Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2006 del 22 aprile 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2006/IX Presa d'atto della petizione per l'assunzione di provve-dimenti atti a ridurre il transito dei TIR attraverso la Valle d'Aosta - Approvazione di risoluzione.

Dolchi (Presidente) Si tratta di una petizione presentata in data 7 gennaio 1991 da 451 cittadini di Aosta, la quale, ai sensi dell'articolo del rego­lamento, ha avuto l'accettazione da parte dell'ufficio di Presidenza, e della quale si è reso garante il Consigliere Riccarand.

Agli allegati avete le risposte degli enti e delle autorità che l'ufficio di Presidenza ha ritenuto di dover interessare come istruttoria alla petizione, che oggi il Consiglio è chiamato a di­scutere. Pertanto a me non resta altro che chiedere al Consiglio di vo­lersi pronunciare in merito.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questa petizione è stata sottoscritta da 451 cittadini di Aosta, in prevalenza residenti in Via Parigi, che hanno sollevato, per l'ennesima volta, il problema rappresentato dal sempre più in­tenso traffico di TIR attraverso la nostra Regione e attraverso la città capoluogo. La petizione è stata depositata il 7 gennaio alla Presidenza del Consiglio regionale.

Questa iniziativa si inserisce in una serie di petizioni, provve­dimenti, ordini del giorno, mozioni che ormai si stanno intensi­ficando e che hanno tutti lo stesso obiettivo: quello di ottenere una riduzione del traffico di TIR attraverso la nostra Regione. Ricordo che il Consiglio comunale di Aosta nel 1990 si è espres­so all'unanimità in questo senso con una mozione; ordini del giorno sono stati approvati dal Consiglio comunale di Pont-Saint-Martin; più recentemente il Consiglio comunale di Morgex ha votato un documento che chiede interventi concreti per la riduzione del traffico dei TIR; c'è quindi una preoccupa­zione diffusa all'interno della nostra Regione su quelli che sono gli effetti di questo traffico.

Direi non solo all'interno della nostra Regione, tant'è vero che la comunità montana Dora Baltea Canavesana, già l'anno scorso ha commissionato uno studio sulle conseguenze dell'in­quinamento atmosferico derivante dal traffico intenso lungo l'autostrada, in particolare legato al traffico dei TIR. Quindi si tratta di un problema che coinvolge tutta la nostra Regione ed anche la zona del Canavese che è molto vicina a noi.

Rispetto a questa situazione, il Consiglio regionale nel corso del 1990 si è pronunciato in due occasioni con degli atti significa­tivi: nel mese di luglio è stata approvata una mozione con cui si impegnava la Giunta regionale entro il dicembre 1990 ad in­dividuare e porre in atto dei provvedimenti per arrivare ad una inversione di tendenza rispetto all'aumento del traffico, che ormai si sta verificando da alcuni anni.

Questa impostazione, collegata poi ad un giudizio negativo sulla ipotesi di un raddoppio del tunnel stradale del Monte Bianco, è stata ribadita da un'altra risoluzione approvata dal Consiglio regionale all'unanimità nel mese di ottobre 1990, in occasione della discussione di una petizione di oltre 5000 cit­tadini, relativa al traffico dei TIR.

Il problema vero che oggi ci troviamo a discutere è che, nono­stante queste prese di posizione dei Consigli comunali, nono­stante le votazioni del Consiglio regionale e gli impegni affidati alla Giunta, siamo arrivati all'inizio del 1991 e non solo non c'è stata inversione di tendenza, ma i dati sul traffico dei TIR indi­cano un incremento ancora più alto e preoccupante.

Nei primi mesi del 1991, periodo per il quale abbiamo i dati completi riferiti ai mesi di gennaio, febbraio e marzo, abbiamo avuto un incremento notevole del traffico di camions attraverso il tunnel del Monte Bianco, in particolare nel mese di febbraio c'è stato un aumento del 27 per cento del traffico dei TIR ri­spetto al febbraio 1990. Questo aumento fortissimo è tanto più significativo se lo paragoniamo con quello che sta avvenendo presso altri valichi, ad esempio il valico del Brennero, che pure è un valico trafficatissimo.

Nel valico del Brennero, nel mese di febbraio 1991 rispetto al febbraio 1990 c'è stato un aumento, ma si è trattato di un aumento contenuto nel 3 per cento, mentre noi abbiamo avuto un aumento del 27 per cento. Questa è la realtà, per cui là dove, come avviene ai confini fra l'Italia e l'Austria, al valico del Brennero, esiste una politica delle autorità regionali e statali che mira ad una riduzione del traffico, abbiamo un contenimento e in alcuni mesi anche una riduzione del traffico. In Valle d'Aosta, dove è assente una po­litica di questo genere, abbiamo invece il riversarsi di tutto un tipo di traffico che ormai sta deviando dalle vecchie rotte e sta rivolgendosi verso questo valico del nord-ovest.

Oltretutto, questo continuo aumento del traffico dei TIR attra­verso la nostra Regione, si accompagna con un altro fenomeno, che dobbiamo valutare molto bene, che è la continua diminu­zione del traffico che viene sdoganato all'autoporto di Pollein. Fino ad alcuni anni fa era circa il 20 per cento del traffico che faceva le procedure di sdoganamento, le procedure di paga­mento dell'IVA da importazione all'autoporto di Pollein; adesso le pratiche di sdoganamento e di pagamento dell'IVA si sono ridotte a circa il 10 per cento del traffico di transito dei camions attraverso la nostra Regione. In prospettiva questa percentua­le è destinata a diminuire, anzi sappiamo che per quanto ri­guarda l'IVA da importazione c'è una progressiva diminuzione di questa entrata nella nostra Regione.

Nella petizione che è stata sottoscritta dai cittadini, si indica anche un tipo di intervento concreto che si può attuare; è un intervento relativo alle tariffe praticate al tunnel del Monte Bianco. A noi sembra una indicazione da seguire, perché sicu­ramente abbiamo una possibilità di intervento al tunnel del Monte Bianco molto più di quella che esiste al Brennero, per­ché trattandosi di una galleria in cui bisogna pagare una tarif­fa e in cui sono necessari determinati accorgimenti: distanze, qualità dell'aria, intensità di traffico, velocità, eccetera, c'è uno strumento di controllo che non esiste ad esempio, al valico del Brennero. Quindi questa possibilità di intervento, di uso del tunnel come strumento di limitazione del traffico, secondo noi va usata a partire ancor prima che sull'intervento relativo alle tariffe, sull'intervento relativo alle agevolazioni e agli abbona­menti, ai premi di fedeltà, a tutte quelle incentivazioni che at­tualmente esistono e che rendono facilitato e concorrenziale l'uso del tunnel del Monte Bianco rispetto ad altri valichi.

Riteniamo che questa indicazione contenuta nella petizione vada colta, in questo senso il nostro Gruppo presenta una pro­posta di risoluzione alla votazione del Consiglio, con cui il Consiglio dichiara di condividere le preoccupazioni dei firma­tari della petizione, dichiara di assumere la necessità di una riduzione del transito dei TIR attraverso la nostra Regione co­me un impegno prioritario, e con cui si impegna la Giunta re­gionale a prendere decisioni rapide e concrete per ottenere tale riduzione, agendo in tutte le direzioni, in particolare richieden­do una politica tariffaria al tunnel del Monte Bianco, tale da scoraggiare il transito dei TIR che è divenuto insostenibile per la comunità valdostana.

A noi sembra siano da ribadire, anche in questa occasione, orientamenti già espressi dal Consiglio, ma siano anche da ul­teriormente precisare modalità e termini di intervento per non rimanere nel generico.

Ho visto che nella documentazione allegata alla petizione c'è una risposta da parte del Presidente della Giunta, che rimanda ad un disegno di legge che dovrebbe essere presentato dalla Giunta regionale. In realtà di questo disegno di legge si parla ormai da troppi mesi: è dal mese di ottobre che si dice che verrà presentato un disegno di legge in cui saranno previsti degli strumenti concreti, tali da riuscire ad incidere sui livelli di traffico. Però questo disegno di legge è un po' fantasma, nel senso che passano i mesi, ma non mi risulta che il disegno di legge sia stato presentato e nel frattempo abbiamo un livello di traffico che continua ad aumentare. A noi sembra che ancor meglio e ancor più che attraverso disegni di legge, che preve­dono probabilmente interventi non so di quale genere, ma che non sono sicuramente facilmente realizzabili, ci siano altri strumenti che possono essere usati fin d'ora e che a nostro av­viso vanno usati.

Pertanto, condividendo le preoccupazioni espresse dai firmatari della petizione, proponiamo alla valutazione del Consiglio la ri­soluzione che ho descritto in precedenza.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, Bondaz.

Bondaz (DC) Di questo argomento si è già parlato più volte in Consiglio re­gionale, come ha ricordato il Consigliere Riccarand.

Credo che le preoccupazioni di questi cittadini e le preoccupa­zioni del Consigliere Riccarand siano preoccupazioni di tutto il Consiglio e di molti cittadini valdostani.

Nella risposta che è già agli atti, vi è già una indicazione di quelle che sono le ipotesi di lavoro che riteniamo opportune e possibili, anche se, come ho già ribadito in altre occasioni, vi sono delle difficoltà che sono conseguenti ad una riduzione del traffico dei TIR, perché purtroppo ci troviamo in una direttrice internazionale di grossa rilevanza e la Regione non ha possi­bilità di intervenire per ciò che riguarda la riduzione dei transiti inter­nazionali.

Per quanto riguarda, invece, il problema cui fa riferimento il Consigliere Riccarand, cioè la riduzione delle tariffe a livello della società del Monte Bianco, sono già inserite, nella risposta che è stata data, le motivazioni, per cui creano delle difficoltà. E' pur vero che la Regione è azionaria della società del Monte Bianco, ma rimane pur sempre una partecipazione societaria di piccola rilevanza, e comunque le possibilità tariffarie sono stabilite da quelli che sono gli organi dello Stato. E' altrettanto difficile agire da parte del Presidente della Giunta nelle sue mansioni prefettizie, così come è già stato fatto dai precedenti Presidenti, in quanto non vi è un grosso margine di manovra, direi nessun margine di manovra sulla modificazione di quelle che sono le direttive che dà il Ministero dei Trasporti al riguar­do.

L'unica vera possibilità che secondo noi ha la Regione, indipen­dentemente dal disegno di legge che, come ho già detto la volta scorsa, è di difficilissima definizione ed è in studio da parecchi mesi, è quella di far sì che la nostra Regione sia considerata come un problema di carattere comunitario. Probabilmente è l'unico mezzo che abbiamo per trovare una soluzione a questo problema, al di là delle soluzioni tecniche che in qualche modo vengono definite con la costruzione sia dell'autostrada da una parte, sia con il raccordo della statale 27 dall'altra parte. Soluzioni che indubbiamente non sono definitive, anzi possono essere considerate per certi versi delle soluzioni che possono in­crementare il traffico, anziché ridurlo.

Peraltro il fatto che una buona parte dei transiti sia sotto gal­leria, prevede la possibilità di eliminare certi tipi di inquina­mento sia sonori che atmosferici.

Francamente altre cose da aggiungere al Consigliere Riccarand non ne avrei, salvo dire che valutiamo con estrema preoccupa­zione questo problema e ne siamo particolarmente sensibili. Credo che al di là delle petizioni e delle ipotesi di lavoro che ho detto poc'anzi, poco ci sia da fare.

Per quanto riguarda la risoluzione che è stata presentata dal Consigliere Riccarand, non ho difficoltà ad accettarla proprio in quella ottica di cui parlavo precedentemente, salvo che non è così vero che ci sia stata una riduzione di quell'importo, come ha detto, sugli sdoganamenti che vengono fatti a livello di au­toporto, perché l'ordine di grandezza è intorno al 18 per cento. E' pur sempre minimo, di questo gliene do atto, rispetto al transito globale. Sarei disponibile ad accettare questa risolu­zione, proprio perché il problema è di tutti e lo sentiamo in modo particolare. Se si potesse sostituire nella parte "impegna", in luogo di "richiedendo una politica tariffaria al tunnel del Monte Bianco", "esaminando una politica tariffaria al tunnel del Monte Bianco". Forse vogliono dire quasi la stessa cosa, ma se chiedessimo una cosa del genere alla società del Monte Bianco, la società ci risponderebbe "picche" - se mi pas­sate l'espressione - mentre se chiediamo la possibilità di un esame globale del problema, forse con la società riusciamo a definire qualcosa.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Artigianato e Trasporti, Mafrica.

Mafrica (PCI-PDS) Credo che il problema del passaggio dei TIR, dell'inquina­mento, del disagio per le popolazioni, sia uno dei problemi fon­damentali di questa Regione e che gli sforzi per risolverlo deb­bano essere fatti in tutte le direzioni. Confermo quindi l'opi­nione del Presidente della Giunta che ci sia sensibilità per questo tema.

Esiste anche una reale difficoltà nell'individuare i modi di so­luzione. Il disegno di legge di cui si parla esiste, non è fanto­matico; è un disegno di legge però predisposto dal punto di vi­sta tecnico, che incontra problemi per le compatibilità legislati­ve nazionali e internazionali. L'argomento dovrà essere rivisto forse avvalendosi oltre che della collaborazione positiva dei nostri uffici, anche della competenza di qualche esperto di politica dei trasporti a livello comunitario. Non credo che si riesca soltanto con un normale impegno a trovare solu­zioni adeguate, probabilmente ne occorrerebbe uno straordi­nario.

Per quanto riguarda la politica tariffaria, mi pare che la pro­posta del Presidente della Giunta, di esaminare la possibilità di una politica tariffaria, sia una strada da seguire per ribadire l'impegno in questa direzione, però senza avere affermazioni che poi concretamente non possono essere attuate.

Ringrazio il Consigliere Riccarand per il suo ordine del giorno e ribadisco l'impegno su questo problema, sottolineandone nel contempo le difficoltà di soluzione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Ce thème avait déjà fait l'objet de différentes propositions. J'apprends aujourd'hui que ceux qui, il y a quelque temps, soutenaient que tout était possible, sont en train de dire maintenant qu'il existe des difficultés. J'ai relu les procès-ver­baux d'un débat qui s'était passé sur le passage des poids lourds: à ce moment-là on avait soutenu que s'il y avait la volonté, tout était possible. Aujourd'hui les mots ont changé.

Les règles et les lois - tout le monde peut le reconnaître - n'ont pas changé, mais les attitudes oui; alors on ne peut qu'appren­dre avec surprise qu'il y a cette modification et, en même temps, dire que sans doute on est très préoccupé pour le passa­ge des poids lourds. Pas seulement, mais on avait essayé de donner une réponse qui devait être d'un certain genre, c'est-à-dire de ne pas privilégier le passage tout court des poids lourds, mais au contraire de faire le possible afin qu'il n'y ait qu'une certaine catégorie qui puisse passer pour l'instant à travers la Vallée d'Aoste: les poids lourds qui vont dédouaner à l'autoport.

On voit que l'unique politique qui pourrait réduire ou, au moins, favoriser un certain triage des passages, c'est justement le système de prévoir, dans un certain milieu, la possibilité de favoriser le passage uniquement des poids lourds qui nous donnent la possibilité des recettes de l'IVA en prévoyant en même temps qu'il y ait de plus en plus des difficultés pour le passage des autres poids lourds. Dans ce sens on ne peut qu'appuyer ce choix.

De plus en plus le passage des poids lourds est remarquable, les données sont là pour le dire. Le choix qui avait été fait à ce moment-là de dire qu'il y ait au moins l'autoroute - étant donné qu'on ne pouvait pas tout de suite réduire le passage - pour avoir une réduction des dégâts liés au passage des poids lourds, a été un bon choix, et je crois même que c'est l'unique choix possible pour permettre non pas d'éliminer, mais de réduire les effets causés par le passage des poids lourds. Alors j'insisterais sur un fait: que vraiment il y ait un entente pour prévoir que, de plus en plus, on puisse favoriser uniquement le passage des poids lourds qui ont la possibilité de dédouaner. Je voudrais souligner tout à M. Riccarand qu'à la Junte, que le passage des TIR qui vont dédouaner à l'autoport d'Aoste, est en train de se réduire; il faudrait prévoir d'insister sur ce point.

Je le répète: on est d'accord de prévoir la réduction des TIR qui ne dédouanent pas à l'autoport d'Aoste et on est préoccupé sans doute de la pollution; par conséquent, au moins, on pourrait ajouter là où on dit "assume la necessità di una riduzione del transito dei TIR", les mots "che non sdoganano ad Aosta".

Là où on dit "richiede una politica tariffaria", là aussi il y a la possibilité - car l'autoport avait fait un accord avec le tunnel du Mont-Blanc - de prévoir que cette intervention soit uniquement en faveur de ceux qui ont une convention avec l'autoport. Il y a donc la possibilité de prévoir qu'on puisse mettre sur pied des initiatives qui vont dans la direction souhaitée par tout le Conseil. Je comprends que les intentions de M. Riccarand peu­vent dépasser ces mesures: l'intention de M. Riccarand est de réduire tout court le passage des TIR, ce qui sera possible quand on aura des alternatives.

Notre Groupe avait insisté déjà autre fois pour prévoir une politique plus complexe par le passage par rail et non pas uni­quement routier, ce qui n'est pas possible dans le bref délai. Au contraire, ce sera possible s'il y aura une politique active de la part tant du gouvernement régional que du gouvernement na­tional, afin qu'il y ait là un support et une intégration du pas­sage par chemin de fer. Aujourd'hui la chose est encore difficile.

Si on veut insister sur des mesures je crois qu'il faut avoir des résultats, car ici on avait dit, il y a neuf mois, qu'on était là pour faire une intervention radicale, et on en est encore aux intentions. Je crois qu'on sera encore au niveau des intentions pendant longtemps, car des mesures, sauf qu'elles aillent dans la direction d'une sélection a priori des passages, ne sont pas possibles pour l'instant. S'il y aura des ententes différentes au niveau communautaire, on est là pour se féliciter de cette pos­sibilité, mais à présent non. Par conséquent, je demanderais d'intégrer la résolution dans le sens que je disais avant, au­trement je crois qu'on est d'accord sur la résolution et on insis-tera pour trouver des méthodes qui puissent porter à la réduction de la pollution dans le sens plus général.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Nel corso del 1989 i TIR che hanno attraversato il tunnel del Monte Bianco sono stati 684mila, l'anno precedente erano stati 619mila, l'anno successivo (cioè il 1990) sono stati 746mila, per cui in un anno sono aumentati di 62mila unità. Dal 1976, anno di apertura del tunnel del Monte Bianco, in cui erano 44mila i TIR che in tutto l'anno transitavano sotto il tunnel, siamo arri­vati a 746mila.

Questi sono i dati di un aumento che è fortissimo e che tende ulteriormente ad accentuarsi, proprio perché i paesi a noi vi­cini, la Svizzera e l'Austria, che circondano la fascia delle Alpi che collega il nord Italia con l'Europa centro-occidentale, hanno attuato in passato o stanno introducendo delle misure di ridu­zione di questo tipo di transito. Sappiamo che la Svizzera fin dagli anni trenta ha adottato dei provvedimenti per cui è vie­tato il transito di camions con un determinato tonnellaggio, mentre l'Austria da due anni ha introdotto una politica di con­tingentamento del transito dei TIR attraverso il Tirolo.

Ora se noi non assumiamo provvedimenti concreti, è chiaro che quote crescenti di traffico si riverseranno sulla nostra regione, questo è inevitabile. Non c'è nessun motivo per cui la Valle d'Aosta si faccia carico di questi livelli di traffico, che non por­tano, già adesso, dei benefici reali alla nostra regione - gli unici benefici sono questi legati allo sdoganamento, benefici che sono destinati nell'arco di pochi anni ad annullarsi pressoché com­pletamente - per cui dobbiamo fin d'ora lanciare molto alto questo grido di allarme, e per farlo dobbiamo prendere dei prov­vedimenti che pongano il problema a livello comunitario.

L'Austria ha posto il problema a livello comunitario quando ha detto: attraverso la nostra regione più di un "tot" numero di camion al mese non passano più. L'Austria è uno stato ed ha potuto agire così, però noi siamo una regione auto­noma che in più ha una possibilità di intervento rispetto ad un traforo. Insistiamo che la possibilità reale è di intervento sulle tariffe e sulle agevolazioni al tunnel del Monte Bianco. E' vero che questa non è competenza diretta dell'amministrazione re­gionale, però il primo passo da fare, per porre il problema, è di investire gli organi competenti rispetto a queste agevolazioni.

Secondo noi questo intervento deve essere su tutto il traffico dei TIR, perché diventa difficile andare a distinguere quello che sdogana da quello che non sdogana. Di fronte ad una richiesta che facciamo di riduzione complessiva del traffico, diventa poi difficile spiegare che alcuni camions li vogliamo ed altri no. Quindi secondo noi la richiesta va fatta nei confronti di tutto il traffico: dobbiamo guardare in prospettiva, guardare lontano e chiedere una riduzione complessiva di questo traffico, così come del resto stanno facendo tutte le popolazioni dell'arco alpino che hanno una potestà decisionale.

Al di là di disegni di legge, sulla cui efficacia abbiamo molte perplessità, bisogna che la Giunta individui una persona, un incaricato che vada ad approfondire questo problema, valuti tutte le possibilità ed individui concretamente le possibilità di intervento, in modo che si possa arrivare ad ottenere dei risul­tati concreti, ma in tempi reali.

Sento parlare del traforo di Aosta-Martigny che risolverà il problema, ma ci rendiamo conto che se anche quella ipotesi dovesse andare avanti (il che è tutto da vedere), vuol dire comunque riparlarne fra venti anni? Il problema invece ce lo abbiamo adesso ed è adesso e non nel 2000 che lo dobbiamo affrontare; quindi a noi sembra importante intanto ribadire con forza ed anche con una certa solennità questo impegno, per poi andare a cercare modalità di intervento concrete. Questa della tariffa a noi sembra una strada praticabile; ce ne sono sicuramente anche altre, vanno perseguite tutte quante, però vanno perseguite con una parti­colare ostinazione, in modo da porre un problema reale, solle­varlo in tutte le sedi ed ottenere anche dei risultati concreti.

Per quanto riguarda l'emendamento proposto dal Presidente della Giunta, cioè sostituire "richiedendo" con "esaminando la possibilità di una politica" credo vada bene, perché va nel senso della proposta fatta nella risoluzione. Noi chiediamo che su questo ci sia, in tempi brevi, una verifica in commissione per vedere cosa si è potuto fare e quali sono i risultati ottenuti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, Bondaz.

Bondaz (DC) Credo che alcune cose vadano ribadite. Malgrado la passione con cui il Consigliere Riccarand da tempo porta avanti questo discorso, che poi è una cosa che tutti noi sentiamo, dobbiamo tener conto che ci sono delle disposizioni alle quali siamo pur­troppo soggetti. Se si chiede di modificare le tariffe della società del Monte Bianco, io dico: proviamoci, facciamo pesantemente questo tipo di proposta. Ma è anche giusto non prenderci in gi­ro, nel senso che le tariffe autostradali sono di competenza in­terministeriale, per cui l'amministrazione regionale non ha competenza, come il Consigliere Riccarand ha riconosciuto.

In più si deve tener conto che, oltre alle questioni di carattere interministeriale, qui ci troviamo di fronte ad un comitato mi­sto italo-francese-svizzero, con il quale queste tariffe vanno de­finite. Quindi non è detto che la proposta fatta dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, magari accettata dalla società italia­na del Monte Bianco, possa essere poi accettata dalla società francese e dal cantone di Ginevra.

Ora prendiamo pure tutte le iniziative possibili, però - e giu­stamente il Consigliere Riccarand non ha accettato la proposta del Consigliere Rollandin - non possiamo andare a dividere i camions che possono passare e quelli che non possono passare, perché anche qui non abbiamo nessun tipo di competenza. D'altra parte, se il Consiglio ricorda, già nell'ipotesi del nuovo progetto che è stato portato avanti dall'autoporto, il pro­gramma cosiddetto "Caminissima" è stato eliminato proprio perché c'è stata una proposta da parte nostra per vedere di migliorare questo traffico.

Al di là di questo, il Consigliere Riccarand si renderà conto che non abbiamo le competenze che può avere l'Austria nel dire: qui passa solo un numero limitato di camions. Non abbiamo questa possibilità, nel modo più assoluto. Con tutta la nostra buona volontà c'è una sola possibilità, che però non so quanto sia praticabile: che il Prefetto blocchi il traffico per questioni di ordine pubblico. Ma bisogna dimostrare ancora che ci siano queste difficoltà di ordine pubblico. Certo, in questa ipotesi si può dire che non passano più camions in Valle d'Aosta, però devono esserci le premesse logiche, oggettive, per far sì che il Presidente della Giunta abbia la possibilità di emettere un de­creto di questo genere, che deve avere una base di credibilità. Perché se oggi facessi un decreto di questo genere, tutta l'Europa si metterebbe a ridere.

Sono d'accordo con il Consigliere Riccarand di accettare questa risoluzione con quel piccolo emendamento che ho proposto, fac­ciamo tutto quanto è fattibile per arrivare a questa ipotesi, ri­vediamoci pure fra due mesi in commissione per vedere quel che è possibile fare, sentiremo quali saranno le risposte del comitato internazionale del traforo del Monte Bianco e poi prenderemo atto di alcune cose. Nel frattempo porteremo avanti la questione della Valle d'Aosta a livello comunitario. Credo che altre soluzioni praticabili dalla nostra Regione non ce ne siano, e con questo sono assolutamente d'accordo nel dire che bisogna cercare là dove sarà possibile, intervenendo anche sul governo italiano, di cercare di eliminare il maggior numero di TIR che passano dalla nostra Regione.

Presidente La Presidenza si permette, visto che mi sembra ci sia un ac­cordo sul concetto di richiedere l'esame, per un italiano più scorrevole, visto che si impegna la Giunta a prendere decisioni, di modificare l'emendamento proposto in questo senso: "richiedendo l'esame di una nuova politica tariffaria al tunnel del Monte Bianco".

Pongo in votazione la risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand nel testo così emendato:

Risoluzione Vista la petizione con cui 451 cittadini di Aosta, in prevalenza residenti in via Parigi, chiedono decisioni concrete ed urgenti in modo che finalmente nel 1991 ci sia una netta riduzione del traffico dei TIR;

ricordato che i Consigli comunali di Aosta, Pont-Saint-Martin e Morgex hanno approvato mozioni ed ordini del giorno che chie­dono la riduzione del transito dei TIR attraverso la Valle d'Aosta;

ricordato altresì che il Consiglio regionale, con deliberazione del 13 luglio 1990 ha impegnato la Giunta regionale ad assu­mere concreti provvedimenti per la riduzione del traffico dei TIR entro il dicembre 1990;

evidenziato che finora decisioni concrete non sono state assunte e

che nei primi mesi del 1991 si è registrato un ulteriore forte in­cremento del traffico dei TIR attraverso la Valle d'Aosta;

sottolineato che sempre meno sono i TIR che effettuano opera­zioni di sdoganamento all'Autoporto di Pollein e che la riscos­sione di gran parte dell'I.V.A. da importazione all'Autoporto è destinata a scomparire nel giro di pochi anni;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

dichiara

di condividere le preoccupazioni dei firmatari della petizione;

assume

la necessità di una riduzione del transito dei TIR attraverso la nostra Regione come un impegno prioritario;

impegna

la Giunta regionale a prendere decisioni rapide e concrete per ottenere tale riduzione agendo in tutte le direzioni e, in partico­lare, richiedendo l'esame di una nuova politica tariffaria al tunnel del Monte Bianco, tale da scoraggiare il transito dei TIR che è divenuto eccessivo ed insostenibile per la comunità val­dostana;

invita

il Presidente del Consiglio regionale a trasmettere copia della presente risoluzione al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei Trasporti, al Presidente del Conseil Général de la Haute Savoie, al Sindaco di Chamonix, alla Società del Traforo del Monte Bianco, alla Società del Traforo del Gran San Bernardo, alla Società Autoporto.

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 24

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente Il Consiglio è chiamato a prendere atto della discussione avve­nuta sulla petizione iscritta all'oggetto n. 11.

Il Consiglio prende atto