Oggetto del Consiglio n. 290 del 21 luglio 1975 - Verbale
OGGETTO N. 290/75 - ACQUISTO DEGLI IMMOBILI COSTITUENTI IL CASEIFICIO DI ST. MARCEL. APPROVAZIONE E FINANZIAMENTO DI SPESA. DELEGA ALLA GIUNTA.
Sono state recentemente definite le trattative per l'acquisto da parte della Regione degli immobili, siti in Comune di St. Marcel, di proprietà della Società di fatto Bruno Brédy, Renato Brédy, Giulio Béchaz, e costituenti il locale caseificio, da concedere in gestione alla cooperativa a responsabilità limitata denominata "Caseificio di St. Marcel".
Trattasi di un complesso immobiliare costituito, come risulta dall'allegata relazione, da due corpi di fabbrica, adibiti l'uno, di mc. 4928, a caseificio e l'altro, di mc. 1631, a porcilaia, insistenti su un appezzamento di terreno di mq. 7018, inscritto in catasto terreni al F. 4 mapp. n.ri 191-192-428, che i soci proprietari sopra menzionati sono disposti a cedere per il prezzo a corpo di Lire 250.000.000, prezzo ritenuto congruo dalla'mministrazione regionale.
Quanto sopra premesso la Giunta propone che il Consiglio regionale:
- visto il vigente regolamento delle attribuzioni e competenze amministrative del Consiglio regionale
Deliberi
1°) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di Lire 250.000.000 (duecentocinquantamilioni), del complesso immobiliare di cui in premessa, di proprietà della Società di fatto Bruno Brédy, Renato Brédy, Giulio Béchaz, da concedere in gestione alla cooperativa a responsabilità limitata, denominata "Caseificio di St. Marcel";
2°) di approvare la relativa spesa complessiva di Lire 251.000.000 (duecentocinquantunmilioni) da finanziare come segue:
a) per Lire 250.000.000 (prezzo d'acquisto) da imputare sul capitolo di spesa n. 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per l'acquisto e costruzione dei beni patrimoniali"), che presenta la necessaria disponibilità;
b) per Lire 1.000.000 (spesa presunta per la stipulazione dell'atto di compravendita) da imputare sul capitolo di spesa n. 203 del precitato bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese notarili, perizie, liti, atti legali ecc."), che presenta la necessaria disponibilità;
3°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento di esecuzione, per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita del complesso immobiliare di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese, nonché per gli eventuali ulteriori accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale dell'immobile da acquistare.
Jorrioz (IND.) - Passiamo al punto 22bis dell'ordine del giorno. Chi prende la parola? La parola all'Assessore all'Agricoltura.
Marcoz (U.V.P.) - Dalle due relazioni che avete sottomano vedete che la Cooperativa di St. Marcel è stata formata il 27 di novembre dell'anno scorso, i soci che aderiscono sono 131 e comprendono i vari Comuni da Quart a Verrayes, St. Marcel, Gignod, Nus, Pontey, St. Denis, Pollein, Fénis, Brissogne. Un quadro generale come avete sottomano dalla seconda relazione. Noi, come Giunta, abbiamo portato avanti questo discorso di Cooperativa in quanto riteniamo veramente che, oggi come oggi, sia il più equo e il più idoneo. Difatti dalla seconda relazione che avete, come piano di cooperativizzazione in Valle d'Aosta vedete che il disegno per la Valdigne, il progetto per il Caseificio della Valdigne è a buon punto, cioè i terreni sono già acquistati, il progetto esecutivo dovrebbe essere elaborato a giorni e quindi anche quella Cooperativa potrà funzionare. Seconda cosa: la Cooperativa dell'Alta Valle di Villeneuve dà un buon risultato. Terza, chiamiamola così Cooperativa, la Centrale del Latte che svolge anche questa funzione qui... e purtroppo siamo invece carenti nella Bassa Valle, abbiamo solamente quella di Fontainemore che si sta avviando, appunto, parecchie polemiche, e abbiamo quella nella valle della Valtournanche, quindi veramente la Bassa Valle è sprovvista di Cooperative.
Come vedete dalla relazione: "appurare tutti i dati possibili per procedere alla costituzione di nuove cooperative anche in Bassa Valle...", questa al Centro Valle è una cooperativa... Come Giunta, riteniamo che si debba portare avanti perché la volontà di tutti questi produttori è stata manifestata diverse volte, questo disegno era già un disegno che la Giunta precedente aveva portato avanti e noi, come Giunta, abbiamo cercato di concludere. Le trattative con i Signori Béchaz e Brédy, attuali proprietari del Caseificio, sono state abbastanza lunghe e, in base alle perizie dei nostri tecnici, abbiamo concordato un prezzo, come avete da perizia, di 250 milioni, cioè dividendoli come prezzo di terreno è valutato 6.000 lire il metro, come costo dei fabbricati esistenti, costruiti adesso è sulle 26.000 lire il metro cubo, come attrezzature attuali a disposizione del Caseificio di 37 milioni, è chiaro che le strutture attuali del Caseificio di St. Marcel sono ancora insufficienti, mancano dei depuratori, manca la casa per il custode, cose che senz'altro nel giro di un anno o due riusciremo anche qui a realizzare.
Pertanto, come Giunta, sottoponiamo al Consiglio l'acquisto di questo Caseificio e sentiamo dai vari Consiglieri le osservazioni che hanno in merito.
Dolchi (P.C.I.) - L'Assessore Marcoz nella sua introduzione, come già nell'allegato suppletivo, ha posto particolarmente l'accento sulla necessità del potenziamento dell'industria lattiero-casearia su basi cooperative. Siamo perfettamente d'accordo con lui che il problema vada esaminato, vada affrontato con una visione globale, ma che vada esaminato soprattutto con alcune considerazioni su cosa intendiamo fare. Prima di arrivare a questa parte, prima di esaminare più attentamente questa parte della relazione dell'Assessore Marcoz e quindi esprimere in proposito un consenso sull'oggetto su cui siamo chiamati questa mattina a deliberare, vorrei ricordare al Consiglio e all'Assessore che noi ci troviamo di fronte ad un acquisto di immobili e di terreni e che in proposito abbiamo avuto la proposta di deliberazione, una relazione e un allegato suppletivo.
Abbiamo già detto in alcune occasioni - lo ha detto particolarmente il Compagno Monami nella scorsa seduta - come il Consiglio si trovi ad esaminare degli importanti argomenti - importanti anche dal punto di vista quantitativo per il numero di milioni che siamo chiamati a sborsare - senza che ci sia un'adeguata preparazione di questi provvedimenti, in presenza di una mancanza o insufficienza da parte delle Commissioni e in questo caso anche, se volete, di una mancanza burocratica. Noi riteniamo che anche se esiste - e dimostrerò che esiste - una mancanza burocratica, la responsabilità amministrativa e politica deve essere sempre posta a carico degli eletti. Io mi sento di dire che non è assolutamente decente la documentazione che è stata presentata al Consiglio per questo acquisto di 250 milioni e, secondo noi, è una sottovalutazione dell'importanza del deliberato, dell'importanza delle decisioni e delle scelte che l'Assemblea deve adottare e direi che la procedura è alquanto disinvolta proprio se la mettiamo in correlazione con la relazione dell'Assessore Marcoz. L'Assessore Marcoz ci ha parlato di perizie, ebbene, se voi guardate gli allegati, non esiste una perizia perché, per la lunga esperienza che abbiamo in materia amministrativa, le perizie sono quelle asseverate che documentano in base a quale ragionamento e in base a quale conteggio si arriva a proporre un determinato prezzo. Nel primo allegato abbiamo invece una relazione tecnica di un funzionario dell'Assessorato dell'Agricoltura che non è una perizia; d'altra parte, se voi la leggete attentamente, non si fa neanche riferimento ai prezzi perché il prezzo lo si trova solo nella proposta di deliberazione e lo si trova solo come un prezzo a corpo di 250 milioni ritenuto congruo dall'Amministrazione regionale.
Manca la perizia quindi, Assessore Marcoz: per perizia quella che i geometri - e l'Assessore Marcoz è un geometra - sono chiamati a fare e non credo possa essere interpretato come perizia l'allegato suppletivo. Nell'allegato suppletivo si fa un passo in avanti, invece di dire che a 250 milioni a corpo ritenuto congruo dalla Giunta regionale, si chiede il voto del Consiglio, ci sono tre cifre, si suddivide terreno, fabbricati e attrezzature. Per quanto riguarda il terreno, si tratta di 7.018 metri quadri per 6.000 in questa che vogliamo considerare perizia, anche se questa non è firmata, è una relazione del... non è ben identificato, ma diciamo che è dell'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste. Ecco, in una perizia si dovrebbe dire perché 6.000 e non 5.000, non 7.000, perché non 3.357 se fosse in applicazione della legge n. 865, integrazione regionale in caso di cessione volontaria di un proprietario semplice di un prato irriguo, o 3.748 se fosse considerato il cedente o i cedenti, proprietario conduttore diretto, o addirittura - io voglio andare oltre nella valutazione - 5.291 se si tratta di area situata in centro edificato. Non è il caso ma poteva darsi che il tecnico, riconoscendo la necessità di una valutazione di questo tipo, indicasse al Consiglio il prezzo di 5.291 perché si trovava in queste condizioni, fino ad arrivare, se il proprietario fosse conduttore diretto per cessione volontaria in area situata in centro edificato, a 5.772 al metro quadro. Si dice invece 6.000 senza spiegarci perché l'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste non meglio identificato stabilisce che quel prezzo è quello equo nella zona di St. Marcel.
Analogamente abbiamo per i fabbricati 6.559 metri cubi per 26.000 il metro cubo; 26.000 sono tanti, sono pochi, potrebbero essere 20.000, 30.000... Noi potremmo anche non contestare una cifra maggiore ma io penso che un allegato decente per l'esame dei Consiglieri regionali avrebbe dovuto dire in base a che cosa 26.000 era il prezzo ed è il prezzo che ci si propone di pagare.
Il colmo poi lo si raggiunge con la valutazione delle attrezzature, celle frigorifere e macchinari, che a corpo viene valutata in 37.358.000 non perché ci sia una valutazione dei singoli macchinari ma perché questa è la cifra che, sommata alle altre due, fa esattamente 250.000.000.
Ecco, io mi appello alla serietà dei colleghi sia dell'Esecutivo che del Consiglio per richiamare l'attenzione sul fatto che questi documenti non sono affatto probanti, questi documenti non sono minimamente degni di un Consiglio regionale! Noi siamo andati a vedere, non ci siamo limitati ai documenti, siamo andati sul posto, il Gruppo ha discusso a lungo la situazione, abbiamo discusso anche con gli interessati. Possiamo anche dire che forse il prezzo è valido... la Giunta potrebbe dirci un prezzo inferiore di perizia... che può essere proposto in 250.000.000 considerato che per la costruzione di un Caseificio nuovo si dovrebbero aspettare 2-3-4-anni, mentre pagando 10, 20, 30 milioni di più si potrebbe averlo subito in efficienza e quindi in questo modo raggiungere il risultato che si vuole raggiungere. Ecco, mi sia consentito, questo poteva essere un ragionamento valido: quello di dire, per esempio, per quanto riguarda i macchinari - i macchinari sono costati nel momento in cui sono stati acquistati in base alle fatture tanto e fa un totale -, che essi sono deperiti, ma che però, proprio perché sono già piazzati, sono sul posto e sono funzionanti, meritano di essere rivalutati forse anche in considerazione della svalutazione della moneta e che quindi il Consiglio regionale in piena coscienza, con cognizione di causa, può tranquillamente votare il provvedimento per cui a corpo si chiede di pagare 250.000.000.
Nella prima relazione abbiamo anche vagamente accennato al fatto che dopo l'acquisto ci dovranno essere degli interventi per il completamento e l'ammodernamento sia dei fabbricati che delle attrezzature, si doveva dire però più o meno quanto essi sarebbero venuti a costare. Se nel rispetto del Consiglio si intendeva dare una documentazione "efficiente", anche tutte le altre spese per fognatura, depurazione, eccetera - che sono indicate come necessarie e indispensabili -, avrebbero dovuto essere indicate chiaramente. Si parla addirittura anche di un alloggio del custode e, tenuto conto della tendenza all'acquisto e alla costruzione di alloggi abbastanza onerosi, vorremmo sapere quanto potrebbe venire a costare l'alloggio del custode.
Secondo noi, quindi, manca tutta una documentazione valida o un ragionamento che ci permetta di votare tranquillamente il prezzo che la Giunta propone e non il provvedimento legato alle finalità che si propone, anche se manca, secondo noi, un programma di utilizzazione, di previsione economica e commerciale. Era scritto nella prima relazione, ce lo ha ripetuto l'Assessore Marcoz: quest'attrezzatura dovrebbe servire i conferenti, i conferitori di numerosi Comuni; ebbene, secondo noi, quest'affermazione avrebbe dovuto portare anche alla valutazione di come si può organizzare in un settore, in un così vasto numero di Comuni, il problema dei trasporti. Non vogliamo parlare di improvvisazione, non vogliamo neanche parlare di speculazione su questa operazione, anche se la carenza di documentazione ci permetterebbe di farlo, riteniamo però che un provvedimento di quella misura - si tratta di 250 milioni -, di quella importanza per la sistemazione, per le prospettive di una politica lattiero-casearia su basi cooperative meritava uno studio maggiore e più approfondito. Siamo d'accordo sulla cooperazione, sull'associazionismo, ma la Regione deve coordinare e programmare gli interventi e quindi doveva dirci in modo più chiaro e più preciso quale ruolo - e per quale quantità di latte conferito - doveva svolgere questo Caseificio: il suo ruolo nella Media Valle.
Nella relazione aggiuntiva, e termino, si parla di totale disponibilità dell'Amministrazione per l'assistenza tecnica ed economica, ecco, la frase è piuttosto ambigua, non sappiamo a che cosa si riferisce questa totale disponibilità: se al prezzo controllato - come alcuni si illudono, non so se illudono o se sono delle promesse dell'Assessore - dei conferitori... delle quantità che verranno conferite; se l'intervento regionale è per quanto riguarda il trasporto da tutti questi numerosi Comuni fino a St. Marcel... totale disponibilità per quale politica visto che, anche per quanto riguarda la Bassa Valle, si rimanda poi a ulteriori studi?
Ecco, secondo noi, per un voto tranquillo, cosciente, il Consiglio avrebbe dovuto avere da parte dell'Esecutivo tutte queste indicazioni. Non siamo qui per far perdere del tempo, però riteniamo che queste cose vadano approfondite, che non si possa gabellare per perizie delle relazioni o delle somme che non hanno nessuna origine tecnica e valida se non sono asseverate. Non si può continuare nell'improvvisazione dell'acquisto di tutto quanto viene prospettato all'Amministrazione regionale anche quando l'acquisto può essere giustificato da una serie di decisioni e indirizzi adottati a monte; anche se questi indirizzi non hanno mai trovato concretezza in scelte precise, in programmazioni precise, in analisi precise di quelli che possono essere i dati che i Consiglieri debbono avere per poter esprimere con tranquillità il loro voto. Dicevo, non intendiamo far perdere tempo, ma, a nome del Gruppo Comunista, ritenevo indispensabile sottolineare come il Consiglio regionale in questo modo venga chiamato alle volte a scatola chiusa ad adottare dei provvedimenti consistenti e soprattutto venga chiamato, con l'improvvisazione che caratterizza questa Giunta, ad esprimere il proprio parere.
Manganoni (P.C.I.) - Io pensavo che qualche altro collega avesse qualcosa da dire, ma nessuno ha chiesto la parola, allora... Le trattative per l'acquisto di questo Caseificio sono state iniziate già nella precedente Amministrazione, tant'è vero che nel mese di ottobre o novembre c'è stata una riunione, un'assemblea dei conferitori nello stesso Caseificio, dove vi erano centinaia di produttori di latte presenti. L'attuale Giunta ha portato avanti le trattative che oggi si concludono. Ora, noi sappiamo che questo problema non si può rinviare perché i 130 soci devono sapere prima della fine di settembre cosa devono farne del loro latte, se mantenere le latterie o se conferire al Caseificio: ecco perché è urgente e non si può rimandare questa decisione, però io non ripeto quanto ha detto Dolchi, voglio solo puntualizzare alcuni fatti. Noi siamo pienamente d'accordo, è inutile che ribadiamo: "le Cooperative...", eccetera, lo abbiamo detto un'infinità di volte, io ho visitato due volte questo Caseificio, mi sono reso conto degli impianti modernissimi, delle costruzioni, dei macchinari, delle attrezzature, io posso anche dare atto senza volermi atteggiare a tecnico che se la Regione dovesse costruire un Caseificio come quello, una cifra doppia non basterebbe, io do atto di questo, e ci vorrebbero 3 o 4 anni, però il problema sta in quello che ha detto Dolchi: la perizia. Questa è una presa in giro, non è una perizia, si citano tre cifre senza documentarle e il Consiglio dovrebbe approvare. Quando si acquistavano degli immobili nel passato, si allegava anche uno stralcio di progetto di questo immobile, perché i Consiglieri che non vanno sul posto a visitarlo non sanno, non hanno un'idea neanche pallida perché ci sono quattro righe qui su questa specie di planimetria.
Ora, io non vorrei atteggiarmi a maestro di come si fanno le perizie, però, vedete, io mi appello a una legge e chiederei alla Giunta di seguire questi criteri, in modo da evitare per le future proposte di acquisto di immobili le nostre solite osservazioni. Qui c'è la legge n. 865 che tratta di espropri, ma noi non chiediamo che si espropri questo Caseificio, ma chiediamo che, per eseguire la perizia, si seguano i criteri dell'articolo 16 di questa legge. È chiaro? Cosa dice l'articolo 16? Non ve lo leggo tutto, ma dice: "l'indennità è determinata in base alla somma del valore dell'area...", il valore dell'area, è chiaro, c'è una legge integrativa regionale alla legge n. 865 e si doveva dire: "applicando la legge n. 865, il prezzo sarebbe di circa 7.000 lire al metro", 7.000 o 7.500, basta prendere le tabelle e allora nessuno potrebbe dirvi niente, perché? Perché quello è il prezzo stabilito dalla legge n. 865, qui forse lo si paga anche meno di quanto si pagherebbe con la tabella, io non dico che dobbiamo pagarlo di più, però fate questo confronto in modo che i Consiglieri regionali lo sappiano.
Procede quest'articolo: "... dell'area... - eccetera - e del valore delle opere di urbanizzazione e delle costruzioni - come nel caso nostro - tenendo conto del loro stato di conservazione...": ecco cosa dice l'articolo 16. Allora, anziché quelle tre cifre campate per aria, la perizia doveva dire: "terreno - lo abbiamo visto no? - valutato 6.000", se fosse quella legge, ne varrebbe 7.000... è conveniente per la Regione? Piano terreno: metri cubi tanti, piano interrato, eccetera, metri cubi tanto, oggi per i capannoni osserviamo che quello... tetto doppio sia la porcilaia, sia il Caseificio, quindi ha ancora un prezzo maggiore dei capannoni semplici, lire "X" al metro cubo, valore oggi corrente... due celle frigorifere, tutto rivestito in polistirolo... uno che ha 150 metri quadri, impianti, eccetera, oggi avrebbe il valore di lire "X"; le attrezzature, la porcilaia, valore di oggi lire "X", totale lire "Y". Teniamo conto di quanto dice l'articolo: al loro stato di conservazione, considerato che è da 4 anni mi pare che... si può ridurre, non so io vi faccio una cifra per fare l'esempio del 20% del valore. Allora lire "X" meno il 20% di deperimento fa lire... con una perizia del genere nessuno potrebbe accusarvi e voi sareste perfettamente in regola anche per questa legge: parlo di valutazione e non di espropri... i criteri di valutazione, in più bisognava aggiungere, qui se ne accenna, la casa del custode, le attrezzature, la caldaia polivalente che... a 70 quintali deve essere portata, ed è giusto perché sennò non si possono accogliere le domande di tutti i potenziali conferenti, l'allacciamento alla fognatura è di circa 300 metri, con una vasca di decantazione. Occorre quindi aggiungere alla perizia queste opere che si presume di dover costruire... ammontano circa a lire "X" per la caldaia, "X" per l'allacciamento fognatura, totale... allora il Consigliere sapeva che se questo impianto, eccetera, il capannone... se sono nuovi, valgono "X", dico 20%, che può essere il 30 o il 10, non importa, di svalutazione... fa lire "X".
Quanto dovremo spendere per attrezzarlo definitivamente? Anche cifre approssimative, si capisce, perché se queste attrezzature le facciamo fra due anni, la svalutazione della moneta... Comunque i Consiglieri saprebbero che dovrebbero spendere 50, 30 o 80 milioni per queste attrezzature, ora perché queste cose non si fanno? Di tutte le perizie che voi portate, che la Giunta porta di questi edifici che noi abbiamo acquistato non una è stata elaborata, preparata con questi criteri, che sono i criteri sani, criteri prescritti anche dalla legge.
Io potrei continuare, ma non voglio esagerare e vi dico che il vostro sistema è un sistema corretto, quindi non nella sostanza... io do atto che il valore è superiore a quanto stabilisce questa... che non è assolutamente una perizia, è una relazione, però nel modo in cui voi concepite, cioè il sistema di presentare ai Consiglieri delle perizie che non dicono assolutamente niente... d'altronde nelle Giunte del passato le perizie, anche per edifici di un importo inferiore, erano delle perizie discutibili fin che volete ma erano delle perizie, queste non sono delle perizie. Comunque io non tiro più per le lunghe, l'ha detto Dolchi, siamo favorevoli all'acquisto di questo Caseificio per le ragioni che non vi esponiamo, che tutti comprendiamo, perché l'agricoltura è la grande ammalata non solo in Valle d'Aosta, in Italia, ma nel mondo... almeno in tutta l'Europa è la grande ammalata e bisogna aiutarla, però in avvenire se vi saranno altre perizie, noi vi preghiamo di farle come si devono fare, cioè delle perizie ispirandovi all'articolo 16 di questa legge, ripeto: non esproprio, ma criteri di valutazione.
Pollicini (D.P.) - Anche noi siamo favorevoli a votare questa delibera visti taluni aspetti che ha. Abbiamo però necessità di fare alcune osservazioni sul modo con cui si è proceduto, cioè mi pare che qui il discorso dei caseifici avrebbe dovuto essere affrontato come discorso globale, su un piano globale che tenesse conto di alcuni aspetti reali di oggi, di un tipo di organizzazione nuova che ci stiamo dando, cioè delle Comunità Montane inquadrate in una certa area, visto anche secondo quello che io penso di chiamare un piano dei caseifici, cioè una programmazione, un modo di vedere le cose un pochino coordinate in maniera tale da poter avere la possibilità di essere in grado di sapere che cosa intendiamo fare in un quadro generale dei caseifici. Questa iniziativa è stata presa dalla Giunta precedente, evidentemente sì, però il discorso così come andava impostato mi pare che avrebbe avuto necessità di essere inquadrato in maniera diversa. Quindi siamo d'accordo su questo acquisto per alcuni motivi già espressi, ma siamo contrari al metodo usato per impostare questo tipo di acquisto e, in particolare, per questa valutazione sul piano economico e finanziario.
In sostanza, che cosa chiediamo? Chiediamo che questa Giunta non ci porti ad ogni seduta di Consiglio un acquisto così visto a sé, in una seduta di Consiglio ci porta la Casa Berti, nella seduta successiva ci porta l'appartamento di via della Pace, nell'altra seduta ci porta la Casa di Pont St. Martin, in questa ci porta il Caseificio di St. Marcel, cioè mi pare che il modo di procedere di questa Giunta sia così farraginoso, sconclusionato, non collegato per niente, che ci sia da dubitare sulla valutazione delle cose secondo un piano... non esiste assolutamente un piano, cioè un Assessore ha quest'idea, l'altro ne ha un'altra e si va avanti a compartimenti stagni senza che le cose siano collegate, senza che vi sia un obiettivo funzionale, senza che vi sia una correlazione dei problemi messi fra di loro in relazione agli acquisti proposti al Consiglio. Elementi validi pertanto non ce ne sono per poter giudicare, qui si dà un voto, diremo così, con notevoli perplessità, può essere valida l'iniziativa particolare in quel settore, però è chiaro che, se non è inquadrata in un discorso generale, può anche essere non valida, possono sortire dei problemi o conflitti così come si sono visti alcuni problemi della latteria di Aosta con quella di Villeneuve, eccetera. Qui io non voglio fare discorsi molto ampi, ma nella valutazione del terreno, 6.000 lire al metro quadro come possiamo dire? Se questo metro può essere giusto o meno? Chi lo può dire, perché, ad esempio, nella Casa Berti noi abbiamo visto che gli acquirenti hanno percepito dalla Signora Berti per il terreno 53.130.000, la Regione con il suo atto ha pagato quello stesso terreno 170.000.000, cioè qui ci mancano paragoni, ci mancano confronti, ci mancano quelle perizie di cui si parlava prima... il Consigliere Dolchi... ci mancano quelle valutazioni che diano la tranquillità al Consigliere che l'acquisto sia un acquisto fatto a valori reali e non a valori gonfiati e comunque mortificati.
Sotto questo aspetto, evidentemente, per quanto riguarda le cifre che io ho citato: 53.000.000 percepiti dagli acquirenti, 170.000.000 pagati dalla Regione per il terreno della Casa Berti, chi ci dice che questi 42 milioni siano reali o siano gonfiati? Non lo sappiamo. La Regione ha il dovere sacrosanto di assicurarsi che i valori siano valori congrui, ma non gonfiati, a parte l'altro aspetto del problema che è quello dell'applicazione della legge regionale che è stata fatta apposta per evitare che il tipo di legge dello Stato che era piuttosto vessatorio nei confronti dei proprietari specialmente di zone a piccoli appezzamenti di terreni... era praticamente inapplicabile, ne abbiamo fatta una perché fosse applicabile, tutto il Consiglio era d'accordo, ma non si riesce ad applicare questa legge. Le nostre perplessità sono di quest'ordine.
Fosson (U.V.) - Non voglio entrare in merito a questo problema, ma voglio fare una semplice battuta in riferimento alle prime parole del Consigliere Pollicini, che continua ogni volta a dire che non c'è programmazione, una cosa e l'altra. Ho detto una semplice battuta: se lei vuole vedere un piano programmatico dei caseifici, io la invito a prendere le relazioni del Consiglio regionale, a prendere la legge del 1954 che era stata fatta, dove c'era un programma preciso per i caseifici in Valle d'Aosta. Non è quindi che non si sia mai fatto dei piani, è solo che un'amministrazione non sa mai quello che ha fatto la precedente e noi, finché andremo avanti di questo passo, non faremo mai della programmazione, quindi faccio solo questa battuta... prenda le relazioni, i verbali del Consiglio regionale del 1954 e vedrà che c'è una legge su cui erano stati stanziati anche 200 milioni praticamente per un piano di caseifici e, se oggi si andasse ad analizzare, si vedrebbe che era molto più razionale di tutto quello che è stato fatto dopo.
(brusìo in aula)
Jorrioz (IND.) - Per favore! Vi prego. Se qualcuno vuole intervenire, è pregato di chiedere la parola. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - È vero che gli allegati a quest'oggetto sono lacunosi rispetto all'informazione al Consiglio di alcuni aspetti tecnici per quanto concerne il prezzo del Caseificio, è altresì vero - e di questo possiamo scusarci - che tali e tanti fatti a monte, e non per iniziativa di questa Giunta, avevano portato a delle trattative già abbastanza concrete e abbastanza cifrate in denaro con i proprietari di questo Caseificio che credo nell'insieme della questione e riconoscendo che ci sono queste lacune nella perizia... e credo che si possa riconoscere che l'acquisto viene fatto ad un prezzo congruo e quindi la lacuna è, se volete, burocratica e tecnica, non è una lacuna sull'effettiva portata della spesa per la Regione.
Per quanto riguarda il discorso programmatico, anche qui io non sto a ripetere ma ponderosi volumi sono stati scritti e pagati dall'Amministrazione regionale proprio per stabilire una serie di caseifici in Valle d'Aosta di cui questo è un esempio e rientra nelle maglie di quello che era stato a suo tempo discusso e deciso da parte del Consiglio.
Può essere vera la critica per quanto riguarda la grossa lacuna della Bassa Valle, è altresì vero che il tipo di lavorazione del latte in Bassa Valle è differente perché lo sapete meglio di me, ci sono stati... e si è ripetuto migliaia di volte... i contributi per la fontina e non per la toma e avanti di questo passo, la situazione laggiù è differente, la produzione, tra l'altro, credo sia nettamente inferiore. Qui si aveva un'occasione concreta di intervenire nell'ambito di certe previsioni che erano state fatte ad un prezzo che a corpo grosso modo... riconosciamo ancora una volta che una perizia avrebbe potuto dare maggiori soddisfazioni ma non avrebbe cambiato la sostanza delle cose. Dopo aver detto tutto queste cose, credo che a un certo momento bisognerà venire sul terreno, fare come ha fatto il Consigliere Manganoni, come hanno fatto molti membri della Giunta e vedere questo Caseificio e dire se vogliamo o non vogliamo acquistarlo.
Per quanto riguarda la Giunta, siamo dell'opinione che è indispensabile aiutare l'agricoltura in questa maniera, obbligando al limite a uno sforzo cooperativo i produttori; non ci sono impegni, questo per Dolchi, per quanto riguarda interventi economici né per il trasporto, né per altre questioni, ogni questione del genere dovrà essere comunque discussa dal Consiglio e le future progettazioni di cui si è vagamente accennato... si è accennato proprio per il fatto che si prepara il Consiglio a nuovi deliberati che riguardano il Caseificio, ma è difficile fare adesso esattamente una previsione di quelle che saranno le opere che dovranno ancora essere progettate se il Consiglio è d'accordo di acquistare questo Caseificio.
Lustrissy (D.P.) - Non avrei neanche preso la parola se il Presidente della Giunta non me ne avesse dato l'occasione, perché vedo che qua si trattano i problemi con una superficialità che addirittura rasenta un pochino la stupefazione e questo per precisare qual era la posizione della precedente Giunta di fronte al problema del Caseificio di St. Marcel. La precedente Giunta si è solo limitata ad accogliere l'istanza dell'Assemblea dei produttori latte della zona presenziando alla formazione del Consorzio e dando al Consorzio tutte le indicazioni relative alla legislazione regionale in merito alla costruzione e alla gestione dei caseifici. Nessuna trattativa è stata portata avanti dalla precedente Giunta per l'acquisto del Caseificio nel modo più assoluto, la precedente Giunta si è limitata a prendere atto della formazione del Consorzio e ha demandato poi al Consorzio la decisione sulla scelta del tipo di intervento previsto in base alla legislazione regionale, che, come i Consiglieri conoscono, prevede sia l'acquisto da parte dell'Amministrazione regionale con gestione da parte della Cooperativa, sia la possibilità della Cooperativa stessa di acquistarlo con il contributo del 75% da parte dell'Amministrazione regionale. Nel momento in cui è stato formato il Consorzio questa decisione era ancora da prendere, pertanto nessuna decisione in merito alle trattative e all'acquisto del Consorzio è stata fatta dalla precedente Giunta, dunque rimangono valide sul piano della conclusione tutte le osservazioni fatte dai Consiglieri che hanno preceduto.
In sostanza, non si può portare al Consiglio un elaborato di questo tipo, l'assenza assoluta di una perizia, di un elaborato tecnico che gli uffici dell'Assessorato comunque hanno perché, prima di costituire il Consorzio, era stata nominata una Commissione che, in accordo con i tecnici dell'Assessorato, aveva studiato le percorrenze, i costi delle percorrenze, la delimitazione del Consorzio... Poi, all'atto della formazione del Consorzio, probabilmente si saranno ancora inseriti alcuni Comuni a scavalco di due Comunità, questo è un problema che poteva ancora essere affrontato nel dettaglio, nel senso di riportare la dimensione di queste strutture organizzative dei caseifici all'interno delle singole Comunità per quanto possibile, però il discorso diciamo così che oggi viene fatto, cioè della mancanza di elementi tecnici per la conoscenza dei Consiglieri erano tutti già elementi tecnici acquisiti dall'Assessorato, che l'Assessorato aveva pure a disposizione e poteva anche predisporre una relazione tecnica sulla scorta dei dati in proprio possesso che desse la tranquillità ai Consiglieri sull'operazione proposta, una perizia tecnica anche sulla valutazione degli effettivi prezzi e sugli effettivi macchinari esistenti, che non ci si limiti a una vendita a corpo ma si esamini nel dettaglio tutte, diciamo cosi, le situazioni interne del Caseificio anche per dichiarare e chiarire una volta per sempre se il Caseificio è agibile così com'è oppure necessita ancora di altri interventi per una sua ristrutturazione in base ai conferimenti oppure ai conferitori che hanno aderito all'iniziativa. Questo era il discorso da fare, ma, in assenza di un qualsiasi tipo di perizia, in assenza di un qualsiasi elemento tecnico per una visione un po' più chiara del problema, è chiaro che i Consiglieri, di fronte a una proposta del genere, si trovano abbastanza disorientati.
Con questo voglio anche ribadire che allo studio dell'Assessorato esiste, come diceva l'Assessore Fosson, tutto un lungo studio che ancora l'altro giorno mi riguardavo agli atti, che abbiamo fatto assieme anche in Commissione Agricoltura, cioè Comune per Comune è stata valutata tutta la produzione del latte, si sono cercati di evidenziare dei comprensori e, proprio in base a questi comprensori, si sono portate avanti alcune iniziative. Probabilmente questa iniziativa, che era stata iniziata da una precedente Giunta come formazione di Consorzio, non è stata poi seguita con cura successivamente per l'esatta delimitazione del Consorzio e anche relativamente alle procedure da seguire per l'acquisto diretto da parte dell'Amministrazione regionale oppure del contributo a favore del Consorzio... per dare la possibilità al Consorzio di acquisire questa infrastruttura per permettergli di entrare in attività al più presto.
Tutte queste valutazioni erano ancora da fare perché nelle uniche riunioni a cui ha partecipato l'Assessore precedentemente ci si era riferiti a questo tipo di discussione, cioè sulla legislazione esistente, sulle possibilità offerte al Consorzio e, successivamente, una volta che il Consorzio fosse stato operante, formato, con esatta delimitazione, un censimento più puntuale in base agli scritti della produzione... si sarebbe dovuto dimensionare il Caseificio e provvedere poi, diciamo così, in base alle decisioni del Consorzio, con l'apporto tecnico da parte dell'Assessorato dell'Agricoltura, a trovare la soluzione migliore sia sul piano tecnico, sia sul piano dell'intervento dell'Amministrazione regionale come spesa, diciamo così, di conseguenza.
Pertanto io nel modo più assoluto respingo queste tesi del Presidente della Giunta che l'iniziativa era stata compromessa sul piano dell'acquisto della precedente Giunta, queste sono le parole che tu hai detto esordendo all'inizio del tuo intervento, perciò non c'era nessuna compromissione sul piano della definizione della soluzione del Caseificio di St. Marcel, la situazione era aperta, si trattava di condurre le trattative in un modo diverso, con delle relazioni più adeguate e più confacenti alle esigenze di questo Consiglio che deve deliberare.
Chincheré (P.C.I.) - Un brevissimo intervento proprio per non andare oltre il lecito. Qualcuno si stupisce di come sono state presentate in quest'aula le perizie, io non mi stupisco assolutamente. Sappiamo che l'Assessore Marcoz è un uomo di vasta cultura, di larghi interessi, conosciamo le sue elaborazioni sulla forestazione, sulla sistemazione idrogeologica, sui gravi e grandi problemi della zootecnia valdostana e, di conseguenza, pensiamo che non abbia tempo di occuparsi di queste questioncelle, tant'è vero che, dai silenzi significativi del suo Assessorato, della sua poltrona di Assessore, è legittimo dedurre che anche in Consiglio lui continui ad elaborare e far fruttare queste conoscenze dei suoi campi di interesse. Ci stupisce invece che la Giunta, nata all'insegna dell'efficientismo, del rigore amministrativo, faccia queste cose e vorrei soltanto sottolineare un'affermazione gravissima - credo sia la seconda o la terza volta, deve averla già fatta a proposito della Casa Berti o di Pont St. Martin, ma non ci scommetto... - del Presidente della Giunta, che ha detto: "è vero, ci scusiamo delle carenze della nostra perizia, però, anche se l'avessimo fatta in modo diverso, nel modo in cui la vuole Dolchi - e Dolchi indubbiamente ha ragione a volere le perizie in quei termini - non sarebbe cambiato l'importo da sborsare". Al che evidentemente c'è da chiedersi quale strana a... c'è fra il termine "rigore amministrativo" e un'affermazione di questo genere, perché se ne deduce che le perizie non sono in funzione dello stabilire un costo, ma l'importo finale ipoteca tutta la perizia stessa.
Evidentemente noi chiediamo alla Giunta, alla maggioranza, una maggiore coerenza con le grosse affermazioni impegnative, affermazioni di principio che ne fa un modo di realizzarle abbastanza banale.
Andrione (U.V.) - Due parole per dire che la coerenza e il rigore amministrativo consistono nel trattare le questioni nell'interesse dell'Amministrazione, non certamente nel fare delle perizie che giustifichino invece qualcosa che va contro gli interessi dell'Amministrazione. Credo che anche il Consigliere Chincheré su questo possa essere d'accordo.
Jorrioz (IND.) - C'è qualcun altro che vuol prendere la parola? Più nessuno? Metto in votazione il punto n. 22bis all'ordine del giorno. Qualcuno vuole intervenire per dichiarazione di voto? La parola al Consigliere Monami.
Monami (P.C.I.) - Dopo approfondito dibattito su questo argomento e sentite le esaurienti conclusioni dell'Assessore all'Agricoltura, "Dottor Mario Andrione", voterò a favore.
Jorrioz (IND.) - Altre dichiarazioni di voto? Metto in votazione il punto 22bis all'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27
Il Consiglio approva all'unanimità.
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Il Consiglio
delibera
1°) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di Lire 250.000.000 (duecentocinquantamilioni), del complesso immobiliare di cui in premessa, di proprietà della Società di fatto Bruno Brédy, Renato Brédy, Giulio Béchaz, da concedere in gestione alla Cooperativa a responsabilità limitata, denominata "Caseificio di St. Marcel";
2°) di approvare la relativa spesa complessiva di Lire 251.000.000 (duecentocinquantunmilioni) da finanziare come segue:
a) per Lire 250.000.000 (prezzo d'acquisto) da imputare sul capitolo di spesa n. 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per l'acquisto e costruzione dei beni patrimoniali"), che presenta la necessaria disponibilità;
b) per Lire 1.000.000 (spesa presunta per la stipulazione dell'atto di compravendita) da imputare sul capitolo di spesa n. 203 del precitato bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese notarili, perizie, liti, atti legali, ecc."), che presenta la necessaria disponibilità;
3°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento di esecuzione, per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita del complesso immobiliare di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese, nonché per gli eventuali ulteriori accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale dell'immobile da acquistare.
Punto n. 23 all'ordine del giorno... c'è una proposta di rinvio al pomeriggio per la discussione degli altri punti all'ordine del giorno. Il Consiglio è d'accordo? Allora la seduta è sospesa, ci vediamo alle 16,30. Il Consiglio prende atto.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,45.
