Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2138 del 8 maggio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2138/IX - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Presidente: In attesa degli Assessori all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale ed all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, passiamo direttamente all'oggetto n. 2725.

Oggetto n. 2725 in data 15 marzo 1991: Interventi a favore dei cittadini albanesi rifugiatisi in Italia - Impegno di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

Gremmo (UAP): Intervengo in modo telegrafico per motivare il mio voto a favore di questa deliberazione, perché mi pare che la Giunta regionale si sia mossa molto bene nell'affrontare un problema veramente scottante.

Io ho anche un piccolo debito di riconoscenza personale nei confronti di "Le Peuple Valdôtain", un piccolo giornale che viene stampato qui in Valle e che è stato l'unico ad aver fatto conoscere anche all'opinione pubblica della Valle la drammatica situazione che si è venuta a creare nelle regioni vicine, specialmente in Piemonte. Sono grato a questo settimanale per aver riprodotto un manifesto che è stato affisso in Piemonte, dove la situazione è drammatica.

Non so se gli Autonomisti Piemontesi dovranno pagare quell'inserzione. Se così sarà, lo faranno volentieri, perché bisogna sostenere la piccola stampa marginale. Quell'articolo di "Le Peuple Valdôtain", è stato comunque molto interessante, perché ha fatto capire la drammaticità del problema, specialmente in Piemonte, dove, di fronte all'esigenza di solidarietà, sentita da tutti, le amministrazioni locali sono state lasciate senza alcun aiuto o coordinamento. Credo di poter dire con cognizione di causa, che la Regione Piemonte non è riuscita a coordinare alcunché, non è riuscita a fare degli stanziamenti e non è riuscita a programmare, per cui ora capita quello che capita.

Credo invece che sia motivo di soddisfazione constatare che noi, forse la Valle è stata la prima Regione italiana a puntualizzare la questione, prima ancora che si ponga il problema pratico di intervenire nei confronti di queste persone che sono in stato di necessità, abbiamo deciso di partire subito con un passo giuridicamente pregnante. Penso anzi che, proprio per questo, quando dovremo cercare una soluzione pratica per dare una mano a quei cittadini, riusciremo sicuramente a trovarla.

Proprio perché, grazie a "Le Peuple Valdôtain", l'opinione pubblica della Valle d'Aosta è stata portata a conoscenza della drammatica situazione esistente in altre regioni, si può ben dire che l'esecutivo abbia dato prova di maturità e di sensibilità rispetto a questo problema, per cui mi sembra di poter votare volentieri a favore di questo provvedimento. La solidarietà va praticata; noi tutti la vogliamo praticare, ma facendo le cose per bene.

Mi fa piacere poter constatare che, fortunatamente, non si sono registrate quelle forme di latitanza che si sono verificate in altre zone, dove gli Autonomisti hanno avuto il coraggio di dire le cose come stanno.

La situazione della Valle d'Aosta non è certamente quella del Piemonte, per cui qui non è stato necessario assumere le posizioni prese altrove. Lode agli autonomisti delle altre Regioni per averle prese.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Questa deliberazione della Giunta regionale del 15 marzo 1991 stanzia 300 milioni, che saranno utilizzati per interventi di tangibile solidarietà nei confronti dei cittadini albanesi, secondo e in conseguenza delle disposizioni che saranno concordate in sede di Conferenza Stato-Regioni, appositamente convocata, tant'è che nella parte deliberativa sono rinviate a successivi provvedimenti deliberativi le modalità di erogazione della somma citata.

Dopo questa deliberazione del 15 marzo ci sono state almeno altre due riunioni a livello italiano, per concordare l'intervento nei confronti dei cosiddetti "profughi albanesi" (una si è svolta l'8 e l'altra il 18 aprile), nel corso delle quali sono state assunte decisioni che ci coinvolgono direttamente, perché si è stabilito di suddividere i 24.800 profughi albanesi fra le varie Regioni, in misura percentuale sulla popolazione residente e sull'estensione territoriale, col risultato che alla nostra Regione sono stati assegnati novantacinque profughi, pari allo 0,4 per cento rispetto al totale dei profughi.

Sempre in quelle riunioni era stato deciso che le varie Regioni avrebbero dovuto predisporre dei centri di accoglienza temporanea per i profughi, secondo i criteri indicati.

Ora, al di là di questo impegno di spesa, che operativamente non è molto significativo, noi vorremmo sapere quali decisioni concrete sono state assunte dalla Giunta regionale per realizzare questi centri di accoglienza, cioè per predisporre strutture idonee, affinché le novantacinque persone assegnate alla Valle d'Aosta possano essere adeguatamente e dignitosamente ospitate, anche se in via temporanea.

Presidente: Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV): Credo che i voli pindarici del Consigliere Gremmo non siano di per sé sufficienti a far conoscere a tutti la verità sul suo discutibile modo di comportarsi.

La verità è che il Consigliere Gremmo ha distribuito in tutto il Piemonte questo bellissimo manifesto: "Anche gli Albanesi? No, grazie", che non è che l'ennesimo documento, che prova la visione solidaristica di questo personaggio, discusso e discutibile, non solo in Valle d'Aosta, ma in tutto il Piemonte.

In effetti, non si tratta dell'unico manifesto o documento fatto per negare la solidarietà, perché in altre occasioni ne ha già fatti altri contro i meridionali, ma anche quelli saranno portati all'attenzione di questo Consiglio regionale.

Si dirà: "Due pesi e due misure. Egli ha cercato di giustificare la propria posizione". In verità egli ha assunto un comportamento diverso, perché così gli è stato detto di fare, in quanto è parte indispensabile di questa maggioranza, anzi potrei dire che ne è il perno fondamentale.

Detto questo, non credo che ci siano altre parole da aggiungere per definire lo stato dell'attuale maggioranza, che si regge su un personaggio di questo tipo.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV): Le Conseiller Riccarand a déjà anticipé, en partie, ce que je voulais dire à propos des décisions qui ont été indiquées au moment de la conférence Etat-Régions, à Rome. Les critères indiqués ne constituent absolument pas une méthode, un système qui puisse être à même de résoudre le problème des Albanais, ainsi que les autres problèmes de l'immigration que nous connaissons très bien. D'autant plus que le critère de répartition ne prend absolument pas en compte quel sera le futur de ces personnes, mais il est uniquement lié à un pourcentage afin qu'il n'y ait pas une haute concentration d'Albanais dans une région. Point c'est tout. Cette décision a été prise surtout pour résoudre le problème contingent de l'arrivée des Albanais à Brindisi.

Qu'est-ce qui se passera à présent? On a l'indication de l'arrivée de 95 Albanais. Nous savons que d'autres familles sont déjà arrivées en Vallée d'Aoste, grâce aux aides humanitaires ou aux associations qui ont pris en charge ces mêmes Albanais.

Si on prévoit 300 millions, ça signifie trois millions pour chaque Albanais. Avec cette somme ils ne vont pas tellement loin; en plus, au moment où cette possibilité d'aide que l'Administration régionale va donner sera terminée, ces gens-là ne sauront plus où aller. Je crois que le problème s'impose, surtout pour ce qui concerne le poste de travail: quelle solution l'on envisage?

Alors, je crois qu'il est indispensable de savoir s'il y a déjà des propositions dans ce sens, qui va s'en occuper et quelles seront les solutions, car, avec la proposition d'allouer trois millions pour chaque Albanais, on résout très peu face au problème de l'immigration que nous connaissons.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Prendo atto con piacere dell'esistenza in questo Consiglio di un notevolissimo concetto della solidarietà, del solidarismo e della fratellanza umana; ne sono profondamente contento.

Questa deliberazione non ha lo scopo di assegnare tre milioni ad ogni singolo albanese. Chi l'ha compresa in questo senso, ne ha dato una cattiva interpretazione - chiedo scusa a chi l'ha fatta.

La deliberazione concerne in realtà un primo stanziamento, che avevamo ritenuto di dover fare per porre all'attenzione del Consiglio e dell'opinione pubblica il problema, che allora non era drammatico come oggi. La decisione di stanziare i 300 milioni, al momento non ha avuto ancora alcun seguito, perché dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ci è stato confermato che l'unico concreto intervento della Regione può essere quello dell'ospitalità.

Infatti la Conferenza Stato-Regioni, sollecitata dal Ministro per gli Affari regionali e dalla Protezione civile, ha approvato un piano di ospitalità e di distribuzione sul territorio del profughi albanesi. Tale piano, che prevede l'assegnazione per la Valle d'Aosta di novantacinque albanesi, sarà applicato a partire dal 15 maggio prossimo venturo. Perciò abbiamo attivato la Presidenza della Giunta, la Protezione civile e l'Assessorato alla Sanità e Assistenza sociale, per la predisposizione di un piano di ospitalità mediante l'utilizzazione di immobili di proprietà regionale e comunale i Consiglieri sapranno certamente che al riguardo esiste un apposito elenco, di questo genere di strutture.

Questo piano ha lo scopo di distribuire gli Albanesi sul territorio, in modo da evitare l'impatto che si verificherebbe qualora fossero concentrati tutti e novantacinque in un solo punto.

La distribuzione dovrebbe avvenire nei Comuni ove esistono sedi di forze dell'ordine oppure nei Comuni limitrofi, tenendo anche conto delle esigenze di carattere sanitario e scolastico. Allo stato attuale, non sappiamo ancora che tipo di Albanesi verranno in Valle d'Aosta: nuclei familiari, giovani, vecchi, professionisti, operai, agricoltori..., tutte informazioni che ci preme avere, insieme ad altre, da parte del Governo.

Fino a questo momento, il Governo non ha ancora deciso quale competenza o quale ipotesi giuridica esiste a fianco o al di sopra dei questi Albanesi, cioè se devono essere considerati dei profughi, delle persone che chiedono asilo politico o se sono da considerare degli immigrati, perché in funzione della loro definizione giuridica conseguono applicazioni di leggi diverse e valutazioni diverse a loro favore o sfavore.

Mentre prosegue il lavoro del gruppo che sta predisponendo il piano, i nostri funzionari stanno facendo pressioni presso il Ministero; che sono state reiterate anche in occasione della Conferenza Stato-Regioni; perché l'assegnazione di profughi sia di numero inferiore, in quanto abbiamo sempre ritenuto, come ho già avuto modo di dire in Consiglio, che il numero di novantacinque, stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, sia eccessivo per la nostra Regione.

Il Governo ha fatto sapere che le spese relative all'ospitalità degli Albanesi dovrebbero essere, uso il condizionale per correttezza, ma ci è stato detto "saranno", a totale carico del Ministero della Protezione civile. Su questo aspetto stiamo insistendo, così come insistono le altre Regioni,

A questo punto dobbiamo sapere dal Governo - questo purtroppo non dipende da noi - quello che vi ho già detto poc'anzi, la durata dell'ospitalità e quale sarà l'assunzione degli oneri a carico di un fondo speciale governativo, che verrà appositamente istituito.

L'unica certezza è che i Prefetti della Repubblica hanno la possibilità di dare o di imporre a quelle persone, la residenza e l'immediata iscrizione nelle liste di collocamento. Queste sono le disposizioni che abbiamo avuto.

D'altra parte, abbiamo scritto a tutti i Comuni per conoscere le loro ipotesi di lavoro, ma devo dire che, a parte uno o due Comuni, le risposte sono state tutte negative. Se c'è della solidarietà o della fratellanza umana, tutti devono darne prova.

Quasi tutti i Comuni hanno ritenuto di non dover prestare la loro collaborazione, giustificandola con l'assenza di spazio, di possibilità... Per carità, sono tutte cose vere. Dal canto suo la Regione ha proprietà ad Aosta ed in vari altri Comuni dove poter dislocare gli Albanesi, che noi ci auguriamo siano raggruppati in nuclei familiari, per poterli sistemare più facilmente.

Dopo avere parlato con alcuni Sindaci, devo confessare che a parole tutti si sono dimostrati molto sensibili al problema, molto aperti alla solidarietà umana ed alla fratellanza, ma quando si è chiesto loro di vedere se c'era la possibilità di avviare, insieme alla Regione, un discorso più concreto, mi sono trovato di fronte a delle risposte molto vaghe, sfuggenti o "poco concrete" come dice il Consigliere Faval.

Credo comunque che la questione della distribuzione degli Albanesi sul territorio valdostano debba essere esaminata con estrema cautela, anche perché le conseguenze dell'inserimento di persone estranee alla nostra cultura ed al nostro modo di essere deve avvenire nella forma meno traumatica possibile e tenendo conto che nei Comuni interessati o in quelli limitrofi, ci debbono essere delle strutture pubbliche di pronto intervento delle forze dell'ordine e dell'assistenza sanitaria.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

Voyat (UV): Credo che a questo punto, più che parlare di solidarietà, si dovrebbe parlare di organizzazione, perché noi stiamo parlando di una delibera che prevede un certo intervento.

Il Presidente ci dice che non sappiamo ancora quale sarà l'assortimento di Albanesi che verrà in Valle d'Aosta (famiglie, giovani, vecchi, adulti, esperti in qualche mestiere...), ma io ritengo che dovremmo essere noi a proporre i tipi di Albanesi che dovremmo accogliere, ovviamente quelli che saremmo in grado di ospitare.

Si è accennato, ad esempio, ai nuclei familiari. Benissimo, ma io credo che toccherebbe a noi proporre che in Valle d'Aosta siano appunto inviati dei nuclei familiari.

Io credo che questa delibera dovrebbe essere accompagnata anche da programmi diversificati, che ci permettano di affrontare il problema al momento opportuno. Tali programmi, ad esempio, dovrebbero prevedere che cosa si farà qualora ci venissero assegnate delle famiglie. Saranno assegnate ad altre famiglie?...

(...Interruzione del Presidente Bondaz...)

...ma non mi sembra che siamo pronti, perché non si sa ancora in quali locali saranno ospitati, che cosa si farà fare loro, se verranno organizzati dei corsi professionali, a quali Comuni saranno assegnati o a quali organizzazioni...

Io ritengo che dovremmo essere noi a proporre un nostro specifico programma, sulla base del quale indicare le esigenze che saremmo in grado di soddisfare.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV): Deux remarques à ce qu'on vient d'apprendre à propos de l'organisation. La première est que, selon moi, il n'y aura pas, de la part de l'Etat, des interventions financières suffisant à soutenir les frais de cette présence. Je crois qu'on peut l'affirmer dès aujourd'hui et qu'on parlera à nouveau de ce même problème, car il y aura d'autres interventions financières.

La deuxième remarque concerne le fait, que je viens d'apprendre, qu'il y a des locaux de l'Administration régionale disponibles pour les familles. Je voudrais rappeler qu'à Aoste il y a le problème des expulsés, des "sfrattati". Alors, je voudrais savoir avec quelle logique on veut travailler, compte tenu de la liste qui existe, par exemple, à la Commune d'Aoste, pour ce qui est des expulsés.

Je voudrais une réponse à ce sujet, vu que j'ai appris qu'on est déjà à même de donner une réponse, pour ce qui est du logement: où sont les locaux disponibles pour ces personnes? Il y a sans doute des magasins disponibles, mais je voudrais rappeler que même l'Administration régionale loue, depuis des années, des locaux qui étaient utilisés, jusqu'à il y a quelques années, comme habitations. C'est l'un des aspects qui ont empiré la situation, par exemple, dans la ville d'Aoste.

Je viens d'apprendre, par contre, qu'il n'y a pas de problèmes pour les familles des Albanais, parce qu'il y a les locaux disponibles. Je voudrais savoir où. J'attends une réponse pour comprendre quelle sera l'indication.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Il Presidente della Giunta ha detto che tutto è pronto. Il 15 maggio è una scadenza molto ravvicinata, perché cade nella prossima settimana, ma non mi sembra di aver colto nella risposta del Presidente della Giunta delle indicazioni precise rispetto al piano di ospitalità. Vorrei sapere esattamente qual è la struttura regionale che si occupa di organizzare l'accoglienza degli Albanesi, mi piacerebbe sapere quali organismi sono stati investiti ed in che modo.

Vorrei sapere, ad esempio, in che misura è stata coinvolta la Caritas, che pure ha già avviato autonomamente delle iniziative di accoglienza; e di ospitalità, le altre associazioni di volontariato che hanno manifestato la loro disponibilità e le parrocchie, che in molti casi hanno dimostrato la loro disponibilità; quali riunioni sono state fatte ed in che modo sono state verificate le disponibilità esistenti sul territorio valdostano.

Io credo che ospitare novantacinque Albanesi, in una situazione drammatica come quella che ha visto affluire ben 25.000 profughi, sia perfettamente alla portata della nostra Regione. Non possiamo tirarci indietro, anche perché, se tutti facessero così, non avrebbe alcun senso parlare di solidarietà.

Bisogna attivare delle strutture, mettere in moto delle iniziative concrete ed avere dei tempi certi sugli interventi. Qui si dice che dal 15 maggio dovrà trovare attuazione il principio di solidarietà e che per quella data dovremo essere pronti. A me pare però di non aver colto indicazioni precise in tal senso.

Noi voteremo a favore della delibera, perché riteniamo giusto lo stanziamento, anche se di per sé non risolve nessun problema. Ci auguriamo però di sentire, dagli ulteriori interventi del Presidente della Giunta, indicazioni più precise sul da farsi.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

Gremmo (UAP): Intervengo telegraficamente per rimotivare con maggior convinzione il mio voto favorevole, perché mi fanno vomitare le strumentalizzazioni, anche personali, che qualche volta caratterizzano il niente di certi personaggi squalificati, non solo in Piemonte ed in Valle d'Aosta, ma anche a livello europeo, di quelli cioè che firmano strani appelli anche molto discutibili dal punto di vista giuridico, che concernono i Baschi; ma questo non c'entra.

Visto che ha richiamato anche le sue funzioni prefettizie, vorrei chiedere una cortesia al Presidente della Giunta. Le tipografie numerano i manifesti che stampano e registrano sulle bolle di consegna il numero dei manifesti consegnati. Anche il Movimento Autonomista Piemontese ha avuto dalla tipografia un certo numero di manifesti, che poi ha fatto affiggere; io penso che si tutelerà nel caso siano stati sottratti dei manifesti e quindi farà un'azione legale per furto.

Ora, siccome ho visto circolare in aula una copia di quel manifesto, di dubbia provenienza, chiamerei il Presidente a testimone del fatto che, qualora si arrivasse poi, come si dovrà arrivare, ad un contenzioso legale per stabilire la provenienza, ipoteticamente furtiva, di quel manifesto, e lo inviterei a testimoniare che oggi è stata presente una copia di quel manifesto, che non si sa bene da dove sia provenuta e come.

Il Movimento Autonomista Piemontese è già povero, ma se gli portano via anche quella poca carta che ha, rischia francamente di correre seri rischi. Grazie.

Presidente: Ha chiesto la parola il Vicepresidente Stévenin; ne ha facoltà.

Stévenin (UV): Il Consiglio non è chiamato a stabilire chi faccia più vomitare, ma credo che la popolazione Valdostana e quella Piemontese lo sappiano benissimo.

Questo manifesto mi è stato consegnato da un ex militante del partito o del movimento piemontese, non so come chiamarlo, del Consigliere Gremmo, uno dei tanti che lo hanno abbandonato e che hanno deciso di cercare altre strade che rappresentino e tutelino meglio le minoranze in Piemonte.

Era mio dovere evidenziare in questo Consiglio la contraddizione che esiste in quel personaggio, perché questo manifesto è stato divulgato in migliaia di copie in tutto il Piemonte, tant'è che lo si trova affisso in tutte le vallate ed è firmato, appunto, dal Consigliere regionale Gremmo.

Poiché voglio che tutti vi rendiate conto, vi invito a notare che non c'è scritto: "Consigliere regionale della Valle d'Aosta", ma: "Union Piemonteisa... il Segretario Consigliere regionale Roberto Gremmo". Qui ci sarebbe da disquisire per delle ore, ma, proprio perché il comportamento di quel personaggio è così abnorme ed inqualificabile, non è necessario fare altri commenti.

Noi, come Gruppo dell'Union Valdôtaine, esprimiamo il nostro voto favorevole alla delibera, anche se riteniamo che la somma prevista non consentirà neppure di fronteggiare le prime esigenze dei rifugiati che giungeranno in Valle d'Aosta. Noi riteniamo nostro dovere esprimere la solidarietà, ma invitiamo il Governo regionale a predisporre tutte le iniziative necessarie per accogliere i rifugiati nella nostra Regione.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Ho chiesto la parola per dire che la maggioranza voterà a favore di questa proposta e per fornire due risposte.

Preciso innanzitutto che di questo problema si occupano il Capo di Gabinetto ed il capo della Protezione civile, che hanno già indetto diverse riunioni ed hanno attivato, ai fini di una possibile collaborazione, la Caritas, la Croce Rossa ed altre strutture che solitamente danno una mano in questi frangenti.

Non sono state ancora individuate le strutture, non perché non le si siano potute individuare, ma perché, prima di decidere qualcosa in merito alle localizzazioni, vogliamo sapere quali albanesi verranno in Valle d'Aosta...

(...Interruzione del Consigliere Riccarand...)

...c'è un elenco di strutture pubbliche di proprietà della Regione, che non ho qui con me, ma che ti potrò far avere.

A titolo d'esempio posso dire che a Cogne c'è un albergo, di proprietà della Regione, che potrebbe ospitare una trentina di persone. Con questo non voglio dire che trenta Albanesi andranno a Cogne, ma solo far sapere che a Cogne c'è quella struttura...

(...Interruzione...)

... Ruffier lo sa, perché gliel'ho già detto...

(...Interruzione...)

... Sì, se riusciamo a togliere quel certo terreno, forse arriverà anche il trenino...

Ci sono quindi delle strutture regionali, con necessità di maggiore o minore sistemazione, dove poter sistemare gli Albanesi.

Il 15 maggio è un termine indicativo, ma non perentorio, anzi probabilmente slitterà, nel senso che entro quella data ci faranno sapere quali saranno esattamente le persone che giungeranno in Valle, ma il loro vero arrivo avverrà molto probabilmente a giugno. Questo significa che potremo disporre anche di un certo lasso di tempo, che purtroppo non dipenderà da noi, per esaminare meglio certi problemi e finire di sistemare certe strutture.

Gli sfrattati di Aosta, cui ha fatto riferimento il Consigliere Rollandin, sono certamente un problema tragico, anzi a volte mi capita di dire tragicomico. Sono state infatti indette varie riunioni per trovare delle aree dove sistemare gli sfrattati, ma devo confessare ancora una volta, e con mio grande dispiacere, che i Comuni si sono rivelati molto poco sensibili a questo problema, anzi, se possono, dicono: "Mi sta bene questo problema, però..." e questo lo si sente dire quasi tutti i giorni.

Il Comune di Aosta ha la necessità di individuare delle aree idonee attuando un intervento sul piano regolatore, ma ho l'impressione che vi si frappongano delle difficoltà di ordine burocratico.

In ogni caso il problema degli sfrattati non può essere risolto solo dalla Regione, la quale può dare i mezzi finanziari, ma le aree sulle quali devono nascere determinate strutture, sono di esclusiva competenza dei Comuni, i quali, a mio giudizio, specialmente quelli della cintura di Aosta, sono molto poco sensibili al problema. Mi spiace dire queste cose, ma, visto che ci sono tirato per i capelli, le dico per precisare la realtà dei fatti.

Cercheremo di fare di tutto perché i Comuni cambino idea e trovino delle soluzioni diverse e che lo stesso Comune di Aosta si attivi in modo efficace per individuare le aree in cui intervenire. Abbiamo già dichiarato ai Comuni la disponibilità della Regione ad andare incontro alle loro esigenze, a patto che ci diano la possibilità di farlo in modo concreto e non aleatorio, chiedendoci cinquanta milioni una volta, sesanta milioni una seconda e 200 una terza solo per provvedimenti-tampone, che non servono a niente, perché risolvono il problema per quindici giorni o per tre o quattro mesi, ma non oltre.

Oggi, come sicuramente i Consiglieri sanno, gli sfratti con scadenza al 30 giugno, sono stati prorogati al mese di luglio, per consentire la ricerca di ulteriori soluzioni. Ci siamo incontrati varie volte con i Comuni, i quali però, hanno continuato a fare orecchie da mercante. Tutti i Comuni hanno fatto e fanno orecchie da mercante.

Quando ci si trova di fronte a problemi così gravi e si cerca di avviarne concretamente la soluzione, ci sentiamo dire: "Sì, però noi abbiamo già qui... C'è stata un'immigrazione pazzesca da Aosta sul nostro Comune limitrofo... Come facciamo, visto che abbiamo delle esigenze...?".

Certamente questi problemi non devono essere risolti solo dai Comuni limitrofi di Aosta, che forse sono quelli più interessati, ma anche dal Comune di Aosta. Non è una questione politica, ma si tratta solo di trovare delle aree sulle quali poter costruire delle case. Questa necessità l'abbiamo detta, ripetuta e scritta, ma i Comuni ci hanno opposto un silenzio tombale.

Credo quindi che il problema dovrà essere risolto dalla Regione in modo diverso, magari surrogando o coprendo certe competenze dei Comuni, altrimenti la questione degli sfrattati, specialmente nell'area di Aosta, diventerà sempre più drammatica.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV): Je crois que le fait de vouloir clairement donner toute la responsabilité aux Communes, c'est une attitude qui ne tient absolument pas à la réalité...

(...interruption...)

...C'est toute autre chose. Le rapport des Communes qui ont...

(...interruption...)

...Sans doute, mais il faut voir ce qui a été demandé aux Communes, car si on ne connaît pas les caractéristiques des familles, on ne sait pas s'il s'agit de travailleurs et avec quelles spécialisations, quelle requête peut-on présenter aux Communes?

(...interruption...)

...On ne sait pas encore, en tant que Région, quelle est l'exigence et on dit qu'on ne peut pas mettre à disposition les structures, parce qu'on ne connaît pas les caractéristiques des Albanais, mais on demande aux Communes de dire quelle est leur disponibilité. C'est évident qu'on n'a aucune possibilité d'avoir des réponses.

A propos de l'autre problème, celui des expulsés, il est évident qu'on ne pourra pas le résoudre avec de nouveaux bâtiments. On peut le résoudre seulement en reprenant les structures existantes, en prenant en considération enfin les centres historiques et tous les logements qui ne sont pas utilisés. Je crois que, au contraire, reprendre le problème, en disant simplement aux Communes d'essayer de mettre à disposition de nouvelles surfaces, c'est ridicule, ce n'est pas l'adresse sur laquelle on veut insister.

Je crois que, dans ce sens, on demandera de reprendre un dialogue avec les Communes, pour voir quelle est l'attitude à avoir face à un problème qui se pose d'une façon dramatique, et je ne vois pas le côté tragi-comique, je vois seulement le côté dramatique, pour toute une série de familles. Par contre, on apprend qu'on a la disponibilité pour accueillir toutes les familles des Albanais. Ce qui nous surprend et en effet nous avons très clairement entendu qu'au contraire il n'y a rien du tout.

Si on veut résoudre le problème en utilisant les hôtels qu'on peut acheter et ceux qu'on a déjà achetés, c'est, à mon avis, une solution qui n'est pas seulement transitoire, mais qui va avoir un impact négatif sur l'ensemble des disponibilités des Communes et surtout sur l'utilisation future de ces personnes dans le monde du travail. Je ne connais pas la réponse des Syndics concernés, mais je crois qu'ils auront des problèmes à être d'accord avec une prise de position de ce genre.

Par conséquent, ce qu'on veut remarquer, c'est que tout en votant pour ces 300 millions, on sait déjà aujourd'hui que cet argent ne sera pas suffisant et surtout qu'il ne résoudra pas le problème de l'accueil des Albanais.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Credo che quando si parla in Consiglio non si debba mai essere in malafede, cercando di modificare le parole che sono state dette.

Io non ho accusato i Comuni, ma ho solo detto che, tra le altre cose, abbiamo chiesto ai Comuni di farci sapere se vi erano delle strutture pubbliche, regionali o comunali, come è previsto dal decreto, da poter eventualmente utilizzare e dove poter inserire, esclusivamente dal punto di vista teorico e solo per averne un quadro generale, degli Albanesi.

Se poi si vogliono travisare le mie parole per quanto attiene alla questione degli sfrattati, io torno a dire che, se ci saranno da utilizzare gli alberghi, utilizzeremo anche quelli, senza alcuna preoccupazione, proprio perché speriamo e ci auguriamo che l'inserimento degli Albanesi in Valle d'Aosta sia temporaneo. Ben diverso, invece, è il problema delle famiglie di sfrattati, che è di carattere definitivo e non precario come quello degli Albanesi.

Mi si viene poi a dire che i 300 milioni non saranno sufficienti, quando l'avevamo già detto noi fin dall'inizio, anzi ci auguriamo che i 300 milioni o i tre o i cinque miliardi che probabilmente spenderemo, dico delle cifre a caso, ci siano rimborsati dallo Stato, perché questa...

(...Interruzione...)

... Può darsi, ma noi ce l'auguriamo, perché a questa richiesta di tutte le Presidenze di Giunta, lo Stato ha risposto positivamente. Speriamo che venga fatta un'apposita legge. Ciò lo verificheremo in futuro, ma per ora cerchiamo di non cambiare le carte in tavola, perché non siamo qui per prenderci in giro: il problema degli Albanesi è un problema di carattere temporaneo, mentre quello degli sfrattati è di carattere definitivo.

Torno a dire che i Comuni sono poco sensibili al problema di inserire nei loro piani regolatori, delle aree da adibire all'edilizia popolare. Questo lo ridico perché l'ho già detto in faccia a loro e non mi faccio nessuno scrupolo al riguardo.

Bisogna che tutti i Comuni e tutti i Sindaci si mettano in testa che questi problemi vanno risolti dalla collettività, dalla Regione in primo luogo e poi anche dai Comuni, perché anch'essi hanno delle competenze che devono rispettare e far rispettare...

(...Interruzione del Consigliere Voyat...)

... appunto, territoriali.

Presidente: Colleghi Consiglieri, se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 2725.

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 2602 in data 15 marzo 1991: Esecuzione in economia diretta e approvazione di spesa, dei lavori di sistemazioni varie dell'area interessante il nuovo terminal-bus di Via Carrel in Comune di Aosta.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori pubblici, Martin; ne ha facoltà.

Martin (ADP): Questa deliberazione concerne alcuni lavori che sono necessari per rendere completamente agibile, soprattutto ai pullman, il parcheggio di via Carrel e per riasfaltare l'omonima via.

Due giorni fa, quindi dopo che questa delibera era già stata assunta, abbiamo ricevuto una richiesta dall'Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, che, sulla base di una relazione pervenutagli dalla Motorizzazione Civile, ci chiedeva ulteriori modifiche rispetto a quelle già previste, per poter dotare il parcheggio di tutta la strumentazione necessaria al trasferimento in quella sede dell'autostazione dei pullman.

E' per questo che presento all'attenzione del Consiglio un emendamento che sostanzialmente modifica la deliberazione, elevando a centoventi milioni gli ottanta della parte spesa. I quaranta milioni in più derivano appunto dalla necessità di dotare la struttura di un sistema semaforico, comandato dalla biglietteria, per rendere più sicure le manovre degli autobus, evitando che gli stessi vengano a contatto con le autovetture che escono dal parcheggio.

Questa è una delle modifiche richieste ultimamente dalla Motorizzazione Civile, evase le quali il parcheggio dovrebbe essere agibile anche ai pullman che attualmente fanno capo a Piazza Narbonne.

Presidente: Ha chiesto la parola il consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Il nostro Gruppo si asterrà dal votare questa deliberazione, perché ci sembra incredibile che quest'opera non sia mai conclusa e che ogni due o tre mesi si ripresenti la necessità di fare nuove ed ulteriori opere, che rinviano l'apertura dell'impianto, già molto discutibile per la sua localizzazione, ma che adesso deve pure essere messo in funzione.

Nella deliberazione assunta dalla Giunta il 15 marzo, già si facevano presenti le richieste della Motorizzazione Civile e del Ministero dei Trasporti, per cui non capisco come mai adesso viene avanzata questa ulteriore richiesta, che comporta un nuovo aumento della spesa. Questa struttura è costata molto cara all'Amministrazione e vi sono state gravissime carenze nella sua progettazione, che probabilmente si manifesteranno in modo più evidente quando entrerà in funzione e che continueranno a far lievitare le spese.

Poiché, a nostro parere, questo metodo di fare è estremamente negativo, noi ci asteniamo dal votare questa deliberazione.

Presidente: Se nessuno chiede la parola pongo in votazione l'emendamento proposto dall'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti.

Esito della votazione:

Presenti: 28

Votanti: 27

Favorevoli: 27

Astenuti: 1 (Riccarand)

Il Consiglio approva

Se nessuno chiede la parola, pongo ora in votazione la ratifica della deliberazione n. 2602 emendata.

Esito della votazione:

Presenti: 28

Votanti: 27

Favorevoli: 27

Astenuti: 1 (Riccarand)

Il Consiglio approva

Si dà atto che la deliberazione è ratificata con i sottoriportati emendamenti:

Al primo punto delle premesse, dopo il 2° alinea, è aggiunto il seguente 3° alinea:

- un sistema semaforico comandato dalla biglietteria del terminal tale che gli autobus in manovra non possano assolutamente entrare in contrasto fra loro e con le autovetture che escono dal parcheggio.

Il terzo punto delle premesse è sostituito dal seguente:

Informa che la spesa presunta per l'esecuzione dei lavori suddetti ammonta a lire. 120 milioni oltre all'IVA, così suddivisa:

- scarifica

lire. 15 milioni

- binder

lire. 11 milioni

- tappeto di usura additivato con polimeri di sintesi elastomerici

lire. 27 milioni

- segnaletica e sistemazioni varie

lire. 20 milioni

- sistema semaforico

lire. 40 milioni

- imprevisti

lire. 7 milioni

-------------

TOTALE

lire. 120 milioni

Nel quarto punto delle premesse, la cifra "80.000.000" è sostituita dalla cifra "120 milioni".

Il punto 2) della parte deliberativa è sostituito dal seguente:

2) di approvare ed impegnare la spesa di lire. 142.800.000 (centoquarantaduemilioniottocentomila) IVA 19 per cento compresa, da imputare al Capitolo 51300 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1991 ("Spese per opere stradali di interesse regionale"), che offre la necessaria disponibilità.

Oggetto n. 2563 in data 15 marzo 1991: Esecuzione, in economia diretta, di interventi intesi alla conservazione ed all'incremento del patrimonio boschivo in diverse località del territorio regionale. Approvazione ed impegno di un primo stanziamento di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): En Commission nous avons déjà approuvé cette proposition, donc notre vote sera favorable, mais nous aurions besoin d'un renseignement que, lors de la réunion de la Commission, le vicedirigeant, fonctionnaire à l'Assessorat de l'Agriculture, monsieur Verthuy, n'a pas pu donner, puisqu'il s'agit d'un problème qui dépasse la compétence du Service et qui revient par contre à l'Assesseur.

Par cette délibération, on approuve le programme d'intervention pour la conservation et le développement des forêts. Il s'agit d'une délibération ordinaire que le Conseil adopte chaque année, mais ici on va approuver un programme d'oeuvres dans, à peu près, toutes les Communes valdôtaines, programme dont le montant s'élève à presque sept milliards; six milliards et 850 millions. Or, si je ne me trompe pas, sur le chapitre 38940 et sur les autres chapitres concernant la sylviculture, il n'y a pas à disposition cette somme, mais je crois uniquement environ cinq milliards.

La question est la suivante: est-ce qu'on pense d'approuver un programme et ne pas le réaliser complètement ou bien l'on pense de pourvoir à repérer la différence de l'argent qui manque actuellement, dans le budget de l'Assessorat? Dans la première hypothèse, de quelle façon sera fait le choix des travaux qui devront être écartés pour manque d'argent?

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Il programma è stato stilato globalmente e prevede interventi in sessantacinque comuni, mentre la spesa di questa delibera ammonta a tre miliardi, perché occorre vedere se riusciremo effettivamente a spendere cinque miliardi. E' del tutto inutile infatti aggiungere altri soldi, se prima non siamo sicuri di poter spendere i cinque miliardi già presenti nel capitolo.

In questo momento sono attivati sessanta cantieri. Solo se, d'accordo con gli uffici competenti, si prevederà di completare il programma degli interventi, che ammonta a 6.850.000.000 di lire, si stanzieranno altri fondi con una modifica in sede di assestamento di bilancio, proprio per evitare che vadano in avanzo di amministrazione.

Mi pare infatti che non sia corretto neanche dal punto di vista amministrativo stanziare tutti i soldi, correndo il rischio di non poterli spendere. Se saremo in grado di realizzare tutti i lavori previsti, troveremo anche tutti i soldi necessari.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Il me semble que la réponse est un peu contradictoire, parce qu'on dit que d'un côté l'on engage trois milliards - il est vrai que l'on n'engage jamais la somme totale - et il y en a encore deux à disposition, mais on nous fait approuver un programme qui n'est pas de trois milliards, qui ne concerne même pas les cinque milliards qui sont à disposition du Service, mais de six milliards et 850 millions. Ici on donne l'illusion aux Communes que, une fois le programme approuvé, tous les travaux seront faits.

La demande que je me posais, dans la première hypothèse, et je crois que la réponse porte à cette première hypothèse, concernait le critère de choix des travaux, puisque on ne les fait pas tous. Quels sont les travaux qui seront réellement effectués parmi ceux qui sont mentionnés dans ce programme? C'est cela qui m'intéresse, puisque l'Assesseur a pratiquement avoué qu'on ne les fera pas tous. Alors, j'aimerais savoir laquelle de ces oeuvres sera écartée.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Credo che il Consigliere Perrin, che per parecchio tempo è stato Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, sappia che a questa domanda non può essere data risposta, perché non ci è possibile indicare fin da ora i lavori da scartare.

Io non so cosa sia accaduto in passato, ma gli addetti agli uffici competenti mi hanno detto che nessuno ha mai fatto previsioni di questo genere, per cui non so se il Consigliere Perrin, che è stato Assessore per parecchio tempo, sia mai stato in grado di indicare fin dal mese di maggio quale cantiere tenere aperto.

Pertanto, se vogliamo essere seri, ora dobbiamo limitarci ad indicare i criteri di priorità, che nell'ordine sono: lotta fitosanitaria, rimboschimento, cure colturali e lotta agli incendi.

E' chiaro che se quest'anno avremo la fortuna di non avere neanche un incendio, non potremo certamente spendere tutti i 6.850.000.000, che comprendono anche la lotta contro gli incendi.

Consigliere Perrin, se proprio insisti, posso anche togliere dall'elenco dieci cantieri a caso, ma non è serio procedere così; chiederò eventualmente agli uffici competenti per vedere se nel mese di maggio tu ti comportavi già in questo modo, scegliendo a caso i cantieri da tenere aperti o da chiudere.

Per il momento credo di poter ribadire solo i criteri di priorità, sulla base dei quali vengono effettuati i vari interventi: lotta fitosanitaria e rimboschimento, che devono essere fatti in primavera e non in piena estate, poi le cure colturali e la lotta contro gli incendi.

Può anche darsi che, a causa del cattivo tempo, non si riesca a fare tutto, ma sicuramente non verranno fatte ulteriori assunzioni oltre a quelle già previste l'anno scorso, per cui è ancora troppo presto perché io possa indicare con serietà e cognizione di causa, se un certo lavoro potrà essere fatto o meno.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Vraiment pour être sérieux, auparavant on avait l'habitude d'agir de façon différente...

(...interruption de l'Assesseur Lanièce...)

...Non, monsieur l'Assesseur, puisque pendant six années j'ai porté ces délibérations au Conseil et on peut aller les trouver.

Le Service prédisposait un programme d'oeuvre qui était un programme idéal - si nous voulons l'appeler ainsi - qu'on savait déjà qu'on n'aurait pas pu réaliser complètement parce que cela dépendait de l'argent, des conditions atmosphériques, de la possibilité de trouver des ouvriers, d'un tas d'autres questions, mais on n'approuvait pas officiellement ce programme, par Conseil. C'était un programme interne. Au Conseil on portait l'engagement de la dépense pour ce programme interne aux Services de la sylviculture. On ne disait pas au Conseil, quelles oeuvres auraient été faites dans sioxante-quinze Communes ou dans quatorze ou dans sioxante-quatorze Communes.

Cette année on approuve un programme qui contient toute la série des oeuvres et donc, évidemment, on agit de façon différente par rapport au passé; ce qui peut être un bien, si nous voulons, mais on donne aux Communes certains espoirs qui, après, risquent de ne pas être réalisés. C'est sur cela que j'ai voulu poser l'attention, sur le fait d'approuver officiellement un programme que nous savons déjà maintenant, d'après les paroles de l'Assesseur même, qu'il ne pourra pas être réalisé et à l'intérieur duquel il faudra faire des choix...

(...interruption de l'Assesseur Lanièce...)

"Può anche darsi". Nous savons qu'en ce moment manque l'argent nécessaire pour compléter toutes ces oeuvres. L'Assesseur a dit qu'une modification du bilan pourra peut-être pourvoir l'argent. S'il y aura des conditions favorables, on le fera, autrement non.

Je crois qu'on devra, à l'intérieur de ce programme, obligatoirement faire des choix, mais on met les Communes dans l'attente, dans l'espoir d'avoir des travaux qui après ne seront pas réalisés.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 2563.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 2601 in data 15 marzo 1991: Approvazione di perizia suppletiva e di variante - Concessione di proroga del termine dei lavori - Approvazione ed impegno di spesa ed approvazione di nuovi prezzi, relativi ai lavori di costruzione di un capannone industriale in località Montiglieri in Comune di Pont-Saint-Martin.

Presidente: L'oggetto è già stato annunciato diverse volte ed il Vicepresidente Bich, che aveva chiesto di parlare, ha fatto sapere alla Presidenza che rinuncia all'intervento.

Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 2601.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 2874 in data 22 marzo 1991: Approvazione di perizia suppletiva e di variante, di nuovi prezzi e concessione di proroga relativi ai lavori di ristrutturazione dell'ex casa littoria da adibire a sede dell'Assessorato dell'Industria e Commercio - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 2874.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 2884 in data 22 marzo 1991: Approvazione del progetto e appalto, a licitazione privata, dei lavori di sistemazione dell'area di proprietà regionale sita in località Lillaz, del Comune di Saint-Marcel - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Je voudrais uniquement connaître de la part de monsieur l'Assesseur si, parmi ces travaux, on prévoit aussi l'éclairage qui avait été demandé pour l'entrée et le parcours, jusqu'à la maison qui est confiée aux apiculteurs.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori pubblici, Martin; ne ha facoltà.

Martin (ADP): Posso dire che l'appalto comprende il progetto nel suo complesso e quindi mi pare che sia compresa anche l'illuminazione. Molto onestamente però devo che non ne sono molto sicuro.

Qui leggo: "Il piazzale è completato da tre pali di illuminazione completi di ogni accessorio...", dovrebbe esserci anche l'illuminazione, comunque il progetto presentato è completo e l'appalto è inerente a tutto il progetto che è stato presentato.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 2884;

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità

Passiamo all'oggetto n. 3299, perché il n. 3231 comporta la votazione segreta.

Oggetto n. 3299 in data 5 aprile 1991: Concessione di un contributo di lire 3.000.000 all'agenzia Flight 85, nelle spese sostenute per l'organizzazione del "Gran Gala del Monte Bianco" svoltosi a Pila il 9 e 10 marzo 1991 - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3299.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3300 in data 5 aprile 1991: Concessione di un contributo di lire 5.000.000 allo Sci Club Gressoney Monte Rosa, nelle spese previste per l'organizzazione del "Trofeo B. Welf-M. Rial", gara nazionale di sci alpinismo, in programma il 25 aprile 1991 - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3300.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3303 in data 5 aprile 1991: Concessione di un contributo straordinario di lire 24.850.000 al comitato valdostano Fisi/Asiva, nelle spese previste per l'organizzazione dell'8° Grand Prix Conseil régional de la Vallée d'Aoste, in programma a Gressoney-La-Trinité il 14 aprile 1991 - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3303.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3304 in data 5 aprile 1991: Concessione di un contributo di lire 5.000.000 allo Sci Club Valpelline, nelle spese previste per l'organizzazione del "Trofeo A. Bozzetti", gara di sci alpinismo, in programma il 28 aprile 1991 - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3304.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3313 in data 5 aprile 1991: Concessione al Consiglio di istituto dell'Istituto Magistrale "L. Binel" di Verrès, di un finanziamento straordinario di lire 14.000.000 per l'effettuazione di un soggiorno di studio all'estero - Approvazione e liquidazione di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3313.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3333 in data 5 aprile 1991: Modalità di intervento della Regione per i soggiorni estivi, marini e montani, durante l'anno 1991, presso colonie private - Approvazione di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV): Je voudrais demander un éclaircissement et poser une question quant à la rédaction de cette délibération.

L'éclaircissement se rapporte aux prix des séjours à la mer. On passe de 530.000, 510.000 lire à un 1 million 350.000 de lires. Je voudrais connaître quelles sont les raisons de cette disparité qui me paraît énorme.

La question concerne le titre de la délibération: "Modalités d'intervention de la Région pour les séjours en d'été, à la montagne. ou à la mer, au cours de l'année 1991, auprès de colonies privées de vacances". En lisant la délibération, les modalités d'intervention ne sont pas citées. On se limite à dire que la Région interviendra avec une subvention. Je veux donc, connaître ces modalités, parce que affirmer simplement que la subvention sera attribuée en fonction des conditions socio-économiques des familles et du montant du coût du séjour, ne peut être présenté comme modalité d'intervention. Dans d'autres occasions, un tableau avec des barèmes et l'indication des chiffres nous a été présenté.

Si l'on choisit le séjour à 1.350.000 par rapport au séjour à 510.000, les modalités d'intervention et d'attribution de subvention doivent être commes préalablement, elle sont indispensables et nécessaires. Je demande donc à l'Assesseur de nous fournir une réponse, ou de représenter cette délibération avec les barèmes, les indications nécessaires et les modalités intervention.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assesistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC): Vorrei precisare che questa deliberazione è identica a quelle presentate negli anni precedenti in tema di colonie estive. Noi abbiamo praticamente ricalcato quello che è stato fatto in passato: si riporta l'elenco degli enti privati di gestione di colonie disposti ad accogliere i bambini mandati dalla Regione e si chiede a tali enti di indicare la retta da loro richiesta, l'età dei bambini ed i periodi in cui sono disposti ad ospitarli.

La differenza tra le rette dipende dal fatto che ogni ente ha una propria retta: c'è chi chiede 460.000 lire pro-capite e chi ne chiede 1.350.000.

Per quanto concerne le modalità, noi riteniamo che il Consiglio debba tener conto della situazione socio-economica delle famiglie, tant'è vero che l'Assessorato predisporrà un'apposita griglia ed elargirà i contributi in misura uguale per tutti, tenendo anche conto del reddito delle famiglie e del numero di figli che devono andare in colonia.

Farò avere al Consigliere Viérin e a tutto il Consiglio il criterio seguito negli altri anni, così si potrà vedere che anche quest'anno si segue la stessa prassi.

I bambini che vanno al mare con questi enti sono circa 250-300...

(...interruzione...)

... sì sì, ma queste condizioni, in funzione anche della durata del soggiorno, sono poste dagli enti che accettano di accogliere i bambini. Sta poi a noi decidere se mandare o meno i nostri bambini.

Oggi noi comunichiamo al Consiglio quali sono questi enti e gli chiediamo di indicarci le modalità, di dirci se ritiene valido il criterio del reddito familiare e di stanziare i 300 milioni. Al pagamento si provvederà successivamente, con un'apposita delibera per ogni ente, dalla quale si vedrà evincere quanto sarà stato pagato e quanti bambini saranno stati ospitati.

Comunque se volete conoscere il sistema di calcolo o la griglia, come è chiamata presso gli uffici dell'Assessorato, ve lo faremo pervenire, in modo che ne siate informati per tempo, anche se ci tengo a precisare che i criteri rispettano gli usi e le consuetudini degli anni precedenti.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin; ne ha facoltà.

Viérin (UV): Le problème de fond est celui de connaître les modalités d'attribution des subventions. Les propositions de délibération présentées par d'autres Assessorats, en plus de l'indication du critère général, ont également une grille d'application. Affirmer simplement, d'une façon générique, que la subvention sera accordée en fonction de la condition socio-économique du requérant, c'est une simple affirmation de principe. On devrait donc nous soumettre aussi la traduction pratique de ce principe.

De ce point de vue, je ne comprends pas comment nous pouvons approuver cette délibération et que l'Assesseur nous dise de l'approuver, en nous faisant savoir par la suite de quelle façon les subventions seront accordés. Il aurait mieux été de présenter, avec la délibération, la grille application.

Je demande donc à l'Assesseur, de renvoier la délibération au prochain Conseil, afin de pouvoir exprimer un avis mieux médité.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC): Non posso ritirare la delibera, perché stiamo ormai per decidere se mandare o meno i nostri ragazzi in colonia. In ogni caso farò pervenire al Consigliere Viérin ed a tutti i membri del Consiglio la griglia sulla base della quale verranno fatte le valutazioni dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza sociale.

Presidente: Se nessuno chiede la parola pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3333.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3381 in data 5 aprile 1991: Esecuzione di un lavoro aereo per l'intervento antiparassitario contro la Lymantria Monacha, in varie zone boscate della Regione - Appalto a trattativa privata - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): J'aurais besoin cependant, monsieur le Président, de la présence de l'Assesseur à l'Agriculture, Forêts et Environnement

Presidente: Scusate, ma io non vedo qui sotto.... Assessore Lanièce, stiamo esaminando l'oggetto 3381.

Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Tout en déclarant notre vote favorable à cette délibération, nous aurions besoin de quelques petits éclaircissements.

Avant tout, je ne sais pas si monsieur l'Assesseur peut nous donner une vision un peu plus nette de la situation actuelle des forêts, par rapport à l'infestation de ce parasite; dans la négative, je le prierai de fournir des informations successivement, même au prochain Conseil, s'il l'estime bien.

Le problème est un autre. Dans la délibération on ne comprend pas si le produit, qui sera aspergé dans les forêts d'Aoste, Aymavilles, Villeneuve, Arvier, Morgex et Pré-St.-Didier, est un produit biologique (le baltucide, bacillo turingensis ou autres) ou bien un produit chimique. J'aimerais avoir ce renseignement de la part de monsieur l'Assesseur.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Anch'io vorrei porre la questione già sollevata dal Consigliere Perrin.

Faccio osservare innanzitutto, che in questa deliberazione non è specificato il prodotto che si usa, come invece si faceva in passato, quando si ricorreva al Bacillus turingensis. Da segnalazioni che mi sono pervenute, sembra che recentemente si siano scelti prodotti non biologici.

Siccome le infestazioni di Lymantria Monacha sono state debellate un po' dappertutto, anche con una certa facilità, con l'utilizzo del Bacillus turingensis, vorrei sapere se tale prodotto viene ancora utilizzato, se lo si è cambiato ed eventualmente per quale motivo.

Visto inoltre che gli anni passano, ma la situazione non si risolve, anche perché, stando a questa delibera, pare di capire che ci sia ancora una vasta zona colpita dalla Lymantria Monacha, vorrei sapere se questo intervento è supportato da una supervisione scientifica, da chi è svolta, qual è il controllo sugli interventi effettuati in passato e su quelli in atto e quali sono gli strumenti di analisi.

Infine, poiché qui si parla di una trattativa privata per l'esecuzione del lavoro aereo, vorrei sapere a quale società ci si è rivolti e si è svolta la trattativa, per la diffusione del prodotto per debellare la Lymantria Monacha.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Non ricordo i nomi dei prodotti usati, ma mi riservo di informarmi e di riferirne quanto prima al Consiglio. Non so quindi se sia il caso di ritardare di qualche minuto la ratifica di questa delibera.

Il controllo scientifico della lotta contro la Lymantria Monacha viene attuato con la collaborazione dell'IPLA di Torino, che è un istituto specializzato. Chi sostiene che altrove la Lymantria Monacha è stata debellata gioca un po' d'azzardo, perché dai vari incontri a livello nazionale ed internazionale, è emerso chiaramente che nessuno è ancora riuscito a debellarla e quindi il problema sussiste tuttora.

Speriamo che qui da noi ci possa essere qualche miglioramento, grazie anche alla prima vera stagione invernale che abbiamo avuto dopo tre o quattro anni e che dovrebbe aiutare le piante a difendersi naturalmente contro la Lymantria Monacha.

Come ho già detto, vado ad informarmi e fra qualche minuto darò il nome della ditta appaltatrice e del prodotto usato.

Presidente: La ratifica della deliberazione n. 3381 viene rinviata a dopo che l'Assessore avrà fornito le indicazioni richieste.

Oggetto n. 3506 in data 12 aprile 1991: Concessione di un contributo straordinario di lire 3.800.000 alla U.s. Charvensod-Gagliardi, a copertura delle spese di viaggio per una trasferta a Eindoven (Olanda) - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3506.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3583 in data 12 aprile 1991: Concessione di un contributo alla Cooperativa Latte e Fontina della Valle d'Aosta nelle spese per un'indagine sugli alpeggi - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Vallet; ne ha facoltà.

/

Vallet (UV): J'ai vu que, sur cet argument, on avait chargé, avec délibération du 21 décembre 1990, la société Arco-Edil d'Induno Olona, de rédiger l'étude en question.

Avec une autre délibération, la Junte a révoqué la précédente délibération et je vois maintenant que, pour la même étude, on a chargé la Coopérative des producteurs de lait et fontine...

Presidente: Un attimo, Consigliere Vallet....

Vada pure avanti, Consigliere Vallet.

Vallet (UV): Je ne sais pas si l'Assesseur a saisi la première partie de mon intervention...

Je disais que j'ai vu, à propos de l'attribution d'une contribution à la Coopérative lait et fontine pour l'étude des conditions de nos alpages, que la Junte avait chargé, en date 21 décembre 1990, la société Arco-edil d'Induno Olona pour le même travail. Cette dernière délibération avait ensuite été révoquée.

Je pense avoir compris qu'on avait chargé la société de réaliser une étude qui, on s'est aperçu, a déjà été réalisé par la Coopérative des producteurs de lait et fontine. Je crois avoir compris aussi que l'étude est déjà réalisée. Si cela correspond au vrai, je demanderais d'avoir une copie de l'enquête.

Président: Le Conseiller Riccarand a demandé la parole; il en a la faculté.

Riccarand (VA): Questa deliberazione non è molto chiara, perché si parla di una richiesta della Cooperativa latte e fontina "tendente ad ottenere un contributo nelle spese sostenute per la realizzazione di una indagine negli alpeggi".

Di solito, quando c'è bisogno di un contributo regionale, la richiesta viene presentata all'inizio, cioè prima di fare l'indagine, mentre in questo caso, da quello che capisco, la richiesta è stata presentata ad indagine già fatta o in fase conclusiva.

Chiedo quindi perché questa richiesta non è stata presentata prima dell'avvio dell'indagine e perché, se si tratta di una iniziativa autonoma della Cooperativa latte e fontina, dovrebbe essere pagata dall'Amministrazione regionale.

Vorrei poi sapere se l'Amministrazione regionale aveva bisogno di questa indagine o era un'esigenza della Cooperativa latte e fontina.

Vorrei anche sapere chi, per conto della Cooperativa latte e fontina, ha svolto materialmente l'indagine, per determinare se si tratti di persona, società o ente qualificato oppure se si tratti di un lavoro interno alla Cooperativa.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Ora quello studio è ultimato e ne farò avere una copia alla III Commissione e ai Consiglieri che la desiderano.

L'indagine è stata svolta da tre funzionari, uno della Cooperativa fontine, uno del Consorzio fontine ed uno del Servizio Satessa dell'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, che si sono recati in ogni singolo alpeggio, l'hanno fotografato e censito, e quindi hanno steso una relazione sullo stato di conservazione degli alpeggi. Si tratta di un censimento che non era mai stato fatto in precedenza, ma di cui si sentiva il bisogno, per programmare eventuali interventi.

La delibera cui è stato fatto cenno serviva per elaborazione dei dati raccolti, cioè per inserirli in un dischetto onde poterli riprodurre con facilità. La ditta era la stessa di prima, cui, per accelerare i tempi, l'incarico era già stato commissionato dalla Cooperativa, per cui noi abbiamo provveduto a ritirare la delibera, mentre adesso diamo un contributo alla Cooperativa che ha fatto fronte alle spese.

Le spese di accertamento sono rimaste a carico di ciascuno dei tre enti, quindi i diciasette milioni servono solo per l'elaborazione dei dati.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Nous aimerions connaître de quelle façon est sortie cette somme de dix-sept millions, parce que cette enquête, qui a débuté pendant l'été 1989, avait été conduite non seulement par le personnel de la Coopérative des producteurs de lait et fontine, mais aussi par le personnel régional.

Ce qui nous étonne c'est qu'il y ait un montant si élevé, parce que, si toute l'enquête avait été menée uniquement par le Consortium, elle serait pleinement justifiable. Je sais, par exemple, que le corps forestier, très souvent a mis à la disposition ses voitures pour monter dans les alpages, là où les voitures ordinaires ne peuvent pas monter. Il y a donc toute une série de frais qui n'ont pas été à la charge de la Coopérative.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Non è disattento solo l'Assessore Lanièce, perché qualche volta lo è anche il Consigliere Perrin.

Ho appena detto che i diciassette milioni si riferiscono alle spese per l'elaborazione dei dati raccolti, non a quelle del censimento, che sono rimaste a carico di ciascuno dei tre enti che hanno concorso al censimento (Satessa, Cooperativa fontine e Consorzio fontine), provvedendo alle proprie spese per accertamenti, viaggi, pasti...

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3583.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3641 in data 12 aprile 1991: Concessione di un contributo alla Cooperativa "Via Antica Zecca a r.l." di Aosta, per l'organizzazione di un soggiorno marino per soggetti adulti in situazione di disagio, durante l'estate 1991 - Approvazione e finanziamento della spesa di lire 9.800.000.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

Voyat (UV): Evidemment nous sommes d'accord sur cette délibération. Je voudrais seulement savoir, vu qu'on parle de "dieci persone adulte in situazione di disagio sociale", quel type de personnes seront concernées: des handicapés physiques ou des handicapés mentaux.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC): Sono persone handicappate, per lo più malate di mente.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3641.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3665 in data 12 aprile 1991: Esecuzione in economia diretta, mediante contratto di cottimo fiduciario, da parte dell'impresa Val Asfalti di Aosta, dei lavori di rifacimento del manto di copertura del tetto della palazzina uffici data in locazione alla Società Saiform S.P.A. in Comune di Arnad - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV): Non lo sai?... Ecco, va bene. Grazie. Risolto il problema.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3665.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3667 in data 12 aprile 1991: Esecuzione in economia diretta, dei lavori di adeguamento degli impianti di ascensori, installati presso gli stabili di proprietà regionale secondo le disposizioni di cui al D.M. 587/87 e alla legge 46/90 - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3667.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3673 in data 12 aprile 1991: Esecuzione, in economia diretta, dei lavori di sistemazione strada comunale di Glereyaz e area interessata alla "Rencontre Valdôtaine 1991" in Comune di Châtillon - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3673.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 3857 in data 19 aprile 1991: Interventi d'urgenza per la sistemazione ed il ripristino delle piste forestali denominate "Charvaz", in Comune di La Salle e "Champurney", in Comune di Arnad. Aggiudicazione dei lavori a trattativa privata alle ditte Alpe Scavi di Mellè A. & C. snc, di La Salle e alla ditta VERDI Alpi, srl, di Verrès - (articoli 66, 69, 70 del regolamento 25 maggio 1985, n. 350 - articolo 325 della legge 28 marzo 1965, n. 2248 al. F). Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

Andrione (UV): Je voulais demander: qu'est-ce que c'est que cette piste Champurney, dans la Commune d'Arnad? Parce qu'il y a quelques châtaigniers, mais parler de piste forestière, il me paraît un peu exagéré. Il y a surtout des rocs.

Presidente: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Si ni tratta di una cosa nuova, ma di interventi su una pista già esistente...

(...Interruzione del Consigliere Andrione...)

... Sì, è denominata "pista forestale". Si tratta comunque di interventi urgenti assegnati a trattativa privata.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3857.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Astenuti: 1 (Riccarand)

Il Consiglio approva

Presidente: Facciamo un passo indietro e torniamo di nuovo alla delibera n. 3381.

Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente naturale, Lanièce; ne ha facoltà.

Lanièce (DC): Voglio informare il Consiglio che il prodotto usato nella lotta contro la Lymantria Monacha è lo stesso degli anni scorsi, cioè il "Bacillus turingensis".

L'appalto non è ancora stato fatto perché solo due o tre ditte sono in grado di fare quell'intervento, per cui verranno invitate tutte e tre e si effettuerà ad un piccolo appalto.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Pour ce qui concerne les sociétés qui devront être invitées, je demande à l'Assesseur de faire attention, parce que nous avions eu une méprise dans le passé. On avait invité une société, dont je pourrais faire en privé le nom, qui avait gagné l'appel d'offre et qui après, utilisait des hélicoptère qui ne lui appartenaient pas. Je pourrais faire ensuite, à monsieur l'Assesseur, le nom de cette société.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la ratifica della deliberazione n. 3381.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 2728 in data 15 marzo 1991: Nomina dei componenti del gruppo tecnico-scientifico, avente compiti di collaborazione con la commissione incaricata di predisporre una indagine preliminare, ad uno studio di fattibilità per la salvaguardia ambientale del comprensorio del Monte Bianco.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Vallet; ne ha facoltà.

Vallet (UV): Je voudrais faire quelques remarques à propos de cette délibération.

La première pourrait paraître formelle, mais en réalité, elle ne l'est pas et concerne la forme employée pour convoquer la réunion même. Personnellement, j'ai vu le télégramme de convocation le soir, quand je suis rentré chez moi, après avoir participé à la réunion. J'ai participé à la réunion parce qu'un fonctionnaire de la Présidence de la Junte, m'a appelé téléphoniquement. Pour la même raison n'ont pas pu participer à la réunion les deux parlementaires qui font partie de la Commission.

Je me suis trouvé donc à participer à cette réunion sans connaître l'ordre du jour qui n'était pas de moindre importance, car il fallait faire les noms des experts qui auraient dû composer la Commission technique, qui devrait travailler à côté de la Commission politique, que ce même Conseil avait nommée. On a prétexté l'urgence, parce qu'on avait pris l'engagement de produire l'étude pour le mois d'octobre de cette année.

Cela dit, je voudrais poser une question au Président de la Junte. Au cours de la même réunion, j'avais demandé que la Commission technique, avant de commencer ses travaux, puisse faire une réunion avec la Commission, appelons-la, politique, si vous voulez, pour voir ensemble quelles devaient être les adresses à donner à cette étude.

J'ai appris par la presse, que le même comité a déjà fait des réunions. Je voudrais demander, au Président de la Junte, si cela est vrai et si quelqu'un a donné des adresses à cette commission. Si cela ne correspond pas au vrai, je m'en réjouis. Je demanderais tout de même de tenir compte de cette exigence de ma part, et j'avais compris que même les autres composants la Commission partageaient mon avis; de faire une réunion préliminaire des deux Commissions, avant que le comité technique puisse commencer les travaux.

Président: Le Conseiller Louvin a demandé la parole; il en a la faculté.

Louvin (UV): Quand le Président du Gouvernement aura bien terminé de téléphoner.

Président: La parole est au Conseiller Louvin.

Louvin (UV): Je vous remercie monsieur le Président. C'est pour quelques remarques qui concernent l'historique de cette délibération, tel qu'il est d'ailleurs rappelé brièvement dans les prémisses de l'acte en question.

Nous avions délibéré, dans ce Conseil, le 19 septembre dernier, de constituer une Commission chargée de recherches préliminaires pour l'étude de faisabilité, au sujet du Mont-Blanc. Là, nous avions établi, unanimement, à l'intérieur de ce Conseil, que la Commission puisse se valoir d'un groupe de travail technique et scientifique, dont la composition serait proposée par la Commission elle-même au Conseil régional. Nous avions donc, d'une façon suffisamment claire, établi les modalités de constitution de cette Commission.

J'insiste sur le fait que nous avions écrit: "...la cui composizione sarà proposta", parce que cela a un sens très précis. La Commission devait faire une proposition quant à la qualité de ses composants, au nombre du groupe technique et scientifique que nous avions l'intention de constituer comme outil, comme instrument dont la Commission pouvait se servir. En lisant cette délibération, nous nous apercevons que la procédure a été complètement bouleversée.

On a pourvu à la constitution de ce groupe technique, sans entendre ce Conseil au sujet de la composition du groupe, sans le consulter et on vient, aujourd'hui, nous dire que l'on a assumé de par l'urgence les pouvoirs de ce Conseil et qu'on soumet à sa ratification une élection qui a déjà eu lieu, il y a deux mois.

Or, permettez-moi, monsieur le Président, de vous dire que cette procédure est inacceptable, par rapport aux engagements que nous avions pris dans ce Conseil. Ce n'étaient pas des engagements qui étaient pris, rien que pour une bonne entente avec l'opposition, puisque vous aviez présenté vous-même, c'est-à-dire le Gouvernement, des propositions dans ce sens et elles avaient été concordées avec l'opposition.

Venir aujourd'hui nous demander la ratification d'un choix qui a déjà été fait ailleurs, non seulement par rapport à la composition, mais également par rapport à la nomination de ces personnes et nous demander de juger uniquement de l'urgence de ces nominations, il nous paraît tout à fait anormal. Nous ne pouvons pas accepter qu'un engagement établi clairement, par une délibération du Conseil, soit complètement bouleversé par un Gouvernement, je voudrais vous le rappeler, qui a fait de la centralité du Conseil, qui a fait de la primauté de ce Conseil le leitmotiv de ses onze mois de vie.

C'est pour cette raison ainsi que pour celles qui ont été exprimées, avant moi, par le collègue Vallet, que nous estimons que le comportement tenu par le Gouvernement régional est tout à fait négatif et doit être censuré de la part de ce Conseil.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Non ricordo quale Consigliere tempo fa ha detto che in quest'aula qualcuno avrebbe dovuto essere chiamato "dottor sottile", ma in ogni caso lo ringrazio. Non so se si riferiva ad un suo collega di Gruppo o a qualcun altro; se però non si riferiva al suo collega di Gruppo, significa che ci sono due "dottor sottile".

Quando poi si dice che questa maggioranza e questo governo regionale non vanno bene, si dicono cose trite e ritrite, che non danno più fastidio a nessuno, né a noi, né alla gente, che ormai è abituata a sentirsi dire che questa maggioranza cade, anche se poi non cade mai.

Tornando all'argomento in oggetto, tengo a precisare che è stata indetta una riunione della Commissione politica, che probabilmente ha dovuto superare le difficoltà cui ha fatto cenno il Consigliere Vallet, delle quali mi scuso, insieme alla fretta ed all'urgenza con cui è stata convocata; devo confessare che non era assolutamente possibile che i Consiglieri potessero essere messi a conoscenza dell'ordine del giorno, specie su un problema di questo genere, che aveva raccolto l'adesione compatta del Consiglio regionale.

In quella riunione vennero fatte delle proposte e furono designati dei nominativi da inserire nel comitato tecnico-scientifico, tant'è ch'io feci delle proposte, ma, se ricordo bene, anche il Consigliere Riccarand propose, da parte sua, di inserirvi una certa persona. La Commissione politica non ebbe nulla da ridire ed accettò.

Riferendomi al Consigliere Louvin, devo ritenere probabile ch'egli non abbia letto bene la delibera, perché il comitato tecnico-scientifico è collaborativo della Commissione politica, alla quale, per decisione del Consiglio, spettano tutte le decisioni di merito, come è stabilito nel secondo capoverso della delibera, dove si specifica che la composizione del comitato tecnico-scientifico deve essere proposta "dalla Commissione stessa al Consiglio regionale"....

(...Interruzione...)

...dalla Commissione politica...

(...Interruzione...)

... no, scusami, non abbiamo fatto nessuna nomina, perché portiamo la deliberazione alla ratifica del Consiglio per ragioni d'urgenza, tant'è che la Commissione politica sarà riconvocata, anzi è in fase di riconvocazione, perché riteniamo opportuno inserire altri elementi, e le chiederemo se è d'accordo o meno.

Che poi si sia scelta la procedura della ratifica, piuttosto che avanzare una proposta direttamente in sede di Consiglio, è comunque una proposta fatta al Consiglio. Chiedo scusa, Consigliere Louvin, la cosa le può piacere o meno, ma si tratta comunque di una proposta al Consiglio.

Il Comitato tecnico-scientifico, fino al momento in cui stiamo parlando, non ha ricevuto input di alcun genere, proprio per le ragioni citate dal Consigliere Vallet, perché li dovrà ricevere dalla Commissione politica.

Mi scuso di non saper dare una risposta sulla possibilità o meno che il Comitato tecnico-scientifico abbia già fatto una riunione a questo riguardo, probabilmente si saranno già incontrati almeno per conoscersi, ma sarà comunque la Commissione politica a dover dare gli input a questo Comitato e si tratterà di quegli stessi input di cui abbiamo parlato in quella riunione, alla quale ho fatto riferimento e nel corso della quale noi abbiamo fatto questa proposta.

Mi dispiace se quella proposta non è gradita al Consigliere Louvin, ma la circostanza mi lascia del tutto indifferente e non certo imbarazzato.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Louvin; ne ha facoltà.

Louvin (UV): Franchement, j'ai du mal à comprendre. Quelle est l'urgence d'avoir nommé, il y a deux mois, un comité, si jusqu'à ces jours, comme vous le dites, on ne lui a pas encore donné les "inputs" pour travailler? Alors, qu'est-ce qu'ils ont fait, entre temps, ces messieurs et ces dames qui font partie de la Commission? Mais cela passe.

Ce qui me trouve en complet désaccord, monsieur le Président, c'est une simple question. Nous avions demandé que la Commission puisse se valoir "di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, la cui composizione sarà proposta dalla Commissione al Consiglio". Vous venez ici en ayant déjà prévu cela dans la délibération, monsieur le Président. "Delibera di nominare quali componenti del gruppo tecnico-scientifico"...

(...interruption...)

...Je vous remercie pour votre aimable attention et pour le sens de la démocratie dont vous faites état en ce moment.

"Delibera di nominare quali componenti del gruppo tecnico-scientifico". Le paquet est fait, vous n'avez qu'à dire oui. Non, nous disons: non. Parce que c'est inacceptable que l'on décide, dans ce Conseil, de faire faire une proposition à une Commission, pour délibérer la composition d'une Commission, et de voir que vous venez ici, deux mois après, avec la Commission déjà composée, en nous disant simplement qu'il y avait l'urgence et vous n'avez rien fait entre temps.

Cela est totalement inacceptable et nous ne pourrons, par conséquent, nullement donner notre approbation à ce comportement que nous voulons censurer, non pas d'un point de vue juridique, ce n'est pas question de subtilité et il est parfaitement inutile que vous continuiez à évoquer des qualités qui ne m'appartiennent pas; nous sommes ici pour censurer du point de vue politique le comportement du Gouvernement.

Il aurait été très simple de venir ici, devant nous, nous dire qu'il y avait l'urgence de commencer à faire ce travail. Nous comprenons bien que nous avions concordé d'une autre façon, mais maintenant les choses sont faites puisqu'il y a l'urgence de déposer un dossier. Nous l'aurions compris et nous aurions pu le partager. Venir nous demander de ratifier cela et prétendre d'avoir encore raison sur les procédures et sur les modalités qui ont été suivies, cela nous paraît totalement inacceptable et j'annonce, d'ores et déjà, que notre Groupe votera contre cette délibération.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Prendo atto che il Gruppo dell'Union Valdôtaine non è d'accordo su questo piano di piano di prefattibilità di cui stiamo discutendo.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Il en aura évidemment d'autres qui lèveront la main ensuite.

Je crois que c'est inacceptable de la part du Président du Gouvernement que l'on fasse certaines affirmations. Ce n'est pas parce qu'on vient demander des explications sur des délibérations, qu'on peut dire que l'Union Valdôtaine est contraire à certaines choses.

Je crois que l'Union Valdôtaine a eu, dans le passé, une attention au territoire peut-être majeure que d'autres forces politiques. Il y en a eu qui nous donnent des leçons et nous les acceptons, mais certainement pas de la part de l'actuel Président du Gouvernement régional. Le fait que l'on veuille appliquer des délibérations du Conseil, ne signifie pas que l'on est contraire à autre chose.

Nous sommes pour une Vallée d'Aoste qui ait des aires naturelles protégées et dans ce sens l'Union Valdôtaine a oeuvré pour qu'il y ait une loi sur les aires naturelles protégées. Ce n'est pas le fruit de cette majorité, parce que le projet de loi existait déjà auparavant. Nous sommes pour une protection du Mont-Blanc qui soit attentive des intérêts des trois pays concernés, Vallée d'Aoste, Valais et Savoie, mais nous n'acceptons pas certaines leçons de votre part, monsieur le Président.

Président: Le Conseiller Vallet a demandé la parole; il en a la faculté.

Vallet (UV): Je ne peux que réitérer les affirmations du Conseiller Perrin, en disant que l'interprétation que monsieur le Président de la Junte donne à la pensée de l'Union Valdôtaine, est tout à fait arbitraire.

Je veux revenir un instant à la première réunion de la Commission. Monsieur le Président de la Junte est arrivé à cette réunion avec une liste de noms. Il y a des Conseillers qui sont plus près d'autres à ce problème, comme monsieur Riccarand qui avait une proposition à faire, que la Commission, à vrai dire, a acceptée de bon gré. Maintenant, le Président me dit que ce groupe de travail a l'exigence d'être encore renforcé par d'autres présences et m'annonce une convocation de la Commission, qui devra prendre acte des suggestions, des propositions d'ultérieurs techniciens.

Ce que je voudrais dire en ce Conseil, pour éviter de le dire dans la Commission, qui doit travailler sur le projet de protection du massif du Mont-Blanc et pour éviter de quereller sur des questions de procédure et d'interprétation, je voudrais que le Président de la Junte ait bien clair ceci, c'est que la Commission chargée de l'étude de la protection du Mont-Blanc, n'est pas une Commission faite pour ratifier les décisions du Président et de ce Gouvernement. Que ce soit clair et que ce soit dit au Conseil.

Président: Le Conseiller Rollandin a demandé la parole; il en a la faculté.

Rollandin (UV): S'il y avait encore l'exigence d'avoir un exemple de mauvaise foi, je crois qu'on l'a eu. On a demandé de respecter une délibération du Conseil, on a démontré... Je crois que le Président du Conseil, qui a bonne mémoire, sait combien de fois il s'est levé pour dire: où est l'urgence? Quelles sont les raisons à la base d'un choix de la part de la Junte qui dépasse ses compétences? Je crois que le cas est éclatant.

Mais la chose la plus étonnante, c'est qu'on a entendu dire que ce comité, jusqu'à présent, n'a rien fait, n'a pas eu d'adresse dans l'attente d'être nommé par le Conseil. Au contraire, aujourd'hui on nous a présenté, en ratification, une délibération de la Junte qui n'a pas des raisons valables et en plus, au moment où on dit que, étant donné que la procédure qui a été suivie et surtout qui a été soutenue jusqu'à aujourd'hui, n'est pas suffisante, n'est pas acceptable, on refuse de voter cette délibération. Ce qui ne signifie pas que les personnes concernées ne peuvent pas être des personnes sérieuses et capables de faire un certain travail. Le problème est un autre.

En plus, on veut soutenir qu'on est contre un certain travail. Ce qui non seulement ne correspond pas au vrai, mais qui est exactement le contraire, étant donné qu'il y avait eu des ententes et qu'il y avait eu déjà des rencontres internationales, justement pour souligner l'exigence que c'étaient les communautés locales qui devaient être concernées, pour un problème de telle envergure. Ceci a été confirmé par les rencontres qui se sont tenues jusqu'aujourd'hui du côté français. Encore aujourd'hui, nous sommes là pour dire que, malheureusement, la procédure qui a été suivie n'est pas correcte et pour réaffirmer qu'on avait, à un moment donné, dit clairement qu'on n'acceptait pas qu'il y ait des déclarations sur le parc du Mont-Blanc faites à Milan ou n'importe où. Il faut qu'il y ait la possibilité de s'exprimer sur ce thème. La Commission et les experts devaient faire un certain type de travail. On n'a jamais dit qu'on est contraire.

Par conséquent, un système, comme celui qui a été employé pour changer la vérité, est inacceptable. Voilà la raison pour laquelle on va insister pour dire qu'on est contraire à cette méthode.

Président: Le Conseiller Viérin a demandé la parole; il en a la faculté.

Viérin (UV): Après la provocation du Président, je pense qu'il est nécessaire, une fois encore, de censurer son comportement et son attitude. Au cours de la matinée, non seulement il nous a offert un spectacle un peu décevant, non seulement il perd les pédales, mais il a également affirmée le tout et le contraire du tout.

Il faut se poser la question de la volonté réelle du Président, de donner application à une décision unanime du Conseil régional. Je me demande, dans quelle direction va cette volonté, quand on lit dans cette délibération: "Si sottolinea l'urgenza di nominare i componenti del gruppo tecnico-scientifico in questione, al fine di avviare al più presto i lavori per la predisposizione dello studio precitato, il cui termine è fissato per il mese di ottobre 1991, secondo gli impegni presi"; et quand, par la suite, on affirme, au Conseil, tout à fait le contraire, en disant: "Oui, nous les avons...", je ne sais pas s'il faut employer le terme "nommés". L'on nous dit encore: "Nous avons pris cette délibération". Mais - attention! - rien n'à été fait. Aucune indication, a été fournie parce qu'il faut attendre la nomination du Conseil. Ou plutôt, la ratification des nominations.

Il s'agit donc, même dans la délibération, d'affirmations fausses et mensongères et d'un exemple de cette lourde ingérence de l'exécutif, sur le législatif. La main-mise, dont on parlait hier à propos des Commissions, se repropose d'une façon encore plus évidente aujourd'hui.

La délibération du Conseil était claire, elle avait je veux le souligner non pas une signification juridico-technique, mais une signification politique, totalement modifiée par l'attitude du Gouvernement. La conséquence est non seulement la non considération de cette assemblée, mais également la création de retards ultérieurs, pour l'activité du comité scientifique et donc sur la possibilité de donner exécution au pouvoir, conféré par ce Conseil.

Nous ne pouvons donc, que censurer encore une fois, ce comportement et cette attitude.

Président: Le Conseiller Andrione a demandé la parole; il en a la faculté.

Andrione (UV): Nous sommes tous d'accord que l'urgence peut être déclarée d'une façon discrétionelle. Je peux trouver urgent ce qui n'est pas urgent pour monsieur Limonet ou pour monsieur Bondaz, mais de présenter une délibération du Gouvernement régional comme urgente, quand on dit, deux mois après, en Conseil régional, qu'elle ne l'est pas, il me semble une contradiction inacceptable, inadmissible.

On prend une délibération d'urgence pour faire tout de suite ce qui doit être fait, avant la première réunion du Conseil, sinon l'urgence n'a aucune signification logique. Alors, au mois de mars, après le dernier Conseil de mars, on prend une délibération d'urgence parce qu'on veut agir avant le Conseil d'avril et mettre en mouvement ce qui est contenu dans la délibération d'urgence.

Ici, au contraire, on arrive et on déclare tout de go, que la délibération n'est pas urgente, mais que simplement elle doit être ratifiée parce que, en réalité, on veut soustraire au débat du Conseil, la nomination des membres de la Commission.

Or, je m'adresse au Président du Conseil, une délibération de ce genre, qui n'est pas urgente, de par déclaration même du Président de la Junte régionale, est-elle proposable au Conseil régional? N'est-elle pas irrecevable par la Présidence du Conseil, parce qu'elle n'est pas urgente?

Président: Le Conseiller Faval a demandé la parole; il en a la faculté.

Faval (UV): Anch'io mi rivolgo al Presidente del Consiglio, perché sono veramente perplesso per quanto accade in quest'aula.

Richiamandomi al verbale della seduta pomeridiana del 19 ottobre 1990 ed in particolare all'oggetto n. 1527/IX, cito testualmente:

"Il Consiglio regionale (soggetto)... propone che:

1. si proceda alla costituzione di una Commissione...

2. la Commissione si avvalga, nell'espletamento delle proprie funzioni, della collaborazione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, la cui composizione, come è stato più volte ribadito dal Consigliere Louvin, sarà proposta dalla Commissione stessa al Consiglio regionale".

E' il Consiglio regionale, quindi, che stabilisce le modalità d'individuazione del gruppo di lavoro e le modalità prevedono appunto che sia il Consiglio regionale a provvedere a tale compito.

Poiché mi pare che sia stato dimostrato in modo sufficientemente chiaro, che siamo in presenza di una sorta di prevaricazione da parte della Giunta regionale nei confronti del Consiglio, chiedo al Presidente del Consiglio di dirci se ritiene corretta questa procedura e, in caso affermativo, di spiegarcene i motivi.

Insistiamo però nella nostra pur modesta interpretazione di questa vicenda e, oltre a ritenere che non esiste alcuna urgenza, appena confermataci del resto da alcuni rappresentanti della Giunta regionale, chiediamo al Presidente del Consiglio di dirci se è corretta la procedura con cui il Governo regionale surroga le competenze che il Consiglio regionale si è attribuito. Grazie.

Dolchi (Presidente del Consiglio): Il primo problema è quello sollevato dal Consigliere Andrione.

Io credo che non competa né al Presidente del Consiglio né all'Ufficio di Presidenza valutare le ragioni della necessità e dell'urgenza. Anche il Consigliere Rollandin ha ricordato che più volte ho avuto occasione in quest'aula, di richiamare l'attenzione sul fatto che lo Statuto prevede due parole "necessità" ed "urgenza", ma mi è sempre stato risposto che questa circostanza era discrezionale, come ha riconosciuto lo stesso Consigliere Andrione.

E' il Consiglio, quindi, che nella sua sovranità deve ratificare la deliberazione o non ratificarla, se non la ritiene necessaria, e neppure urgente. Questa è stata la tesi sempre sostenuta, anche quando il Consigliere d'opposizione Dolchi rivendicava che fosse chiarita la necessità e l'urgenza.

Anche per il problema sollevato dal Consigliere Faval, ritengo di poter dire che il Presidente del Consiglio non possa fare valutazioni di correttezza o di scorrettezza nelle procedure, ma solo di validità o non validità delle stesse. Anche in questo caso non credo che il Presidente del Consiglio non possa sostituirsi alla manifestazione di volontà del Consiglio regionale.

Anche in questo caso l'Ufficio di Presidenza non ha la possibilità di dire se le procedure sono corrette o scorrette, mentre ha la possibilità di dichiararle accettabili o meno. In questo caso non c'è nessuna limitazione, da parte del Regolamento, al fatto che ci sia un atto politico diverso da quello che può essere stato prefigurato.

Questa è una mia interpretazione e, a mio avviso, è sempre e comunque il Consiglio che deve pronunciarsi sulla procedura e sugli atti che vengono compiuti al suo interno e all'interno degli organi preposti alla vita regionale: Giunta, Consiglio e Presidente della Giunta.

Questa è la mia risposta, che, se il Consiglio lo ritiene, può essere ulteriormente approfondita; tuttavia io ritengo che solo il Consiglio possa eventualmente esprimere un giudizio politico, perché queste procedure riguardano anche la vita politico-amministrativa del Consesso.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV): Ringrazio il Presidente del Consiglio per la risposta che mi ha dato, anche se, me lo consenta l'amico Dolchi, mi lascia piuttosto insoddisfatto, perché, se è vero che in definitiva è il Consiglio regionale a dover decidere sempre tutto - è ricorrente la nota frase: "Il Consiglio è sovrano" - è altrettanto vero però che il Presidente del Consiglio è il garante del rispetto delle famose regole del gioco, di cui ieri abbiamo parlato a lungo o perlomeno questa è l'interpretazione che tutti ne hanno dato fino a questo momento.

A noi pare che proprio in questo caso non siano rispettate queste regole, perché il Consiglio, che è depositario - ce lo ha appena ricordato il Presidente Dolchi - delle decisioni finali, aveva espressamente deliberato che la composizione del comitato tecnico-scientifico non spetta alla Giunta, ma alla Commissione, cioè ad un organo del Consiglio, che fa le sue proposte al Consiglio, che poi decide in merito.

La delibera con cui il Consiglio ha stabilito la procedura, non prevede alcuna proposta da parte della Giunta regionale.

Mi pare quindi di poter ribadire che si tratti di una ingerenza abbastanza grave, se non addirittura di una prevaricazione assolutamente inaccettabile, dell'esecutivo nei confronti del legislativo.

Mi rivolgo al Presidente del Consiglio, perché ha una grande esperienza e perché le sue capacità di garantire i diritti dell'Assemblea sono apprezzate da tutti..

Dolchi (Presidente del Consiglio): Ricordando all'amico Faval che prima si è parlato di correttezza o di scorrettezza, vorrei anche precisare che la Presidenza del Consiglio non ha alcuna possibilità di esprimere giudizi di correttezza o di scorrettezza. La Presidenza del Consiglio, sempre in applicazione del Regolamento, può semmai accettare o meno provvedimenti che sono di competenza del Consiglio o promuoverne l'esame da parte del Consiglio.

In questo caso, la Giunta ha adottato un provvedimento e lo ha passato al Consiglio per la ratifica. La Presidenza del Consiglio non può far altro che sottoporlo all'esame del Consiglio.

Sia poi il Consiglio a dire se lo stesso Consiglio doveva essere direttamente interpellato dalla Commissione ed a reagire...

Andrione (UV): Lo aveva già detto in precedenza.

Dolchi (Presidente del Consiglio): Si, ma lo ridica adesso, in sede di ratifica, dichiarando: "Tocca a noi e non alla Giunta", così lo esaminiamo come tale".

Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Nous prenons acte que le Président du Conseil ne peut pas déclarer, au point de vue technique, s'il y a eu "grave scorrettezza" ou non. Reste le fait qu'au point de vue politique cette "grave scorrettezza" existe et nous devons la dénoncer.

Il y a ici prévarication, de la part de l'exécutif, sur les droits du Conseil; il y a l'ingérence, le contrôle de l'exécutif sur les travaux de ce Conseil, contrairement à tout ce que monsieur le Président du Gouvernement a affirmé en cette dernière année.

Je crois que cela doit être fortement dénoncé à l'opinion publique.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione per scrutinio segreto la ratifica della deliberazione n. 2728.

Votazione a scrutinio segreto

I votazione - nulla

II votazione - nulla

Esito della votazione per schede:

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Il Consiglio approva

Oggetto n. 3231 in data 29 marzo 1991: Sig. Dario Giuseppe Bonino - Nomina ad un posto di consulente giuridico dell'ufficio regionale di urbanistica nell'ambito dell'Assessorato del Turismo, Urbanistica e Beni culturali.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin; ne ha facoltà.

Perrin (UV): Je voudrais avoir, de la part du Président du Gouvernement, un renseignement à l'égard de cette délibération.

Pour permettre à monsieur Bonino de recouvrir cette place, on a effectué le déplacement, qui avait d'ailleurs été accepté, de celui qui avait gagné ce concours. Dans le classement final du concours, il y a un troisième candidat, qui a passé brillamment le concours même.

Je voudrais savoir, de la part du Président, si cette même attitude sera tenue envers ce troisième candidat, monsieur Curto, et donc s'il aura la possibilité, à travers un ultérieur déplacement de monsieur Bonino dans un autre secteur, de pouvoir entrer dans les rôles du personnel de l'Administration régionale.

Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC): Sì, quanto dice il Consigliere Perrin è vero. Comunque ci stiamo muovendo nell'ottica del consiglio della commissione esaminatrice che ci aveva suggerito di sistemare tutte e tre queste persone, che avevano superato brillantemente il concorso. Purtroppo il posto disponibile era uno solo, ma non appena si presenteranno nuove ipotesi di lavoro, credo nei prossimi mesi, troveremo una sistemazione anche per il terzo concorrente, perché credo che l'Amministrazione abbia interesse ad avere alle proprie dipendenze persone che si sono ben qualificate nei concorsi.

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione per scrutinio segreto la ratifica della deliberazione n. 3231.

Votazione a scrutinio segreto

Esito della votazione:

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 25

Contrari: 6

Il Consiglio approva

Presidente: Vi raccomando di essere puntuali per le ore 16,00.

La seduta è tolta.