Oggetto del Consiglio n. 2402 del 22 luglio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2402/IX Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Dolchi (Presidente) Do comunicazione al Consiglio dell'attività svolta dalla Presidenza del Consiglio e dagli organi consiliari dopo l'ultima adunanza:
Disegni di legge presentati:
Disegno di legge n. 315, presentato dalla Giunta regionale in data 11 luglio 1991: "Autorizzazione dell'ulteriore spesa nell'anno 1991 per l'applicazione della legge regionale 10 gennaio 1961, n. 2 come successivamente modificata, concernente provvidenze per l'incremento del patrimonio alpinistico (rifugi ed altre opere alpine)" (I e II Commissione).
Disegno di legge n. 316, presentato dalla Giunta regionale in data 12 luglio 1991: "Spese per la predisposizione dell'apparato scientifico e per l'allestimento del costituendo museo archeologico regionale" (V e II Commissione).
Disegno di legge n. 317, presentato dalla Giunta regionale in data 15 luglio 1991: "Finanziamento di spesa nei diversi settori regionali di intervento con modificazioni delle autorizzazioni di spesa di leggi regionali in vigore assunti in coincidenza con l'approvazione del provvedimento di assestamento del bilancio" (II Commissione) (già iscritto all'ordine del giorno).
Disegno di legge n. 318, presentato dalla Giunta regionale in data 15 luglio 1991: "Assestamento del bilancio di previsione per l'anno 1991" (II Commissione) (già iscritto all'ordine del giorno).
Disegni di legge vistati:
Disegno di legge n. 285: "Rifinanziamento della legge regionale 19 febbraio 1987, n. 10 concernente norme per la formazione, la riqualificazione e l'aggiornamento degli operatori dei servizi sociali ed assistenziali"
Disegni di legge non vistati:
Disegno di legge n. 284: "Integrazione alla legge regionale 5 aprile 1990, n. 12 recante testo unificato delle norme regionali per il personale addetto ai servizi a favore delle persone anziane ed inabili"
Disegno di legge n. 272: "Concessione di incentivi per il potenziamento e la qualificazione della ricettività alberghiera"
Deliberazioni vistate: n. 29
Deliberazioni non vistate: -
Riunioni:
I Commissione: 1
II Commissione: 2
III Commissione: 1
IV Commissione: 2
V Commissione: 1
In relazione alla risoluzione approvata dal Consiglio regionale in data 22 aprile 1991 sull'assunzione di provvedimenti atti a ridurre il transito dei TIR attraverso la Valle d'Aosta, il Presidente della Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco ha inviato a questa Presidenza copia della deliberazione assunta dal Consiglio generale dell'Alta Savoia con la quale si intende sollecitare l'adozione di provvedimenti atti a disincentivare il traffico commerciale attraverso il Tunnel del Monte Bianco, agendo sul sistema tariffario, analogamente a quanto approvato da questo Consiglio.
Il Presidente ha fatto rilevare, inoltre, che le due Società del Traforo del Monte Bianco non possono singolarmente deliberare in materia tariffaria; queste, tuttavia, hanno convenuto di trattare l'argomento in seno all'Organo collegiale di amministrazione (Comitato comune di amministrazione italo-francese).
Copia del documento è stato inviato, per opportuna conoscenza, ai Capigruppo consiliari.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Il Presidente del Consiglio, nelle sue comunicazioni, ha elencato una serie di riunioni di commissioni, che si sono svolte fra il precedente Consiglio e il Consiglio che inizia oggi, sostanzialmente nel corso di una settimana che è la settimana scorsa.
Credo che il dato stesso del numero delle commissioni sia indicativo; evidentemente può secondo alcuni essere indicativo di un lavoro intenso fatto dal Consiglio, oppure può essere indicativo di una operazione che è di sostanziale svuotamento delle funzioni delle commissioni.
Abbiamo infatti assistito nella scorsa settimana ad una serie di convocazioni di urgenza di commissioni, mattinate in cui si riunivano contemporaneamente tre commissioni, convocate con telegramma di urgenza, in cui come ordine del giorno c'era scritto solo: "Disegno di legge 312, nomina relatore, o proposta di legge 278 relatore il tal consigliere". Quindi, per chi non avesse l'elenco di tutte le proposte di legge, non si riusciva neanche a capire quali erano gli oggetti delle commissioni, con degli argomenti di estrema importanza che sono stati iscritti ai lavori delle commissioni per la nomina del relatore e poi sono stati discussi nel merito dopo due o tre giorni, senza che vi fosse una minima possibilità di approfondimento ed esame da parte del Consiglio.
C'è stato un accavallamento di riunioni, una rincorsa ad esprimere comunque dei pareri, senza minimamente badare a quello che è il significato di un regolamento consiliare che prevede determinati tempi perché ci possa essere un approfondimento sulle leggi. E sui provvedimenti che sono stati discussi in questo modo del tutto abnorme e in contrasto con lo spirito del regolamento, ci sono dei provvedimenti di estrema importanza:
- una legge di aumento del capitale sociale della RAV, che impegna la Regione per ben 143 miliardi, che è stata liquidata di corsa senza neanche fornire il minimo di documentazione necessaria perché i consiglieri potessero entrare nel merito del provvedimento,
- il conto consuntivo del 1990, che rappresenta l'atto più importante dal punto di vista della contabilità amministrativa di una Regione, perché il conto consuntivo è ancora più importante del bilancio di previsione essendo l'unico atto che permette di verificare esattamente come sta una certa dinamica di entrata e di uscita, liquidato nell'arco di pochissimi giorni, senza possibilità di un confronto e di una discussione in nessuna sede,
- la legge finanziaria bis e l'assestamento di bilancio, provvedimenti addirittura presentati dalla Giunta il 15 luglio e annunciati oggi in Consiglio dal Presidente del Consiglio, nominato relatore due giorni dopo e due giorni dopo espresso il parere della commissione.
Questo è il modo di operare delle commissioni del Consiglio, questo è il risultato di una serie di affermazioni fatte sulla centralità del Consiglio, sulla centralità dei lavori di commissione, sulla necessità di approfondimento.
Il tempo per l'esame dei provvedimenti di legge era stato portato da un mese a due mesi prima che arrivasse per decorrenza dei termini in Consiglio, con il risultato che adesso abbiamo dei provvedimenti che in tre giorni vengono esaminati e su cui le commissioni esprimono il parere, e poi il Presidente del Consiglio si affretta a fare l'ordine del giorno suppletivo per iscriverle al lavoro del Consiglio regionale, con una procedura tale per cui vengono fortemente penalizzati i Gruppi consiliari più piccoli, che vengono posti nella condizione di non poter seguire le riunioni delle commissioni che si svolgono contemporaneamente (anche questo in contrasto con il regolamento), con un uso spregiudicato del meccanismo della delega. In molte commissioni non sono i Consiglieri che fanno parte della commissione che partecipano ed esprimono il parere, ma delegano altri Consiglieri (questo può avvenire nei gruppi grossi, ma non in quelli piccoli), con una completa banalizzazione della figura del relatore, che era stata indicata come un grande salto di qualità all'interno del Consiglio.
Il relatore in realtà si trova a svolgere una funzione burocratica, recependo fra l'altro dei testi che vengono fatti scrivere al di fuori del Consiglio e vengono presentati come fosse il frutto di un approfondimento fatto dal Consiglio. Con il risultato inoltre che si crea una corsia preferenziale per i provvedimenti della Giunta (ho citato dei provvedimenti di estrema importanza, ma si potrebbe fare un lunghissimo elenco), mentre i provvedimenti di iniziativa dei Consiglieri (soprattutto se di minoranza) rimangono invece in lista di attesa nelle commissioni per dei mesi e degli anni (vedasi l'iter lunghissimo che ha avuto la legge sulle nomine, presentata dal nostro Gruppo, che ha faticato moltissimo per arrivare all'approvazione; vedasi la legge sui parchi, che è stata più di un anno ferma prima di poter andare all'approvazione; vedasi la legge sul difensore civico, anche questa ferma da un anno in commissione perché presentata da un gruppo di minoranza; vedasi la legge elettorale, che dal dicembre 1990 è in attesa di essere esaminata dalle commissioni, anche questa perché presentata da un Gruppo di minoranza).
Si tratta di fatti estremamente gravi, perché al di là della retorica, qui ci sono dei modi che negano la funzione del Consiglio e il suo ruolo di dibattito, e credo che questo andasse sottolineato proprio a partire dalle comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Ma c'è di più. Quando nel mese di luglio 1990 vennero approvate una serie di modifiche al regolamento, venne fra l'altro approvata una modifica che prevedeva un ampliamento delle possibilità e del diritto di informazione dei consiglieri regionali. Oggi ci troviamo nella situazione in cui neppure i più semplici documenti ufficiali, richiesti da un Consigliere, vengono messi a disposizione.
A proposito della legge di aumento del capitale sociale della RAV, fino al momento in cui la commissione ha nominato il relatore, ho fatto mettere a verbale una richiesta di tre atti ufficiali: un decreto di un Ministro e due piani approvati dal consiglio di amministrazione dell'ANAS che erano citati dalla relazione. Ho fatto successivamente (non avendo ricevuto la documentazione) una lettera al Presidente della Giunta per chiedere questi tre documenti; ho ribadito la richiesta nella prima riunione della II Commissione che è stata svolta; ho poi saputo che la II Commissione si è riunita, ha espresso il parere sul provvedimento di legge di aumento del capitale (fra l'altro senza che fossi avvisato di questa riunione, come avevo chiesto) e ancora oggi nessuno di questi documenti, che erano fondamentali per avere un minimo di valutazione su quel provvedimento di legge, sono arrivati al sottoscritto, ma credo non siano arrivati a nessun Consigliere. E ripeto: si tratta di documenti ufficiali, citati nella relazione di presentazione del disegno di legge e che pure non si riesce ad avere, come se ci fosse un blocco rispetto ad una documentazione ufficiale che viene chiesta in tutti i modi e in tutte le forme e che non viene data, ma contemporaneamente non si ha nessun ritegno a mandare avanti i provvedimenti di legge. In sostanza il risultato è che il lavoro di commissione è diventato ed è tornato ad essere un mero intoppo burocratico da superare in fretta e senza un dibattito reale. Questa è la realtà.
Questa centralità del Consiglio era un puro espediente retorico ed è affondata puntualmente nell'arco di pochi mesi. Del resto devo dire che anche il Presidente del Consiglio ha dato il suo contributo perché questo avvenisse, agendo come uomo di maggioranza e per conto degli interessi di maggioranza e contribuendo fortemente perché questa situazione si determinasse.
La conclusione di queste osservazioni, che ritenevo necessario fare, è che ancora una volta la centralità del Consiglio non esiste, ancora una volta i Gruppi piccoli del Consiglio si trovano posti nelle condizioni di estrema difficoltà di operare, ancora una volta le forze di minoranza si trovano di fronte a delle prassi che tendono ad escludere la loro possibilità di incidenza.
Noi contro questo sistema cercheremo di assumere tutte le iniziative opportune, cercheremo di ribaltare questa situazione, sapendo però anche che non sarà la retorica o la propaganda di questa maggioranza a cambiare quello che è un dato presente e sotto gli occhi di tutti.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.
Voyat (UV) Signor Presidente, volevo metterla al corrente che come Consiglieri ci troviamo in difficoltà a seguire i lavori del Consiglio, in quanto, come già viene dicendo il Consigliere Riccarand, oltre ai due ordini del giorno (quello del Consiglio precedente e quello della convocazione ordinaria), ho ricevuto solo questa mattina l'ordine del giorno aggiuntivo.
La nostra Commissione si era riunita martedì e poi è stata convo-cata per venerdì mattina, e fin qui nessuna difficoltà in quanto eravamo d'accordo che la Commissione sarebbe stata convocata quando erano disponibili i rappresentanti della RAV; senonchè in quella riunione sono state presentate due leggi di finanziamento senza che avessimo avuto gli allegati prima. Ad una abbiamo dato parere favorevole, anche se l'allegato ci è stato consegnato all'ultimo momento, perché era presente l'Assessore; sull'altra ci siamo rifiutati di dare il parere in quanto, oltre ad avere avuto solo in quel momento l'allegato, non era presente l'Assessore.
Mi permetto di chiedere ai colleghi della maggioranza una maggiore collaborazione, in quanto, se non abbiamo la possibilità di approfondire gli argomenti, le difficoltà maggiori sorgeranno al momento della discussione in Consiglio.
Presidente La mia risposta sarà molto breve. Faccio parte di questo Consiglio dal 1968, da troppo tempo alcuni dicono, e tutti gli anni nell'ultima seduta del mese di luglio c'è stata sempre la corsa alla richiesta e alla ricerca dell'approvazione di provvedimenti, che si erano accumulati nel corso del primo semestre.
Le variazioni del regolamento hanno portato qualche miglioramento, la stessa attività delle Commissioni potrebbe essere a mio avviso migliorata nel corso del secondo trimestre, in modo da non giungere con una somma notevole di provvedimenti prima delle vacanze estive; comunque ci vuole la collaborazione dei Consiglieri della minoranza e della maggioranza per ovviare a questi inconvenienti.
D'altra parte, con le "forzature" che possono esserci state, non ci sono state violazioni alle procedure previste e, se ci sono state corsie preferenziali, penso che facciano parte anche dei rapporti esistenti in Consiglio, così come ci sono d'altra parte le frenate che vengono da parte della minoranza e dell'opposizione.
In questo giusto equilibrio fra i freni che vengono dalle forze di minoranza e la ricerca di corsie preferenziali che vengono da parte della maggioranza, si deve cercare quell'equilibrio che permetta il funzionamento del consiglio regionale. E se il Presidente è chiamato a tutelare i diritti della minoranza, lasciatevi dire che deve altrettanto, quando sono non dico concultati, ma frenati, tutelare i diritti della maggioranza.
