Oggetto del Consiglio n. 2590 del 2 ottobre 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2590/IX Tutela del diritto di informazione dei Consiglieri regionali (Reiezione di mozione).
Presidente Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:
Mozione Appreso che alcuni dirigenti della Regione, sulla base dell'Ordine di Servizio n. 14, del 3 settembre 1990, del Presidente della Giunta regionale, hanno negato a consiglieri regionali la visione di atti della Amministrazione regionale;
Rilevato che il citato ordine di servizio è in contrasto con l'articolo 116 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio che garantisce il pieno diritto di informazione dei consiglieri regionali ed il loro libero accesso agli uffici regionali;
Ribadita la necessità di garantire la trasparenza degli atti e delle procedure amministrative; il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
delibera
di impegnare il Presidente della Giunta regionale:
1) a revocare l'Ordine di Servizio n. 14 del 3 settembre 1990;
2) a predisporre, sentita la Conferenza dei Capigruppo, un Ordine di Servizio che garantisca il diritto dei consiglieri di visionare tempestivamente le pratiche della pubblica amministrazione complete di tutti gli atti.
Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Questa mozione è stata presentata perché sono sorti dei problemi rilevanti rispetto al diritto di informazione dei Consiglieri soprattutto negli ultimi mesi. Ho dovuto in due occasioni fare ricorso come prevede il regolamento, articolo 116, all'ufficio di presidenza, per segnalare situazioni di negazione del diritto di informazione previsto dall'articolo 116.
I due casi che ho segnalato riguardano, il primo, la richiesta di documentazione relativo al disegno di legge di aumento del capitale della società RAV e l'aumento della partecipazione azionaria della Regione in tale società.
In occasione dei lavori della commissione, che doveva esaminare il disegno di legge, quando si trattò di nominare il relatore, chiesi che venissero forniti ai commissari alcuni documenti ufficiali che erano citati nella relazione di accompagnamento del disegno di legge. Mi venne data garanzia che i documenti sarebbero stati forniti, invece in commissione quei documenti non vennero mai esibiti.
Dopo di che feci una lettera di richiesta della documentazione al Presidente della Giunta al mese di luglio, ma nonostante avessi avuto assicurazioni verbali dal Presidente della Giunta che la documentazione sarebbe stata tempestivamente trasmessa, la documentazione non è mai stata trasmessa, motivo per cui ho fatto ricorso all'Ufficio di presidenza, che ha inviato una lettera al Presidente della Giunta. Questa lettera non ha sortito alcun effetto, perché a tutt'oggi gli atti richiesti non sono ancora pervenuti al sottoscritto.
Un altro caso si è verificato quando ho chiesto di esaminare delle pratiche presso la Sovrintendenza e presso l'Assessorato del Turismo; in un caso, che ho già citato, l'ufficio della Sovrintendenza mi ha fatto esaminare una pratica da cui però era stato tolto un documento, e per quanto riguarda l'ufficio del turismo mi sono trovato di fronte ad una situazione che mi ha messo in difficoltà, perché intanto il dirigente dell'ufficio mi ha chiesto una richiesta scritta, che ho presentato in data 12 settembre, chiedendo di poter esaminare la pratica. Ho ricevuto risposta scritta il 17 settembre, in cui si diceva:
"Con riferimento della nota di cui a margine, si conferma la disponibilità di questo ufficio a fornire le informazioni e i chiarimenti richiesti, in applicazione e nel rispetto dei termini dell'ordine di servizio n. 14, in data 3 settembre 1990 concernente l'informazione dei Consiglieri regionali".
Richieste spiegazioni sul significato di questa risposta, mi è stato detto che in base all'ordine di servizio n. 14 potevano essere visti solo gli atti definitivi, cioè gli atti che riguardavano la parte conclusiva della pratica, cioè le proposte di deliberazione di Giunta, mentre non era possibile visionare gli atti istruttori della pratica.
L'ordine di servizio n. 14, che è citato nella lettera che vi ho letto, è un ordine di servizio che fa un riferimento sbagliato al regolamento. L'ordine di servizio n. 14 è in data 3 settembre 1990, è firmato dal Presidente Bondaz, e dice: "Si richiamano le disposizioni introdotte nel regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, articolo 116, nel testo approvato dal Consiglio in data 2 luglio 90, che recita: "I Consiglieri, fatto salvo il segreto di ufficio e senza interferire con la regolarità dei servizi, hanno diritto di ottenere dall'Amministrazione regionale, dagli organi, dagli uffici, dagli enti o aziende da essa dipendenti, le informazioni utili all'esercizio del loro mandato.
A tal fine hanno libero accesso agli uffici regionali. Le informazioni devono riguardare esclusivamente pratiche e dati definiti e devono essere richieste solamente ai funzionari delle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali". Questo è tutto riportato fra virgolette, come se fosse il testo del regolamento. In realtà il testo del regolamento non è questo, cioè è stato riportato in modo errato il testo del regolamento.
Ripeto, è citato il regolamento che dice: "Le informazioni devono riguardare esclusivamente pratiche ed atti definiti", ma questo non esiste nel regolamento, quindi non capisco da quale regolamento questa dizione è stata tratta.
L'articolo 116 dice una cosa diversa... non so se il Presidente della Giunta sta seguendo o sta occupandosi di altre cose, sto parlando di un suo ordine di servizio. Come non è d'accordo? Qui non sto riferendo delle opinioni, sto dicendo che qui è riportato l'articolo 116 nel testo approvato dal Consiglio in modo errato, questo non è che è opinabile; o è giusto o è sbagliato.
Io ho una fotocopia, ma non sono mica cieco. Qui è scritto, riportato fra virgolette: "I Consiglieri, fatto salvo il segreto di ufficio e senza interferire con la regolarità dei servizi, hanno diritto di ottenere dall'Amministrazione regionale, dagli organi, dagli uffici, dagli enti o aziende da essa dipendenti, le informazioni utili all'esercizio del loro mandato. A tal fine hanno "libero accesso agli uffici regionali". E fin qui ci siamo; poi prosegue: "Le informazioni devono riguardare esclusivamente pratiche e dati definiti..." ma questo non c'è nel regolamento del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.
Questo non è solo un errore materiale, perché da questo errore materiale discendono le prescrizioni successive, perché finita la citazione, chiuse le virgolette, il Presidente dice: "Per l'applicazione di tale normativa, che tende a dare una maggiore trasparenza all'apparato regionale e a fornire ai Consiglieri regionali gli strumenti informativi necessari per svolgere il loro mandato, si impartiscono le disposizioni seguenti: i funzionari delle qualifiche dirigenziali e vicedirigenziali sono tenuti a fornire ai Consiglieri regionali che ne facciano richiesta le informazioni, le notizie, nonché le copie degli atti definiti". Ma questo non c'è nel regolamento, ne abbiamo avuto copia stamani.
Dice l'articolo 116: "I Consiglieri, fatto salvo il segreto di ufficio, senza interferire con la regolarità dei servizi, hanno libero accesso agli uffici regionali..... Le richieste di informazione, notizie e visione di atti devono essere inoltrate solo ai funzionari delle qualifiche dirigenziali o vicedirigenziali". Non è scritto da nessuna parte nel regolamento che questo riguarda gli atti definiti.
Allora qui non è opinione di qualcuno, ma si tratta di una citazione errata del regolamento, da cui derivano delle prescrizioni errate, in contrasto con il regolamento. La cosa è rilevante perché produce degli effetti pratici, in quanto il funzionario dice di avere un ordine di servizio che non gli consente di esibire la documentazione. Solo gli atti definiti, infatti, in base all'ordine di servizio possono essere fatti vedere.
"Inoltre questa Presidenza ritiene - ribadisce ancora il Presidente della Giunta - che le informazioni e le notizie da porre a disposizione dei Consiglieri, non possono concernere che pratiche ed atti definiti". Questo è in contrasto non solo con il regolamento, ma anche con la legge sul procedimento amministrativo a livello nazionale e con la legge sul procedimento amministrativo che abbiamo recentemente approvato in Consiglio, in cui non si parla di atti definiti, ma si dice (cito dalla legge 7 agosto 90, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", articolo 22) - "E' considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica, o di qualunque altra specie, del contenuto di atti anche interni formati dalle pubbliche amministrazioni, o comunque utilizzati ai fini della attività amministrativa". Pertanto il discorso che non si possono esibire che gli atti definiti, che non si possono far vedere ai Consiglieri gli atti interni, tutto questo è in contrasto con il regolamento del Consiglio, è in contrasto con la legge 241, è in contrasto con la legge che abbiamo approvato sul procedimento amministrativo in Consiglio regionale.
Inoltre la legge 241 chiarisce cosa si intende per segreto di ufficio: il segreto di ufficio non può essere invocato genericamente, ma deve essere vincolato e motivato su precisi provvedimenti.
Se c'è, ad esempio, un elenco di malati di un certo tipo, quella può essere materia di segreto di ufficio, oppure se c'è un problema di sicurezza, di difesa, può essere un motivo di segreto di ufficio, ma una pratica per un contributo non può essere invocata a segreto di ufficio, tant'è vero che la legge 241 prevede che sia fatta un'esposizione con un elenco preciso di cosa è sottoposto a segreto di ufficio.
Comunque qui il problema è che l'articolo 116 del regolamento, votato nel giugno 1990, quando abbiamo modificato il Consiglio, è stato riportato in modo errato in un ordine di servizio del Presidente della Giunta, ed è applicato in contrasto con il regolamento del Consiglio.
Per cui la mozione chiede la revoca dell'ordine di servizio n. 14 del 3 settembre 1990, e chiede che il Presidente della Giunta, sentita la Conferenza dei Capigruppo, perché questo è un problema che riguarda il funzionamento di tutto il Consiglio e il diritto dei Consiglieri di accedere alla documentazione, agli uffici, e il rispetto del regolamento, predisposta un nuovo ordine di servizio conforme al regolamento, e che lo esamini e comunque lo confronti con la Conferenza dei Capigruppo, in modo che ci sia una intesa su come deve essere applicato l'articolo 116.
Se parliamo di centralità del Consiglio, quantomeno nei punti che riguardano il diritto di informazione dei Consiglieri, questa centralità va applicata.
Quindi, c'è stato un errore materiale, non dico che sia stato voluto, ma è stato preso un regolamento sbagliato, è stato ricopiato in modo sbagliato, sulla base di questo errore materiale sono state date delle disposizioni sbagliate che devono essere revocate.
Presidente E' aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) Nous voterons la motion présentée par M. Riccarand pour une raison d'ordre général, mais également pour une question d'ordre personnel. Il nous semble en effet que l'article 116 du règlement intérieur du Conseil régional nécessite d'une interprétation authentique. Cet article assure à tous les Conseillers le droit à l'information de la part des différents services de l'Administration régionale, de ses organes, de ses bureaux, des collectivités ou établissements qui en dépendent, mais il n'est pas appliqué selon les intentions de ceux qui l'avaient proposé. Le droit établit par cet article, attribué à tous les Conseillers, d'avoir libre accès aux bureaux régionaux pour obtenir les informations souhaitées, n'a pas eu une application concrète.
Il est donc à notre sens important, vu qu'il s'agit de dispositions concernant tous les Conseillers, rediscuter l'ordre de service, portant application à cet article, afin que, de concert avec la Conférence des Chefs de Groupe, l'on puisse définir exactement sa portée. Au cas contraire, l'on se trouverait dans une situation grotes-que. D'un côté l'on établit un droit et, de l'autre, ce même droit est limité par une interprétation du règlement effectuée par le Président du Gouvernement.
Des raisons d'ordre personnel vu que j'ai constaté personnellement les incertitudes, et les différentes interprétations de la portée de cet article. J'avais sollicité, début septembre, le Chef de Cabinet de la Présidence du Gouvernement pour avoir, sur la base de cet article, un double du projet de plan d'attribution des radiofréquences transmis à notre Région par le Ministre d'Etat, M. Vizzini. Ma demande a été refusée. A cet égard, j'ai dû, le 9 septembre, écrire au Président du Conseil en sollicitant son intervention aux termes du 3ème alinéa de l'article 116 du règlement intérieur, pour avoir le double du document ministériel.
L'article 116 n'est donc pas appliqué ou il y a différentes interprétations quant à son application. Une réunion des Chefs de Groupe pourrait, à cet égard, éclaircir et mieux en définir la portée, évitant aussi un échange continu de courrier entre Conseillers, Présidence du Conseil, bureau de Présidence, Présidence du Gouvernement et par conséquent une perte de temps, et un contentieux à l'intérieur de cette assemblée.
Si nous établissons des règles définies, je pense que ce contentieux sera évité et que le droit à l'information de tous les Conseillers régionaux sera réel. C'est pour ces raisons que nous voterons la motion présentée par M. Riccarand.
Presidente E' chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Mi rendo conto che i Consiglieri regionali possono anche incorrere in errore, nel fare il proprio lavoro. Questo succede a tutti, incorrerà anche la Giunta, non è una accusa che faccio.
Ma quando mi sento dire cose come incapacità, inesattezze, contrarietà alla legge e via dicendo, devo dire ai Consiglieri che hanno presentato questa mozione che non fanno bene il loro mestiere. Questo ordine di servizio a cui fa riferimento la mozione, cioè ordine di servizio n. 14 del 3 settembre 90 del Presidente della Giunta, è stato modificato con ordine di servizio n. 17 del 19 settembre 90, nel quale si fa riferimento a quanto è stato detto, quindi all'articolo 116, ed è stata modificata una ipotesi di lavoro che era stata prevista nell'ordine di servizio n. 14 con una modifica secondo quelle che erano le norme stabilire dal regolamento.
Pertanto non credo che la richiesta di revoca di questo ordine di servizio abbia significato, dal momento che questo ordine di servizio è stato superato dal successivo n. 17, di cui vi do lettura:
"Ordine di servizio n. 17 - Oggetto: informazione dei Consiglieri. Con riferimento all'ordine di servizio n. 14, pari oggetto, fermo restando quanto contenuto in tale atto, si fa presente che il testo dell'articolo 116 del regolamento è stato riportato in modo errato. Si trascrive qui di seguito l'esatto testo dell'articolo 116 del regolamento interno per il funzionamento del Consiglio". Evito di dare lettura di quanto è scritto in questo articolo, perché lo ha già letto il Consigliere Riccarand, e probabilmente si perderebbe del tempo.
Per cui diciamo che il Presidente della Giunta ha già revocato di sua iniziativa un ordine di servizio che era stato emanato in modo non esatto.
Ma al di là di questo, voglio chiarire che l'intendimento del Presidente della Giunta è quello di ammettere la consultazione degli atti definiti, indipendentemente da quello che è scritto nell'ordine di servizio, e quindi quelli aventi una rilevanza esterna. Su questo non si discute: una pratica che è definita, può essere presa in visione da chiunque lo ritenga dei Consiglieri.
Sulla consultabilità degli atti istruttori, proprio perché in quanto tali possono contenere notizie o documenti di carattere riservato, la loro divulgazione potrebbe comportare anche la violazione dei diritti alla riservatezza sulle posizioni personali degli interessati alla pratica. Quindi il discorso è più ampio di quello che è stato portato avanti con questa mozione da parte del Consigliere Riccarand. Sulla revoca non si discute più perché è già stato definito, ma il Consiglio dovrebbe prendere in esame la questione in relazione a quelli che sono gli atti istruttori, perché il cittadino che propone una pratica all'Amministrazione regionale ha diritto di avere una riservatezza su certi atti istruttori. Se la pratica è definita, diventa un atto definito a tutti i riguardi, per cui diventa pubblico. Quando viceversa si tratta di atti che sono ancora in fase di istruttoria, credo che sia giusto che il privato sia garantito in quelle che sono le sue posizioni.
E' chiaro che la maggioranza non potrà votare questa mozione perché nel contesto è sbagliata, in quanto l'ordine di servizio del 14 è già stato superato dall'ordine di servizio n. 17, ma posso chiedere al Consiglio - e faccio una proposta di lavoro - di sollecitare la riunione della Commissione per il regolamento perché individui quali sono le possibilità degli atti istruttori in relazione a quelle che sono le pratiche che ancora non sono state definite. Perché questa è una discussione che ha delle rilevanze di carattere giuridico.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Vorrei chiedere al Consigliere Limonet, che ogni tanto si scalda, se secondo lui il Presidente della Giunta ha diritto di prendere in giro tutto il Consiglio e di dire delle cose che sono completamente false.
L'ordine di servizio del 19 settembre, che adesso ha letto il Presidente della Giunta, ce l'ho fra le mie mani, ma dice esattamente il contrario di quello che il Presidente della Giunta è venuto dicendo, perché conferma in pieno l'ordine di servizio precedente.
Ma anche qui non ci troviamo di fronte a delle opinioni, ci troviamo di fronte a delle affermazioni ben precise. Il Presidente della Giunta non ha il diritto di cercare di giocare sul fatto che magari lui ha una informazione in più per cercare di prendere in giro il Consiglio, perché questo non si fa, non è corretto.
Cosa è successo? E' successo che il 3 settembre 90 il Presidente della Giunta ha fatto un ordine di servizio in cui ha riportato in modo errato il regolamento, e questo lo ha riconosciuto, in particolare è riportato in modo errato un comma là dove si dice: "Le informazioni devono riguardare esclusivamente pratiche ed atti definiti".
Sulla base di questo testo sbagliato, il Presidente della Giunta ha dato una serie di ordini ai dirigenti e ai vicedirigenti, che sono quelli che vi ho letto prima.
Il Presidente della Giunta con l'ordine di servizio n. 17 non ha affatto revocato il precedente ordine di servizio, lo ha letto adesso: "Con riferimento all'ordine di servizio n. 14, pari oggetto, fermo restando quanto contenuto in tale atto...", cioè tutte le prescrizioni che c'erano sulla base di una citazione sbagliata del regolamento sono state confermate in quell'ordine di servizio, che dice soltanto abbiamo riportato in modo sbagliato il regolamento, lo citiamo giusto, punto e basta. Ma siccome era stato riportato in modo sbagliato il regolamento, da quella citazione sbagliata erano derivate delle prescrizioni sbagliate in contrasto con il regolamento, che non parla di pratiche definite, ed è stato una scelta ben precisa di non mettere pratiche definite, come è stato messo da altre parti, perché se andiamo a parlare di pratiche definite, qualsiasi pratica non sarà mai finita. La pratica di un contributo, contributi che vanno avanti per anni, non sarà mai definita finquando un'opera non sarà collaudata e tutto quanto, e via di seguito.
Quindi il concetto di pratica definita è un concetto che nega il diritto di informazione dei Consiglieri, per questo non è stato messo nel regolamento, volutamente. C'è in altri regolamenti, in alcuni non c'è, gli uffici hanno preparato in passato una rassegna di tutte le regioni per quanto riguarda il diritto di accesso e di informazione dei Consiglieri regionali, osservatorio legislativo interregionale, aprile 1991; ci sono regioni che sono più avanti di noi, ce ne sono altre che sono più indietro. Ci sono delle regioni come la Toscana, l'Umbria eccetera.., in cui è previsto da regolamento che ai Consiglieri regionali non si può opporre il segreto di ufficio, cosa che da noi è prevista.
Non entro in discussione sul segreto di ufficio, perché è un'altra questione, ma noi abbiamo qui un ordine di servizio che è pienamente operante, confermato da un ordine di servizio successivo, perché quando si dice: "Fermo restando quanto contenuto in tale atto", si conferma quello che è stato detto e non si revoca un provvedimento. Tant'è vero che il dirigente a cui mi sono rivolto con richiesta scritta di esaminare la pratica, mi ha risposto: "Con riferimento alla nota di cui a margine, si conferma la disponibilità di questo ufficio a fornire chiarimenti in applicazione e nel rispetto dei termini dell'ordine di servizio n. 14, in data 3 settembre 90", e questo porta la data del 17 settembre 91, perché l'ordine di servizio n. 14 non è mai stato revocato.
Il funzionario ha capito benissimo, ed ha perfettamente ragione, perché il Presidente della Giunta nel suo ordine di servizio del 19 settembre ha scritto: "Fermo restando quanto contenuto nell'ordine di servizio n. 14", ed ha solo citato correttamente il regolamento. Ma nel momento in cui citava correttamente il regolamento, doveva dire che erano cambiate le questioni e non continuare a fare riferimento ad una affermazione che nel regolamento non ci sta.
Allora il Consiglio regionale è chiamato a chiedere la revoca di un ordine in servizio in vigore, sbagliato, in contrasto con il regolamento, da cui derivano effetti che negano il diritto di informazione dei Consiglieri.
In secondo luogo, si chiede, per evitare malintesi, che il nuovo ordine di servizio che il Presidente della Giunta dovrà fare, sia discusso con la Conferenza dei Capigruppo, in modo che ci siano patti chiari.
Non apro la parentesi del discorso degli atti interni, perché ho già citato non il regolamento, ma precise normative nazionali e regionali, che dicono cos'è un documento amministrativo e che valore ha un atto interno, e non credo che l'opinione del Presidente della Giunta possa superare una normativa di legge.
Qui ci troviamo di fronte a delle scelte che sono fondanti rispetto all'autonomia e funzionalità del Consiglio; se diciamo che quell'ordine di servizio n. 14 deve rimanere in vigore, manteniamo in vigore una norma che è in contrasto con il regolamento e da cui derivano prescrizioni che sono in contrasto con il regolamento.
Non è una questione di poco conto, per cui il Consiglio regionale deve avere il coraggio di dire che qui c'è stato un errore, che si deve andare a ripristinare la norma corretta, facendo un ordine di servizio che recepisca veramente il regolamento.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, per fatto personale, ne ha facoltà.
Viérin (UV) Nous ne pouvons accepter d'être toujours considérés comme de mauvais élèves que le maître reprend parce qu'ils n'ont pas suivi ses leçons. Toute opinion est légitime, mais quand il s'agit de jugements portés sur un certain acte, nous ne pouvons accepter qu'on nous reprenne sur le bien-fondé de certaines affirmations quand ces mêmes affirmations correspondent à la réalité. Il n'y a jamais eu révocation de l'ordre de service n. 14. Il y a eu simplement une précision successive, une intégration.
L'ordre de service demeure dans toute sa validité, tant il est vrai que l'intégration successive lui fait référence à l'ordre de service et le rappelle dans toute son intégralité: "Fermo restando quanto contenuto". On ne peut donc parler de révocation d'un acte, quand cet acte est toujours en vigueur et quand sa validité est successivement reconfirmée par la même disposition sensée le revoquer.
Je voulais éclaircir ce point, afin d'éviter tout malentendu à ce propos.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Perrin (UV) Malgré la réponse de M. le Président, qui s'est évertué à démontrer ce qui n'est pas démontrable, le Groupe de l'Union Valdôtaine maintiendra sa position de vote favorable à cette motion, tout simplement pour un fait pour ce qui me concerne.
Le règlement que ce Conseil s'est donné, pour ce qui concerne l'information des Conseillers, ne parle pas de dossiers complets, mais tout simplement de "atti", et donc même d'un seul acte. La demande présentée par n'importe quel citoyen, d'après une loi régionale, est un acte qui concerne l'Administration, qui avec d'autres fait partie d'un dossier, et de cet acte le Conseiller a, à mon avis, le droit d'en prendre vision.
Je ne crois pas donc que l'on puisse accepter la thèse du Président que l'on ne pourrait mettre à notre disposition que les dossiers une fois définis.
Ce qui nous mettrait dans l'impossibilité d'exercer notre fonction de contrôle, puisque un dossier est très souvent défini non dans l'arc d'une législature, mais parfois même dans la législature successive. Donc je demande dans quelle possibilité nous serions dans ce cas d'accomplir, avec conscience, le devoir de Conseiller.
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Esito della votazione
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 16
Contrari: 18
Il Consiglio non approva
