Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2474 del 26 luglio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2474/IX Disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7 concernente la concessione di contributi per la realizzazione di impianti di risalita e di strutture ad essi funzionalmente connesse".

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

Si dà atto che dalle ore 11,03 alle ore 11,30 presiede il Vice-presidente Bich.

Aloisi (PSI) In merito al disegno di legge n. 226, di cui condivido l'impostazione, anche perché è necessario cercare di dare dei contributi alla realizzazione di nuovi impianti visto che la nostra Regione è una Regione turistica, preannuncio il voto favorevole a questo disegno di legge.

Però vorrei approfittare di questo breve intervento, anche perché prima non avrei potuto parlare proprio perché non era possibile chiedere la parola una seconda volta sulle dichiarazioni del Presidente, per dare brevemente alcune risposte alle dichiarazioni che sono state fatte prima dai colleghi consiglieri.

Anzitutto posso capire da parte dei partiti di opposizione, soprattutto da parte del Movimento dell'Union Valdôtaine, il tentativo strumentale della mia posizione attuale. Cioè si è voluto strumentalmente creare un fatto politico su una decisione che era esclusivamente....

Presidente Per fatto personale allora chiede la parola.

Aloisi (PSI) Anche perché non potevo chiedere la parola una seconda volta sulle Comunicazioni del Presidente.

Presidente Collega Aloisi, lei potrà intervenire quando si discuterà la risoluzione del Consigliere Riccarand. Penso sia più consono al regolamento l'attenersi strettamente all'ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Devo dire per la verità che ieri non ho avuto la possibilità di assistere al dibattito ed è possibile che oggi ripeta cose che sono già state dette o evidenziate.

Il disegno di legge n. 226, che modifica nella sostanza la legge re-gionale 7/90, non può non creare una serie di perplessità e di dub-bi, soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione di alcuni articoli della legge e l'interpretazione dei possibili collegamenti con la legge del 1985 e con la legge 7/90. Cercherò di esprimermi meglio. La legge 46/85 prevede dei mutui agevolati, al tasso del quattro per cento, fino ad un ammontare del novanta per cento della spesa ammessa per la costruzione e ricostruzione di impianti di risalita già esistenti, mentre poi prevede il contributo del 75 per cento quando si tratta di costruire degli impianti in zone dove questi non erano presenti prima. Qui questa legge riguarda la parte mutui, soltanto i mutui agevolati a quelle condizioni che dicevo prima.

Poi esiste la legge 7/90, che anzichè dei mutui prevede dei contributi a fondo perso, che sono del 75 per cento per gli impianti di particolare importanza turistica, e sono quei famosi impianti di arroccamento che hanno bisogno di un intervento massiccio della Regione per poter essere costruiti, altrimenti non sarebbero diversamente finanziabili.

La stessa legge 7/90 prevede anche una serie di contributi, la cui entità è inversamente proporzionale alla dimensione del com-prensorio.

Ora la legge che stiamo per approvare abolisce, sic et simpliciter, gli articoli 2 e 3 della legge del 1990.

Se confrontiamo le tre leggi, nasce un problema ed è questo: rebus sic stantibus, vengono esclusi dai benefici gli impianti che non sono di particolare importanza sciistica, così come definiti dal punto 2 dell'articolo 4 dell'attuale legge, escludendo quindi gli impianti di alcuni comprensori sciistici, soprattutto dei piccoli e medi comprensori, provocando dei danni incalcolabili nell'economia della nostra Regione, oppure lo si deve interpretare nel senso che tutti gli impianti, nessuno escluso, al di là della dimensione, hanno comunque diritto ai contributi?

Una seconda domanda, più formale che di contenuto, riguarda l'articolo 3. L'articolo 3 dell'attuale legge dice che gli articoli 2 e 3 della legge regionale 7/90 sono abrogati, punto e basta. Non ho capito; c'è un articolo 3 che abolisce qualcosa, ma che non ripropone nulla di nuovo. Vorrei avere una chiarificazione al riguardo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) L'Assesseur Pascale, en prenant la parole sur ce projet de loi, nous a exposé la philosophie qui est à la base du même projet. C'est une philosophie que nous ne pouvons pas partager.

Par ailleurs, je voudrais faire remarquer au Conseil et à cette nouvelle majorité qui s'est aujourd'hui consolidée, même si elle est maintenant réduite au nombre de 17, que c'est grâce à la présence de la minorité que nous pouvons continuer le débat au sein de cette assemblée. Je fais cette petite remarque pour repousser l'insinuation d'irresponsabilité attribuée à la minorité: si nous quittions la salle, je me demande quelle nouvelle majorité pourrait assurer le déroulement de cette séance.

Quant à la philosophie de développement et de politique touris-tiques énoncée par M. Pascale, nous ne pouvons pas la partager. Il fait un choix qui, visant de prétendues finalités de modernisme et de rentabilité, introduit dans le développement touristique du Val d'Aoste des éléments de déséquilibre et de contradiction. En effet l'on dit non à la prolifération des installations et des équipements de remontées mécaniques, en privilégiant exclusivement à la rentabilité. L'on définit de politique suicidaire celle qui veut soutenir les petits centres touristiques, en renversant ainsi totalement la logique d'un développement équilibré de notre Région. L'on veut par contre concentrer les interventions exclusivement dans certaines stations touristiques. Et ce pour soutenir la concurrence et la compétitivité de l'après 1992.

Mais, contradiction évidente, au moment même où l'on défini de politique suicidaire le soutien aux petits centres, en présentant ce projet de loi, on doit en présenter un autre pour corriger cette affirmation en introduisant ainsi d'ultérieurs éléments de contradiction.

Nous ne pouvons accepter cette optique et cette tendance qui désormais caractérise cette majorité: les petits ne comptent plus, il faut - en reprenant un certain adage du parti socialiste - voir en grand, penser en grand, oeuvrer en grand. Mais, à force de regarder si loin et si grand, on risque d'oublier la réalité de notre Région. C'est une réalité qui a pu se développer d'une façon équilibrée, parce qu'il y a eu la possibilité également pour les petits centres de promouvoir des activités touristiques, ainsi qu'un certain développement de leur territoire.

Maintenant tout est bouleversé et il y a un revirement important quant aux subventions de l'Administration régionale avec l'intention de privilégier les gros centres. L'on nous dit les petits centres ne sont pas exclus. Mais, en raison de l'importance des subventions qui seront accordées aux gros centres, il n'y aura plus de responsabilités financières pour les autres stations touristiques mineures. Elles ne pourront plus compter sur une intervention publique pour promouvoir leur essor touristique.

En même temps il y a contradiction, parce que si la majorité veut favoriser exclusivement les gros centres, d'autre part elle veut aussi, avec la loi que nous discuterons ensuite, favoriser la municipalisation des petites stations. Des réserves ont été exprimées à cet égard par les différents syndics, par les représentants de l'association des syndics. Il y a donc opposition à cette loi, non seulement des forces politiques, mais également des collectivités locales. Une loi qui aura des retombées négatives vu que, en voulant privilégier exclusivement le principe de la rentabilité, ne pourra que créer des déséquilibres et nuire à l'une des grandes possibilités de promotion du Val d'Aoste sur le marché international, vu que en misant tout sur les gros centres on pénalise le développement touristique des centres mineurs.

A cet égard nous ne pouvons donc que confirmer toutes les perplexités que nous avons déjà exprimées pendant les réunions de commission. Nous présenterons en tout cas des amendements afin d'essayer de moin modifier certains aspects de la loi qui nous paraissent les plus contradictoires.

J'illustrerai ces amendements au cours de leur discussion .

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Cercherò di dare delle risposte sia alle domande che sono state poste ieri che a qualcuna che è stata posta oggi, anche se più che di domande qui si parla in fondo di scelte politiche che vengono effettuate.

Al Consigliere Riccarand intanto dico che la legge sulla sicurezza delle piste di sci è in dirittura di arrivo, ci sono dei problemi di carattere giuridico, credo che senz'altro la discuteremo a settembre, quanto prima verrà inviata alla Presidenza del Consiglio. Sugli emendamenti che ha presentato, posso già dire che accettiamo i primi due emendamenti, il primo che riguarda il secondo comma dell'articolo 5, là dove si esprime un silenzio-assenso al quale è giusto emendare, perché in questi casi il silenzio-assenso per autorizzazioni di questo tipo è bene che non ci sia. Questa è una discussione sulla quale il Consigliere Bajocco non è tanto d'accordo, ma penso che quando si tratta di autorizzazioni di questo tipo è bene che le amministrazioni pubbliche si esprimano in modo positivo o negativo.

Per quanto riguarda il secondo emendamento all'articolo 5, abbiamo modificato con l'articolo 5 del 226 l'articolo 6 della vecchia legge per modificare la commissione, che vedeva una compresenza di elementi tecnici con elementi politici che a nostro avviso non era funzionale, quindi l'avevamo equiparata alla commissione della legge 46 intendendo con questo, per analogia, di equipararla anche nelle sue modalità. Pertanto lo spirito era già quello; questo emendamento lo precisa meglio, è chiaro che anche questa commissione, che deve esaminare i contributi della legge 7, agisce con le stesse modalità previste dalla commissione della legge 46, quindi lo accettiamo.

Non accettiamo invece l'ultimo emendamento, quello del comma 2, che emenda l'emendamento da me presentato. E' un emendamento che è stato concordato con l'Assessorato dei Trasporti per identificare il momento esatto in cui può iniziare la liquidazione dei contributi che vengono deliberati dalla Giunta. Abbiamo scritto nell'emendamento che alla liquidazione si provvede previo accertamento dell'avvenuto rilascio dell'autorizzazione previa, perché il momento dell'autorizzazione previa vuol dire l'autorizzazione tecnica da parte dell'Amministrazione regionale a poter iniziare i lavori.

L'inizio dei lavori è poi subordinato anche alla concessione edilizia. Questo mi sembra il momento in cui le società possono intanto prenotare gli impianti, perché i lavori iniziano nel momento in cui ci sono anche le strutture e le società hanno bisogno di prenotare questi impianti anche con un certo anticipo; se subordiniamo il tutto all'approvazione definitiva del progetto dell'impianto di risalita, si perde almeno un ulteriore anno, per cui per fare un impianto ci vorranno non più due o tre anni come adesso, ma ce ne vorranno quattro o cinque con il rischio che poi l'impianto diventa tecnologicamente superato. Quindi questo emendamento non lo possiamo accettare.

Non ho capito la domanda del Consigliere Maquignaz, il quale chiede perché un articolo modifica un articolo della precedente legge e un altro articolo si limita ad abrogare gli articoli della precedente legge: ma è perché questa è la volontà di abrogarli. Non c'è una modifica da fare, c'è solo da abrogarli, perché riteniamo che siano da abrogare nell'ottica con cui vediamo le modifiche alla legge 7.

L'ho già detto ieri, la legge 7 si muove nell'ottica di uno sviluppo indifferenziato degli impianti funiviari su tutto il territorio, preesistenti; così com'è oggi la legge 7, basta fare da parte delle società una domanda, per rinnovare o ampliare i loro impianti, e praticamente questo impianto viene costruito a carico dell'Amministrazione regionale, perché 75 per cento a fondo perduto più il 15 per cento della legge 46, si arriva al 90 per cento della spesa a sostegno regionale.

Questa facilità anche di intervento regionale comporta che non si fa un'analisi approfondita, da parte di qualcuno non si è fatta, sulla prospettiva di questo impianto, se cioè questo impianto ha una sua validità, se può avere in futuro una sua redditività. Questo ha portato e può ancora portare, se non modifichiamo la legge, ad interventi che sono stati interventi discutibili, e non voglio fare nomi.

Credo però che alcuni interventi che sono stati effettuati con un esborso non indifferente da parte dell'Amministrazione regionale, si tratta di diversi miliardi, sono interventi che non stanno in piedi e probabilmente non staranno in piedi neanche in futuro. Il senso della correzione che vogliamo apportare alla legge è quello di evitare simili errori in futuro, o quantomeno di portare una riflessione più approfondita su quello che si vuole fare. Attraverso la legge 7 tutto veniva delegato alla Giunta regionale, la quale, nella sua discrezionalità, decideva di finanziare o di non finanziare; con la modifica che vogliamo apportare la Giunta regionale è autorizzata ad intervenire nei comprensori di particolare importanza sciistica, quindi escludiamo di fatto quelli dove (qui rispondo anche alla domanda del Consigliere Maquignaz) a giudizio tecnico-politico non c'è una prospettiva di utenza turistica e quindi una prospettiva di redditività.

(Interviene il Consigliere Faval, senza microfono)

Parlo di impianti, non di comprensori di particolare importanza sciistica. La logica che c'è non è quella, come dice il Consigliere Viérin: qui volete pensare in grande; no, vogliamo pensare con giudizio, vogliamo pensare con un minimo di programmazione. In questa Regione non è più pensabile dire che tutto il territorio della Valle d'Aosta debba avere uno sviluppo turistico legato allo sci; dobbiamo fare delle scelte, dobbiamo dire quali sono i comprensori che, con l'avvicinarsi del 1993, possono competere a livello internazionale, perché probabilmente dopo il 1993 non potremo più dare di questi aiuti, e quali sono i comprensori dove invece bisogna cercare di sviluppare dei turismi diversi. Questa è l'impostazione che dobbiamo cercare di dare ad uno sviluppo equilibrato del nostro territorio.

Se non si modifica questa legge, ci saranno i tentativi anche da parte delle piccole società di emulare le grandi stazioni sciistiche, tentativi che sono già stati fatti; in qualche caso è stato fatto ed è fallito. E noi abbiamo non dico sperperato dei soldi, ma comunque abbiamo erogato dei soldi che potevano essere dirottati invece a potenziare altre strutture che hanno in prospettiva una loro redditività. Quindi è una correzione che apportiamo alla logica che poteva anche essere valida nel momento in cui è stata fatta la legge, che non è più valida oggi perché i flussi di mercato legati allo sci stanno cambiando e sappiamo anche in quale direzione stanno andando.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.

Faval (UV) Ieri l'Assessore ci aveva spiegato la filosofia cui si rifà il disegno di legge che stiamo discutendo e oggi ha cercato di approfondire ulteriormente questi concetti. Io credo che, se filosofia esiste alla base di questo disegno, la scuola di pensiero alla quale si riconduce è quella dell'eclettismo: si prende un po' di qua e un po' di là pretendendo di fare programmazione, ma in conclusione ci troviamo di fronte ad una grossa confusione. Si parla in modo indiscriminato di comprensori di grande importanza, si parla di impianti di risalita di particolare importanza sciistica, e non si capisce esattamente dove si va a parare; una cosa pare certa però, la confusione esistente.

Vale a dire si sostiene da parte dell'Assessore che con questo disegno di legge la politica di intervento regionale va a premiare una certa programmazione, la quale a sua volta dovrebbe tener conto soltanto delle località che strutturalmente presentano delle garanzie di attività anche nei confronti della concorrenza, pare di capire che di questo passo quindi l'Amministrazione regionale non dovrebbe più intervenire nei confronti di stazioni ritenute dalla Giunta non tali da offrire queste stesse garanzie, e contemporaneamente si presenta il disegno di legge n. 280.

Ieri avevo chiesto all'Assessore, accogliendo l'invito del Presidente del Consiglio, di spiegarci qual era il significato di quella locuzione delle infrastrutture sciistiche di interesse locale; mi è sembrato di capire, tenuto conto del tipo di intervento, cioè che si limita a 500mila lire, che si va a dare dei contributi ai comuni dove esistono dei microimpianti di risalita. Allora mi pare di capire a questo punto che il comune di Emarèse potrebbe aver diritto a fruire di questo tipo di intervento per il tipo di impianti che ci sono da quelle parti, lo skilift che c'è all'interno di un verger nella zona di La Salle e Morgex, e avanti di questo passo.

Non voglio fare della polemica, però quando l'Assessore ci dice che la legge n.7 non ha avuto alla base un'analisi di prospettiva, rispetto alle affermazioni che lui ha fatto, chiedo di capire qual è il tipo di prospettiva che ci viene indicato con questi due disegni di legge che sono in assoluto contrasto fra di loro, perlomeno rispetto a quanto l'Assessore ha affermato.

Detto questo, non possiamo accogliere la proposta che ci viene per modificare la legge n. 7, perché questa va a penalizzare delle stazioni che comunque, come in altre occasioni l'Assessore stesso ha detto, risultano essere utili all'offerta turistica della Valle d'Aosta, anche se non rappresentano il massimo. Siamo assolutamente convinti che la Valle d'Aosta non deve diventare un totale comprensorio sciistico, ma questo non significa che si debbano penalizzare quelle stazioni che comunque concorrono a soddisfare una certa fascia della richiesta di turismo invernale. Questo ce lo siamo detti spessissimo in quest'aula e non vedo come si possa sostenere in questo momento il contrario, perché questo significherebbe non far più vivere tutte le stazioni che non siano Pila, Courmayeur, La Thuile e Breuil Valtournenche; tutto il resto, sembrerebbe di capire, non ha diritto di cittadinanza in questa Regione.

Questa è una strada molto pericolosa. Il concetto invece che veniva ad essere introdotto con la legge n. 7 era di ben altra portata. Cioè, tenuto conto delle difficoltà oggettive conseguenti, da una parte, allo scarso innevamento delle ultime tre stagioni, ma anche e soprattutto del fatto che nella maggior parte delle stazioni un numero elevato di impianti sta venendo a scadenza tecnica, scadenza in base alla quale, in seguito a delle norme del Ministero, si deve provvedere alla loro sostituzione, tenuto conto che la situazione economico-finanziaria delle società stesse non avrebbe consentito e non consentirà, se la modifica proposta sarà votata, di adeguarsi a queste sostituzioni, è evidente che il livello della qualità dell'offerta e la gamma della qualità dell'offerta attuale della Valle d'Aosta ne viene ad avere un gravissimo danno.

Per sopperire a questa situazione si era introdotto il concetto nuovo del contributo, contributo che andava però ad essere assegnato, proprio per tener conto delle esigenze delle medie e piccole stazioni, in modo inversamente proporzionale alle dimensioni delle stazioni stesse. Questo per evitare di incrementare gli utili delle grandi stazioni e continuare ad incrementare le difficoltà delle stazioni piccole e medie.

Questa ci è parso e ci pare ancora un'analisi con una prospettiva ben precisa, quella che ho citato e che non voglio ripetere. Rispetto invece al disegno attuale, avremo una penalizzazione degli interventi a contributo nei confronti delle stazioni medie e piccole ad esclusivo vantaggio delle stazioni di più grande dimensione. Questo anche per un altro fatto, perché se si elimina il parametro che avevamo introdotto all'articolo 3, è evidente che i finanziamenti comunque non possono essere illimitati, le somme disponibili saranno assorbite dalle grandi stazioni che stanno rinnovando i grandi impianti, e quindi comportano delle grandi spese e dei grossi investimenti. Se questa è la strada che la Giunta e l'Assessore vogliono proporre per il futuro del turismo invernale della Valle d'Aosta, credo proprio che questo abbia a temere perlomeno per quanto riguarda le stazioni piccole e medie dei tempi estremamente difficili.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Solo per chiarirsi le idee, ripeto la domanda: gli impianti che non sono di particolare importanza sciistica, a quali finanziamenti hanno diritto?

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je crois que le problème des différentes infrastructures de remonte-pente a déjà fait l'objet d'un long débat. Les collègues ont déjà essayé de présenter les problèmes que la modification de cette loi peut engendrer.

Moi je voudrais seulement rappeler trois petites questions. Les entrepreneurs, entre guillemets, car pour la plupart il s'agit de la commune, de la communauté de montagne, de l'administration régionale, qui à présent sont déjà engagées dans les différentes installations et qui sont là pour s'insérer à plein titre dans le développement de la zone, tout de même un entrepreneur, qui décide de modifier ou pire encore, de présenter une nouvelle autorisation, se pose trois problèmes: le financement, l'autorisation et l'avis de la commune.

Sur le financement nous sommes en train de parler, mais au moment où on parle du financement, je me permets de dire que les autres deux moments sont assez importants, et en effet on en parle, car on parle de nouveaux installations. En même temps aujourd'hui vient d'être publiée l'autre loi sur l'environnement, le nouveau assessorat, là où on dit: "Valutazione dell'impatto ambientale, trasporti così come definiti dalla legge regionale".

Les difficultés des responsables des remonte-pentes sont liées aux autorisations, aux démarches pour avoir "la previa autorizzazione", et cetera, compétences qui à présent seront de l'autre Assesseur. Je prends surtout l'article 5, là où on dit: nel caso di impianti situati al di fuori dei comprensori già esistenti". Je crois que là le problème se pose, si on veut donner un sens aux "Piani Territoriali Paesaggistici", car l'indication c'est de saisir une fois pour toutes les zones qui seraient concernées. Sans doute si on était à même de présenter ces décisions, toutes les autres en découleraient. Malheureusement c'est difficile d'arriver à ce point, et je sais quelle est la difficulté. Je tiens tout de même à souligner qu'à présent ce fameux "Piano Territoriale Paesaggistico" devait être un peu pour être présenté finalement, ce qui simplifierait beaucoup les choses, au moins on aurait les adresses qu'on veut maintenir. A cet égard je veux rappeler un petit détail: pendant cinq ans on n'avait plus donné de nouvelles autorisations pour respecter le fait de donner une liaison différente, c'est-à-dire de mieux comprendre quel est le programme.

Mes collègues ont essayé de poser des questions qui sont liées au financement, mais je crois que, au delà de ça, le vrai problème c'est de savoir si on veut le faire ou non.

Je voudrais rappeler un cas: les installations du Zerbion. Quelqu'un se souvient du débat sur le Zerbion, là ça a été un débat important et le problème ce n'était pas de trouver l'argent, mais c'était de décider oui ou non. Là c'est un peu le thème de la politique qu'on veut faire pour un nouveau système de relations sociales entre les communes concernées: quelle est l'attitude à avoir? Voilà, je crois que c'est un point très délicat.

Tout de même je pose l'accent sur la question de l'application de la nouvelle loi sur l'assessorat; là se pose une question de compétences, moi je veux le soulever aujourd'hui. A cet égard j'avais présenté un amendement, mais correctement on m'a dit que la loi n'a pas encore été publiée; aujourd'hui elle est en vigueur. Je n'ai pas à présent les corrections techniques nécessaires, car aujourd'hui il y a d'autres commissions, il y a la commission qui va s'insérer sur le discours par loi. Vraiment il y a là une série de compétences qui vont s'insérer au moment où on prend certaines décisions qui hier n'existaient pas et aujourd'hui oui. Alors je veux tout simplement dire que peut-être il fallait considérer qu'à présent sur ce thème ce sera surtout l'Assesseur à l'Environnement qui décidera.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto di parlare l'Assessore del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Credo che il Consigliere Rollandin abbia posto sul tappeto due problemi effettivamente prioritari, importanti, perché poi se avessimo già l'approvazione del piano territoriale paesistico, questa legge sarebbe passata in due minuti.

Quello che voglio dire, dato che sono fino ad oggi l'Assessore competente in materia di piano territoriale paesistico, che questa legge si muove già nell'ottica di quelle che sono le indicazioni del piano paesistico; le prime bozze di strategia erano già nel maggio 1990 a conoscenza anche del Consigliere Faval. Non è ancora approvata dal Consiglio regionale, però questi tecnici, che stanno lavorando alla elaborazione del piano territoriale paesistico, in fondo ci stanno dando le indicazioni che ho cercato di esplicitare prima. Per carità, non sono ancora legge, però non sono cose che mi sono inventato io, le ho lette lì, le ho lette nelle relazioni ai convegni che ci sono stati, insomma è il dibattito di questi momenti sul turismo e sulle prospettive turistiche, non è una scelta che questa maggioranza si è inventata. E' chiaro che, se ci fosse già l'approvazione del piano, la cosa sarebbe del tutto diversa. Mi auguro che nel febbraio 1992, quindi in tempi abbastanza ravvicinati, così come previsto dalla delibera di incarico, la bozza del piano sia definitiva, così poi tutte le forze politiche potranno esprimersi.

E' vero che esiste un problema legato all'Assessorato dei Trasporti, cioè delle difficoltà legate alle autorizzazioni previe, nulla osta, eccetera; è un problema che stavo affrontando e cercando di risolvere con l'attuale Assessore dei Trasporti. Abbiamo già fatto delle riunioni congiunte, che riproporrò al nuovo Assessore quando sarà nominato, e vorremmo arrivare a definire una circolare congiunta esplicativa dei due Assessorati, in modo che il gestore dell'impianto funiviario sappia esattamente cosa deve fare e quali sono i tempi.

Faval (UV) ... auguri...

Pascale (PSI) Questo ci è stato richiesto dall'associazione, do ragione al Consigliere Faval che dice: "Tanti auguri", perché non sarà facile attuarlo, però l'intento c'è. Ripeto, avevamo già fatto delle riunioni, vuol dire che le riprenderemo con il nuovo Assessore.

Devo solo una risposta al Consigliere Maquignaz, che mi chiedeva i piccoli impianti a quali contributi possono accedere; ecco questi possono accedere ai contributi della legge 46, quella sui mutui.

Presidente Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'articolo 1:

Articolo 1 1. Il titolo della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7 è così sostituito: "Concessione di contributi per la realizzazione di impianti di risalita e di strutture di particolare importanza sciistica".

Presidente Pongo in votazione l'articolo 1:

Esito della votazione

Presenti: 30

Votanti e favorevoli: 16

Astenuti: 14 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 2:

Articolo 2 1. L'articolo 1 della legge regionale 5 gennaio 1990 n. 7 è sostituito dal seguente:

Articolo 1

(Finalità)

1. La Regione Valle d'Aosta, allo scopo di favorire una razionale programmazione degli investimenti, concede a società funiviarie contributi finalizzati:

a) alla realizzazione di impianti a fune di particolare importanza sciistica;

b) all'acquisto e alla messa in opera di sistemi automatizzati di controllo degli accessi agli impianti a fune in funzione dell'attuazione di uno skipass regionale;

c) alla realizzazione di impianti per il distacco controllato delle valanghe.

Presidente All'articolo 2 vi è un emendamento dei Consiglieri dell'Union Valdôtaine, che recita:

Emendamento All'articolo 2 è aggiunto il seguente punto:

d) alla realizzazione di opere di stabilizzazione della neve costituite da barriere, reti o altri sistemi antivalanga.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) L'article 1, au point c), prévoit l'attribution de subventions pour la "realizzazione di impianti per il distacco controllato delle valanghe". Il nous paraît opportun d'insérer un point supplémentaire, vu que le contrôle des avalanches peut également se faire par des interventions naturelles, avec des ouvrages effectuées pour empêcher leur détachement. Nous demandons donc d'ajouter un point d) - alla realizzazione di opere di stabilizzazione della neve costituite da barriere, reti o altri sistemi antivalanga.

Ce point supplémentaire nous semble nécessaire pour considérer les interventions déjà effectuées ainsi que le problème de l'environnement.

A cet égard nous voudrions souligner encore une fois que souvent ce n'est pas en faisant les choses en vitesse qu'elles sont faites mieux. La loi portant institution de l'Assessorat à l'Environ-nement est entrée en vigueur aujourd'hui et donc, à notre sens, il était nécessaire prendre un temps de réflexion pour vérifier la compatibilité et les liens existant entre ses dispositions et les dispositions de cette loi, ou d'autres lois, soumises à l'attention du Conseil, qui avaient été préparées avant l'institution du nouvel Assessorat. On sera, à notre sens, s'il n'y a pas volonté du Gouvernement de faire ce travail d'analyse, de réflexion et de coordination, en contradiction avec nous-mêmes, vu que le même jour d'entrée en vigueur d'une loi, l'on propose au Conseil d'en approuver une autre, qui est en contraste avec la précédente.

Nous croyons que le problème est important. Nous voulons le souligner afin que tout le Conseil puisse en prendre acte.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Trovo giusta l'osservazione del Consigliere Viérin relativa all'emendamento, che accettiamo.

Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato dal Consigliere Viérin:

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo così emendato:

Articolo 2 1. L'articolo 1 della legge regionale 5 gennaio 1990 n. 7 è sostituito dal seguente:

Articolo 1

(Finalità)

1. La Regione Valle d'Aosta, allo scopo di favorire una razionale programmazione degli investimenti, concede a società funiviarie contributi finalizzati:

a) alla realizzazione di impianti a fune di particolare importanza sciistica;

b) all'acquisto e alla messa in opera di sistemi automatizzati di controllo degli accessi agli impianti a fune in funzione dell'attuazione di uno skipass regionale;

c) alla realizzazione di impianti per il distacco controllato delle valanghe;

d) alla realizzazione di opere di stabilizzazione della neve costituite da barriere, reti o altri sistemi antivalanga.

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti e favorevoli: 30

Astenuti: 3 (Lanivi, Maquignaz, Riccarand)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 3:

Articolo 3 1. Gli articoli 2 e 3 della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7, sono abrogati.

Presidente Pongo in votazione l'articolo 3:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti e favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 4:

Articolo 4 1. L'articolo 4 della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7, è sostituito dal seguente:

"Articolo 4

(Interventi per impianti di particolare importanza sciistica)

1. I contributi di cui all'articolo 1 possono essere concessi nella misura massima del 75 per cento della spesa ammessa.

2. Sono considerati di particolare importanza sciistica, per le finalità di cui alla presente legge:

a) gli impianti, anche posti in successione, che costituiscono le principali linee di accesso e di alimentazione di un comprensorio sciistico;

b) gli impianti, anche posti in successione, che realizzano il collegamento tra due o più comprensori.

3. Per comprensorio sciistico si intende un complesso organico di impianti di risalita e di piste di sci gestito in forma unitaria.

4. Gli interventi regionali sono concessi sia per la costruzione di impianti nuovi, sia per la sostituzione di impianti esistenti.

5. I finanziamenti di cui all'articolo 1 lettera a) sono concedibili solo per la costruzione di funivie e di impianti ad agganciamento automatico".

Presidente All'articolo 4 vi è l'emendamento dell'Union Valdôtaine, di cui do lettura:

Emendamento Il comma 5 dell'articolo 4 è sostituito dal seguente:

"I finanziamenti di cui all'articolo 1, lettera a), sono concedibili per la costruzione di funivie e di impianti ad agganciamento automatico o ad agganciamento fisso, se debitamente documentati da esigenze specifiche".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) Avec la présentation de cet amendement, nous voulons insérer dans la liste des ouvrages qui peuvent bénéficier du financement, dont à l'article 1 de la loi, les équipements "a agganciamento fisso, se debitamente documentati da esigenze specifiche".

Avec les dernières modifications, la loi établit que les interventions peuvent être effectuées uniquement "per la costruzione di funivie e di impianti ad agganciamento automatico". Nous comprenons la finalité de cette prévision. Mais nous constatons que pour certaines stations touristiques, sans distinction entre stations touristiques d'un certain intérêt et petites stations touristiques, il y aura l'impossibilité d'intervention, si l'on ne prévoit pas la possibilité d'intervenir également pour les installations "a agganciamento fisso debitamente documentati da esigenze specifiche". Il nous semble que sans renier les finalités de la dernière formulation, il faut considérer la nécessité de ne pas exclure ces interventions, vu que, au cas contraire, on devrait intervenir par d'autres moyens, afin de permettre la modernisation de ces stations.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Solo per dire che il ragionamento che ha fatto il Consigliere Viérin è di estremo buon senso, perché in effetti in alcune zone della Valle d'Aosta è impossibile costruire delle telecabine o delle funivie, per cui bisogna per forza di cose ricorrere a degli impianti di agganciamento automatico. Quindi credo che questo emenda-mento sia importante e che venga accettato.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Il problema si era già posto quando abbiamo discusso con l'associazione, ma poi avevamo concordato l'articolo così come è scritto, e anche loro hanno ritenuto di dover limitare l'intervento agli impianti ad agganciamento automatico.

D'altra parte l'emendamento così come è formulato desta perplessità, perché si lascia molta discrezionalità nell'esame della documentazione che è motivata da esigenze specifiche o meno. Noi vogliamo evitare queste discrezionalità. Ci asterremo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Allora vogliamo incentivare soltanto le ditte che costruiscono le funivie e le telecabine. Sì, questo è evidente, scusi non è che voglio insistere; lei mi dice di aver concordato con gli impianti a fune, ma con quali impianti a fune? Con chi? Voglio verificarlo questo: cioè l'associazione degli impianti a fune è dell'idea di finanziare solo le telecabine e le funivie, escludendo gli impianti ad agganciamento automatico? Ne prendo atto.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) Pour une précision. Avoir inséré après les mots "ad agganciamento fisso" la phrase "debitamente documentati da esigenze specifiche", ne signifie pas augmentation du pouvoir discrétionnaire de l'Administration, mais veut simplement réglementer cette possibilité de financement. Ce que M. Maquignaz vient de dire, représente la réalité de notre territoire. Dans certaines situations on ne peut en faire à moins "se debitamente documentati da esigenze specifiche" signifique donc que si on prouve qu'on ne peut intervenir d'une autre façon, ne s'agit plus d'un pouvoir discrétionnaire, il faut prendre acte d'une réalité ou de l'impossibilité d'intervenir d'une façon différente.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Agnesod, ne ha facoltà.

Agnesod (UV) Rispetto a questo emendamento credo che la dichiarazione dell'Assessore di astensione sia un fatto abbastanza grave, perché in effetti la programmazione, di cui aveva parlato all'inizio del suo intervento, si trasforma in confusione, come era già stato sottolineato da altri colleghi intervenuti in precedenza. Si rischia veramente di paralizzare certe stazioni medie e piccole, che fino a prova contraria hanno una potenzialità ed hanno l'utenza di migliaia di sciatori tutti gli anni, e non si capisce bene dove queste migliaia di utenti verranno trasferiti? Come potranno le grosse stazioni avere la potenzialità di territorio, di spazio, di strutture, per ricevere questi utenti (sempre ammesso che la gente voglia trasferirsi nelle maxilocalità dal momento che ha fatto la sua libera scelta di una località minore)? C'è il grosso rischio di un attacco forsennato all'ambiente, di un degrado ambientale sui grandi centri, che potrebbe avere delle conseguenze sull'intera economia turistica invernale della nostra Regione.

Credo che una possibilità di questo tipo, come prevista da questo emendamento, sia basilare per una serie di strutture che sono i pilastri della nostra economia.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

Maquignaz (AI) Mi scusi l'Assessore se insisto, ma vorrei sapere quali sono le motivazioni, al di là di quello che gli impianti a fune hanno comunicato, che stanno alla base di questa scelta. Ad esempio, se in una zona molto calda si deve fare un impianto di arroccamento, credo che si possa anche fare un impianto aperto, nel senso che forse è meglio perché è una zona soleggiata. Non capisco perché si vuole escludere questo tipo di impianto. Vorrei avere una spiegazione più precisa.

Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato dall'Union Valdô-taine:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti e favorevoli: 16

Astenuti: 18 (Bajocco, Beneforti, Bich, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami, Pascale, Ricco, Rusci, Trione)

Il Consiglio non approva

Presidente Pongo in votazione l'articolo 4:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti e favorevoli: 18

Astenuti: 16 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Vi è una proposta del Consigliere Riccarand di aggiungere, dopo l'articolo 4, l'articolo 4 bis, di cui do lettura:

Articolo 4 bis Il secondo comma dell'articolo 5 della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7 è sostituito dal seguente:

"I richiedenti sono altresì tenuti a richiedere e far pervenire il parere dei Consigli dei Comuni nei cui territori ricadano gli impianti. I Consigli comunali devono esprimersi entro sessanta giorni dalla data di presentazione della sopra descritta documentazione da parte del richiedente".

Lo pongo in votazione:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti e favorevoli: 32

Astenuti: 2 (Lanivi e Maquignaz)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 5:

Articolo 5 1. L'articolo 6 della legge regionale 5 gennaio 1990 n. 7 è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Istruttoria e concessione dei contributi)

1. L'Assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali, provvede alla istruttoria delle domande e le sottopone all'esame della Commissione tecnico-consultiva prevista dall'articolo 3 della legge regionale 15 luglio 1985, n. 46 concernente la concessione di incentivi per la realizzazione di impianti di risalita e di connesse strutture di servizio, la quale esprime motivato parere da sottoporre all'esame della Giunta.

2. La Giunta regionale decide in via definitiva in merito alla concessione dei contributi e al loro ammontare.

3. Nel caso di impianti situati al di fuori di comprensori già esistenti e operativi alla data di entrata in vigore della presente legge, l'ammissibilità ai benefici di cui alla presente legge è subordinata all'inserimento degli impianti stessi nell'ambito di un programma di interventi predisposto dalla Giunta regionale, sottoposto all'esame della competente commissione consiliare ed approvato dal Consiglio regionale, ferma restando la compatibilità degli stessi con il Piano di Bacino di Traffico approvato dal Consiglio regionale, ai sensi della legge regionale 15 luglio 1982, n. 32, e dalle leggi 5 maggio 1989, n. 160, e n. 15 dicembre 1990, n. 385.

Presidente All'articolo 5 c'è l'emendamento proposto dall'Assessore Pascale, di cui do lettura:

Emendamento L'articolo 5 è sostituito dal seguente:

"Articolo 5

1. L'articolo 6 della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7 è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Istruttoria e concessione di contributi)

1. L'Assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali, provvede alla istruttoria delle domande e le sottopone all'esame della Commissione tecnico-consultiva prevista dall'articolo 3 della legge regionale 15 luglio 1985, n. 46 concernente la concessione di incentivi per la realizzazione di impianti di risalita e di connesse strutture di servizio, la quale esprime motivato parere da sottoporre all'esame della Giunta.

2. La Giunta regionale decide in via definitiva in merito alla concessione dei contributi e al loro ammontare; alla successiva liquidazione si provvede previo accertamento dell'avvenuto rilascio della autorizzazione previa e della concessione edilizia.

Poi ci sono due emendamenti proposti dal Consigliere Riccarand, di cui do lettura:

Emendamenti All'articolo 5, dopo il comma 1, aggiungere il seguente comma 1 bis:

"1 bis. Per il funzionamento della Commissione tecnico-consultiva si applicano le modalità previste dai commi 5,6,7,8,9,10 dell'articolo 3 della legge regionale 15 luglio 1985, n. 46".

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. Le domande esaminate dalla Commissione tecnico-consultiva vengono sottoposte, unitamente al parere dalla stessa espresso, all'esame della Giunta regionale che decide, motivando, in merito all'ammissione ai contributi. Alla liquidazione dei contributi si provvede dopo l'approvazione, da parte della Regione, del progetto dell'impianto di risalita e l'autorizzazione del comune all'inizio dei lavori, su presentazione di regolari fatture".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) I due emendamenti che ho presentato possono anche configurarsi come emendamenti all'emendamento dell'Assessore; almeno il primo emendamento propone di aggiungere fra il comma 1 e il comma 2 un ulteriore comma 1 bis, e questo vale sia per il testo del disegno di legge sia per il testo dell'emendamento dell'Assessore.

Mi sembra che questo emendamento sia già stato accettato dall'Assessore, riguarda le modalità di funzionamento della commissione tecnico consultiva.

Invece per quanto riguarda il secondo comma dell'articolo 6, così come viene proposto nell'emendamento dell'Assessore, il nostro Gruppo non è d'accordo, e certo di spiegarlo. Proponiamo che le domande esaminate di finanziamento dalla commissione tecnico-consultiva, abbiano una decisione da parte della Giunta sull'ammissione ai contributi, e fin qui siamo d'accordo. Per quanto riguarda la liquidazione dei contributi non siamo d'accordo sul legare la liquidazione all'autorizzazione previa e alla concessione edilizia, perché nè l'autorizzazione previa nè la concessione edilizia consentono l'inizio dei lavori. In base alla legge sui trasporti, in base alla legge 32/82, sia l'autorizzazione previa sia la concessione edilizia sono semplicemente degli adempimenti iniziali; fra l'altro l'autorizzazione previa è un istituto che si riferisce in gran parte prevalentemente ai servizi di trasporto collettivo, alle linee automobilistiche, è l'autorizzazione previa ad avviare una nuova linea in attesa di autorizzazioni formali da assumere successivamente.

Nel caso dell'impianto a fune l'autorizzazione previa serve per avviare la procedura per acquisire i pareri dei comuni, per mandare la pratica al ministero competente per l'autorizzazione, ma quello che poi fa testo è l'approvazione del progetto che deve avvenire con deliberazione della Giunta regionale e che può avvenire solo dopo l'autorizzazione del ministero dei trasporti.

E' soltanto dopo l'approvazione del progetto che ci può essere l'autorizzazione del comune ad iniziare i lavori.

Per questo ritengo che dire che la liquidazione viene fatta dopo l'autorizzazione previa e la concessione edilizia, significa dire che noi liquidiamo un contributo a fondo perduto ben prima che possano iniziare i lavori. L'Assessore dice: le ditte prenotano l'impianto, ma l'impianto può benissimo essere prenotato sulla base dell'ammissione al contributo; le ditte non pagano mica l'impianto quando lo prenotano, lo pagano evidentemente quando poi lo acquisiscono e inizia il lavoro. Qui andiamo a dare una liquidazione che viene erogata in pratica un anno prima dell'effettiva necessità dell'azienda; la società che vuole costruire l'impianto semmai ha bisogno di sapere che il finanziamento ci sarà, ma poi la liquidazione concreta deve avvenire quando i lavori effettivamente possono iniziare.

Inoltre noi chiediamo che sia chiarito in legge che la liquidazione avviene su presentazione di regolari fatture. Qui non riesco a capire: questo può essere scontato, però trattandosi di contributi a fondo perso è meglio precisarlo, perché poi qui si dice: alla successiva liquidazione si provvede previo accertamento dell'avvenuto rilascio della autorizzazione previa, ma liquidazione sulla base di quale ammontare? Qui ci troviamo di fronte semplicemente ad una previsione di spesa, sicuramente non ad una spesa sostenuta se siamo alla fase dell'autorizzazione previa.

Quindi insisterei. Questo non comporta nessun problema di allungamento dei tempi e dei ritardi, perché la società sa che comunque il contributo ce l'ha, però la liquidazione non può avvenire prima che i lavori concretamente inizino, perché mi sembra una prassi completamente sbagliata dal punto di vista amministrativo che si presta a degli abusi. Questi possono incassare i soldi un anno prima e li mettono in banca. L'autorizzazione previa e la concessione edilizia possono essere acquisite un anno prima dell'inizio dei lavori, perché sappiamo che i tempi del ministero per l'autorizzazione sono dell'ordine di diversi mesi, quindi insisterei su questo emendamento.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) Intanto voglio dire al Consigliere Riccarand che tutti i pagamenti dell'Amministrazione regionale vengono effettuati sempre su presentazione di fatture. In secondo luogo non è che una volta che la Giunta ha deciso di deliberare l'approvazione del finanziamento, poi al momento dell'autorizzazione previa eroga l'intero finanziamento; in questo caso il finanziamento che viene deliberato per l'importo globale, viene liquidato a stadi di avanzamento e su presentazione di fatture. Se si delibera, ad esempio, un finanziamento di due miliardi a favore di quella società per gli impianti, e questi due miliardi vengono spesi nell'arco di due-tre anni, a stadi di avanzamento vengono liquidati al 75 per cento delle fatture presentate. Quindi nessuno qui prende i finanziamenti, li mette in banca e poi fa l'impianto in due anni.

In questo caso non accettiamo l'emendamento perché, è vero, che c'è solo la prenotazione dell'impianto dopo l'autorizzazione previa, però quando si prenota l'impianto c'è già una prima erogazione di caparra che le società devono versare e quindi una presentazione di fattura. Ora ci sono delle società che possono avere la liquidità necessaria per far fronte a questa spesa, ed altre che non ce l'hanno, e non vogliamo creare delle sperequazioni. Per cui anche in questo caso si interviene al 75 per cento su presentazione di una fattura che costituisce la caparra per l'impianto che deve essere costruito, altrimenti le società che non hanno la liquidità possono prenotare l'impianto soltanto dopo un anno da quando hanno ottenuto l'approvazione del progetto, e come dicevo prima questo comporterebbe dei ritardi abbastanza notevoli per la realizzazione dell'impianto stesso.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Non condivido questa lettura delle procedure che fa l'Assessore, anche perché c'è un fatto a mio avviso molto evidente, per cui quello che fa testo è l'approvazione del progetto. Quindi, o noi diciamo che l'approvazione del progetto è un atto dovuto, ma questo non è, perché l'approvazione del progetto è un atto di competenza della Giunta regionale, come previsto dalla legge 32; l'autorizzazione previa è semplicemente un atto, ripeto, riferito prevalentemente alle linee automobilistiche, che dice potete attuare un servizio di trasporto collettivo, ma l'approvazione del progetto è quello che fa testo.

Per cui rischiamo di andare a dare del denaro, a fare degli stanziamenti, e la conseguenza sarà che il progetto dovrà essere approvato comunque, perché abbiamo già iniziato a finanziarlo, mentre l'approvazione del progetto è l'unico atto che fa testo.

E allora capisco che si possa ammettere a contributo, quindi si sappia che a determinate condizioni c'è l'ammissione del contributo, ma andare a liquidare delle somme prima che formalmente sia stato approvato il progetto mi sembra veramente di mettere il carro davanti ai buoi, mi sembra non rispettoso di quelle che sono delle corrette procedure amministrative, mi sembra farsi trascinare da esigenze che ci possono anche essere, ma che non possono far dimenticare quelli che sono gli atti che deve fare l'Amministrazione. Quindi insisto perché questo emendamento venga accolto.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Je crois de dire deux mots à ce sujet, compte tenu de ce qui s'est passé dans ces dernières années.

Il y a eu en effet des cas, voire le problème de Gressoney, là où il y avait une difficulté à comprendre à quel point se posait l'autorisation par rapport à l'approbation définitive de la part du Gouvernement régional.

Je veux souligner cet aspect car, au delà du fait d'allouer l'argent, le problème se pose à propos de l'approbation définitive de la part de l'Administration régionale. Le plus souvent il y a une autorisation préalable de la Junte, sur laquelle il y a toujours eu quelques problèmes pour la suite, et c'est là le noyau du thème, car malheureusement l'approbation préalable de la Junte dit tout et rien, c'est-à-dire la Junte, par rapport à la présentation d'un programme, manifeste l'intention de financer en principe, mais - et c'est là le problème qui se pose - le dossier doit être présenté au Ministère, et très souvent l'autorisation du Ministère (voire le cas de Gressoney) arrive très tard. Si par hasard entre-temps il y a eu des entraves de la commune, des entreprises concernées, la Junte se trouve en difficulté, compte tenu qu'elle a approuvé de façon préalable la contribution, et en même temps on ne sait plus quoi faire car l'entreprise sur l'autorisation préalable de la Junte a quand même démarré avec les travaux.

J'inviterais l'Assesseur à faire une réflexion à cet égard, je me préoccupe non pas du point de vue matériel, mais pour les difficultés qui se posent au moment où la société, compte tenu qu'il y a une délibération de la Junte, se sent autorisée à faire quand même certains travaux.

Je crois que le 2e alinéa de l'article 6 devrait être un peu plus complet, car là où on dit: "La Giunta regionale decide in via definitiva in merito alla concessione dei contributi e al loro ammontare", in via definitiva, si cela signifie que la Junte approuve uniquement au moment où on a déjà l'autorisation du Ministère, alors là il n'y a plus de doute; mais aujourd'hui n'est pas comme ça, et même cette interprétation est douteuse. Le problème n'est pas seulement de point de vue administratif, au contraire les retombées sont surtout au niveau des conséquences que la société a vis-à-vis de certains hasards, voire accidents de parcours. Et alors à qui la responsabilité? La Junte dit: moi j'ai seulement donné un avis préalable, mais l'interprétation que la société donne c'est que la Junte a approuvé. C'est vrai, en principe c'est une autorisation administrative, qui n'est pas complète par rapport à ce qui est du dossier nécessaire pour l'autorisation définitive.

Je crois que là un éclaircissement est indispensable, pour éviter qu'il y ait ces cas qu'on connaît. S'il y a l'autorisation définitive de la Junte, ce qui signifie avoir l'autorisation de la commune, avoir l'autorisation du Ministère, avoir les avis préalables, alors il n'y a plus de doute. C'est uniquement là que je prierais de faire attention.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore del Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.

Pascale (PSI) In effetti c'era una prassi, che per alcuni anni è andata avanti e poi il caso di Gressoney ha fatto esplodere il problema. Effettivamente c'era la prassi di iniziare subito i lavori dopo l'autorizzazione previa. Questo ha rimesso tutto in discussione, ripeto, ne stiamo discutendo con l'associazione, ed in attesa di definire esattamente nella legge, ma non in questa legge, credo che vada definito nell'ambito della legge 32, i momenti esatti, c'è già un'intesa di fatto per cui l'associazione, vista l'esperienza di Gressoney, non inizia i lavori effettivi se non dopo l'approvazione del progetto.

Quindi c'è un momento in cui la Giunta politicamente decide che quell'impianto si può fare, c'è il successivo momento dell'autorizzazione previa, che a mio avviso dovrebbe essere solo un'autorizzazione che dice "che questo impianto è inserito nel piano di bacino di traffico, è compatibile con il piano di bacino di traffico approvato dal Consiglio regionale, quindi potete andare avanti". C'è il momento della concessione edilizia, quello della prenotazione degli impianti, però l'inizio effettivo dei lavori secondo me, come di fatto sta già avvenendo, dovrebbe avvenire dopo l'approvazione del progetto. Va specificato nella legge, però questa è una legge di finanziamento e non può andare a disciplinare il momento in cui devono iniziare i lavor. Questo deve essere invece precisato nell'ambito della legge 32 e mi auguro che venga fatto al più presto, perché il problema esiste.

Presidente Pongo in votazione l'emendamento proposto dall'Assessore Pascale in sostituzione dell'articolo 5:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Pongo in votazione l'emendamento del Consigliere Riccarand che riguarda l'aggiunta di un comma 1 bis:

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato dal Consigliere Riccarand sostitutivo del secondo comma:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 15

Favorevoli: 15

Astenuti: 18 (Bajocco, Beneforti, Bich, Bondaz, Chenuil, Dolchi, Fosson, Gremmo, Lanièce, Lavoyer, Mafrica, Martin, Milanesio, Monami, Pascale, Ricco, Rusci, Trione)

Il Consiglio non approva

Presidente Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo così emendato:

Articolo 5 "Articolo 5

1. L'articolo 6 della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7 è sostituito dal seguente:

"Articolo 6

(Istruttoria e concessione di contributi)

1. L'Assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali, provvede alla istruttoria delle domande e le sottopone all'esame della Commissione tecnico-consultiva prevista dall'articolo 3 della legge regionale 15 luglio 1985, n. 46 concernente la concessione di incentivi per la realizzazione di impianti di risalita e di connesse strutture di servizio, la quale esprime motivato parere da sottoporre all'esame della Giunta.

2. Per il funzionamento della Commissione tecnico-consultiva si applicano le modalità previste dai commi 5,6,7,8,9,10 dell'articolo 3 della legge regionale 15 luglio 1985, n. 46.

3. La Giunta regionale decide in via definitiva in merito alla concessione dei contributi e al loro ammontare; alla successiva liquidazione si provvede previo accertamento dell'avvenuto rilascio della autorizzazione previa e della concessione edilizia.

4. Nel caso di impianti situati al di fuori di comprensori già esistenti e operativi alla data di entrata in vigore della presente legge, l'ammissibilità ai benefici di cui alla presente legge è subordinata all'inserimento degli impianti stessi nell'ambito di un programma di interventi predisposto dalla Giunta regionale, sottoposto all'esame della competente commissione consiliare ed approvato dal Consiglio regionale, ferma restando la compatibilità degli stessi con il Piano di Bacino di Traffico approvato dal Consiglio regionale, ai sensi della legge regionale 15 luglio 1982, n. 32, e dalle leggi 5 maggio 1989, n. 160, e n. 15 dicembre 1990, n. 385.

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maqui-gnaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 6:

Articolo 6 1. L'articolo 8 della legge regionale 5 gennaio 1990, n. 7 è abrogato.

PresidentePongo in votazione l'articolo 6:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maqui-gnaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 7:

Articolo 7 1. Limitatamente all'anno finanziario 1991 è autorizzata la maggiore spesa di lire 2.500.000.000 che grava sul capitolo 64800; su detto capitolo risulta quindi la somma di lire 18.500.000.000.

2. Alla copertura della spesa di cui al comma uno si provvede mediante utilizzo per pari importo degli stanziamenti iscritti al capitolo 67030, a valere sugli accantonamenti previsti all'allegato n.8 al bilancio per l'anno in corso, concernenti:

a) turismo e sport invernali (area attività produttive - settore turismo - punto 0.2.1) - lire 1.500.000.000

b) ski-pass regionale (area attività produttive - settore turismo - punto 0.2.9) - lire 1.000.000.000

3. A decorrere dall'anno 1992 alla copertura degli oneri di cui alla legge regionale 5 gennaio 1990 n. 7, come modificata dalla presente legge, si provvederà con legge di bilancio ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90, concernente norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

Presidente Pongo in votazione l'articolo 7:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 8:

Articolo 8 1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1991 sono apportate le seguenti variazioni:

In diminuzione

Cap 67030 "Fondo globale per il rifinanziamento di spese di investimento"

lire 2.500.000.000

In aumento

Cap. 64800 "Contributi a società funiviarie per la realizzazione di impianti di risalita e di strutture ad essi funzionalmente connesse"

lire 2.500.000.000

Presidente Pongo in votazione l'articolo 8:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Do lettura dell'articolo 9:

Articolo 9 1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

PresidentePongo in votazione l'articolo 9:

Esito della votazione

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Agnesod, Andrione, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) Le débat a mis en évidence une série de problèmes qui encore existent, et j'inviterais sur ce thème à reprendre le discours le plus tôt possible, compte tenu de l'importance de ces infrastructures pour la politique du tourisme, mais dirais-je même pour l'économie de notre Vallée.

On a essayé de donner des indications sur une série de problèmes qui ne sont pas encore résolus. Tout en soulignant que certains aspects ont été saisis de la part de l'Assesseur, il existe encore des doutes surtout pour ce qui est de l'application de certaines intentions. C'est là la raison pour laquelle sur l'ensemble de la loi on s'abstiendra.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.

Lanivi (AI)Mi trovo nell'imbarazzante situazione di avere di fronte alla mia mente la possibilità di votare sia a favore, sia di astenermi, sia di votare contrario. Cercherò di dimostrare per quale motivo ho questo singolare imbarazzo.

La legge di per sè è una legge che, se colta nei suoi aspetti reali, non ha un grandissimo valore, si tratta di intervenire (questo rientra abbastanza nella abitudine oltre che nella tradizione della Regione) e di dare soldi a chi ne chiede, e lo sforzo al massimo è quello di darli in maniera un po' più razionale, ma dentro questa logica.

Se invece riconosco all'Assessore del Turismo un'intelligenza tale da capire la contraddizione delle sue stesse affermazioni, mi fermo un po' proprio per valorizzare quanto ha detto e fare alcune considerazioni, perché la filosofia che ha accennato all'inizio è una filosofia che non sta in piedi. Voglio riassumerla, se non l'ho capita male. Il punto di partenza dell'Assessore è: la Valle d'Aosta è una Regione turistica, gli impianti di risalita sono uno strumento importante in questa logica, quindi è necessario intervenire a favore degli impianti di risalita. Ma poi ha fatto una notazione che en passant è la più importante, ed è il problema della qualificazione del settore turistico. Mi prendo buona quest'ultima affermazione e ripercorro per vedere se è possibile costruire invece una filosofia e renderla coerente.

Dove sta l'incoerenza? Si afferma che la Valle d'Aosta è una Regione turistica, cosa significa questo? Che il settore economico turistico è trainante? Ma allora si entra in contraddizione perché un settore economico trainante non è in rosso, in genere i conti dovrebbero essere positivi, mentre qui ci troviamo di fronte a conti in rosso. Quindi è la nostra una Regione turistica? Per essere provocatori, rispondiamo di no; sarebbe meglio dire che è una Regione che ha la volontà di ricercare nel terziario, nel turistico in particolare, un momento forte della sua economia. Oppure non lo è.

In secondo luogo, si potrebbe anche interpretare l'affermazione che la Regione è turistica perché ha delle bellezze naturali incomparabili. Ed è la seconda affermazione da mettere in discussione. E' vero che le bellezze naturali sono incomparabili, ma non esiste una equazione rigida bellezza incomparabile uguale turismo, mentre è dimostrato il contrario. Ad esempio, la Valle d'Aosta ha il Monte Bianco e il Cervino, tutti ce li invidiano e nessun altro ce li ha. Questo fatto di per sè vuol dire industria turistica forte? No. Facciamo un esempio al contrario; sicuramente l'Adriatico è uno dei mari più brutti del mondo, però ci viaggia una delle più floride industrie turistiche d'Italia. Quindi queste frasi fatte bisognerebbe smontarle un po' ed affrontare il ragionamento da un altro punto di vista, che propongo in questi termini.

Tendenza del mercato: la tendenza del mercato nei prossimi venti anni si andrà affermando su questi piloni ormai condivisi da tutti, cioè si va verso una richiesta dei consumi che sono contemporaneamente di qualità, personalizzati e su vasta scala. La Valle d'Aosta ha una opportunità in questo senso? La risposta è sì, a patto che qualifichi e personalizzi la sua offerta. Questo è il punto chiave e quindi mi richiamo ad una affermazione giusta fatta dall'Assessore, che però non è in linea con la filosofia complessiva che è invece piena di contraddizioni. Il che vuol dire che la Valle d'Aosta può presentarsi sul mercato turistico non pompando sull'immagine all'esterno, ma qualificando la sua area, il suo ambiente. Quindi in linea teorica la vera linea da seguire è di qualificare e tipicizzare le varie offerte turistiche all'interno della Valle, vuol dire ricavare e valorizzare i vari aspetti tipici dei comprensori che operano in Valle d'Aosta. E quindi salta un primo discorso: la distinzione fra stazione grande e stazione piccola è puramente in linea con la ripartizione dei soldi, non è vera ed è leggera se invece è misurata in questo piano qui. Una stazione piccola può essere più attrattiva di una stazione grande se è qualificata e tipicizzata.

Altre considerazioni. L'impianto di risalita: chissà come mai (qui c'è un piccolo discorsetto da fare) l'impianto di risalita è ritenuto impianto turistico. L'impianto di risalita è uno strumento di trasporto, il che pone alcuni problemi che sarebbero da chiarire. Il mio intervento non vuole dire a favore o contro l'Assessore, la Giunta, eccetera, vuol solo cercare di cogliere degli elementi per riportare dentro un quadro che renda coerente una strategia che è di sviluppo della Regione.

Quindi, dicevo, l'impianto di risalita è un modo di trasporto, e oggi con questo modo di trasporto siamo combinati in maniera confusa, cioè teoricamente l'impianto di risalita da solo non potrebbe stare in piedi economicamente, o può stare in piedi solo se collegato allo sfruttamento del territorio. Allora la formula attuale che vede dei privati, però dei privati nel settore dei trasporti, insieme all'ente pubblico è una formula valida, o possiamo cominciare ad immaginare un sistema diverso?

Per esempio, è la Regione proprietaria dell'impianto e lo dà in gestione ai privati; oppure c'è una società mista, e questa potrebbe essere una formula, ma la società mista richiama al suo interno quegli interessi che si avvantaggiano della presenza degli impianti di risalita. Questi tentativi sono stati fatti in Svizzera e sarebbero magari da andare a studiare.

Quindi ritengo di fare queste affermazioni: la legge di per sè entra in un canale che è quello di intervenire a favore di quei settori che chiedono, e questo di per sè non è un fatto nè negativo nè condannabile moralmente. Questo ha un senso se questi interventi di tipo settoriale li facciamo rientrare in un quadro complessivo di sviluppo.

Mi permetterei di proporre all'Assessore per il futuro di rovesciare la logica in questo senso, di trovare l'inserimento di queste iniziative all'interno di un quadro di sviluppo del settore turistico, il quale ha questo nucleo centrale di attrazione che è la qualificazione e la tipicizzazione dei comprensori, senza il quale gli interventi a sostegno di attività di come questa degli impianti di risalita sono defatiganti, perché l'impianto stesso sarà in negativo e per la composizione della struttura societaria, e perché se non è alimentato da un fatto attrattivo, qual è la qualità del sito, va in rosso per sua natura.

Altro dato, e qui saliamo ancora a livelli di considerazioni superiori: se il mercato chiede qualità e personalizzazione dell'offerta, d'altra parte questi inserimenti vanno anche misurati sulle dimensioni locali. Ad esempio, in una realtà che conosco abbastanza bene, vedo al sabato e alla domenica lunghe code di macchine, dei posteggi pieni, della gente che prende una funivia poi prende una seggiovia, la gente ritorna a casa, ma neanche i bar, vicini alle stazioni di arrivo, lavorano.

C'è tutta l'esperienza delle aree a pic-nic che ci sarebbe da andare a vedere. E' vero che hanno rappresentato un notevole passo in avanti ecologico nel senso che radunano i rifiuti, ma è altrettanto vero che sul meccanismo economico influiscono pochissimo, così come agiscono pochissimo sulle realtà economiche locali. Quindi la chiave di risoluzione del problema sta, ripeto, nella qualificazione dell'ambiente, non nella quantità dei passaggi.

Volevo inserire un altro elemento di contraddizione, perché anche il passaggio consistente sui sistemi di risalita per se stesso non vuol dire apporto di capitale dall'esterno verso l'economia regionale e locale, cioè possono svilupparsi ed essere attivi, ma non coinvolgere l'economia locale.

Credo di risolvere queste alternative di possibilità che avevo di votazione a secondo di come misurassi questo tipo di intervento, astenendomi con queste considerazioni e auspicando che, non so con quali strumenti, lo lascio alla fantasia dell'Assessore, si possano trovare le occasioni e le opportunità per le quali la voce turismo non sia solo un mito o una contraffazione, ma ci sia una sede dove in maniera realistica si affronti questo tema alla luce delle prospettive di sviluppo della Regione e del posto che in questo deve avere.

Presidente Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Esito della votazione

Presenti: 34

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 16 (Agnesod, Andrione, Bich, Faval, Lanivi, Louvin, Maquignaz, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Riccarand, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin e Voyat)

Il Consiglio approva

Presidente I lavori riprenderanno oggi alle ore 15,30.

La seduta è tolta.