Oggetto del Consiglio n. 1512 del 18 ottobre 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 1512/IX - Relazione sul dossier per la candidatura olimpica della città di Aosta (Approvazione di risoluzione; reiezione di altra risoluzione).
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Chiederei alla cortesia dei signori Consiglieri una sospensione di cinque minuti.
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Si dà atto che i lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 16,47 alle ore 17,07.
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Presidente - Ha chiesto di parlare l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) - In data primo ottobre il Consiglio regionale aveva votato una risoluzione con la quale impegnava la Giunta a presentare il testo del dossier per la candidatura olimpica, sottoporlo all’esame delle Commissioni consiliari IV e V e successivamente al Consiglio regionale.
Abbiamo assunto questo impegno e lo rispettiamo; abbiamo presentato nei giorni scorsi alle Commissioni l’estratto del dossier e lo stesso abbiamo fatto pervenire al Consiglio regionale perchè lo discuta oggi.
La prima considerazione è che è stato distribuito un estratto del dossier completo; estratto perchè il dossier completo è composto da 4 volumi, che sono tuttora in fase di stampa. Però l’estratto è stato predisposto apposta per le Commissioni e per il Consiglio regionale in modo da dare un’idea di come tutto il dossier è strutturato, e in modo da dare in questo estratto tutte le indicazioni più importanti sulle quali sono evidentemente necessarie delle valutazioni di carattere politico.
Successivamente è stata distribuita la bozza riguardante gli sports, che costituisce in linea di massima il volume secondo del dossier. Anche qui si tratta di una bozza incompleta e mi pare anche non corretta, perchè ho riscontrato qualche errore nella traduzione di francese, quindi penso che comunque si tratti di una bozza da correggere.
Una delle osservazioni che era già stata fatta in Commissione, che mi pare ha avuto già una eco nel Consiglio comunale e probabilmente si ripeterà oggi, è che è stato sottoposto all’esame uno stralcio del dossier e non tutto il dossier. Mi pare che questa osservazione sia giusta, però in effetti non siamo oggi in grado di presentare il testo completo del dossier. Se si voleva seguire questa procedura per permettere un esame più compiuto ed anche un confronto più ampio all’interno della comunità valdostana su questo dossier, sicuramente avremmo dovuto iniziare la predisposizione del dossier almeno un anno fa. Cosa che per svariati motivi non è stata possibile.
Abbiamo avuto a disposizione soltanto due mesi per le note vicende per preparare questo dossier, e non è certamente stata una impresa facile.
L’altra considerazione di carattere generale che volevo fare è che la scelta delle piste per lo svolgimento dei giochi è stata fatta in linea di massima dall’ASIVA, ma è stata fatta sulla base di scelte politiche effettuate dalla Giunta regionale, cioè la Giunta ha dato delle indicazioni di carattere politico sulle località che potevano essere assegnatarie dei giochi, e sulla base di queste scelte l’ASIVA ha dato le indicazioni sulle piste che riteneva più opportuno per questo svolgimento. Queste indicazioni in linea di massima, salvo qualche caso, sono state tutte recepite nel dossier.
Quanto alla scelta politica effettuata dalla Giunta, è una scelta che riguarda le località dove svolgere i giochi olimpici. In questo si è seguito un criterio di massima, che era quello di contenere lo svolgimento dei giochi in un raggio di 30-40 km. dal villaggio olimpico, quindi dalla città di Aosta. Questo per una indicazione che ci è venuta direttamente dal CIO, perchè avrebbe presentato in modo ottimale la candidatura all’esame tecnico che poi farà il CIO. Il che ha portato alla esclusione della località di Gressoney, perchè questa località dista da Aosta 95 km.
Questo però non vuol dire che la scelta effettuata sia una scelta definitiva.
L’ultima considerazione generale che volevo fare è che il dossier va visto come uno studio di fattibilità, e, come tutti sanno, ogni studio di fattibilità in sede di esecuzione può comportare delle varianti. E’ già successo; è successo anche per l’ultima assegnataria dei giochi olimpici, la città di Dilli Hammer, che nel dossier di presentazione aveva indicato una località e successivamente, una volta assegnati i giochi, ha esposto i motivi tecnici per i quali riteneva di dover cambiare località, ed ha scelto una località distante 60 km da quella che era stata indicata nel dossier. Per cui dopo l’assegnazione (se ci sarà) dei giochi, motivandolo - e si può motivare -, anche Gressoney può essere inclusa fra le località che effettueranno lo svolgimento dei giochi.
Per quanto riguarda la struttura completa del dossier che i Consiglieri evidentemente non hanno avuto modo di leggere, posso dirvi in linea generale, salvo poi approfondire qualche aspetto, che il primo volume concerne essenzialmente le rispo-ste in linea generale che vengono date al questionario posto dal CIO, con rinvio poi agli approfondimenti negli altri Comuni; nella seconda parte del primo volume c’è tutto un capitolo sulla storia e sulla cultura della Valle d’Aosta che ospita questi giochi.
Il secondo volume, di cui avete ricevuto una bozza, è quello che descrive le località che ospiteranno le gare, le caratteristiche, le esperienze che queste località hanno avuto perchè abbiamo poi elencato tutte le varie coppe internazionali e a livello mondiale che in Valle d’Aosta sono state già organizzate fino ad oggi, anche per dimostrare che abbiamo una esperienza nella organizzazione di queste gare, poi segue la descrizione delle caratteristiche delle piste che vengono indicate.
Il terzo volume attiene alla organizzazione dei giochi, quindi tratta della ricettività del villaggio olimpico, della struttura organizzativa, dei trasporti, della sicurezza che è un aspetto sul quale il CIO ha posto particolare attenzione, della sanità, del budget con le previsioni che vengono effettuate, dell’ambiente. Per inciso dirò che sono previste valutazioni di monitoraggio ambientale sulle infrastrutture che riguardano le località scelte e che nel budget di previsione è prevista una somma di 9 milioni di dollari per dette valutazioni.
Il quarto volume tratta dei media; è un volume che è stato redatto soprattutto da aziende pubbliche più che da professionisti, hanno collaborato alla stesura di questo testo la Rai, la Sip, la Sirti, l’Italcable, Telespazio, Olivetti, Enel. Viene individuato come centro media la caserma Testafochi.
In linea generale questa è la struttura del dossier ma vorrei soffermarmi su alcuni aspetti di esso, che sono poi quelli che hanno maggiore incidenza politica.
Intanto la data che viene proposta per lo svolgimento dei giochi invernali è quella che va dal 7 al 22 febbraio 1998, che è il periodo nel quale le condizioni di innevamento sono state considerate ottimali.
Per quanto riguarda le infrastrutture c’è tutto un capitolo dove elenchiamo le infrastrutture esistenti, e sono la maggior parte; ci sono poi delle infrastrutture che esistono ma sono da migliorare e che comunque noi miglioreremo indipendentemente dall’assegnazione o meno dei giochi olimpici, faccio l’esempio della pista di bob di Cervinia; c’è poi l’elenco delle infrastrutture che bisogna creare ex novo per lo svolgimento dei giochi olimpici. Quali sono queste infrastrutture? Innanzitutto il villaggio olimpico, che è finalizzato allo svolgimento dei giochi. Per il villaggio olimpico, come forse già saprete, è stata individuata una zona in regione Busseyaz, si dice anche che questa costruzione non sarà poi fine a se stessa ma attraverso accordi da stipulare con il Ministero della Difesa potrebbe essere la futura sede della caserma, quindi potrebbe sbloccare un’area che è importante al centro di Aosta.
L’altra infrastruttura da creare è quella del palazzo dello sport, ma anche questa, come sapete, è già prevista nel piano delle infrastrutture sportive del Comune di Aosta e indipendentemente dall’esito delle olimpiadi noi comunque faremo il palazzo dello sport ad Aosta perchè è una esigenza indifferibile.
E’ prevista poi la costruzione dello stadio olimpico per la cerimonia, è stata individuata per questa infrastruttura una zona nel Comune di Pollein; c’è già una intesa di massima con il Comune di Pollein, la zona sarebbe quella che resta di fronte all’arena Croix-Noire.
C’è poi il trampolino per il salto che è stato previsto in zona di Charvensod e che non richiede la costruzione di impianti di risalita.
Infine il centro media, previsto al posto della caserma Testafochi.
Ecco, queste sono le infrastrutture nuove che bisognerà creare per lo svolgimento dei giochi, alcune delle quali comunque saranno costruite dall’Amministrazione regionale perchè sono già in programma.
Un altro problema riguarda la ricettività alberghiera; le previsioni che vengono fatte nel dossier portano ad una cifra di 62mila fra atleti, organizzatori e ospiti per lo svolgimento dei giochi olimpici. Sessantaduemila persone che vanno collocate fra Aosta e i centri e le località sedi dello svolgimento delle gare. Sotto questo aspetto forse la carenza più grossa è ad Aosta, perchè ad Aosta sono previste 8500 presenze, mentre la disponibilità attuale alberghiera e para-alberghiera è di 4480, c’è quindi un fabbisogno ad Aosta di una ricettività di 4000 persone, che in parte saranno ospitate nel futuro villaggio olimpico, in parte in nuovi alberghi che bisognerà costruire. Ma rientra nei programmi dell’Amministrazione regionale e non da oggi la necessità di costruzione di nuovi alberghi in modo particolare ad Aosta, c’è una legge di settore, e c’è il discorso dei grandi alberghi e degli alberghi di qualità che è stato già fatto e che deve essere portato avanti ancora, per cui indipendentemente dallo svolgimento delle olimpiadi credo che il problema della ricettività alberghiera di Aosta vada comunque affrontato e risolto.
Terzo problema che è importante e che è oggetto di valutazione politica riguarda il budget previsionale. Nel dossier è riportato un budget che nel frattempo è stato già modificato - come vi ho già detto, questo è un dossier che è ancora in fase di elaborazione - a seguito di una presa di posizione del CIO, che sarà probabilmente ratificata nella prossima assemblea del CIO, che prevede una ripartizione dei contributi sui diritti televisivi diversa da quella attuale. E’ previsto cioè che il 40% dei diritti televisivi vada al CIO e il 60% al comitato organizzatore. E’ stato quindi modificato il bilancio di previsione, che è di complessivi 526 milioni di dollari, così composto: - diritti radiotelevisivi $ 306.000.000;
- sponsorizzazioni $ 92.000.000;
- rivendita di materiali $ 10.000.000;
- monetazione, francobolli, medaglie, lotterie varie $ 9.300.000;
- vendita dei biglietti $ 13.000.000;
- contributi governativi $ 95.000.000. Questo è il solo contributo pubblico previsto nel bilancio, la sola spesa di cui dovrà assumersi il carico lo Stato.
Per quanto riguarda il comparto spese:
- installazioni e impianti, compreso il villaggio olimpico, il centro medico e impianti sportivi $ 190.000.000;
- tecnologie varie $ 64.000.000;
- servizi $ 57.000.000, e in questo comparto rientrano anche le spese per la gestione ambientale che avevo detto prima di $ 9.300.000;
- organizzazione $ 60.000.000;
- contributi allo sport, che sono poi i contributi che vanno al CIO, $ 128.000.000;
- imprevisti $ 3.000.000;
- profitto $ 22.000.000.
A me pare che gli aspetti più importanti siano questi, oltre alla indicazione delle località dove vengono svolte queste gare. Su questo, come vi avevo detto, c’era una indicazione di massima dell’ASIVA, voglio illustrarvela; per quanto riguarda lo sci alpino maschile, la discesa libera e la combinata sono previste a La Thuile, il supergigante a Pila, lo slalom gigante e lo slalom a Courmayeur, con una alternativa di riserva che viene indicata dall’ASIVA ma sulla quale mancano ancora valutazioni, e comunque saranno necessarie valutazioni di impatto ambientale, che è quella della località Fontainebleau di Charvensod. Ma noi indichiamo come scelta prioritaria Courmayeur. Per lo sci alpino femminile, discesa libera e combinata Pila, supergigante Courmayeur, slalom gigante Courmayeur, slalom Pila, anche qui con la riserva, in alternativa, della località Fontainebleau.
Sci nordico maschile e femminile a Cogne, biathlon maschile e femminile a Brusson, combinata a Cogne. Per il salto il trampolino è previsto nella località Fontainebleau.
Per l’hockey sono previste due fasi eliminatorie a Cervinia e Ayas e la finale ad Aosta; pattinaggio artistico Aosta, pattinaggio velocità a Pollein nell’ambito di quello stadio che dovrà servire per la cerimonia di apertura.
Il free style a Pila e Courmayeur, lo slittino su pista naturale - che è comunque una prova dimostrativa e non sappiamo ancora se il CIO ci permetterà di svolgerla - è previsto a Fénis in località Combasse; il bob naturalmente a Cervinia e lo slittino su pista artificiale a Cervinia.
Queste sono le indicazioni contenute sul dossier, mi sono soffermato su quelli che sono gli aspetti essenziali ma se ci sono richieste di chiarimento possiamo poi approfondire altri aspetti.
Evidentemente non si tratta di votare sul dossier anche perchè non è previsto, ma riteniamo opportuno presentare un ordine del giorno che tenga conto di questo dibattito e che mi riservo di presentare nel corso della discussione.
Presidente - E’ aperta la discussione. Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.
Faval (UV) - On ne peut cacher la difficulté dans laquelle se trouvent les Conseillers régionaux pour discuter cet argument et pour les raisons que vous connaissez, parce que ce document nous a été remis tout dernièrement, même si avec une certaine instillation parce qu’il y a eu avant un premier volume, il y a eu après - et après c’est le 16 dernier, donc il y a deux jour - un deuxième volume, et puis on nous a dit, on le répète aujourd’hui, qu’en tout cas le dossier qu’on va présenter au CIO sera composé de 4 volumes. Pour approfondir les arguments et la structure de ce dossier il y a eu une réunion des Commissions qui s’est tenue mardi dernier et puis maintenant le Conseil régional.
La difficulté est grande, est importante, parce que nous avons de tout côté entendu soutenir, et nous partageons cet avis, que les jeux olympiques pourraient représenter pour notre Région l’occasion d’un projet pour le futur de la Vallée d’Aoste non seulement dans le domaine des sports d’hiver, mais, si l’on veut, comme nous le souhaitons, penser à une manifestation qui portera à Aoste un grand nombre de personnes, qui portera à Aoste de l’argent, nous devrions penser à la possibilité par-là de rationaliser tout ce qui est actuellement la vie économique, parce qu’à travers le tourisme, qui représente aujourd’hui une des recettes principales pour l’économie de notre Région, nous pensons qu’à travers les jeux olympiques nous devrions pourvoir à dresser un projet de rationalisation de toute la Vallée d’Aoste.
J’ai dit nous partageons cette idée, et si l’on partage cette idée on ne peut se cacher que le dossier, tout en étant un document qui peut être modifié par la suite, mais peut être modifié dans les détails, doit être considéré en tout cas en ce moment un document qui lance les grandes lignes de ce projet pour le futur de la Vallée d’Aoste. Et si la considération que nous devons avoir de ce document est celle que je viens d’exprimer, nous devons avec amertume reconnaître qu’il s’agit d’un document qui n’est pas à même de satisfaire ce genre d’exigence. Aussi parce que nous pensons que la caractéristique fondamentale de ce document est celle du manque de crédibilité. Nous avons conscience que nous pouvons - et en quelque sorte nous devons - vendre, parce qu’il s’agit d’une opération de marketing comme il est dit très justement dans le dossier même, un produit à l’extérieur, surtout envers les membres du CIO et envers les Commissions du CIO qui se rendront sur le lieu pour vérifier l’état des choses; nous devons vendre un produit et pour ce faire nous devons peut-être quelquefois aussi aller au delà de la réalité. Tout cela nous le comprenons, mais ce que nous ne pouvons accepter c’est qu’il y ait des contradictions importantes à l’intérieur de ce dossier même. Et je vous dis la principale.
Vous affirmez à la page 92, au chapitre concernant l’organisation de la ville, considérations finales: "La distribution des installations, la réalisation d’infrastructures, les communications, l’organisation des systèmes de transport urbain à l’usage des jeux olympiques sont en harmonie avec le programme d’intervention que la ville est en train de réaliser pour l’amélioration de la qualité de la vie urbaine. Les critères que l’Administration a l’intention de suivre sont les suivants:
a) utilisation minimale des espaces urbains libres;
b) exploitation minimale des terrains agricoles;
c) respect des espaces verts de la ville".
Ce sont des affirmations que nous souscrivons et que nous partageons entièrement, mais des affirmations de principe que vous faites là; quand vous allez dans la proposition vous proposez de faire exactement le contraire: le village olympique devrait trouver son emplacement dans la zone de Busseyaz, zone que vous appelez zone agricole quand vous dites: utilisation minimale des terrains agricoles.
Je vous signale que la zone de Busseyaz demeure une des dernières localités vertes importantes de la ville d’Aoste. Zone qui depuis toujours est au centre de l’attention à la Commune d’Aoste pour sa conservation. Et voilà qu’à travers ce dossier vous pensez d’éliminer pratiquement totalement cet espace vert, cet espace qui représente un des poumons verts (si non le dernier) de la ville, vous l’effacez, vous allez y mettre des mètres cubes de béton armé. Par-là vous démontrez une grande contradiction et vous démontrez de ne pas être croyables. Nous vous proposons de déplacer ailleurs l’emplacement du village olympique et de tenir compte que la ville d’Aoste dans son ensemble est à même d’offrir toutes les opportunités pour satisfaire cette exigence et les exigences qui concernent en même temps le centre des médias et les autres structures que vous pensez placer dans la ville. Parce que si l’on veut effectivement intervenir de façon rationnelle et correcte nous ne pouvons oublier ce qui est le centre historique de la ville d’Aoste, qui représente une possibilité immense au point de vue bâtiments qui sont pratiquement utilisés, sinon au centre sur l’axe principale entre l’arc d’Auguste et la place de la république, à 10%.
La récupération de la caserne au centre de la ville doit pouvoir être utilisée à ce fin, avec le centre historique de la ville.
Voilà une réflexion d’ordre général qui nous porte à ne pas pouvoir souscrire les propositions que vous nous faites, parce que par la suite, en entrant dans les détails, nous aurions une liste très longue de remarques à vous faire.
Mais vous faites aussi des déclarations quelque peu audacieuses, parce qu’à une des questions fondamentales posées par le CIO, c’est-à-dire marketing de la ville, page 77: "Donnez la liste des organismes qui ont patronné votre candidature; vous répondez: ... Présidence de la République italienne, Présidence du Conseil des Ministres, Ministère du Sport et Tourisme, de l’Intérieur, du Trésor, des Finances, des Postes et Télégraphes, et ainsi de suite. Etes-vous à même de nous démontrer que cela est vrai? Je voudrais une réponse à cet égard.
Cela parce que, si, comme je disais tout à l’heure, nous pouvons chercher de vendre un produit même en allant au delà de certaines réalités, il faut quand même une mesure, et ce genre de patronage est sûrement un des patronages fondamentaux pour avoir la crédibilité à niveau international et à niveau du CIO. La ville d’Aoste n’est pas candidate par elle seule, elle représente aussi un pays, c’est-à-dire l’Italie, et nous aimerions savoir, parce qu’à notre connaissance jusqu’ici il n’y a pas eu de patronage officiel, sinon la déclaration d’intention de M. Andreotti qui a été projetée en télévision en occasion de la visite à Tokyo. Il n’y a que ça, et cela, je crois, n’est pas suffisant même pour le CIO.
Mais par la suite nous devons faire des remarques aussi toujours sur la contradiction qui existe dans ce dossier, par rapport par exemple à l’exclusion de certaines localités pour les différentes compétitions.
Je sais, puisque j’y ai travaillé pendant deux ans, quelle est la requête du CIO, c’est-à-dire: en conséquence d’expériences très négatives qui ont été remarquées par exemple en occasion des jeux olympiques de Calgary concernant les distances, dans cette localité les gens, les athlètes, tout le monde était obligé à des transferts qui duraient 2, 3 même 4 heures. Les Conseillers régionaux qui se rendront en visite à Albertville pourront constater comme on ne doit pas organiser les jeux olympiques, en tout cas dans l’esprit que la charte olympique souligne, c’est-à-dire chercher de tenir ensemble les jeunes pour leur permettre de se confronter, pour leur permettre de se connaître et d’établir les liens d’amitié. L’exigence est donc celle, comme l’on dit normalement, de réaliser des jeux compacts, où il n’y ait pas nécessité de se déplacer pendant des heures de temps et pendant des centaines de kilomètres.
Cela dit, la Vallée d’Aoste, en partant de Pont-Saint- Martin pour arriver à Courmayeur, en utilisant les différentes stations qui existent sur notre territoire, est à même de respecter cet impératif du CIO, parce que la Vallée d’Aoste, par ces distances, mais surtout si les distances sont confrontées au moyen des transports au réseau routier dont nous disposons, voilà qu’exclure une localité comme, par exemple, Gressoney, qui est une des localités les plus réputées pour les sports d’hiver en Vallée d’Aoste, nous paraît un choix arbitraire. Et là je vo ne pas l’utiliser, d’autant plus qu’il ne s’agit pas d’une petite structure, mais il s’agit d’une structure qui coûte des milliards.
Je n’exclus pas que l’on puisse construire à Ayas un stade de la glace, mais à Ayas, d’après les structures qui existent, on pourrait de façon très valable, organiser d’autres compétitions et utiliser au contraire le stade qu’on va construire au Breuil, parce que cela a été confirmé. Parce qu’on pouvait même imaginer qu’à la place de le construire au Breuil on pensait de le transférer à Ayas; ce n’est pas ainsi, l’Assesseur nous a donné l’assurance qu’au Breuil on tiendra les compétitions de hockey.
Tout ceci ne nous aide pas à évaluer de façon positive les propositions que vous nous faites. Vous ne nous donnez même pas les éléments fondamentaux pour comprendre certaines parties du dossier; par exemples toutes les propositions d’installation des pistes et ainsi de suite, en aucune part il y a une échelle pour comprendre quelle sont les mesures, on n’a aucune idée de ce que vous allez proposer de faire. Avec le bon sens mais non pas avec un minimum de science on arrive peut-être à comprendre ce que vous proposez.
Vous parlez de budget, là aussi nous nous trouvons face à une des parties fondamentales du dossier. Vous nous dites que les estimations des recettes et des dépenses sont le fruit d’analyses consciencieuses et de la confrontation directe et approfondie soit avec le système local soit avec les rOn s’oublie de Courmayeur et là ce n’est pas non plus une question d’ordre géographique distribuer un peu sur tout le territoire les manifestations, il s’agit aussi d’un raisonnement important, celui d’utiliser au mieux l’existant. Alors, ce stade existe, pourquoi ne pas l’utiliser, d’autant plus qu’il ne s’agit pas d’une petite structure, mais il s’agit d’une structure qui coûte des milliards.
Je n’exclus pas que l’on puisse construire à Ayas un stade de la glace, mais à Ayas, d’après les structures qui existent, on pourrait de façon très valable, organiser d’autres compétitions et utiliser au contraire le stade qu’on va construire au Breuil, parce que cela a été confirmé. Parce qu’on pouvait même imaginer qu’à la place de le construire au Breuil on pensait de le transférer à Ayas; ce n’est pas ainsi, l’Assesseur nous a donné l’assurance qu’au Breuil on tiendra les compétitions de hockey.
Tout ceci ne nous aide pas à évaluer de façon positive les propositions que vous nous faites. Vous ne nous donnez même pas les éléments fondamentaux pour comprendre certaines parties du dossier; par exemples toutes les propositions d’installation des pistes et ainsi de suite, en aucune part il y a une échelle pour comprendre quelle sont les mesures, on n’a aucune idée de ce que vous allez proposer de faire. Avec le bon sens mais non pas avec un minimum de science on arrive peut-être à comprendre ce que vous proposez.
Vous parlez de budget, là aussi nous nous trouvons face à une des parties fondamentales du dossier. Vous nous dites que les estimations des recettes et des dépenses sont le fruit d’analyses consciencieuses et de la confrontation directe et approfondie soit avec le système local soit avec les réseaux internationaux. Nous aimerions comprendre quelle a été cette confrontation directe et approfondie avec le système local; nous n’avons aucune information qu’il y a eu un débat avec l’organisation des industriels, l’organisation des artisans, et ainsi de suite, la liste est longue. Je demande à l’Assesseur de bien vouloir nous répondre sur cette question.
Vous ajoutez toujours en ce qui concerne le budget une série de chiffres; l’Assesseur vient de nous dire que ces chiffres sont en évolution, il y a eu de la part du CIO des changements par rapport au pourcentage qu’il va demander sur certains droits, mais nous ne comprenons pas quel est le barème que vous avez utilisé pour dresser ce budget, parce qu’il peut être un budget valable, peut être un budget qui prévoit un engagement même limité, ou il peut être à même de dépenser au delà de ce qu’il est nécessaire. Si vous n’avez pas la disponibilité à nous passer les barèmes que vous avez utilisés, il est bien difficile de pouvoir comprendre.
Petite question, page 76, marketing de la ville candidate: ville candidate Aoste, questionnaire compilé par S.R.G. Tecma et associés. Nous aimerions savoir de quoi il s’agit.
Toujours en thème de budget vous affirmez que toutes les études préparatoires, l’élaboration finale ont été faites par des professionnels confirmés, experts soit dans la gestion d’entreprises privées soit dans la comptabilité des administrations publiques. Auriez-vous l’amabilité de nous donner une liste de ces illustres personnages?
Je crois qu’en ligne générale et en ce qui concerne une première intervention d’ordre général sur ce dossier, cela a été fait de ma part; je ne sais pas quelle est la méthode que vous souhaitez utiliser pour la discussion de ce dossier, nous aimerions par exemple entrer dans les détails. Je crois qu’à cet égard nous devrions concorder un minimum de méthode de discussion pour pouvoir aller de l’avant. Je m’arrête là pour l’instant et j’annonce au nom de l’opposition la présentation d’une résolution qui résume un peu le thème et les remarques que je viens de faire.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) - Uno degli aspetti più vistosi di questa vicenda della candidatura olimpica di Aosta, che avevamo già segnalato in passato, è questo. Si tratta sicuramente di un fatto molto importante che potrà avere, che comunque ha già di per sè, la candidatura, dei grossi risvolti rispetto alla realtà economica, sociale e culturale della Valle d’Aosta. Un dato che può sembrare solo curioso ma che è emblematico un po’ di tutta questa vicenda è che questo fatto molto importante rappresentato dalla candidatura, cioè dal fatto di partecipare alla gara per avere l’assegnazione dei giochi olimpici con tutto quello che comporta, è un obiettivo che non è mai stato contenuto nei programmi della Giunta regionale, di una maggioranza regionale. Questo non si è verificato nè nel programma della Giunta e della maggioranza costituitesi dopo le elezioni del giugno 1988 con la formazione della Giunta Rollandin, nè si è verificato con la presentazione delle linee programmatiche della nuova maggioranza, della Giunta Bondaz, cosa che del resto è avvenuta solo pochi mesi fa, nel giugno 1990. Ebbene, in nessuno dei programmi di queste due Giunte compariva l’obiettivo di candidare la Valle d’Aosta per le olimpiadi. Questo non è un dato insignificante, ma è espressione chiara di come questa candidatura sia in realtà fondamentalmente sganciata da un discorso di programmazione, di intervento complessivo e di governo della nostra Regione. La candidatura olimpica è nata e cresciuta al di fuori di una visione programmatica, al di fuori di una impostazione generale che questo problema, data la sua importanza, avrebbe dovuto avere.
Diceva ieri il Consigliere Mafrica che le olimpiadi segneranno, semmai venissero assegnate alla Valle d’Aosta, un punto di passaggio fondamentale, rappresenteranno una svolta epocale per la Valle d’Aosta, cioè potranno avere lo stesso impatto sulla struttura economica e sociale della Valle d’Aosta che ha avuto l’apertura dei tunnels del Gran San Bernardo e del Monte Bianco. Sono convinto che è vera questa affermazione, che effettivamente si tratta di una scelta che trascina con sè un modello di sviluppo. Una concezione dello sviluppo, un modo di organizzare la Valle d’Aosta nel suo insieme; al di là della manifestazione, gli effetti indotti che questo tipo di manifestazione comporta e che sono di carattere generale, - perchè c’è un problema di impatto, di incidenza economica e ambientale di carattere generale delle singole strutture che devono essere realizzate o ristrutturate o adattate per questo tipo di organizzazione - c’è un problema più generale del tipo di effetti indotti che la manifestazione prima, durante e dopo il suo svolgimento comporta. Ad esempio, c’è sicuramente un effetto rispetto al ruolo del turismo in Valle d’Aosta, in cui una manifestazione di questo genere andrebbe sicuramente ad enfatizzare ulteriormente un certo tipo di turismo, che non è l’unico tipo di turismo che è ipotizzabile nella nostra Regione, ma un certo tipo di turismo legato alla neve e agli sports tipici della neve.
Allora il ragionamento che facciamo è questo: se ci sono dei settori, e ci sono, deboli dell’offerta turistica in Valle d’Aosta, sono principalmente in questo settore della offerta turistica legata alla neve o sono in altri settori? Noi riteniamo che ci sono delle debolezze rispetto alla offerta turistica legata alla neve, ma ce ne sono ancora più gravi in altri settori della offerta turistica che potrebbero essere molto importanti in Valle d’Aosta. Ad esempio, abbiamo tutto il settore del termalismo che potrebbe svolgere un ruolo importantissimo nella nostra Regione, eppure siamo ad un livello arretratissimo rispetto alle potenzialità del termalismo in Valle d’Aosta. Il turismo culturale nella nostra Regione, con i beni culturali che abbiamo sul nostro territorio, ha delle potenzialità enormi, ma richiede anche investimenti molto grossi. Sentivo dire dal Presidente della Giunta che finalmente si stanno definendo gli ultimi atti burocratici per il passaggio definitivo di proprietà del Forte di Bard dallo Stato all’amministrazione regionale. Cosa positiva, ma intervenire sul Forte di Bard non significa mica mettere solo qualche centinaio di milioni, significa un intervento che richiede grande progettualità e grandi investimenti. E così tutta una altra serie di beni culturali che abbiamo presenti sul nostro territorio e che aspettano di essere valorizzati, così come è necessario mettere in atto un circuito turistico legato ai nostri beni culturali che ha delle grandissime potenzialità.
Così come il turismo congressuale, che può avere un grosso ruolo in Valle d’Aosta, ma che adesso è solo un’appendice della Casa da Gioco, perchè non esistono al di fuori del centro congressi di Saint-Vincent delle strutture adeguate per la ricezione di questo tipo di attività turistica; così l’agriturismo che è ai primi passi, così il turismo verde per il quale c’è moltissimo da fare nella nostra Regione.
Quindi noi sosteniamo che proprio in una serie di offerte turistiche, in cui siamo più deboli, stiamo andando molto lentamente, mentre si vuole enfatizzare in questo tipo di amministrazione un altro settore che invece presenta delle potenzialità già abbastanza forti e notevoli.
Allora questa candidatura andava collocata all’interno di un dibattito generale su quello che vogliamo fare della nostra Regione, sul tipo di realtà che vogliamo valorizzare, sul tipo di scelte che dobbiamo fare.
Venne detto che questo dibattito sulla opportunità di questa candidatura si sarebbe fatto al momento della presentazione del dossier; si è detto in passato non ci sono i dati, non ci sono gli elementi, aspettiamo la presentazione del dossier e in quella occasione il Consiglio regionale, i Comuni, la comunità nel suo insieme dibatterà e valuterà se è opportuno o meno.
Siamo arrivati ad una settimana dalla data di scadenza del termine per la presentazione del dossier, ma questo dibattito non c’è stato; non solo ma per riuscire a discutere quanto meno in Consiglio del dossier, abbiamo dovuto mettere in piedi una iniziativa come minoranza in Consiglio regionale ed è stata l’opposizione in Consiglio comunale di Aosta a doversi fare carico di convocare un Consiglio straordinario per poter discutere del dossier, non dico neanche delle scelte generali, ma proprio e soltanto del dossier. Tanto più che questo dossier non è uno studio di fattibilità, Assessore Pascale, perchè uno studio di fattibilità è uno studio che contiene la verità, cioè contiene una descrizione, contiene delle ipotesi, permette delle valutazioni e delle scelte. Come diceva già il Consigliere Faval, questo non è uno studio di fattibilità, questo è un prodotto commerciale, un prodotto con cui si cerca di vendere nel migliore dei modi il prodotto "candidatura della Valle d’Aosta" però dicendo anche tante falsità, spacciando per esistenti una serie di strutture che non esistono, spacciando per fatte cose che non ci sono, vendendo nel migliore dei modi il prodotto. Ma se questo è un prodotto pubblicitario, non è sicuramente uno studio di fattibilità, mentre noi quello che volevamo discutere era proprio uno studio di fattibilità, un esame complessivo di questo problema candidatura per valutare cosa può succedere se facciamo le olimpiadi, quali sono le potenzialità che possiamo sfruttare, come collocare questo momento olimpico all’interno di una strategia generale, perchè solo in quel caso avrebbe senso fare un discorso di olimpiadi. Però qui si parla solo del momento olimpico enfatizzando determinati aspetti, dicendo delle falsità, distorcendo una serie di dati senza collocarli all’interno di nessun disegno strategico.
Adesso vorrei venire più specificatamente al contenuto del dossier che determina una grossa difficoltà di discussione, come ha già espresso il Consigliere Faval, perchè abbiamo un documento che è largamente incompleto, dal momento che si arriva ad una certa pagina e poi mancano dieci pagine, andiamo avanti un pezzo e ancora mancano altre dieci pagine, e poi non si capisce bene di quanti volumi è composto. Non sappiamo chi ha redatto questo dossier, perchè è rimasto misterioso questo dato di fatto di chi sono gli architetti che hanno redatto il dossier, chi ha dato loro questo incarico e in base a quali criteri sono state scelte determinate persone e non altre.
E’ un dossier redatto senza il coinvolgimento di una serie di organismi che dovevano essere coinvolti; intanto le amministrazioni comunali, perchè qui si dice di fare lì quell’impianto, di fare là l’altro impianto, però senza avere minimamente verificato se le amministrazioni comunali interessate a quell’insediamento erano d’accordo o meno. Questa era la prima domanda che bisognava porsi, altrimenti è troppo facile disegnare uno stadio su una cartina e poi dire: ecco, abbiamo presentato la proposta che va bene. E poi gli organismi sportivi: ho sentito parlare di questa consultazione con la FISI-ASIVA, ho letto anche di un comunicato molto duro fatto dall’ASIVA all’inizio dell’iter di questo dossier quando l’ASIVA è stata consultata, con il quale chiedeva che venisse data, dal mattino alla sera, l’indicazione delle località in cui svolgere le gare. Poi c’è stato un ulteriore incontro, ma anche l’ultima lettera dell’ASIVA dice: ci hanno detto soltanto dobbiamo fare lì e lì, voi diteci cosa tecnicamente si può fare. Ma non mi sembra sia questo il modo di operare.
Altri organismi sportivi: qui vedo che il CONI non è mai citato; il CONI Valle d’Aosta ha una sua presenza, c’è anche un Consigliere regionale che mi risulta sia delegato regionale del CONI, non so in che misura è stato coinvolto in questo tipo di scelte. Ci sono tutta una serie di organismi sportivi che sono presenti in Valle d’Aosta ma non so se sono stati consultati, cosa hanno detto.
Questo modo di procedere a mio avviso è molto discutibile.
C’è poi un altro aspetto che vorrei affrontare, ed è quello finanziario. Questo è un aspetto importantissimo perchè parliamo di centinaia di miliardi, 7-800 miliardi, non sono mica piccole cifre. Su questo aspetto finanziario abbiamo nel dossier proprio quattro cifre messe lì in croce che diventa molto difficile valutare nella loro pregnanza e nel loro significato, oltretutto in dollari senza che sappiamo che tipo di valore viene attribuito ai dollari, con l’affermazione che ci fa l’Assessore per cui quelle cifre che sono nel dossier, che già sono estremamente scarne, vanno riviste perchè nel frattempo ci sono delle novità. E le novità che apprendo non sono da poco: l’Assessore ci ha detto che sul principale introito, su quello che il comitato promotore reputava essere il principale introito, diritti televisivi, che doveva rappresentare i due terzi degli introiti del comitato organizzatore, il 40% di questi non andrà più al comitato organizzatore ma andrà al CIO. Questo cambia radicalmente le cose; su questo aspetto finanziario ci giochiamo moltissimo perchè c’è una incertezza totale, andiamo ad assumere degli impegni senza sapere chi poi li coprirà. Anzi, una cosa sola è chiara dal dossier perchè c’è una domanda precisa alla quale segue una risposta precisa, e cioè se c’è un deficit se ne fanno carico gli organismi pubblici e il CIO non risponde, se c’è un utile questo viene suddiviso fra il CIO e gli altri organismi con finalità sportive. Però tutto quanto il rischio va a finire sugli organismi pubblici che qui vengono anche indicati, e sono lo Stato, la Regione, i Comuni e le Comunità Montane. Però noi qui, come diceva il Consigliere Faval, quali garanzie abbiamo? Per garanzie non intendo una dichiarazione di Giulio Andreotti, perchè io credo che Andreotti, quando il CIO deciderà su queste cose, con ogni probabilità non sarà neanche più Presidente del Consiglio dei Ministri, questo lo sappiamo tutti....
(commenti da parte di alcuni consiglieri)
. . . io spero che sia così, ma non è solo la mia speranza, credo sia un dato di valutazione non matematico ma facilmente prevedibile.
Comunque non ha nessun significato, cioè per una cosa di questo genere ci vogliono degli atti ufficiali, degli impegni del governo italiano deliberati, perchè qui c’è una esposizione di centinaia di miliardi a cui la Regione non può far fronte da sola, sarebbe una follia. Leggo che i diritti da dare al CIO (poi non so se queste cose sono ancora valide o sono cambiate) sono di 126 miliardi, che è praticamente quasi il doppio di quello che si prevede di spendere per realizzare tutto il villaggio olimpico. Cioè ci sono delle cifre spaventose dal punto di vista finanziario, quindi anche il modo con cui è stato affrontato questo aspetto secondo me non è assolutamente soddisfacente.
Andando ancora più nel dettaglio, rispetto alle strutture e agli impianti da realizzare è stato detto a Tokio, e non solo a Tokio, che non è un problema fare un impegno in Valle d’Aosta perchè abbiamo già praticamente tutto. Allora vediamo che cosa invece bisogna fare. Ci sono da fare strutture per i trasporti e l’accoglienza, che non sono cose da poco; ci sono strade completamente nuove da fare, alberghi da realizzare, metropolitana, parcheggi dappertutto, elistazioni, impianti di risalita e un aeroporto di terzo livello, c’è poi un villaggio olimpico per 2500 persone, c’è uno stadio olimpico con 30mila posti, c’è un palazzo nuovo del ghiaccio ad Aosta con 10mila posti e altri due palazzi del ghiaccio, uno al Breuil già previsto e uno completamente nuovo, che salta fuori adesso, ad Ayas. C’è lo stadio dei trampolini, che non è - a quel che ho capito - una cosa da poco, ci tornerò dopo un attimo. C’è il villaggio dei media, che, è vero, verrebbe collocato all’interno della caserma Testafochi, ma anche qui non è ben chiaro dove gli alpini andrebbero a finire. E poi, le autorità militari sono state consultate se sono d’accordo a mettere lì il villaggio dei media? Comunque il villaggio dei media andrebbe all’interno della Testafochi, però verrebbe fatta lì una nuova costruzione, oltre a quello che c’è già, di 6500 mq, e tutto sotto la caserma ci sarebbe una strada sotterranea per i collegamenti veicolari.
E poi ci sarebbe tutto l’innevamento artificiale, perchè è vero che qui si dice che tutte le stazioni dove si fanno le gare sono già dotate di innevamento artificiale, ma magari c’è un cannone per l’innevamento artificiale, mentre qui bisogna proprio dotare tutte le piste, lungo tutto il tracciato, di innevamento artificiale. Inoltre la pista del bob del Breuil che già esiste, deve essere completamente rifatta perchè non deve essere più a ghiacciatura naturale, ma deve essere a ghiacciatura artificiale, e deve essere dotata, qui è scritto, di tribune per il pubblico per 3000 spettatori. C’è poi da tracciare una pista per la discesa libera maschile, perchè non ce n’è nessuna adatta a quel tipo di funzione, e poi c’è una infinità di cose, praticamente tutto da ampliare, sistemare, rimaneggiare, comprese le piste per lo sci da fondo.
Quindi, in pratica, noi possiamo dire tranquillamente, alla luce di quello che si dice nel dossier, che di adatto in questo momento non abbiamo nulla, cioè esattamente il contrario di quello che si diceva all’inizio. Bisogna in gran parte costruire nuovo e per il resto sistemare, ampliare, adattare, rifare.
Si è detto, facendo grande pubblicità sui giornali giapponesi e in tutto il mondo: "Olimpiadi in Valle d’Aosta, olimpiadi ecologiche e naturali, non taglieremo neanche un albero", e questa è la frase più bella che è stata messa. E’ sorprendente leggere nel dossier che invece si parla, a proposito del trampolino a Charvensod, che "l’intervention prévoit l’élimination d’une partie des arbres, sans que cela entraine la perte de certaines caractéristiques de l’environnement etc". Fra gli alberi che vengono tagliati ci sono anche le querce, ma evidentemente, nonostante sia diventato il nuovo simbolo del PCI, non ci si ferma per le olimpiadi neanche di fronte ai propri simboli....
Poi ci sono nel dossier delle affermazioni che in gran parte sono false, altre volte sono messe lì in modo talmente distorto che evidentemente inducono ad una incomprensione. Intanto si dice molto tranquillamente che la Regione Valle d’Aosta è unanimemente favorevole ai giochi olimpici; qualche dubbio ce l’ho su questo "unanimemente favorevole", ma non è tanto questo che mi dà fastidio quanto piuttosto il fatto: in base a quali elementi potete scrivere questo? Che tipo di dibattito c’è stato fra la popolazione, che tipo di consultazione, che tipo di strumenti di verifica avete messo in atto per poter affermare così categoricamente una cosa del genere in una precisa risposta che voi date al CIO? Come? Ah, è una indagine DOXA?
Poi si dice che tutte le stazioni sono già completamente attrezzate per l’innevamento artificiale, mentre bisognerà fare degli interventi molto cospicui; si afferma che per quanto riguarda le piste di sci nordico da fondo c’è già tutto e non c’è bisogno di intervenire sulle piste già esistenti, mentre bisogna sicuramente sia a Brusson sia a Cogne fare degli interventi per adeguare le piste; si dà per esistente un collegamento ferroviario fra Aosta e Courmayeur e per deciso un potenziamento della ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier, cosa che ci piacerebbe fosse così, ma purtroppo ancora ieri l’Assessore ai Trasporti ci diceva che c’è un piano di cui ancora non si sa niente, e purtroppo la ferrovia non solo non arriva a Courmayeur, ma non arriva neanche a Pré-Saint-Didier, arriva solo fino a Morgex.
Si afferma che è già stato "aménagé" un collegamento diretto tramite métro rapido fra l’aeroporto di Aosta e Courmayeur. Si dice che Aosta fin dal 1989 è dotata di un sistema di controllo e monitoraggio complessivo del traffico. Si dice che la distribuzione degli impianti, la realizzazione delle infrastrutture di comunicazione, l’organizzazione del sistema dei trasporti urbani per i giochi è in armonia con i programmi di intervento della città. Sono le cose che ha già detto il Consigliere Faval prima, dimostrando la contraddizione palese che c’è in queste affermazioni. E la contraddizione più grossa fra questi programmi della città di Aosta e gli interventi proposti sta proprio nel villaggio olimpico; qui si propone di realizzare una struttura per 2500 persone servita da due strade già esistenti che dovrebbero essere ampliate e una strada completamente nuova che dovrebbe essere costruita nella collina di Aosta, nella zona di Busseyaz che è zona agricola, che è una zona su cui il Comune di Aosta ha dato degli incarichi di progettazione per una azione di salvaguardia della zona stessa, quindi nell’ambito di un mantenimento di questa zona nella sua destinazione attuale di area per il verde, per la ricreazione, per l’agricoltura. In questo villaggio olimpico verrebbe realizzato un auditorium di 6800 mq, verrebbero realizzate banche, ristoranti, negozi, chiese, templi, e tutto questo villaggio sarebbe collegato da nord a sud attraverso una funicolare. Si tratta di un intervento che difficilmente si può definire compatibile con la programmazione urbanistica della città di Aosta, anzi direi che è una scelta che fa a pugni con una corretta gestione del territorio della città. La stessa cosa si può dire dello stadio olimpico previsto a Pollein, con 15mila posti coperti e 15mila scoperti, per un totale di 30mila posti, con il tentativo di abbinare lo stadio olimpico con la manifestazione di chiusura ed apertura con la velocità su ghiaccio, tentativo su cui fra l’altro le nostre informazioni ci inducono ad avere diverse perplessità, perchè esperti di questo settore sostengono che per la gara di velocità occorre un impianto coperto, per evitare che ci siano delle variazioni nella temperatura del ghiaccio. Comunque è una cosa da verificare, ma al di là di questo aspetto, uno stadio olimpico in quella zona è completamente in contrasto con gli interessi e la programmazione dell’Amministrazione comunale di Pollein, che ha appena dato un incarico ad un agronomo per una sistemazione di tutta quell’area dove dovrebbe sorgere lo stadio olimpico, con finalità completamente diverse: in parte dovrebbe essere realizzato un nuovo bosco, in parte dovrebbe essere utilizzato per i giochi degli sports tradizionali, in parte per un campo sportivo di utilizzo locale. Ma sicuramente non uno stadio olimpico di questo genere che non serve alla comunità di Pollein, ma che direi non serve neanche alla nostra Regione: cosa ce ne facciamo di uno stadio olimpico da 30mila posti? Può darsi che sia indispensabile per cerimonie di apertura e chiusura, ma dopo i giochi olimpici cosa ce ne facciamo di una struttura di queste dimensioni?
E veniamo alla questione del trampolino a Charvensod: qui si tratta di due trampolini, uno da 60 metri e uno da 90 metri, e gli atleti per usare questi trampolini si servirebbero di una monorotaia - quindi c’è comunque un impianto da realizzare -, con tribune per il pubblico, con ampi parcheggi per gli addetti alle gare e il pubblico, con strutture apposite per la stampa; quindi si tratta di creare un vero stadio, si tratta di un intervento di un notevole impatto.
Ho fatto solo alcuni esempi per indicare come ci sono in questo dossier delle scelte che sono completamente inaccettabili. Ripeto che il discorso delle olimpiadi poteva anche essere un discorso da prendere seriamente in esame, da valutare anche positivamente, se inserito all’interno di un disegno e di una strategia precisa, sapendo bene che cosa si vuole fare della nostra Regione, sapendo bene che tipo di utilizzazione vogliamo dare a determinate strutture; certamente impostato in questo modo a noi sembra che si vanno a fare delle strutture nei posti sbagliati, con finalità sbagliate, si vanno a creare delle strutture che sono finalizzate a quei 15 giorni di gare e che poi dopo non sapremo come utilizzare e che ci costeranno carissimo in termini di gestione.
Quindi il nostro giudizio su questo dossier è un giudizio negativo, e non riteniamo neppure che sia consolante dire che questa è una indicazione di massima, è solo un contenitore di impianti che possiamo spostare da qua a là come vogliamo, perchè non credo sia così. E’ sugli elementi che noi gli diamo che il comitato olimpico dovrà valutare se preferire una località rispetto all’altra, per cui andiamo ad assumere degli impegni che qui sono abbastanza precisi, impegni di strutture, impegni finanziari, organizzativi. Ho la sensazione che la Valle d’Aosta, se avremo effettivamente l’assegnazione di questi giochi, per alcuni anni non sarà più governata dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta, ma sarà governata dal comitato olimpico internazionale, perchè già qui si intravede un qualcosa che passa sopra la nostra testa, con dei poteri immensi.
Quindi, date le caratteristiche di questo dossier, esprimiamo una valutazione e un giudizio completamente negativo.
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Si dà atto che dalle ore 17,52 alle ore 18,17 presiede il Vice Presidente Bich.
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Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - Nous espérons que, après la présentation de l’Assesseur, d’autres représentants de la majorité prennent la parole pour alterner le débat afin de pouvoir, tous ensemble, mieux approfondir la question.
Probablement, le choix fait par la majorité au cours de la suspension effectuée tout à l’heure va dans une autre direction. Nous en prenons acte avec regret.
Je dois quand même souligner que si aujourd’hui nous débattons ce thème (cette considération peut-être nous donne l’interprétation de ce silence) c’est grâce aux sollicitations de l’opposition. En effet, si on avait adopté ou suivi les intentions de la majorité, on n’aurait jamais discuté des dossiers olympiques, ni au sein de cette assemblée, ni au sein d’autres assemblées.
Nous avons donc réussi, par la présentation d’une résolution, à discuter et à approfondir les différents thèmes, mais surtout, à en donner l’information nécessaire.
Les dossiers nous ont été présentés en Commission. Au cours de la réunion était ressortie une exigence d’approfondissement ultérieur, qui n’a pas été respectée. Il s’agit d’un dossier incomplet, l’Assesseur l’a également réaffirmé: "le dossier est incomplet en raison du temps limité. Mais, néanmoins on a sollicité l’inscription en voie d’urgence. D’autres possibilités existaient, voir la convocation effectuée pour demain d’un Conseil extraordinaire. Je pense qu’une solution analogue aurait pu être adoptée et aurait tout d’abord permis de mieux lire les données et surtout de pouvoir disposer d’éléments ultérieurs pour exprimer un jugement sur un thème que tout le monde s’accorde à définir très important. Sauf, par la suite, réduire le temps pour son examen ou bloquer le débat et la discussion.
Nous voudrions quand même souligner encore cette exigence, compte tenu de l’impossibilité d’approfondir ces questions au sein des différentes Commissions. De plus je veux aussi souligner la disponibilité démontrée par l’opposition en acceptant séances permanentes et séances extraordinaires des Commissions, même quand d’autres Commissions étaient déjà convoquées. A cet égard, je pense qu’on ne peux pas parler d’obstruction ou de non disponibilité de l’opposition. Quelqu’un l’a déjà demandé; je réitère les questions. Nous voudrions connaître et savoir qui a conçu et réalisé ces dossiers, en considération de la situation atypique du comité promoteur, avec des membres démissionnaires ou des membres qui n’ont jamais été élus; qui a été chargé de sa réalisation: les collaborations, les experts, les architectes, combien a-t-il coûté et sur la base de quelle délibération du gouvernement on a attribué ces charges, qui le présentera au comité olympique international.
Ce n’est pas, et là je partage l’avis exprimé par M. Riccarand, une étude de faisabilité. C’est un document de promotion. Si on nous l’avait présenté comme tel, on pourrait le justifier. Si on veut promouvoir l’image du Val d’Aoste, qu’on ait au moins la cohérence de l’affirmer.
Nous constatons par ailleurs qu’une limite fondamentale existe dans les dossiers. C’est le manque de concertation, résultat d’un travail en petit comité. Le manque d’information des collectivités locales est total. Des collectivités locales qui ont été exclues des choix et des indications pour les sites olympiques, mais également de celles inclues. Nous avons discuté avec les différents Syndics et tous nous ont affirmé: personne nous a contacté, nous avons appris par la presse que notre Commune faisait partie des différents sites olympiques. Même chose pour les organismes sportifs ou pour les autres associations.
Nous ne partageons pas non plus la logique qui est à la base du choix des sites olympiques: nous devons répondre aux exigences du comité olympique international et donc nous voulons présenter des "compact games". En effet, si d’une part c’est la candidature de la ville d’Aoste que nous devons présenter pour un respect formel des règles du comité olympique international, d’autre part nous ne pouvons pas oublier que ce sont les jeux du Val d’Aoste tout entier. Nous ne partageons donc pas les exclusions et les choix effectués. Et ce aussi parce que ces choix sont en contradiction avec l’autre prétendue idée chef, qui s’avère être simplement une affirmation formelle, à savoir l’utilisation de l’existant.
L’Assesseur nous a parlé des équipements, des structures d’accueil, de l’hébergement hôtelier, du budget financier, mais nous voudrions également qu’il approfondisse certains aspects liés au réseau des communications, à l’organisation; il y a également à mon sens, dans les dossiers une certaine confusion entre les fonctions, le rôle du comité organisateur et du comité promoteur; souvent il y a confusion entre l’un et l’autre. On ne comprend pas si le comité promoteur, qui devrait se borner à la promotion de la candidature, pourra intervenir par la suite. En effet pour les choix futurs on fait souvent référence au comité promoteur.
Nous voudrions aussi avoir des précisions sur l’organisation des jeux, le recrutement de personnel et les critères y afférents, le marketing.
Mais surtout nous voudrions que l’on nous éclaircisse les motivations à la base des choix effectués. Il y a, à notre sens, contradiction quant à ces choix; pour se limiter à la ville d’Aoste, nous avons lu les indications présentées "verso la individuazione delle località ove collocare impianti per le olimpiadi, considerazioni sugli aspetti urbanistici, nota per il Consiglio comunale di Aosta". A ma connaissance, c’est l’architecte Fubini qui a rédigé ces notes. Est-ce que or les a analysées ou considérées? Je ne crois pas. Il n’y a donc aucune liaison entre les choix effectués et le plan d’aménagement de la ville d’Aoste. Est-ce qu’on veut se servir des jeux olympiques pour modifier totalement le plan d’aménagement de la ville d’Aoste? Qu’on nous le dise, qu’on soit au moins clair sur ce point.
Le dossier est présenté en français et en anglais, sous un certain aspect nous en réjouissons; néanmoins nous ne comprenons pas la première page en italien; pourquoi a-t-elle été rédigée. Ce trilinguisme nous paraît un peu douteux.
Il y a des affirmations, pour reprendre les mots du Conseiller Mafrica, que nous considérons apodictiques. On se limite à affirmer certaines choses en les présentant comme inéluctables voir par exemple toute la première partie.
Mais le fait, et je termine, qui nous a le plus étonné et qui est en contradiction avec les déclarations du Président du Gouvernement, au moment de son élection, c’est de parler des atouts du Val d’Aoste, en oubliant totalement le Val d’Aoste. On présente en effet la candidature du Val d’Aoste comme si il s’agissait de la candidature de n’importe quelle région: pas un mot sur les atouts du bilinguisme. Et pourtant - nous le croyons - le bilinguisme est un atout considérable. Nous pouvons présenter notre Pays comme une région où l’on parle deux langues, aspect important et du point de vue culturel et du point de vue médias et communication. On ne parle absolument pas d’autonomie du Val d’Aoste; on ne parle donc pas du particularisme valdôtain.
Pour ces raisons, nous ne pouvons qu’exprimer un avis négatif sur les indications des dossiers, sur la méthode utilisée pour leur rédaction et, à leur égard, nous sollicitons des modifications importantes.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.
Limonet (DC) - Ho seguito con molto interesse il dibattito, in Commissione prima e adesso in Consiglio, sui giochi olimpici invernali.
Non tocca a me spiegare perchè alcune scelte piuttosto di altre, per questo penso che sulle problematiche più particolari potranno (in parte lo hanno già fatto o lo faranno) esprimersi meglio gli ex componenti del comitato. Pertanto mi limiterò a darvi un parere d’insieme.
Non vi nascondo una certa soddisfazione per quello che è stato fatto nel giro di pochissimo tempo; infatti prima del 6 giugno, per quanto ne posso essere a conoscenza come Consigliere regionale, abbiamo trattato il problema in pochissime circostanze: nel 1988 in occasione del programma inerente al bilancio regionale e mi ricordo che lo aveva fatto molto bene il Consigliere regionale Milanesio; fece poi seguito una risoluzione in data 21 marzo 1990, in cui il Consiglio regionale si limitava ad approvare la candidatura.
C’è stato uno scambio confusionario e sconclusionato di lettere, vedi la richiesta di candidatura dell’allora Presidente Rollandin al Presidente del CONI Gattai - tale richiesta avrebbe dovuto essere avanzata dalla città di Aosta -, una richiesta ad Andreotti che non aveva mai avuto risposta ma che non fu neanche mai sollecitata.
Poi una serie di errori portano la candidatura di Aosta in una situazione di stallo, errori tipo l’attribuzione all’ufficio regionale per il turismo di compiti che non poteva svolgere, la nomina con incarichi non ben definiti della sig.ra Gloriando Cipolla di Courmayeur, la nomina con incarichi altrettanto non ben definiti dell’agenzia Trandora di Milano.
Quindi, per concludere il concetto, vi furono pochissimi interventi mirati all’obiettivo in causa, mentre ve ne furono altri dimostratisi addirittura frenanti. Pertanto le dichiarazioni fatte da alcuni Consiglieri di minoranza prima in Commissione e adesso più velatamente in aula, con le quali vogliono incolpare l’attuale maggioranza di operare in modo da impedire la realizzazione dei giochi olimpici ad Aosta, sono senz’altro tendenziose e da respingere al mittente o ai mittenti.
Unico elemento costruttivo, naturalmente in merito a questa vicenda, ereditato dalla precedente maggioranza, è il dossier, e precisamente questo, chiamato "Relazione preliminare tecnica orga-nizzativa e logistica". Mi chiedo o almeno chiedo a voi Consiglieri chi lo abbia visto - questo era stato presentato, o doveva essere presentato, nella fatidica data del 6 giugno - e se sapete in quale sede istituzionale sia stato dibattuto. Non mi risulta sia passato in Commissione, nè tantomeno in Consiglio.
E allora mi chiedo come fa l’attuale minoranza a dissentire e ad incolpare di portare avanti gli argomenti, come si suol dire, a colpi di maggioranza, quando, secondo la trasparenza che ha caratterizzato fin dall’inizio questa maggioranza, si discute da diversi giorni e nelle sedi opportune sia il dossier che la legge di sostegno ai giochi olimpici. Il tutto senza aver variato nella sostanza le proposizioni iniziali che erano già state dettate dalla minoranza.
Ritornando al dossier, sono d’accordo con quanti sostengono la sua incompletezza, anche perchè manca di due elaborati, ma vorrei ricordare che se l’elaborazione dello stesso fosse iniziata da chi di dovere due anni fa, a quest’ora potrebbe essere terminato e soddisfare quindi le istanze di tutti.
E allora mi chiedo ancora come si faccia a colpevolizzare l’ex comitato promotore oppure la nuova maggioranza quando, malgrado l’operazione olimpiadi fosse iniziata in ritardo di due anni rispetto alle altre realtà, e quindi - tanto per fare un esempio - rispetto al comitato della città di Nagano, siamo riusciti a inserirci in pole position, riproducendo nel frattempo i dossier di presentazione della candidatura, il materiale grafico, filmati ed altra documentazione che non era stata riprodotta prima, nonchè abbiamo intrapreso una iniziativa per sensibilizzare i membri del CIO e pubblicizzare la candidatura.
Pertanto dopo queste considerazioni, il Gruppo della DC si dichiara soddisfatto di come si sta procedendo nel proporre la candidatura della città di Aosta ai giochi olimpici invernali e formalizza il suo apprezzamento per l’ex comitato promotore, augurando loro di far parte anche del costituendo comitato promotore.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI) - Credo che si discuta oggi di dossier e di olimpiadi in quest’aula non perchè c’è stata una iniziativa della minoranza ma perchè è cambiata la maggioranza, e la storia dimostra che dal 1983, data in cui era stata inserita nel programma la candidatura di Aosta per le olimpiadi, la maggioranza precedente aveva accuratamente evitato ogni dibattito consiliare. E, come è avvenuto per la partecipazione della Valle d’Aosta alla promozione dei giochi mondiali, come è avvenuto per la celebrazione del Monte Bianco, come è avvenuto per il dibattito sul traforo ferroviario Aosta-Martigny, il Consiglio ha appreso ogni tanto da conferenze stampa a che punto stavano le cose, senza mai essere informato.
Ma non voglio fare polemica, perchè credo che lo scopo non sia questo, e credo sia meglio andare alla radice perchè sono convinto di quello che ho affermato ieri, che il problema sia importante e meriti una discussione politica seria e non una sterile contrapposizione.
Mi pare chiaro che nelle condizioni date, con i tempi a disposizione, si siano fatti i salti mortali per confezionare una presentazione quanto meno dignitosa, una presentazione che renda possibile alla Regione di acquisire questa candidatura a cui la maggioranza del Consiglio dice di tenere. Per ottenere questo bisognava produrre un documento di questo genere, o se possibile migliore ancora, ma sempre in questo tipo di struttura. Cioè, lo scopo del documento non è quello di elencare puntualmente con le cartine precise le caratteristiche degli impianti, i volumi degli edifici; è quello di dimostrare che la nostra Regione è globalmente capace di dare una risposta positiva ai problemi che pone la candidatura stessa, quindi a mio giudizio le risposte non sono all’oggi, ma sono proiettate nel 1998. Quando ci si dice ma qui c’è ancora questo da fare, invece nel dossier c’è scritto che c’è, secondo me il dossier dà la risposta potenziale, partendo dalle condizioni attuali, al 1998, e appunto la varietà di soluzioni che qui vengono prospettate dimostra che la nostra Regione è in grado di sostenere senza grossi traumi e senza grossi problemi questa candidatura.
A mio giudizio il dossier presenta una delle mille possibili risposte che questa Regione può dare a come fare una olimpiade invernale in una realtà che è naturalmente predisposta a farla senza grossi sconvolgimenti ecologici, territoriali e sociali. Questo è il tipo di risposta che viene fuori dal dossier.
Devo dire che ritengo questa vicenda delle olimpiadi proprio una prima possibilità di ripensamento del futuro della nostra Regione, perchè per poter dare risposte sul piano delle strutture sportive, dei trasporti, della capacità ricettiva a questioni poste da una olimpiade, saremo costretti puntualmente a verificare, come stiamo facendo, per Gressoney, per Pollein ecc., una serie infinita di cose che altrimenti probabilmente sarebbero andate in modo disordinato ognuna avanti per conto proprio. Dopo vent’anni che non si parla più di programmazione, credo che questa sia una prima occasione per essere costretti a riprendere in qualche modo la programmazione nel senso più vero, vale a dire dell’avere un modello, cercare delle soluzioni per raggiungere degli obiettivi, e cercare delle soluzioni per raggiungere questo modello e questi obiettivi.
Mi sembra perciò che il dossier adempia alle richieste, ai compiti che il dossier stesso deve sostenere e mi sembra che sia una occasione utile.
E’ vero che la soluzione concreta dei problemi ci porterà e dovrà portarci attraverso confronti con le associazioni sportive, con i comuni, con le comunità montane, con le categorie, a verificare se questa ipotesi sta in piedi o se non ha bisogno di adattamento, ma questo è il positivo. Per quello che riguarda il nostro Gruppo riteniamo che questa sia una sfida rispetto a due ipotesi: c’è una tesi che dice che se si fanno cose come le olimpiadi invernali, è comunque un disastro per l’ambiente, per il modello di vita della popolazione, per le condizioni dei bilanci della Regione; c’è un’altra ipotesi che dice invece possiamo e vogliamo ottenere questo risultato, affrontare questa esperienza, trovandoci alla fine con un ambiente migliore, con collegamenti migliori, con strutture ricettive migliori, con impianti sportivi migliori, con una popolazione più ricca e senza perdere nulla dal punto di vista delle caratteristiche peculiari del particolarismo valdostano. E’ possibile fare questo? Può essere il dossier che dà la risposta? No, il dossier ha questo carattere un po’ particolare di dépliant promozionale da presentare al CIO perchè la candidatura parta avvantaggiata rispetto ad altre realtà.
Mi sembra che dal dossier emerga comunque questa reale possibilità della Regione di affrontare questi problemi e credo anche che la Regione Valle d’Aosta sia in grado, con le forze che ha, con le abitudini, con gli amministratori, con la realtà molteplice di cui dispone, di fare fronte a questa sfida. Noi la intendiamo in questo modo, non sposiamo in modo acritico le olimpiadi come ipotesi di puro business, ma sposiamo questa possibilità come momento di razionalizzazione e di riuso di tutta una serie di settori economici e sociali e di infrastrutture di varia natura che possono essere riutilizzate.
Dal 1970, per fare un esempio, sento parlare di spostamento delle caserme, se ne parlava nel PRG del 1974; qui comincia a intravedersi come più possibile la disponibilità per la città di Aosta dell’interessante comparto oggi occupato dalla caserme. Se non ci fosse stato questo discorso, probabilmente per altri venti anni non si poteva ancora affrontare questo problema.
Quindi, senza fare troppa enfasi o troppa demagogia, ma proprio realisticamente a me pare che il dossier dia una risposta che presenta dignitosamente le reali, non nei dettagli ma in ipotesi, capacità della Valle d’Aosta di ospitare una olimpiade - non so se verrà abbattuta o no qualche quercia - che non porterà stravolgimenti all’ambiente, alla società e alla cultura valdostana, ed anzi una possibilità di intervento che costringerà gli amministratori e tutti quanti a migliorare, a pensare, a risolvere dei problemi e quindi ad andare avanti.
Questo è il senso che diamo a questo discorso e questa è la ragione per cui, con tutti i suoi difetti e dettagli da definire che ancora ci sono, diamo il giudizio positivo su questo dossier.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Stévenin, ne ha facoltà.
Stévenin (UV) - Je ne veux pas faire ici dans cette salle l’histoire vraie des jeux olympiques d’hiver, mais réétablir en quelque sorte un peu la vérité je crois qu’il est de mon devoir.
Probablement bien avant quelqu’un aura parlé des jeux olympiques, probablement dans les années 60 ou par-là, mais ce que je veux rappeler c’est que, comme il vient de dire M. Mafrica, les jeux olympiques d’hiver étaient part du programme du gouvernement de 1983. Il est à rappeler aussi que pour la formation de ce programme, M. Lanivi, M. Tamone et le soussigné avaient fait une certaine pression pour l’inclure dans ce programme, parce que déjà alors pas tout le monde était d’accord.
On se posait finalement deux objectifs: l’un, la promotion de l’image de la Vallée d’Aoste, l’autre la programmation des structures et des infrastructures à l’intérieur de notre Région pour empêcher que par-ci, par-là, un peu partout pouvaient surgir des infrastructures ayant la possibilité de devenir en quelque sorte importantes le jour où on aurait décidé de faire quelques manifestations importantes, voire les jeux olympiques ou bien également à l’occasion d’éventuels championnats du monde de descente ou bien de ski de fond.
Voilà les deux raisons fondamentales; c’est vrai qu’on préconisait d’avoir les jeux d’hiver autour de l’an 2000, mais l’an 2000 est aux portes, et alors quelque peu de temps est passé depuis 1984, quand dans cette salle, à la suite d’une interpellation du Groupe de l’UV, on a discuté de ce problème. A cette occasion on avait examiné le problème concernant la candidature éventuelle de la Vallée d’Aoste aux jeux d’hiver, et dans mon intervention je rappelais qu’il fallait se préparer à cet événement avant tout par un recensement de toutes les structures qui existent sur le territoire et par la présentation des qualités requises pour accueillir les compétitions olympiques. Je rappelais qu’il y avait des infrastructures qui n’étaient pas présentes dans notre Vallée, voire le tremplin, le palais des sports d’hiver avec des pistes longues pour la vitesse sur glace, les pistes de descente spécifique pour la descente qui est très importante dans les jeux d’hiver.
Je veux rappeler qu’à ce moment-là l’Assesseur Borbey nous avait assuré de sa volonté de se pencher sur ce problème. Malheureusement ni lui ni son successeur n’ont rien fait, malgré l’engagement pris dans cette même salle; seulement par la suite, grâce à un Assesseur de l’UV et au Président du Gouvernement, finalement le dossier a été mis en marche.
Il faut aussi rappeler qu’en occasion de notre congrès on avait abordé le problème des olympiades et il faut rappeler qu’à cette occasion un document a été distribué.
Or, finalement on se trouve face à un dossier qui avait très peu de temps, certes la crise n’a pas facilité le chemin qui nous amène vers les jeux olympiques, et je ne veux pas répéter ce que d’autres collègues ont déjà dit très bien. Et tout en ne partageant pas le dossier tel qu’il a été conçu, je veux tirer un instant votre attention sur au moins trois ou quatre problèmes.
Le premier: je trouve que finalement il n’y a pas eu, je ne sais pas s’il y a eu la volonté ou bien on a oublié, la possibilité d’avoir des partners, des sponsors dans la phase de la promotion. C’est-à-dire qu’il y avait eu sans doute la possibilité d’avoir des sponsors au moment de la promotion; un budget aurait pu être dressé oui avec l’argent de l’Administration régionale, mais en même temps avec l’argent des sponsors. C’est ce qui s’est passé à Albertville; les plus grandes entreprises de France mais également de la région Savoie, Rhône Alpes, Saint-Goben etc, ont participé avec beaucoup d’argent au moment de la formation du comité promoteur, en permettant de cette manière le financement des voyages de tous ceux qui ont travaillé dans la promotion, même de tous les autres qui sont venus pour visiter l’endroit, et grâce à ce budget dressé avec la partie du financement public mais en partie importante par le financement privé, voilà alors qu’on a pu s’organiser de la façon la meilleure.
La deuxième chose qui m’a choqué, c’est le choix du village olympique dans cette région que tout le monde connaît très bien. Lorsqu’on avait présenté cette interpellation, j’avais eu des contacts avec celui qui maintenant est le Président du CONI, M. Gattai, et il m’avait assuré que probablement n’était plus nécessaire de réaliser un village olympique, mais, s’il y avait des structures hôtelières suffisantes pour faire face aux exigences, probablement le village olympique n’était plus fondamental dans ce projet.
La troisième chose qui m’a choqué, est la proposition du tremplin à Pollein. Probablement on ne se rend pas compte de qu’est-ce que signifie un tremplin de 120 mètres et un tremplin de 90 mètres, parce qu’on n’aurait pas osé faire une proposition de ce genre. La Commission qui se rendra la prochaine semaine à Albertville et visitera les stations de ski, se rendra compte de ce que signifie un tremplin de ce genre. Là ils l’ont réalisé, c’est une blessure énorme qu’il est impossible qu’on puisse permettre de réaliser à Plan Félinaz. Là aussi il faut examiner s’il existe dans notre région, même dans d’autres stations de ski, la possibilité de réaliser ce tremplin; d’ailleurs il y a longtemps, ce tremplin avait été envisagé à Cogne.
Pour dernier je laisse évidemment le choix d’avoir laissé de côté Gressoney. Je prends acte de la déclaration de l’Assesseur, mais d’ailleurs on parle de 95, peut-être ce sont 90 les kilomètres d’ici à Gressoney, mais d’ailleurs d’ici à Ayas combien sont-ils ces kilomètres? On va bien plus loin des 30-40 kilomètres dont on a parlé ici dans cette salle. D’ailleurs même Brusson est à 60 kilomètres, alors si on devait faire un choix sur la base de 30-40 kilomètres, je crois qu’on serait complètement au dehors avec beaucoup de stations.
Je crois que ce ne sont pas les 90 kilomètres d’ici à Gressoney qui peuvent poser des difficultés à réaliser aussi dans cette Commune; mais pour la valeur que cette communauté représente et pour le fait de représenter une communauté différente de la nôtre en quelque sorte, là évidemment, nous le disons aujourd’hui mais je crois que tout le monde est convaincu, Gressoney doit rentrer dans l’ensemble du projet olympique.
On comprend très bien que le temps est ce qui est, et quand même aujourd’hui, vu la situation, nous ne pouvons pas dire que nous sommes favorables à ce dossier; d’ailleurs la résolution qui a été présentée le dit clairement. C’est bien pour cela que nous disons au cher ami Milanesio que ce dossier aurait pu être probablement discuté avant, on a perdu tout l’été, probablement vous avez bien travaillé dans le monde, mais ici les pourparlers n’ont pas été et c’est bien pour cela qu’aujourd’hui sur ce dossier nous exprimons toutes nos difficultés à dire oui et nous vous disons clairement que ce dossier nous ne plaît pas.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Cristina Monami, ne ha facoltà.
Cristina Monami (PCI) - Vorrei esprimere molto velocemente, senza far perdere tempo a nessuno, due considerazioni.
La prima è questa: penso che le olimpiadi in sè non contengano nè il concetto del male nè il concetto del bene, per male e per bene mi esprimo metaforicamente per dire positivo e negativo per la Valle d’Aosta e per i suoi abitanti. Le olimpiadi sono un evento; questo evento può diventare un business per pochi e un disastro per molti se condotto in un certo modo, può diventare sempre un business per pochi e positività per molti. Credo che questo concetto fosse chiaro a tutti i Consiglieri regionali che hanno accettato di far perseguire alla Valle d’Aosta la strada delle olimpiadi, quindi suppongo di non dire niente di nuovo in questo, ma mi interessava sottolinearlo perchè il motivo per cui anch’io sono d’accordo per questa scelta dipende dal fatto che sono convinta che un evento come le olimpiadi si possa dirigere in una certa direzione; ne sono convinta perchè ho fiducia in questo Consiglio regionale, se non avessi fiducia in questo Consiglio regionale non starei qui un minuto di più, ho fiducia nella maggioranza ed ho fiducia in questa opposizione puntuale ed attenta.
Quindi credo davvero, e ne sono convinta fino in fondo, che possano queste olimpiadi essere dirette in una certa direzione che è quella che abbiamo detto di volere tutti, a favore della nostra Regione e a favore degli abitanti di questa Regione.
La seconda considerazione è in relazione al dossier di cui si discute oggi. Qual è il fine di questo dossier? Credo che il fine sia prevalentemente uno, quello di conquistarsi questa candidatura; quindi può anche essere vero quello che sostiene il Consigliere Riccarand quando dice sembra più un prodotto commerciale, sembra più un dépliant pubblicitario, ma io ritengo che questo anche debba essere il dossier, in quanto dobbiamo davvero vendere bene il nostro prodotto perchè il nostro fine con questo documento è quello di conquistarci la candidatura.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio, ne ha facoltà.
Milanesio (PSI) - Mi compiaccio intanto del fatto che la discussione si sta sviluppando in modo sereno, certo ci sono alcune rigidità di posizioni, però mi pare che il dialogo sia aperto, mi pare che, facendo eccezione per il Consigliere Riccarand che ha avuto l’impudenza di dire che forse sarebbe stato anche d’accordo se... e poi ha fatto una elencazione di motivi sui quali non sarebbe mai stato d’accordo, ci sia comunque in questo Consiglio un desiderio di olimpiade, ci sia una volontà di olimpiade e che questa sera i ruoli sono un po’ ingessati se vogliamo dal fatto che qualcuno siede sul banco del governo e qualcuno siede sul banco della opposizione.
Quindi un po’ siamo tutti vittime della commedia delle parti, chi presenta il dossier deve sostenere che è il migliore del mondo, chi è all’opposizione in qualche modo deve dire che se non è il peggiore però ci manca poco.
Quello che sarebbe il caso di evitare che si ripeta ancora è quello di cercare a tutti i costi delle paternità, cioè di cercare a tutti i costi la definizione di chi per primo ha voluto l’olimpiade in Valle d’Aosta. Credo che su questo discorso, mi riferisco al Consigliere "Déstévenin", dopo Décourbertin siamo tutti disposti a riconoscergli una certa paternità. Magari la deve suddividere anche con qualcun altro, ma siamo disposti a riconoscergli che in un lontano Consiglio di molti anni fa presentò un ordine del giorno, in questo facendosi interprete di ambienti sportivi della nostra Regione. Però io credo che non possa esserci il monopolio delle idee e delle proposte; il discorso delle olimpiadi si è fatto strada nella considerazione della classe politica, tant’è che è stato ripreso successivamente in più documenti e in più valutazioni e oggi trova la sua concretizzazione.
Non possiamo essere caricati di tutte le miserie di questa terra perchè abbiamo cercato, con grandi difficoltà, con immensi problemi, di dare concretizzazione a questo discorso con risoluzioni consiliari discutibili, con leggi discutibili; noi abbiamo creduto in questo, e qui parlo come Consigliere ma anche come Presidente dimesso del comitato promotore, ed abbiamo cercato di interpretare la volontà politica che promanava dall’intero Consiglio regionale, o perlomeno da gran parte del Consiglio regionale.
Questa sera affrontiamo il discorso del dossier; ripeto, capisco il gioco delle parti però vorrei fare qualche osservazione agli amici e ai colleghi dell’UV.
Ritengo che la risoluzione che hanno presentato non può essere accolta dalla maggioranza, ma che non sono state neanche formulate in questa sede delle proposte alternative precise e che questa risoluzione risente un po’ di una impostazione di opposizione puntigliosa, sì, ma direi formale sulla formulazione del dossier. Una forza di governo come l’UV poteva e doveva fare delle proposte alternative, se riteneva di criticare in modo radicale questo dossier. Questa è una osservazione che non ha nessun contenuto polemico, ripeto, ma la devo fare, perchè quando leggo nella risoluzione: "constatato che in tale dossier viene prevista la realizzazione di grandi strutture sportive in zone assolutamente non adatte a tale tipo di insediamenti; - è un discorso molto vago questo - rilevato in particolare che sono inaccettabili dislocazioni come quella del villaggio olimpico nella zona agricola di Busseyaz del Comune di Aosta, quella dello stadio olimpico nel Comune di Pollein, ecc;", credo che molti di noi qui hanno delle perplessità sulla scelta di Busseyaz che sono riferite al fatto che si tratta di un’area agricola, ma perplessità che noi abbiamo superato per quello che ci riguarda, e che comunque siamo pronti anche a rimettere in discussione se sarà il caso, dal momento che questa è una scelta che appartiene - e vorrei essere chiaro sotto questo profilo - alla Giunta del Comune di Aosta. L’indicazione è provenuta su questa dislocazione dal Comune di Aosta: può piacere, può non piacere, è una indicazione che promana dal Comune. Ora io dico che non possiamo prescindere in un discorso di questo tipo da indicazioni, sia pure in prima approssimazione, di localizzazioni che partono dal Comune principalmente interessato, quindi questa ipotesi è una ipotesi che ha una sua giustificazione, che ha una sua compatibilità anche con il piano regolatore, e non stravolge minimamente gli assetti urbanistici della città di Aosta; le altre dislocazioni che riguardano la città di Aosta delle infrastrutture sono sostanzialmente da piano regolatore. Questa indicazione potrebbe consentire di risolvere quell’annoso problema che è il trasferimento delle caserme, cioè l’eliminazione dal cuore della città di Aosta delle aree militari. Se non si risolverà, cioè se non avremo l’olimpiade (perchè facciamola anche questa ipotesi, qui si fa sempre e solo l’ipotesi che l’olimpiade ce la danno, magari volesse il cielo!), non è successo niente, ovvero il PRG della città di Aosta rimane quello che è, o quello che sta divenendo perchè c’è una modificazione in corso, e può la città disciplinare le sue scelte senza avere la spada di Damocle dell’olimpiade sulla testa sotto questo profilo.
Continua la risoluzione: "Sottolineato che anche le scelte sulle località per le gare appaiono fortemente discutibili in quanto vengono escluse località dotate dei requisiti necessari per lo svolgimento di gare;", ma abbiamo detto prima, lo ha ricordato l’Assessore, che abbiamo tante piste omologate, evidentemente non possiamo fare delle gare dappertutto, un dossier comporta una indicazione, almeno una prima scelta. Certo, se potessimo fare le olimpiadi da tutte le parti nella nostra Regione, in tutti i Comuni anche sperduti, anche a quelli che sono a 95 km dal capoluogo, sarebbe bello; ma questo non è nell’ordine dei dossier che si presentano per essere presi in seria considerazione.
E poi c’è una differenza, l’ha ricordata l’Assessore prima, fra le proposte che vengono formulate e l’esame che si fa della compatibilità generale della candidatura avanzata, una volta accettata la candidatura, su quello che poi concretamente si può realizzare, perchè molte altre città candidate hanno cercato, una volta assegnati i giochi, di risolvere quei problemi anche legittimi che esistono e che non voglio definire campanilistici ma che esistono e che sono anche comprensibili da parte delle località che vogliono essere toccate dall’olimpiade. Questi problemi, e il Consigliere Faval lo sa benissimo, sono sempre stati risolti dopo la presentazione del dossier, mai prima. Quindi vorrei che almeno queste considerazioni fossero tenute presenti; non si può stroncare così un dossier che potrà anche avere degli aspetti discutibili ma che, tenuto conto del tempo in cui è stato fatto, per quello che mi riguarda, è un miracolo e non posso che complimentarmi pubblicamente con chi l’ha seguito da vicino - e non sono stato io -, con l’équipe che ci ha lavorato, con il Consigliere Tonino in primo luogo, e con tutte quelle persone che hanno dato la loro collaborazione salvo buon fine.
Si è trattato di uno sforzo collettivo, si è trattato di un impegno tecnico ed intellettuale di primissimo ordine, quindi voglio difenderlo qui in questa sede, voglio dirlo fortemente. Non si può liquidare un lavoro di questo tipo dicendo che manca la virgola, non c’è un riferimento al bilinguismo perchè non è vero, Consigliere Viérin: se legge il dossier, troverà che c’è il riferimento al bilinguismo, alla peculiarità, alla storia della nostra Regione, ed è fatto anche molto bene.
Poi si dice: "Evidenziato che il dossier prefigura importanti interventi finanziari a carico della pubblica amministrazione (Stato, Regione, Comuni, Comunità Montane), senza che sia stato deliberato un impegno concreto da parte del Governo italiano;" in nessuna candidatura, alla presentazione, non è mai stato deliberato un bel niente da parte di nessuno e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non vi è mai stata una deliberazione con impegni di spesa da parte di nessuno per nessuna olimpiade, sotto nessuna latitudine.
É chiaro che se poi la candidatura viene accolta ci sono degli atti successivi, ci sono degli impegni successivi. Così come non è mai stato scritto da nessuna parte che il dossier olimpico funge da piano regolatore, da regolamento edilizio, da concessione edilizia; tutti questi sono passaggi inevitabili perchè quello che è previsto nel progetto di fattibilità debba avvenire. Quindi questo, se avviene, avviene con l’accordo di tutti i Comuni interessati, di tutte le amministrazioni, nel rispetto di tutte le leggi vigenti, nessuna esclusa. Di conseguenza mi sembra un po’ polemica questa affermazione.
"Sottolineato, infine, il mancato coinvolgimento - prosegue il testo della risoluzione - delle amministrazioni comunali e di organismi sportivi operanti in Valle d’Aosta nel definire le scelte del dossier;" non è vero neanche questo, certo il tempo era breve, le consultazioni forse non sono avvenute come ama il Consigliere Riccarand, magari facendo delle assemblee, non lo so, però sono stati sentiti Sindaci, Giunte, ASIVA (che poi era la principale interlocutrice), tardivamente, per carità, siamo d’accordo su questo, e se si fa un discorso che si poteva fare di meglio, che si poteva fare di più, siamo d’accordo, ma non che si dica che non si è fatto niente, sbagliato, rifare. Questo atteggiamento mi ricorda un po’ un mio insegnante di disegno, al quacarattere internazionale ed è una valutazione economica assolutamente attendibile. Certo, è riferita al 1998 e noi siamo abituati a farci i nostri conti anno per anno, ma ci sono anche delle società che operano proiettando questo nel tempo. Quando qualcuno ha detto che erano valutazioni prudenziali è stato corretto, perchè sono prudenziali nelle entrate che sono state previste rispetto ai contratti già stipulati per le ultime edizioni dei giochi olimpici prevedendo un incremento del 5-6 percento dei diritti televisivi, cosa che, è già stato detto da più di uno, non è assolutamente rispondente a quello che succederà, cioè succederà di più e di meglio perchè vi sono tutti i paesi dell’Est che entrano nel circuito televisivo, vi sono una serie di altre realtà che beneficeranno della pubblicità fatta attraverso la televisione, si raggiungeranno centinaia di milioni di persone. Quindi questa valutazione è una valutazione attendibile.
Il Consigliere Riccarand ha giocato dicendo: ma come, prima l’Assessore ci dice che un terzo andava al CIO, adesso dice che andrà il 40 percento al CIO; le faccio notare che la differenza è del 5 percento, non è di più, perchè se 2/3 fanno 66 percento, rispetto al 40 è il 5 percento. Ah, non ha capito bene; so che non capisce mai bene di solito.
Ad ogni modo questo è stato detto molto chiaramente, questo è scritto anche nelle memorie.
Con questo non crediamo di aver fatto qualcosa di mirabolante, qualcosa c1 potrebbe essere testimone - che altre città hanno presentato molto meno di quello e non hanno fatto fare delle serie analisi economiche; l’analisi economica è stata fatta dalla società Tecma che ha collaborato con Italia 90 e collabora con organismi di carattere internazionale ed è una valutazione economica assolutamente attendibile. Certo, è riferita al 1998 e noi siamo abituati a farci i nostri conti anno per anno, ma ci sono anche delle società che operano proiettando questo nel tempo. Quando qualcuno ha detto che erano valutazioni prudenziali è stato corretto, perchè sono prudenziali nelle entrate che sono state previste rispetto ai contratti già stipulati per le ultime edizioni dei giochi olimpici prevedendo un incremento del 5-6 percento dei diritti televisivi, cosa che, è già stato detto da più di uno, non è assolutamente rispondente a quello che succederà, cioè succederà di più e di meglio perchè vi sono tutti i paesi dell’Est che entrano nel circuito televisivo, vi sono una serie di altre realtà che beneficeranno della pubblicità fatta attraverso la televisione, si raggiungeranno centinaia di milioni di persone. Quindi questa valutazione è una valutazione attendibile.
Il Consigliere Riccarand ha giocato dicendo: ma come, prima l’Assessore ci dice che un terzo andava al CIO, adesso dice che andrà il 40 percento al CIO; le faccio notare che la differenza è del 5 percento, non è di più, perchè se 2/3 fanno 66 percento, rispetto al 40 è il 5 percento. Ah, non ha capito bene; so che non capisce mai bene di solito.
Ad ogni modo questo è stato detto molto chiaramente, questo è scritto anche nelle memorie.
Con questo non crediamo di aver fatto qualcosa di mirabolante, qualcosa che debba essere portato all’attenzione e additato come un monumento al dossier; diciamo che nelle condizioni di tempo, di luogo ed anche di condizioni operative è stato fatto il massimo possibile. Si può fare di più e si può fare di meglio; abbiamo fatto sì e no un terzo del cammino, se vogliamo possiamo fare assieme gli altri due terzi del cammino. Non ho nient’altro da aggiungere.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV) - Ce débat s’est ouvert dans un climat assez drôle, un climat un peu du genre "Alice dans le pays des merveilles", où toutes les choses vont dans un sens contraire à la normalité.
En effet, l’intervention que l’on attendait parmi les premières, celle du Président du feu comité promoteur, aurait dû à mon sens ouvrir ce débat, mais beaucoup d’autres choses marquent le caractère étrange de ce débat.
Il est fort désagréable quand on parle de quelque chose de ne pas pouvoir regarder dans les yeux son propre interlocuteur, de ne pas savoir exactement à qui l’on s’adresse.
Ce dossier dont nous discutons aujourd’hui porte la signature d’un comité promoteur qui formellement, en ce qui concerne ce Conseil, n’existe plus, puisque les membres que nous avions élus, ont démissionné et leurs démissions ont été acceptées par ce Conseil ce matin.
Pas une signature. On se félicite - M. Milanesio vient de le faire - avec une équipe qui a beaucoup travaillé, mais nous n’avons pas eu le plaisir de connaître les noms de ces personnes et de pouvoir éventuellement discuter et porter notre modeste avis sur cette question. Cette question dont nous sommes investis d’une façon brutale, sans préparation préalable en Commission et avec la menace constante qu’on reproche que certains retards ne sont pas dûs à ce comité mais sont dûs à quelqu’un qui avant n’aurait pas fait son travail. C’est un alibi, il faut arrêter ces histoires, il ne faut pas toujours se cacher derrière ce paravent pour justifier tous les défauts, ou les quelques parties qui encore manquent de ce document. Nous discutons d’une façon assez difficile. De ce "demi-dossier" ne connaissant pas le contenu de tout ce document.
Vous venez de nous définir, M. Milanesio, "forza di governo"; nous sommes une force modeste d’opposition en ce moment et le moindre que l’on puisse demander étant à l’opposition c’est de connaître les arguments et les dossiers dont on discute. Absence d’information totale en ce qui concerne les Conseillers et le fait que l’on n’ait pas d’alternatives prêtes n’est pas de notre faute, si l’on n’a pas pu connaître à temps les indications qui venaient de votre comité, si l’on n’a pas pu connaître à temps les choix faits par quelqu’un. Par les Communes, nous dit-on, en ce qui concerne un choix aussi important que celui du village olympique; bien, pourquoi a-t-on eu le temps, et comment, de discuter avec la Commune d’Aoste les questions d’urbanisme et on n’a pas eu le temps de les discuter avec les autres Communes?
Je regrette que M. Trione ne soit pas présent en ce moment dans la salle, il me semble de rappeler qu’à l’intérieur du comité, dans la répartition des tâches, une fonction spécifique avait été attribuée dans le sens de garder les liens avec les collectivités locales. Mais depuis la formation du comité au mois de juillet dernier il paraît que certaines Communes n’ont même pas eu l’honneur d’un coup de fil, certaines Communes pourtant bien concernées par les installations, par des problèmes de circulation, de transport. Evidemment certaines Communes ont ou avaient davantage des "feeling" avec le Comité et par conséquent étaient mieux placées pour en discuter, pour lui donner des indications précieuses.
Mais puisque la discussion sur ce dossier est une discussion difficile, venons tout de suite au problème central, à l’impact de ces jeux. Notre jugement a déjà été donné et d’une façon claire, documentée par mes collègues, c’est un jugement négatif pour l’impact que certains choix qui sont contenus dans ce dossier peuvent avoir sur notre Région de par les localités qui sont choisies, ou qui ne sont pas choisies à l’occurrence pour l’emplacement du village olympique, sur lequel nous vous demandons d’une façon très nette de réfléchir et de vous engager à revoir cette décision, et enfin sur la duplication de certaines structures, gaspillage économique, certes, mais encore une fois gaspillage de territoire.
Vous avez lancé l’image séduisante des jeux olympiques verts; chapeau à ceux qui l’ont inventée, surtout si cette image va faire remporter la candidature à la ville d’Aoste, et si, comme nous l’espérons, cette séduction aura été fructueuse. Mais nous ne sommes pas ici pour discuter de charme et de séduction. C’est pour cela que, en concluant, je dirais, contrairement à ce qui a affirmé M. Mafrica, que ce dossier ce n’est pas un défi: non è una sfida, è un azzardo, étant donné qu’il n’a pas été suffisamment médité, réfléchi et discuté.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Faval, ne ha facoltà.
Faval (UV) - Je voudrais faire quelques petites remarques par rapport à des affirmations que certains Conseillers ont fait dans cette discussion.
M. Limonet nous reproche d’avoir eu des contacts avec une société de Milan qui s’appelle Trandora; à ce propos j’aimerais rappeler à M. Limonet que la majorité précédente avait prévu de charger la Trandora au moyen d’une délibération de Junte, délibération qui par la suite a eu des remarques de la part de la Commission de Coordination et l’actuelle majorité a pensé de ne plus l’approuver. Par contre, nous n’avons pas d’informations, peut-être on ne les a pas encore vues, peut-être la Junte a déjà pourvu, mais tout de même nous demandons à M. Limonet de nous dire par quelle façon la Catle & Johnsons, société encore de Milan qui a travaillé remarquablement pour préparer le matériel et tout ce qui était nécessaire pour se rendre à Tokyo, par quelle façon a été chargée et par qui. La même chose j’aimerais savoir pour la société Tecma, qui l’on nous dit a été chargée pour dresser le budget pour l’organisation des jeux olympiques.
M.me Cipolla à été a son temps contactée, on lui a demandé sa contribution dans un certain domaine, il me résulte qu’elle a été cooptée aussi par la suite; j’aimerais savoir qu’est-ce qu’en pense M. Limonet. Qui soutient entre autres que finalement par la bonne volonté de cette majorité on peut discuter concrètement des différentes questions qui concernent la candidature aux jeux olympiques, quand la majorité précédente s’est rendue par exemple à Barcelone où elle a présenté un dossier qui n’avait pas été discuté. Alors je demanderais qu’ici dans cette salle comme dans d’autres organismes, voire par exemple la Commune d’Aoste, l’on ne fasse pas de confusion, parce qu’à Barcelone on s’est rendu avec une documentation qui illustrait la situation de la Vallée d’Aoste, la même documentation que la délégation qui s’est rendue à Tokyo a portée et a discutée au préalable ici, M. Limonet. On ne peut pas faire la contrebande des dossiers; le dossier qui doit être présenté au CIO est celui que l’on discute aujourd’hui et si l’on s’est permis de faire des remarques, soulever des problèmes, par-là notre attitude n’a pas été celle de "colpevolizzare il comitato" comme vous dites. Je crois que nous avons le droit et même le devoir de porter de l’avant notre tâche, qui est justement celle de vérifier ce qui nous a été envoyé, et si vous permettez nous exprimons notre avis: notre avis, par rapport à toute une série de propositions n’est pas favorable et nous avons le droit de le dire.
La pole position, vous dites, a été atteinte par la délégation qui s’est rendue à Tokyo; si c’est vrai, nous en réjouissons. Je voudrais tout de même informer que la pole position normalement on l’atteint à travers l’utilisation de pneus spéciaux, qui peuvent être utilisés dans ces performances pendant deux, maximum trois tours de la piste, et après il faut se douer de quelque chose de plus important. Je ne voudrais pas que ce dossier soit votre pneu spécial, parce qu’alors vous restez "al palo".
Et nous avons appris ensuite par la voix de M. Mafrica que la discussion sur ce dossier on peut finalement la faire merci à la bonne volonté de cette nouvelle majorité qui a changé de méthode. Vous avez une mémoire très courte, M. Mafrica; en occasion de la dernière séance du Conseil régional nous avons demandé que l’on fasse cette discussion au Conseil régional et en Commission, vous étiez parmi ceux qui ont voté contre, qui n’en voulaient pas.
Il vient de dire M. Milanesio que de la part de quelqu’un il est indispensable de se comporter en façon de majorité et d’opposition, mais vous ne pouvez pas insulter ce peu d’intelligence que vous pouvez nous attribuer en faisant des affirmations de ce genre-là, parce que vous étiez parmi ceux qui ne voulaient pas, parce que vous avez insisté et vous l’avez répété aujourd’hui: il faut faire vite, le temps a été perdu auparavant. A ce point je voudrais mettre un point ferme sur certaines affirmations parce que c’est un véritable alibi. C’est un alibi parce qu’on a cru sérieux et prudent de se comporter de la sorte que vous connaissez, c’est-à-dire avant que le CIO déclare officiellement que la Vallée d’Aoste était candidate, et cela s’est passé au mois de mars dernier, éviter de dresser quoi que ce soit, de prendre certaines initiatives, parce qu’à ce point vous étiez à l’opposition, j’aimerais bien savoir de quelle façon on aurait pu justifier les dépenses concernant ce genre d’activité, puisque nous n’étions pas candidats officiels et nous n’avons pas encore maintenant - j’ai posé la question et bien probablement l’Assesseur me répondra - le patronage formel du Gouvernement italien. Nous avons cru que nous ne pouvions pas courir le danger d’être démentis du jour au lendemain de la part de quelqu’un, surtout de la part du gouvernement italien, parce qu’il y avait une autre candidature pour les jeux olympiques de 1998 en Italie et c’était la candidature de l’Alpe Adria, qui était patronnée, elle oui, par un sponsor de très haut niveau, c’est-à-dire par M. De Michelis, qui est l’actuel Ministre des Affaires Etrangères.
Par rapport aux lettres un peu drôles auxquelles fait référence M. Limonet, il a oublié de lire la lettre que M. Gattai a envoyée à M. Samarenche Président du CIO, dans laquelle il lui signalait qu’il y avait aussi la candidature du Tarvisio, et là je tiens à souligner le comportement correct de M. Gattai, qui dans la même lettre écrivait: "... d’après les articles etc de la charte olympique je dois vous signaler qu’il y a aussi cette candidature pour l’Italie, mais d’après l’article etc. pour le CONI..." et le CONI n’est pas la seule autorité qui puisse patronner une candidature, mais il y a un organisme bien plus important pour patronner la candidature et que ce soit l’organisme plus important est démontré par les questions posées dans le dossier, parce que le CIO se préoccupe formellement de savoir si le gouvernement est d’accord.
Alors, je répète, nous n’avions, nous n’avons pas encore, le patronage officiel de la part du gouvernement italien, nous n’avons pas fait, et si vous êtes honnêtes, vous devez ici reconnaître qu’on a agi comme il fallait, face à deux candidatures nous n’avons pas fait ce que vous auriez pu nous reprocher parce que nous n’étions pas candidats; on est devenu candidat officiel après la communication de M. Samarenche. Donc avec la question des retards c’est l’heure d’en finir, parce que c’est un alibi que vous utilisez pour justifier certaines insuffisances.
L’on ajoute que la Vallée d’Aoste est à même d’organiser une manifestation aussi importante que les jeux olympiques "senza grossi traumi e sconvolgimenti ecologici". M. Mafrica, c’est vrai, nous le partageons depuis toujours, c’est ce que nous croyons, parce que si nous ne partagions pas cet avis, nous n’aurions pas proposé la candidature de la Vallée d’Aoste. Mais d’un côté vous faites des affirmations importantes que celles-là et vous nous faites des propositions qui sont exactement le contraire. Busseyaz, je l’ai dit tout à l’heure et je le répète, ce qui sort de très important et de très tracassant de ce dossier c’est le manque de crédibilité parce que d’un côté on affirme des choses, de l’autre on fait des propositions qui vont exactement dans le sens contraire. Effacer le vert de Busseyaz pour le remplacer avec une cascade de béton, ne va pas dans la direction d’une manifestation "senza grossi traumi e sconvolgimenti ecologici". C’est exactement ce qu’on va faire: "un grosso trauma e un grande sconvolgimento ecologico". Et c’est "un grande sconvolgimento ecologico" surtout pour la ville d’Aoste, où - j’insiste - il n’existe presque plus de vert et nous devons sauvegarder ce qu’il existe encore et ce qu’il reste.
Quant à une proposition alternative qu’on nous reproche ne pas avoir faite, peut-être on ne nous a pas bien écoutés, ou sinon on n’a pas voulu en prendre acte. Je me suis permis de vous signaler par exemple qu’à la place de construire un palais de la glace à Ayas, l’on devrait pouvoir utiliser celui de Courmayeur, qui va être terminé d’ici peu. Mais attention, nous maintenant on est à l’opposition et on n’est pas là pour remplacer la majorité; on cherche de tenir notre rôle, on ne veut pas envahir votre espace à vous, donc nous nous permettons - et nous insistons sur cela - de faire les remarques, nous allons souligner toute une série d’insuffisances, mais surtout de contradictions qui existent là-dedans et nous vous demandons de pouvoir travailler ensemble parce que nous croyons aux jeux olympiques; mais pour ce faire vous ne pouvez pas prétendre de nous présenter le mardi pour en discuter le jeudi après un dossier aussi important, aussi délicat que celui pour la candidature aux jeux olympiques.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - On a à maintes reprises rappelé le problème des échéances et on le comprend très bien, par conséquent, au delà du fait qu’au moins ce soir on a éclairci qu’on ne saura jamais à qui dire merci pour cette initiative; sur deux points je voudrais attirer l’attention des collègues. Le premier sur la lecture du dossier, au moins de la part du dossier qu’on connaît, et l’autre d’un point de vue plus général de l’intérêt des jeux olympiques.
Sur la partie concernant le dossier on a déjà dit beaucoup de choses, et je conviens que sans doute un dossier est un instrument qui doit être présenté, est un des moyens pour soutenir une cause. Tout de même, au delà des remarques qui ont déjà été faites, il y en a d’autres plutôt intéressantes, je pourrais en citer au moins deux, voire la partie où en répondant à la question 9 "Pouvez vous garantir qu’aucune réunion ou manifestation politique n’aura lieu dans les stades, sur n’importe quel autre terrain", la réponse est: "Depuis très longtemps ce pays connaît une stabilité politique".
Une autre question peut-être intéressante c’est la lecture de l’histoire de notre Région, là où je me permets de dire que peut-être un minimum de changement doit y être. On dit: "La création d’une conscience nationale unitaire ne pouvait être arrêtée par le désir de sauvegarde de l’identité des régions alpines, une action lente et profonde finira par étendre l’utilisation de la langue italienne jusqu’aux pieds du Mont Blanc". Et je ne lis pas les autres parties, là où on parle de celles qui ont été les conséquences du travail qui a été fait pour arriver à notre autonomie, qui nous permet aujourd’hui de débattre sur un problème tel que les jeux olympiques; en effet d’autres Régions qui n’ont pas cette autonomie spéciale, n’ont même pas pu se poser ce problème.
Je crois qu’au delà des conséquences qui sont évidentes face à un choix de ce genre - et sur le dossier je n’insisterais plus, les collègues ont déjà très bien dit à ce sujet -, l’unique préoccupation qu’on a et on avait dès le début, c’était d’éviter qu’il y ait pour la Vallée d’Aoste ce que très souvent se passe pour Saint-Vincent: Saint-Vincent depuis longtemps n’est plus que le Casino. On ne voudrait pas que tout passe et tout soit joué sur le fait que le Val d’Aoste c’est les jeux olympiques. Et là je reviens à un argument que je crois certains représentants qui siègent ici connaissent très bien: je voudrais me rattacher au raisonnement qui a été fait, je souligne d’une façon spécifique, de la part du parti communiste, au moment où on avait choisi de présenter le championnat mondial de football en Italie. Sans doute on a dit qu’il était un choix important pour les infrastructures, mais après, et j’ai repris là les résumés de la presse et les débats qui avaient été menés à ce sujet, une des argumentations les plus loyales et évidentes c’était qu’on ne pouvait jouer un développement sur un argument unique. Et alors au moment où j’entends dire que les jeux olympiques signifient la programmation, je crois que c’est un peu exagéré. Sans doute les jeux olympiques représentent un choix important, mais n’oublions pas que le problème des jeux olympiques n’est qu’un argument. Si on va atteindre ce but en croyant de faire le programme de la Vallée d’Aoste de l’année 2000, je crois qu’on se trompe.
Je ne peux partager le fait que quelqu’un aille dire qu’on joue à la comédie et chacun doit défendre quelque chose, car je me permets de dire qu’ici il n’y a pas de choix, on n’a pas fait de choix. De notre part on a fait des propositions en soulignant, par exemple, qu’il y avait d’autres localités importantes qui pouvaient être intéressées au fait d’avoir une manifestation afin que ce soient vraiment les jeux de la Vallée d’Aoste, au delà du fait que la candidature soit présentée de la part de la ville d’Aoste; et là vraiment c’est l’intérêt d’avoir le plus de possibilités de faire partager ce choix de la part de toutes les communautés. Quelqu’un disait les vallées latérales ont d’autres endroits là où on pourrait étudier pour faire participer là aussi au développement des infrastructures.
Quelqu’un a dit: au moins il y aura finalement le choix du déplacement des casernes. Mais attention, je crois que là il n’y a pas de choix; là encore une fois on pose la question de dire que les casernes pour la ville d’Aoste sont un problème. Je voudrais rappeler qu’il y a eu une polémique face à une solution qui avait été proposée de déplacer les casernes à Saint-Pierre; avec droit la population a dit: non, on ne veut pas faire ça. Et alors on a repris l’argument, on a discuté et on a choisi d’arrêter cette proposition. Parce que si on allait discuter si on veut déplacer les casernes, au moins au Conseil pour la plupart il y aurait une réponse affirmative, on est d’accord, mais où? Le problème est toujours là. Alors ici le choix est de ce genre: on va envahir une zone agricole de Busseyaz et après on fera les casernes là; et c’est là qu’on dit non. Je me permets de dire que c’est une fausse solution, car s’il y avait un choix possible, on serait d’accord; au contraire ici pas seulement on ne dit pas la solution, mais il n’y a même pas le système pour y arriver. Alors c’est dans ce sens que nous sommes là pour dire qu’on ne peut pas apprécier le dossier dans son ensemble; ce n’est pas question de dire qu’on va jouer, qu’il faut être contraires pour le fait d’appartenir à une autre part; ce n’est pas vrai. On est contraire parce que malheureusement toute une série d’arguments qui pouvaient être insérés dans un choix, qui - je répète - n’est pas la solution du développement, n’est pas un programme: le programme devrait - je cite au moins un exemple - développer une série de discours économiques et sociaux qui ici n’existent pas. N’oublions pas que la présence de 60000 personnes et (si j’ai bien compris) la possibilité de bâtir 103000 mc ne sont pas un fait indifférent pour l’économie d’une Région comme la nôtre; ça engage toute une série de problèmes face au plan d’aménagement qui n’ont pas encore été résolus. On pourra les étudier, on est d’accord, et en effet, quelle est la requête de notre force et des autres forces qui partagent cet avis? C’est celle de dire qu’on ne peut accepter que ce dossier puisse représenter le point de la situation. Ce dossier est un travail qu’on aurait voulu présenté d’une façon différente; il y a toute une série de non-choix, là où on risque d’avoir des difficultés par la suite, en sachant très bien qu’une série de problèmes existent et ne peuvent pas être résolus dans le bref délai qu’on nous demande.
On a par exemple sans doute à développer un problème très important face à un choix de ce genre, celui de l’hôpital: qu’est-ce qu’on va faire? Et la chose n’est pas si indifférente face à certains choix, car il y aura des conséquences à certaines positions qui se poseront, et toute une série d’autres problèmes. Ce sont là encore les raisons pour lesquelles on a présenté cette résolution que va résumer l’idée des forces qui l’ont signée.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.
Viérin (UV) - M. Limonet et moi-même avons un point en commun: nous sommes tous les deux de l’Envers et, selon une banalité, nous ne jouissons que de très peu de lumière. Dans cette recherche commune de la clarté, il y a quand même une conception de la transparence qui nous différencie. S’il est vrai que la transparence est une qualité des objets qui laisse passer la lumière, force nous est de constater que les comportements de cette majorité ne vont pas dans cette direction. En effet: un comité que nous n’avons pas voté, des démissions tardives qui ont causé blocage et empêché un fonctionnement correct et efficace dudit comité, la non-publication d’une loi déclarée urgente par le Conseil, la volonté de vouloir modifier une loi avant sa publication, les innombrables convocations d’urgence des Commissions lors des séances du Conseil, des réunions continues, la tentative de bloquer la discussion, en ne voulant pas discuter le dossier au sein du Conseil. Il me semble que, sous cet aspect, le mot transparence revêt une autre signification et que cette majorité, plutôt que vouloir faire de la lumière, veut éteindre ou elle a déjà éteint la lumière.
Presidente - Colleghi Consiglieri, non c’è più nessuno iscritto a parlare. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l’Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pascale, ne ha facoltà.
Pascale (PSI) - Ringrazio tutti i Consiglieri che sono intervenuti nel dibattito portando un contributo fattivo e costruttivo al dibattito, perchè quando c’è un confronto si verifica comunque un qualcosa di costruttivo.
Do subito atto ai Consiglieri che lo hanno rilevato, che questo dossier è di difficile lettura, soprattutto nei due giorni che hanno avuto a disposizione, anche perchè si tratta di uno stralcio. Aggiungo che non solo è di difficile lettura, ma vi assicuro che è stato anche difficile farlo nel breve tempo che abbiamo avuto a disposizione.
Sono state fatte molte osservazioni, riconosco che volendo se ne potevano fare molte di più perchè indubbiamente questo dossier non è perfetto, ma è quanto di meglio si poteva fare con i tempi avuti a disposizione.
Non voglio fare polemiche, non voglio nè spegnere la luce nè riaccenderla, dico le cose come stanno. Cercherò di rispondere a quelle che mi sembrano le osservazioni più significative e mi scuso se ne tralascio qualcuna.
Mi pare che le osservazioni più importanti siano state fatte riguardo alla scelta delle località e all’interno delle località di certe scelte di tipo urbanistico che sono state ipotizzate. Sulle località avevo già detto nella mia illustrazione che si è cercato di dare una certa immagine della fattibilità di questi giochi olimpici: chiamiamolo marketing, chiamiamolo pubblicità, l’intento era quello di offrire la candidatura nel modo migliore possibile. Questo ha portato alla esclusione temporanea di Gressoney, dico temporanea perchè questo dossier con la scelta delle località chiaramente non potrà essere stravolto nella indicazione delle località, ma secondo me è possibile quanto meno effettuare successivamente una modifica che porti a Gressoney una gara delle olimpiadi. Vi assicuro che l’impegno mio, della Giunta, della maggioranza e del comitato promotore andrà in questa direzione.
Per quanto riguarda alcune indicazioni relative ad insediamenti che vengono ipotizzati, in modo particolare a quello del villaggio olimpico, voglio solo dire che le scelte urbanistiche che vengono ipotizzate sono ancora tutte da verificare perchè sono di competenza dei Comuni. Se è possibile, e secondo me è possibile, modificare successivamente una località, ancor più è possibile, se si ravviserà la necessità e l’opportunità di farlo, cambiare anche la collocazione del villaggio olimpico; al momento la soluzione migliore che è stata individuata dal Comune di Aosta è quella di regione Busseyaz, ma questo non vuol dire che sia la scelta migliore o che sia la scelta definitiva.
E condivido anche l’osservazione fatta dal Consigliere Mafrica, che comunque l’occasione delle olimpiadi può portare, soprattutto per quanto riguarda Aosta, ad una programmazione delle scelte urbanistiche che ci sono da fare. Sempre in tema di località il Consigliere Faval aveva fatto una osservazione riguardante lo stadio del ghiaccio di Ayas dicendo: perchè costruire un nuovo stadio del ghiaccio ad Ayas quando ce n’è uno in costruzione a Courmayeur e un altro di cui esiste solo il progetto di massima a Cervinia? Questa osservazione mi ha stupito perchè il Consigliere Faval, come ex Assessore al Turismo, dovrebbe sapere che lo stadio del ghiaccio di Ayas è già in costruzione, va solo coperto e c’è già una ipotesi per la copertura. Quindi la scelta di Ayas tiene conto di una infrastruttura che è già in loco ed è in costruzione.
Per quello che riguarda i consulenti, avevo già indicato prima gli enti pubblici che hanno volontariamente collaborato a questo dossier; non esistono incarichi ufficiali dati a professionisti da parte della Giunta regionale o da parte di altri per la redazione del dossier. Ci sono dei professionisti che volontariamente sono stati aggregati per portare questa loro consulenza perchè la Giunta regionale non poteva utilizzare i fondi messi a disposizione dalla legge, nè poteva utilizzarli il comitato promotore. Lo stanno facendo a loro rischio, non sappiamo se saranno pagati.
Il Consigliere Riccarand faceva osservare che le olimpiadi non erano nel programma; a me pare che le olimpiadi erano già nel programma regionale della vecchia Giunta, sono state indicate nelle dichiarazioni programmatiche all’insediamento della nuova Giunta, sono indicate nel programma della nuova Giunta che sarà sottoposto all’esame del Consiglio regionale nei prossimi giorni.
Sono vere le osservazioni che fa, che bisognerebbe incentivare altri tipi di turismo in Valle d’Aosta: turismo culturale, turismo congressuale, turismo termale, e posso assicurare il Consigliere Riccarand che in questa direzione saranno attivate al più presto delle iniziative. Quello che non condivido è che le olimpiadi invernali abbiano come obiettivo di incentivare solo il turismo invernale; no, le olimpiadi invernali servono a lanciare l’immagine di tutta la Valle d’Aosta e quindi sono potenzialmente in grado di sviluppare anche altri tipi di turismo.
Non c’è consenso nella comunità, si dice; io non credo, questo è un punto importante sul quale vorrei soffermarmi per sottolineare che non solo le olimpiadi sono state inserite nel programma elettorale di molte forze politiche, e queste forze politiche hanno chiesto il consenso all’elettorato sulla base di questo programma e quindi l’elettorato sapeva che queste forze politiche portavano avanti questo obiettivo, ma, se è vero che la stragrande maggioranza del Consiglio regionale è d’accordo sulle olimpiadi, e se è vero che il Consiglio regionale è l’espressione elettiva di tutta la comunità valdostana, credo sia ragionevole presumere che c’è nella comunità valdostana un ampio consenso in direzione di questo obiettivo.
Do ragione invece sul fatto che era opportuna una consultazione più ampia; ho già avuto modo di riconoscere al Consigliere Riccarand che forse prima di presentare la candidatura sarebbe stato opportuno un dibattito che coinvolgesse gli organismi istituzionali e la comunità valdostana. Questo non è stato fatto, ma non è possibile neanche farlo ora, così come non è possibile accettare un deliberato come quello contenuto nella risoluzione presentata dal Gruppo dell’UV che è una contraddizione in termini, perchè quando si dice: "Ritiene urgente e indispensabile una sostanziale revisione del dossier in stretta concertazione con le amministrazioni comunali e tutti gli organismi interessati", si sa benissimo che per fare questo ci vogliono almeno due mesi; e allora si dica, non vogliamo presentare il dossier, non vogliamo le olimpiadi, e non credo sia questo il punto di vista... eh, allora mi si spieghi come è possibile fare una concertazione con i Comuni e con tutti gli organismi, rivedere il dossier, ritradurlo in francese e in inglese e poi stamparlo nel giro di dieci giorni. O ci prendiamo in giro oppure è un argomento pretestuoso.
Chiaramente la maggioranza non ritiene di poter votare questa risoluzione, ho presentato una risoluzione che è stata distribuita ai Consiglieri che delibera solo di approvare quelli che sono gli indirizzi generali, le linee di indirizzo di questo dossier; sia chiaro che approvando questa risoluzione non approviamo alcuna scelta perchè le scelte definitive saranno ancora tutte da fare.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) - Al termine di questa discussione animata e mi sento di dire corretta, mi sembra giusto come Presidente della Giunta dire alcune cose.
Innanzitutto vorrei ringraziare gli ex componenti del comitato promotore per il lavoro che hanno fatto e mi scuserete ma ritengo di dover ringraziare, malgrado le sue
anticipate dimissioni, anche il Consigliere Faval. Lo faccio perchè a mie notizie questo comitato, dal momento in cui è nato, ha collaborato con assoluta unità di intenti, e questo era il significato migliore che si poteva dare alla costruzione di un dossier olimpico; stava a significare veramente quell’unità che l’Assessore ha cercato di indicare nel suo precedente dialogo.
Quando mi sento dire da parte di alcuni Consiglieri, sicuramente in buona fede, che non hanno potuto dare un giudizio preciso per mancanza di informazioni, forse questo è anche vero, non discuto; però è probabile che questa mancanza di informazioni sia avvenuta anche per una scelta politica che è stata fatta dal Gruppo dell’UV, e cioè la scelta di far dimissionare il Consigliere Faval. Non discuto le scelte politiche, perchè sono frutto sicuramente di una indagine interna di un movimento, ma non posso neanche accettare il discorso di dire mi mancano le informazioni, quando io me ne vado; questo non mi sembra molto corretto.
Si parla e quindi si dà un giudizio negativo, ma non immaginavo sicuramente di sentir dire un giudizio positivo, onestamente non me lo immaginavo nel modo più assoluto, nessuno di noi della maggioranza pensava che l’opposizione ci venisse a dire che questo dossier era il toccasana per ottenere le olimpiadi.
Si è parlato di sfida, che non era una sfida ma era un azzardo, ed è stato il Consigliere Louvin a fare questo riferimento. Ma suvvia! Ogni tanto bisogna anche essere (passatemi il termine) "azzardosi" nella vita, perchè se non si fanno certe cose....
Louvin (UV) (fuori microfono) - ... ma anche risparmiosi...
Bondaz (DC) - ... e anche "risparmiosi", questo è anche giusto, però se non si fanno certe scelte alcune volte si rischia di non arrivare al "but final".
Non sto a dire chi ha ragione e chi ha torto, chi è il padre, il padrino, la madre o la matrigna di queste olimpiadi; credo che tutte le forze politiche abbiano dato il loro consenso a questo disegno al di là di fare riferimento alla vecchia maggioranza o alla nuova maggioranza. Credo che bisogna stemperare il discorso da un qualcosa di politico che si è voluto inserire in un discorso prettamente amministrativo e prettamente di convenienza della Regione Valle d’Aosta.
Ci è stato detto che non sono stati indicati alcuni problemi, è probabile; vi ha già spiegato l’Assessore che il comitato ha operato in ristrettezza di tempi. Ma questo non è colpa di nessuno; non vado a dire che si poteva cominciare un anno fa questo discorso e seguire il discorso del Consigliere Faval che dice: abbiamo saputo solo al mese di marzo che c’era questa possibilità; credo che tutti abbiano operato per arrivare a questo scopo finale.
Non posso neanche accettare che mi si dica che la stabilità politica, come è scritta nel dossier, sia identificata nel fatto che la stabilità politica esiste se l’UV è seduta in queste sedie; non credo sia giusto neanche questo. La stabilità politica non è un fatto di maggioranze che si possono alternare nell’amministrazione; la stabilità politica è una stabilità che viene da un concetto generale di quella che è la situazione della Valle e credo che la Valle d’Aosta, con maggioranze di un tipo o maggioranze di un altro tipo, abbia creato nella nostra mentalità una certa stabilità di indirizzo politico. Che poi qui ci sia seduto Gianni Bondaz o Augusto Rollandin, credo che le cose possano cambiare di poco da un punto di vista di indirizzo politico.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Rollandin, che non è giusto che si possa pensare a questo punto che la Valle d’Aosta debba essere quasi identificata con le olimpiadi; lo condivido questo, sarebbe estremamente sbagliato, assolutamente sbagliato, perchè la Valle d’Aosta ha nel suo interno delle capacità, dei desideri che vanno al di là di quelle che sono le olimpiadi. Ma questi desideri, queste volontà devono emergere, e cercheremo di farli emergere; questa è la vera sfida che si deve dare l’amministratore nei confronti della Valle d’Aosta.
Vi sono altri problemi che non sono stati risolti, diceva il Consigliere Rollandin; è vero, ci sono problemi non risolti. Non li ha risolti la vecchia maggioranza, cercherà di risolverli la nuova maggioranza; probabilmente la vecchia maggioranza ha risolto dei problemi che non erano stati risolti dalla maggioranza precedente, ma questa è una continuità amministrativa che deve essere valutata e deve essere accettata.
Mi si viene a dire che 103mila mc di costruzione è una cosa enorme; ma signori miei, credo che alcuni di voi si ricorderanno le discussioni vivacissime che ci sono state in questo Consiglio quando si è parlato della soluzione di Pila, centotremila metri cubi per costruire un villaggio olimpico o qualcosa del genere, li abbiamo costruiti probabilmente in poco tempo in un unico sito a Pila e con questo nessuno ha creduto di fare delle cose esagerate, ma ha ritenuto di fare una cosa giusta per quello che era il turismo della Valle d’Aosta!
(Commenti dai banchi dell’UV e da parte del Consigliere Riccarand)
Caro Riccarand, è stata fatta questa scelta, il Consiglio ha scelto questo tipo di impostazione e l’ha portata avanti, nulla di estremamente inverecondo. Ora io dico, signori Consiglieri, a che pro portare una risoluzione di non accettazione del dossier? Certo, se è una scelta politica la posso anche accettare, ma mi faccio una domanda: se per pura combinazione questa ipotesi di dossier, pur con tutti i suoi limiti e che potrà essere rivisto dal comitato organizzatore quando e se a maggio del prossimo anno riusciremo ad avere la candidatura effettiva delle olimpiadi - e in quel momento tutta la Valle d’Aosta dovrà lavorare, non soltanto il Consiglio regionale, perchè, se così fosse, probabilmente le olimpiadi sarebbero un fatto assolutamente negativo - se non passasse questa ipotesi di dossier, dicevo prima, non presentiamo il dossier? Ve lo chiedo perchè bisogna anche porsi delle domande in termini di concretezza. Non va bene questo dossier? Possiamo anche darvene atto, ci sono delle cose da migliorare, questo è normalissimo in tutte le cose della vita, ma il vostro intento è quello che non si presenti il dossier? E poi ci venite a dire che siete favorevoli alle olimpiadi?
Allora io dico, cerchiamo di trovare una soluzione che vada bene per tutti, se è possibile, ma non che si possa dire in giro che c’è qualcuno che non voleva presentare il dossier, perchè questo è quello che pensa la gente leggendo quello che avete scritto nella risoluzione. Cioè, è un tentativo maldestro di far sì che la maggioranza non presenti questo dossier; maldestro, assolutamente maldestro. Mi auguro di tutto cuore che questa vostra risoluzione non abbia i voti sufficienti, ma questo me lo auguro non tanto per la esistenza di questa maggioranza, nel modo più assoluto, me lo auguro per la Valle d’Aosta, perchè questa vostra risoluzione è qualcosa che va contro gli interessi della Valle d’Aosta, in quanto è una valutazione politica che voi fate su un argomento che è assolutamente preminente per quello che riguarda il futuro della nostra Regione. E mi stupisce che persone altamente qualificate dal punto di vista politico e amministrativo pensino che la gente possa immaginare una cosa diversa da quella che vogliamo fare; non è vero, sapete benissimo che tutta la Valle d’Aosta pensa a queste olimpiadi con interesse.
Pertanto cercheremo di portare avanti questo dossier con tutti i limiti che questo ha, cercando di migliorarlo nel futuro, ma sicuramente ci auguriamo e vi chiediamo con tutta onestà: ritirate la vostra risoluzione, non ha senso, non ha nè senso politico nè senso a favore della Valle d’Aosta.
Presidente - Colleghi Consiglieri, è chiusa la discussione generale. Ai sensi degli articoli 64 e 65 che riguardano gli ordini del giorno e le risoluzioni, il Consiglio è chiamato a pronunciarsi sui documenti che sono stati presentati.
E’ stata presentata prima la risoluzione dell’Union Valdôtaine e del Consigliere Riccarand, e successivamente la risoluzione dell’Assessore Pascale. Quindi richiamo la vostra attenzione sulla risoluzione dell’UV e dei Consiglieri Maquignaz e Riccarand, che metterò in discussione e in votazione per prima, di cui do lettura:
RISOLUZIONE
- Visto il "Dossier per la candidatura di Aosta ai Giochi olimpici invernali del 1998";
- constatato che in tale dossier viene prevista la realizzazione di grandi strutture in zone assolutamente non adatte a tale tipo di insediamenti;
- rilevato, in particolare, che sono inaccettabili dislocazioni come quella del Villaggio Olimpico nella zona agricola di Busseyaz del Comune di Aosta, quella dello Stadio Olimpico nel Comune di Pollein, ecc.;
- sottolineato che anche le scelte sulle località per le gare appaiono fortemente discutibili in quanto vengono escluse località dotate dei requisiti necessari per lo svolgimento di gare;
- evidenziato che il dossier prefigura importanti interventi finanziari a carico della pubblica amministrazione (Stato, Regione, Comuni, Comunità Montane), senza che sia stato deliberato un impegno concreto da parte del Governo italiano;
- sottolineato, infine, il mancato coinvolgimento delle amministrazioni comunali e di organismi sportivi operanti in Valle d’Aosta nel definire le scelte del dossier;
il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
esprime
un giudizio negativo sulle scelte contenute nel "Dossier per la candidatura di Aosta ai Giochi Olimpici invernali del 1998" e sul metodo con cui è stato redatto tale dossier;
ritiene
urgente ed indispensabile una sostanziale revisione del dossier in stretta concertazione con le Amministrazioni comunali e tutti gli organismi interessati.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - Très brièvement pour rappeler les arguments pour lesquels nous voterons en faveur de la résolution que nous venons de présenter, évidemment contre l’autre résolution.
Sans vouloir faire encore l’éloge de Gutenberg, nous croyons que ce qui est écrit reste, il laisse des traces et produit des effets, crée des espérances. Par exemple de page 40 à page 45 du dossier, est illustré le nouveau stade pour les jeux d’hiver à Ayas; demain enlever à Ayas un stade de ce genre pourra provoquer de remous. Même chose Busseyaz, zone qui n’a pas d’eau et qui depuis des siècles n’a pas pu être heureusement construite parce qu’il n’y a pas une goutte d’eau, cela crée de nouveau des espérances, peut-être même chez certains propriétaires de terrains. Il est écrit, on nous dit que cela peut changer, mais personne n’entre dans les détails; qu’est-ce qu’on peut changer? On peut changer quatre mots ou des choses de ce genre; ici on présente des choix, ces choix sont en contradiction avec ceux que nous croyons fondamentaux, à savoir que les jeux olympiques ne doivent pas constituer un bouleversement territorial trop lourd pour la Vallée d’Aoste.
Sur ce fondement nous sommes disponibles à nous battre; c’est défendre la Vallée d’Aoste, M. Bondaz, en défendant son territoire qui est beaucoup plus important qu’une chose si importante que les jeux olympiques.
Par conséquent notre résolution tient compte des intérêts de la Vallée d’Aoste; tient compte également des intérêts des jeux olympiques, parce qu’on ne choisit pas les localités sur une carte topographique en disant: il y a du vide, nous le remplissons avec des constructions du genre Pila, que Dieu nous en préserve parce que moi j’y étais et nous avons fait quelques polémiques à ce Conseil en la matière. Evidemment non, on doit choisir d’une façon correcte et attentive. Et évidemment la concertation avec les Communes et les organismes intéressés doit être faite, peut-être rapidement, mais doit être faite sur la base des plans et sur la base d’idées qui ne soient pas simplement la couverture d’un livre qu’on veut présenter pour dire: nous avons fait les propositions pour les jeux olympiques.
C’est pour ces motifs que notre voix sera favorable à la résolution présentée par M. Maquignaz et M. Riccarand et le Groupe de l’UV et contraire à la proposition présentée par M. Pascale.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione sottoscritta dai Consiglieri dell’UV e dai Consiglieri Riccarand e Maquignaz:
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 32
Favorevoli: 14
Contrari: 18
Astenuti: 1 (Lanivi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Do lettura della risoluzione presentata dall’Assessore Pascale:
RISOLUZIONE
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
Richiamato il proprio ordine del giorno del 21 marzo 1990 con cui decideva di presentare la candidatura della Città di Aosta per la organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 1998;
Preso atto dell’obbligo della presentazione al C.I.0. dei dossiers della Città candidata entro il 31 ottobre 1990;
Esaminate le linee di indirizzo individuate nel dossier presentato all’esame delle competenti commissioni consiliari e del Consiglio;
Udita la relazione dell’Assessore regionale per il Turismo;
delibera
di approvare, per quanto di competenza, le linee di indirizzo individuate dal dossier di presentazione della candidatura della Città di Aosta per i Giochi Olimpici invernali del 1998.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 32
Favorevoli: 18
Contrari: 14
Astenuti: 1 (Lanivi)
Il Consiglio approva.
***
