui possono scaturire quelle quote dell'IVA che domani rimarranno in Regione perché sono frutto della produzione e della ricchezza locale. Questo a noi sembra un discorso responsabile, corretto, che guarda lontano, che non va a rivendicare assistenzialismi finanziari, che si pone correttamente il problema di una autonomia economica della nostra Regione. E' un discorso che avevamo già fatto in passato e lo riproponiamo con forza.

Del resto devo dire che non è solo il nostro Gruppo politico che ha posto questo problema; in passato, il PCI ha fatto questa stessa proposta, non solo ma nel programma di legislatura 1988-1993 (e lo rileggo perché mi sembra importante) c'è una precisa proposta in questo senso, quindi mi aspetto che il PDS prenda una posizione in Consiglio coerente rispetto a questa impostazione programmatica che è stata presentata agli elettori. Leggo dalla proposta programmatica del PCI: "Utilizzo mirato dei proventi straordinari. Il terzo punto cardine per un programma innovatore riguarda l'uso dei proventi straordinari derivanti dal prelievo dell'IVA sulle merci in transito. La Giunta regionale sta iniettando queste risorse nel bilancio ordinario, sostenendo in modo artificiale una economia che viene drogata, per rimanere al parallelo con il corpo umano, disegnato in occasione della discussione sul bilancio di previsione 1988. Una economia che rischia pertanto il collasso per overdose da un momento all'altro e tra pochi anni una drammatica crisi di astinenza. Noi comunisti abbiamo proposto e proponiamo di considerare queste risorse extrabilancio, da destinare a pochi e ben mirati progetti di modernizzazione della nostra Regione, per creare le condizioni affinché una parte di ricchezza che oggi transita attraverso la Valle d'Aosta e sulla quale tratteniamo l'IVA possa venire prodotta in Valle".

Qui siamo al di là della politica, qui siamo semplicemente alla onestà intellettuale, siamo alla responsabilità rispetto al futuro che ogni amministratore deve avere. Se non si fa questo tipo di discorso, ci si vuole chiudere gli occhi di fronte alla realtà e non si vuole operare seriamente rispetto al futuro.

Noi riproponiamo con forza questa questione, ci auguriamo che il Consiglio regionale voglia cogliere questo tipo di impostazione, che fin dal prossimo bilancio di previsione per il 1992, che poi è un bilancio triennale che si proietterà fino al 1994, sia prevista questa impostazione nuova; so che non sarà indolore per la gestione del bilancio ma è necessaria. Sappiamo che ci sono previsioni di un aumento dell'organico regionale, nuove assunzioni, si parla di 400 nuove assunzioni, ci sono espansioni di spese, dobbiamo vedere se tutto questo è sopportabile da parte di un bilancio regionale in un arco di tempo lungo, non solo nella contingenza, non solo nei mesi successivi, non solo da qui fino alle elezioni regionali del 1993, perché se ragioniamo solo in quei termini facciamo un pessimo servizio alla comunità.

Nel concludere, vorrei fare una piccola osservazione, che non è direttamente attinente alla questione della gestione nel bilancio dell'IVA da importazione, che è il tema della mozione, ma rispetto alla questione discussa in parlamento, emendamento Usellini eccetera. Noi abbiamo sempre detto apertamente che ritenevamo discutibile l'entità della quota dell'IVA da importazione destinata alla Regione; abbiamo sempre detto che mentre ritenevamo giusto che una quota dell'IVA da importazione finisse nelle casse della Regione, perché la Regione comunque sopporta un disagio reale per il transito delle merci, per tutta una serie di questioni poste dal traffico dei TIR, ci sembrava difficilmente giustificabile fin dalla legge del 1981 questa quota dei 9/10 non trattandosi di lavoro locale, di merci destinate in loco. In questo senso è totalmente diverso il caso della Sardegna, in cui l'entità dell'IVA da importazione è notevolmente diversa e arrivano nell'isola soltanto le merci effettivamente destinate all'isola. Comunque, al di là di questo però abbiamo sempre detto che su queste cose bisognava intervenire in modo coerente rispetto alle competenze e alle garanzie statutarie; quindi certamente dal punto di vista della correttezza dei rapporti non possiamo condividere che in questo caso, come in altri, si intervenga con delle modificazioni legislative frutto di atti unilaterali, frutto di scelte non concordate di intesa, che si collocano al di fuori delle prerogative statutarie e delle norme statutarie che regolano il rapporto finanziario fra Stato e Regione. Al di là della scorrettezza del comportamento, comunque il problema rimane e sarebbe auspicabile che la Regione fosse lei ad aprire una trattativa con lo Stato, per arrivare a rafforzare il nostro ordinamento finanziario, ma senza insistere rispetto ad un discorso di 9/10 sull'IVA da importazione, che a mio avviso non ha molte giustificazioni e soprattutto non ha prospettive rispetto all'avvenire.

Ripeto, questa è una osservazione che è piuttosto marginale rispetto al problema posto dalla mozione, che riguarda l'uso di questa risorsa, che è destinata a scomparire in gran parte e che dobbiamo usare in modo diverso da quello che è avvenuto finora.

Presidente E' aperta la discussione generale. Chi chiede di intervenire? Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Lavoyer, ne ha facoltà.

Lavoyer (ADP) Ripeterò sostanzialmente quanto ho già dichiarato rispondendo al Consigliere Riccarand su questo argomento in sede di discussione del bilancio consuntivo del 1990. In proposito ritengo perciò opportuno fare presente che nel passato si è evitato di distinguere il gettito della IVA da importazione da quella riscossa per le normali operazioni imponibili per le seguenti ragioni: la legge di contabilità stabilisce che le entrate siano ripartite in categorie a seconda della natura del cespite e in capitoli a seconda dell'oggetto. E' fuori da ogni dubbio il fatto che l'oggetto del tributo è unico, in quanto si tratta di una imposta avente unica radice. Non è possibile ipotizzare una ripartizione della entrata a seconda dell'ufficio che ha riscosso il tributo, perché in tal caso si dovrebbe procedere ad una spaccatura di tanti altri capitoli nella parte entrata. La legge di contabilità non consente per la parte entrata, a differenza della parte spesa del bilancio, di articolare il capitolo a seconda delle varie attività aventi unico oggetto.

Una seconda motivazione è di ordine più politico, in quanto si è inteso dare alle entrate una organizzazione complessiva, evitando eccessive spaccature che potevano portare a distorte riflessioni circa l'ammontare dei trasferimenti da parte dello Stato alla Regione. E' difficile far capire che la legge di riparto fiscale ha conferito alla Regione le risorse necessarie per far fronte alle competenze assegnate con lo statuto speciale.

Il commento generalizzato circa l'ammontare delle entrate è costruito sulla base del rapporto risorse-popolazione, per cui ne è nata una distorta immagine della Valle d'Aosta.

E' necessario ancora ricordare che, a richiesta della opposizione consiliare, il dato dell'IVA da importazione è stato comunicato in più riprese, disattendendo così il principio di unitarietà delle entrate. In proposito si era ritenuto opportuno elaborare uno studio per documentare la particolare situazione della Valle d'Aosta, che si trova ad espletare funzioni tipiche delle Province e dello Stato, fra le altre la Prefettura, utilizzando i fondi provenienti dal riparto fiscale. La conclusione di allora fu quella di sostenere che alla Valle d'Aosta vengono trasferiti i 9/10 delle imposte, ma che oltre 3/10 vengono assorbiti per il soddisfacimento delle predette funzioni provinciali e statali.

Giova infine ricordare che anche ad altre Regioni o Province a statuto differenziato è stata attribuita una quota del gettito dell'IVA da importazione, e il dato non trova un riscontro così puntuale in bilancio di detti enti, come richiede il Consigliere Riccarand.

In merito poi alla possibile perdita della entrata dell'IVA da importazione dopo il 1993, dopo l'abbattimento delle barriere doganali, si ritiene che lo Stato debba provvedere con altre somme sostitutive a fornire la Regione delle risorse necessarie alle proprie attività, e ciò in analogia a quanto praticato per le province di Trento e Bolzano. Infatti la recente legge di revisione dell'ordinamento finanziario della Regione Trentino Alto Adige ha espressamente previsto che in caso di modificazioni del sistema tributario, anche in relazione alla armonizzazione con il regime fiscale della CEE, si debba provvedere con entrate sostitutive.

Infine l'obbligo di destinare le entrate da IVA da importazione a spese in conto capitale con apposito documento allegato al bilancio, costituisce un modo eccessivamente rigido di fare amministrazione, quindi anche tale richiesta del Consigliere Riccarand sarebbe da respingere.

Per queste motivazioni la maggioranza dichiara la sua astensione sulla mozione proposta.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je croyais que sur ce thème il y avait d'autres interventions, par conséquent on n'a pas eu la possibilité de faire le débat qui aurait été utile. Tout de même sur ce thème on y reviendra au moment du débat sur le budget régional, comme d'habitude, et surtout lorsqu'il y aura des éclaircissements sur les initiatives qui ont été prises dans ces derniers temps à propos de la réduction des 9/10.

C'est vrai qu'il y a déjà eu dans le temps des tentatives de réduire le contenu de la loi 690 concernant les recettes régionales; à ce sujet, si on a écouté avec attention les observations qui avaient été faites de la part de certaines commissions parlementaires pour ce qui est du problème des régions à statut spécial, ce qu'on ne veut pas rappeler c'est qu'en même temps il y a des conditions de dépense différentes. Je m'attendais qu'il y ait une intervention qui puisse être équilibrée, à la suite des études qui avaient été faites de la part de l'Administration régionale et présentées comme annexe au budget, et surtout présentées au moment où il y avait eu de la part du Gouvernement national l'intention de réduire les 9/10, pour dire que, au contraire, à présent (je me réfère en 1989) les 5/10 étaient liés à des dépenses qui étaient au delà des dépenses ordinaires pour les autres régions à statut ordinaire.

Tout cela c'est bien de le rappeler aujourd'hui, même si c'est important de dire que au niveau de l'IVA d'autres régions ont sans doute eu des garanties différentes; c'est dans ce sens que ce serait intéressant qu'il y ait une modification par la suite qui aille dans le même sens. Si par hasard vont être réduites les recettes de la TVA, ce serait important qu'il n'y ait pas pour ce qui est du budget régional des conditions défavorables pour notre Région.

En même temps ce sera intéressant de suivre ce qui se passe pour les différentes initiatives, au delà de l'amendement qui a été présenté, qui est un peu la conséquence du fait qu'on a présenté l'accord avec la Mercedes, qui allait donner certaines recettes à l'Administration régionale. Il est évident que, au moment où on va lire sur la presse 1000 milliards, l'impact est important et il faut comprendre quelle est l'attitude de certaines régions par rapport à ce qui se passe dans notre milieu.

Il est important que, et là j'espère que de la part de l'Assesseur aux Finances il y ait l'attention nécessaire, au moment de la présentation du budget il y ait la possibilité de voir les conséquences des augmentations qui ont été faites dans ces derniers deux ans par rapport aux recettes de la TVA, afin qu'il y ait la possibilité de mieux saisir la solution définitive au problème de l'IVA pour notre Région, autrement on risque chaque fois de donner à l'extérieur l'impression d'être une région avec trop d'argent, ce qui n'est pas vrai.

Par conséquent je crois que ce serait important, au delà de la répartition possible et de l'utilisation des fonds, qui ne peut qu'être liée aux programmes qu'une Administration va se proposer, d'avoir au moment de la présentation du budget des données sérieuses d'évaluation.

C'est dans ce sens qu'on va présenter officiellement la réalité des possibilités de recettes au niveau du budget, car dire 600 milliards ou dire 240 milliards ça modifie déjà l'ensemble du problème. Il y a 2 ans, chaque dixième représentait 60 milliards pour ce qui était du budget et le fait d'avoir souligné les frais conséquent à toute une série des matières qui sont exercées et donc payées directement par l'Administration régionale, ça avait été l'argument qui avait fait tomber certaines requêtes de la part du Gouvernement.

J'espère qu'il y ait une attention face à la Finanziaria et qu'il y ait la possibilité de faire valoir les droits de notre Région. Pour ce qui est de cette motion, le problème du futur et des années à venir, il est sans doute à suivre avec attention, c'était la raison pour laquelle on avait même prévu cette commission spéciale pour suivre les modifications que, au niveau européen, seront portées de l'avant d'une façon concrète à l'égard du régime de la TVA. Il y a eu des modifications dans ces derniers temps qui vont baisser les recettes, mais c'est aussi vrai que dans d'autres secteurs elles ont augmenté. L'uniformisation de la TVA a prévu un certain rééquilibre; la question doit être encore réglée parce qu'elle n'est pas encore acceptée de la part des différentes membres de la CEE.

Il est donc important reprendre le travail de cette commission afin qu'il y ait un support valable pour la relation au budget, j'espère que dans ce sens il y ait la possibilité d'apprécier le résultat de ces études et en même temps d'avoir la conscience du futur de notre Région, pour faire les pas nécessaires envers le parlement italien qui sera renouvelé (et seulement en ce moment on pourra le faire), pour présenter de façon sérieuse nos requêtes face à une série de programmes.

Sur ce thème on s'était déjà exprimé, on avait déjà dit qu'on ne partage pas cette nécessité de prévoir une répartition qui aille mettre en évidence ce qui est l'IVA d'un côté plutôt que de l'autre; il est important de gérer ce système d'une façon concrète surtout pour garantir des recettes pour le futur. C'est là l'engagement que nous demandons.

Nous aurons la possibilité d'y revenir au moment de la présentation du budget et c'est évident qu'il est important que, compte tenu d'une période particulièrement favorable, il y ait l'engagement de l'Administration régionale à utiliser les fonds de l'IVA pour des réalisations concrètes et non pas pour augmenter les frais de l'administration normale, autrement on risquerait d'avoir des surprises à l'avenir.

Sur l'ensemble de la motion on s'abstiendra.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Sarebbe stato bene sentire i vari Gruppi consiliari cosa pensano di questo argomento, perché non è un argomento da poco: qui è in gioco il futuro del nostro bilancio regionale. Quindi si può anche far finta di niente, però se un gruppo politico ha una attenzione rispetto al futuro della nostra Regione, a mio avviso dovrebbe sentire il dovere di esprimere le proprie valutazioni sia di consenso, sia di dissenso motivato rispetto ad una impostazione. Non riteniamo di avere la verità in tasca, ci sembra di dire delle cose ovvie e scontate che fanno parte più che della sfera dell'opportuno, della sfera del necessario.

Per quanto riguarda l'intervento dell'Assessore, credo di non poter condividere né il merito né il tipo di taglio che ha dato all'intervento. Intanto - dice l'Assessore - l'IVA è un'imposta unica e non è possibile, in base alla legge di contabilità distinguere fra l'imposta normale e l'imposta da importazione. Questo secondo me non è vero, cioè tecnicamente è sicuramente possibile, perché sappiamo bene che sono separabili le due entrate, e dal punto di vista politico e di gestione del bilancio sarebbe quanto mai opportuna questa distinzione. Dal punto di vista tecnico voglio far presente che la stessa legge 690/81, che è la revisione dell'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta, dice all'articolo 3: "Sono attribuiti alla Regione Valle d'Aosta i 9/10 delle sottoindicate tasse e imposte erariali sugli affari percette nel territorio regionale: a) IVA, compresa quella relativa alla importazione"; è chiaro che è tutto IVA, però sono due cose diverse all'interno di uno stesso concetto.

Quindi è perfettamente possibile sul piano tecnico, sul piano contabile, prevedere nel bilancio regionale due capitoli distinti, uno che indica l'IVA e uno che indica l'IVA da importazione, e questo è estremamente opportuno dal punto di vista politico di gestione del nostro bilancio, di conoscenza delle risorse da cui attingiamo. Si tratterebbe di una operazione di trasparenza contabile e di intelligenza contabile quanto mai importante, anche perché non si tratta di alcune centinaia di milioni, ma qui parliamo di centinaia di miliardi per quanto riguarda l'IVA da importazione, e se invece andiamo a vedere l'IVA, che è l'entrata nostra reale, ci accorgeremo che lì siamo nell'ordine delle decine di milioni. Allora già su quel dato ci sarebbe da riflettere, perché abbiamo un bilancio notevolmente grande, con delle entrate notevolmente grosse, ma con un prodotto di IVA che non è da importazione fra i più bassi d'Italia. E allora come si spiega questo dato, se non con il fatto che abbiamo una struttura economica fragilissima che produce pochissimo in valore aggiunto? Questa è la realtà.

Certo, questo è un dato politico importante da far emergere, perché su questo si può intervenire con una programmazione economica, ma se questo dato lo si nasconde nel bilancio mettendo tutto insieme, certamente non si può fare questa operazione.

So benissimo all'inizio degli anni 80 c'era solo una voce che comprendeva tutte le entrate tributarie, poi si è arrivati per fortuna un po' per volta a distinguere L'IRPEF dalla impostazione di fabbricazione, dall'IVA eccetera, rimane questo ultimo passo (e fra un po' non ci sarà più bisogno di farlo se aspettiamo ancora) quanto mai opportuno oggi, di separare nella entrata l'IVA dalla IVA da importazione, operazione che nessuna legge di contabilità ci vieta.

Questa è una scelta nostra, ha detto l'Assessore è una questione di tipo tecnico e poi ha dato anche una motivazione politica, che non condivido perché non è assolutamente mettendo dentro questi ministroni che si possono confondere le acque, perché chiunque vuole analizzare il nostro bilancio, va a capire perfettamente dove vengono questi 450 miliardi che mettiamo in quel capitolo; però è una scelta che dobbiamo fare proprio in conseguenza della politica di spesa che intendiamo portare avanti.

Fra l'altro l'Assessore, in una intervista che ha rilasciato alla stampa a proposito dell'emendamento Usellini, ha commentato: "Ma come, stiamo qui a battagliare su questa questione dell'IVA da importazione, quando è una tassa destinata a scomparire".

Quindi sappiamo che sarà così, è solo questione di tempi, e comunque questione di tempi stretti, per cui questo dato dobbiamo coglierlo nel suo effetto dirompente rispetto alla gestione del bilancio e dobbiamo saper intervenire, non possiamo far finta di niente.

Di fronte a questo la risposta dell'Assessore alle Finanze, della maggioranza e della Giunta, qual è? Si ritiene - questa è la risposta - che lo Stato debba provvedere con somme sostitutive. Permettetemi di dire che questa risposta mi lascia molto perplesso, in quanto non so per quale motivo lo Stato debba (e ho dei forti dubbi che lo Stato possa) farlo.

Mi è stato riferito che la settimana scorsa era previsto un incontro a Chambery fra delegazioni dei ministeri dell'ambiente della Francia, della Svizzera e dell'Italia, sulla questione del Parco del Monte Bianco; a questo incontro sono andate le delegazioni francese e svizzera ma non è andata la delegazione italiana. A richiesta di informazioni il ministero dell'ambiente ha risposto che la delegazione non ha potuto andare perché hanno esaurito i fondi sulle spese di missioni di trasferta del ministero. Questa è una cosa banale, ma ci dice qual è il livello a cui siamo nello Stato italiano. Ormai siamo all'emergenza, siamo sommersi da un indebitamento pauroso, che ci tocca tutti. Con il processo che sta andando avanti di regionalizzazione, di richiesta di più competenza da parte delle regioni, le regioni forti, quelle che pagano sulla loro pelle e che sostengono tutto il sistema finanziario italiano: la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, l'Emilia Romagna, non sono più disposte a pagare per tutti!

Allora pensiamo che in uno Stato che è sottoposto a delle pressioni così forti, che si dovrà trasformare in uno stato più regionale, che decentrerà più risorse, uno Stato che è sommerso dai debiti, che non riesce più a far fronte alla spesa corrente, che deve tagliare in modo feroce sulla spesa sociale, pensiamo che lo Stato debba provvedere con somme sostitutive alla Regione Valle d'Aosta? Lo possiamo anche dire, ma credo che non sia un modo serio di affrontare il problema.

Il modo serio di affrontare il problema è di attrezzarsi per andare ad attingere risorse; noi abbiamo delle possibilità di cercare delle risorse per sostenere il bilancio regionale: risorse all'interno e risorse all'esterno, ma bisogna fare una politica della entrata e bisogna fare una politica della spesa. Bisogna contenere la spesa corrente, bisogna fare delle scelte che siano coerenti rispetto al futuro che si prospetta. E anche qui dire che nella parte spesa non possiamo separare quello che viene alimentato con un certo tipo di entrata, perché tutta l'entrata possiamo gestirla liberamente, questo è vero, possiamo gestire liberamente tutte le entrate in quanto non abbiamo vincoli di destinazione sull'IVA da importazione, però abbiamo dei problemi di opportunità politica.

Mi ricordo che anche nel bilancio comunale di Aosta si metteva un asterisco rispetto a determinati capitoli di spesa, e quell'asterisco stava ad indicare che quel capitolo era alimentato con un certo provento del capitolo di entrata, che era un provento straordinario, che era una addizionale momentanea, per alimentare quel tipo di spesa. E allora cosa ci impedisce di evidenziare nella parte uscita le spese che andiamo a sostenere con l'IVA da importazione, per evitare che questi fondi finiscano nella parte corrente? Questa è una cosa tecnicamente possibile nella parte spesa, politicamente opportuna e responsabile.

Mi sembra che non ci sia disponibilità di procedere in questo senso e la cosa mi rammarica. Mi dispiace che in questo Consiglio l'arco delle forze politiche che sostiene questa tesi invece di allargarsi si restringa, perché questo non depone sicuramente a favore del futuro della nostra amministrazione.

Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Esito della votazione

Presenti: 29

Votanti: 1

Favorevoli: 1

Astenuti: 28 (Agnesod, Aloisi, Andrione, Bajocco, Beneforti, Bich, Chenuil, Dolchi, Faval, Fosson, Lanièce, Lavoyer, Limonet, Mafrica, Marcoz, Martin, Milanesio, Monami, Mostacchi, Pascale, Perrin, Ricco, Rollandin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet e Viérin)

Il Consiglio non approva