Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 1781 del 10 gennaio 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 1781/IX - Approvazione del piano di riparto dei finanziamenti da assegnare a comuni e consorzi, per l’anno 1991, in applicazione della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93 (Testo unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili).

Presidente: Do lettura della proposta di deliberazione iscritta al punto 37 dell’ordine del giorno.

IL CONSIGLIO

- richiamata la legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93 ("Testo unico delle norme regionali in materia di promozione di servizi a favore delle persone anziane ed inabili") con la quale la Regione promuove interventi a favore delle persone anziane ed inabili mediante l’assegnazione agli enti locali di finanziamenti per l’istituzione, il potenziamento e la gestione dei servizi precisati nella legge medesima;

- visti i programmi inoltrati da comuni e da consorzi per l’istituzione, il potenziamento e/o la gestione di servizi per l’anno 1991;

- ravvisata la necessità, in applicazione dell’articolo 20 della legge regionale n. 93/1982, di proporre al Consiglio regionale il piano annuale di riparto dei contributi regionali per il predetto anno;

- visti gli atti predisposti dall’Assessore alla Sanità ed assistenza sociale, Beneforti;

- sentita l’Associazione dei Sindaci della Valle d’Aosta, nonché la Consulta regionale delle Organizzazioni Sindacali dei Pensionati;

visto il parere della V Commissione consiliare permanente;

Delibera

1°) di approvare il piano per l’anno 1991 di riparto dei finanziamenti regionali, in applicazione della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93, come dagli atti predisposti dall’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale (allegato A);

2°) di dare atto che la spesa complessiva di lire 22.860.400.000 graverà sui seguenti capitoli e residui del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 1991:

a) quanto a lire 22.571.900.000 (ventiduemiliardicin-quecentosettantunomilioninovecentomila) sul capitolo del bilancio di previsione della Regione per l’anno 1991 corrispondente al Capitolo 22805 del bilancio preventivo della Regione per l’anno 1990 "Contributi ai Comuni nelle spese di gestione di servizi sociali a favore delle persone anziane ed inabili";

b) quanto a lire 288.500.000 (duecentoottantotto-milionicinquecentomila) sul capitolo del bilancio di previsione della Regione per l’anno 1991 corrispondente al Capitolo 22820 del bilancio preventivo della Regione per l’anno 1990 "Contributi ai Comuni nelle spese di investimento in servizi a favore delle persone anziane ed inabili";

3°) di stabilire che i comuni applichino nei confronti degli utenti dei servizi le contribuzioni contenute nelle allegate tabelle;

4°) di stabilire che agli impegni e alle liquidazioni dei finanziamenti assegnati ai comuni provveda la Giunta regionale, con successivi provvedimenti deliberativi, ai sensi dell’articolo 21 della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93;

5°) di stabilire che le modalità per l’utilizzazione dei fondi assegnati con il piano di riparto dei finanziamenti, per le modalità operative e per l’applicazione delle tabelle di contribuzione siano comunicate agli Enti assegnatari con circolare dell’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, tenuto conto delle direttive generali approvate contestualmente al piano di riparto;

6°) di demandare all’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale l’esame delle richieste degli Enti gestori per eventuali assunzioni di personale oltre l’organico assegnato in caso di assenze per gravidanza o malattia superiori ai 30 giorni;

7°) di demandare alla Giunta regionale l’assegnazione dei fondi per le microcomunità di Gressan e Pontey secondo i criteri adottati per le altre strutture al momento dell’entrata in funzione delle stesse, previste nel corso dell’anno.

Allegati

(...omissis...)

Presidente: Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC): Con questo provvedimento si predispone il piano di riparto finanziario per il 1991 a sostegno dei servizi per le persone anziane ed inabili, sulla base di quanto previsto dalla legge regionale n. 93 del 15 dicembre 1982.

Il piano, che è allegato all’ordine del giorno, è stato elaborato alla luce dei programmi presentati dai comuni e dai consorzi dei comuni. Sono stati i comuni stessi, infatti, ad avanzare, singolarmente o come consorzi, le relative richieste. Prima dell’approvazione del piano da parte della Giunta, è stata sentita l’Associazione dei sindaci, nonché la Consulta delle organizzazioni sindacali dei pensionati, come era previsto dalla legge, ed i verbali degli incontri sono allegati al presente provvedimento.

Il costo del piano per il 1991 è previsto in lire 22.860.000.000 e comprende spese di gestione e spese in conto capitale.

Le spese di gestione, come da progetto e come i Consiglieri sanno, riguardano l’assistenza domiciliare, la fornitura pasti, la gestione delle microcomunità, dei centri diurni e d’incontro per gli anziani, i soggiorni termali ed anche spese d’alloggio per anziani qualora i comuni decidano di dare loro degli appositi alloggi. In queste spese non è prevista l’assegnazione di fondi per le microcomunità di Gressan e Pontey, alle quali saranno tuttavia applicati gli stessi criteri non appena entreranno in funzione nel corso del 1991. I comuni sono tenuti ad applicare le tabelle delle entrate allegate al presente provvedimento.

Le modifiche apportate rispetto al 1990 tengono conto di alcuni aspetti ed in particolare dell’applicazione del nuovo contratto di lavoro e dei relativi miglioramenti economici. Ai dipendenti si applica il contratto dei dipendenti degli enti locali ed i miglioramenti da esso previsti.

I comuni hanno anche chiesto che gli assistenti domiciliari siano aumentati di un quarto rispetto allo scorso anno, per garantire le sostituzioni. Tale richiesta è stata accolta, ma limitatamente ai comuni della seconda fascia (quelli dai 1.000 ai 1.500 abitanti). Alle microcomunità si assicura comunque la sostituzione del personale assente per gravidanza o per malattia oltre i trenta giorni, mentre lo scorso anno le varie richieste dei comuni erano esaminate di volta in volta.

I finanziamenti per le altre prestazioni sono stati aumentati del 10 per cento circa. Tale percentuale corrisponde al valore dell’inflazione. Anche i contributi a carico degli utenti per i vari servizi (prestazioni infermieristiche, lavanderia, pasti...) hanno subito i normali aumenti o arrotondamenti dell’indice inflativo.

Innovativa e doverosa è invece la contribuzione a carico dei familiari (genitori, coniugi o figli) dei ricoverati, che è stata attuata nell’intento di recuperare entrate nel limite del possibile. Fino ad oggi, infatti, le contribuzioni dei parenti, che pure erano dovute, e quelle per le prestazioni offerte in altri settori, non hanno mai superato il 10 per cento delle spese sostenute dalla Regione.

L’innovazione di quest’anno sta in questi termini: l’importo convenzionale mensile è fissato in 1,5 milioni e l’utente è tenuto a versare la quota-parte in base al proprio reddito. Quindi, se esistono coniugi, genitori e figli, ciascuno di loro è tenuto a versare la propria quota-parte in base al reddito. Questa soluzione facilita l’accordo tra i parenti e quindi anche il recupero delle quote. Il sistema precedente era infatti molto più complesso: imponeva un preventivo accordo tra tutti i parenti tenuti alla contribuzione, rendeva difficile l’accertamento dei redditi da parte dei comuni ed in molti casi vanificava l’obiettivo di estendere la contribuzione ai familiari nei casi in cui essa poteva essere versata, perché i comuni, dinanzi a casi molto complicati, spesso lasciavano anche perdere.

Noi riteniamo che col nuovo sistema, che impone ad ogni familiare di pagare la propria quota-parte rapportata al reddito, sia molto più facile l’accertamento ed il recupero delle quote da parte dei comuni interessati.

Col vecchio sistema non esisteva inoltre alcun disincentivo all’allontanamento dell’anziano dal suo ambiente familiare, perché per i familiari, non più tenuti al pagamento di alcuna quota, era più facile depositare l’anziano nelle micro-comunità piuttosto che tenerlo a casa. Credo pertanto che ora l’obbligo del pagamento concorra a responsabilizzare molto di più anche i familiari.

Queste sono le modifiche apportate nel 1991 rispetto al 1990, che in sostanza hanno lo scopo di determinare quote credibili ed effettivamente riscuotibili, per disincentivare l’allontanamento dell’anziano dal proprio domicilio abituale, e di garantire all’Amministrazione maggiori entrate.

Dobbiamo però prendere in esame anche altri aspetti, come quello previsto dalla legge n. 12 del 5 aprile 1990, che prevede l’assunzione, per concorso, di cinque impiegati amministrativi, cui sarà affidato il coordinamento di una o due micro-comunità. Questi impiegati svolgeranno il normale orario di lavoro in una microcomunità, ma potranno vedersene affidata anche un’altra per riuscire a completare le 36 ore di lavoro.

Una volta definita la mobilità del personale ed esaurita la vecchia graduatoria, si procederà a bandire il nuovo concorso per la copertura dei posti vacanti e per sistemare il personale in condizioni di precarietà.

Infine, si sta approntando un piano di formazione e riqualificazione professionale di tutto il personale, perché riteniamo che anche il personale adibito all’assistenza nelle microcomunità od a domicilio debba essere sempre aggiornato e qualificato per garantire un servizio sempre più adeguato alle esigenze degli anziani e di coloro che devono ricorrere a questo servizio.

Con la collaborazione dell’ANSED stiamo anche cercando di portare avanti un programma di animazione, perché riteniamo che l’anziano, ospite della microcomunità, non debba essere solo lavato, pulito e sfamato, ma anche messo nelle condizioni di vivere più serenamente la sua ultima parte di vita.

Una volta accertati i costi, dovremo cercare di incrementare notevolmente l’assistenza domiciliare, sia per tenere gli anziani nel loro ambiente familiare, sia perché tale scelta potrebbe farci risparmiare parte delle spese attuali e future. Nelle microcomunità abbiamo infatti sempre più bisogno di personale, perché è in continuo aumento il numero degli anziani non autosufficienti, che oggi rappresentano l’80 per cento a fronte degli autosufficienti, che sono solo il 20 per cento.

In prospettiva dobbiamo anche cercare di realizzare gli obiettivi previsti dalla deliberazione n. 475 del 26 gennaio 1990, che mira ad aprire in Valle dei ricoveri specializzati, dove gli anziani non auto-sufficienti possano ricevere anche una certa assistenza sanitaria. Vi sono infatti anziani che, pur non potendo essere assistiti in una microcomunità, non sono neanche assistiti in ospedale perché non da "ospedalizzare".

Con le amministrazioni locali cercheremo di localizzare questi centri. L’unico scelto nel passato era quello di Antey-Saint-André, mentre, di concerto con la Comunità montana Valdigne, se ne sta prospettando un altro a Courmayeur.

Credo di aver evidenziato le poche innovazioni rispetto al piano del 1990 e gli obiettivi che intendiamo perseguire nel prossimo futuro per offrire a queste microcomunità, all’assistenza domiciliare, nonché ai centri diurni e notturni per gli anziani, un’assistenza sempre più confacente alle esigenze della vita di oggi.

La Giunta ha presentato questo programma, che ha ottenuto il consenso dell’Associazione dei Sindaci e della Conferenza delle organizzazioni sindacali, e resta a disposizione dei Consiglieri per gli eventuali chiarimenti

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Si dà atto che alle ore 10,49 riassume la presidenza il Presidente Dolchi.

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Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA): Anche in questo caso vorrei fare un’osservazione sulla parte finanziaria, perché voi...

Beneforti (fuori microfono): Io ti passo l’Assessore alle Finanze.

Riccarand (VA): Sì, sì, ma mi rivolgo proprio all’Assessore alle Finanze.

Sulle presenti deliberazioni avete tirato fuori la teoria del "un dodicesimo", per cui sui nuovi capitoli relativi al bilancio di previsione del 1991 si potrebbe utilizzare fino all’un dodicesimo dell’impegno del capitolo. Ricordo anche che questa motivazione è stata invocata dall’Assessore Rusci per giustificare il ritiro di un suo oggetto.

Qui si impegnano "22.571.900.000 di lire sul capitolo del bilancio di previsione della Regione per l’anno 1991 corrispondente al capitolo 22805 del bilancio preventivo della Regione per l’anno 1990". Mi sembra che in questo caso la dizione sia corretta dal punto di vista tecnico, perché non si va a citare, come facevate voi prima, un nuovo capitolo di un bilancio non ancora approvato e che quindi non possiamo citare, ma si fa un riferimento corretto.

Tuttavia, sempre alla luce della teoria del "un dodicesimo", su questo capitolo noi dovremmo avere 265.000.000.000 e quindi in bilancio dovremmo avere un capitolo che contiene una previsione di spesa di 265.000.000.000. Poiché sappiamo benissimo che nel bilancio di previsione della Regione non esiste alcun capitolo di spesa di questo genere, io ritengo che la tesi del "un dodicesimo", che voi avete tirato fuori, non stia assolutamente in piedi e sia stata inventata lì per lì.

Che non stia in piedi è dimostrato dai dati di fatto, tant’è vero che praticamente andate ad impegnare tutto un capitolo e non un dodicesimo e che...

(...Interruzione del Presidente Bondaz...)

... Il Presidente della Giunta, invece di fare delle battute, dovrebbe stare un pochino più attento ed essere un po’ più rispettoso nei confronti di ciò che dicono i Consiglieri, che potranno anche essere... Come?...

(...Interruzione del Presidente Bondaz...)

... A me non sembra, perché...

(...Interruzione del Presidente Bondaz...)

... perché si sta rivolgendo ai Consiglieri in termini insultanti, quindi non è rispettoso. Un Consigliere può anche dire cose sbagliate. Lo si può eventualmente correggere, ma non mi sembra il caso di ricorrere a degli insulti...

Bondaz (fuori microfono): Non ho usato nessun insulto.

Riccarand (VA): Invece sì, perché prima, siccome io sento anche, hai detto: "Fatti furbo!". Probabilmente non sarà un insulto, ma è qualcosa che si avvicina molto...

(...Interruzione del Presidente Bondaz...)

... Va bene, è una cortesia! Allora, al Presidente della Giunta, che oltretutto è anche avvocato, io chiederei di prestare più attenzione al rispetto delle regole, dei regolamenti e delle leggi. Qui è molto in uso rispettare e richiamare le leggi quando conviene e trascurarle quando non convengono.

Questo è un piccolo fatto di nessuna importanza, perché siamo tutti d’accordo sulla sostanza del provvedimento, che quindi verrà votato all’unanimità, però io ritengo che anche su questi aspetti contabili si debba essere rispettosi di determinate normative. Non si può, specie per certi provvedimenti di Consiglieri della minoranza, dire: "Questi li dobbiamo rinviare a dopo l’approvazione e la pubblicazione del nuovo bilancio", come è capitato ad alcune proposte di legge del Gruppo Verde Alternativo, e come del resto è giusto, perché questa procedura ci è stata confermata anche dagli uffici, quando poi ci troviamo di fronte atti della Giunta che, guardacaso, vanno avanti come se niente fosse, supportati da teorie che non stanno in piedi, come quella del "un dodicesimo".

Dimostratemi che in questo caso stiamo all’interno dell’un dodicesimo del capitolo del bilancio di previsione del 1991 corrispondente al capitolo 22805 del bilancio del 1990.

Presidente: Ha chiesto la parola l’Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC): Volevo soltanto chiarire al collega Riccarand che questo non è un problema di un dodicesimo, perché non si tratta del saldo di una spesa, ma di un piano che verrà portato avanti nel corso del 1991 in base ad una legge, infatti qui c’è scritto: "Il Consiglio delibera: 1°) di approvare il piano per l’anno 1991 di riparto dei finanziamenti regionali, in applicazione della legge regionale 15 dicembre 1982, n. 93, come dagli atti predisposti dall’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale". Questo è un piano che verrà attuato nel 1991 e non il saldo di una spesa che invece deve rientrare nel calcolo del dodicesimo. Consigliere Riccarand, volendo, oggi è possibile fare un piano anche per il 1992...

Riccarand (fuori microfono): Indicando precisamente il capitolo di cui si tratta...

Beneforti (DC): Sì, Consigliere Riccarand. Io non sono Assessore alle Finanze, però posso dire che abbiamo indicato quel capitolo perché a suo tempo avevamo stabilito che queste spese rientrassero proprio in quel capitolo.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV): Dans son ensemble, compte tenu du fait que cet engagement fait référence à une loi qui prévoit qu’il y ait une intervention dans ce secteur, je crois que l’on ne peut que partager les différentes interventions qui sont à soutien de l’assistance aux personnes âgées.

Il est évident qu’il y aura d’autres initiatives, il est tout de même important qu’il y ait un engagement de l’Administration régionale et des communes face à ce problème, qui a été - je voudrais le rappeler - une contribution importante pour résoudre le problème de l’occupation surtout féminine.

Je crois que plusieurs familles, en particulier dans la moyenne et haute montagne, ont eu cette possibilité qui a permis vraiment de résoudre les deux problèmes d’une façon optimale. Donc, je crois que ce n’est pas la peine d’insister sur ce thème, car on ne peut que le partager.

Je crois qu’en même temps il est évident qu’on a besoin d’une formation professionnelle toujours plus ponctuelle, pour des raisons tout à fait normales. Il y a eu dans les premières années des difficultés, à présent je crois qu’on est de plus en plus à même de jérer d’une façon satisfaisante les problèmes. On insiste sans doute sur le fait que, au moment où il y a des substitutions du personnel, il y ait la possibilité d’employer les personnes les plus proches à la commune intéressée, pour qu’il y ait le maximum d’avantage pour les personnes qui doivent se déplacer et pour résoudre un problème qui est dû à l’occupation. En même temps je crois que, tout en partageant le fait qu’il y ait une intervention importante de l’Administration régionale, il faudra tôt ou tard entreprendre la possibilité d’examiner les interventions des héritiers. Jusqu’à maintenant on a justement assisté les personnes qui n’ont que le salaire, la "pensione sociale", le traitement des retraités. Il faut tout de même considérer qu’il y a des personnes qui, sans doute, comme disponibilité n’ont pas d’argent, mais qui ont des biens remarquables. On a des cas très évidents - je répète - qui sont surtout à l’attention dans les petites communes.

Or, je crois que c’est un peu exagéré que l’Administration régionale paie pendant toute la vie pour des personnes qui ont des rentes, qui ont des biens, qui ont des terrains. Je crois qu’il faudrait intervenir même si l’on est dans un domaine triste. Les personnes âgées arrivent à la mort et au moment où les personnes sont mortes il y a les héritiers qui se rappellent tout de suite qu’ils avaient une personne très chère à leur côté et le plus souvent on a eu des surprises: des personnes qui n’avaient que la "pensione sociale" avaient des biens pour des centaines de millions. Alors, je crois qu’il faudrait trouver le système pour obliger les héritiers au moins à rendre à l’Administration régionale le montant de l’intervention. Je crois que c’est vraiment absurde qu’on aille payer les frais de l’assistance pour des personnes qui n’en ont absolument pas besoin.

Il s’agit de repérer une indication pour laquelle il faudra trouver une formulation juste et correcte qui permettra d’intervenir. A présent on a une certaine disponibilité, mais si les frais augmentent - n’oublions pas qu’il s’agit des frais de gestion (ce sont les frais les plus importants qui augmentent) - c’est justement pour augmenter le personnel. Nous arrivons à des centaines de millions; compte tenu du système, les personnes âgées qui directement ou indirectement feront requête de l’intervention de l’Administration régionale, augmenteront de plus en plus. Alors j’insisterais vraiment sur ce point pour des raisons sociales et d’équité.

Pour le reste, sur le problème du budget, je ne veux pas insister, mais je crois que, peut-être, le fait d’attendre sur une initiative de ce genre, l’approbation du budget serait utile, car même s’il s’agit d’une répartition le fait d’attendre qu’il y ait l’approbation du budget serait nécessaire.

Pour les autres points: le fait de prévoir un douzième de l’engagement est possible, mais même si on prévoit la répartition, elle est possible seulement si on tient compte du fait qu’il y a la disponibilité financière, autrement la répartition n’a plus de sens. Alors je ne veux pas faire une question de substance, mais je crois que vraiment ici le cas est exagéré.

Jusqu’à présent il fallait attendre l’approbation du budget - il s’agit de dix jours - alors le fait d’attendre ne changerait rien du tout, car ici il ne s’agit pas d’intervenir tout de suite. Je comprends qu’on ne va pas tout de suite allouer l’argent, mais tout de même pour l’intervention il est nécessaire d’attendre l’approbation du budget. Il s’agit de dix jours: au point de vue de la procédure, surtout sur ce point, je partage entièrement ce que le Conseiller Riccarand a dit.

Presidente: Ha chiesto la parola il Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.

Beneforti (DC): Vorrei solo dire al Consigliere Rollandin che condivido il contenuto della prima parte del suo discorso, ch’io non ho potuto esplicare appieno perché sapevo che la seduta sarebbe dovuta terminare alle ore 11; ma posso garantirgli che manterremo tutta l’attenzione necessaria sulla valutazione dei redditi e sulla sostituzione del personale

Presidente: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di deliberazione in oggetto della quale abbiamo già dato lettura.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all’unanimità

Presidente: I lavori sono sospesi ed i Consiglieri sono invitati nel salone sottostante per la celebrazione del 45° anniversario del primo Consiglio Valle. I lavori riprenderanno oggi pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta

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