Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2571 del 1° ottobre 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2571/IX Danni provocati dal crollo del canale che alimenta la centrale idroelettrica di Champagne-Villeneuve (Interro-gazione).

Presidente Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Riccarand:

Interrogazione Appreso che nel mese di luglio è franato nei pressi della località Chabodey di La Salle, il canale che partendo dalla diga di La Salle alimenta la centrale idroelettrica di Champagne, di proprietà dell'ILVA;

Appreso altresì che tale crollo è stato determinato dai lavori per l'Autostrada del Monte Bianco e, in particolare, dagli interventi realizzati per le strade di accesso ai cantieri autostradali;

Evidenziato che il danno prodotto dal crollo è notevole, con opere di rifacimento che saranno onerose e con un prolungato blocco della centrale idroelettrica di Champagne-Villeneuve;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interroga

la Giunta regionale per sapere:

l) per quanto tempo si protrarrà l'interruzione nella produzione di energia idroelettrica causata dal crollo del canale di alimentazione della centrale;

2) chi sta eseguendo le opere di ricostruzione del canale, sulla base di quale progetto, con quale previsione di spesa, con quale tipo di aggiudicazione;

3) chi pagherà le spese per la ricostruzione del canale e per il danno determinato dall'interruzione prolungata di produzione dell'energia elettrica.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore dei Lavori Pubblici Martin, ne ha facoltà.

Martin (ADP) Vorrei precisare innanzitutto che gli uffici della Regione non sono entrati nel merito di chi sia la colpa della caduta del canale, se si tratti della strada di accesso alla autostrada o meno, in quanto questo è un problema che riguarda i rapporti fra Società Autostrade e Ilva Centrali Elettriche. I servizi regionali si sono piuttosto attivati per mantenere sotto controllo la situazione, hanno dato un supporto anche tecnico soprattutto al Comune di La Salle, che è il vero responsabile del proprio territorio, è quello che ha emesso le ordinanze e che poi successivamente le ha tolte, è quello che ha approvato il progetto di ricostruzione della scarpata e poi del canale. Si sono quindi attivati per cercare di dare questo supporto tecnico e si sono attivati anche per cercare di trovare una soluzione che permettesse l'immediato ripristino del fronte che era franato e quindi il ritorno alla normalità per quanto riguarda i due enti interessati, Ilva Centrali Elettriche da una parte e R.A.V. dall'altra.

La frana si è verificata nella notte del 3 luglio e il giorno 4 luglio di primo mattino dei funzionari dell'assessorato dei lavori pubblici sono intervenuti, hanno fatto intervenire una ditta che era sul posto, ed hanno provveduto a togliere dall'alveo della Dora questa frana, in quanto c'era il pericolo che le acque della Dora picchiassero contro le sponde della statale 26 e provocassero un crollo lungo la statale. Quindi il primo intervento fatto è stato quello di liberare la Dora per evitare questo pericolo.

Successivamente ci sono stati degli scambi di lettere fra la R.A.V. e Ilva Centrali Elettriche, per addossarsi in un primo tempo la responsabilità dell'accaduto, e in seguito ci sono stati degli incontri anche presso la sede dei Lavori Pubblici per cercare di ricomporre la vertenza.

In data 18 luglio il Sindaco di La Salle aveva emesso un'ordinanza, con la quale ordinava alla R.A.V. la chiusura della strada di accesso ai cantieri autostradali, fino a quando non fossero stati attuati degli interventi atti a garantire la incolumità di coloro che vi transitavano.

Il 19 luglio sempre il Sindaco di La Salle ordinò alla R.A.V. e all'Ilva di provvedere tempestivamente anche al ripristino e alla sistemazione del versante che era franato; nel frattempo continuavano i contatti fra la R.A.V. e l'Ilva e in questo periodo l'Ilva incaricò il geologo Gregori di predisporre uno studio sulle cause e sulla modalità di ripristino del movimento franoso.

Il 23 luglio la R.A.V. ha comunicato l'ultimazione dei lavori di pronto intervento e ha presentato al Sindaco di La Salle uno schema progettuale dei lavori eseguiti per eliminare il pericolo e garantire l'incolumità. Sempre lo stesso giorno il Sindaco di La Salle ha revocato la precedente ordinanza del 18 luglio.

Il 30 luglio infine c'è stata presso l'Assessorato dei Lavori Pubblici una riunione, presenti i rappresentanti della R.A.V., dell'Ilva Centrali Elettriche, dell'Amministrazione comunale di La Salle, dei tecnici in rappresentanza dell'Assessorato regionale Agricoltura e Foreste e dei tecnici in rappresentanza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici. In questa sede si è esaminato il progetto che nel frattempo la R.A.V. aveva presentato per la sistemazione del movimento franoso e si è dato quel supporto tecnico, come dicevo, al Comune di La Salle per poter procedere alla visione di questo progetto e quindi alla concessione dei lavori.

Dopo aver fatto questa panoramica, rispondo alla prima domanda. L'interruzione nella produzione di energia elettrica continuerà probabilmente fino verso fine ottobre, inizio di novembre, data per la quale si prevede di poter ultimare gli interventi.

Le opere che si stanno eseguendo sono state ordinate dalla R.A.V. e sono eseguite dall'impresa Follioley, alla quale sono state affidate da parte della R.A.V., dopo una gara informale autorizzata dall'ANAS, che ha anche approvato il progetto di intervento. Preciso che la Regione non è interessata a questo problema nel senso che non avrà un costo per questo ripristino, che dovrebbe essere a totale carico o dell'Ilva o della R.A.V. Non conosco purtroppo il preventivo di spesa.

In risposta al terzo punto, non sarà a carico della Regione questo intervento. Ci sono stati circa cinque mesi di interruzione di energia elettrica, partendo da luglio per finire a fine ottobre, e dai conti che ci sono stati presentati il danno subito dall'Ilva per la mancata produzione probabilmente ammonterà a circa cinque miliardi, dato che la media mensile, in base ai KWH prodotti, si aggira intorno al miliardo di lire.

Spero di aver risposto a tutte le domande richiestemi con questa interrogazione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Ringrazio l'Assessore per la risposta che è stata ampia e puntuale. Devo sottolineare alcuni elementi di preoccupazione per questi lavori autostradali che provocano dei danni gravi al nostro territorio ed a infrastrutture esistenti. In particolare nella zona di Chabodey c'è stata una frana che poteva avere delle conseguenze molto gravi, che comunque ha determinato un blocco di una attività di una centrale idroelettrica per (non sappiamo ancora) 5-6-7 mesi; probabilmente in questi giorni mi diceva il Consigliere Bajocco i lavoratori della centrale di Chavonne sono stati messi in cassa integrazione dall'Ilva, quindi esiste anche un problema di carattere occupazionale che non è indifferente e che va ad inserirsi in un quadro già negativo; ci sono cinque miliardi di danno che vorrei sapere chi pagherà rispetto all'Ilva per la mancata produzione che si è verificata.

Nello stesso tempo, nella stessa zona appena a monte, abbiamo quattro miliardi di lire di danni rispetto ai fabbricati della frazione La Pera, come conseguenza degli scavi in galleria, sempre nel tratto in questione.

E' una situazione veramente pesante ed inaccettabile, credo che da parte dell'Amministrazione regionale ci debba essere un intervento per verificare come mai, soprattutto in quella zona, si sta procedendo in modo così scriteriato, con dei danni che si accumulano, con delle conseguenze estremamente negative. Anche rispetto ai danni sull'abitato di La Pera, non possiamo lasciare che gli abitanti rimangano da soli a confrontarsi con lo staff di avvocati della R.A.V. e non riescano neppure a farsi ripagare i danni che hanno avuto, dopo che le loro abitazioni sono state di fatto rese inabitabili. Qui si stanno producendo dei fatti gravi, mi sembra che la R.A.V. abbia mano libera e che si muova come meglio crede, facendo e disfacendo, dominando su tutta la situazione.

Questo è inaccettabile e ci riserviamo su questo argomento di tornare in successivi Consigli.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore dei Lavori Pubblici Martin, per fatto personale; ne ha facoltà.

Martin (ADP) Ho risposto sull'interrogazione ed il Consigliere Riccarand ne ha approfittato per fare una panoramica un po' diversa, quindi mi pare giusto dare alcune risposte sulle questioni che ha posto, cioè i rapporti e soprattutto i lavori effettuati dalla R.A.V. in località La Pera e i danni provocati alle case di Chabodey.

Non è vero che la Regione non sta seguendo questi lavori, tant'è vero che nella sede del mio Assessorato si sono già svolte due riunioni, alle quali hanno partecipato i rappresentanti degli abitanti di Chabodey, i tecnici incaricati dagli stessi abitanti, l'amministrazione comunale e la R.A.V. stessa. L'Amministrazione regionale si è fatta parte diligente affinché le controversie sorte fra gli abitanti di Chabodey e la R.A.V. stessa vengano risolte al più presto.

C'è un contenzioso in atto, la R.A.V. ha assicurato che dove non coprirà i danni l'assicurazione, sarà lei stessa pronta a coprirli. Ma era solo per dire che cerchiamo, per quanto è possibile, di seguire la situazione e abbiamo fatto questo tipo di intervento proprio per cercare di favorire questa ricongiunzione pacifica.