Oggetto del Consiglio n. 1834 del 14 febbraio 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 1834/IX - Situazione dell’informazione locale radiotelevisiva in Valle d’Aosta. (Interrogazione)
Presidente: Do lettura dell’interrogazione presentata dal Consigliere Maquignaz ed iscritta al punto 5 dell’ordine del giorno.
INTERROGAZIONE
Come è noto, nei giorni scorsi si è costituita anche in Valle d’Aosta l’associazione dei giornalisti valdostani. Il nuovo organismo sindacale di categoria, subentra all’associazione stampa subalpina cui erano legati, sino ad oggi, i giornalisti valdostani e colma un’esigenza avvertita da anni dagli operatori dell’informazione locale.
Nei giorni precedenti, il Presidente dei giornalisti valdostani, Luciano Caveri, aveva risollevato l’ormai annoso problema della convenzione RAI-Regione per denunciare l’impasse che, da troppo tempo, impedisce alla Valle d’Aosta la piena applicazione del diritto ad ottenere maggiori spazi televisivi regionali, per la diffusione dei programmi autoprodotti in lingua francese.
Lo stesso Franco Chiarezza, vice-direttore RAI per la testata di informazione regionale, ha avuto modo di ricordare, proprio di recente a Saint-Vincent in occasione di una tavola rotonda su "Le minoranze dell’informazione radiotelevisiva" come, in Valle d’Aosta ed in Friuli, per ciò che riguarda il futuro si può riconoscere che molto resta ancora da fare.
Del resto, per renderci conto della situazione di "abbandono" in cui versa la nostra sede regionale, basta guardare alla situazione operativa di altre realtà regionali simili alla nostra.
A parte ogni considerazione storica, infatti, in Trentino-Alto Adige la RAI garantisce, per quanto riguarda l’informazione, la messa in onda di notiziari e rubriche radiofoniche quotidiane in lingua tedesca, per un totale di un’ora e mezza nei giorni feriali, mentre nei festivi tali spazi vengono ulteriormente ampliati. Inoltre tutti i giorni viene messo in onda un telegiornale in lingua tedesca, il "Tagesschau", della durata di venti minuti, a cui vanno aggiunti dieci minuti di rubriche cinque volte alla settimana. Iniziative simili vengono attuate nel Friuli.
Da noi il notiziario regionale non supera i dieci minuti, con testi quasi esclusivamente in italiano.
Tutto ciò premesso si
interroga
la Giunta regionale per sapere:
1) a che punto sono le trattative per il rinnovo della convenzione RAI-Regione per l’emissione di programmi in lingua francese;
2) come mai presso la sede regionale RAI, testata per l’informazione, sia in occasione di sostituzioni temporanee che in caso di assunzioni definitive, vengono privilegiati giornalisti provenienti da fuori Valle e se ciò non sia contrario ai principi di sviluppo della professione a livello regionale;
3) quale è l’attuale livello di copertura e di ascolto del TG3 regionale, quali rapporti regolano l’accensione di ripetitori RAI a livello di comunità montane;
4) come mai, sinora, l’amministrazione regionale non è intervenuta per abbattere anche i notevoli costi di impianto sostenuti dalle molte emittenti locali che, sempre più, garantiscono la pluralità e l’obiettività dell’informazione regionale.
Presidente: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.
Bondaz (DC): Il consigliere Maquignaz, nelle premesse dell’interrogazione, fa una radiografia dell’informazione radiotelevisiva in Valle d’Aosta, che evidenzierebbe lo stato di abbandono in cui versa la sede regionale RAI della Valle d’Aosta, in riferimento alla situazione esistente in altre situazioni similari.
Ora, se si può senz’altro auspicare una maggiore completezza di informazione, si devono però rilevare nell’analisi del consigliere Maquignaz alcune inesattezze, precisamente laddove fa riferimento alla durata del notiziario regionale, che non supera i dieci minuti e con testi quasi esclusivamente in italiano.
E’ noto infatti che la sede RAI della Valle d’Aosta trasmette quotidianamente due notiziari televisivi, ciascuno della durata media di quindici minuti, e due notiziari radiofonici, sia in lingua italiana che in lingua francese, della durata complessiva di trenta minuti, oltre al quotidiano notiziario "flash" delle ore 17 sul GR2, trasmesso solo per la Valle d’Aosta. Ai notiziari, vanno poi aggiunti i programmi televisivi sia in lingua francese che in lingua italiana, nell’arco dell’intera settimana.
Rispondo ora, in modo specifico, ai quattro punti dell’interrogazione.
Primo punto. Non si tratta di una convenzione RAI-Regione, ma di una convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la RAI per la diffusione di trasmissioni in lingua francese. Come ho già avuto modo di rispondere qualche mese fa ad una interpellanza dei Consiglieri del gruppo unionista, faccio presente che nel febbraio 1989 la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva trasmesso al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, la bozza di convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la RAI, per la trasmissione di programmi in lingua francese per la Valle d’Aosta e per altre minoranze linguistiche esistenti nel territorio italiano.
In sede di stesura della relazione di accompagnamento alla bozza di convenzione da inviare al Consiglio superiore tecnico delle poste e delle telecomunicazioni, il Ministero delle poste ha rilevato alcuni problemi, soprattutto di carattere finanziario, nella parte relativa alla tutela della minoranza di lingua tedesca nella provincia di Bolzano. Ciò ha bloccato l’iter della convenzione che sarebbe dovuta andare prima al Consiglio superiore tecnico e poi al consiglio di amministrazione del Ministero delle poste.
In seguito agli incontri svoltisi tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero delle poste e la RAI, si è trovato modo di superare le difficoltà incontrate e sono state predisposte le risposte alle osservazioni del Ministero.
Tutto ciò ha procurato notevoli ritardi nella procedura di approvazione della convenzione, che, dopo il parere dei sopraricordati organi del Ministero, dovrà essere approvata in via definitiva dal Consiglio dei Ministri.
Assicuro il consigliere interrogante che questa Presidenza sta seguendo la vicenda e nei giorni scorsi ha sollecitato la Presidenza del Consiglio dei Ministri per una rapida approvazione della convenzione.
Punto secondo. Per quanto concerne le sostituzioni temporanee di giornalisti professionisti, non è possibile fare ricorso a personale giornalistico in loco per così mi si dice "mancanza di giornalisti professionisti disoccupati". Per le assunzioni di nuovi giornalisti, le relative determinazioni non vengono assunte dalla sede regionale della RAI, ma dalla direzione centrale di testata dell’informazione. Tengo comunque a precisare che, su sedici giornalisti occupati presso la sede RAI di Aosta, dodici sono valdostani.
Comunque è nostro intendimento ricercare, in collaborazione con l’associazione dei giornalisti della Valle d’Aosta, concrete proposte per poter assumere in futuro, tramite concorsi, giornalisti valdostani.
Terzo punto. Il livello di copertura di ascolto del TG3 in Valle d’Aosta supera di gran lunga la media nazionale, aggirandosi sulla percentuale del 95-97 per cento del territorio.
Per quanto attiene agli indici di ascolto del TG3, da recenti indagini svolte da istituti specializzati, risulta che l’80 per cento della popolazione segue i notiziari radiotelevisivi ripartiti nelle diverse fasce orarie.
Per quanto concerne l’accensione dei ripetitori RAI a livello di comunità montane, ci sono rapporti con tutte, ad eccezione della comunità montana Grand Combin che è servita autonomamente.
Quarto punto. E’ intenzione di questa Amministrazione, sempre in collaborazione con l’associazione dei giornalisti della Valle d’Aosta, studiare eventuali forme di intervento, per consentire alle emittenti locali una maggiore potenzialità di informazione.
Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.
Maquignaz (Indipendente): Ringrazio il Presidente della Giunta per le risposte alla mia interrogazione, anche se sono rimasto un po’ dispiaciuto nel sentirlo rispondere con toni leggermente polemici, mentre alla base della mia interrogazione c’era un’esigenza interlocutoria sul problema dell’informazione che mi sembra molto importante per la nostra Regione e per tutta la comunità valdostana. Non risponderò comunque con toni polemici, ma cercherò di sottolineare alcuni aspetti dell’interrogazione che mi sembrano molto importanti.
Bisogna innanzitutto intensificare gli sforzi, come del resto si è già fatto, per ottenere al più presto il rinnovo della convenzione - prendo atto che non si tratta della convenzione tra la RAI e la Regione, ma tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione - per l’emissione di programmi in lingua francese e per il potenziamento di programmi radiotelevisivi della RAI, anche sull’esempio di altre regioni.
Il Presidente della Giunta diceva che non esiste una situazione di abbandono. Questo è vero, però ci dobbiamo rendere conto che, rispetto ad altre regioni come il Trentino-Alto Adige o il Friuli Venezia Giulia, la nostra regione si trova in una situazione di quasi abbandono nella valorizzazione della lingua francese. Il Trentino-Alto Adige garantisce, ad esempio, la messa in onda di notiziari e rubriche in lingua tedesca della durata di un’ora e mezza nei giorni feriali, mentre in quelli feriali tali spazi sono ulteriormente ampliati, e tutti i giorni vi si mette in onda uno specifico notiziario in lingua tedesca. Tutto ciò vale per precisare che nella nostra regione ci troviamo ancora in una situazione di difficoltà rispetto ad altre regioni a statuto speciale.
Voglio ancora evidenziare che, sempre nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, occorre cercare e concordare una soluzione che consenta l’assun-zione di giornalisti valdostani. Mi è stato detto che non esistono giornalisti valdostani disoccupati. Ne prendo atto e verificherò la circostanza, ma credo che si debba comunque operare, rispettando, come dicevo, le leggi ed i regolamenti, affinché i giornalisti della nostra regione possano avere la prelazione nelle assunzioni alla RAI.
Il terzo punto che vorrei sottolineare, concerne l’opportunità di valutare con maggiore attenzione il ruolo e le esigenze delle emittenti private nella nostra Regione. Credo che con un po’ di buona volontà si potrebbe predisporre una convenzione tra la Regione e le emittenti private, per garantire il miglior pluralismo possibile nell’ambito dell’informazione televisiva e per dare una maggiore vitalità all’informazione, che in questo modo potrebbe adeguarsi e rispecchiare di più le esigenze della comunità valdostana e della nostra gente. Credo infine che una simile convenzione potrebbe garantire il perseguimento dei fini connaturati alle esigenze della Regione, non esclusa la valorizza-zione della lingua francese.
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