Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2391 del 11 luglio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2391/IX Discussione generale sul disegno di legge: "Istituzione dell'Assessorato dell'Ambiente, Territorio e Trasporti".Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Presidente Il Consigliere Trione ha chiesto la parola per illustrare la il disegno di legge n. 293 iscritto al punto 38 ter dell'ordine del giorno.

Trione (DC) Svolgo questa relazione anche a nome dei Consiglieri Milanesio e Limolnet, rispettivamente relatori della I e della III Commissione, perché abbiamo ritenuto opportuno predisporre un'unica relazione di maggioranza, anche perché probabilmente ve ne saranno delle altre.

Nel corso della XVIII riunione degli Stati generali dei Comuni e delle regioni d'Europa, svoltasi s Lisbona dal 3 al 6 ottobre scorso, i Comuni e le Regioni d'Europa nel "Projet de résolution n. 1", intitolato "Environnement et qualité de vie des Européens", hanno preso atto e, soprattutto, "se félicitent que la politique européenne de l'environnement soit entrée dans une nouvelle phase avec l'Acte Unique".

Il "Projet de résolution" prosegue, sostenendo "que certains phénomènes de pollution dans les villes, Communes et Régions appellent une solution européenne et internationale" e "que les Etats membres de la CEE doivent tenir compte des impératifs de l'écologie de suite et avec rigueur dans tous les domaines. Il s'agira d'assurer un niveau de vie digne pour tous, tout en ménageant le plus possible les ressources naturelles, notamment les bases de la vie: le climat, l'air, l'eau et le sol".

Anche nella nostra Regione, in maniera rilevante, il tema dell'ambiente ed il territorio ha concentrato, finalmente, su di sé l'attenzione di forze politiche, sociali e dei cittadini in genere.

Soprattutto è maturata in tutti la convinzione e la percezione che l'ambiente ed il territorio sono risorse da gestire con visione unitaria, in modo da renderle vivibili e fruibili, senza comprometterle con iniziative isolate e scriteriate.

Queste sono in sintesi le principali motivazioni che hanno determinato l'ipotesi della costituzione di un apposito organo di governo nella nostra Regione.

Il disegno di legge n. 293 si muove appunto in quest'ottica, raccogliendo gli argomenti di un dibattito che in Valle d'Aosta è nato già da tempo, mettendo a fuoco l'Istituzione dell'Assessorato dell'Ambiente, Territorio e Trasporti".

Attualmente l'ambiente, inteso come ambiente naturale, fa capo all'Assessorato dell'Agricoltura, mentre la gestione del territorio, intesa come politica urbanistica e di piano territoriale, fa capo all'Assessorato del Turismo, mentre i trasporti sono parte dell'Assessorato dell'Industria.

L'istituzione del nuovo Assessorato mira dunque a raccogliere ed unificare la gestione di tutto quanto concerne l'ambito nel quale si svolge la vita umana, comprendendo anche le implicazioni derivanti dall'allacciarsi dei rapporsi interpersonali, quindi anche delle comunicazioni e dei trasporti.

Non vengono create nuove strutture, ma vengono raccolti servizi e ridistribuite attribuzioni già esistenti.

La funzione del nuovo Assessorato dovrà essere principalmente di programmazione e di coordinamento, lasciando ad altre branche dell'Amministrazione il compito dell'esecuzione.

Particolare attenzione deve essere prestata ad evitare la sovrapposizione di competenze: in questo senso gli emendamenti presentati dalla Giunta, ed allegati alla documentazione, rappresentano un necessario chiarimento.

Inoltre, per quanto riguarda l'opportunità di mantenere unito il Corpo Forestale Valdostano, non si può che condividerne il principio e si conviene, prestandosi la formulazione dell'art. 4 ad interpretazioni diverse, di chiedere la soppressione di tale articolo.

E' infine opportuno segnalare l'esigenza di predisporre una legge quadro riguardante la politica dell'ambiente nell'accezione più vasta e nelle implicazioni sulla politica del territorio, della sua gestione, della presenza di insediamenti e di infrastrutture di ogni tipo.

A completamento del mio intervento, vorrei dire che il testo presentato e sottoposto all'esame del Consiglio è quello già emendato dalla I, II e III Commissione ed allegato ai documenti a disposizione dei Consiglieri.

La III Commissione, nel corso della sua ultima riunione, ha provveduto a sopprimere il quinto comma dell'articolo 1, che recitava: "5. Il Servizio sanità e tutela sanitaria dell'ambiente dell'Assessorato della sanità ed assistenza sociale assume la denominazione "Servizio della sanità".

Presidente Con questa relazione si chiude la parte introduttivae pertanto dichiaro aperta la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV) Si je me souviens bien, dans la première Commission on avait dit que j'aurais dû être un contre-rapporteur. Je suis normalement bref, je n'embêterai pas le Conseil très longtemps, mais, comme il y a eu une relation, il doit y avoir, avant la discussion générale, une contre-relation, ainsi en avaient décidé les Commissions.

Je voudrais commencer non pas par une citation tirée du côté de chez Swann ou d'une quelconque princesse de Guermantes qui donne preuve de son savoir faire et de sa connaissance du monde, mais je voudrais débuter en disant "Clémentine ajoutez un couvert, car notre cher cousin César Auguste Philippe Marie de Tonnerre y Santo Vinciente a été privé de dessert lors de la dernière fête majoritaire et nous ne voudrions pas que le jeu se prolonge trop au-delà des vacances parce, que ça pourrait lui faire du mal".

Il ne s'agit pas ici d'instituer un Assessorat, il s'agit d'inventer un Assesseur. Il ne s'agit pas de découvrir que l'environnement est important, parce que l'environnement a été confié à l'agriculture, ou que le bureau d'urbanisme, qui fonctionne depuis le commencement de l'Administration régionale, a une importance fondamentale pour ce qui est du territoire et que également les transports, qui existent depuis très longtemps, puissent avoir une importance pour l'Administration régionale. Il suffit de combiner de façon légèrement différente ses compétences, parce qu'il est évident que l'urbanisme devra rester en contact avec les travaux publics et avec la Surintendance aux antiquités et beaux arts; il est évident que tout ce qui concerne les transports devra être coordonné avec d'autres Assessorats; il est évident enfin que, pour ce qui est de l'environnement, l'agriculture et les forêts continueront à avoir de l'importance.

Il s'agit, je le répète, de trouver pour cette majorité une opération de basse politique qui est la continuation de l'opération faite avec la démission de madame Monami et l'élection de monsieur Gremmo comme secrétaire du Conseil, c'est-à-dire d'équilibrer les forces hétérogènes qui la composent. Donc, simplement l'invention d'un Assesseur, pas de nouveautés, pas de problèmes qui vont être résolus. On promet naturellement une loi-cadre, probablement après 1993, mais il faut tout de suite, dans les plus brefs délais possibles, permettre que la distribution des forces politiques réponde aux nécessités de cette majorité.

Dans ce contexte, nous avons particulièrement apprécié certaines discussions qui ont eu lieu en Commission et même en partie au Conseil, quand nous avons fortement critiqué la division du Corps forestier. Evidemment nous n'avons pas été écoutés parce que nous faisons partie de la minorité et des méchants. Mais il y a eu une réunion, dans cette salle, de trois Commissions et sur les bancs de la Junte étaient assis des membres du corps forestier qui ont dit qu'ils ne voulaient pas être partagés en sections. Immédiatement l'article 4 a été supprimé. Il est, donc, évident que cette politique tient compte des opinions des dépendants, parce que l'opinion des dépendants est importante pour que la majorité puisse maintenir sa cohésion. L'opinion des Conseillers régionaux évidemment ne compte pas.

Non seulement nous nous trouvons devant l'invention d'un Assesseur, mais nous nous trouvons devant une opération qui ouvre, malheureusement, une méthode, celle de la distribution des places pour être sûr que les dix-huit voix ne manquent pas. Nous déplorons cette méthode d'administrer, nous déplorons cette politique. C'est une politique à courte vue, c'est une politique qui abaisse l'autonomie valdôtaine et qui la réduit à une petite opération numérique, arithmétique. C'est pourquoi nous voterons contre l'institution de cet Assessorat, non pas parce que nous ne comprenons pas l'importance de l'environnement, mais parce qu'ici on dégrade une idée comme celle de la défense de l'environnement au niveau de la cuisine politique la plus mesquine.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

Lanivi (AI)Ho chiesto la parola per dichiarare il nostro voto contrario a questo disegno di legge. Tale contrarietà vuole anche esprimere la nostra indignazione per il modo in cui si è arrivati all'istituzione del nuovo Assessorato. Credo che, da quanto esiste questo Consiglio regionale, sia un fatto nuovo...

(...interruzione...)

...Quali altri Assessorati sono stati istituiti?... Il passaggio da sette ad otto Assessori...

(...interruzione...)

...Chi è stato Consigliere prima di me ricorda se si è provveduto ad istituire qualche nuovo Assessorato da quando funziona questo Consiglio?...

(...interruzione del Consigliere Andrione...)

...L'istituzione di questo nuovo Assessorato, che ricompatta alcune competenze distribuite fra vari Assessorati, non risponde a ragioni di funzionalità o di lavoro, quanto piuttosto a ragioni politiche.

Il Consigliere Andrione ha sottolineato che tale istituzione, non ragionata in termini di funzionalità complessiva dell'esecutivo, ma fortemente motivata delle esigenze di una maggioranza, può giustificare non solo adesso, ma anche in futuro, un ulteriore allargamento del numero degli Assessori, senza che ve ne sia alcuna necessità. Faccio degli esempi, anche per dare eventuali suggerimenti a chi reputasse opportuno ripetere operazioni del genere per rafforzare la maggioranza: lavoro e formazione professionale, cultura e tempo libero, economia e programmazione, servizi sociali e qualità della vita..., se ne possono inventare quanti se ne vogliono.

Mi pare che quella di oggi non sia una pagina esaltante né della nostra autonomia né del Consiglio regionale. Probabilmente si sarebbero potute seguire altre vie per affrontare le esigenze, sia pure legittime, della maggioranza, ma mi pare che questa sia la meno nobile.

Credo che a noi, come opposizione e minoranza, tocchi il compito di segnalare questo fatto, nella speranza che fatti del genere non si abbiano più a verificare.

Credo che fino al 1993 non si presenteranno più problemi del genere, perché ormai questa maggioranza, con la distribuzione attenta del potere, è riuscita a sistemare tutte le cose e questo è il vero cemento che la tiene unita.

Pertanto, con decisa convinzione, sottolineando la negatività e nocività di questa operazione, noi dichiariamo di votare contro.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Il nostro Gruppo è sicuramente favorevole al principio di istituire un Assessorato regionale dell'ambiente, anzi questa richiesta è stata sostenuta per molti anni dalle associazioni ambientalistiche. Siamo favorevoli, perché ci sembra opportuno che, all'interno dell'esecutivo regionale, ci sia un Assessore che guardi in particolare ai problemi della tutela dell'ambiente naturale e si faccia portavoce di quello specifico punto di vista, anche se poi lo stesso deve essere evidentemente oggetto di confronto e di mediazione con le esigenze degli altri Assessorati e con quelle della comunità.

Tuttavia, l'opportunità d'avere un Assessorato dell'ambiente non deve necessariamente significare la creazione di questo nuovo Assessorato. Già oggi, ad esempio, c'è una sproporzione tra i vari Assessorati esistenti, in cui i compiti dell'uno non sono distinti da quelli dell'altro da una chiara e ben diversa valenza, ma hanno tutti un insieme squilibrato di funzioni, per cui l'Assessorato all'ambiente poteva benissimo essere istituito attraverso un riaccorpamento o una diversa riaggregazione degli Assessorati esistenti e attraverso una diversa distribuzione delle materie.

Mi sembra che questa strada avrebbe sgombrato il campo dalle sovrapposizioni tra una giusta esigenza e quella dettata dalla ricerca di equilibri potere all'interno della maggioranza con la distribuzione dei posti di Assessore, cosa che è poi l'elemento motore ed il vero ispiratore di questo provvedimento, stando almeno al modo in cui è stato portato all'esame del Consiglio.

La creazione dell'Assessorato dell'ambiente attraverso la scomposizione e la successiva riaggregazione degli Assessorati, ma senza una loro proliferazione, appare in contrasto con la necessità, riconosciuta da molti, di depotenziare l'esecutivo rispetto al Consiglio regionale, per riportare il centro del dibattito e delle scelte nel Consiglio regionale.

Questa direzione non è stata scelta, ma noi, in Commissione, siamo ancora interessati e disponibili ad un confronto su come fare questo Assessorato. In quella sede si è proceduto a diverse audizioni, sono stati sentiti i dirigenti dei Servizi interessati all'istituzione del nuovo Assessorato, il Corpo forestale regionale e le associazioni ambientalistiche. In particolare è stata formulata una proposta che prevede un'aggregazione di tipo diverso di questo Assesssorato, in modo al suo interno - e ciò è importate - sia anche tutta la componente della Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali, che ha notevoli competenze in tema ambientale ed a noi sembrerebbe controproducente separare fra due Assessorati.

Pertanto, io presenterò un emendamento sostitutivo dell'articolato, che ripercorre sostanzialmente la proposta presentata dalle principali associazioni ambientalistiche in Commissione e prevede la costituzione di un Assessorato dell'ambiente, territorio e beni culturali, con la sostituzione del comparto dei trasporti con quello dei beni culturali.

Per quanto riguarda i trasporti, ci sembra infatti che la loro pianificazione sia competenza dell'Assessorato all'ambiente ed attenga ai suoi compiti, mentre la gestione dei contributi alle autolinee e di quelli ai trasporti non ci sembra sicuramente una competenza specifica dell'Assessorato dell'ambiente, per cui è bene, secondo noi, che rimanga all'Assessorato al turismo.

Ci sembra invece un po' difficile scorporare la Sovrintendenza, che tra l'altro gestisce la legge Galasso, quindi tutti i vincoli ambientali sopra i 1600 metri, lungo i corsi d'acqua, lungo i laghi, da una gestione corretta dell'ambiente. Pertanto, presentiamo un emendamento sostitutivo che va in questa direzione, proponendolo all'attenzione del Consiglio.

Se questa impostazione non verrà accolta, ci riserviamo di presentare un emendamento subordinato, che quantomeno definisca meglio le materie dell'Assessorato all'ambiente, perché, così come sono descritte le attribuzioni all'articolo 2 del testo presentato dalla Giunta ed ancor peggio in quello proposto dalle Commissioni, noi trasferiamo ben poche tematiche in materia di tutela dell'ambiente naturale a questo Assessorato, perché gran parte di esse rimangono all'Assessorato all'agricoltura e foreste, che, non a caso, diventa Assessorato all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, creando così un conseguente accavallamento di competenze fra nuovo Assessorato all'ambiente, vecchio Assessorato all'agricoltura, forestazione e risorse naturali, che non permette sicuramente di indirizzare su una strada corretta il cammino di questo nuovo Assessorato.

In particolare, mi sembra molto pericolosa la formulazione dell'articolo 2, laddove indica una serie di materie di competenza di questo Assessorato. Per la verità si tratta di pochissime materie, perché, per quanto riguarda la tutela dell'ambiente, abbiamo la materia dei parchi naturali e la valutazione dell'impatto ambientale. Sono queste, in fondo, le uniche due materie importanti.

Teniamo presente che, per quanto riguarda i parchi naturali, anche quelli regionali, questo Assessorato avrà semplicemente una funzione di coordinamento, perché la legge quadro che abbiamo appena votato prevede per essi degli specifici enti di gestione dotati di una particolare autonomia. Pertanto, i compiti dell'Assessore rispetto a questa realtà si limitano semplicemente alla fase dell'impostazione iniziale del piano regionale dei parchi e poi basta, non c'è più nessuna funzione diretta.

L'unica funzione reale, in materia di ambiente naturale, che rimane a questo Assessorato, è la valutazione dell'impatto ambientale, che è stata istituita con la legge approvata alla fine dell'anno scorso. Mi sembra ben poco, specie se facciamo un confronto con l'ampiezza delle competenze dell'attuale Servizio tutela dell'ambiente naturale all'interno dell'Assessorato all'agricoltura.

Nell'allegato "C" della legge n. 35 del 1985 possiamo leggere un lunghissimo elenco di competenze in capo al Servizio tutela dell'ambiente: tutela dell'ambiente naturale in tutte le sue componenti, applicazione del vincolo idro-geologico, assetto e pianificazione del territorio per quanto riguarda la componente naturalistica; controllo degli atti e delle opere suscettibili di modificare gli equilibri naturali, valutazione dell'impatto ambientale, flora, fauna, caccia e pesca, studio e predisposizione di progetti di legge inerenti le materie di tutela dell'ambiente naturale, propaganda ed informazioni di settore, direzione del Corpo forestale valdostano, partecipazione di diritto al CRPT, pareri sulla legge 78 relativa alla silvicoltura, direttive generali sui piani di assestamento forestale, parchi naturali, tutela delle testimonianze della civiltà rurale, coordinamento delle guardie volontarie, collaborazione e tutela del paesaggio, collaborazione con la Protezione civile, collaborazione per la tutela sanitaria dell'acqua, dell'aria e del suolo, ed ogni altra materia avente attinenza con la protezione dell'ambiente naturale.

Di tutte le materie citate, le uniche che vengono trasferite al nuovo Assessorato sono: valutazione dell'impatto ambientale, parchi naturali e una generica tutela dell'ambiente, del suolo, delle acque e dell'atmosfera.

In più, il secondo comma dell'articolo 2 che dice chiaramente che tutte le materie di cui al punto c), che non vengono esplicitamente trasferite al nuovo Assessorato, in base al comma precedente, rimangono di competenza del Servizio forestazione e risorse naturali dell'Assessorato all'agricoltura. Ne consegue che molte materie (vincolo idro-geologico, flora e fauna, caccia e pesca, legislazione ambientale, direzione del Corpo forestale valdostano...) passano ad un nuovo Servizio dell'Assessorato all'agricoltura. Questa è una contraddizione in termini, perché scorporiamo da un Servizio gran parte delle sue funzioni e poi trasferiamo lo stesso Servizio, ormai menomato in modo gravissimo di molte delle sue competenze, all'Assessorato all'ambiente. A quel Servizio rimane infatti solo la competenza sulla valutazione dell'impatto ambientale, che peraltro è molto relativa, dal momento che provvede solo ad istruire le pratiche, senza che il suo responsabile abbia il compito di presiedere il Comitato scientifico per la valutazione dell'impatto ambientale.

Poiché mi sembra che non sia stata fatta una scelta chiara, neanche verso le tematiche di tutela dell'ambiente naturale, io ritengo opportuno chiarire quantomeno al primo comma dell'articolo 2, quali sono le materie di competenza di questo nuovo Assessrato, comprendendovi alcune materie fondamentali, che già erano di competenza del Servizio tutela dell'ambiente, come ad esempio il vincolo idro-geologico, la flora, la fauna, la caccia e la pesca, l'applicazione di una serie di leggi riguardanti l'ambiente naturale (rettili, funghi...), altrimenti tutte queste materie passano al Servizio della forestazione all'interno dell'Assessorato all'agricoltura.

Questi sono i motivi per cui il nostro Gruppo presenta due emendamenti, uno è sostitutivo dell'intero articolato e si concretizza in quattro articoli sostitutivi dell'articolato che stiamo discutendo, mentre l'altro riguarda l'articolo due ed ha lo scopo di chiarire meglio ed ampliare le materie di competenza del nuovo Assessorato.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI-PDS) Dirò solo poche parole. Per la verità, all'inizio, quando la maggioranza cominciò a parlare di questo nuovo Assessorato, non ero molto contento; con l'andar del tempo, però, i miei colleghi sono riusciti a farmene capire l'importanza. Stranamente, il più persuasivo è stato il Consigliere del Gruppo Verde Alternativo. In ogni caso, da tutta la serie di incontri avuti in sede di Commissione, ho tratto la convinzione che si tratta di una scelta giusta.

Anche se faccio fatica a seguire il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, perché il suo francese è molto stretto, ho sempre ascoltato con attenzione i suoi interventi, perché sono di una persona molto capace ed intelligente. Devo confessare, però, che non l'ho mai sentito parlare con tanta durezza come questa sera.

Detto questo, torno un po' indietro nel tempo. Si è detto che nel corso degli anni passati i vecchi Consiglieri hanno via via istituito prima l'Assessorato al turismo, poi quello alla sanità... Forse allora si è commesso l'errore di non istituire l'Assessorato all'ambiente, così oggi il territorio della nostra Regione sarebbe in condizioni diverse da quelle in cui si trova. E' per questo che io ritengo che l'Assessorato all'ambiente possa recuperare quello che non è stato possibile fare in tutti questi anni.

Non riesco a capire come mai il Consigliere Lanivi possa dirsi indignato. Perché ci si dovrebbe indignare quando si vuole istituire una struttura che tende a soddisfare le esigenze del momento? Se questo Assessorato ci fosse stato trent'anni fa, forse Cervinia non sarebbe nelle condizioni in cui oggi si trova.

In questi mesi si sono fatte molte discussioni intorno a questa legge, si sono svolti molti incontri con gran parte di coloro che dovranno far rispettare la nuova normativa. Sono contento che la Commissione abbia recepito certe osservazioni, come quella di unificare il Corpo forestale, perché diviso com'era non piaceva a nessuno. Il fatto che la Commissione, ritenendole valide, abbia accettato le osservazioni dei rappresentanti degli ambientalisti, dei dirigenti e del Corpo forestale, è un segno di democrazia.

Consigliere Riccarand, certamente non sarà una legge perfetta, le mancheranno tante cose, ma io sono convinto che chi siederà su quella sedia dovrà rimboccarsi le maniche per lavorare molto seriamente nell'interesse della nostra Valle.

L'esperienza che faremo lungo il cammino ci indicherà le molte cose da modificare, cosa che potremo tranquillamente fare se saremo sorretti da una forte volontà politica.

Per tutte queste ragioni io voterò a favore della legge.

Presidente Ha chiesto la parola il Vicepresidente Bich; ne ha facoltà.

Bich (Ind)Se la politica è anche finzione e se la finzione è anche un po' l'arte della recitazione e dello spettacolo, ebbene, devo dire che oggi mi sembra che questo atto unico del nostro teatro dell'assurdo dia una prova di pessima recitazione, perché sia l'intervento del collega Bajocco, Capogruppo del PCI-PDS, sia quello del relatore di maggioranza, mi sono sembrati molto lontani da quella finzione e da quel patos che sono necessari affinché la scenografia possa far scorrere un tremito alla platea, catturandone l'attenzione. La platea invece è stanca, sorpresa, forse è atterrita: mai si sono sentite recitazioni così stonate, perché non continue, perché lontane dall'intreccio pregevole della politica.

Siamo tutti d'accordo sulla necessità, dopo quarant'anni di autonomia, di modificare la struttura dell'Amministrazione e l'assetto dei Servizi e degli uffici. La necessità della ristrutturazione generale dell'apparato si è fatta sentire in diverse circostanze e condizioni, quando tutti abbiamo convenuto di trovarci su una specie di autobus che va male, che funziona con ruote non equilibrate, non in sintonia con i tempi e con la realtà moderna. La nostra Amministrazione perde colpi, per cui bisogna modificarla e quindi ristrutturarla.

Questo lavoro deve però nascere da una trama ben diversa, capace di mettere mano con chiarezza e supportata da una visione tecnica ben precisa, frutto di una considerevole e preparata visione amministrativa, a tutto l'apparato della pubblica amministrazione e della Regione. In questo modo sarebbe stato gradito modificare anche gli organigrammi politici, la Giunta, le funzioni, l'articolazione degli Assessorati.... Questa sì sarebbe stata un'operazione non solo di "remake", ma di grande respiro, con la quale, a differenza di quanto avviene nel resto della pubblica amministrazione - e mi riferisco soprattutto all'apparato centrale dello Stato - noi saremmo stati un felice esempio di paragone.

Questo invece non avviene, perché stiamo facendo un'operazione di bassa cucina, che fa vedere largamente l'attitudine partitocratica delle assemblee.

In proposito vorrei sentire la voce forte e chiara di quei Consiglieri - mi riferisco ad Aloisi e Gremmo - che più di una volta hanno scagliato pesanti e pressanti anatemi contro la partitocrazia. In sostanza che cosa è successo? I partiti di maggioranza, non attestandosi sul manuale Cencelli per la ripartizione dei seggi, non hanno potuto dare giusta soddisfazione all'intera coalizione nelle articolazioni del governo e pertanto, come ha detto il Consigliere Andrione, hanno aggiunto un posto a tavola, per riuscire dare soddisfazione e compiutezza al disegno politico.

Questa però è la più vile e bassa delle operazioni partitocratiche romane e mi fa venire in mente il Ministero delle politiche giovanili, saltato fuori improvvisamente quando nel manuale Cencelli non c'era più un posto nei rapporti fra i partiti di maggioranza; mi fa venire in mente operazioni di politiche comunitarie ai tempi della Ceca, quando non si delineava ancora niente, e mi fa venire in mente le ristrutturazioni più strane degli organigrammi di governo.

Oggi noi siamo testimoni dell'importazione in Valle d'Aosta del disegno romano della quadratura del cerchio, affinché le cose garantiscano la compattezza e diano soddisfazione ai partiti della maggioranza; non penso però che ciò torni a loro onore.

Io non sono sordo ai richiami che qualche volta le sirene della maggioranza indirizzano verso questo piccolo angolo e mi sembra che certe tematiche, non certo indifferenti, ma importanti, abbiano ottenuto la mia attenzione ed anche il mio voto. Devo dire, però, che su questo disegno di legge il mio voto sarà negativo, perché esso rappresenta indubbiamente il peggior modo di far politica, in contrasto con le dichiarazioni fatte il 6 giugno dell'anno scorso.

Rileggendo quel documento, si scopre che i contraenti, cioè i partiti che l'avevano sottoscritto, vengono meno al punto centrale, in cui si evidenziava la prevalenza dell'interesse dell'amministrazione, e quindi dell'interesse generale, su quello dei partiti e su quello di parte. Questo oggi non avviene. Mi dispiace - e lo dico con un certo senso di scoramento-, ma pensavo che il tutto potesse realizzarsi in un modo migliore, ristrutturando, come dicevo prima, gli apparati, i servizi e gli uffici. Questa invece è un'operazione di vertice, cui non consegue alcun intervento effettivo e concreto sull'attività dell'Amministrazione stessa, il cui prodotto mi sarà buon testimone nei prossimi mesi.

Detto questo, io annuncio il mio voto contrario a questo disegno di legge.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV) Pendant très longtemps l'homme et le territoire ont vécu en symbiose. L'homme transformait le territoire, le territoire façonnait l'homme. Je crois qu'il y a eu, de tout temps, une lente évolution du territoire qui peut-être pouvait paraître, par rapport aux époques précédentes, une modification, mais qui allait selon la nécessité et de l'un et de l'autre.

Je crois que le territoire naturel, en Vallée d'Aoste tout au moins, mais comme la Vallée d'Aoste d'autres pays de montagne ailleurs, n'existe pas en réalité. C'est l'homme qui l'a construit, je dirais même que c'est l'homme qui l'a bien construit, parce que avec sa nécessité de rechercher les produits pour son alimentation, l'homme a mis en oeuvre une série de travaux, de structures qui ont conservé le territoire. Il suffit de penser, par exemple, à nos kilomètres et kilomètres de rus qui ont permis dans le passé et qui permettent encore, à travers l'arrosage, de maintenir le vert dans notre territoire. Il suffit de penser à ces milliers et milliers de murs qui, soutenant nos terrasses, vignobles et champs, permettent au territoire de se maintenir. Ils arrêtent les éboulements.

Il y a eu ensuite, malheureusement, au cause de la frénésie et à cause du détachement de l'homme de son territoire, une vision différente de l'utilisation des terrains, de l'utilisation du territoire, de l'utilisation de l'espace. Alors, et seulement alors, se sont produits des dégâts. La Vallée d'Aoste a été je ne dis pas exemptée de cela, même s'il faut reconnaître que l'expérience d'autres communautés alpines a limité chez nous l'intervention des hommes. Après un premier remue-ménage, vu l'expérience des soi-disant stations intégrées de la Savoie ou de la Haute-Savoie, les Valdôtains ont ouvert les yeux et stoppé un certain type d'interventions; mais - hélas! - notre territoire a été fortement utilisé et nous avons arraché à l'agriculture les terrains les meilleurs, les positions les plus favorables.

Il y a aujourd'hui, de par la maturation intérieure de notre population et de par les exemples extérieurs et internes à la Vallée d'Aoste, une vision qui est différente. Je ne dis pas qu'il y a dans l'écologie une partie de mode, parce que, malheureusement, trop de gens font de l'écologisme uniquement parce qu'on est à la mode en faisant cela. Je crois que s'est formée une conscience qui nous dit que le territoire est un bien qui n'est pas renouvelable. Nous devons, donc, le sauvegarder, nous devons le transmettre non seulement à nos enfants, mais aussi à nos petits-enfants et à nos arrière-petits-enfants, parce que nous ne l'aurons plus. Une fois gâté, nous ne pourrons plus le récupérer. Et, donc, non pas par mode, mais par conviction, l'Union Valdôtaine suit cette maturation et pose une attention toujours plus croissante à la sauvegarde de l'environnement valdôtain.

Nous sommes, donc, d'accord à ce que l'Administration régionale - mais ce n'est pas uniquement un devoir de l'Administration régionale, mais de toutes les collectivités locales, je dirais même de tous les citoyens - avec les hautes instances vise à sauvegarder notre territoire. De quelle façon? Cela ne peut être fait qu'à travers une concertation de toutes les instances: Administration régionale, collectivités locales, associations des citoyens. Pour ce qui concerne l'Administration régionale, tous les Assessorats, toute l'Administration doit viser ce but. Ce n'est pas à travers la création d'un nouvel Assessorat que l'on peut aller de l'avant à grands pas, si le reste de l'Administration tire en sens contraire. C'est uniquement à travers un effort conjoint de tous les Assessorats que l'on peut viser haut et viser bien.

Si, en principe, nous ne sommes pas contraires à ce qu'il y ait une possibilité qui va dans cette direction, nous disons que ce n'est pas celle-ci la façon dont il faut agir. Il y avait la possibilité de tendre à la sauvegarde de l'environnement avec d'autres formules. Par exemple, à travers cette attention globale de toute l'Administration régionale ou à travers - et quelqu'un a déjà mis l'accent sur ce point - une division différente des compétences à l'intérieur des Assessorats actuels. Incorporer certaines compétences qui maintenant sont partagées entre plusieurs Assessorats; réaménager ces compétences; mieux distribuer ces compétences entre un Assessorat et un autre aurait produit probablement des fruits meilleurs que cet Assessorat abâtardi que l'on vient nous proposer.

Assessorat abâtardi parce que le projet de loi que le Conseil est appelé à voter est fait avec la plus grande hâte possible, dictée par un objectif qui n'a rien à voir avec la sauvegarde de l'environnement, c'est un objectif de basse politique. Tant il est vrai que, lors des différentes auditions avec les dirigeants des services des différents Assessorats, concernés par la création de ce nouvel Assessorat et avec les représentants des associations écologiques, nous avons entendu un jugement unanime. Tout le monde nous a dit qu'il s'agit d'un projet de loi mal fait. Il s'agit - plusieurs d'entre eux ont employé un euphémisme - d'un texte "poco chiaro", ce qui cache leur vrai sentiment qui est de repousser, pour une raison ou pour l'autre, ce texte, ce projet de loi.

Il y a toute une série d'exemples qui peuvent être portés comme témoignage de ce fait. Il y a des compétences qui appartiennent à des services qui concernent l'environnement et qui ne passent pas au nouvel Assessorat, ce qui pourrait être relativement grave. Ce qui est plus grave encore ce sont les conflits que ce système va engendrer, non seulement entre un service et un autre service du même Assessorat, ce à quoi on peut toujours remédier, mais entre services et services de différents Assessorats, je dirais même entre Assesseur et Assesseur, pour ce qui concerne les compétences.

Pour ce qui concerne l'urbanisme, il y a le plan territorial du paysage qui révèle des incongruités. Il y a tout un secteur de cette vaste problématique qui n'entre pas dans les compétences de ce nouvel Assessorat, mais, comme le Conseiller Riccarand a fait observer, la Surintendance aux biens culturels ne peut être détachée du problème global de l'urbanisme, du plan d'aménagement du territoire, du plan territorial et du paysage. Il y a, par contre, d'autres adjonctions à cet Assessorat, voire le problème des transports, qui nous fait craindre que plus qu'à des compétences, dans ce cas on ait voulu assembler certains dirigeants, qui peut-être ne sont pas trop aimés à l'intérieur d'un Assessorat, et alors on les a flanqués - permettez-moi l'expression - au nouvel Assessorat.

Il y a toute une série d'objets qui ne sont pas clairs: de quelle façon seront gérées les soi-disant lois écologiques? Par le nouvel Assessorat ou par l'Assessorat à l'agriculture? Mais il y a d'autres choses qui sont significatives. Je crois que la sauvegarde de l'environnement ne peut pas se passer de l'aspect sanitaire de la protection du sol, des eaux et de l'atmosphère, et pourtant cette compétence, à travers l'amendement, a été enlevée. Il s'agit, par contre, de quelque chose qui est déterminant dans la sauvegarde de l'environnement, si vraiment on croit à l'environnement et si vraiment on veut faire de cet Assessorat à l'environnement un instrument de protection et de sauvegarde de la nature. Le fait qu'on a éliminé, en disant qu'il y avait des difficultés de personnel..., c'est une façon de se cacher derrière le petit doigt, pour cacher cette volonté qui est, au contraire, à la base de la création du nouvel Assessorat.

L'ami et compagnon Bajocco, que je ne vois pas présent, s'indigne de l'indignation de monsieur Lanivi; moi, au contraire, je l'approuve, parce que, si un nouvel Assessorat doit être créé, ce n'est pas au milieu ou presque à la fin d'une législature qu'on doit y pourvoir. Je comprendrais si, au cours d'une campagne électorale sur le problème de la création d'un nouvel Assessorat, une force politique ou une majorité s'était exprimée dans cette direction. Il y aurait alors, une bonne raison pour que, dès le début de la législature, on crée ce nouvel Assessorat avec des buts extrêmement précis, avec un projet de loi médité, avec un projet de loi qui a un contenu, et non ainsi qu'il a été fait.

Je crois que nous ne pouvons que réprimer et nous indigner fortement contre cette création, qui n'est qu'une simple opération politique. Je suis d'accord avec le Conseiller Bich quand il dit que nous avons importé, à travers ce système, les méthodes romaines. A Rome lorsqu'il y a des problèmes politiques ou partitiques et lorsque la partitocratie fait les caprices, on crée des nouveaux Ministères, on crée des sous-secrétariats. En Vallée d'Aoste, il y avait l'exigence de maintenir compacte cette majorité, il fallait, donc, puisque la Démocratie Chrétienne avait cédé un Assessorat à la Gauche Valdôtaine pour faire digérer l'entrée en majorité de monsieur Gremmo, créer un nouvel Assessorat pour que la Démocratie Chrétienne maintienne ses places de pouvoir. C'est donc une basse manoeuvre politique à laquelle nous ne pouvons dire que non.

L'unique aspect positif de cette loi c'est que le nouvel Assesseur renonce à ses appointements, puisque nous ne voyons pas dans cette loi une augmentation de dépense. Or, la création d'un nouvel Assessorat engendre la nécessité d'avoir un nouvel Assesseur, un nouvel Assesseur signifie des dépenses supérieures. Vu qu'elles ne sont pas contenues, nous sommes convaincus que le nouvel Assesseur y a déjà renoncé et c'est justement l'unique chose positive de la loi.

Au-delà des taquineries, au-delà des badinages, je crois que nous ne pouvons pas accepter cette opération chirurgicale qui nous dit que nous avons perdu un morceau de notre pouvoir et que, à travers cette opération, nous allons donner à nouveau ce pouvoir à la Démocratie Chrétienne.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) Merci, monsieur le Président. Il est regrettable que, depuis quelque temps, lorsque l'heure de s'en aller arrive, l'on doive continuellement proposer à la Présidence du Conseil l'interrogation: "Qu'est-ce qu'on va faire?".

Je voudrais rappeler - excusez-moi monsieur le Président qu'il y a eu une réunion des chefs de Groupe, qui a établi un calendrier concernant l'horaire de discussion des séances du Conseil régional. Si je ne me trompe pas, cette décision portait de 9 heures à 12 heures 45, comme il a été rappelé ce matin, et de 15 heures 30 à 20. Il est 20.08, je crois que nous pouvons lever la séance et reprendre la discussion générale demain, parce que nous, en tant que Groupe, par exemple, avons certaines exigences, c'est-à-dire un bon nombre d'entre nous devrait encore prendre la parole.

Je répète que c'est regrettable que toutes les fois l'on doive discuter, perdre du temps pour des choses qui ont été établies et que personne ne veut respecter.

Président Il a des exceptions...

(...interruption...)

...C'étaient des accords de principe. En principe, on pensait faire les réunions tous les quinze jours de deux jours, puis on est passé à trois jours et puis on ne réussit pas à terminer les arguments dans les trois jours...

(...interruption...)

...Non, l'exigence de terminer l'examen de l'ordre du jour...

(...interruption...)

...Moi, je questionne le Conseil...

(...interruption...)

...Allora c'è una proposta?...

(...interruption...)

...C'è una proposta di arrivare fino alla chiusura della discussione generale. Io la metto ai voti. Colleghi Consiglieri l'Assessore Lanièce formalizza la richiesta...

(...interruption...)

...Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV) Je voudrais demander, encore une fois, au Président du Conseil quelle est la valeur, quel est le sens de la communication officielle, qu'il nous a adressée, concernant les horaires des séances du Conseil. Nous nous remettons à cette communication. Je veux par ailleurs rappeler que sur les horaires proposés, lors de la réunion des chefs de Groupe, il n'y a pas eu d'opposition. La seule chose demandée et acceptée était de préciser et de connaître à l'avance l'horaire des séances. Alors, si, à cet effet, vous nous avez adressé une communication, je pense que, au moins de votre part, il faut respecter les accords, la volonté de la conférence des chefs de Groupe.

Presidente Come prima osservazione, mi dispiace di dover dire chiaramente che quella lettera è stata superata dal modo in cui si sono svolti i lavori in Consiglio regionale, che domani chiederò ai colleghi Capigruppo di riunirsi intorno a mezzogiorno per riesaminarla e che sono spiacente di dover ribadire che è stata superata dai tempi e che non ha più alcun valore...

(...interruzione...)

...e quindi lo rimetto al Consiglio... Non ha più nessun valore... Perché? Perché il Consiglio ha fatto in modo che quella lettera non avesse più alcun valore e pertanto domani ci riuniremo ed esamineremo la questione degli orari, che non sono mai stati rigidi in nessuna assemblea elettiva del mondo e quindi neanche in questa dal 1946. Il Consiglio è sovrano...

Ditemi almeno chi si iscrive a parlare, perché se ce n'è uno solo, possiamo arrivare alla fine dell'oggetto iscritto all'ordine del giorno. Allora: Mostacchi, Louvin, Faval, Andrione, Viérin...

(...interruzione...)

...Le Groupe? Très bien. Vu qu'on est douze à parler, la chose la plus utile est de commencer la discussion générale et de donner la parole aux douze Conseillers qui veulent parler, parce que demain on n'aura pas le temps de vous faire tous parler. Il vaut mieux de commencer maintenant.

Si dà atto che, alle ore 20,13, i Gruppi dell'Union Valdôtaine, degli Autonomisti Indipendenti, del Verde Alternativo e il Consigliere Bich abbandonano l'aula Consiliare.

Presidente Colleghi Consiglieri, se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta dell'Assessore Lanièce di continuare la discussione generale fino alla sua chiusura... Consigliere Agnesod, per piacere... Se il Consigliere Agnesod è in aula, deve fungere da segretario; altrimenti chiamo a fungere da Segretario un altro Consigliere... Consigliere Ricco, viene lei?

Ricco (DC)

Presidente Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta dell'Assessore Lanièce di continuare la discussione generale fino alla sua chiusura.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 18

Il Consiglio approva all'unanimità

Il Consiglio approva

la proposta di continuare la discussione generale sul disegno di legge n. 293.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) Sarò molto breve. Il mio intervento l'avrei fatto prima e, dato che mi sembra giusto, non vedo perché non lo dovrei fare adesso.

Colleghi Consiglieri, credo che la relazione svolta dal Consigliere Trione, a nome della maggioranza, sia stata esauriente e completa; certo, non è stata demagogica e non ha incensato una scelta o una decisione che appartiene a questa maggioranza e che non contraddice minimamente gli impegni programmatici assunti all'atto della costituzione di questa Giunta.

Come accade sempre in queste circostanze, si è cercato di svilire il forte segno di volontà politica insito nell'istituzione del nuovo Assessorato, che tende solo a garantire una migliore articolazione dell'esecutivo regionale ed a concentrare poteri e competenze in un dicastero. Tale scelta, analogamente a quanto è accaduto in molte altre regioni, province e comuni d'Italia, nonché nello stesso Parlamento nazionale, è sfociata nella costituzione di un Assessorato dell'ambiente. Non si tratta quindi di una miserabile trattativa politica, tesa ad istituire un Assessore piuttosto che un Assesssorato.

Voglio ricordare che nella passata legislatura alcune forze politiche, e segnatamente il Partito Socialista, con un'apposita mozione avevano proposto la creazione dell'Assessorato dell'ambiente. Allora l'argomento venne accantonato da quel Consiglio regionale, ma è stato poi, mi pare compiutamente e correttamente, ripreso dall'attuale maggioranza.

Ebbene, quali sono state le critiche sostanziali rivolte a questa proposta? Cercherò di stringere, ma voglio dire lo stesso quello che va detto.

Sul piano tecnico si fanno sostanzialmente delle osservazioni che puntano a dimostrare che si poteva fare di più e di meglio e che, dal momento che ci si era incamminati verso una riforma istituzionale, bisognava proporre una riforma di carattere generale, per riaccorpare e distribuire diversamente tutte le competenze della Regione. Noi siamo già su questa strada, tant'è vero che dei progetti sono allo studio e probabilmente, prima o poi - più poi che prima, evidentemente, perché, trattandosi di una riforma di carattere generale, sarebbe più corretto che venisse presentata verso la fine della legislatura o all'inizio della prossima e facesse magari parte dei programmi elettorali delle forze che compongono questa coalizione - verranno portati all'attenzione del Consiglio.

Ebbene, io dico che tutto ciò non è una contraddizione con le dichiarazioni fatte all'atto della costituzione della maggioranza, ma è la realizzazione di un punto programmatico.

Sappiamo benissimo che complessivamente non c'è stata in questa Regione una forte sensibilità ai temi ambientali, forse a causa delle molte competenze attinenti all'ambiente disseminate tra vari assessorati o dicasteri, cosa che ha impedito che vi fosse un unico punto di riferimento, un fulcro su cui poter usare la leva dell'ambientalismo.

Non mi risulta poi che le associazioni ambientalistiche siano contrarie alla creazione di questo dicastero, anzi mi risulta esattamente il contrario. Certo vi sono opinioni differenti sul come realizzarlo, ma mi pare che questa proposta sia equilibrata e comunque praticabile. Poiché sovente il meglio è nemico del bene, cominciamo almeno a fare qualcosa.

E' vero che nel corso della storia dell'autonomia di questa Regione, sono stati istituiti alcuni nuovi Assessorati, probabilmente perché in quel particolare momento si era espressa una forte volontà politica verso la creazione di un dicastero. Anche allora c'era qualcuno che sarebbe poi andato a ricoprire quell'Assessorato, ma non mi pare che si siano fatte questioni nominalistiche.

Tutte le vicende possono sempre avere una chiave di lettura meschina e personalistica. Quando si fa un Assessorato è chiaro che qualcuno voglia fare l'Assessore. Ma se si vogliono leggere le cose nel senso che abbiamo fatto un Assessore perché tale istituzione serve agli equilibri di questa maggioranza, io dico che questa chiave di lettura è veramente meschina e non corrisponde comunque alle esigenze ed ai programmi proposti da questa maggioranza.

Pertanto, io dico che sarebbe il caso di lasciare da parte una certa indignazione di maniera. Conosciamo queste vestali dell'indignazione, le conosciamo fin troppo bene. Riteniamo invece che valga la pena di fare delle considerazioni generali di carattere politico e programmatico. Ora, poiché vedo che la maggioranza è già convinta di tutte le cose che sto dicendo, forse vale la pena ribadire che noi riteniamo questa iniziativa importante e qualificante sotto il profilo politico e programmatico, e la riteniamo anche di un certo respiro, perché può anticipare quella più ampia riforma delle competenze regionali, alla quale stiamo provvedendo e che prima o poi verrà portata all'attenzione del Consiglio regionale.

Detto questo, annuncio il voto favorevole al disegno di legge di cui anch'io, assieme ai colleghi Trione e Limonet, sono relatore.

Presidente Colleghi Consiglieri, a questo punto io dico la frase sacramentale: "Non ho più nessuno iscritto a parlare". Nessuno si iscrive? Posso considerare chiusa la discussione generale? Bene, allora dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) All'inizio di questa discussione, qualche Consigliere, che mi spiace non sia presente, ha detto parole come: "Indignazione... meschinità... scoramento...". Ebbene, se proprio ci si deve indignare, io dico che ci si deve indignare per il comportamento dei Gruppi della minoranza, perché in questo Consiglio non è mai successo che una discussione generale sia stata interrotta: prima si finiva la discussione generale e poi si sospendevano i lavori.

Forse la mancanza di una capacità politica o l'incapacità ad individuare un'ipotesi politica efficiente hanno spinto i Gruppi della minoranza a fare quelle pagliacciate. Io credo che queste cose vadano dette all'opinione pubblica, perché è giusto che essa sia informata di quei comportamenti che sono veramente lesivi, perché, essi sì, come il Capogruppo dell'Union Valdôtaina ha avuto il coraggio di dire, abbassano il tono dell'autonomia. Da che pulpito viene la predica!

Se ci sono stati dei momenti di abbassamento del senso della nostra autonomia, dell'immagine della nostra Regione, questi non sono ravvisabili nell'istituzione dell'Assessorato all'ambiente, che era stato richiesto ed era stata inserito nel programma della maggioranza all'atto del suo insediamento, quale esempio di valutazione positiva del contesto della nostra Regione... Sono ben altri i motivi di vergogna che si sono verificati in questa Regione.

Credo che con l'istituzione di questo Assessorato la Regione Valle d'Aosta farà un balzo in avanti. Forse qualcuno si dispiacerà del fatto che altri siano stati capaci di provvedere a tale necessità, che egli non era stato capace di individuare.

Mi auguro sinceramente che questo disegno di legge, sicuramente perfettibile, come ha detto il Consigliere Bajocco, e come sono stati perfettibili gli altri Assessorati istituiti nel passato, segua il suo iter regolare e venga approvato.

Ringrazio i relatori per quanto hanno fatto; ringrazio anche i dirigenti e le organizzazioni ecologiste, che hanno dato il loro contributo, che può essere stato accettato o meno, proprio perché l'istituzione dell'Assessorato è un fatto politico, anche se costituisce pur sempre un passo in avanti di notevole rilevanza nella nostra Regione.

Detto questo, sono io che mi dichiaro veramente indignato, come Valdostano, per aver visto che in questo Consiglio, soprattutto ad opera del Gruppo dell'Union Valdôtaine, che dichiara a piene lettere e a spada tratta di essere il difensore della "ethnie valdôtaine" e della nostra autonomia, si sono verificate cose che mai avrei immaginato potessero accadere. .

Chiedo scusa per queste parole ai signori Consiglieri presenti, ma sono profondamente deluso per questi comportamenti e, auspicando che il testo del disegno di legge segua il suo iter nel modo più rapido possibile, mi auguro che il Consiglio lo approvi.

Presidente Colleghi Consiglieri, come aveva intenzione di fare il Consiglio, approvando la proposta dell'Assessore Lanièce di chiudere i lavori al termine della discussione generale, dichiaro chiusa la discussione generale.

Terminano qui i nostri lavori, che riprenderanno domani mattina alle ore nove.

La seduta è tolta.