Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4139 del 27 gennaio 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4139/IX Iniziative per risolvere la problematica concernente la donazione del sangue. (Interpellanza)

Interpellanza Vista la mancata volontà politica della maggioranza al Governo della regione di affrontare la problematica concernente la donazione del sangue nella nostra regione;

A conoscenza del malcontento esistente fra i soci AVIS per il perdurare di una situazione che per loro non è più sostenibile;

Ritenendo doveroso evitare che da parte delle Sezioni AVIS vengano portate avanti iniziative singole o collegiali tendenti a rispondere direttamente all'incapacità della Giunta di affrontare i loro problemi, le cui conseguenze potrebbero ricadere sull'intera collettività valdostana;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente e la Giunta regionale per conoscere:

- quali iniziative intende assumere a sostegno delle richieste delle Sezioni AVIS e dei donatori nel suo insieme;

- quali sono gli intendimenti della Giunta per indurre l'U.S.L. a rispettare le indicazioni approvate dal Consiglio regionale unitariamente.

F.to: Trione - Beneforti - Limonet.

Bich (Presidente) Ha chiesto d'illustrare l'interpellanza il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Abbiamo presentato questa interpellanza per due motivi. Il primo, perché volevo replicare al Consigliere Rollandin, che in questo momento non è presente in aula, dato che non avevo potuto replicare quando in questo Consiglio fu discussa la mozione che il Gruppo della DC aveva presentato. Il secondo, perché volevo chiudere per quanto possibile il confronto con l'Assessore, che dimostra molte volte di non essere attento ai suggerimenti che possono venire anche dall'opposizione.

E per dimostrargli anche che la sua astensione sulla mozione della DC è stata un errore, almeno dal mio punto di vista, dal momento che la presa di posizione dell'Avis di Morgex è anche nei suoi confronti e non solo nei confronti dell'USL. Infatti la protesta è stata decisa a seguito del perdurare dello stato di immobilismo della Regione, in particolare dell'Assessore alla Sanità, e dell'atteggiamento del direttore del centro trasfusionale.

Al Consigliere Rollandin (che adesso è arrivato) volevo dire che è vero che l'Avis, in particolare la sede di Aosta, ha contestato la fa-mosa legge 107, ma la legge esiste, quindi per quanto possibile deve essere rispettata ed applicata. Molte sono le leggi che non si condividono ma che si rispettano, e sarebbe molto facile poter non rispettare le leggi che vengono emanate da parte dello Stato e della Regione.

Per quanto riguarda l'Avis di Verrès - il Consigliere Rollandin lo sa benissimo -, questa si è convenzionata con un centro fuori Valle per il prelievo, non per disaccordo con il centro trasfusionale ma per disaccordo con l'Avis regionale. Invece l'altra volta fu detto da parte del Consigliere Rollandin che anche l'Avis di Verrès si era distaccata, perché si scontrava con l'Avis regionale.

Questa è la situazione, e per quanto riguarda le affermazioni che sono state fatte per cui il responsabile del centro trasfusionale è dello stesso partito politico dell'ex Assessore alla sanità (cioè del Consigliere Beneforti), le dico che non ho mai, e ripeto mai, tenuto presente questo aspetto nel momento in cui c'è stato da affrontare i problemi che vengono posti.

Anche se non è l'Assessore che deve avere i contatti con i primari, ma deve essere l'USL che dice ai primari delle unità operative e a quanti sono all'interno dell'USL quello che devono fare. Infatti non ho mai detto che deve essere l'Assessore a far applicare; ho detto che l'Assessore deve intervenire nei confronti dell'USL, in modo che questa faccia quello che deve fare nei confronti dei primari.

Non è compito dell'Assessore andare a cercare i 25-30 primari che magari ci sono all'interno dell'USL e con ognuno di essi fare un discorso; è invece l'USL che deve portare avanti il discorso con i primari.

Tornando al motivo più importante di questa interpellanza, dopo la decisione dell'Avis di Morgex di sospendere dal primo febbraio i prelievi presso il centro trasfusionale, vogliamo sapere come si giustifica l'Assessore, il quale nel corso della discussione della mozione dichiarò di astenersi perché quello che veniva richiesto dalla mozione già si stava facendo.

Affermava l'Assessore in quella sede: "Abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo scritto lettere all'USL perché si rispettino le richieste dell'Avis, abbiamo avuto incontri a tre, abbiamo cercato di chiarire l'intera problematica". Se i risultati sono quelli scaturiti dall'assemblea dell'Avis di Morgex, e che scaturiranno da altre sezioni, sedi Avi della Regione, che già si stanno riunendo per decidere di comune accordo, come ha fatto quella di Morgex, di non più fare i prelievi presso il centro trasfusionale, voglio vedere qual è la posizione che viene assunta, e se non era necessario riaffermare il ruolo della Regione nei confronti dell'USL con una mozione, affinché faccia rispettare le norme che devono essere rispettate nel prelievo del sangue.

Abbiamo presentato questa interpellanza per ritornare sull'argomento, cosa che si rendeva necessaria dal momento in cui la situazione sta precipitando; alla sezione di Morgex se ne uniranno altre, e fino a quando noi avremo la possibilità di avere riserve, potremo ancora far fronte alle necessità che abbiamo a livello regionale, ma se questa situazione dovesse perdurare, arriverà il momento che ci troveremo nelle condizioni forse di qualche altra Regione dove il sangue purtroppo manca e lo ricercano altrove. Avevamo una situazione buona, cerchiamo almeno di mantenerla.

L'invito che rivolgo all'Assessore - anche se mi rendo conto che non è tutto facile come può apparire - è di vedere con l'USL di portare avanti un discorso ben preciso, affinché questi problemi che le sezioni Avis stanno portando avanti siano affrontati e risolti.

Presidente Prima di dare la parola all'Assessore Cout, vorrei rallegrarmi con il Consigliere Bajocco per la riacquistata valitudine, lo salutiamo tutti con affetto.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Cout.

Cout (PCI-PDS) Non per voler sminuire il valore delle mozioni che si votano in Consiglio, anzi le mozioni che si votano in Consiglio dovrebbero essere importanti e tenute in considerazione, sia che queste vengano dalla maggioranza o dalla minoranza, ma purtroppo in questo caso è proprio da una mozione votata all'unanimità del Consiglio che chiedeva un impegno da parte del responsabile dell'unità operativa del servizio del centro trasfusionale di fare alcune cose, che è venuto fuori tutto il problema.

Tutto questo è sorto dalla non volontà da parte di qualcuno di tenere in considerazione una mozione votata alla unanimità dal Consiglio. Questo per dire e per confermare che in effetti la questione sollevata dal Consigliere Beneforti è una questione difficile, le cui soluzioni non sono ancora sicure.

Vorrei solo ricordare le altre cose che abbiamo fatto in questo periodo, sulle quali ci aspettavamo un minimo di risposta rispetto agli impegni che devono comunque essere connessi ad una legge ben precisa, la legge n. 107, concernente la disciplina per le attività trasfusionali relative al sangue umano e ai suoi componenti, e per la produzione di plasma derivati.

Come Giunta avevamo deliberato di riconoscere, in base a questa legge, che le funzioni previste per i servizi immunologia e trasfusione, indicate nella legge, sono già esercitate nella Regione dalla unità operativa centro trasfusionale del presidio ospedaliero USL della Valle d'Aosta, in quanto questa ci sembrava la cosa più normale che ci dovesse essere. Veniva individuato quale centro regionale di coordinamento e di compensazione la suddetta unità operativa ospedaliera, alla quale venivano affidati i compiti previsti all'articolo 8 della legge, di istituire il centro del sangue eccetera, eccetera.

Avevamo affidato di recente, nel mese di settembre, in modo preciso in base all'ultima legge che era uscita, questa responsabilità al centro trasfusionale. Successivamente, non avendo avuto una risposta che intervenisse per dare applicazione a quanto richiesto dalla mozione,avevamo avuto una riunione con l'allora amministratore dell'USL, con il coordinatore sanitario, con il responsabile del centro trasfusionale e del laboratorio di analisi per cercare di uscire dalla questione.

In quella riunione avevamo avuto un certo impegno, come avevo già riferito in Consiglio, per vedere un modo di collaborare fra il centro trasfusionale e il laboratorio, superando alcuni problemi tecnici che erano stati evidenziati e che speravamo fossero superati, e per dare finalmente avvio all'invio a casa dei referti, così come era stato richiesto nella mozione.

Non abbiamo visto ancora che siano partite delle lettere con i risultati dei referti, tant'è vero che avevamo inviato una lettera al responsabile del centro trasfusionale del presidio ospedaliero, per chiedere - assieme ad altre questioni, che chiedevamo ci venissero segnalate per quanto riguarda il plasma, gli emoderivati, convenzione con l'Avis di Milano - di formularci una proposta operativa per l'organizzazione della raccolta del sangue da donatori volontari sul territorio regionale. Gli avevamo dato il termine del 26 gennaio, che era ieri, ma non abbiamo ricevuto risposta neanche a questa lettera.

Ora, cosa farà l'Assessorato, concordando con il Consigliere Beneforti che deve essere l'USL che dice ai primari quello che devono fare, e non la Regione, perché qualcuno giustamente potrebbe dire che andiamo ad ingerirci nei compiti di gestione o comunque di organizzazione del lavoro o di gestione del personale di un ente che non è la Regione?

Penso che l'unica cosa da fare a questo punto sia quella di portare immediatamente a conoscenza dell'amministratore USL gli impegni che qualcuno si era preso, che per il momento non ha rispettato e addirittura non ha neanche risposto alla richiesta di formulare una proposta per delle questioni che devono essere seguite proprio da lui.

Sarà necessario che qualcuno intervenga e siamo pronti a chiedere un incontro per spiegare meglio le cose e per trovare i modi affinché questi impegni siano rispettati.

Questo per dire della situazione anomala in cui ci troviamo, anomala e che si trascina da tempo; da anni ormai esistono questi problemi, esistono questi diverbi, queste prese di posizione accese, questi rifiuti fra due associazioni che dovrebbero collaborare fra di loro per un qualcosa di importante che meriterebbe di essere tenuto in considerazione, come la raccolta del sangue.

Invece tutta una serie di questioni dipendono da beghe e da prese di posizione di qualcuno che, in modo anomalo e incomprensibile, si rifiuta di svolgere alcuni compiti che gli sono affidati.

Se poi da questo si può pensare all'immobilismo della Regione o comunque dell'Assessorato alla Sanità, come viene detto dalla sezione di Morgex, questo è da verificare.

Penso che per quanto ci è possibile siamo intervenuti e interverremo perché si arrivi ad una soluzione; certamente non possiamo cambiare la testa delle persone, così come, da quello che ho capito, non è riuscito a cambiare fino a questo momento nessuno in questo Consiglio, e forse prima ancora della presenza dei consiglieri di questo Consiglio.

Su questo aspetto la situazione sta in questi termini e penso che domani chiederò un incontro all'amministratore dell'USL la que-stione, insieme ad altre di cui dobbiamo parlare. Invieremo una lettera, in modo che queste cose rimangano per iscritto, esponendo i fatti così come sono successi. Questa è una parte del problema.

Sull'altra parte, così come avevamo detto, stiamo vedendo e la questione non è conclusa neanche con questa presa di posizione, perché è una situazione che si riferisce solo ai rapporti con il cen-tro trasfusionale, tant'è vero che lo stesso Artaz, interrogato sul problema, nel corso di una intervista ha detto che lui non sapeva cosa farsene di tutta questa questione e non la teneva in considerazione.

Sta andando avanti con l'Avis l'impegno di arrivare a definire una convenzione, e la proposta che sottoporremo all'Avis è di verificare se la convenzione deve essere stipulata fra Regione, USL e Avis, oppure fra Regione e Avis, oppure fra USL e Avis per le parti che interessano, per vedere come si può arrivare ad organizzare in modo diverso la raccolta, così che, anche se dobbiamo dipendere dal centro trasfusionale, ci sia una maggiore libertà di poter intervenire sul territorio.

So che ci sono state delle sezioni dell'Avis che si sono rivolte a Torino o a Milano, e che c'è il pericolo, diversamente da quella che era l'impostazione a livello regionale, che altre sezioni richiedano ad équipes esterne di venire a prelevare il sangue in Valle d'Aosta.

É proprio questo pericolo che vogliamo cercare di superare, perché la proposta che aveva avanzato l'Avis all'inizio (e su cui spero abbiano avuto dei ripensamenti) era quella di lasciar organizzare tutto da qualcuno all'esterno. Non è questa la soluzione, perché noi dobbiamo garantirci di avere una nostra équipe in Valle, che faccia questo lavoro; è una ricchezza che abbiamo in Valle d'Aosta e che vogliamo mantenerci, per cui non possiamo assolutamente dipendere solo dall'esterno.

E comunque, anche venendo dall'esterno, queste persone dovrebbero fare riferimento al centro trasfusionale, per cui non cambierebbe di molto la questione.

L'impegno da parte nostra è quello di verificare con l'Avis se c'è un modo diverso per fare un qualcosa che rimanga in Valle d'Aosta, che sia organizzato fra Avis, USL e Regione, e che possa garantirci per il futuro.

So che la questione è di lunga data, ha avuto delle risposte alternative: positive e negative, a secondo di come si è riusciti a bilanciare le questioni; spero che l'USL sappia prendere i provvedimenti che deve prendere per assicurare il servizio, e su questo l'impegno della Regione ad andare in quel senso c'è senz'altro.

Sull'altro versante, quello della organizzazione della raccolta sul territorio, dobbiamo trovarci con l'Avis, abbiamo già esaminato con alcune persone dell'USL il tipo di proposta che potremo fare, dobbiamo ritrovarci insieme per verificare e definire la questione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Per una breve replica, perché credo che ormai le cose che ci stiamo dicendo ce le siamo dette in più occasioni.

Devo prendere atto, anche se non con soddisfazione, che le motivazioni che avevano portato la maggioranza ad astenersi sulla mozione che avevamo presentato nel precedente Consiglio oggi sono tutte saltate.

L'Assessore affermava di astenersi sulla mozione perché quanto era richiesto dalla mozione si stava già facendo; abbiamo ripresentato l'interpellanza per tornare sopra l'argomento per le motivazioni che ho detto, ed oggi anche l'Assessore ha riconosciuto che la situazione si è modificata, anzi è peggiorata.

Quello che si stava facendo, quindi, non ha avuto il successo che l'Assessore sperava, anzi la situazione si è aggravata per il sem-plice fatto che non solo Morgex ha assunto una presa di posizione, ma anche nei punti di prelievo della Bassa Valle le cose non van-no come dovrebbero andare, sono in difficoltà per fare i prelievi.

E allora non era nullo il discorso che si sosteneva nella mozione di presentare entro trenta giorni le linee e le indicazioni per il prelievo del sangue nella nostra Regione, e nello stesso momento decidere quale atteggiamento tenere nei confronti del volontariato.

Quando è cambiata questa maggioranza, c'erano due punti fermi; un primo punto fermo era una delibera che era stata approvata alla unanimità qui, con la quale si sosteneva che da parte dell'USL dovevano essere mandati a domicilio dei donatori i risultati delle analisi che venivano loro effettuate.

Il secondo punto fermo era ed è costituito da un piano, che era stato previsto con le indicazioni di come portare avanti il discorso del prelievo del sangue nella nostra Regione. Questo piano non ha mai visto la luce e non ho mai sostenuto quello che era stato fatto prima; ho richiesto nelle interpellanze e nelle mozioni presentate che l'attuale maggioranza presentasse un piano in base alla legge 107.

Il piano doveva prevedere come si mantiene il prelievo del sangue nella nostra Regione, l'attuazione della legge 107, eccetera, e se parlate con l'Avis per fare delle convenzioni, le convenzioni sono previste dalla legge 107; allora bisogna stabilire anche come e per quale verso si applica questa legge 107. Ma se non c'è un piano generale della Regione, nel quale si indica il modo con cui si intende camminare su questa problematica, non avrete mai la possibilità di confrontarvi né con l'Avis né con l'USL.

Sono stanco di ripetere queste cose; se non avete una linea come Assessorato di come si intende portare avanti la politica dei prelievi del sangue nella nostra Regione, non avete il mezzo neanche di andare a confrontarvi con l'USL, né con le sezioni, né con l'Avis regionale.

Ecco perché proponevamo entro trenta giorni di darci quel piano che doveva stabilire le linee e riconoscere il ruolo di un volontariato, in modo da stabilire tutti assieme qual è la linea che si intende seguire e mettere alle strette coloro che su questa linea non vogliono andare.

Termino qui. Mi auguro di non dover tornare più su questo argo-mento, e di vedere invece arrivare un qualcosa nella commissione consiliare che ha il compito di esaminare questi aspetti, per poter dare una valutazione sulle linee che si intende portare avanti.