Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3655 del 17 luglio 1992 - Resoconto

OGGETTO N. 3655/IX Proposta operativa per il risanamento ed il rilancio produttivo della Cogne. (Reiezione di mozione - Approvazione di risoluzione)

Mozione Preso atto che nonostante il tempo trascorso l'Assessore competente ha disatteso il mandato ricevuto dal Consiglio regionale nella seduta del 4 maggio u.s.;

Constatato che il gruppo di lavoro dallo stesso presieduto non ha ancora presentato al Consiglio una proposta operativa per un "riposizionamento strategico della Azienda Ilva-Cogne nell'ambito della produzione e del mercato siderurgico nazionale";

Constatato altresì che nessuna iniziativa è stata attuata per respingere la logica aziendale incentrata sui tagli occupazionali e la smobilitazione delle risorse umane;

Verificato che la situazione produttiva e occupazionale della maggiore Azienda dell'industria valdostana sta aggravandosi sempre di più;

Vista la rassegnazione e la volontà di soccombere da parte del Governo regionale alle decisioni e alle iniziative dell'Ilva-Cogne tendenti a giungere alla chiusura dell'attività siderurgica nella nostra Regione;

con la presente Mozione

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Impegna

l'Assessore competente e la Giunta regionale a presentare al Consiglio regionale una proposta operativa in modo da dare all'Azienda, nell'ambito del settore pubblico, una struttura organizzativa capace di portare avanti una corretta gestione e realizzare un programma produttivo nell'ambito del settore siderurgico nazionale, alla luce delle indicazioni e decisioni pervenute dai lavoratori interessati, dalle Organizzazioni Sindacali. e dalle forze politiche che si sono fatte carico delle problematiche della Cogne.

Impegna altresì la Giunta regionale a convocare entro il mese di luglio il Consiglio regionale in seduta straordinaria per assumere le decisioni conseguenti prima del periodo feriale.

F.to Beneforti, Chiofalo, Bondaz e Limonet.

PresidenteHa chiesto la parola il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Io chiedevo di continuare nell'ordine del giorno come deciso dai Capigruppo.

Dopo l'interrogazione presentata come gruppo DC abbiamo presentato anche questa mozione per conoscere, per quanto possibile, come la maggioranza intende affrontare la problematica occupazionale e produttiva dell'Ilva-Cogne.

Già in sede di trattazione dell'interrogazione e dell'interpellanza, abbiamo avuto modo di esprimere le nostre idee ed abbiamo appreso quali erano le indicazioni della Giunta regionale.

Abbiamo presentato questa mozione perché vogliamo approfondire questa problematica e se è necessario anche convocare un Consiglio straordinario per affrontare l'argomento Cogne, che è uno dei più importanti, prima delle ferie estive per non dover rimandare il tutto a settembre.

La situazione occupazionale e produttiva dello stabilimento ha raggiunto livelli tali per cui si deve intervenire subito per evitare danni che saranno senz'altro superiori a quelli di oggi.

Inoltre lo scopo di questa mozione è perché non è stato rispettato dalla Giunta regionale il mandato avuto dal Consiglio nella seduta del 4 maggio. In quella seduta, la maggioranza alla Giunta aveva chiesto di presentare una proposta entro 60 giorni. Come mai allora si pretendeva in modo imperativo una proposta mentre la Giunta attuale non si sente in dovere di rispettare gli impegni e il mandato che il Consiglio regionale le aveva dato.

Non solo non è stata presentata una proposta, ma nessuna iniziativa è stata assunta per respingere la logica aziendale sui tagli occupazionali e sulla mobilitazione delle risorse umane all'interno dell'azienda.

Quindi non è stato fatto nulla ed io mi domando perché quando si dicono queste cose è fare demagogia e quando si ricordano gli impegni presi ci si accusa di demagogia.

Con il 30 luglio sappiamo che termina l'attività del Consiglio, ma prima di allora noi riteniamo che venga affrontato il problema. Questa maggioranza, che pretendeva dalla precedente impegni precisi, ci deve dire che cosa intende proporre alle organizzazioni sindacali, al Consiglio di fabbrica della Cogne e alla collettività valdostana.

Ritenete che sia sufficiente dire che ora si tratta in modo diverso? Ritenete che sia sufficiente dire di aver cambiato metodo di trattativa? O che magari Gambardella viene ad Aosta? Che avete scherzato quando chiedevate alla Giunta Bondaz un progetto presto e subito?

A questo punto c'è da chiedersi chi ha avuto l'incapacità di affrontare il problema. È sufficiente forse rimandare tutto a settembre per guadagnare tempo? Ma a settembre sarete in grado, Assessore Mafrica, di indurre l'Ilva a svolgere il ruolo imprenditoriale che gli compete e a superare una fase di stallo e di progressivo ridimensionamento, come affermate nelle risoluzioni che a suo tempo avete presentato?

Se volete si possono rileggere i volantini che l'Union Valdôtaine, Autonomia Indipendente e Autonomia Socialista hanno distribuito alla Cogne, assumendosi determinati impegni: le risoluzioni presentate qui il 4 maggio e in altre circostanze, i documenti approvati dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori, da allora ad oggi.

Caro Assessore e caro Presidente è tempo di uscire dalla logica aziendale. Io l'ho detto anche quando si è discusso dell'interpellanza e dell'interrogazione in modo particolare. Rimanere e credere nella logica aziendale ha portato alla situazione che oggi stiamo attraversando. Noi dobbiamo ottenere una proposta per la continuità produttiva e occupazionale che faccia perno sul pubblico, perché questa è l'unica strada che abbiamo se vogliamo salvare ancora una certa produzione siderurgica nella nostra Regione e se vogliamo salvare ancora certi livelli occupazionali.

La Cogne nei 70 anni di vita è rimasta sempre nel settore pubblico; il privato fino ad oggi non ha mai portato denaro per nuovi investimenti e tanto meno ha portato nuove possibilità di mercato. La Falk ultimamente è l'esempio più evidente; non solo non ha portato investimenti, ma ha preso le fette di mercato dell'Ilva Cogne. La sinergia pubblica e privata è possibile nella misura in cui esiste la volontà politica di realizzarla, ma anche la volontà dei privati di porsi il problema sociale qual è quello dell'occupazione. Oggi il privato non si pone il problema sociale dell'occupazione e l'abbiamo visto non soltanto alla Cogne, ma anche in altre occasioni in Valle d'Aosta e in altre Regioni.

I privati vengono solo se hanno la convenienza, e gli esempi non sono mancati. L'altro giorno si è mosso anche De Benedetti; è venuto ad assistere alla firma che prevede la costruzione di un centro nell'area dell'Ilssa Viola. La Regione però mette a disposizione l'area, costruisce a sue spese lo stabilimento, si impegna a versare 10 miliardi e non solo, si impegna a realizzare la formazione professionale. Noi siamo nelle condizioni di ripetere questo tipo di iniziativa per affrontare l'occupazione che viene estromessa all'interno della Nazionale Cogne? Con i suoi bilanci la Regione è in condizione di ripetere queste iniziative per dare attività occupazionale ai lavoratori valdostani. Siamo in condizioni, Mafrica, di sostituirci all'Ente pubblico?

Anche se l'industria rappresenta una parte importante, anzi la più importante agli effetti dell'economia regionale, agli effetti della realizzazione del reddito e dei livelli occupazionali.

Quali alternative potremmo realizzare se la Cogne chiude? Noi riteniamo che sia nostro dovere muoverci con i nostri Parlamentari per dissuadere l'Ilva Cogne ed aprire un discorso diverso da quello fatto fino ad oggi, in modo che sia dato allo stabilimento di Aosta una struttura organizzativa e una dirigenza che sappia gestire i processi di ristrutturazione, le innovazioni, la verticalizzazione della produzione e anche il rapporto con il privato. Fino ad oggi la gestione è stata portata avanti allo scopo di fare un uso indiscriminato dei pre-pensionamenti tramite i quali sono stati espulsi dall'azienda dirigenti capaci e necessari alle attività produttive senza preparare, in tempo utile, le dovute sostituzioni. Questa è l'evidente dimostrazione che non esisteva e non esiste la volontà da parte dell'Ilva Cogne di dare una continuità all'attività lavorativa.

Noi riaffermiamo quello che abbiamo messo in premessa a questa mozione, nell'interrogazione e nell'interpellanza. Ci si deve muovere in modo diverso dal passato, ma dobbiamo fare in modo di assicurare nell'ambito del pubblico una soluzione positiva a favore dell'attività produttiva e occupazionale nella nostra Regione. Solo così salveremo qualcosa. Se ripeteremo le stesse intese del passato, riapprovando i soliti ordini del giorno, la situazione rimane quella che è oggi.

Se avremo delle risposte valide da parte della Giunta regionale le accetteremo, in caso contrario confermeremo la nostra volontà di arrivare ad un Consiglio straordinario per affrontare meglio il problema senza ulteriori ritardi.

Si dà atto che, dalle ore 23,38 presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Signor Presidente, colleghi consiglieri, io credo che, dal 4 maggio ad oggi contrariamente a quanto viene affermato nella mozione, si siano fatti dei passi e si stiano continuando a farne. Il gruppo di lavoro, che era stato costituito, ha tenuto tre riunioni e nell'ultima aveva delineato degli indirizzi che verranno ripresi nella risoluzione che mi accingo a presentare.

La Giunta, insieme ai parlamentari valdostani, ha assunto l'iniziativa per ottenere contatti con l'Ilva; un incontro si è avuto il 2 luglio e un altro è in programma il 20 luglio. Nel frattempo si sono esaminai i primi risultati dello studio affidato alla Buzzallen per verificare il posizionamento strategico della Cogne nel mercato italiano ed europeo per avere, da parte di questa società specialistica, delle proposte in ordine alla produzione, ai costi della sua attuazione e ai tempi di realizzazione.

Questo studio affidato alla Buzzallen, si inserisce, come si è detto già oggi, nell'ambito del programma relativo all'area Cogne già previsto nell'obiettivo 2 per le zone in declino industriale; dovranno poi seguire altre fasi: sul riuso dell'area e sul piano operativo per la sua destinazione complessiva.

Io credo che sia a tutti chiara la drammaticità della situazione di questa azienda, come anche risulta dalla nota tecnica distribuita questa mattina ai consiglieri, e credo che nella risoluzione proposta si indichino in modo preciso, gli indirizzi operativi che devono rappresentare, per la Giunta, i percorsi da seguire sul problema della Cogne.

Il primo indirizzo è quello di ottenere nei confronti con l'Ilva, con l'Iri e con il Governo, che alla Cogne sia ridato il ruolo di impresa; finora le decisioni più importanti relative a questo stabilimento, sono state prese dall'azionista Ilva e non hanno coinvolto neppure lo staff manageriale dell'azienda in molte occasioni. Noi chiediamo che sia valorizzato il ruolo autonomo dell'impresa Cogne.

Rispetto all'impostazione del problema sottolineato dal Consigliere Beneforti, vale a dire l'assetto azionario, la proposta contenuta nel deliberato è quella di rovesciare un po' la logica della questione e di non attestarsi a tutti i costi su maggioranza pubblica o privata, ma di partire dal problema del risanamento dell'azienda. Se questo è possibile con la maggioranza pubblica tanto meglio, ma se questo tipo di risanamento comporta un ruolo diverso del privato, non ci si fermi di fronte a tale problema.0

Il terzo punto che viene sottolineato non è quello dei fondi da dare all'Ilva per il risanamento impiantistico, ma la necessità che venga redatto un progetto col nuovo pool produttivo.

Di fronte ad un progetto di questo tipo si cercheranno successivamente, nelle forme concordate e, tenendo conto delle normative esistenti, le migliori opportunità per il finanziamento.

Il quarto punto è quello che riguarda le aree. Nell'incontro avuto a Roma il 2 luglio, la Giunta regionale ha voluto riportare la discussione in modo unitario. Negli anni passati l'Ilva ha frammentato la Cogne in tre parti: parte produttiva, parte patrimoniale e parte centrali elettriche. E' stato posto all'Ilva il problema di una visione unitaria di queste tre questioni e allora la questione delle aree va vista complessivamente insieme al progetto industriale e assieme all'utilizzazione delle centrali idroelettriche.

Per ciò che riguarda il discorso delle aree, si tratta di verificare come possono meglio essere utilizzate ai fini di un nuovo assetto della Cogne, e ai fini anche di ulteriori esigenze produttive ed esigenze della città, le disponibilità di questo territorio. L'accento quindi viene messo su come utilizzare meglio queste aree.

Per le centrali elettriche, l'accento viene posto sulla necessità di avere un controllo da parte della Regione su un fattore che è stato storicamente propulsivo rispetto alle attività industriali e che è ancora un fattore essenziale alla continuità dell'attività produttiva perché, come è noto, la siderurgia è consumatrice di grandi quantità di energia ed averla a costi ridotti rappresenta un'opportunità a cui non si può rinunciare.

Si tratta poi, discorso che è stato fatto anche dal Consigliere Beneforti, di ottenere una valorizzazione dei quadri, degli operai e dei tecnici che sono presenti all'interno dell'azienda e che costituiscono il materiale umano su cui si può fondare il futuro dell'azienda stessa.

C'è poi un punto della risoluzione che sottolinea questo aspetto pur garantendo nel contempo ai lavoratori, che ne hanno maturato le condizioni, di ottenere quei pre-pensionamenti che sono stati concordati a livello sindacale.

La risoluzione termina con l'impegno al coinvolgimento del comitato regionale della siderurgia e del Consiglio regionale nelle fasi essenziali di questo confronto che è già iniziato.

La risoluzione credo che soddisfi gli impegni assunti il 4 maggio che fissa in modo preciso, per la Giunta, gli indirizzi da seguire; e su questi indirizzi il confronto potrà essere continuativo.

Per ciò che ci riguarda c'è la volontà di non farsi trascinare nella logica di esaminare problema per problema, ma la volontà di avere una risposta complessiva che affronti le questioni sul tappeto, di nuovo assetto industriale, di riuso positivo delle aree, di controllo e sviluppo delle risorse idroelettriche.

Io mi auguro che su questa risoluzione si possa avere l'unanimità del Consiglio perché la stessa possa diventare più significativa e più impegnativa per la Giunta ed anche nei confronti dei nostri interlocutori.

Non credo che a nessuno si possa nascondere la difficoltà della situazione, ma tracciare indirizzi precisi può favorire e dare forza al Consiglio e alla Giunta.

Do lettura della risoluzione:

Risoluzione

Sottolineato che, anche a seguito degli orientamenti emersi dall'apposito gruppo di lavoro istituito dall'apposito gruppo di lavoro nel mese di maggio, la Regione ha manifestato la volontà di affrontare le questioni relative alla Cogne in modo unitario, al fine di superare le difficoltà di una discussione frammentata su singoli problemi:

Constatato che in data 2 luglio, nel corso di un incontro tra rappresentanti della Regione, parlamentari valdostani ed Ilva, i rappresentanti del gruppo siderurgico, modificando le proprie precedenti posizioni, hanno dichiarato la propria disponibilità a discutere congiuntamente sia del problema industriale che delle questioni connesse alle aree e alle centrati elettriche;

Considerato che detta disponibilità si articolerà attraverso successivi confronti, il primo dei quali si svolgerà ad Aosta il 20 luglio, per giungere ad una complessiva ridefinizione dei rapporti Ilva - Regione sulle questioni aperte;

Ricordato che a supporto dell'attività della Giunta è in fase di completamento (entro fine luglio) una ricerca sul posizionamento strategico della Cogne nel mercato degli acciai speciali, che fornirà indicazioni sulle alleanze produttive e commerciali più opportune, sugli investimenti necessari a potenziare l'assetto impiantistico, sui relativi costi e tempi di attuazione;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

1) di impegnare la Giunta regionale a perseguire nel corso degli incontri relativi al problema Cogne i seguenti indirizzi:

- ridare alla Cogne un vero ruolo di impresa, che ne valorizzi non solo le capacità produttive ma anche quelle programmatorie, operative e commerciali;

- risanare l'assetto economico e produttivo dell'azienda, favorendo accordi industriali e commerciali tra Ilva ed altri produttori/trasformatori privati, le cui attività si possano integrare con quelle di Cogne;

- ridefinire e favorire un nuovo layout produttivo dell'azienda, per migliorarne l'assetto impiantistico e le capacità competitive;

- operare per il recupero complessivo dell'area Cogne, così come previsto dal piano per gli interventi comunitari dell'obiettivo 2, verificando la collocazione più opportuna dell'attività siderurgica ed ottenendo la disponibilità delle aree residue, la cui destinazione sarà concordata con il comune di Aosta;

- riottenere un controllo sulle centrali idroelettriche oggi in concessione all'Ilva, centrali storicamente connesse ed ancor oggi indispensabili all'attività produttiva e sulle quali la Regione ha proprie competenze statutarie;

- valorizzare le risorse umane e professionali oggi ancora presenti all'interno della Cogne e garantire ai lavoratori che si trovino nelle condizioni richieste l'utilizzo dei pre-pensionamenti concordati a livello sindacale;

2) di impegnare la Giunta al coinvolgimento del Consiglio regionale e del comitato regionale per la siderurgia nelle fasi essenziali delle trattative in corso.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Devo dire che non sono per niente soddisfatto. Io voglio domandare a questa maggioranza: è questa la risoluzione che volevate entro 60 giorni dalla Giunta precedente? Sono sufficienti gli impegni che sono scritti in questa risoluzione?

È questa la risposta alla manifestazione che c'è stata intorno al 4 maggio? È questa la risposta che diamo alle organizzazioni sindacali? Ai lavoratori della Cogne?

Il collega Mafrica è venuto qui ad esporre il deliberato di questa risoluzione che ricomincia tutto daccapo come se si fosse nel 1990, o forse prima.

Si dovevano già dire in questa sede i tempi entro cui era possibile ridare alla Cogne un vero ruolo di impresa.

Oggi io mi aspettavo che si dicesse in forme più concrete anche il parere della controparte, come si sono mossi i nostri Parlamentari, cosa ne pensa l'Ente pubblico!

Noi approviamo un documento delle buone intenzioni di questa maggioranza! Io ne faccio a meno di approvare le buone intenzioni che sarebbero state ben capite anche a voce senza la necessità di tenere un Consiglio a mezzanotte!

Ci vuole maggiore concretezza quando si parla di risanare l'assetto economico produttivo dell'azienda, favorendo accordi industriali e commerciali tra l'Ilva e altri trasformatori privati. Ma io l'ho già detto prima. Se questi privati si trovano ed hanno voglia di investire, ben vengano! Ma voi pensate che se è venuta la Falk, è venuta per risanare i debiti della Cogne? Ma quando mai abbiamo trovato un industriale privato che ha rilevato un'azienda assumendosi gli oneri e gli onori nel riassumere l'azienda. Nella nostra regione abbiamo gli esempi che quando qualcuno ha rilevato un'azienda, i debiti li ha sempre appianati la Regione. Voi pensate quindi che nella situazione attuale della siderurgia ci sia un privato che venga a pagare i debiti della Cogne e poi continui l'attività produttiva con l'Ilva Cogne? Ma non ci prendiamo in giro Mafrica!

Nella risoluzione si parla di definire e favorire la produttività dell'azienda, migliorare l'assetto impiantistico, operare il recupero delle aree. Ma ripeto, sono le solite buone intenzioni! Per questo abbiamo già incaricato una Commissione apposita per vedere come bonificare queste aree all'interno della Cogne!

La realtà è che non si comprende se effettivamente c'è la speranza di salvare l'attività produttiva anche in parte ed in certi livelli occupazionali! Si cerca di illudere e di non dire come realmente stanno le cose! Queste sono le risposte che dobbiamo dare?

Cari colleghi della maggioranza, per quanto ci riguarda noi vi chiediamo di approfondire il discorso fino in fondo con l'Ilva, di ritrovarsi a breve scadenza con proposte concrete in modo da fare una valutazione, non soltanto sulle buone intenzioni, ma anche conoscendo quello che intende dare e fare l'Ilva Cogne.

Desideriamo risposte concrete e conoscere concretamente qual è il ruolo della Regione. Non ci prendiamo in giro, almeno tra di noi!

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Non voglio ripetere quello che ha detto l'amico Beneforti, data l'ora tardi, ma quello che mi preme sottolineare è che al di là delle buone intenzioni, non vedo in questo documento neanche una presa di posizione nei confronti dell'Ilva, dell'Iri o dello Stato in relazione alla questione dei pre-pensionamenti.

Ci sono state delle richieste a suo tempo avanzate, delle proposte fatte; il Sig. Gambardella, con il quale io ho litigato proprio per la tutela di quelle che erano le necessità delle Regione e della Cogne, oggi viene ad Aosta per ratificare il 50 percento dei pre-pensionamenti promessi. Io dico allora che questo signore la deve finire di prendere in giro la Valle d'Aosta. In questo documento non c'è nessuna presa di posizione in tal senso, per cui ritengo che un documento di questo genere poteva essere fatto da un buon liberale, come ho già detto, ma non da uno del PDS.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Aloisi (PSI)Noi siamo molto preoccupati dalla grave situazione della Cogne che continua a protrarsi da troppo tempo, ma soprattutto siamo preoccupati dall'inerzia di questa Giunta e dall'Assessore competente. Io facevo parte di una Commissione insieme al Presidente della Giunta e all'attuale Assessore all'Agricoltura e in una occasione si era stabilito che la funzione dell'Ente Regione doveva essere determinante nelle scelte e negli indirizzi della Nazionale Cogne. Questo era uno dei cardini principali di quella che doveva essere la strategia della Regione. Nel frattempo c'è stato il ribaltone bis, ed io non so se faccio parte ancora di quel comitato. So che abbiamo smesso di operare su questi problemi e così oggi ci troviamo di fronte ad una risoluzione che va bene per tutte le stagioni.

È una risoluzione di buona volontà, però non dice nulla in concreto rispetto alle decisioni e soprattutto agli intenti che noi, come comitato, ci eravamo prefissi d'accordo con l'Assessore all'Industria. Allora mi chiedo: abbiamo veramente la volontà di fare qualcosa di pratico o continuiamo a votarci delle risoluzioni e degli ordini del giorno, che vanno bene oggi, domani, fra un anno?

Io critico questa risoluzione perché non dice nulla e ripete le stesse cose che si dicevano anni fa, mentre ci eravamo posti di dire che la Regione doveva diventare protagonista nella scelta e nel futuro della Nazionale Cogne.

Prendiamo atto e riconosciamo che il problema è grosso e noi da soli non siamo in grado di poterlo risolvere, però non si deve tornare indietro rispetto a quelli che erano i convincimenti di allora dell'Assessore e del comitato nominato apposta per analizzare questi problemi.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI-PDS) Per ribadire che questo documento, come è stato anche indirettamente riconosciuto dal Consigliere Beneforti, contiene le posizioni della Regione. Lo studio affidato alla Buzzallen sarà completato entro la fine di luglio e sarà portato a conoscenza del Consiglio.

Sono queste le posizioni con cui la Giunta regionale intende atteggiarsi rispetto agli interlocutori, con posizioni autonome dell'Ente Regione.

Voglio poi sottolineare che probabilmente la risoluzione non è stata letta con attenzione, perché c'è un punto che dice: "garantire ai lavoratori che si trovino nelle condizioni richieste, l'utilizzo dei pre-pensionamenti concordati a livello sindacale", questo è un punto preciso che verrà posto lunedì all'attenzione della controparte.

Credo infine anche di dover respingere le continue battute del Consigliere Bondaz sulle caratteristiche del PDS, pensi piuttosto alla sua Democrazia Cristiana che ha portato questo paese allo sfascio, del PDS ci preoccupiamo noi.

Si dà atto che, che dalle ore 0,08 del 18 luglio, presiede il Presidente Bich.

Rumori in aula

Presidente Silenzio per favore!

(Il Presidente richiama alla calma i consiglieri!)

Silenzio, silenzio!

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Lanivi, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Solo per dire che voteremo la risoluzione che l'Assessore Mafrica ha presentato nel senso e nel significato che lo stesso Assessore ha indicato, cioè di costituire la posizione e le linee di riferimento del Governo regionale, nell'incontro con i rappresentanti dell'Ilva di lunedì 20 e di astenerci sulla mozione presentata dalla Democrazia Cristiana.

Presidente Pongo in votazione la mozione presentata dai consiglieri Beneforti, Chiofalo, Bondaz e Limonet.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 12

Favorevoli: 9

Contrari: 3

Astenuti: 20 (Agnesod, Bajocco, Bich, Chenuil, Cout, Faval, Lanivi, Lavoyer, Mafrica, Marcoz, Martin, Monami, Perrin, Riccarand, Rollandin, Rusci, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio non approva.

Presidente Pongo in votazione la risoluzione presentata dalla Giunta.

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 29

Favorevoli: 22

Contrari: 7

Astenuti: 3 (Milanesio, Pascale e Riccarand).

Il Consiglio approva.