Oggetto del Consiglio n. 1886 del 27 febbraio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1886/IX - Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Dolchi (Presidente del Consiglio) - Do comunicazione al Consiglio dell'attività svolta dalla Presidenza del Consiglio e degli organi consiliari dopo l'ultima adunanza:
Disegni di legge presentati:
Proposta di legge n. 268, presentata dai Consiglieri Louvin, Agnesod, Andrione, Faval, Marcoz, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Stévenin, Vallet, Viérin et Voyat, in data 19 febbraio 1991 "Norme in materia di procedimento amministrativo, di diritto di accesso ai documenti amministrativi e di autocertificazione? (I e II Commissione)
Disegno di legge n. 269, presentato dalla Giunta regionale in data 20 febbraio 1991 "Integrazione della legge regionale 21 dicembre 1990, n. 85, recante interventi straordinari nel settore dell'agricoltura per il risarcimento di danni causati dalla siccità? (III Commissione)
Disegno di legge n. 270, presentato dalla Giunta regionale in data 25 febbraio 1991 "Tutela e censimento del patrimonio storico di architettura minore in Valle d'Aosta?
Disegno di legge n. 271, presentato dalla Giunta regionale in data 26 febbraio 1991 "Intervento regionale per l'attività di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti svolta da un'impresa industriale?.
Disegni di legge vistati: -
Disegni di legge non vistati: -
Deliberazioni vistate: -
Deliberazioni non vistate: -
Riunioni:
Conferenza dei Capigruppo: 1
Ufficio di Presidenza: 3
III Commissione: 1
V Commissione: 2
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Con lettera in data 14 febbraio 1991 l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali ha ritirato la proposta di legge n. 103, presentata a questa Presidenza in data 5 settembre 1989, concernente: "Ulteriori interventi di sostegno all'occupazione giovanile?.
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I Consiglieri regionali del Gruppo comunista, con lettera in data 14 febbraio 1991, hanno comunicato che, ai sensi dell'articolo 15 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, la nuova denominazione del Gruppo è: "Gruppo consiliare Pci-Pds?.
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Il 20 febbraio 1991 è pervenuta a questa Presidenza, da parte del delegato regionale dell'Ordine Nazionale dei Geologi, la bozza di lavoro per la realizzazione di una proposta di legge regionale, avente come obiettivo la definizione di basi cartografiche più efficaci delle attuali, ai fini della tutela del territorio nell'ambito di una corretta pianificazione territoriale.
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In relazione all'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale nell'adunanza dell'11 gennaio 1991 sulle problematiche dei pensionati, la Presidenza del Gruppo Pci-Pds del Senato della Repubblica mi ha informato di aver avanzato delle proposte per:
- trovare una soluzione praticabile per non perdere i 1000 miliardi stanziati nella finanziaria dello scorso anno per le pensioni d'annata;
- identificare un nuovo meccanismo di aggancio ai salari in modo da impedire il ripetersi del fenomeno, appunto, delle sperequazioni;
- includere, nell'aggancio per le pensioni pubbliche, il conteggio della perequazione integrativa.
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E' pervenuta in data 25 febbraio 1991 a questa Presidenza, copia della deliberazione del direttivo della Comunità Montana del Marmore n. 10 in data 29 gennaio u.s. in merito al trasferimento del personale Enel da Valtournenche a Châtillon.
Copia della deliberazione, che risulta essere stata inviata anche ai Capigruppo consiliari, è depositata in archivio a disposizione dei Consiglieri che intendano consultarla.
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Il Presidente della Co.Re.Co., ha inviato a questa Presidenza la relazione annuale sull'attività svolta dalla Commissione nel corso dell'anno 1990.
Copia della relazione si trova in archivio e può essere consultata.
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In data 27 febbraio il Consigliere regionale Domenico Aloisi ha fatto pervenire alla Presidenza la segnalazione con cui non intende più far parte del Gruppo consiliare regionale del Msi-Dn.
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Colleghi Consiglieri,
due parole per esprimere, a nome del Consiglio regionale, i sentimenti di speranza per una rapida soluzione delle operazioni militari nel Medio Oriente e per rinnovare il senso di raccapriccio e di dolore per le vittime della guerra, vittime civili, militari e per le immense distruzioni in quei paesi del Medio Oriente.
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E' con profonda tristezza che a nome del Consiglio regionale mi unisco oggi, alle espressioni di cordoglio e di lutto già manifestate in occasione delle onoranze funebri alle vittime della terribile valanga del Pavillon, ai piedi del ghiacciaio del Monte Bianco.
Non è la prima volta che in Valle d'Aosta si devono piangere vittime della montagna, ma ad ogni occasione si rimane sbigottiti e diventa difficile rendersi conto che la montagna, così bella, sia nello stesso tempo capace di provocare lutti e morte.
Da ciò il rinnovato insegnamento alla prudenza e l'esortazione ad evitare atteggiamenti che possono sfidare la pericolosità dei luoghi.
Credo di interpretare i sentimenti unanimi del Consiglio, nell'esprimere le condoglianze ai familiari delle vittime e un sincero ringraziamento ed un vivo apprezzamento a tutti coloro, che con grande spirito di abnegazione e per così tanti giorni, si sono prodigati nell'opera di soccorso e di ricerca.
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Infine vorrei ricordare che venerdì 8 febbraio è deceduto al suo paese natale Cardoso di Stazzena a Lucca, il presidente della Comunità Montana dell'Evançon, Consigliere comunale di Verrès, Daniele Vincenti. La morte lo ha colpito repentinamente, quando ancora attivo e pieno di iniziative, svolgeva la sua attività di amministratore.
Dirigente della Democrazia Cristiana, lo avevo personalmente conosciuto negli anni in cui fra il 1960 e il 1970 Vincenti era Consigliere di minoranza al comune di Verrès e partecipava con amichevole solidarietà, alle manifestazioni che venivano organizzate nella zona per celebrare episodi della resistenza.
Avevo avuto occasione di ricordargli questo fatto, cioè che partecipava come Consigliere di minoranza, fra gli anni 80 e 90 quando invece, sempre fedele alle ricorrenze, partecipava rappresentando il comune di Verrès quale Vicesindaco del comune stesso.
Una dolorosa perdita per la quale, in questo penso di interpretare i sentimenti del Consiglio, esprimo i più sinceri sentimenti di cordoglio alla vedova, al figlio, ai familiari e al gruppo della DC.
Presidente - E' aperta la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.
Limonet (DC) - Il Gruppo della DC ringrazia il Presidente del Consiglio Dolchi per le parole di commemorazione e di cordoglio volte a ricordare l'amico Vincenti Daniele, o più semplicemente Daniele, come tutti noi confidenzialmente preferivamo chiamarlo.
Daniele ha militato fin da giovane nella Democrazia Cristiana, ricoprendo per molto tempo l'incarico di segretario della sezione di Verrès.
Entrato nel comitato regionale, ha ricoperto vari incarichi di direzione, fra i quali quello di responsabile degli enti locali e di vicesegretario regionale del partito.
Con altrettanto impegno si dedicò nell'ambito dell'amministrazione pubblica, ricoprendo dal 1960 al 1970 l'incarico (come aveva giustamente ricordato Dolchi) di Consigliere comunale di Verrès, dal 1970 al 1975 fu assessore, dal 1980 al 1990 fu vicesindaco.
E' stato componente del comitato di gestione dell'Usl dal 1985, fu inoltre per molto tempo presidente della commissione del carnevale storico di Verrès, e da poco eletto a presidente della Comunità Montana dell'Evançon.
Personaggio quindi di grande spicco e punto di riferimento non solo per la famiglia, ma per gli abitanti di Verrès e di tutta la basse Valle, di cui si sentiva il fiero rappresentante.
Personaggio dotato di grande spirito altruista, era sempre a disposizione della popolazione, sia nelle sedi istituzionali che per le strade del paese, in cui lo stesso usava soffermarsi a lungo in ascolto dei problemi della gente, silenziosamente, così come ha voluto lasciarci.
Quindi, rimpiangendo Daniele che non è più con noi solo fisicamente, alla moglie, al figlio e a tutti i parenti, il Gruppo della DC porge le più sentite condoglianze.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) - M. le Président, nous voudrions aussi nous associer aux sentiments qui ont été exprimés envers la personne disparue, Daniele Vincenti, et exprimer aussi notre solidarité à la Démocratie Chrétienne et nos condoléances à la famille.
Nous voudrions aussi ajouter un mot pour rappeler, vous l'avez fait dans le cadre de la grande tragédie qui s'est déroulée à Courmayeur, la personne de Bruno Musi, guide apprécié, et qui malgré son jeune âge avait déjà accompli de très importantes ascensions dans le massif du Mont Blanc, qui était un peu sa demeure. Aussi d'ailleurs dans d'autres continents, en Alaska avec la société de guides de Courmayeur, en Himalaya dans le cadre du projet de recherche du CNR, dans la gestion notamment de la fameuse pyramide et encore en Patagonie avec des expériences fort intéressantes de trekking.
Une véritable vocation celle de la montagne pour Bruno Musi, que nombre d'entre nous ont pu connaître et apprécier personnellement, qui cependant se doublait d'une solide formation cultu-relle et professionnelle, étant donné qu'il était licencié en sciences économiques, ce que l'on a eu, peut-être, le tort d'oublier et qui sans doute lui a permis de saisir l'évolution que le rôle de guide avait eue au cours des dernières décennies.
Il n'était donc pas simplement le président apprécié de la coopérative Interguides, expérience nouvelle et importante pour l'évolution de ce métier dans notre Région; il était aussi membre du conseil de la société de guides Courmayeur et de la commission technique de guides de haute montagne. Un jeune qui en dépit de son âge, avait exprimé déjà une intelligence et une compréhension de la réalité dans laquelle est appelé à oeuvrer aujourd'hui le guide, et qui avait aussi fait preuve d'une capacité d'agir, avec beaucoup de fantaisie, de curiosité et d'enthousiasme.
Un personnage remarquable, dont nous regret-tons énormément la disparition. Un deuil cruel qui a frappé sa famille, ses parents et ses frères d'une façon difficilement tolérable.
Voilà les quelques mots que je voulais dire pour exprimer le profond regret du Groupe de l'Union Valdôtaine pour la disparition de Bruno Musi et en même temps exprimer à sa famille et à tous ceux qui l'ont connu et apprécié, les sentiments de nos profondes condoléances.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Mi sembra opportuno intervenire in questo momento sulla questione che è stata portata all'oggetto della discussione del Consiglio regionale, da parte del Presidente del Consiglio sulla sciagura del Pavillon, innanzitutto per collegarmi alle sue parole di cordoglio per quanto è successo, cordoglio che l'amministrazione regionale ha portato alle famiglie che sono state oggetto di un lutto veramente esecrabile.
Come i Consiglieri sapranno, la Giunta regionale, con provvedimento in data 22 febbraio scorso, ha deliberato di promuovere una immediata indagine amministrativa per compiere i dovuti accertamenti, con i quali potranno essere riconosciute le eventuali responsabilità tecnico-amministrative e potranno essere date indicazioni al fine di possibili iniziative di prevenzione in futuro. La commissione tecnico-amministrativa è composta da due funzionari dell'amministrazione regionale, da due guide alpine designate dal soccorso alpino valdostano e dovrà concludere i suoi lavori entro un periodo massimo di trenta giorni e consegnare alla Giunta regionale una apposita relazione.
Peraltro mi sembra opportuno leggervi la prima relazione che mi è pervenuta da parte degli uffici.
La valanga in oggetto si è verificata alle ore 11,55 di domenica 17 febbraio e si è prodotta nel canalone denominato Pra Moulin, sulla destra orografica della Val Ferret, giungendo a valle a pochi metri dalla strada comunale.
Nella sua parte finale la valanga, per un tratto di circa 850 metri, ha invaso la pista di sci che scende dal Pavillon e scorre nel canalone ed ha travolto numerosi sciatori. Alcuni di questi (3-4) sono riusciti a salvarsi perché o non ancora sul tratto di pista nel canalone o perché già prossimi all'uscita dello stesso.
La valanga, di neve polverosa, è stata caratterizzata da un'altissima velocità (stimata intorno ai 250 km/h) e, a detta dei testimoni, non ha prodotto alcun rumore.
Gli sciatori investiti quindi se ne sono accorti all'ultimo momento e non hanno avuto il tempo materiale di defilarsi.
Valanghe di questo tipo, ben note agli studiosi in materia, sono precedute dal cosiddetto "soffio da valanga?, ossia un vento violentissimo che rade al suolo e asporta qualsiasi ostacolo prima dell'arrivo della valanga vera e propria. Il soffio ha quindi investito gli sciatori, vanificando qualsiasi loro tentativo di fuga e possibilità di reazione, scaraventando i corpi contro piante, massi, soffocandoli; ciò potrebbe essere avvalorato dalle condizioni in cui i corpi sono stati trovati, ovvero, a detta dei soccorritori, con numerose fratture e perdite di sangue.
Dalle primissime risultanze sembrerebbe che la valanga abbia avuto origine dal cedimento di un seracco del ghiacciaio del Mont Fréty, che, nella caduta, avrebbe poi trascinato e portato a valle la grande quantità di neve caduta nei giorni precedenti; questa tesi potrebbe essere avvalorata dalla quantità di ghiaccio che si è trovato nella zona di deposito della valanga e che ha reso difficoltoso il sondaggio.
Una seconda ipotesi fa risalire l'origine della valanga più a monte e precisamente al distacco di un accumulo di neve ventata, che si era formato al colle del Gigante. Il distacco e scivolamento di questa rilevante massa di neve, avrebbe oltrepassato il ghiacciaio sottostante (forse provocando il crollo del seracco di cui si accennava in precedenza) e proceduto a valle con violenza.
Alcuni dati altimetrici che possono meglio spiegare e far comprendere le forze in gioco:
Colle del Gigante 3325 m s.l.m., quota di arrivo della valanga a circa 1470 metri. Dislivello 1855 m, lunghezza del percorso oltre 3 km.
Per la verifica delle due ipotesi sarà necessario procedere ad una indagine di esperti, come poc'anzi ho detto.
Ricordo che è pendente anche una indagine giudiziaria da parte della procura della repubblica presso la pretura di Aosta.
Le operazioni di soccorso. Da una ricostruzione sommaria, che a fine operazione soccorso andrà debitamente precisata, si può affermare quanto segue:
Il primo soccorso e l'allarme è stato dato via radio da alcune guide che si trovavano al Pavillon e che sono stati testimoni dell'accaduto. Essi hanno immediatamente dato l'allarme avvisando la Protezione Civile, il Comune di Courmayeur, le guide e i maestri di sci della zona.
Queste guide si sono recate sul posto ed hanno immediatamente cominciato la ricerca tramite gli A.r.v.a. (strumenti di ricerca che emettono un impulso e permettono di localizzare i corpi). La testimonianza del Sig. Simonato Massimo, travolto e miracolosamente salvatosi, che affermava che davanti a lui c'erano almeno una decina di persone, ha fatto subito comprendere la gravità della situazione.
L'elicottero della Protezione Civile è decollato alle ore 12,15, dopo dieci minuti dall'allertamento, con a bordo il conduttore, il cane da valanga, il medico di turno presso il Centro Operativo e materiale vario del soccorso alpino.
Nel contempo giungevano sul luogo dell'incidente alcune guide alpine risalite in funivia, con due maestri di sci svizzeri e alcuni finanzieri che in perlustrazione in Val Ferret, erano stati testimoni dell'accaduto. Alle ore 12,25 avveniva il ritrovamento della prima vittima, la guida alpina di Courmayeur Marco Musi. Alle ore 12,30 si trovava la seconda vittima, il Sig. Bruno Ignazio.
Alle ore 12,35 arrivava l'elicottero della Protezione Civile. Veniva attivato anche l'elicottero dell'Eli Alpi di stanza a Courmayeur, che si recava a La Thuile per prelevare un conduttore con il cane da valanga.
L'elicottero della Protezione Civile invece, faceva la spola con il Col Checrouit per il trasporto di guide e maestri di sci sulla valanga. Sulla stessa cominciavano ad operare i cani da ricerca (della Finanza e Soccorso Alpino).
Con sondaggio era stata individuata una terza vittima "confermata? poi dai cani (si trattava del Sig. Albertoni Bruno).
Alle ore 12,50, sempre grazie agli apparecchi A.r.v.a. di cui erano dotate le vittime, è stata loca-lizzata la salma della Sig.ra Zara Vera. Nel frattempo continuavano ad arrivare i soccorritori, le azioni del soccorso vengono da qui in avanti dirette dal Sig. Cosson Lorenzino, direttore del S.a.v., proveniente dal Col Checrouit, e dal Signor Mochet Mario, responsabile del soccorso alpino di Courmayeur. I medesimi, insieme ad altri valenti collaboratori (i responsabili delle unità cinofile, Sig. Chaberge Franco di Cogne e Favre Adriano di Ayas, guide, maestri di sci di Courmayeur) dirigevano le operazioni di soccorso, coordinando mezzi e uomini.
Alle ore 13,05 veniva ritrovato il corpo del Sig. Rocca Marco. Alle ore 16,05 veniva individuato il corpo del Sig. Simonato Paolo di Courmayeur.
Le ricerche proseguivano anche col sopraggiungere dell'oscurità. Grazie ai mezzi messi a disposizione dai Vigili del Fuoco ed ai generatori in dotazione al S.a.v., si approntavano dei fari. Il tempo intanto peggiorava e al fine di evitare ulteriori danni a causa di una possibile caduta di valanga, le operazioni di soccorso venivano sospese. Alle ore 21,00 però si individuava un'altra vittima, quella del Sig. Malagugini Jacopo di Milano.
Nel pomeriggio ad Aosta, il centro operativo della Protezione Civile si mobilitava ed intervenivano a coordinare i soccorsi il Dr. Vettorato, responsabile dei medici del S.a.v., ed il tecnico Grange Marco.
Bisogna ricordare che nel pomeriggio veniva effettuato un soccorso in quel di Cogne (Valmiana) ad una comitiva di francesi (5 persone) travolti anch'essi da valanga e rimasti fortunatamente illesi. L'operazione era compiuta dalla Guida Alpina Jeantet Renzo di Cogne, a bordo dell'elicottero della Protezione Civile.
Alla fine di domenica erano state ritrovate quindi sette vittime. Non si conoscevano ancora, in base alle testimonianze, il numero esatto di persone travolte. Tale numero nei giorni seguenti veniva poi fissato in 12 persone. Risultavano ancora dispersi quindi il Signor Franz Gatti con la figlioletta Giuditta di 2 anni e mezzo, e i Sigg. Astioni Massimo, Bottaro Ivano e Bottaro Maurizio di Genova.
In conclusione, nella prima giornata intervenivano complessivamente più di 200 persone così suddivise: Guide Alpine (27), Maestri di sci (60), Alpini (23), Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (11), Guardie forestali (23), Carabinieri (23), Polizia (10), Vigili del Fuoco nazionali (7), Guardia caccia della riserva del Monte Bianco (3), Medici (4), Conduttori cani da valanga (13).
Da ricordare che alle ore 15 l'elicottero militare di Pollein si portava a Courmayeur e vi trasportava conduttori cani da valanga del S.a.v. e della Guardia di Finanza.
Il lavoro di sondaggio risultava particolarmente difficoltoso, per la presenza di blocchi di ghiaccio frammisti nella massa nevosa ed il tipo di terreno su cui la valanga si era formata. Infatti, la parte terminale del canalone si apre a ventaglio, è formata da vari avvallamenti ed è in parte cespugliata e boscata e con la presenza di grossi massi. Questo complicava enormemente le operazioni di sondaggio e di ricerca. Venivano fatte pervenire sonde di tipo più robusto, in quanto quelle più leggere si rompevano facilmente. Il grande numero di volontari rendeva necessaria la dotazione di "bip? di sicurezza, questi venivano celermente acquisiti.
Sulla valanga, in zona di operazione, intervenivano solamente persone dotate di apparecchio ricerca persone, al fine di garantire la sicurezza dei soccorritori.
Come si può desumere da quanto sopra descritto, si può ritenere che l'intervento di soccorso sia stato, anche per la zona di operazione, il più tempestivo possibile. Malgrado ciò, data la violenza della valanga, questa non ha concesso alcuna possibilità di scampo agli sventurati sciatori.
Le operazioni riprendevano il giorno 18 (lunedì mattina) alle ore 7. Vi intervenivano le forze elencate all'allegato d, che è qui agli atti. Il Corpo forestale veniva mobilitato ed ogni caserma disponeva l'invio di almeno due uomini a Courmayeur. Il M.llo Dalmolin Ermanno di Pré-Saint-Didier coordinava le operazioni a stretto contatto con i Sigg. Cosson Lorenzino e Mochet Mario. Intervenivano anche dei mezzi battipista, messi a disposizione della società di impianti di risalita e della Scuola Militare Alpina per il trasporto di persone. Veniva istituito nella malga del Signor Berthod un punto di ristoro. Il Signor Garin Leo provvedeva a fornire un pasto caldo ai soccorritori e la distribuzione del thé e di bevande, alle squadre di soccorso impegnate nel duro lavoro di sondaggio.
I cani da ricerca venivano massicciamente impiegati. Il giorno di lunedì erano ben 19, di cui 10 del S.a.v., 5 della Guardia di Finanza e 4 del vicino Piemonte.
Bisogna ricordare che l'operatività di questi animali è di circa 2-3 ore, dopodiché debbono necessariamente riposare. Nelle operazioni di sondaggio e ricerca venivano ritrovati anche numerosi animali (una decina di camosci) oltre ad una volpe. Questo fatto potrebbe testimoniare l'imprevedibilità e la grandezza dell'evento; neppure gli animali selvatici, notevolmente abituati ai pericoli della montagna, erano riusciti a mettersi in salvo.
Le operazioni subivano un arresto tre le 11 e le 15 in quanto si temeva, a causa dell'aumento della temperatura, la possibile caduta di una nuova valanga. In serata, grazie all'aiuto dei cani, in una zona totalmente scostata rispetto alla direttrice principale della valanga, veniva ritrovata la salma del Signor Bottaro Maurizio di Genova.
MARTEDI' 18 - MERCOLEDI' 19. Le ricerche procedevano con grande partecipazione di uomini. Massiccia risulta la presenza delle Guide, degli Alpini, dei Forestali, delle Forze di Polizia (Carabinieri, Finanza e Polizia). Si aggiungono anche squadre di volontari. Questi vengono assicurati a cura del S.a.v. Sempre massiccia è la presenza dei cani da valanga, i quali perlustrano in lungo ed in largo l'enorme distesa di neve (circa 25 ettari, ossia lunghezza di oltre 1 km e larghezza variabile tra 100 e 250 metri), offrendo preziose indicazioni alle squadre di sondaggio. Si stimano in 450-500 mila i metri cubi di neve e ghiaccio caduti. L'area in cui sono state ritrovate le vittime è di circa 90.000 mq.
Nella giornata di mercoledì, al fine di poter operare in condizioni di sicurezza, si decide di demolire una parte del cornicione di neve che si trovava al Colle del Gigante, mediante l'utilizzo di 50 kg. di dinamite. L'operazione riesce in modo egregio.
In serata viene fatta una riunione c/o il Centro Sportivo dell'Esercito di Courmayeur con i responsabili del soccorso e delle varie forze impegnate, presente anche il sindaco di Courmayeur, Signor Tamietto. Dalla discussione emergono nuove linee di azione per il prosieguo delle ricerche. Viene indetta una riunione, su richiesta del sindaco, per il giorno di Giovedì, da tenersi presso il municipio, al fine di portare a conoscenza dei giornalisti lo svolgimento delle operazioni di soccorso. Nella riunione si accenna anche ai costi che l'azione di ricerca comporterà. Il Sindaco dà garanzie sul reperimento dei fondi.
I responsabili della Protezione Civile confermano la disponibilità di fondi da parte dell'amministrazione regionale per calamità di questo tipo.
In mattinata vengono eseguiti profili stratigrafici del manto nevoso nella zona del Colle del gigante da parte di tecnici dell'ufficio valanghe.
GIOVEDÌ 21 - Con grande impegno, risultano presenti oltre alle forze dei giorni precedenti, un numeroso gruppo di maestri di sci e guide di Champoluc e di Cogne. In totale operano circa 200 persone. Tali sforzi vengono coronati dal successo col ritrovamento della nona salma, il Signor Massimo Astioni di Genova. Il ritrovamento avviene a 2,50 metri di profondità e grazie al sondaggio di precisione. Il successo rinvigorisce le speranze ed il morale dei soccorritori. Proseguono a cura dell'ufficio valanghe,le stratigrafie conoscitive del manto nevoso nelle zone del Ghiacciaio del Malbré, sulla Testa Bernarda ed al Mont de la Saxe.
VENERDÌ 22 e SABATO 23 - Continuano le ricerche. Il tempo si mantiene favorevole. Nella giornata di sabato intervengono ben 110 persone del Soccorso Alpino Piemontese. Vengono mobilitate anche squadre di vigili del fuoco volontari del corpo valdostano. Continua l'apporto delle forze militari, della forestale, di gruppi di volontari e del gruppo cinofilo. E' costantemente presente un medico del S.a.v.
Come nei giorni precedenti, prima dell'inizio delle operazioni di ricerca, l'elicottero effettua una perlustrazione nella parte alta del canalone e vi deposita due guide alpine con funzioni di vedetta. Vengono mantenuti anche sistemi di allarme dotati di sirena. Le forze di polizia controllano l'accesso alle zone di operazione (la pista è sequestrata per ordine del Pretore Sig. Vaudano). I famigliari non possono avvicinarsi alle zone di operazione. Al fine di esaudire le loro richieste, vengono accompagnati sulla valanga per una visita guidata.
DOMENICA 24 - E' passata una settimana dal drammatico evento. Le operazioni riprendono al mattino presto; alle ore 8 le squadre di sondatori sono già all'opera. Dal Piemonte giungono ben 160 volontari del Soccorso Alpino. Essi sono coordinati dal Signor Marucco, responsabile regionale. Si tratta di persone competenti ed addestrate. Provengono da tutte le città e valli del Piemonte (Biella, Ivrea, Torino, Susa, eccetera .). Sono stati mobilitati ancora i vigili del fuoco volontari del corpo valdostano. Fin da sabato si è deciso di far intervenire anche un mezzo meccanico e dei mezzi battipista, per spostare accumuli di neve e scavare trincee, laddove lo spessore è eccessivo. Vengono portati sul posto per un sopralluogo, i testimoni oculari della valanga che si sono miracolosamente salvati. Una ricostruzione degli avvenimenti è già avvenuta nel corso di una riunione tenutasi sabato sera. Mancano ancora all'appello tre persone. Il signor Gatti con la piccola Giuditta e il Signor Bottaro Ivano di Genova.
La forza che sorregge l'operato delle squadre è il pensiero della piccola Giuditta, vittima innocente ed incolpevole. Verso le 11, grazie al sondaggio di precisione, effettuato lungo una scarpata, vengono ritrovate le salme del signor Gatti e della piccola. La commozione per un attimo pervade i soccorritori, ma il sollievo di aver trovato la piccola salma è enorme in quanto si nutrivano forti dubbi di trovare insieme papà e figlia. Nel pomeriggio i soccorritori rinfrancati riprendono con nuova lena le ricerche. Vengono ritrovati occhiali, bastoncini, sci, e niente altro.
LUNEDÌ 25 - Le ricerche continuano, anche se la stanchezza fisica e la tensione cominciano a farsi sentire. Intervengono nuovamente i forestali che domenica hanno ottenuto una giornata di riposo ed i vigili del fuoco volontari dei distaccamenti di Avise ed Introd.
Alle ore 12 la salma del Signor Bottaro Ivano di Genova è stata ritrovata, grazie al sondaggio. Nel pomeriggio quindi, dopo nove giorni di intense ricerche, l'operazione si è conclusa.
Vi sono alcune considerazioni che fa l'ufficio di protezione civile, di cui vi do lettura. Premesso che il seguente rendiconto è necessariamente incompleto, sarà cura dell'ufficio Protezione Civile documentare in modo più completo ed esauriente ogni fase dell'imponente operazione.
Tuttavia emergono dei dati significativi ed importanti:
1) Il tempestivo intervento dei soccorritori.
2) La capacità del S.a.v. di gestire un intervento così complesso, nel coordinare un numero così elevato di forze. Ci si è resi conto in questa occasione, che gli interventi dell'Amministrazione regionale nel campo del Soccorso Alpino, le risorse impegnate nel continuo aggiornamento delle maestranze, nelle esercitazioni, nella partecipazione a corsi di tutte le componenti del Soccorso Alpino, hanno dato buoni risultati.
La collaborazione tra varie forze è stata semplicemente perfetta. Un plauso particolare, mi sia consentito, al Corpo Forestale Valdostano. Ancora una volta, in occasione di un evento calamitoso che ha colpito la nostra regione, ha risposto all'appello. Ma ancora vanno ricordati gli alpini del Centro Sportivo Esercito del Colonnello Blua e coordinati del Tenente Signa, i Carabinieri, la Guardia di Finanza con la sua squadra del Soccorso Alpino ed il suo gruppo cinofilo, i vigili del fuoco nazionali del distaccamento di Courmayeur e quelli volontari del Corpo Valdostano, i maestri di sci e le guide alpine, i Guardiacaccia delle riserve del Monte Bianco, le Guardie del Parco del Gran Paradiso, gli uomini degli impianti di risalita, i conduttori di cani da valanga, i volontari del Soccorso Alpino Piemontese, tutti i volontari, la Gendarmerie francese, i piloti degli elicotteri, i medici ed ancora, per il discorso mensa, il Signor Garin Leo di Cour-mayeur.
Può darsi che si siano commessi alcuni errori, margini di miglioramento ne esisteranno sempre; si può dire, però, Signor Presidente, che siamo sulla buona strada. La Valle d'Aosta deve essere fiera di questi suoi uomini!
Questa relazione è incompleta indubbiamente, come diceva la relazione del responsabile della Protezione Civile, ma verrà conglobata dalla relazione che dovrà fare la commissioni di inchiesta, che è stata definita a questo riguardo, in unione alla stessa perizia, che verrà eseguita da parte delle guide e maestri di sci che sono stati nominati da parte dell'autorità giudiziaria.
Si è trattato di una sciagura di notevole riflesso negativo per la Valle d'Aosta dal punto di vista dell'immagine, ma crediamo che al di là delle doverose condoglianze che devono essere fatte ai familiari delle vittime, ci siano larghi margini di miglioramento anche per definire alcune proposte di legge, che sono allo studio da parte dell'Assessorato al Turismo, per definire meglio alcune ipotesi di lavoro in relazione all'apertura e alla gestione delle piste.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
Aloisi (Indipendente) - Anch'io vorrei associarmi al cordoglio espresso dal Presidente del Consiglio, dal Presidente della Giunta e da altre forze politiche, per le vittime della sciagura del Pavillon e per la morte dell'amico Vincenti Daniele, che oltretutto conoscevo molto bene.
Questo mio breve intervento è per comunicare ufficialmente, come è già stato fatto dal Presidente del Consiglio, la mia decisione di uscire dal Movimento Sociale Italiano e collocarmi come Indipendente in questa assemblea.
Vi confesso che per me e per molti miei amici che condividono con me questa decisione, è certamente un momento doloroso, ma è un momento purtroppo ormai non più procrastinabile.
Alla base di questa mia scelta, vi è una profonda riflessione sui grandi processi di cambiamento verificatisi in questi ultimi anni in Europa e nel mondo: sono crollati numerosi steccati che avevano congelato la vita democratica di molte nazioni; si è sbriciolato il muro di Berlino, simbolo di divisione e di oppressione; si è concluso con una volontà senza precedenti il grandioso processo di riunificazione della Germania; si stanno sciogliendo come neve al sole i dittatoriali ed oppressori regimi comunisti; è cambiato persino il partito comunista italiano, oggi partito democratico della sinistra, anche se per il momento incontra molteplici difficoltà a presentarsi come elemento coagu-latorio di grandi processi di cambiamento nella società.
Stiamo dunque assistendo a tutta una serie di straordinari eventi che hanno rivoluzionato l'Europa ed il mondo intero, saranno elementi di grandi novità e cambiamenti nell'approssimarsi degli anni duemila.
In questo contesto di grandi sconvolgimenti, il tradizionale modo di fare politica pare avviato sulla via del tramonto. Il Movimento Sociale Italiano aveva fino a ieri una funzione specifica: era il baluardo anticomunista, una barriera, una trincea; oggi il comunismo è scomparso o sta scomparendo definitivamente, assistiamo al crollo delle ideologie, a dei cambiamenti inimmaginabili solo fino a qualche mese indietro. Il Movimento Sociale Italiano è rimasto immobile in questa situazione, statico, incapace di svolgere un efficace ruolo di forza di opposizione; non ha voluto o potuto adeguarsi a questi grandi cambiamenti.
Più volte mi sono chiesto: può un movimento che si dice diverso dagli altri partiti continuare ad operare nella realtà, privo di un progetto politico che dia contenuto alle sue lotte? Avrebbe dovuto seguire il metodo dell'analisi e del rinnovamento, invece è prigioniero della logica dello scontro, delle alleanze correntizie, fragili e prive di linee programmatiche.
Oggi destra e sinistra stanno diventando parole senza significato; sia l'una che l'altra, nell'irreversi-bile processo di democratizzazione in atto, sono avviate a condividere obiettivi comuni ed in certi casi a parlare lo stesso linguaggio. Il confronto fra destra e sinistra si sposta ora sul terreno program-matico più che ideologico, e sul terreno program-matico anche noi nel passato abbiamo sempre lottato per la gente comune, i pensionati, i disoccupati, per i ceti più deboli. Ecco allora che si avverte la necessità di superare vecchi steccati e di impostare un modo nuovo di concepire la vita politica, un modo più consono alle aspettative della gente, che vuole più pragmatismo e concretezza. Diventa problematica ed a volte inutile, la nostra presenza in un movimento politico che in un periodo di così rapidi e sconvolgenti cambiamenti, rimane insensibile al rinnovamento e continua a fare della staticità e dell'immobilismo la sua ragione di vita, disattendendo così le aspettative di larghi strati del suo elettorato.
Chi non riesce a capacitarsi che le cose sono cambiate e non riesce a farsi interprete scrupoloso dei mutamenti in corso, è destinato inevitabilmente ad avviarsi ad un progressivo declino. Questa situazione politica nazionale ed internazionale si rispecchia anche nel nostro ambito locale. Alcuni mesi addietro vi è stato un profondo sconvolgimento che ha scardinato i tradizionali equilibri politici disegnati in tempi ormai lontani e che vedevano l'Union Valdôtaine come il centro motore della politica valdostana e le altre forze politiche destinate ad esercitare un ruolo subalterno, sovente insignificante, sia che esse fossero al governo oppure alla opposizione. Dal 6 giugno 1990, data fatidica che ha segnato il crollo dell'Union Valdôtaine ed il suo collocamento all'opposizione, molte cose sono cambiate.
Si è formata una nuova maggioranza, comprendente partiti e movimenti che hanno avvertito la pericolosità di una eccessiva concentrazione di potere nelle mani di un solo movimento e che si sono accordati su una piattaforma programmatica, per una più equa distribuzione del potere e per ridare respiro alle istituzioni, che rischiavano di essere soffocate da atteggiamenti non perfettamente attinenti alle più elementari regole del gioco democratico.
Ho seguito con molta attenzione l'evolversi della situazione dal famoso 6 giugno ad oggi ed alla luce di quanto è accaduto, devo constatare che si è creata una nuova situazione. In questo Consiglio si è tornati a discutere, in molti gruppi politici è rinata la volontà di fare politica e questo è certamente positivo per il futuro della Regione.
E' stato varato dalla nuova maggioranza un programma triennale, che presenta aspetti di non secondaria importanza, soprattutto per quanto attiene la politica istituzionale, con particolare riferimento al ruolo centrale e primario del Consiglio regionale. Ritengo pertanto che il tentativo, che pare serio e generoso, di voler ridisegnare l'assetto istituzionale della Regione, vada incoraggiato e sostenuto.
Uscendo dal Movimento Sociale Italiano voglio recepire, insieme ai molti amici che condividono la mia scelta, i motivi di rinnovamento e di cambiamento di questa società e farci promotori di questa istanza in seno a questa assemblea. Il mio comportamento in futuro sarà caratterizzato da atteggiamenti costruttivi, mirati a sostenere le giuste proposte portate avanti in questo Consiglio, nell'interesse della popolazione valdostana. E' mia intenzione esercitare un nuovo ruolo, un ruolo che abbia come obiettivo una funzione politica di stimolo e di pungolo. Darò sicuramente tutto il mio contributo, facendo tesoro della esperienza maturata in questi anni di attività al servizio della nostra comunità. E gradirei, in questa nuova veste di Indipendente, aprire un confronto costruttivo con tutte le forze politiche, perché insieme si possa discutere e insieme si possa collaborare alla soluzione dei problemi. Lavorerò con rinnovato impegno, con maggiore incisività in questa società che cambia dove, al di là delle ideologie, il vero protagonista è l'uomo con i suoi pregi, i suoi difetti, con la sua volontà ed il suo impegno.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Vicepre-sidente Bich, ne ha facoltà.
Bich (PSI) - Credo ci sia a Roma una chiesa delle convertite, non so chi sia andato in questa chiesa a pregare in questi ultimi tempi, il miracolo era preannunciato ed infatti oggi abbiamo i frutti delle preghiere. Quindi compiacimento per l'abbandono della camicia nera del collega Aloisi, forse poteva anche non partire dalla politica estera, dal crollo del muro di Berlino, per dare delle giustificazioni, che immagino si trovino più visibilmente in questo Consiglio, senza andare a scomodare le grandi filosofie della politica estera. Quel che viceversa mi preoccupa, anzi un po' mi rattrista, è che cuore politico batta poi sotto la camicia nera e dove questo nuovo voto recuperato alla libertà, alla democrazia, al dibattito democratico di ampio respiro, come ha preannunciato il collega Aloisi, vada ad appicciccarsi.
Vorrei sapere se questo è un voto che si aggiunge alla maggioranza e che ridefinisce la maggioranza? Se così è, la mia posizione è profondamente critica, perché il voto del Consigliere Aloisi in passato si è aggiunto a quello della maggioranza in circostanze inquietanti (ricordo almeno due momenti), là dove si trattava di far pencolare la bilancia verso delle soluzioni tutt'altro che evolu-tive, anzi mi sembravano assai involutive, sia sul piano politico che sul piano dei programmi enunciati dalla maggioranza stessa, sia sulle dichiarazioni politiche che avevano preceduto la costituzione della maggioranza. Vorrei sapere per chi vota, per chi fa gioco questo movimento del Consigliere Aloisi; mi aspetto una risposta dal Presidente della Giunta per sapere, attraverso delle dichiarazioni precise, qual è il nuovo assetto, se ce n'è uno, nuovo della maggioranza, o se viceversa è mantenuto quello di prima. Poiché il Consigliere Aloisi in pratica ha preannunciato un voto favorevole, mi sembra abbastanza acritico e continuativo sul programma della nuova maggioranza, definendola con toni anche trionfalistici - per carità, toni che hanno tutto il rispetto e che posso considerare anche come toni pertinenti al momento -, vorrei sapere se questo è un nuovo elemento e se determina un rapporto fra le forze politiche ed i consiglieri, diverso da quello che c'era prima. E se in questo caso non si evidenzia ancora di più uno sbilanciamento verso certe posizioni, che sono posizioni non già stabilizzatrici, ma sono posizioni viceversa legate ad una forma conservatrice antiautonomista, che era proprio peculiare della mentalità (e lo è ancora, immagino, perché le categorie dello spirito non è che si cambiano in quattro e quattr'otto) del Consigliere Aloisi.
Quindi vivo compiacimento per un recupero all'arco non più costituzionale, ma all'arco della disponibilità del voto del Consigliere Aloisi, però vorremmo sapere bene dal Presidente della Giunta dove va a parare questo tipo di intervento.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Non credo sia il caso di tranquillizzare nessuno; per quanto riguarda la Giunta regionale ed il Presidente della Giunta, visto che il Vicepresidente Bich ha fatto riferimento alla mia persona, prendiamo atto di quello che è successo in questa aula e nulla di più. Non ci sono contornazioni diverse della maggioranza rispetto a quella che si è costituita intorno al programma che è stato fatto nel mese di giugno.
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