Oggetto del Consiglio n. 184 del 15 maggio 1975 - Verbale

OGGETTO N. 184/75 - ACQUISTO DI UN ALLOGGIO, SITO IN AOSTA, VIALE DELLA PACE, DA DESTINARE AD UFFICI REGIONALI. APPROVAZIONE E FINANZIAMENTO DI SPESA. DELEGA ALLA GIUNTA.

Caveri (U.V.) - Sono presenti 27 Consiglieri. Siamo giunti all'esame del punto 18 all'ordine del giorno.

Recentemente sono state definite le trattative con il signor Albino Linty-Blanchet, per l'acquisto, da parte della Regione, di un alloggio, ubicato al 2° piano del palazzo d'angolo di Viale della Pace e Corso XXVI Febbraio, da destinarsi a sede degli Uffici regionali ed, eventualmente, del Servizio Regionale di Assistenza Ospedaliera.

Trattasi di un appartamento di mq. 147,000 composto di n. 6,5 vani e cantina, iscritto al Foglio 43, n. 119, sub. 8 del Nuovo Catasto Edilizio Urbano, oltre ad un garage di mq. 14 (Foglio 43, n. 119, sub. 33), che il proprietario è disposto a cedere per il prezzo complessivo di Lire 42.000.000, suddivisi in L. 40.000.000 per l'alloggio (importo pari a Lire 272.108 circa al mq.) e in lire 2.000.000 per il garage.

Tale prezzo è ritenuto conveniente dal competente Ufficio Tecnico regionale, considerate l'ubicazione dello stabile, l'epoca di costruzione recente e le rifiniture superiori alla media.

Quanto sopra premesso, la Giunta propone che il Consiglio Regionale:

- Visto lo Statuto Speciale per la Valle d'Aosta;

- Visti gli articoli 45 e 46 della legge 10 febbraio 1953, n. 62;

- Visto il vigente regolamento delle attribuzioni e competenze amministrative del Consiglio Regionale:

DELIBERI

1°) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di lire 42.000.000 (lire quarantaduemilioni), dell'appartamento e del garage di cui in premessa, di proprietà del signor Albino Linty-Blanchet da destinare a sede di Uffici regionali, eventualmente del Servizio regionale di Assistenza Ospedaliera;

2°) di approvare la relativa spesa complessiva di L. 42.700.000, da finanziare come segue:

a) per Lire 42.000.000 (prezzo d'acquisto), da imputare sul capitolo di spesa n. 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per l'acquisto e costruzione di beni patrimoniali"), che presenta la necessaria disponibilità;

b) per Lire 700.000 (spesa presunta per la stipulazione dell'atto di compravendita), da imputare sul capitolo di spesa n. 203 del precitato bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese notarili, perizie, liti, atti legali, ecc."), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di delegare alla Giunta Regionale, l'adozione di ogni successivo provvedimento di esecuzione, per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita dell'immobile di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese nonché per gli eventuali ulteriori accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale dell'immobile da acquistare.

Allegati: n. 2 planimetrie dell'immobile da acquistare.

(omissis)

Caveri (U.V.) - Chi illustra questo provvedimento? Assessore Fosson.

Fosson (U.V.) - Comme vous avez vu de l'annexe, il s'agit d'un logement de 147 mètres carrés de superficie dans le bâtiment que tous vous pouvez vous souvenir en Avenue de la Paix, à l'angle de la Rue XXVI Février. L'offre de ce bâtiment a été faite directement au Président de la Junte et le montant requis est de 42 millions, dont 40 millions pour le logement, ce qui fait de 272.000 lires à peu près le mètre carré. Les bureaux ont dit qu'il s'agit actuellement d'un prix équitable, compte tenu du fait que le bâtiment a été construit assez récemment et qu'il est en bon état; 2.000.000 de lires est le prix du garage. Voilà, maintenant on sait que les prix sont cela.

La Junte a retenu que ce logement pourrait être utilisé par le nouveau bureau de l'assistance hospitalière. Moi je n'ai rien d'autre à ajouter, parce qu'ici sont bien écrits soit le logement, soit le montant du coût, ainsi que la destination, ici est clairement énoncée.

Monami (P.C.I.) - I Comunisti sono in linea di massima sempre d'accordo quando la Giunta o la Pubblica Amministrazione intende acquistare aree o stabili per aumentare, qualora sia possibile, il demanio regionale, quindi per acquistare case da mettere a disposizione con finalità ben precise.

Noi riteniamo però che relativamente a questi acquisti si debba sempre operare in linea di massima con una certa cautela, anche per quanto riguarda il prezzo, ma non è tanto questo l'aspetto che ci preoccupa, quanto le finalità a cui questo alloggio è destinato, soprattutto perché, trattandosi di un alloggio così, avremmo potuto sceglierlo al Ponte di Pietra, a Sarre, a Quart e... perché non a Verrayes? Sostanzialmente si spendono 42.000.000 per comperare un alloggio a quasi 300.000 lire al metro quadrato (272.000 e rotti) dando un buon incremento al prezziario in corso per quanto riguarda le costruzioni di civile abitazione, per poi destinarlo, com'è detto nella relazione della deliberazione, al creando Servizio ospedaliero regionale.

Io ho già avuto occasione ieri, nella riunione delle due Commissioni congiunte Affari Generali e Sanità, di anticipare quale sarebbe stata la posizione su questo argomento del Partito Comunista nell'assemblea, e in quella sede abbiamo annunciato che oggi avremmo riconfermato che siamo contrari all'acquisto di questo alloggio. Noi riteniamo intanto che predisporre già gli uffici per un servizio che non è ancora creato è quanto meno inutile. Sarebbe saggio e intelligente prevederne l'acquisto nel caso in cui si avesse la certezza che questo servizio venisse ad essere creato, così come è in mente all'attuale Giunta e all'attuale maggioranza, e sarebbe saggio se fossimo sicuri che questo avvenga.

C'è ancora un grosso punto interrogativo, ed è quello che ci ha sollecitato ad assumere la posizione contro questa deliberazione. Ci siamo posti una domanda e abbiamo cercato di rispondere a questa domanda: se è vero, così come è vero, che finalmente anche la Giunta nella relazione del progetto di legge n. 116 dice che si va camminando verso la riforma sanitaria, è proprio per prefigurare strutture idonee ad assolvere questi compiti. La nuova riforma metterà alcune cose sulle spalle della Regione, e dico "per fortuna". Tre mesi fa, quando noi abbiamo presentato le nostre proposte di legge, tutti, compreso la Giunta e la maggioranza, si negava che la riforma sanitaria sarebbe stata fatta ed era inutile prefigurarsi strumenti che avrebbero anticipato questo.

Oggi prendiamo atto con un certo piacere che la Giunta e la maggioranza hanno cambiato opinione e dice: "prefigurando la riforma sanitaria", eccetera. Allora ci siamo posti la domanda: se è vero che questo acquisto è fatto in relazione alla riforma del Servizio ospedaliero e se è vero che la riforma sanitaria è finalmente - e ne siete stati convinti - una cosa che andrà avanti. È vero che fra due, tre anni, nella peggiore delle ipotesi, avremo nella città di Aosta enormi palazzi dove metteremo a ballare non so che cosa: disponiamo della sede dell'INAM, della sede dell'INADEL, della sede dell'ENPAS, della sede della Mutua Coltivatori Diretti, della sede della Mutua Artigiani, della Mutua Commercianti, disponiamo di più sedi per tante Mutue di quante non siano quasi gli assistiti per il nostro Paese e in Valle d'Aosta! E sentiamo il bisogno - quasi quale posizione anti-riformatrice - e la necessità di comperare un alloggio per sistemare quell'ufficio, non quel servizio o anche il servizio tecnico-amministrativo che dovrebbe regolare i rapporti amministrativi, le convenzioni, i pagamenti fra gli Ospedali, le Mutue, i cittadini, non convenzionati con gli Ospedali, ma assistiti direttamente dalla Regione, ma, dicevo, per un servizio che non esiste, per un ufficio che soprattutto secondo noi "deve" trovare la giusta collocazione nella sede di una di queste Mutue, nella sede di uno di questi grandi palazzi che dovranno fra due o tre anni scomparire, o comunque i quali Enti dovranno esser sciolti, perché così prevede la riforma sanitaria. Il personale verrà preso a carico della Regione, delle Province dove esistono, dei Comuni, dello Stato, ma comunque sono Enti che vanno sciolti, e noi comperiamo un alloggio per creare un ufficio di questa fattura!

Se l'obiettivo di comprare un alloggio è quello unicamente di darlo al Servizio ospedaliero, noi riteniamo che questo ufficio debba trovare posto negli attuali uffici regionali o negli uffici di quelle tante Mutue esistenti nella città di Aosta. Però potrebbe anche darsi che questo alloggio non sia destinato al Servizio ospedaliero, perché mi dice "preferibilmente" o comunque "si prevede", e allora diciamo: se non serve per il Servizio ospedaliero, per quale servizio concretamente servirà? Quali saranno gli uffici della Regione che saranno trasferiti in quest'alloggio se non ci andrà il Servizio ospedaliero? Ci andrà forse la sede dei Gruppi consiliari? Ecco, questa era la domanda che ci ponevamo, visto che fra le tante cose promesse dalla Giunta al suo insediamento c'era anche la soluzione di questo problema. Noi riteniamo che potrebbe anche essere idoneo - però certamente non idoneo in quella zona per i Gruppi consiliari - ma comunque non sufficientemente capiente per trasferire in quella zona degli uffici regionali, per creare in questo palazzo dei locali adatti per i Gruppi consiliari.

Ecco, rispondendo a tutta questa serie di domande, ci siamo detti che non è possibile che ci venga sottoposto un acquisto del genere, proprio perché tale acquisto non risponde a questi requisiti, non ci viene posto nel quadro di soluzioni più generali che non la soluzione degli uffici regionali. È l'acquisto di un alloggio isolato, quasi come un privato che sente le esigenze e la necessità di arricchire il suo patrimonio immobiliare acquistando un altro alloggio. È proprio per questi motivi che noi a questa deliberazione diciamo "no" e voteremo contro.

Andrione (U.V.) - Molto brevemente, perché non credo sia il caso di dire molte parole. Le vostre soddisfazioni sono fuori luogo, perché ripeto le parole dette, e cioè che noi applichiamo la riforma ospedaliera e non quella sanitaria perché quelle competenze non ci sono trasferite, non abbiamo detto nient'altro. Quando vi sarà la riforma sanitaria discuteremo la riforma sanitaria, non prima, e non bisogna metterci in bocca parole che non abbiamo pronunciato.

Seconda questione: comunque venga organizzato l'ufficio di assistenza ospedaliera, comunque e quale che sia la decisione del Consiglio in materia, avrà bisogno di spazio e avrà bisogno di uffici ...(voci)... sì, ma quei palazzoni tu non sai come saranno destinati dalla legge sanitaria, potranno essere messi all'asta e destinati a case popolari o robe di quel genere, non è certo competenza tua! Quindi dico: tra il giorno "x" attuale e il giorno futuro in cui la riforma sanitaria avverrà - a quanto pare è abbastanza futuribile - ci dovrà essere questo servizio e ci dovranno essere dei locali idonei. Questa è una prima sistemazione, certamente. Se, come pare da differenti opinioni, questo ufficio sarà comunque sempre composto tra le 11 e le 14 persone, dovrà essere collocato in questo palazzo, non ci resta altro spazio, a meno che il Consigliere Monami non lo trovi personalmente, ma non ci sono riusciti coloro che hanno preceduto questa Giunta e non ci siamo riusciti noi.

Per quanto riguarda i Gruppi consiliari, siamo in trattative con il Cavalier Diémoz per comprare qui dietro la parte di un palazzo, però anche questo evidentemente richiede un certo tiro alla fune, ci vuole un attimo di tempo, anche perché i prezzi sono alti. Per quanto riguarda poi le convenienze dell'acquisto, posso dire ai Signori del Consiglio che mi è già stato proposto di riacquistarlo ad un prezzo superiore, come ubicazione, vicino all'Ospedale, mi sembra eccellente.

Se il Partito Comunista vuole votare contro, voti contro, ma per quanto ci riguarda noi voteremo a favore.

Chanu (D.P.) - Io non so se un discorso del genere possa essere eliminato con due colpi di daga come ha fatto il Presidente della Giunta, posto che quella che ha usato sia una daga. Anzitutto siamo chiari, Presidente della Giunta! Cosa ci volete fare lì dentro preferibilmente o cosa volete fare? Ve lo chiediamo: volete mettere da parte qualche soldo per vedere, non so, se renda di più comperare un alloggetto di due camere, soggiorno e cucina? O volete... non so, perché questo modo di impostare le relazioni fa dire: "mah, noi compriamo, e preferibilmente vorremmo adattarlo a questo"... È già questo un primo motivo che ci lascia effettivamente perplessi, ma ci lascia ancora più perplessi il "preferibilmente", posto che abbia voluto dire "effettivamente". Non potevate però dire "effettivamente", perché non volevate mettere il carro avanti ai buoi ed è un carro che ha le ruote quadrate, a quanto mi sembra, dalle discussioni a cui ho assistito.

Il Presidente della Giunta mi parla di collocazione di 11 persone, con due camere, cucina e servizi. Ora, io ho avuto molte battaglie quand'ero Sindaco con l'esimio Dottor De Marchi, quando si parlava di sovraffollamento... vediamo un po'... si parla di tanti metri quadrati di alloggio e poi dopo, se uno prende il regolino, vede che buona parte di quei tanti metri quadrati sono occupati da un terrazzo, Signor Presidente della Giunta... faremo il Servizio ospedaliero all'aperto, ma non credo che questa nostra città di Aosta consenta un Servizio ospedaliero all'aperto!

Abbiamo tutta la sensazione, pur essendo in linea di massima d'accordo - e con questo mi riallaccio alla premessa del Consigliere Monami - che l'acquisto di beni patrimoniali non debba essere di per sé buttato a mare come se la Valle dovesse fare la pudica vergine che dice: "no, l'alloggetto no, le due o tre camere, il soggiorno e il servizio no", ma almeno che possa anche essere, da un punto di vista strettamente economico, un'operazione con un certo qual senso! Però non mi si venga a contrabbandare - perché non posso ritenerlo, e proprio sulla scorta di quanto ho sentito ieri in sede di Commissioni congiunte - che un ufficio che dovrebbe risolvere tutto e non risolverà niente - questo lo sappiamo tutti, e lo sa lei per primo, Presidente della Giunta - possa essere cacciato in questi due o tre localetti, perché questo ci lascia profondamente perplessi! O si tratta di mettere, per una pura questione di principio, demagogica, una sorta di carro avanti i buoi, per dire: "vogliamo fare questa tale riforma (che non è riforma), vogliamo creare questo tale servizio (che non è servizio), vogliamo risolvere questo tale problema (che non è una soluzione)" e allora comperiamo l'alloggetto. A questo punto, però, io faccio mie tutte le perplessità e tutte le riserve portate avanti dal Consigliere Monami.

Non ritengo che un'operazione del genere in questo momento possa trovare una giustificazione o una validità e, d'altra parte, non lo ritengo neanche dal punto di vista di carattere strettamente patrimoniale. Mi si dice che in questo momento quell'ufficio che si trova provvisoriamente collocato nei locali dell'antico Palazzo regionale occupa un intero piano e un certo qual numero di stanze indubbiamente superiore. Mi si dice... sarò mal informato, comunque tu mi darai tutti i ragguagli... certamente non ritengo che la soluzione di due camerette di tre per quattro, di un soggiorno e di un cucinotto o di una cucina possa servire per questo eventuale trasferimento, per cui pensiamoci bene! D'accordo, possono essere... non lo so, effettivamente qui ci si è scagliati contro di noi. Mi ricordo quando abbiamo acquistato per risolvere parzialmente un problema certamente assai più impellente e - mi si permetta - anche con una soluzione certamente più adeguata, il problema dei ricoverati nelle Casermette. Si era rimproverato l'acquisto della famosa Casa Mattioda che, fra l'altro, è stata acquistata ad un prezzo sensibilmente inferiore al metro quadrato. Si trattava di una casa nuova, si trattava di un'opera nella quale venivano previste installazioni e servizi che evidentemente si assommavano al carattere pubblico e sociale, che evidentemente si assommavano al carattere altrettanto pubblico e sociale della destinazione di quegli alloggi ai cittadini aostani che si trovano - lo sappiamo tutti - nelle condizioni in cui si trovavano i ricoverati in quelle Casermette disadatte per ospitare i soldati e che lo sono certamente ancora di più per ospitare persone civili.

Adesso si ritiene di proporre l'acquisto di questo... non dico micro alloggio, ma di questo alloggetto che potrebbe servire una famiglia di due persone e due bambini, e si dice: "abbiamo risolto" o "intendiamo risolvere un problema", ma quale non lo so... il problema dell'assistenza ospedaliera, dell'ufficio istituendo che si ritiene di istituire? Proprio per le dimensioni e per le competenze che si intendono dare a questo ufficio, ritengo che questo alloggio sarà essenzialmente sufficiente per altre eventuali destinazioni. Sotto questo profilo, facendo proprio quanto è stato suggerito e ventilato già dal Consigliere Monami, e cioè che ci sono diversissime altre possibilità di reperire locali, se non palazzi, o comunque piani di edificio idonei per questo, ritengo che questa soluzione, questa idea di destinazione sia assolutamente da scartare.

Secondariamente, è troppo generico dire che "potrà servire". Potrà servire a che cosa? E noi dobbiamo pagare 272 mila e rotti al metro quadrato, oltre il garage, per questo? Per un immobile che effettivamente non ritengo possa rispondere a nessuna di quelle esigenze che l'Amministrazione regionale ha di reperire immobili? Non certo quella dei Gruppi consiliari, lo dicevo scherzosamente...

Non so se Bordon mi ha sentito quando dicevo che ci metteremo in gruppi... beh, la Democrazia Cristiana andrà in cucina per preparare i manicaretti e noi andremo al gabinetto! D'altra parte noi digeriamo quello che voi ci ammansite, caro Bordon, è una funzione fisiologica, si mette dall'alto e scende dal basso; noi siamo modesti, ma comunque ti lasciamo la scelta. Effettivamente non credo che in questo momento una soluzione del genere possa giustificare l'acquisto di un immobile che potrebbe essere giustificato - lo ripeto - per un privato che intende mettere da parte un po' di capitale in suo possesso, ma non per un'Amministrazione Pubblica, perché questa, a mio avviso, si trova un immobile assolutamente inidoneo a qualsiasi destinazione desiderata o optata o, comunque, che già l'Amministrazione regionale possa avere.

Sono queste le considerazioni che mi inducono, personalmente e a nome del mio Gruppo, a fare queste riserve e a dichiarare che, al momento, salvo ulteriori precisazioni su questa destinazione, siamo contrari all'acquisto. Se le ulteriori precisazioni dovessero essere quelle che il Presidente della Giunta ha già anticipato nel suo intervento per i servizi di assistenza ospedaliera, tranquillamente diciamo assolutamente di no.

Andrione (U.V.) - L'elaborato è abbastanza chiaro: si tratta di 6,5 vani. Comunque si voglia discutere il problema, visto che in base alla legge del 6 agosto 1974, n. 886, c'è l'obbligo legale a carico della Regione di creare un ufficio di assistenza ospedaliera, dovrebbe essere certamente in quest'ufficio, perché c'è meno carico di quanto non vi sia attualmente negli uffici regionali. I Signori Consiglieri non hanno che da fare un giro per vedere quale sia il tipo di occupazione attuale nello stabile regionale.

Però, visto che se ne fa una questione di congruità e si ha paura che i buoi vengano messi davanti al carro, potrei fare una proposta: se lor Signori vogliono accettare di discutere l'eventualità di quest'acquisto unitamente alla discussione della legge sul creando ufficio di assistenza ospedaliera che, in una maniera o nell'altra, dovrà essere fatto, perché prima o poi verrà in discussione in Consiglio e prima o poi vi sarà un ufficio di assistenza ospedaliera. Potremmo abbinare le due discussioni, in maniera da essere sicuri che questi futuri impiegati non siano troppo allo stretto e che non ci sia nessuno che debba lavorare in condizioni di anormalità.

Caveri (U.V.) - Devo dare la parola al Consigliere Monami e poi all'Assessore De Vita, ma prima vorrei chiedere un chiarimento.

Nell'allegato di questa proposta di delibera si parla di sei vani. Di questi sei vani, che mi sembrano più teorici che pratici, vorrei sapere quanti sono quelli che possono essere adibiti a uffici, perché se si guarda la planimetria, a parte la cucina e due toilettes ...(voci)... ma non vedo come una cucina possa essere adibita a ufficio! E poi, in sostanza sono due i vani utili da adibire a uffici, perché quello che lei chiama "vano n. 5" in realtà è un vano piccolissimo.

Monami (P.C.I.) - Volevo parlare prima che il Presidente replicasse al collega Capo Gruppo dei D.P., ma non per fare tutta la storia, bensì semplicemente per dire che non è mia abitudine mettere in bocca alla gente cose che non dice, quando mi compiacevo del fatto che finalmente anche la Giunta ha capito che i tempi sono maturi per una riforma sanitaria. Basta leggere la relazione alla proposta di legge n. 116 per renderci conto come questa scoperta finalmente ha trovato spazio anche nella Giunta che dice: "sono preordinati ad avviare quel disegno generale di riforma auspicato da tutti". Quindi non si parla della riforma ospedaliera e precedenti per fronteggiare e risolvere la drammatica situazione degli Enti ospedalieri e dell'intera struttura sanitaria del Paese, ma - chiedo venia - il punto 4 e il punto 5 continuano nel dire che finalmente anche voi avete capito che sono maturi i tempi per questa riforma e che qualsiasi cosa si debba fare in quella direzione non la si può fare se non si tiene conto di questa riforma che verrà fuori. Volevo dire solo queste cose.

Approfitto per dichiarami ben soddisfatto delle risposte del Presidente, così come se questa fosse un'interpellanza o un'interrogazione. Certo che su tali problemi ognuno di noi ha le proprie opinioni... ma è proprio convinto il Presidente che uno spazio migliore, più razionale e maggiore di quanto non lo si procuri con l'acquisto di quell'alloggio non lo si trovi, per esempio, con tutto il rispetto per il Servizio ospedaliero, nei tanti scantinati - e non dico l'enorme palazzo - dell'INAM, nell'enorme palazzo dell'Arco di Augusto dove ci sono in servizio tre o quattro Mutue di diversa natura? Questo personale staccato da questi servizi non lascia proprio degli uffici vuoti o, al loro posto, spuntano altri arbustelli? Sarà sempre più difficile demolire queste strutture, questi centri di potere e quindi non fare la riforma sanitaria.

Ora l'Assessore alla Sanità e all'Assistenza Sociale, Avvocato De Vita, mi dica per cortesia... appunto, fra l'altro ho saputo che ha chiesto la parola... ecco, vorrei sapere dall'Avvocato De Vita: sono stati presi dei contatti con l'INAM per sapere se lì ci sono dei locali? ... Benissimo, con altre Mutue, ma vorremmo sapere se quei locali sono sufficienti per undici persone, me lo dica l'Assessore, anche per tranquillizzarci, per dare un voto con coscienza, un voto serio. Con una documentazione di questo tipo potremmo poi semmai aderire, ma non aderiremo proprio per le ragioni che ho esposto prima relativamente all'acquisto di questo alloggio. A me pare che sia abbastanza semplice tagliare corto dicendo: "noi lo acquistiamo e, se i Comunisti vogliono votare contro, votino contro".

Noi non votiamo contro i provvedimenti che vanno nella direzione della riforma sanitaria, votiamo contro quelli che riteniamo non vadano in tale direzione, o comunque siano insufficienti, o che comunque non si preparino per quegli eventi che fra due o tre anni ci troveremo sicuramente ad affrontare.

De Vita (Assessore tecnico) - Signori del Consiglio, io ho trattato questo argomento non appena ho avuto l'onore dell'incarico che mi è stato affidato e che tuttora mantengo.

Ho personalmente conferito con il Direttore dell'INAM e a lui non ho chiesto i quattro o i cinque vani di cui oggi si discute, ma la possibilità di avere un intero piano dell'INAM a disposizione. Il Direttore in linea di principio si è detto favorevole, ma ha detto però contemporaneamente: "badi che non ritengo possa essere altrettanto la posizione che prenderà la Direzione centrale dell'INAM nei confronti della Regione", quindi la prima cosa è interpellare la Direzione stessa sull'opportunità di un colloquio diretto tra uno degli Assessori di questa Regione - quello più idoneo a trattare un argomento del genere - e la Direzione centrale dell'INAM, a Roma. Questo perché chi conosce la situazione dei nostri uffici, in particolare degli uffici dell'Assessorato della Sanità, sa perfettamente come noi abbiamo personale ammucchiato in scrivanie ravvicinate e locali che, se dovessero essere esaminati dall'Ufficiale Sanitario, verrebbero dichiarati non idonei ad ospitare un tale numero di persone. Andiamo avanti così da un tempo abbastanza lungo, per questo io pensavo di chiedere il trasferimento degli uffici, e non soltanto presso quel palazzo. Voi lo chiamate "costituendo", ma l'attribuzione non interessa. Io però so che soltanto ieri voi avete chiesto quante persone oggi sono addette a quel servizio: è un servizio interno, qualificatelo come volete, altro non è che un servizio interno per l'Assessorato della Sanità, creato o, meglio, in via di organizzazione che dobbiamo sistemare, dove ho anche io le mie perplessità. È grave, e io presento le stesse perplessità del Presidente del Consiglio: mi sembra che i locali siano esigui, non adatti, centralissimi, vicini anche all'Ente Ospedaliero, ma oggi come oggi abbiamo questo a disposizione. Quando non sarà più procrastinabile la soluzione del problema, là vi troverete voi, vi assumerete voi le responsabilità, e noi saremo ben d'accordo, ma lo verbalizziamo questo, qualora non si trovassero i locali idonei.

Io segnalo una circostanza di più: il prezzo richiesto è particolarmente caro per un palazzo che, evidentemente, non è stato finito nei mesi scorsi o nell'anno scorso, ed è un altro degli elementi che mi lascia perplesso. Quello che mi interessa è che non si contesti l'assoluta esigenza e l'assoluta indifferibilità della necessità di una sistemazione dei locali dell'Assessorato, quelli del particolare servizio dell'Assessorato stesso destinati a questo. Se poi ritenete di acquistarlo e, se necessario, di riesaminare e di rinviare la discussione insieme al progetto di legge che riguarda questi uffici, io sono perfettamente d'accordo. Mi riconnetto a quello che ha detto il Presidente del Consiglio: differiamo pure la soluzione al momento in cui intavoleremo... e non è lontano, voi lo sapete, perché avete fatto voi pressioni e premure per la soluzione rapidissima. Io mi sono detto perfettamente d'accordo, quindi non penso che... anzi, abbiamo detto di portarlo in esame al prossimo Consiglio. Vorrei pertanto che si dicesse che effettivamente risponde ad una necessità la sistemazione dei funzionari e degli impiegati dell'Assessorato della Sanità, e di quelli che, per il momento, sono applicati ma poi diverranno comandati, e poi addirittura assorbiti dalla Regione per questo nuovo servizio che, per il momento, non assurge a fini di preparazione della riforma sanitaria, ma esclusivamente di espletamento di compiti che ci sono già demandati ed ai quali non possiamo sottrarci. Questo è quanto volevo dire al Consiglio.

Caveri (U.V.) - Il Presidente della Giunta ha di nuovo chiesto la parola e quindi potrà chiarire quanto ha affermato prima. Ora, non so se vado errato, ma mi pare che il Presidente della Giunta abbia detto che è disposto a rimandare questo argomento a dopo, a quando sarà stabilito come verrà organizzato questo servizio. Mi pare quindi inutile dilungare questa discussione, comunque io darò la parola al Presidente della Giunta. Consigliere Chanu.

Chanu (D.P.) - Lei, Presidente del Consiglio, è una persona simpaticissima oltre ad essere indubbiamente acuta, lei ha messo un ditino sulla piaga con quelle due parole, è perfettamente in quadro, perché io credo che se uno guarda la planimetria allegata si rende conto "ictu oculi" [traduzione letterale dal latino: "a colpo d'occhio"] dell'inidoneità di questo alloggetto per ospitare qualsiasi ufficio e, a maggior ragione, l'ufficio che dovrebbe risolvere i problemi dell'assistenza ospedaliera della Valle d'Aosta. Poi adesso ci viene a dire, giustamente, che c'è il Presidente della Giunta che chiede di rinviare la discussione; rinviamola, va bene, Monsieur le Président du Conseil!

Io ho sentito l'Assessore alla Sanità e devo dare atto al collega De Vita di dire cose effettivamente rispondenti alla realtà, che sono quelle che sono, così come le diceva ieri in sede di Commissioni congiunte Affari Generali e Finanze. Non mettiamo i carri davanti ai buoi e non andiamoci ad imbarcare in spese di decine di milioni, ma per che cosa? Per un quid che non sappiamo ancora come dovremo risolvere, collega De Vita, posto che questo alloggio, questo immobiletto - non per il prezzo, ma per le dimensioni - debba poi essere destinato a quel "famoso ufficio" o a quei "famosi uffici" o a quelle "famose undici o tredici persone", o quante saranno! In questo caso dico: ma vogliamo parlare di rinvio della discussione del grosso problema dell'assistenza ospedaliera in questa appendice? Io ritengo che il Consiglio in questo momento abbia già la possibilità obiettiva e soggettiva di dire quale sarà la soluzione. Quest'appendice alla soluzione che daremo non potrà avere assolutamente inserimento, perché quale sia l'impostazione e la destinazione che vorremo dare a questi "famosi" uffici e servizi, a mio avviso è un dato di fatto che... un alloggio di due camere, un soggiorno, una cucina e un gabinetto non possono assolutamente servire a questo. Quindi lasciamo perdere, non diciamo "rinviamo", ma piuttosto "accantoniamo".

Andrione (U.V.) - Ripeto che, per quanto ci riguarda, la questione possiamo metterla in votazione o rinviarla.

Per quello che riguarda le opinioni soggettive dell'Avvocato Chanu, devo dire che non concordo, perché sono disposto, con il metro alla mano, a dimostrare che c'è più spazio lì che negli uffici regionali attuali rispetto al carico di persone. Voi non siete d'accordo; credo sia un'opinione valida la vostra, ma io mantengo la mia. Può essere facilmente controllato, non è difficile, si presta alle riparazioni adatte, vale a coprire un periodo di tempo nel quale è indispensabile che vi sia un ufficio di assistenza ospedaliera, sperando che le rosee previsioni - io non ci credo, ma è un'opinione anche questa - del Consigliere Monami si realizzino e fornisca un servizio alla Regione. D'altra parte "l'immobiletto" in questione ha un prezzo di mercato, non è che proponiamo un'operazione economicamente sbagliata, perché vale quello che vale, e lor Signori in questa materia possono certamente darmi degli insegnamenti; dovendolo un domani rivendere, la Regione, ancora una volta, non ci rimette certamente.

Ripeto: abbiamo a disposizione una possibilità, un immobile che in questo palazzo in cui l'Amministrazione regionale scoppia non si trova così facilmente come sembrano dire alcuni. Di conseguenza, se la proposta di rinvio è accolta, rinviamo, facciamo la discussione della parte più importante e poi vedremo; se la proposta di rinvio non è accolta, io pregherei il Presidente del Consiglio, dopo l'ampia esposizione dei differenti punti di vista, di mettere in votazione.

Borbey (D.C.) - Non voglio entrare proprio nel merito della satira un po' pungente dell'Avvocato Chanu, il quale è da un po' di tempo che dice: "l'alloggetto, le due camerette, la cucinetta" e una cosa e l'altra.

Io sono pertanto a sostegno del Presidente della Giunta, il quale dice: vogliamo andare con il metro? Allora, io mi sono preso la squadretta e ho preso la planimetria catastale, quindi quadra perfettamente con il metro, e vi dico che ci sono due locali di metri 4,20 x 5, quindi doppi degli attuali uffici dove noi troviamo tre geometri o tre impiegati. Se facciamo la proporzione, possono ospitare sei persone ogni locale, se mi permettete, due locali di 4 x 5, un altro locale di 3,20 x 5 x 4,40 e un altro locale di 7,40 x 5,20. Quindi io, con le misure alla mano, vi dimostro che questo alloggio può ospitare benissimo 15 impiegati nella ristrettezza come sono attualmente i nostri impiegati alla Regione. Benissimo! E io dico: con la stessa proporzione.

Ora chiedo scusa, perché non voglio entrare nel merito, se può essere idoneo o no per questo servizio, perché in effetti non sono competente per dire quante persone dovranno farvi parte, se questi locali sono idonei come arredamento o altro, ma vedo che ha un ingresso di 2,60 x 6 metri di lunghezza, quindi è una hall che potrebbe benissimo fare da ingresso per qualunque ufficio professionale, ma molto grande, pertanto potrebbe forse andare bene anche per quest'ufficio.

Ho preso la parola non per portare alla realtà la battuta facile del "piccolo immobile" o del "piccolo locale", ma se facciamo una proporzione esatta questi locali sono il doppio dei nostri uffici e, se vogliamo andare a controllare con il metro alla mano, noi siamo pronti.

Caveri (U.V.) - Cosa propone il Presidente della Giunta?

Andrione (U.V.) - Rinviamo o sennò votiamo, l'ho detto adesso.

Caveri (U.V.) - Mettiamo in votazione la delibera? Consigliere Monami.

Monami (P.C.I.) - Il Gruppo Comunista propone la votazione segreta. Grazie.

Chanu (D.P.) - Votiamo la proposta della Presidenza della Giunta del rinvio? Perché naturalmente... ma o proponi il rinvio e discutiamo sul rinvio o altrimenti ritiri la proposta e dici basta.

Andrione (U.V.) - Forse ho sentito male, ma mi sembrava che tu avessi detto che ognuno era in grado di giudicare già sui dati portati fino adesso, quindi avevo interpretato nel senso che voi respingevate la proposta di rinvio, ma non l'ho formalizzata, ho semplicemente fatto un aut-aut. Adesso il Gruppo Comunista chiede la votazione segreta, facciamo la votazione segreta.

Caveri (U.V.) - Allora procediamo alla votazione a scrutinio segreto su questa delibera.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti e votanti: 29

Maggioranza: 15

Favorevoli: 15

Contrari: 14

Il Consiglio approva. La delibera pertanto è approvata.

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Il Consiglio

delibera

1°) di approvare l'acquisto, per il prezzo a corpo di lire 42.000.000 (lire quarantaduemilioni), dell'appartamento e del garage di cui in premessa, di proprietà del signor Albino Linty-Blanchet da destinare a sede di Uffici regionali, eventualmente del Servizio regionale di Assistenza Ospedaliera;

2°) di approvare la relativa spesa complessiva di L. 42.700.000, da finanziare come segue:

a) per Lire 42.000.000 (prezzo d'acquisto), da imputare sul capitolo di spesa n. 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese per l'acquisto e costruzione di beni patrimoniali"), che presenta la necessaria disponibilità;

b) per Lire 700.000 (spesa presunta per la stipulazione dell'atto di compravendita), da imputare sul capitolo di spesa n. 203 del precitato bilancio preventivo della Regione per l'anno 1975 ("Spese notarili, perizie, liti, atti legali, ecc."), che presenta la necessaria disponibilità;

3°) di delegare alla Giunta Regionale, l'adozione di ogni successivo provvedimento di esecuzione, per addivenire alla stipulazione dell'atto notarile di compravendita dell'immobile di cui si tratta e, in particolare, per la designazione del Notaio rogante, per la liquidazione delle relative spese nonché per gli eventuali ulteriori accertamenti circa la consistenza e l'intestazione catastale dell'immobile da acquistare.

Caveri (U.V.) - Passiamo al punto n. 19 dell'ordine del giorno.