Oggetto del Consiglio n. 2472 del 26 luglio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2472/IX Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Dolchi (Presidente) Mi corre l'obbligo di fornire due comunicazioni al Consiglio.
La prima riguarda la legge 262 sulla funzionalità del Consiglio regionale, che ha avuto il visto del Presidente della commissione di coordinamento in data 26 luglio, cioè mi è stata comunicata stamattina. Viene pertanto affermato il principio della funziona-lità del Consiglio.
L'altra comunicazione, questa dovuta, è che in data odierna il Consigliere regionale Domenico Aloisi comunica alla Presidenza del Consiglio, ai sensi del regolamento, che a partire dalla data odierna aderisce al Gruppo Consiliare del P.S.I.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (PSI) Signor Presidente, colleghi Consiglieri, ritengo doveroso da parte mia illustrare a questo Consiglio e alla pubblica opinione le motivazioni che mi hanno indotto in un primo momento ad uscire dal M.S.I. ed oggi a richiedere l'adesione al gruppo socialista regionale.
Nello scorso febbraio decisi di uscire dal M.S.I. e alla base di questa mia scelta vi era una profonda riflessione, maturata nei mesi precedenti, sui grandi processi di cambiamento verificatisi in questi ultimi anni, verificatisi in Italia, in Europa e nel mondo. Sono crollati numerosi steccati, che avevano congelato la vita democratica di molte nazioni.
Si è sbriciolato il muro di Berlino, simbolo di divisione e di oppressione, si sono susseguiti straordinari eventi che hanno rivoluzionato il mondo intero. In questo contesto di grandi sconvolgimenti, il modo tradizionale di fare politica pare avviato sulla via del tramonto. Assistiamo al crollo delle ideologie, a dei cambiamenti inimmaginabili solo fino a qualche mese addietro. Di fronte a questo grande e sconvolgente scenario, e qui è la critica che ho fatto al mio ex partito, il M.S.I. è rimasto immobile, incapace di rappresentare questi cambiamenti, non ha voluto o potuto adeguarsi a queste grandi novità.
Avrebbe dovuto seguire il metodo dell'analisi e del rinnovamento, invece è rimasto prigioniero della logica dello scontro, delle alleanze correntizie, fragili e prive di linee programmatiche. Diventava quindi inutile la mia presenza in un movimento politico che in un periodo di così grandi e rapidi cambiamenti rimaneva insensibile al rinnovamento, disattendendo così le aspettative di larghi strati del suo elettorato.
Sono queste le motivazioni che mi hanno indotto ad abbandonare, nel febbraio scorso, il M.S.I. e a dichiararmi indipendente in questo Consiglio.
La scelta di indipendente prima e quella di aderire ora al gruppo consiliare regionale del P.S.I. è suffragata dalla solidarietà e dalla adesione di tanti amici e conoscenti che con me avevano condiviso tante battaglie e che ora, anch'essi delusi e disgustati, condividono questa mia lunga e sofferta decisione.
E' una scelta di coraggio, motivata unicamente da una convinzione politico ideologica che mi permette nel P.S.I. di continuare a sostenere quelle battaglie e tesi politiche di rinnovamento istituzionale, di difesa dei valori e della integrità nazionale, rispettando i particolarismi locali, la difesa delle etnie, delle lingue, delle culture.
La mia adesione al gruppo regionale del P.S.I. rafforzerà l'attuale maggioranza, e questo è sicuramente un aspetto positivo, che permetterà di lavorare con maggior serenità e con più tranquillità.
Intendo dare tutto il mio contributo facendo tesoro dell'esperienza maturata in questi anni di attività al servizio della nostra comunità valdostana.
La mia scelta nell'area socialista è motivata dalla consapevolezza che vi sono notevoli affinità politiche fra le mie convinzioni personali e la strategia politico programmatica del P.S.I., in particolare condivido le proposte di riforma istituzionale che negli ultimi anni il P.S.I. sta propugnando.
La mia adesione, quindi, al gruppo socialista è suffragata, oltre che da motivi di ordine politico programmatico, anche da un solido rapporto di amicizia e di rispetto che ha sempre caratterizzato i miei rapporti personali con i colleghi del P.S.I.
Questi sono gli unici elementi e le sole motivazioni che hanno determinato la mia adesione al gruppo del P.S.I.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) Quelques mots pour imaginer que Benito dans son tombeau sera content, parce que lui de compagno est devenu camerata, et M. Aloisi de camerata devient compagno. Il fait le parcours inverse, la boucle est bouclée.
Politiquement il nous semble que, quelle que soit et quelque grande que puisse être le tourment de quelqu'un qui se trouve dans un parti dont il ne partage plus les idéaux, il est indéniable que M. Aloisi a été élu par les fascistes, et cela est une donnée, est quelque chose qui ne pourra pas être effacée pour le simple fait que des scrupules et des divergences d'opinions se sont vérifiées - dit-il - plus tard.
Donc nous constatons - et cela peut être la seule chose claire dans cette histoire - que jusqu'à maintenant il y avait un Conseiller dont on ne savait pas exactement l'appartenance, mais qui votait toujours avec la majorité. Maintenant nous savons qu'il fait partie d'une majorité et tout spécifiquement du parti socialiste, auquel appartenait aussi M. Pertini, à mort duquel M. Aloisi a trouvé la façon de dire quelque chose la plutôt désagréable.
Evidemment les voies de Damas sont très nombreuses, on peut se repentir, on peut adorer ce qu'on avait détesté avant et vice-versa.
Nous en prenons acte sans particulière émotion, parce que cela existait déjà avant; nous remarquons simplement que cette majorité ressemble toujours plus à un habit d'Arlequin avec plusieurs couleurs, parfois discordantes.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Nel novembre 1990 il giornale del Movimento politico al quale appartengo "Informazione Valle d'Aosta", pubblicò in prima pagina un articolo dal seguente titolo: "Bondaz, Milanesio, Aloisi, Gremmo: che maggioranza ragazzi!" e l'inizio dell'articolo era questo: "Il Consiglio regionale dell'8 novembre 1990 ha dato una ulteriore e ormai inequivocabile conferma dei contorni reali della attuale maggioranza regionale, una maggioranza che può contare su 19 voti DC-PCI-PSI-ADP-PRI, più Aloisi e Gremmo. Senza l'apporto dei voti di Aloisi e Gremmo nei momenti delicati, la maggioranza del 6 giugno avrebbe già concluso la sua storia".
Questo era nell'autunno del 1990, a pochi mesi dalla formazione della maggioranza, e direi che questa analisi, che chiunque siede in questo Consiglio poteva fare fin dall'autunno 1990, è stata puntualmente e precisamente confermata da quella che è stata l'evoluzione dei mesi successivi, con l'ingresso dapprima del Consigliere Gremmo in modo organico nella maggioranza e adesso con l'ulteriore apporto ufficiale del Consigliere Aloisi.
Senza la garanzia di quelle due ruote di scorta di Gremmo e Aloisi, garanzia che esisteva fin dall'inizio, questa Giunta non avrebbe mai potuto decollare, e se avesse tentato il decollo si sarebbe schiantata al suolo dopo pochi metri.
Con queste due ruote di scorta è andata faticosamente avanti con molta retorica, molta propaganda e pochi fatti positivi.
Da alcuni mesi poi queste ruote di scorta sono diventate progressivamente parte integrante e ufficiale della maggioranza a tutti gli effetti; del resto era evidente che dopo quello che era successo nella primavera scorsa, nonostante l'ingresso ufficiale di Gremmo, questa maggioranza non avrebbe potuto continuare come già alcune votazioni in Consiglio avevano dimostrato, senza un ulteriore, ufficiale, esplicito appoggio da parte del Consigliere Aloisi. Quindi direi che l'atto che si compie oggi, la formalizzazione che si compie oggi era già scritta da un anno a questa parte, chiunque volesse guardare alle cose nella loro realtà non poteva che constatarlo, e chi negava questa realtà è perché voleva mentire, voleva confondere le acque.
Quindi non sorprende quello che oggi dice il Consigliere Aloisi e la realtà che si determina, era una cosa evidente, e tuttavia direi che il passaggio di un esponente del MSI al partito socialista e l'ufficializzazione di una maggioranza, che vede fianco a fianco gli esponenti del PDS e un esponente che è stato eletto nella lista del MSI è sicuramente un fatto clamoroso. Un fatto clamoroso che lascerà il segno nell'opinione pubblica e nella popolazione ancor più che in questo Consiglio, che la cosa, ripeto, l'aveva già vista sotto tutti gli effetti.
Ci sono stati nella storia di questo Consiglio regionale numerosi passaggi di consiglieri da un partito ad un altro, ma qui siamo di fronte non ad un semplice passaggio, ma ad un salto mortale, un salto mortale per la credibilità delle istituzioni, per lo stesso significato che attribuiamo al voto democratico.
Se c'era sicuramente qualcosa che gli elettori del MSI da una parte e gli elettori del partito comunista dall'altra non volevano, quando andavano a votare per le rispettive liste nel 1988, era un'alleanza fra queste due forze, e quindi quei voti dovevano andare a far parte di posizioni diversificate. Quello che era impensabile e inaccettabile al momento elettorale, si è invece verificato e si sta avverando oggi. E come avviene questo, può avvenire di tutto, non c'è più nessun punto di riferimento, non c'è più nessuna pietra miliare che possa reggere.
E allora che significato ha il voto popolare? Che potere reale rappresenta? Agli elettori viene solo chiesto di dare una delega in bianco ad alcune persone, che poi la gestiranno nel modo che meglio ritengono, senza poter avere nessun riscontro, senza poter dare nessun punto di riferimento, nessuna garanzia.
Si può fare di tutto, non c'è più ideologia nè programma che tenga, non c'è più affinità che tenga, addirittura qui scopriamo un'affinità fra le idee socialiste e le idee fasciste, quindi siamo al di fuori di qualsiasi criterio di interpretazione per chi va a votare e cerca di distinguere fra un programma e l'altro, fra un partito e l'altro, fra una lista e l'altra.
Credo che di fronte ad episodi così gravi, non basta solo recriminare, denunciare, mettere in luce il modo in cui è stata gestita questa vicenda, questo modo sornione, subdolo, questa volontà di diluire i tempi per far meglio digerire l'operazione: tutto questo è una recita che conosciamo. C'è qualcosa di più; credo sia necessario prendere un impegno da parte di questo Consiglio, o quanto meno da parte di chi queste cose non le accetta o le vuole cambiare, che si dica basta a questo meccanismo, a questo modo di fare, che si dica esplicitamente che con questi tipi di meccanismi non si può andare avanti, pena una delegittimazione di questo stesso organismo, pena una caduta completa di credibilità delle elezioni e degli stessi organismi rappresentativi.
Bisogna fare in modo che il voto popolare sia restituito alla sua funzione decisionale, reale; e allora bisogna che chi non è disposto ad accettare supinamente quanto sta accadendo, questo trasformismo senza ritegno, assuma l'impegno di una battaglia forte, rigorosa, vincente, perché ci sia una modifica di queste norme. Per noi significa soprattutto una modifica di una legge elettorale che consente questo tipo di trasformismo.
Credo che quello che sta succedendo oggi, e che conferma un andazzo che avevamo già sotto gli occhi, ma lo stesso dibattito che c'è stato nei giorni in Parlamento sulla riforma istituzionale, sulla riforma elettorale, eccetera, debba impegnare il Consiglio regionale a dire che bisogna cambiare strada. Bisogna che assumiamo l'impegno, proprio da questo fatto clamoroso che si verifica oggi, di questo salto mortale, di dire che queste cose non si devono più ripetere, si devono mettere gli elettori nella condizione di sapere prima del voto in che rapporto si mettono le varie liste, le varie formazioni, quali sono le coalizioni, perché non è possibile che si vada a votare per un qualcosa e poi si ottenga un risultato diametralmente opposto.
Intendo presentare una risoluzione all'esame del Consiglio, che partendo da questo episodio assuma un impegno da parte dello stesso. Occorre modificare questi meccanismi, rendiamo impossibile il ripetersi di questi eventi, rendiamo impossibile il formarsi di maggioranze in questo modo, al di là di qualsiasi criterio di programma, al di là di qualsiasi criterio di affinità politica e di mandato elettorale.
Prendiamo l'impegno di fare subito una legge elettorale regionale, come è nei compiti di questo Consiglio in base alle competenze statutarie, e come credo che la realtà politica richiede. Ci sono delle proposte depositate, ci sono delle proposte dei vari gruppi consiliari sul tappeto; andiamo in fondo a questa scelta e facciamo in modo che quello che oggi sta accadendo in questo Consiglio, con questo episodio ulteriore di trasformismo politico, non debba più ripetersi e che quindi il voto popolare riacquisti un significato reale e pregnante.
La risoluzione che propongo è questa.....
Presidente Consigliere Riccarand, il regolamento prevede che sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta non possono essere presentati ordini del giorno e risoluzioni. La risoluzione può essere sempre sottoscritta e inoltrata per l'iscrizione d'urgenza, però al di fuori del dibattito sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Riccarand (VA) D'accordo. Preannuncio che presenterò una risoluzione di cui chiedo l'iscrizione in via d'urgenza, che partendo da questa dichiarazione che c'è stata oggi, sottolinea la necessità che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta esprima l'esigenza di prevedere, nella nuova legge elettorale per il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, la possibilità per gli elettori di pronunciarsi preventivamente sulle coalizioni fra i partiti o gruppi politici, impegni la prima commissione consiliare perché avvii celermente l'esame della proposta sulla "nuova legge elettorale" per il Consiglio regionale, deliberi di dedicare all'argomento nuova legge elettorale una apposita adunanza straordinaria del Consiglio regionale da svolgersi nel mese di ottobre 1991.
Presenterò questa risoluzione al Presidente del Consiglio, con preghiera di distribuirla in modo che i gruppi la possano esaminare, e chiedo che si possa votare sull'iscrizione d'urgenza di questa risoluzione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) Mi verrebbe da esclamare: beata innocenza quella di Riccarand, che pensa di risolvere con una risoluzione presentata anche irritualmente su un problema grosso come quello della legge elettorale, su cui ci saranno discussioni e approfondimenti notevoli e corposi, che pensa di risolvere presentando, ripeto, una risoluzione in Consiglio regionale, che dovrebbe avere lo scopo di tranciare di netto il nodo gordiano.
Vorrei dire molto semplicemente che delle decisioni che in questo Consiglio sono state prese da parte di diversi Consiglieri in questa legislatura, o di abbandonare il loro partito o movimento di appartenenza, o di costituire dei gruppi consiliari nuovi, ne abbiamo preso atto tranquillamente senza commenti. Credo che queste decisioni, che appartengono alla sfera privata dell'individuo, che appartengono alla disponibilità intanto di ciascuno di noi e poi delle forze politiche a cui si riferiscono, vadano prese senza commenti. Uno può esprimere il suo gradimento o il suo non gradimento, ma venir qui a fare il processo alle intenzioni è una operazione politica abbastanza discutibile e squallida.
Intanto vorrei precisare che per quello che ci riguarda esiste una libertà di coscienza, che qui tutti dicono tutelare, a cui tutti dicono di volersi ispirare, e quindi il valore dell'individuo e delle scelte che fa, esiste la possibilità di avere in un certo momento storico delle opinioni, di cambiarle queste opinioni, a meno che qui siamo diventati tutti o giansenisti, per cui sappiamo che qualcuno è già predestinato alla salvezza o alla dannazione, oppure pensiamo che le idee abbiano un DNA, per cui uno che è programmato in un modo nella sua vita non possa che essere quello. Se abbiamo questo tipo di opinione e di convinzione, ho l'impressione che in questo consesso non esistano delle persone che credono veramente nel libero arbitrio e nella democrazia.
Quindi credo che ciascuno di noi ha avuto modo nella sua vita di avere delle idee politiche, alcuni di svilupparle, di rimanerci dentro, di modificarle; altri hanno avuto nella loro vita esperienze diverse, le hanno vissute, le hanno sublimate e ad un certo momento della loro vita hanno ritenuto che certe collocazioni non corrispondessero più alle intime vocazioni e volontà.
Credo che di queste cose si debba prendere atto con rispetto, sia quando fanno piacere, sia quando non lo fanno. Noi abbiamo preso atto con rispetto di scelte che non ci hanno fatto piacere sul piano personale e sul piano politico in certe circostanze, e di altre che potevano lasciarci indifferenti sul piano personale, ma che potevano anche crearci qualche problema sul piano politico.
Tutto questo parlare sul trasformismo da parte del Consigliere Riccarand, che poi ne parla solo in questo caso e non ne ha parlato in altri casi, ho poi capito dove andava a mirare: andava a mirare a voler rafforzare la sua idea rispettabile della necessità di una nuova legge elettorale, che consenta di preparare gli schieramenti anzitempo e quindi eviti se possibile i fenomeni di trasformismo.
Il Consigliere Riccarand non pensa che, al di là di queste cose, rimane sempre l'uomo, l'individuo, il consigliere che, una volta eletto da una parte piuttosto che da un altra, se non riterrà di stare più da una parte, potrà fare tutte le scelte che vuole. A me dispiace quando qualcuno vuole mettere la camicia di forza alla libera volontà e alla volontà di esprimersi.
Quindi noi vogliamo dire solo questo: prendiamo atto con soddisfazione della decisione maturata dal Consigliere Aloisi, che da Consigliere Indipendente entra a far parte del gruppo consiliare socialista, e auspichiamo che questo suo passaggio al gruppo consiliare possa segnare un ulteriore passo in un'altra direzione, vale a dire quella di entrare a far parte organicamente del partito. E' una collaborazione che si instaura fra noi e il Consigliere Aloisi, che ci auguriamo possa diventare più profonda, possa diventare più organica.
Abbiamo sempre rispettato il Consigliere Aloisi come persona; quando ha avuto idee diverse dalle nostre, abbiamo anche litigato in questo Consiglio sul piano politico, ci siamo contraddetti, ma non apparteneva quello ad una sceneggiata della democrazia o a quella che può venir definita la teatrocrazia. Prendiamo atto, come diceva un illustre filosofo, che dans la déclaration des droits de l'homme on a oublié deux droits: le droit de se contredire et le droit de s'en aller. Tutti noi ci siamo contraddetti qualche volta nella nostra vita, tutti noi abbiamo deciso di andarcene qualche volta nella nostra vita dalle cose che non ci piacevano. Quindi non credo che questo possa essere soggetto ad una lunga discussione politica e a considerazioni speciose, tipo quelle di cronaca di una adesione annunciata. Queste adesioni le avete annunciate voi, se poi si sono verificate non potete lamentarvi.
Invito il Consigliere Aloisi a prendere posto nel gruppo consiliare socialista.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) Je constate tout d'abord une différence dans l'interprétation de l'importance du choix de M. Aloisi. Le Président du Conseil, à mon avis justement, dans ses déclarations, a parlé d'un fait politique important et remarquable, d'où la nécessité d'en informer le Conseil. M. Milanesio par contre essaie de banaliser ce fait politique, en le réduisant à un choix privé fait, en amitié, entre copains.
Nous jugeons par contre que la signification politique de cette déclaration oblige le Conseil tout entier à se pencher sur les implications et sur la portée de ce choix.
Mardi dernier, M. Aloisi, presque fâché, professait encore sa foie d'homme libre et indépendant, presque fâché parlet qu'on l'accusait de voter en faveur de cette majorité. Aujourd'hui il officialise ce passage à la majorité, je dis officialise, vu que depuis longtemps, à notre avis, il faisait partie de cette majorité. Il le fait presque en cachette, non pas comme d'habitude au début de la séance, dans les communications du Président du Conseil, lorsque l'information est donné au Conseil. Il le fait aujourd'hui, en fin de séance, peut-être à cause des tractations défatigantes de ces jours derniers et peut-être, également, avec l'espoir de miser sur une certaine lassitude du Conseil pour faire passer cette déclaration politique comme s'il s'agissait de livrer un paquet de la poste.
Nous ne partageons pas ses intentions. Nous ne pouvons que constater que celles qu'on avait défini les béquilles de la majorité sont aujourd'hui devenues les véritables piliers de cette majorité. Une majorité qui tient sa place grâce à M. Gremmo et à M. Aloisi.
Quant au choix effectué par M. Aloisi, il représente - et de ce point de vue il s'agit indubitablement d'un élément positif - l'aboutissement de ce processus de disparition du Mouvement Social Italien. Un processus que, nous l'espérons, pourra donc ainsi s'achever et qui avait commencé avec la sortie de M. Aloisi, sa déclaration de "prétendu indépendant" et que, aujourd'hui, en parcourant à rebours le chemin du chevalier Mussolini, termine avec son entrée au parti socialiste italien.
Il s'agit encore une fois d'une mutation de la majorité, d'une mutation profonde, presque génétique. C'est un changement véritable, qui, s'il renforce en termes numériques cette majorité, ne peut que l'affaiblir du point de vue politique, vu qu'une majorité qui s'était constituée sur des accords, sur des programmes, s'est transformée au cours des mois dans une majorité sans pudeurs.
Il y a eu simplification des rapports politiques à l'intérieur du Conseil, un éclaircissement même des rapports entre les différentes forces politiques. Mais, nous pensons que, s'il y a eu renforcement en termes numériques, d'autre part il y a une présence accrue d'éléments contradictoires au sein de cette majorité.
Les équilibresde cette majorité, à savoir les valeurs ou les utilités marginales, sont remis en question. Par ailleurs je ne sais pas quelle signification donner à l'absence de l'autre pilier de la majorité, M. Gremmo, qui aujourd'hui n'est pas là. Est-ce que les deux utilités ou valeurs marginales sont-elles incompatibles? Il y a évidemment perte de la rente de position acquise par M. Gremmo; nous pensons que les tractations, les conflits vont donc augmenter, comme est augmentée l'hétérogénéité de la composition de la majorité.
Ce qui nous a par ailleurs, le plus frappée sont les affirmations de M. Aloisi de continuité d'action politique. M. Aloisi, n'a pas critiqué les choix ou l'immobilisme de son ancien parti. Il a revendiqué une continuité d'action politique personnelle et une affinité politique avec le parti socialiste italien.
Nous en prenons acte. Nous nous permettons néanmoins de mettre en doute sa volonté d'être désormais le défenseur des minorités linguistiques, le défenseur au sein de cette assemblée des droits des minorités ethniques et linguistiques. Il nous paraît une affirmation un peu poussée.
Nous pensons qu'il pourra par contre réaliser finalement son rêve et siéger aux côtés de M. Bajocco et donc se positionner à gauche, à côté des forces historiques qui représentent ou qui ont représenté la gauche au sein de notre pays.
En conclusion, s'il est vrai, la déclaration avait été faite lors de la constitution de cette majorité, que le Val d'Aoste est devenu un laboratoire, il me semble que cette affirmation a dépassé toute prévision prévisible. Non seulement on a dépassé toute hypothèse de laboratoire pour le compromis historique, pour le "governissimo", mais maintenant cette majorité pourrait adresser une invitation à M. Jean Ziegler, le faire venir au Val d'Aoste afin qu'il puisse corriger le titre de son oeuvre; ce n'est pas vrai que la Suisse lave plus blanc, c'est désormais le Val d'Aoste qui lave plus blanc.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.
Bajocco (PCI-PDS) Vorrei tranquillizzare prima di tutto il Consigliere Riccarand, quando mette in evidenza che il PCI-PDS starà fianco a fianco al Consigliere Aloisi del MSI.
Mi ricordo quattro o cinque mesi fa, quando il Consigliere Aloisi dette le dimissioni dal MSI, il gruppo PCI-PDS ne prese atto con grande soddisfazione, per due cose. La prima, perché ha fatto ripensare ad un giovane consigliere del MSI lo sbaglio che aveva commesso; la seconda, perché in questo Consiglio regionale non vi era più la sigla del MSI, ma c'era un consigliere indipendente, così come vi sono altri che si sono costituiti in altri partiti.
Il PCI-PDS è sempre stato antifascista, ieri oggi e domani; non abbiamo mai votato con il MSI, lo abbiamo sempre detto in questo consesso e in altri che nel momento in cui ci fosse stato il voto del MSI, non ci sarebbe stato il nostro.
Gli uomini sono liberi di cambiare opinione, di scegliere, e quando uno sceglie a sinistra fa una scelta buona; sarebbe stato un errore se la scelta fosse stata più a destra.
Mi ricordo in questo Consiglio cosa non è stato detto contro il partito comunista, contro i paesi comunisti; quando è crollato il socialismo reale, quel comunismo al quale credevo, anche se mi ha lasciato ancora un piccolo amaro dentro. Ritengo tuttavia che l'uomo sia libero, possa avere le proprie idee, e anche quei paesi si stanno trasformando e stanno andando avanti in un modo diverso.
Non voglio dilungarmi oltre; prendo atto delle dichiarazioni fatte dal Consigliere Aloisi, che entra a far parte del gruppo del PSI; è un problema del gruppo socialista, non è un problema nostro.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.
Vorrei solo sottolineare che non è un dibattito, sono interventi sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio. Non mi rivolgo al Consigliere Perrin, lo ricordo in genere a quelli che sono presenti.
Perrin (UV) Je crois que chaque personne a le droit au respect et donc dans ce sens, comme nous voulons être respectés pour nos idées, nous respectons le choix de M. Aloisi, qui est libre de changer d'idée, de changer de parti, il a la liberté de faire des choix personnels. Mais cela ne nous évite pas de devoir donner des jugements politiques qui sont différents; respect des idées, mais possibilité d'un jugement politique.
Ce jugement politique ne peut être que négatif pour une série de questions, qui ne concernent pas M. Aloisi en tel que personne, mais qui concernent les idées de cet homme et du parti qu'il vient d'embrasser.
Nous avions entendu dans le passé dans ce même Conseil M. Aloisi critiquer avec sa verve et sa grande capacité oratoire toute une série d'idées, il s'est souvent lancé contre un régionalisme qu'il jugeait trop poussé et qui pour nous est encore extrêmement faible, contre un fédéralisme à la Chanoux, et cetera...
Nous avons entendu, il n'y a pas trop longtemps, M. Lazzoni, lorsqu'il a été élu secrétaire du M.S.I., publiquement faire une déclaration de ce genre: "Io sono fascista e Aloisi è fascista come me".
Or je n'ai pas entendu M. Aloisi ni publiquement ni dans ce Conseil dire: non, la déclaration de M. Lazzoni ne me concerne pas. Signe qu'il a accepté cette même déclaration.
C'est pour cela que le revirement d'aujourd'hui nous étonne, parce qu'on est libre de changer, mais alors il faut mieux expliquer les raisons de ce choix.
Aloisi a donné des motivations: des problèmes internes à le Mouvement Social Italien, qui serait immobile, qui n'est pas à l'hauteur des temps modernes et qu'il mérite donc d'être abandonné. Mais je ne l'ai pas entendu renoncer aux principes du parti dans lequel il a milité jusqu'à maintenant. Et c'est cela qui nous préoccupe, c'est son apport dans un parti de gauche d'idées qui de gauche ne sont pas, qui risquent de non renforcer une position qu'il dit à faveur de l'ethnie, à faveur des problématiques d'une minorité ethnique et linguistique à l'intérieur d'un état différent, non un apport à la construction d'une plus grande autonomie, d'un véritable fédéralisme, mais un frein à tout cela.
D'ailleurs les choix des temps sont assez symptomatiques; il y a eu là un rapprochement lent, annoncé à mi-voix, et qui se concrétise maintenant à la fin du mois de juillet; nous pourrions imaginer les raisons, parce que c'est le temps des vacances, les gens se préoccupent d'autres choses et ne mettront pas l'accent sur ce passage. Au mois de septembre tout sera oublié.
J'ai dit chacun est libre de faire ses choix, mais je suis d'accord avec M. Riccarand lorsqu'il dit l'urgence d'arriver à définir une nouvelle loi électorale pour la Vallée d'Aoste. C'est d'ailleurs un combat que nous avons mené en tant que mouvement pendant de très longues années, nous avons obtenu une victoire dans ce sens, nous avons une compétence législative en ce moment, nous devons évidemment l'exercer, et je crois que nous devrons l'exercer aussi dans cette direction.
Lorsqu'une personne est élue, certainement il a apporté à travers ses idées des voix à l'intérieur de la liste sur laquelle il s'était porté candidat, mais je crois que, s'il a été élu, c'est aussi parce qu'il était candidat dans cette liste et non dans une autre. Et donc je crois qu'il y a là un problème morale qui se pose, celui de l'abandon du groupe de la liste dans laquelle il a été élu, sur lequel ce Conseil devra dans le futur se pencher.
Ce Conseil a voulu placer dans cette salle une phrase d'Emile Chanoux, phrase qui ne visait pas le peuple valdôtain, mais qui concernait la Suisse: "Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont fait pour éclairer le monde, en général ce ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir". Il disait cela parce qu'il croyait dans le fédéralisme suisse, dans le fait que chaque peuple puisse se gouverner par ses propres lois. Je crois que ce qu'il disait des peuples dans le contexte de l'article où cette phrase est contenue, cela était valable aussi pour les forces politiques comme pour chaque individu.
Je crois que cet abandon soudain d'une idéologie centralisatrice, d'une idéologie qui niait tous les principes auxquels Emile Chanoux croyait et pour lesquels il est mort, l'abandon de cette idéologie de la part de M. Aloisi pour entrer dans une autre force, ne fera pas de façon que cette force puisse éclairer le monde, éclairer le Val d'Aoste et porter la vérité et l'avenir. Nous croyons même qu'il y ait marche arrière dans ce sens.
Et comme il y a des changement de par tout dans le monde pour ce qui concerne les forces politiques dans leur dénomination: le parti communiste soviétique est en train de se modifier et de devenir parti socialiste, le parti communiste italien a changé de dénomination et est devenu parti démocratique de la gauche, à son tour en Vallée d'Aoste le PDS a changé de nom en devenant gauche valdôtaine, moi je crois qu'on pourrait suggérer, vu ce nouvel apport de deux idées opposées telles que celles socialistes et celles de le M.S.I., l'idée fasciste, on pourrait suggérer en Val d'Aoste au P.S.I. de modifier son nom et au lieu de P.S.I. de s'appeler P.N.S.I., partito nazionalsocialista italiano.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) M. le Président, c'est vrai que, au moment où on nous annonce officiellement le passage de M. Aloisi au P.S.I., on prend acte d'un choix personnel et du fait que, comme mes collègues l'ont rappelé, depuis quelque temps il y avait une attitude différente de la part de la personne concernée. Je voudrais tout de même rappeler un aspect: en Italie on a fait une enquête pour savoir quelle sera le temps pour éliminer "gli enti inutili" et entre autres "l'associazione Gioventù Italiana del Littorio" va durer jus-qu'à 2100, payée par les frais de l'état, comme d'autres associations peut-être sympathiques, mais qui à mon avis n'ont pas tellement le droit d'exister.
Au contraire ici dans six mois nous assistons à un passage qui a été sans doute important pour la majorité actuelle, mais aussi d'un certain poids par rapport à ce qui se passe au Val d'Aoste.
Si on peut admettre qu'il y ait un certain choix, comme a été dit, je crois que le moment où on a le débat sur les reformes institutionnelles, ce que même pendant ces jours on a voulu essayer de mettre en évidence, c'était que cette reforme est nécessaire, mais avant tout ce qui se passe c'est qu'il y a une différence entre ce qu'on dit au niveau d'assemblée et ce que le peuple pense de ce qu'on fait au niveau des différentes assemblées.
Il y a une assemblée d'élus, qui devrait être représentative de l'idée qui a été au moment de certains choix. Nous avions une majorité qui avait démarré avec certains accords; cet accord n'a plus eu de raisons d'être et en même temps qu'il y a eu, à cause de certaines contradictions, des exigences de la part de quelqu'un de réfléchir et de prendre certaines positions, nous assis-tons aujourd'hui au passage inverse. Je crois que c'est un thème qui peut faire réfléchir d'un aspect pas indifférent, de l'importance d'un programme et du système de gérer ce programme de la part de certaines forces politiques, qui ont voulu maintenir un certain numéro - en effet on ne peut aujourd'hui que prendre acte que, au lieu de 18, la majorité est de 19 -, mais le sens d'une majorité est un peu différent. Le sens d'une majorité, au moins à ce que nous avions entendu depuis des années, c'était qu'il fallait avoir un programme qui au début était accepté par certaines forces et qui était l'objet d'un débat par la suite avec les forces qui ne partagent pas un certain apport et qui ne partagent pas surtout un certain système.
Aujourd'hui on a une situation inverse: on ne pourra plus soutenir qu'il y a une continuité, il y a eu au contraire des phases qui ont été marquantes.
Il ne faut pas oublier qu'une région comme la nôtre, médaille d'or de la résistance, a été depuis toujours un camp de bataille pour soutenir même au niveau de l'évolution de notre société qu'il y a eu certains passages, mais il pourrait se passer qu'il y ait à nouveau des tentatives de se mettre sur des chemins qu'on connaît déjà.
Quelqu'un a voulu dire que les idées ne sont pas nécessairement génétiques et je ne peut que partager ce fait, mais en même temps je crois que si non les idées, les idéaux ont été toujours à la base d'un système de grouper les personnes, de rassembler des personnes qui ont les mêmes idéaux, autrement je crois qu'on passe à l'autre réalité, celle d'associations qui ont d'autres buts, qui peuvent être groupées pour d'autres intérêts, qui ne sont pas les intérêts liés à des perspectives qui sont partagées d'une base et de certains représentants.
Et c'est le risque auquel nous assistons soit dans notre Régions que ailleurs. Les grandes batailles pour sensibiliser la population, pour dire qu'il faut encore avoir confiance dans un système démocratique qui ait un certain respect des règles, sont liées au fait que par la suite certaines règles ont tout de même des effets; aujourd'hui au contraire ici c'est le plus grand démenti d'une règle dire que "si rafforza la maggioranza"; je crois que c'est difficile à soutenir. Et alors si M. Aloisi vient de dire que "si rafforza la maggioranza", ce n'est plus un choix, mais c'est un fait politique, qui par conséquence a un effet politique sur qui veut accepter certaines situations. On ne peut plus l'accepter comme si c'était la participation à une association de bénévolat; ici on nous dit qu'il veut "rafforzare la maggioranza", mais cette majorité pour avoir dix-huit membres a accepté un accord avec M. Gremmo, accord qui a été l'objet d'un débat et cetera.
Alors je crois que c'est déjà la troisième version de cette majorité, n'oublions pas ça. Après tout est possible, on ne veut pas dire qu'on n'a pas le droit de faire valoir le numéro, sans doute on est ici pour assister au fait que dans cette assemblée dans l'espace d'une année il y a déjà eu trois changement, sans qu'il y ait par contre un changement de programme. C'est là la réflexion qui est un peu embarrassante, qui crée peut-être quelques problèmes de réflexion à l'extérieur.
Quel est le système qui permet encore de justifier une majorité? Je crois que si non au niveau de cette assemblée, mais à l'extérieur, au moins on a le droit de se poser cette question: quelle est la raison pour laquelle aujourd'hui, sans qu'il y ait un changement de programme, se passent des changements qui ne sont pas sans importance? Ce qui ne signifie pas que quelqu'un ne peut pas adhérer à un programme, mais le même programme avait été présenté au moment de certains discours et il n'y avait pas eu cette modification au moment de ce débat. C'est là le point faible de certaines affirmations. Ce qui ne signifie pas qu'on ne peut pas accepter qu'il y ait certaines prises de position et qu'on puisse dire ici qu'un des facteurs déterminants d'un certain choix était l'amitié avec les personnes qui font partie d'un certain parti politique. Cela est tout à fait normal, comme je crois que la bataille politique ici ne doit jamais engendrer des questions au niveau personnel; on fait des réflexions politiques qui aujourd'hui sont plutôt amères.
Ce n'est pas pour cette assemblée, ce n'est pas pour dire que vous êtes à 19; c'est pour ce qui est de la vérification d'un rapport entre assemblée régionale et "la gente della strada". Je crois que ce sera difficile pour certains de comprendre quel est le sens de ce passage, il y aura des personnes qui vont souffrir pour certains passages. Après on peut tout justifier, mais je crois qu'au niveau du sens commun, même s'il est vrai que nous sommes à 40 ans des faits de la résistance, il y a encore des valdôtains avec des sentiments, qui certains passages vont les peser. C'est dans ce sens qu'aujourd'hui on veut interpréter une difficulté de vivre ce passage au niveau de ce qui est le moment de l'assemblée régionale.
Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Bich, ne ha facoltà.
Bich (Ind) Il mio intervento non so se è a cavallo fra la richiesta di parola per fatto personale, o per l'esplicitazione di alcune dichiarazioni politiche. Mi sembra più per la prima istanza che non per la seconda, perché sotto l'aspetto politico, ovvero dei rapporti fra i partiti, il passaggio del Consigliere Aloisi dal M.S.I. al suo stato di autonomia e quindi nelle file del P.S.I. aveva già sollecitato diverse dichiarazioni, diverse prese di posizione. Quindi non ci sarebbe praticamente più niente da dire, se non trarre delle conclusioni - il collega Rollandin diceva poco fa amare conclusioni -, che ogni partito rappresenta secondo la sua ottica dei rapporti fra i partiti e fra le varie posizioni.
Diversa è invece la questione quando altri colleghi tirano fuori la figura del transfuga; quando viene evocato il transfuga all'interno di questa assemblea, allora mi sollecita alcune riserve di tipo personale. Mi viene facile dire, anche se non sono Nostradamus, che intanto rifiuto questo tipo di definizione, almeno tagliato sui miei abiti, perché transfuga non penso di esserlo, dal momento che in un mio intervento del 27 marzo 1991 dicevo testualmente: "le mie critiche, anche se costruttive, e il dissenso problematico che sono dunque esercizi poco graditi, ecco individuato il movente per l'acquisizione del Consigliere Aloisi. Tale acquisizione è una specie di quarantena in attesa di entrare in maggioranza, anche se lui stesso si considera già parte della maggioranza. La dice lunga in questo senso un comunicato stampa diramato dall'On. Martinaz". In questo comunicato diceva Martinaz: "Per quanto sopra, vi sarebbe da chiedersi perché Aloisi rinuncia ad una settantina di milioni, che sarebbero stati dati al gruppo consiliare da lui sciolto, e a questo proposito fornirò spunti di riflessione in un dossier che a tempo debito verrà divulgato sulla prassi politica amministrativa eccetera "
Questa era la mia critica, sulla scorta della quale e poi delle conseguenti prese di posizione sul piano politico fui espulso dal partito socialista, e grazie ad un mio ricorso alla sede nazionale, nel quale contestavo modi e strumenti per portare avanti l'azione politica da parte della leadership locale del partito socialista, il mio stato fu trasformato da espulsione in sospensione. Quindi io sono un sospeso.
Questa è la considerazione che volevo fare, per respingere la connotazione di transfuga. E' la dichiarazione che volevo fare per far capire che già allora, il 27 marzo 1991, si preconizzavano questi tormenti, questi passaggi di indirizzo da parte di colleghi e che poi scatenarono le situazioni, i dibattiti, i contrasti che si sono visti in seguito.
Vorrei aggiungere che a me dispiace moltissimo che tutto questo sia stato trasformato in un attacco al partito socialista, attacco che questo partito non merita, perché il partito socialista forse più di ogni altro ha pagato la sua coerenza politica in un lontano passato e anche in uno recente, esternando le proprie idee, esprimendo ai vertici gli uomini migliori, tipo Pertini, a cui accennava un momento fa il capogruppo dell'Union Valdôtaine. Quindi non merita questa definizione che veniva un momento fa tranciata ingenerosamente di partito nazionalsocialista, o una cosa del genere. Mi sento di difendere fino in fondo la mentalità, la storia, la cultura del partito socialista.
Non penso che il passaggio di Aloisi da quella condizione topografica, parlamentare diciamo, a questa, comporti una modifica dell'assetto politico, ideologico, culturale, storico del partito socialista; però devo dire anche con altrettanta sincerità che il Consigliere Aloisi non è stata una persona ininfluente in questa assemblea, nè oggi nè in passato. Alcuni sentono ancora i segni gravi, incidenti sulla carne viva, dell'azione politica del Consigliere Aloisi; chiediamo al segretario della DC, chiediamolo a tanti altri che hanno dovuto difendersi da interventi squisitamente politici, per carità, ma che li coinvolgevano direttamente, e abbiamo avuto modo di vedere anche ingiustamente.
Quindi il mio augurio è che il Consigliere Aloisi, trasferendosi da questa parte dell'assemblea, abbia a fare anche un po' di autocritica, autocritica che forse oggi è mancata, sulla sua azione politica nel passato e soprattutto su certe sue acquisizioni ideologiche e culturali, che qui non si sono evidenziate come aspetti negativi e che non vorremmo che poi fossero messe insieme in un mélange generalizzato fra repubblica presidenziale e riforma istituzionale, dove dentro tutto vada bene, ci possono stare dentro tutti.
Penso, spero almeno che sia così, che l'adesione del Consigliere Aloisi al gruppo del PSI, che non è il mio gruppo purtroppo, sia una adesione basata sull'accettazione totale e completa del quadro di riferimento, sia statutario, sia politico, sia ideologico generale del PSI, e che quindi questo partito non abbia da avere dei sussulti e dei richiami verso forme che sono estranee alla nostra mentalità e alla nostra azione politica.
E' con questo augurio che prendo atto, anche se in modo molto distaccato, di questa realtà.
Presidente Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Stévenin, ne ha facoltà.
Stévenin (UV) Le choix opéré par M. Aloisi et par cette majorité, de faire passer cet événement politique par une communication de la Présidence du Conseil ne permet pas un débat plus approfondi, même si le Président était gentil et nous a concédé quelques minutes davantage, mais ne permet pas un débat qui serait souhaitable, compte tenu du fait qu'il s'agit là d'un événement politique important.
Il est vrai que le tout était annoncé; peut-être l'origine on la retrouve même au mois de juin de l'année dernière. On est passé à travers une abstention bénévole pour, par la suite, arriver à la sortie du Mouvement Social. Il y a aujourd'hui le passage au parti socialiste italien, il y a eu des moments de grande hésitation, au moins de ce qu'on a appris par le Corriere della Valle il paraît que le choix d'entrer dans le PSI a été un choix obligé, compte tenu que la Démocratie Chrétienne aurait refusé l'ins-cription de M. Aloisi.
Donc on arrive à cette décision, on aurait pu aujourd'hui rappeler ici comme d'ailleurs je l'ai fait pour M. Gremmo, toutes les contradictions qui existent dans un choix de ce genre, tout ce qui a été dit en ce Conseil, au dehors de ce Conseil, quand M. Aloisi parlait à côté de M. Almirante, ou à côté des autres grands personnages du fascisme italien qui sont venus sur les places d'Aoste, on pourrait rappeler tout ça, mais je crois que tout cela ne sert à rien du tout.
Ce qu'on ne peut pas nier, c'est qu'il s'agit aujourd'hui d'un fait politique important, peut-être pour M. Aloisi le choix qu'il vient de faire, est un choix qui d'un côté le met à l'abri de certaines accusations. En effet, il était un peu la "ruota di scorta" de M. Gremmo; aujourd'hui à bras droit de Milanesio je crois que ce choix peut lui réserver quelques possibilité de mieux s'exprimer, de mieux porter de l'avant les initiatives qu'il croit plus nécessaires à l'intérieur de ce Conseil.
Ce que je veux rappeler aujourd'hui c'est que, il y a quelques mois, M. Aloisi pour justifier sa sortie du M.S.I. a attaqué nombreux personnages, également de l'Union Valdôtaine, qui avaient professé dans le passé des idées d'extrême droite, et entre autres il avait attaqué un actuel adhérent de l'U.V., M. Claudio Magnabosco, qui m'a envoyé une lettre en me priant de mettre au courant de son point de vue ce Conseil régional. Il me demande de la lire et moi c'est ce que je veux faire:
"Sono figlio di un partigiano combattente comunista. All'età di 17 anni ho vissuto da fascistello l'inquietudine della mia giovinezza. Maturando ho capito molte cose, anche se non ho avuto il tempo di chiedere scusa a mio padre dell'offesa che gli arrecai con il mio errore giovanile, morì troppo presto. Ho fatto una cosa però: ho chiesto scusa al Presidente Dolchi.
Tu, Aloisi, ti sei fatto una posizione politica, economica e sociale grazie al MSI, ora vuoi fartene un'altra grazie all'apporto di alcune forze, che al di là delle loro contestabili posizioni contingenti, sono democratiche e antifasciste. Ma non hai il diritto di tirare in ballo me, che sono fuori dai giochi politici, affermo solo ciò in cui credo, vivo una dignitosa quotidianità. A meno che anche tu non abbia capito di aver sbagliato e chieda scusa al Consiglio regionale e agli antifascisti. Oppure taci: non calunniare altri per rompere una dignità che hai perduto. Decine di ragazzi e ragazze che mi avevano seguito nell'avventura a destra, mi seguirono anche quando li portai fuori da quel tunnel antistorico senza prospettive. Tu ne esci vent'anni dopo e starnazzi contro di me.
Quei ragazzi, seguendomi, mi hanno restituito dignità e speranza. Ma chi seguirà te, che per intrallazzi personali tradisci il tuo passato e svergogni il tuo presente? - Post scriptum: credo di poter diffidare il Consigliere regionale Aloisi di riproporre in Consiglio regionale le espressioni di giudizi, opinioni, fatti personali di singoli cittadini, quale io sono, i quali fra l'altro non hanno sede per far sentire la loro voce. Se le ripetesse altrove, potrei almeno difendermi in sede giudiziaria; come Consigliere regionale non è perseguibile per le opinioni che esprime, lasciando il privato cittadino vittima delle bugie e delle false interpretazioni".
Au delà de cet aspect, exclusivement personnel, je veux revenir au problème politique.
M. Rollandin vient de faire une considération très importante. Vraiment cette majorité pense que tout est possible, pense que la population valdôtaine peut tout digérer, pense que tout ce qu'elle est en train de faire peut être accepté par la population valdôtaine? C'est là la question.
On a commencé pour plier un règlement aux exigences de la nouvelle majorité, on a fait démissionner un assesseur de la DC pour faire place à un assesseur du PDS, on a fait démissionner un secrétaire du Conseil, Cristina Monani, quand son élection à l'intérieur du bureau de la Présidence avait été souhaité par tout le monde comme un fait important, parce que finalement une femme recouvre une place importante. On l'a fait démissionner pour faire place à M. Gremmo, que tout le monde connaît. On a créé un nouvel assessorat pour finalement redonner la place à celui qui l'avait perdu.
Aujourd'hui, pour avoir toute la garantie de continuité de cette majorité pour arriver à 1993, on laisse entrer M. Aloisi dans le PSI.
La vérité c'est qu'il n'y a pas la possibilité de la part du peuple pour s'exprimer parce qu'il n'y a pas de votations. Mais je crois que les valdôtains ne sont pas là prêts à digérer tout et n'importe quoi, comme vous chercher de le faire.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
Maquignaz (AI) Innanzitutto per dire al Consigliere Aloisi che il mio intervento non ha nulla di personale nei suoi confronti, e credo che lui saprà capire questo fatto, perché sa benissimo che in queste occasioni i rapporti umani non vanno confusi con i rapporti politici e nel nostro Consiglio regionale.
Devo altresì dire al Consigliere Milanesio che oggi non stiamo discutendo sulla scelta più o meno legittima di lasciare un movimento o un partito, e devo dire anche al Consigliere Milanesio che non ho condiviso alcune sue affermazioni, come quando ha creato un nesso fra colui che abbandona un partito o un movimento, o colui che lascia una idea. Credo che non esista un nesso in questo senso, perché uno può abbandonare un partito o un movimento, come è successo a me, mio malgrado, e mantenere la propria idea. Questo, al di là degli equivoci, credo che vada chiarito bene anche di fronte all'opinione pubblica e di fronte alla comunità valdostana.
Quindi dicevo che non si discute su questa opportunità o sulla legittimità o meno di queste scelte, si discute invece sulla scelta che è stata operata oggi dal Consigliere Aloisi di aderire al gruppo del PSI. Per quanto mi riguarda, non posso contestare al Consigliere Aloisi questa scelta, perché è questione che riguarda i rapporti fra il Consigliere Aloisi e il PSI; la cosa però secondo me diventa praticamente rilevante perché questo fatto comporta il passaggio ufficiale del Consigliere Aloisi nella attuale maggioranza. Questo è un dato politicamente rilevante; si tratta dell'adesione di un politico che rimane comunque (perché non credo che Aloisi all'improvviso abbia cambiato completamente idea) di destra e che è stato eletto nelle liste del MSI e che all'improvviso confluisce nel PSI.
Si è detto che ci sono delle affinità; mi chiedo quali affinità ci possono essere nel rispetto del ruolo che il PSI svolge nella nostra Regione e nel pieno rispetto del ruolo che il Consigliere Aloisi ha svolto, anche in modo positivo devo riconoscerlo, nel Consiglio regionale? Queste affinità ideologiche, culturali, sociali non esistono.
Il Consigliere Milanesio stamattina non è riuscito a convincermi che qui esiste una affinità, non c'è nessuna affinità.
Ma quello che più mi ha stupito è l'atteggiamento delle forze politiche che compongono l'attuale maggioranza: il Consigliere Bajocco, che rappresenta il PDS, un partito antifascista, e che è un partito che è rigido su alcuni principi, che è caparbio come sono caparbi i loro Consiglieri, che abbiano accettato così tranquillamente questo fatto che è politicamente rilevante.
Quello che più mi ha amareggiato è che nessuno della DC ha preso la parola su questi fatti, che sono gravi, che hanno una influenza politica. Ho dei buoni rapporti con i colleghi della DC, mi chiedo: ma, signori della DC, non possiamo mica per sostenere questa maggioranza accettare tutto e il contrario di tutto! Dobbiamo avere una volta tanto il coraggio di dire che dobbiamo arrivare ad un momento di riflessione, riconsiderare i rapporti umani, i rapporti politici, i rapporti fra i movimenti e i partiti.
Così pure mi sono stupito degli ADP; mi chiedo cosa penserebbe Leoluca Orlando, che pare essere diventato il nuovo punto di riferimento di questo movimento. Cosa direbbe Leoluca Orlando di fronte alla situazione che è venuta a crearsi in questo Consiglio regionale, dove esistono delle forze politiche che dicono tutto e il contrario di tutto, dove esistono i colori più variopinti? Mi chiedo cosa direbbe questo personaggio che ha svolto un grosso ruolo nella politica italiana e che è diventato il nuovo punto di riferimento del movimento degli ADP.
Ebbene, uno non può non rimanere un po' amareggiato di fronte a queste cose.
Credo che questa operazione politica non sia da sottovalutare e non credo che, come alcuni hanno sostenuto, questa operazione politica serva a rafforzare l'attuale maggioranza. E' vero, questa operazione politica rafforza numericamente la maggioranza, ma la indebolisce politicamente, la indebolisce sul piano culturale e di fronte alla gente.
Mi auguro, colleghi della DC, che ci sia un momento di ripensamento e di riflessione; mi auguro veramente, colleghi del PDS e di altri partiti della maggioranza, che ci sia un momento di ripensamento nell'interesse della comunità valdostana, nell'interesse di questo Consiglio regionale.
E se, nostro malgrado, nulla cambierà, vorrà dire che sarò ben felice, come ho fatto fino adesso, di rimanere all'opposizione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Ricco, ne ha facoltà.
Ricco (DC) Il Consigliere Aloisi ha annunciato la sua volontà di far parte del gruppo socialista. E' un problema personale, di libera scelta, alla quale ogni uomo ha diritto.
Solo chi cade può risorgere; ebbene, Aloisi era caduto nel baratro politico e oggi ritengo abbia diritto a risorgere, mondo, liberato dai suoi errori del passato e pronto a purificarsi.
Il Vangelo cristianamente insegna a perdonare, ad accogliere con gioia il figliol prodigo. Non posseggo un vitello grasso da sacrificare, posso invece solo augurare ad Aloisi un cammino politico più fattivo, anche se in salita.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) A ceux qui reprochaient à Edgard Favre d'avoir souvent changé d'avis, il répondait: ce n'est pas moi qui tourne, c'est le vent.
Dans ce cas spécifique ce serait, d'après notre collègue Aloisi, le vent de l'est qui l'amène à un changement aussi radical dans ses horizons politiques.
C'est une fiction à laquelle nous avons déjà assisté dans ce Conseil; la chute des idéologie justifierait en ce moment tous les choix, tous les rassemblements.
M. Aloisi n'est en quelque sorte que l'image la plus authentique de cette coalition en ce moment, qui oublie les différences pour justifier cette grande coalition. Ce n'est pas la crise des idéologies qui a favorisé ces ralliements, c'est plutôt la crise du 6 juin de l'année dernière qui les a favorisés.
Dans cette absence de ligne, dans cette nuit noire, où toutes les vaches sont noires, le peuple valdôtain ne trouve plus le sens de la différence, ne trouve plus la ligne qui peut différencier les partis et se demande quelle est la différence entre une majorité et une opposition.
Ce n'est qu'un seul l'interlocuteur de cette majorité et c'est le front autonomiste qui range encore 14 conseillers autonomistes à l'intérieur de l'opposition, tandis que deux demeurent dans l'autre camp, insensible à notre avis à la nécessité de redéfinir une identité autonomiste nette et profonde, capable de gouverner cette Vallée.
Je comprends le malaise du Président Dolchi, qui encore il y a quelques mois devait faire des distinguo pour justifier le fait que parfois une voix que l'on définissait de la part de l'A.N.P.I. d'ancien fasciste venait de temps à autre rejoindre la majorité; je comprends son malaise, mais il ne doit pas le sentir. Dans cette confusion, dans le désarroi qui s'est créé dans la politique valdôtaine, votre gêne n'a plus de justification.
C'est vraiment une dégénération profonde, je ne veux pas faire un grief personnel à celui qui est aujourd'hui à la base de ce débat, mais c'est une dégénération profonde de la politique valdôtaine à laquelle nous assistons, et de laquelle il faut sortir. Il faut dire non à la décoloration de la politique valdôtaine, il faut que l'Union Valdôtaine sache affirmer une identité plus marquée par rapport non pas aux hommes qui appartiennent à cette majorité et à ce gouvernement, mais par rapport à cette tendance à l'uniformité générale, qui empoisonne en ce moment la politique valdôtaine.
C'était le seul rappel que je voulais faire, je ne citerais pas l'évangile, comme l'a fait l'ami Ricco il y a quelques minutes, je voudrais simplement lui rappeler qu'une seule fois Jésus-Christ a perdu sa patience dans l'évangile, c'est quand il a chassé les marchants du temple. Et je crois qu'à ce propos, plutôt que d'autres paraboles de l'évangile, celle-ci aurait dû être citée.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Per mozione d'ordine. Avevo presentato una risoluzione di cui ho chiesto l'iscrizione in via d'urgenza ai lavori del Consiglio regionale. Chiederei, se possibile, di mettere in discussione l'iscrizione di questo punto in modo che il Consiglio possa esprimersi.
