Oggetto del Consiglio n. 2419 del 22 luglio 1991 - Resoconto
OBJET N° 2419/IX Formulation du plan régional d'attribution des radio-fréquences (Interpellation).
Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Rollan-din, Vallet e Andrione:
Interpellation Rappelant que le 8 mars 1991 le Conseil régional avait discuté une motion concernant "Formulation d'un plan régional d'attribution des radiofréquences" et avait approuvé l'engagement suivant:
1) présenter, dans les trente jours, aux commissions compétentes, le document ministériel concernant le plan d'attribution des radio-fréquences;
2) formuler au Conseil, dans les plus brefs délais, un plan régional d'attribution des radiofréquences.
considérant que l'application de la loi de l'Etat n. 223 de 1990 a des importantes implications régionales sur le système d'information;
les soussignés Conseillers régionaux de l'Union Valdôtaine
interpellent
le Gouvernement valdôtain pour connaître:
1) les raisons qui ont empêché ou retardé la présentation du document ministériel concernant le plan d'attribution des fréquences aux commissions compétentes;
2) si on a rédigé le plan régional d'attribution des fréquences;
3) si on a l'intention de discuter le plan au niveau des commissions compétentes;
4) si la rédaction du plan a été faite en accord ou après avoir entendu l'avis des télés locales et la 3e chaîne de la RAI.
Presidente Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Le Conseil régional au mois de mars avait discuté une motion et le Conseil même avait approuvé la formulation définitive, qui prévoyait l'engagement à présenter dans les trente jours, aux commissions compétentes, le document ministériel concernant le plan d'attribution des radiofréquences.
En même temps il y avait un engagement à présenter au Conseil un plan régional d'attribution des radiofréquences.
Je voudrais rappeler que le tout est en application de la loi 223 de l'état, qui prévoit des compétences au niveau régional et des compétences au niveau national. Les premières nous donnent la possibilité de prévoir la rédaction d'un plan qui soit à même de mieux saisir les engagements conséquents aux intérêts régionaux et surtout ce qui pourrait se passer à propos de l'information.
C'est la raison pour laquelle on interpelle le gouvernement, pour savoir les raisons qui ont empêché ou retardé la présentation du document ministériel concernant le plan d'attribution des fréquences aux commissions compétentes; si on a rédigé le plan régional d'attribution des fréquences; si on a l'intention - compte tenu de l'importance de ce document qui concerne l'ensemble du réseau d'information privé - de discuter le plan au niveau des commissions compétentes; si on prévoit de faire la rédaction du plan en accord ou après avoir entendu l'avis des télés locales et la 3e chaîne de la RAI.
Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) In merito all'interpellanza si precisa quanto segue. L'articolo 3 della legge 6 agosto 1990 dispone che il piano di assegnazione delle radiofrequenze, di esclusiva competenza statale, sia predisposto dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni suddividendo il territorio nazionale in bacini di utenza distinti per la televisione e per la radio.
Lo schema di piano, cioè la proposta contenente il numero e le caratteristiche dei bacini di utenza, nonchè delle frequenze assegnabili di diritto alla RAI-TV e ai vari servizi di telecomunicazione, viene per legge trasmesso alle regioni per l'acquisizione del parere. Le regioni possono infatti proporre, ma non esigere, ipotesi diverse di bacino in relazione alle proprie caratteristiche naturali, socio-economiche, culturali, e possono disporre bacini comprendenti territori di regioni confinanti.
Orbene, questo schema di piano non è ancora pervenuto alle regioni e quindi neppure alla Regione Valle d'Aosta. Quando arriverà, sarà sottoposto con la documentazione della istruttoria compiuta dal servizio delle comunicazioni e dei trasporti competente in materia, all'esame delle commissioni consiliari competenti, come previsto dalla mozione approvata l'8 marzo u.s.
In realtà nel gennaio scorso il Ministro delle Poste aveva inviato alle regioni un documento contenente l'elenco delle postazioni e degli impianti di diffusione televisiva. Ma questo tabulato, che fotografava solo la situazione esistente dei ripetitori, non era lo schema di piano previsto dalla legge, e infatti la Conferenza dei Presidenti delle Regioni nel febbraio scorso ha definito quel tabulato "documento non ricevibile sul quale è impossibile formulare il parere richiesto".
A seguito della posizione delle regioni, il nuovo Ministro delle Poste, On. Vizzini, nella audizione avvenuta alla VII commissione della Camera dei Deputati il 29 maggio scorso, ha annunciato che lo schema di piano verrà inviato alle regioni dopo la sua definizione a seguito delle osservazioni delle associazioni degli emittenti. Poichè però l'invio della proposta alle associazioni degli emittenti non è avvenuto entro la fine di maggio, come convenuto, si prevede che alle regioni lo schema perverrà non prima della fine di agosto.
Ad ogni buon conto si è pronti ed attrezzati per esprimere un conveniente parere entro i termini previsti, anche se fossero ridotti a trenta giorni, come preannunciato dal Ministro Vizzini.
I comitati regionali per i servizi radiotelevisivi si sono riuniti a Trieste ai primi di luglio per individuare una metodologia di approccio comune allo schema di piano e alla pianificazione dei bacini di utenza, ed anche la nostra Regione è ora in grado di avvalersi dei metodi e delle tecniche più appropriati per presentare alle commissioni consiliari i sussidi più validi per esprimere, congiuntamente alla Giunta, il parere non appena lo schema arriverà.
Per quanto concerne il piano regionale di assegnazione delle frequenze, che dovrebbe essere formulato e presentato al Consiglio a seguito del secondo punto della mozione del marzo '91 approvata dal Consiglio, mentre si ribadisce che tale piano non può avere alcun valore nè pratico nè di diritto, in quanto la legge non prevede piani regionali, e soprattutto non prevede che siano le regioni ad assegnarli, e non prevede neppure che il piano nazionale di assegnazione sia la somma di quelli regionali, si ritiene di precisare che esso non può essere definito perché si è ancora privi delle indicazioni che dovranno essere fornite in materia di frequenza da parte del Ministero delle Poste.
Questo non ha ancora messo a disposizione delle regioni l'altro piano, cioè il piano nazionale di ripartizione delle frequenze (articolo 3, comma II e seguenti della legge 223); poichè il piano di assegnazione si basa sul piano di ripartizione, elementi indispensabili per un piano regionale saranno quelli contenuti nello schema di piano di assegnazione sopra ricordato e che ci deve ancora pervenire.
Comunque, d'intesa con le altre regioni ed in applicazione di quanto disposto dalla mozione sopra ricordata, i lavori preliminari al piano regionale sono in corso, e appena perverrà lo schema predetto, potrà essere ultimato lo studio complessivo e messo a disposizione delle commissioni per il successivo esame da parte del Consiglio, così come richiesto.
Concludo dicendo che quanto stabilito dalla mozione e quanto richiesto dagli interpellanti non è rimasto lettera morta, ma evidentemente, poichè lo schema di piano previsto dalla legge non è ancora pervenuto alle regioni, non lo si è potuto presentare alle commissioni nè lo si è potuto confrontare con gli enti radiotelevisivi pubblici e privati della nostra regione, nè lo si è potuto assumere quale base di uno studio regionale sulle frequenze. Non appena arriverà, potranno scattare immediatamente tutte le procedure sopraindicate.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) Qu'il y ait un retard de la part de l'état on le sait depuis longtemps. Le fait important c'est l'attitude qu'on peut viser par rapport aux possibilités que la loi 223 donne aux régions. C'est vrai qu'on ne peut pas imposer, mais tout de même c'est vrai qu'on peut proposer et en effet le point important, du point de vue politique, c'est qu'il y a la possibilité de faire valoir les caractéristiques de notre réalité.
On dit: "proporre sulla base delle caratteristiche culturali, socio-economiche etcetera". Et c'est là la raison pour laquelle on avait sollicité la préparation d'un plan régional; les autres régions avaient pris position contre cet avant-projet du Ministre, justement pour le fait que l'attitude c'était de dire que le plan régional devait être la base du débat, et non pas le plan national, sur lequel on devait par la suite ajouter ou enlever quelque chose comme proposition de la part des différents gouvernements régionaux.
Voilà la différence; par conséquent, si le plan national se fait attendre, on avait sollicité le gouvernement de prédisposer quand même un plan régional, et celui-ci c'était la base de dis-cussion par la suite sur le projet national.
Au contraire je viens de comprendre que jusqu'à présent le document national n'est pas arrivé, le document régional n'a pas encore été entamé et par conséquent on n'a pas encore pu discuter au niveau des différentes commissions.
Je sollicite encore une fois qu'il y ait l'élaboration d'un plan régional au delà des caractéristiques du plan national, ce qui est possible. C'est là un choix important au point de vue de l'information, qui soit à même de réglementer, ou de mieux apprécier la situation régionale.
